Se Facebook fosse nato negli anni '90 [VIDEO]

Ogni rivoluzione è figlia dei suoi tempi. Ma avete mai pensato ad una versione nineties del social network di Mr Zuckerberg? Questo video, prodotto da Squirrel Monkey, ci mostra un’ipotetica trasmissione di due decenni fa, Wonders of the World Wide Web, che ci racconta in anteprima il nuovo futuristico “The Facebook“.

Raccontando retrospettivamente lo sviluppo del social più famoso al mondo, gli autori ne mettono anche in luce aspetti che nell’era della socializzazione web sono del tutto normali, ma non lo erano certo fino qualche anno fa: ad esempio, diventare “amici” di persone perfettamente sconosciute.

L’ironia non manca di certo, quando si accenna alla possibilità di condividere con tutti i propri stati emozionali: “Grazie a questa spettacolare tecnologia digitale ora tutti i tuoi amici sapranno che sei stanco. Non è fantastica, la tecnologia?!“. O alla possibilità che Facebook ci dà (o noi stessi abbiamo intrapreso come abitudine?!) di cliccare “like” ad un messaggio che in realtà non ci piace affatto.

Ma non finisce qui. Il team di Squirrel Monkey ha realizzato anche altri video, sempre sulla stessa linea, dedicati a Twitter, Google e Angry Birds.

Time Lapse Italia, una community per passione [INTERVISTA]

Qualche settimana fa vi abbiamo proposto un articolo che raccoglieva 20 interessanti esempi di video time lapse. Un’affascinante realtà in crescita che raccoglie sempre più estimatori e makers anche tra i nostri confini. A parlarcene oggi è Marco Famà, fondatore di Time Lapse Italia, la prima community italiana centrata su questo fenomeno. Un esempio brillante di come una passione personale (ma assolutamente condivisa!) possa dare vita ad un progetto, ad un luogo dove persone con gli stessi interessi possano trovarsi per condividere conoscenze, suggerimenti, idee, fatiche…e tante belle cose!

Ciao Marco. Partiamo con le domande semplici: da dove viene la tua passione per il timelapse?

Il fascino nei confronti del time-lapse è iniziato molti anni fa, dopo essermi informato su come venivano realizzate alcune sequenze di documentari naturalistici che avevo visto. La vera passione però è esplosa del tutto dopo aver visto il bellissimo lavoro di Josh Owens AKA Mindrelic, chiamato New York City. Ero rimasto così affascinato dalla bellezza e purezza di quelle sequenze, che dopo pochi minuti ho pensato: è il momento di provare a farne uno tutto mio!

La tua è la prima community in Italia dedicata al timelapse, una realtà ancora in fase di diffusione nel nostro Paese. Cosa ti ha spinto a crearla, e quali obiettivi ti sei posto nel farlo?

Sono un fotografo freelance appassionato di nuove tecnologie e di ciò che gira intorno al web. La forte spinta è arrivata dopo aver preso coscienza del fatto che nel web italiano non esistesse ancora un punto di riferimento dedicato a questa favolosa tecnica.
Se cercavi un tutorial in lingua italiana era pressoché impossibile trovarlo. Se te la cavavi con l’inglese, le informazioni che trovavi su Internet erano comunque piuttosto poche e frammentate.
Volevo dare quindi l’opportunità a tutti quelli che con l’inglese non vanno proprio d’accordo, di potersi ritrovare in un portale dedicato, informarsi, scambiarsi idee, collaborare e uscire allo scoperto.
Analizzando inoltre i dati di Google Trends, ho poi scoperto che sia in alcuni Paesi Europei che negli Stati Uniti, l’interesse nei confronti di questa tecnica era letteralmente esploso già nel 2009. Nel 2011 in Italia invece.. beh, non c’erano nemmeno sufficienti dati per sollevare la linea sul grafico comparativo!

Time Lapse Italia è nato quindi con precisi obiettivi:

  • diffondere la passione per la fotografia timelapse, in Italia
  • fornire gratuitamente le risorse necessarie per iniziare a produrre i primi video professionali
  • mettere in contatto tra loro fotoamatori e professionisti, allo scopo di poter crescere professionalmente
  • dare spazio alle – ancora poche – realtà italiane che fanno di questo un vero e proprio lavoro, possibilmente facendo decollare chi ha prodotto clip interessanti pur essendo ancora agli inizi.

Hai riscontrato qualche difficoltà nel mettere in piedi il progetto?

Sinceramente non ho avuto grosse difficoltà nel progettare e implementare il sito di Time Lapse Italia. Il maggiore ostacolo è però da sempre riuscire a trovare il tempo per mettere in piedi tutte le idee che mi frullano in testa al fine di migliorare costantemente il progetto, e la sua diffusione.
Il vero ingrediente per il successo di un progetto web editoriale come TLI è produrre costantemente contenuti di qualità per i propri lettori. E questo non è affatto semplice, se non sei un full-time blogger.
Fortunatamente ad oggi sono riuscito a stringere rapporti con alcune persone di fiducia che iniziano a stendere articoli su TLI in autonomia – anche loro per passione – lasciando a me qualche buona razione di tempo per lavorare al miglioramento del sito.

Chi sono gli utenti che si sono raccolti nel tempo attorno a Time Lapse Italia? Ognuno lavora da solo e condivide poi il proprio lavoro con gli altri, o vi sono anche esempi di co-creazione?

L’apertura del TLI Forum ha marchiato davvero Time Lapse Italia come la prima community italiana dedicata al time-lapse.
I partecipanti alla vita quotidiana di TLI sono diversi, tutti chiaramente con la passione della fotografia e l’amore per i bei video.
Si va dal ragazzo poco più che liceale, con tanta creatività – e tempo, sigh! – a disposizione, al fotoamatore freelance, fino ad operatori video RAI / Mediaset che nel time-lapse hanno trovato il nuovo grande stimolo per la loro crescita professionale.
Generalmente chi frequenta la community di TLI opera da solo, ma condivide. Grazie agli altri membri del forum, poi, cresce quotidianamente condividendo i risultati delle proprie prove, sebbene nell’aria ci siano già proposte di collaborazione multi utente al fine di realizzare progetti più grandi.

Quali sono gli esempi e gli ambiti di applicazione, presenti e futuri, che più ti affascinano?

Gli ambiti di applicazione del time-lapse spaziano in ogni territorio, professionale, artistico e amatoriale. E’ un modo completamente nuovo di raccontare una storia, che piace e fa anche un po’ “fashion”. Qualche giorno fa l’avevate chiamata voi stessi “time-lapse mania”: parole verissime 🙂
La cosa che più mi affascina è constatare come sempre più vengano proposte piccole sequenze time-lapse all’interno di spot pubblicitari, film, documentari, servizi dei TG, videoclip musicali e chi più ne ha più ne metta.
Credo che Time Lapse Italia possa rappresentare il punto di svolta per fotografi e videomaker italiani che vogliano cimentarsi con passione e dedizione a questa tecnica. C’è spazio per tutti, e il mercato è relativamente nuovo e poco coperto.
A questo aggiungi il fatto che le amministrazioni comunali e provinciali adorano la promozione del proprio territorio in una chiave moderna e dinamica come quella che solo un buon time-lapse può dare.. beh, capisci che c’è un ampio margine di catturare una fetta di mercato professionale poco battuta.
Sono già diverse le realtà italiane (anche amatoriali, come di recente “SpeedUP Trieste” di Andrea ed Ilaria) che sono venute alla ribalta grazie alla menzione “Featured Video of the Day” sul nostro sito, e di qui rimbalzati sui giganti dell’editoria online come Il Sole 24 Ore, MSN Video, Yahoo, Tiscali… Basta poco!

Cosa c’è di diverso, dal tuo punto di vista, dall’apprendere questa tecnica partecipando alla community piuttosto che, ad esempio, seguendo dei tutorial su YouTube?

La stessa differenza che c’è tra leggere un libro tecnico in compagnia di appassionati e professionisti fotografi nella stessa casa… e guardare un video corso in TV senza possibilità di interazione, da soli. 🙂
La partecipazione alla community, dopo aver appreso le basi sui vari tutorial gratuiti disponibili sul sito, e la possibilità di far domande e ottenere risposte velocemente, dà subito quel senso di appartenenza al gruppo che non ti fa rimpiangere nessun tutorial su YouTube. La comunicazione è bidirezionale, e le possibilità di coinvolgimento sono tantissime.
E poi ti bastano davvero poche ore sul forum per capire che sei circondata di persone eccezionali, pronte a condividere le proprie esperienze facendoti sentire a casa! Prendere parte alla vita quotidiana del TLI Forum diventa presto un piacere, e la gente torna contenta.
Questa, per me, è la soddisfazione più grande oggi.

Che futuro vedi per questa realtà?

In tutta sincerità, non ho il dono della lungimiranza! 🙂
Mi piace vivere giorno dopo giorno la passione per questo progetto e la sua crescita costante che ha avuto sin dalla sua messa online, l’interesse delle persone nei confronti della tecnica e del sito stesso, e la vita di tutti i giorni con gli altri membri della community.
In cantiere ci sono già una serie di Workshop dedicati al time-lapse, veri raduni per permettere ai membri di conoscersi di persona, collaborazioni con aziende produttrici di hardware dedicato ai fotografi time-lapser e molto altro.
Il mio sogno? Poter permettere a qualche bravo time-lapser italiano di raggiungere il successo internazionale che merita, un po’ come la storia di successo di Beno Saradzic che adoro raccontare quando parlo di come un time-lapse possa davvero cambiare la tua vita.

Grazie Marco, e buon lavoro!  😉

Emil Abirascid: reinventare la comunicazione perchè sia possibile dialogare davvero sulla Crescita italiana [GUEST POST]

Quando ho raccontato ad Emil Abirascid il progetto per la nuova Categoria Business, ex Sezione Startup, gli ho chiesto un editoriale sull’incubazione scientifica d’impresa, per aprire con un guest post gli argomenti di cui ci stiamo per occupare, offrendogli in particolare due spunti.
Gli ho domandato, cioè, qual è l’ostacolo maggiore rispetto alle prospettive di crescita in Italia per i prossimi 3-5 anni? E in che modo le metodologie di trasferimento tecnologico possono costituire un vantaggio competitivo per lo sviluppo del tessuto economico o quanto, invece, penalizzano l’impresa?
Ecco come risponde.
Rosanna Perrone

Due domande impegnative che presuppongono doti vicine alla veggenza. Tali doti non sono ovviamente contemplate, e nemmeno auspicate, ma è possibile tradurre tali stimoli in provocazioni.

Prima risposta: oggi il danno maggiore al processo di innovazione rischia di farlo la ‘comunicazione’. Non la comunicazione in generale naturalmente ma quella che trasforma la fisionomia dei fatti, annacquandone l’effettiva portata con il sensazionalismo o con lunghe esplorazioni nel regno dei grandi annunci ai quali raramente seguono fatti reali e costruttivi. Quella comunicazione un po’ “scimmiottesca”, che si aggrappa ai titoli dell’immaginario collettivo per riempire grandi pagine di illusioni dimenticandosi di raccontare le tante storie di coloro che, proprio perché poco chiacchierano, molto fanno, creando vero valore, vera innovazione.

Costruire un gran fracasso attorno a giovani ‘want-trepreneur’ dando loro l’immagine romantica del piccolo genio alla scoperta del mondo con un’idea in testa e un lapis, oops un Mac, in mano, è affascinante ma poco costruttivo.

Confondere il ‘digitale’ con l’innovazione è pure una perversione mediatica che rischia di fare danni: benché il digitale sia elemento importante e fondante del processo di innovazione tecnologica è lontano però dall’essere unico elemento di tale processo, sopratutto in un Paese come l’Italia dove il tessuto industriale, economico, produttivo e perfino sociale ha sviluppato le sue competenze e le sue eccellenze in ambiti diversi. Ambiti che sono assolutamente permeabili all’innovazione e che la cercano, la scovano, la sviluppano, la vendono.

Le belle storie capaci di “fare notizia” si possono trovare in Italia non solo nell’industria digitale, ma nelle frontiere biotecnologiche, nel settore medicale, nell’impresa sociale, le nanotecnologie, le energie alternative, persino in agricoltura.

Seconda risposta: un’altra comunicazione da reinventare, la comunicazione che traduce. Parlo di trasferimento tecnologico, artificio dialettico che giustifica l’esistenza di strutture il cui unico scopo è far dialogare la ricerca con l’industria che, in effetti, parlano due lingue diverse, ma non è inventandone una terza che il problema va risolto.

Il valore del traduttore sta prima di tutto nel capire i due idiomi; secondariamente nell’interpretare tali contenuti per renderli intellegibili.

In parole povere: il trasferimento tecnologico dovrebbe far capire e rendere appetibile per l’industria il frutto della ricerca scientifica. Il paradosso vede oggi il trasferimento tecnologico arroccarsi sul mantenimento della difficoltà di dialogo invece di essere reale facilitatore.

Emil Abirascid
www.abirascid.com

Intel Ultrabook Temptations, cosa sei disposto a fare?

 

Intel lancia in Indonesia una brillante campagna per promuovere i suoi nuovi Ultrabook™. Per mostrare la resistenza dei loro dispositivi, l’azienda decide di mettere alla prova la forza dei clienti sfidandoli a colpire il classico “sacco da pugno” promettendo ai più forti uno dei loro “invincibili” portatili!

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Una campagna coinvolgente che mette al centro il consumatore a 360°: solo il pugno più forte sblocca il premio che si trova tutto il tempo sotto una teca (che ne esalta la preziosità). Il video ha fatto il giro dei social network diventando in poco tempo virale.

L’azione fa parte della più ampia campagna “The Ultrabook Temptations” che prevede una serie di esperimenti per comprendere cosa le persone sono disposte a fare per avere in anteprima tra le loro mani i nuovi Ultrabook.

Altre azioni ad alto coinvolgimento sono state effettuate nella famosa location di Bondi beach a Sidney e al Siam Centre di Bangkok:

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Per rimanere aggiornati sulle prossime tappe della campagna seguite il sito dedicato.

Agenzia: The Monkeys

I Fluon vi aspettano al prossimo appuntamento secret di STUDIO 35 LIVE! [EVENTO]

Curiosi di conoscere il prossimo appuntamento “secret” di Studio35live?

Stavolta apriremo le porte ad una band figlia del synth pop degli anni ’80, una band che ha rotto convenzioni e offerto sprazzi di originalita’: i FLUON.

Nata dal genio di Andy Fumagalli (ex membro dei Bluvertigo, nonché alterego di Morgan) la band prende il nome dal “quartier generale creativo” dell’artista che riassume nel nome una vera filosofia di vita: “FLU” come fluorescenza e “ON” come costante modalità attiva di ricezione di un flusso continuo, un flusso che abbatte barriere e reinventa identità.

Cos’è Fluon? È un progetto che fa arte, video, musica, design e tanto altro di “visivo”.

Nell’ultimo quindicennio Andy ha saputo comunicare attraverso media differenti quali la pittura e il suono: ha reinventato nuovi modi di essere musicista e artista e oggi incarna questa multimedialità nel disegno musicale a cui ha dato vita.

Naked è il primo brano proposto da questa formazione che comprende, oltre “Andy” alla voce, anche altri musicisti: Faber (synth, programmazione) e Fabio Mittino (chitarra elettrica).

Avremo un ibrido di live e dj set in chiave electro creato ad hoc per la serata.

Insomma ragazzi festeggiamo a dovere questo appuntamento dedicato alle sonorità retrò che non sono andate perdute ma che virano verso i territori del più recente electroclash.

Detto questo, non ci resta che svelarvi la data dell’evento!

Per tutti coloro che riusciranno ad aggiudicarsi i biglietti per partecipare a questo FLUorescente secret concert l’appuntamento sarà venerdì 6 aprile presso lo Studio35Live di Cava de’ Tirreni.

Anche questa volta per partecipare all’evento dovrete scrivere a pubblico_studio35@live.it e si aggiudicheranno i 10 posti gratuiti, scrivendo nell’oggetto “I’m a NINJA!“, i ninjetti più veloci!

 

Articolo di Fabiana Amato.

PhotoShow 2012, Roma capitale dell'immagine digitale [NINJA REPORT]

Si è concluso ieri l’evento dell’anno per gli appassionati di foto e video, il Photoshow 2012, che quest’anno ha visto Roma diventare capitale dell’immagine digitale.

Mostre fotografiche, workshop, seminari gratuiti e a pagamento, anteprime di nuovi prodotti e spazi destinati al mondo della stampa e della cornice hanno trasformato per quattro giorni la Fiera di Roma nel Regno dell’Immagine.

Fotografi professionisti e amatori hanno avuto la possibilità di provare alcune tra le novità dell’anno, come la nuova Canon EOS 5DMarkIII o la Nikon D800, fresche arrivate sul mercato e già oggetto del desiderio dei più.

Immancabili naturalmente le modelle e i modelli, presenti agli stand principali e corteggiatissimi dagli obiettivi delle migliaia di fotografi presenti, armati di ottiche di ogni tipo ma soprattutto di grande pazienza!

Molto atteso e popolato è stato il consueto mercato dell’usato: tra filtri, ottiche e accessori di vario genere spuntavano qua e là veri e propri cimeli da collezione.

Uno spazio è stato poi dedicato al Facebook Wall: i visitatori potevano attaccare foto alle pareti in attesa del responso della giuria che domenica ha decretato l’immagine vincitrice.

Per chi si fosse perso gli eventi del Photoshow 2012 (e, diciamola tutta, i gadget del Photoshow!), l’appuntamento è a Milano nel 2013!

ThinkGeek, anche Darth Vader non resiste ai gadget [VIDEO]

Cerchi il profumo di Game of Throne? Un gatto di peluche in bottiglia? La rotella taglia pizza a forma di Nave Stellare Enterprise? Trovi tutto su ThinkGeek.com, un sito internet pieno di gadget e accessori per accontentare tutti i geek, anche quel brontolone di Darth Vader.

Per il lancio di Star Wars Admiral Ackbar Singing Bass, una sorta di Ackbar trofeo che suona e esclama la celebre frase “It’s a trap!”, i ragazzi di ThinkGeek hanno realizzato un video davvero… spaziale! Cavalcando l’onda dello “Star Wars Theme” (inaugurata da Volkswaghen nei suoi spot) assistiamo ad una scena a dir poco comica tra Darth Vader e un clone del suo esercito. Lo spot è divertente e ben fatto: belle immagini, pause comiche ben calcolate e costumi perfetti.

Il video sta avendo un discreto successo, merito dei poteri di Star Wars, del lato oscuro o del gadget fuori di testa? Nell’incertezza meditate e che la forza sia con voi!

Nielsen: tutto quello che devi sapere sul consumatore socialmente responsabile

In tutto il mondo, le aziende stanno investendo sempre più risorse nel cause-related marketing. La necessità di investire in cause sociali è importante per un brand e gli offre l’opportunità di definire eticamente i propri valori identitari nella mente del consumatore. Ma in un periodo come quello attuale in cui le marche entrano sempre di più a far parte del patrimonio identitario delle persone, anche la scelta della causa sociale da supportare deve essere effettuata in maniera attenta per poter “risuonare” al meglio con il proprio pubblico.

Nel suo ultimo report, Nielsen delinea il profilo ideale del consumatore socialmente responsabile, fornendo suggerimenti utili ai marketer che vogliono intraprendere campagne sociali.

Chi è il consumatore socialmente responsabile?

L’Indagine globale svolta da Nielsen con 28.000 interviste in 56 paesi, tra cui l’Italia, mostra che il 46% dei consumatori globali è disposto a pagare un premium price per l’acquisto di prodotti di aziende che hanno implementato programmi di cause related marketing.

L’indagine Nielsen ha quindi dimostrato la capacità, da parte di alcuni consumatori (definiti socialmente responsabili), di riconoscere un effettivo valore aggiunto alle aziende che intraprendono una campagna di marketing sociale. Valore aggiunto che si estende non solo all’acquisto di beni e servizi ma anche ad altre questioni come ad esempio il desiderio di lavorare per queste società (62%).

Secondo l’indagine Nielsen i consumatori socialmente responsabili tendono ad essere i più giovani: il 63% sono sotto i 40 anni.

Ci sono anche importanti differenze geografiche nella coscienza sociale dei consumatori: in America Latina, Medio Oriente, Africa e Asia, si dimostrano più sensibili al supporto di cause sociali mostrando una più ampia disponibilità a pagare un premium price rispetto ai consumatori nord americani ed europei.

Quali sono le cause più importanti per il consumatore socialmente responsabile?

Non tutte le cause sociali sono uguali agli occhi dei consumatori socialmente responsabili.

I risultati dell’indagine indicano che il consumatore socialmente responsabile è molto sensibile a tematiche green relative alla sostenibilità ambientale (66%). L’elenco presentato dall’indagine comprendeva 18 importanti argomenti in materia di sostenibilità sociale tra cui l’impegno nella ricerca scientifica (56%) e l’impegno nelle tematiche relative alla fame nel mondo e alla povertà estrema (53%).

Ecco l’elenco completo:

Qual è il modo migliore per raggiungere il consumatore socialmente responsabile?

Secondo l’indagine Nielsen, quando si tratta di intraprendere decisioni d’acquisto il comportamento dei consumatori socialmente responsabili predilige ascoltare le opinioni delle persone che conosce (95%) e cercare pareri pubblicati da altri consumatori online (76%).

Rispetto al consumatore medio il consumatore socialmente responsabile dimostra però una maggiore fiducia per le informazioni provenienti dai canali di comunicazione istituzionali delle aziende che implementano un programma di cause related marketing.

Ecco tutte le principali differenze:

Alcune Considerazioni

Il report di Nielsen delinea un nuovo tipo di consumatore non solo attento alle tematiche sociali ma anche in grado di riconoscerne un effettivo valore aggiunto in termini di premium price e di fiducia. E’ però importante sottolineare che la scelta relativa ad un impegno sociale aziendale per essere percepita in maniera autentica, e quindi determinare un impatto positivo sull’immagine, deve essere integrata nel DNA dei valori aziendali e non rappresentare esclusivamente una scelta strategica.

Cloni di Pinterest per tutti i gusti!

Pinterest è stato acclamato il social network dell’anno? Allora via alle imitazioni! 😆

Il successo di Pinterest non è in dubbio, e anche i dati lo confermano. Si sa che il successo genera concorrenza – più o meno leale – e, pur di accaparrarsi una parte di questo successo, ogni giorno nasce un “nuovo Pinterest”.

Vi abbiamo già parlato di Pingram.me, che consente di pinnare le vostre foto di Instagram, e di Usabilla, il Pinterest dei designer.

I cloni di Pinterest, in termini di grafica e di contenuti,  accontentano tutti i gusti. Di seguito ve ne riportiamo alcuni suddivisi per categorie.

Viaggi

  • Trippy consente di pianificare il proprio viaggio con l’aiuto dei propri amici
  • Wanderfly un mix tra Pinterest e TripAdvisor
  • Gtrot propone i migliori luoghi, le offerte e gli eventi per ogni destinazione oltre a suggerimenti personalizzati in base ai dati forniti dai nostri amici su Facebook, Foursquare e Twitter
  • Gogobot permette di caricare foto, recensioni e mappe dei luoghi che avete visitato. E’ possibile, inoltre, creare il proprio passaporto personale con i luoghi visitati e delle guide personalizzate
  • Urbantag è una community per segnalare e condividere i luoghi che più amate
  • Everplaces, Pindrop e Pinwheel combinano Pinterest a Foursquare

Per uomini

Le statistiche dicono che l’80% degli utenti di Pinterest siano donne, stanchi di vedere pubblicate foto di scarpe, borse & co. sono nati dei cloni di Pinterest dedicati a contenuti “prettamente maschili” quali auto, moto, sport, tecnologia… e donne 😉 I più famosi sono Gentlemint, Manteresting e Dartitup.

Per nazioni con censure

Se la censura di alcuni paesi blocca i più importanti social network, le alternative locali arrivano presto:

  • Singterest è il clone di Pinterest per Singapore
  • Pin.me per la Russia
  • Fa Xian per la Cina (orientato più al social shopping)
  • Pintile per l’India

 Fashion

  • Stylepin permette di condividere il vostro stile e trarre ispirazioni da persone che condividono i vostri stessi interessi
  • SparkRebel è una community dove trarre ispirazione da contenuti di blogger, di aziende e di fashion addict

Discussioni

Su MingleWing le discussioni sono suddivise per argomenti (tecnologia, musica, cibo, politica ecc…). Chiunque può pubblicare e/o commentare una discussione e i contenuti di ogni categoria sono visualizzabili in base alla popolarità, alla data di pubblicazione o in base alle polemiche che hanno generato nella community.

Per famiglie

Hunuku avvicina le famiglie, è un luogo dove raccontare le proprie storie di vita familiare quotidiana.

Incontri

TheComplet.me è un network di dating che, combinando gli interessi espressi negli altri social network in board simili a quelle di Pinterest, permette di conoscere persone a noi più affini.

Musica

Sworly è “un nuovo modo per scoprire, ascoltare e condividere musica”.

Video

Su Chill i video sono suddivisi per categorie, ed è possibile condividerli i maniera semplice anche sugli altri social network.

Acquisti

Reclip.It serve per scoprire offerte e condividerle con i propri amici.

Matrimonio

Tailored è utile per trovare suggerimenti per organizzare al meglio il giorno del proprio matrimonio.

Ricette

Su I Wanna Nom potete condividere e trovare ricette da ogni parte del mondo.

Porno

Poteva mancare il porno? Ovviamente no! I più famosi sono Snatchly e Pornterest.

Generalisti

Infine ci sono i cloni veri e propri di Pinterest, senza alcun tipo di segmentazione particolare.

Siete collezionisti, geek, creativi, fashionisti? Su Pinspire e Thinng potete condividere ciò che più vi piace.

Friendsheet, invece, è il Pinterest di Facebook e permette di visualizzare le foto degli amici di Facebook in una schermata simile a quella di Pinterest, anche se non si possono pinnare nuove immagini.

Come già detto ogni giorno spunta un nuovo clone di Pinterest, quindi se ne trovate altri interessanti fatecelo sapere 😉