iPhone & co, video creativi che reinventano il mobile [VIDEO]

Forse non tutti sanno che il primo smartphone nacque nel 1992 grazie alla IBM. Simon aveva 1MB di memoria e poche funzioni ma è grazie a lui se oggi abbiamo piccoli capolavori come l’iPhone e l’iPad. Nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione, terreno fertile per le menti creative del web che hanno trasformato i prodotti Apple in peluche, bocche, skateboard e molto altro…

In questo post abbiamo raccolto 5 video virali che utilizzano i dispositivi in modi stravaganti e creativi, dal video musicale alla presentazione di un app. Pronti? Via!

iPhone – Diorama

Con oltre 500.000 app e un’infinita scelta musicale, dentro ogni iPhone c’è un piccolo mondo. Allora perché non crearne uno anche sopra?!

Cassius – I love you so

C’è chi le vuole coloratissime, chi gonfie e carnose e chi enigmatiche come la Monnalisa. Di cosa stiamo parlando? Ma delle labbra, protagoniste del video del gruppo francese Cassius. Non soltanto un videoclip ma una vera performance artistica realizzata grazie alle potenzialità dell’iPhone e ad un’app (scaricabile qui) che riproduce diverse tipologie di labbra mentre cantano le parole della canzone “I love you so

Totoya Creatures

Il Furby? Antico! Il Tamagotchi? Preistoria! Da oggi, grazie ad un’app (scaricabile qui) e ad una custodia… “mostruosa” (acquistabile qui) è possibile trasformare il vostro iPhone o iPad in un peluche-mobile! Totoya Creatures rivoluziona il concetto di app trasformandola da virtuale a reale soddisfacendo il desiderio di ogni Apple addicted: abbracciare il proprio iPad!

Video Puzzle

Come dice il proverbio: “L’unione fa la forza” e l’unione di più iPhone? Un viral video!

New iPad Test – Will It Shred?

Dopo tutti questi video creativi vi viene voglia di provare qualcosa di estremo ma il vostro iPad si rompe? Non buttatelo e non disperate, potete trasformarlo in uno skateboard! In questo video Todd Dever, sulla falsa riga della serie “Will it Blend?” ci mostra come realizzare uno skate davvero geek ma attenzione ai deboli di cuore… loro usano un iPad nuovo!

Questi video sono l’esempio perfetto di come la tecnologia sia un trampolino per nuove idee e nuovi punti di vista. E voi cosa ne pensate? La tecnologia rallenta e opprime la fantasia o ne è catalizzatrice e divulgatrice?

Le migliori citazioni di Tim Cook, nuovo CEO Apple

Questo post è una libera traduzione dell’articolo originale di Seth Fiegerman “The 12 best things Cook has ever said

Tim Cook non ha mai ricevuto il meritato credito. Per anni le persone intorno a lui e l’opinione pubblica hanno sostenuto che Cook non avrebbe mai potuto vestire i panni di Steve Jobs.

Tuttavia, le azioni della società sono salite  sotto la sua direzione, e Cook ha dimostrato una leadership eccellente nel gestire le controversie relative al lavoro presso gli impianti di produzione di Apple.

Uno dei motivi per cui non gli viene dato credito potrebbe essere semplicemente ricondotto al fatto che la gente non ne sa molto di lui. Cook è essenzialmente un uomo che mantiene un basso profilo, non concede molte interviste, non ci sono grandi biografie scritte su di lui, lo si vede uscire allo scoperto soltanto quando c’è da lanciare un nuovo prodotto.

In realtà ci sono parecchie affermazioni dello stesso Cook, che ci aiutano ad avere una visione d’insieme del suo background e del suo modo di operare.Vediamone alcune:

1) “Sono arrivato dove sono nella vita perché i miei genitori hanno sacrificato più di quello che avrebbero dovuto…

.. perché insegnanti, professori, amici e mentori hanno avuto molta più cura di quello che avrebbero dovuto. E perché Steve Jobs e Apple mi hanno dato l’opportunità di impegnarmi ogni giorno in un lavoro di valore, per più di 12 anni

[Inizio intervento ad Auburn, 12 Maggio 2010]

2) “ Un’opportunità che capita una volta nella vita” (al suo ingresso in Apple)

“A non più di cinque minuti dal mio colloquio con Steve, volevo già buttare al vento la cautela e la logica per entrare a far parte della Apple. La mia intuizione già mi diceva che entrare in Apple avrebbe rappresentato l’opportunità di lavorare con geni creativi e partecipare al team che avrebbe portato alla resurrezione della grande azienda americana, opportunità che si presenta una volta nella vita”

[Inizio intervento ad Auburn 12 Maggio 2010]

3) “L’eccellenza è diventata una consuetudine” (riferendosi alla cultura aziendale Apple)

[Chiamata agli investitori, 18 Gennaio 2011]

4) “Perché sei ancora qui?!” (parlando ad un dirigente)

“Cook convocò un meeting con il suo team, e la discussione verté su un particolare problema in Asia. “Ciò è veramente dannoso” disse al gruppo. “Qualcuno dovrebbe essere in Cina ad occuparsene”.  A trenta minuti dal meeting, Cook gardò Sabih Khan, un dirigente esecutivo, e brutalmente chiese, con una traccia di emozione: “Perché sei ancora qui??!!”

[tratto dal Fortune Magazine, Novembre 2008]

5) “Fintanto che le persone creeranno le proprie cose, Io amerò la competizione”

“Onestamente, noi competeremo con chiunque. Io amo competere. Fintanto che le persone creeranno le proprie cose, Io amerò la competizione”

[intervento su “Kenyote” alla Goldman Sachs Technology and Internet Conference, 14 Febbraio 2012]

6) “Il prezzo è raramente la cosa più importante…

…un prodotto economico può vendere abbastanza unità e, si sa, chi lo acquista si sente bene quando va a pagare dal proprio portafogli, ma poi quando portano a casa il prodotto e lo usano, la gioia se ne va. Non solo, la gioia se ne va ogni giorno in cui lo usano, e questo è il motivo per cui smettono di usarlo! Non ci si ricorda “Oh, ho fatto un buon affare!” perché lo si odia!

[intervento su “Kenyote” alla Goldman Sachs Technology and Internet Conference, 14 Febbraio 2012]

7) “Avanti, rimpiazzare Steve? No. Lui è insostituibile…

…è qualcosa a cui la gente si deve abituare. Io vedo Steve con i suoi capelli grigi a 70 anni, lavorare ancora a lungo dopo il mio ritiro

[tratto dal Fortune Magazine, Novembre 2008]

8 ) Quello che Steve significa per lui…

“Personalmente ammiro Steve non tanto per quello che ha fatto o detto, ma per quello che ha rappresentato. La più grande lezione che ho imparato da Steve è che la gioia nella vita è rappresentata dal viaggio, e l’ho visto vivere in questo modo ogni giorno.”

[Memoriale per la morte di Steve Jobs, 23 Ottobre 2011]

9) “Non chiuderemo un occhio sui problemi” (parlando di Foxconn)

“Quello che non faremo, e che non abbiamo mai fatto, è restare fermi a guardare o chiudere gli occhi di fronte ai problemi dei nostri fornitori. Su questo avete la mia parola.”

[Email interna ai dipendenti Apple, 26 Gennaio 2012]

10) “Siamo Semplici”

“Abbiamo un’unica organizzazione (design industriale), un unico dipartimento hardware. Un unico dipartimento marketing. Non siamo come queste grandi compagnie piene di divisioni che sfornano prodotti indipendenti. Siamo semplici”

[tratto dal Wall Street Journal, 16 Febbraio 2012]

11) “Ho sempre odiato i contenziosi…

.. ho sempre preferito risolvere piuttosto che fare battaglia. Abbiamo bisogno che la gente crei le proprie cose.”

[Chiamata agli investitori, 24 Aprile 2012]

12) “Si può far convergere un tostapane e un frigorifero ma…

.. queste due cose molto probabilmente non andranno a soddisfare l’utilizzatore”

[Chiamata agli investitori, 24 Aprile 2012]

Da queste affermazioni emerge un po’ il carattere di Cook, che ha sempre vissuto all’ombra della figura carismatica di Steve Jobs, ma che sta dimostrando di essere un degno successore, nonostante egli stesso abbia sostenuto l’insostituibilità di Steve.

Io penso che Cook sia davvero un buon CEO per Apple, voi che ne pensate?

20 esempi di creatività tipografica efficace

Che la pubblicità sia una vera e propria arte è ormai un dato di fatto, e quando a veicolare il messaggio oltre a immagini  accattivanti ci sono anche caratteri tipografici particolarmente creativi la comunicazione arriva al destinatario sicuramente con una marcia in più.

Che si tratti di poster, loghi o immagini da stampare su riviste e magazine un carattere studiato ad hoc e adatto al brand è l’ideale per trasmettere il messaggio in maniera più diretta e allettante, se poi è incluso anche un lato giocoso allora si ottengono pubblicità come queste, un simpatico ed efficace mix tra brand, gioco e colori.

Voi che ne pensate, quelle patatine in 3D a forma di parole non vi fanno venire l’acquolina?

Gestiamo l'impresa con Giobby, il gestionale online gratuito [INTERVISTA]

Uno dei 3 motivi per cui oggi è più facile fare impresa riguarda la possibilità per le startup e le piccole imprese di poter accedere a una serie di risorse software gratuite e di alta qualità che permettono di ridurre l’investimento iniziale e i costi di gestione.

Giobby è un gestionale completo e molto potente che permette di gestire tutti gli aspetti di un business, dalle vendite agli acquisti fino al magazzino e a agli aspetti contabili, il tutto condito con una forte componente collaborativa.
Abbiamo intervistato il team di Giobby che ci ha spiegato come è nato questo prodotto e cosa permette di fare alle imprese che decidono di utilizzarlo.

Come e quando nasce il progetto Giobby?

“L’idea è nata perché le piccole e medie imprese non hanno strumenti per competere nel mercato globale. Gli attuali sistemi gestionali sono obsoleti, complicati e non permettono di fare business online. Sono costosi e non danno alcun valore aggiunto alla gestione. Noi immaginiamo un nuovo mondo dove le piccole e medie imprese possono gestire la propria attività con semplicità ed efficienza e possono sfruttare internet per espandere il proprio business.

Abbiamo iniziato a lavorarci circa tre anni fa e il team è composto da una decina di persone con esperienze professionali importanti, maturate in piccole e medie imprese ed in multinazionali.”

Cosa permette di fare Giobby alle PMI?

“Giobby permette alle PMI di gestire in modo efficiente la propria attività, facendo leva su uno strumento gratuito, facile e accessibile da qualunque luogo. Inoltre permette di azzerare i costi di software e di infrastruttura; incrementare la produttività con la gestione in tempo reale di più attività, magazzini e punti vendita; collaborare meglio grazie alla perfetta integrazione del gestionale con progetti, calendario, messaggi e mail.”

Cosa rende Giobby unico nel mercato dei gestionali?

“Giobby è un gestionale semplice ed intuitivo con assistenza tecnica gratuita e puntuale; viene aggiornato costantemente e l’utente non deve preoccuparsi di nulla. Rispetto ad altri software è online ed è utilizzabile da qualunque dispositivo (Pc e Mac) e device mobile (tablet Android e iPad).
Sottoscrivendo un pacchetto di consulenza qualificata si ha la possibilità di avere a disposizione un Esperto Business Giobby che ti aiuta a trovare soluzioni ottimali per il tuo tipo di business.

La piattaforma è innovativa ed integrata e consente la personalizzazione dei modelli di stampa, l’invio dei documenti via mail, la gestione degli allegati, la pianificazione e consuntivazione dei progetti insieme alla gestione dei rapportini, la condivisione dei calendari personali e dei relativi progetti, l’integrazione delle mail, report semplici da leggere, la gestione del registratore di cassa, e perfino la stampa di etichette e barcode.”

Quale modello di business avete adottato?

“Il modello di business che utilizziamo per Giobby è simile a quello usato da molte startup americane. I guadagni derivano da servizi a valore aggiunto, mentre le feature core sono gratuite, seguiamo in sostanza l’esempio di Google e di altre aziende che si comportano allo stesso modo.”

Cosa possiamo aspettarci in futuro da Giobby?

“Per il futuro sono previste due grandi novità: una versione internazionale per i mercati esteri, con l’apertura ai mercati del Nord America nel 2013 e una straordinaria innovazione che rivoluzionerà completamente il modo di fare business per le piccole e medie imprese.”

Un ringraziamento e un in bocca al lupo al team di Giobby che ha le idee molto chiare su come crescere e su come sviluppare il software.
In attesa delle prossime novità, se siete un’impresa che sta valutando l’adozione di un gestionale, vi invitiamo a provare la demo online di Giobby per testare l’interfaccia e le funzionalità.

Dior torna nel Giardino Segreto di Versailles [VIRAL VIDEO]

Lo stile unico e raffinato della maison Dior torna ad affascinare, rinnovando il grande amore per uno dei luoghi più suggestivi al mondo. Nell’atmosfera onirica e fiabesca della Reggia di Versailles va in scena la presentazione della collezione autunno-inverno 2012.

‘Secret Garden-Versailles’ è lo short movie più fashion del momento, diretto dai registi e fotografi Inez Van Lamsweerde e Vinoodh Matadin. Le modelle Daria Strokus, Melissa Stasiuk e Xiao Wen Ju ci accompagnano nel tour, dalla sala degli specchi attraversando sfarzosi saloni per concludere al meglio nel magnifico giardino segreto, che custodisce l’emblema CD tutto fiorito della casa di moda.

Versailles e Dior, un connubio vincente iniziato nel lontano 1955 con la presentazione della collezione primavera-estate, quando lo stesso stilista ammise di essersi ispirato ai ricami indiani ed ai tessuti della famosa sala degli specchi, riportando tra i vari nomi della collezione anche Versailles, Trianon, Bal à Trianon Féte à Trianon.

Un’intesa che si è poi consolidata nel 2007 in occasione del 60° anniversario e nel 2011 con l’indimenticabile J’Ador Dior pronunciato da una sensualissima Charlize Theron che sfila all’interno della Reggia incontrando e celebrando, grazie ad abili effetti speciali, le dive d’altri tempi fedeli estimatrici di Dior come Grace Kelly, Marlene Dietrich e Marilyn Monroe.

Enjoy the silence dei Depeche Mode si rivela la colonna sonora perfetta per consolidare la bella storia d’amore, destinata a durare nel tempo: “Le emozioni sono intense. La parola è banale. I piaceri rimangono”.

Con questo insolito video Dior celebra ancora una volta le sue origini francesi e afferma la sua brand identity fatta di sapiente equilibrio tra elementi classici e moderni, strizzando l’occhio al pubblico del web con un contenuto “cucito addosso” alla piattaforma. E la rete sembra proprio aver apprezzato!

Glove one: ovvero come trasformare la vostra mano in un cellulare!

Glove one: ovvero come trasformare la vostra mano in un cellulare!

Se siete assidui lettori di questa sezione saprete che la “tecnologia indossabile” ci affascina: molte volte abbiamo pubblicato esempi davvero curiosi provenienti da ogni parte del mondo. Oggi vi parliamo di Glove one e di come la nostra mano possa trasformarsi in un… telefono cellulare!

Glove one: ovvero come trasformare la vostra mano in un cellulare!

Creato dall’artista/designer Bryan Cera, Glove one è un dispositivo indossabile di comunicazione mobile. Come si può vedere dal video, è possibile effettuare chiamate verso altri telefoni utilizzando i tasti presenti nella parte interna del dispositivo (in pratica, nel palmo della mano).

Per utilizzarlo basta inserire una normale sim! Il concept è stato realizzato utilizzando una stampa plastica in 3D, per avere delle finiture ottimali.

Glove one: ovvero come trasformare la vostra mano in un cellulare!

Sul proprio sito, Bryan promette di mandare le istruzioni per realizzare Glove one: basta registrarsi lasciando l’indirizzo e-mail! Per chi non vuole aspettare, su Instructables ci sono le istruzione per creare qualcosa di simile!

Glove one: ovvero come trasformare la vostra mano in un cellulare!

Nel prossimo futuro, andremo in giro come dei robot? 🙂

Learning by doing: il valore aggiunto dell'apprendimento in Second Life

Di Ivonne Citarella – Second Lifer e Sociologa collaboratrice con il CNR

Nel precedente articolo spezzavo una lanciava a favore delle potenzialità di Second Life come ambiente idoneo alla formazione e a questo proposito ho pensato di condividere con voi  l’esperienza professionale di Gianni Panconesi, aka Punk Janus, ricercatore indipendente, e-teacher e v-teacher.

Oltre alla partecipazione a vari convegni in qualità di relatore, come quelli di SIEL, Education 2.0 e Didamatica, ha collaborato come e-moderator al progetto Added Value of teAching in a virTuAl world (AVATAR), un corso finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito Comenius LifeLongLearning Programme che ha visto coinvolti 120 insegnanti delle scuole secondarie di Italia, Gran Bretagna, Austria, Spagna, Bulgaria e Danimarca.

In virtù della sua esperienza è in grado di affermare che i mondi virtuali 3D (come Second Life o Opensim), si configurano come ambienti di apprendimento collaborativi più  potenti ed immersivi, da un punto di vista emotivo, rispetto agli strumenti del Web, idonei per sviluppare metabilità e metacompetenze (autodirezione, auto valutazione, lavoro autonomo), in ambienti nei quali è possibile lavorare sul testo formale ed informale e dove  gli insegnanti parlano lo stesso linguaggio degli studenti, in linea con l’acquisizione delle competenze personali, come indicato dall’Unione Europea.

Negli ultimi anni si é affermata in Europa una metodologia per l’insegnamento delle scienze basata sull’indagine e la scoperta.

Da un punto di vista delle nuove metodologie didattiche, ciò che è irrealizzabile nella realtà fisica spesso diventa possibile in un ambiente di apprendimento virtuale 3D, attraverso la simulazione.

La scelta di questo nuovo strumento educativo nasce dalla considerazione che molto spesso parla il linguaggio dei videogames e consente così un apprendimento informale da parte degli studenti di contenuti trattati di solito in contesti formali.

Gli ambienti virtuali 3D realizzano un apprendimento esperienziale, situato (cioè legato al contesto) e manipolativo, in cui il docente, non più erogatore d’informazioni a studenti passivi, diventa sceneggiatore di esperienze didattiche attivamente vissute anche in prima persona e la conoscenza che ne deriva è il prodotto di una costruzione attiva del soggetto.

Una metodologia in grado di mantenere viva l’attenzione degli studenti, anche di quelli che mal di adattano a un apprendimento di tipo simbolico-ricostruttivo basato sulla trasmissione verbale e sul testo scritto, tipico della scuola tradizionale.

A partire da questi concetti Maria Guida, docente attualmente in servizio presso ANSAS exIndire cone ricercatrice, ha ricostruito un bioma marino in cui gli studenti, per rispondere a delle domande stimolo, devono cercare attorno a sé creature interattive che, al tocco, forniscono informazioni sotto forma di immagini, video, brevi testi e suoni ed in questo modo imparano in maniera attiva.

Una caccia al tesoro in fondo al mare in cui, tappa dopo tappa, medusa dopo gorgonia, si apprende la biodiversità e si sviluppa la coscienza ecologica negli studenti, rendendoli consapevoli che la tutela del patrimonio naturale è necessaria. Nei prossimi articoli faremo una chiacchierata più approfondita con Maria Guida aka Marinu Gausman, per capire meglio il ruolo che giocano in ambito didattico queste sperimentazioni.

Per il momento godetevi questo viaggio all’interno della cellula ideato da Cesare Facciolo aka Silvestro Dagostino

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Second Life e i MV offrono dunque vantaggi culturali, linguistici, relazionali e motivazionali nell’apprendimento, contribuendo a migliorare l’aspetto collaborativo, la riflessione, il learning by doing, l’autonomia del discente e l’empatia sociale.

Panconesi è owner come Punk Janus di Solaris una land nata nel 2007  che oggi ospita, in virtù dello spirito di condivisione ereditato da Vulcano, una storica land di Second Life, molte realtà che operano negli ambiti della formazione, dell’Arte, dell’e-learning, della Poesia e dei Media come Pyramid Cafè che include oltre a Pyramid CafeTv, anche ALI-Accademia  delle land italiane di Salahzar Stenvaag , Time Travel di Sergej ZarfArte Libera di Simba Shumann, Stregatti di Gattalia Rossini, L’art d’amour di Viola Tatham, Virtual World Magazine di Aquila della Notte e il mio IPAP.

Solaris ha partecipato anche alla rassegna Rinascimento Virtuale (2008-2009), un’esposizione artistica curata e pensata da Mario Gerosa ospitata al Museo di Storia Naturale nella città rinascimentale per eccellenza qual’è Firenze, di cui potete vedere di seguito due video di presentazione

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Se volete fare un salto a Solaris, questo è il collegamento: http://slurl.com/secondlife/Solaris/128/128/2

Questa chiacchierata ci ha offerto spunti di riflessione di cui è bene tener conto nel progettare la scuola di domani.

Cerchiamo quindi di cogliere il plus-valore degli ambienti virtuali e trasformiamo i nostri discenti da passivi ad attivi, perché la conoscenza non è accettazione passiva e dedicando fondi alla sperimentazione virtuale non potremmo che migliorarci.

Ivonne Citarella

Politica e Twitter: Casini scioglie il Terzo Polo con un tweet


In Italia è forse il primo caso dove l’informazione convenzionale viene superata da quella ‘unconventional’ dei social network.

Pierferdinando Casini ha comunicato ieri sera la decisione di riformare la sua coalizione (il cosiddetto Terzo Polo) a seguito delle elezioni amministrative. Curiosamente, lo ha fatto utilizzando Twitter, forte dei suoi 55mila followers.

Il noto politico twitta dopo 7 ore dall’ultimo post, intorno alle ore 22. Una scelta probabilmente pianificata a tavolino, dopo essersi confrontato con gli alleati e per certi versi non prevedibile, vista la priorità concessa dalla politica alla televisione e ai suoi talk show di prima fascia.

Curiosamente, l’ex Presidente della Camera pubblica anche un secondo tweet, dal sapore “profetico”:


Ci sentiamo di dire che non è il servizio pubblico che è in declino, ma forse la normale dinamica comunicativa, anche in ambito politico: certo, parlamentari e leader di movimenti continueranno ad annunciare trasformazioni più o meno epocali con le classiche conferenze stampa. Ma sarà altrettanto normale – e sempre più frequente – vederli in azione con tweet e retweet.

L'ospedale di Houston farà il live tweeting di un'operazione chirurgica

Da sempre siamo abituati – giustamente – a vedere gli interventi ospedalieri come qualcosa che deve rimanere discreto, soprattutto per via della loro delicatezza e per il rischio che ne consegue. Da qualche tempo, però, stanno nascendo (soprattutto in USA) esperimenti molto particolari, che coniugano social media e medicina. Un esempio? Il primo live tweeting in occasione di un intervento a cuore aperto, svolto dall’Ospedale di Houston tramite il proprio account.

Visto l’esito positivo del primo esperimento, sempre Mashable ci riporta che la stessa struttura ospedaliera ha deciso di bissare: in particolare, domani (mercoledì) dalle h. 8.30 locali ci sarà la copertura mediatica di un intervento al cervello ad opera del Dott. Dong Kim. La volontà? Quella di dare un’informazione dettagliata e precisa di come si svolgono questi tipi di interventi. Per l’occasione verrà allestita una piccola postazione 2.0 fuori dalla sala operatoria, dove uno specialista interverrà e risponderà ai curiosi su Twitter. Altri contenuti verranno poi postati su Youtube, Pinterest e Storify.

Certamente siamo sensibili all’innovazione, ma qui più di un dubbio e una domanda ci sorgono: non staremo esagerando e, soprattutto, non si staranno sprecando risorse e tempo, teatralizzando un fatto privato e così delicato?

Da parte sua, lo staff dello Huston Hospital sembra molto eccitato all’idea, e molti insegnanti e docenti esterni useranno proprio Twitter e i social network per seguire una lezione di medicina davvero speciale.

Melvin, la macchina di Rube Goldberg usa i social [VIDEO]

Poco meno di un anno fa HEYHEYHEY, design studio di Eindhoven, diffondeva sul web il video di Melvin The Magical Mixed Media Machine, la macchina di Rube Goldberg che filma i suoi spettatori mentre è in azione e manda le immagini direttamente online.

Ora è arrivata Melvin the Mini Machine, sorellina in versione light costruita per attraversare il mondo: viaggia infatti su due vecchie valigie pronte ad essere disposte per permettere alla macchina di svolgere il suo compito, timbrare cartoline pronte da spedire da ogni punto della Terra, con tanto di francobollo.

Propria come la sua antenata, Melvin the Mini Machine si “autopromuove” online, stavolta utilizzando la fotocamera di un HTC Desire con Android 2.3.3. Ma non è finita qui, perché la macchina di Rube Goldberg più piccola del mondo è una vera technology addicted: si geolocalizza con un GPS interno e pubblica aggiornamenti su Facebook e Twitter.

Melvin è un affascinante commistione tra analogico e tecnologico, che viene ripresa anche nello stile del video dal mood retrò. Forse una creazione di design non utilissima, ma è una suggestione certamente intrigante, no?