15 Loghi minimal dal significato nascosto

Ecco per voi una raccolta di loghi dal design all’apparenza semplice e minimale, ma che incorporano messaggi non visibili immediatamente. I significati nascosti danno un valore aggiunto al logo, e fanno sì che rimanga maggiormente impresso nella mente di chi li osserva:

Mercedes e la macchina invisibile

Mercedes e la macchina invisibile [VIDEO]

Per promuovere la sua nuova tecnologia ad idrogeno, Mercedes ha proposto in giro per le strade tedesche una macchina “invisibile”. Vediamo come!

Mercedes e la macchina invisibile

Mercedes e la macchina invisibile

In pratica l’idea di fondo è questa: “visto che il veicolo ha zero emissioni nocive, è come se fosse invisibile all’ambiente circostante.” Quindi hanno preso una loro macchina e ne hanno ricoperto un lato con pannelli pieni di led, mentre sull’altro lato è stata installata una Canon 5D Mark II.

Il risultato? Vedetelo voi stessi nel video!

Bellissima idea!

Versus: il dibattito politico e sociale è su Google+

Google+ non decolla, ormai lo sappiamo tutti. Statistiche recenti mostrano che gli utenti passano – in media – solamente 3 minuti al mese su Google+, contro i 405 di Facebook, gli 89 di Pinterest e Tumblr, i 21 di Twitter e i 17 di LinkedIn.


Nonostante G+ abbia anche caratteristiche originali e “uniche” come gli hangout, gli utenti non hanno ancora percepito quel plus che lo differenzierebbe realmente da Facebook, tanto da farli affermare di non aver bisogno di un altro social network.

Google, quindi, cerca di puntare sull’unicità degli hangout per spingere gli utenti ad utilizzare maggiormente il proprio social network, creando eventi con la partecipazione di personaggi famosi: dall’hangout col Dalai Lama all’intervista al Presidente Barack Obama, dall’intervista a Beckham ai dietro le quinte del Super Bowl.

L’ultima iniziativa in questa direzione si chiama Versus, una nuova serie di dibattiti a livello mondiale che sarà trasmessa in diretta streaming su YouTube.

Gli argomenti varieranno dall’attualità alla politica, passando dagli argomenti sociali e vedranno contrapposti due o più persone dagli schieramenti opposti moderati da un giornalista, come i più classici faccia a faccia televisivi, solamente che questi si faranno con un hangout.

Il primo dibattito di Versus tratterà il tema della guerra alla droga e sarà trasmetto in diretta sul canale Youtube di Versus il 13 Marzo.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=Ui1SzY6OZDk’]

Gli utenti potranno quindi seguire l’hangout ed esprimere la propria opinione sia sulla pagina G+ di Versus sia sul canale Youtube.

Google non demorde quindi, e punta il tutto per tutto sugli hangout. Versus sarà sicuramente efficace in questo periodo pre-elettorale statunitense, ma sarà sufficiente a far appassionare gli utenti a G+?

The Festival of Media Global 2012: a Montreux il meglio della comunicazione [EVENTO]

The Festival of Media Global è un evento di portata mondiale, giunto alla sesta edizione, che celebra la creatività dei media e l’innovazione nel settore della comunicazione.  Lo spettacolo della comunicazione si terrà in Svizzera, a Montreux dal 15 al 17 Aprile.

Divenuto il punto d’incontro di professionisti da tutto il globo, da esperti in discipline multimediali marketing senior, da proprietari di media company a opinion leader, il festival mette al centro i molti cambiamenti nei mezzi di comunicazione che stanno alterando gli scenari della pubblicità in tutto il mondo.

Le iscrizioni al festival sono ormai chiuse. E’ stato registrato un numero record di partecipanti, con oltre 870 iscritti provenienti da più di 50 paesi, portatori sani dei cambiamenti contenutistici e strategici dal mondo della comunicazione.

Una piattaforma di altissimo livello per promuovere il Best In Class.

Se sei interessato a partecipare per conoscere il nome dei vincitori, per te le prenotazioni sono ancora aperte fino al 15 marzo.

E se vi state chiedendo se l’evento possa stimolare la vostra fantasia ed essere all’altezza delle vostre aspettative, potete seguire questo link per riceve informazioni direttamente dalla brochure provvisoria.

Chi partecipa

Nell’edizione 2011, oltre 700 amministratori delegati iscritti e partecipanti all’evento, hanno dimostrato come in pochi anni la partecipazione sia cresciuta esponenzialmente (+50% dal 2007 al 2012)
Daniel King, amministratore delegato di Media Kantar giudica con queste parole l’incontro Svizzero;

Frequento e partecipo a conferenze da circa 12 anni ed è cosa rara restare piacevolmente affascinati al punto da voler raccontare a tutti ciò a cui si è assistito. Il Festival dei Media è straordinario. Non posso criticare nulla. I relatori e i partecipanti sono perfetti, capaci di creare un’atmosfera coinvolgente, stimolante, con interventi penetranti. La produzione e l’impostazione dei contenuti è eccezionale, è ciò che lo rende uno dei migliori eventi a cui io abbia mai partecipato, e non è una frase che uso con leggerezza.

Le società regolarmente presenti al Festival of Media includono AOL, AT & T, Cadbury, Cisco, Facebook, Fox, Google, L’Oreal, Mastercard, Microsoft, News Corp., Nike, Nokia, Omnicom, Orange, P&G, Philips, Publicis, Santander, Shell, T Mobile, Turner, Twitter, Unilever, WPP e molti altri.

Le informazioni contenute nei grafici qui sotto sono riferite al pubblico dello scorso anno:

 

 

L’agenda non sembra subire battute d’arresto, l’obiettivo è continuare ad espandersi in nuovi settori, coinvolgendo quante più imprese e figure professionali possibili. La comunicazione è ovunque quindi perchè non aprire la mente e lo sguardo all’orizzonte?

Sei un giornalista e vuoi partecipare?

The Festival of Media attira editori e giornalisti da tutto il mondo ed è lieta di offrire l’ingresso, seppur limitato nel numero, a giornalisti/pubblicisti.

Come fare: Per inviare la vostra richiesta di un accredito stampa, è necessario compilare il modulo scaricabile qui.

L’entusiasmo dimostrato dai CEO di grandi multinazionali quali Heineken, Palmolive-Colgate, PepsiCo, Nestlè, Amazon, confermano che l’evento di Montreux non è una gita fuori porta ma un incontro potente e stimolante per chi è mai stanco di comunicazione e guarda al futuro con orgoglio e coraggio.

Uno squarcio dell'incantevole location di Montreux

Seguite il festival sui social network:

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Il calcio diventa un social game con SoccerSquare [INTERVISTA]

Gabriele Costamagna, CEO di SportSquare, è appassionato di calcio, ma di un calcio un po’ particolare: quello che si gioca davanti allo schermo di un computer e in cui l’utente non è uno spettatore passivo ma il manager della propria squadra. Sto parlando di videogiochi come Hattrick e Football Manager, ovvero i cosiddetti “manageriali” che spopolano ormai dalla fine degli anni Novanta in tutto il mondo.

Negli ultimi dieci anni però ne sono accadute di cose nel mondo dei videogiochi, una tra tutte l’emergere dei social game, quei giochini integrati nei social network o negli smartphone in cui gli utenti, piuttosto che in complesse sfide, sono impegnati a coltivare il proprio orticello.

Gabriele ha così pensato di svecchiare i buoni vecchi manageriali e di inventarsi una versione tutta nuova; quella in cui il manager della squadra non è solo nella propria sfida, ma supportato dai suoi amici di Facebook che possono diventare parte del team. È nato così SoccerSquare, il primo social game manageriale per Facebook rivolto ai più di 3 miliardi di appassionati di calcio nel mondo.

Vuoi partecipare alla sfida? Ti colleghi all’applicazione, customizzi il tuo avatar, scegli lo sponsor che finanzierà la squadra, infine assumi gli amici come assistenti per aiutarti a costruire la tua cittadella sportiva. Ogni giocatore è così impegnato assieme al proprio team, non solo nella gestione della squadra, ma anche nella costruzione del ristorante che aiuta ad aumentare gli incassi e della palestra delle cheerleader che sono un toccasana per il buonumore dei giocatori.

Naturalmente per tutto ciò è necessario un budget che i manager possono guadagnare facendo pagare i biglietti agli spettatori delle partite virtuali, ma anche acquistando direttamente monete e banconote. Se ai micro-pagamenti si aggiunge poi l’in-game advertise (realizzato attraverso la sponsorizzazione delle squadre e altre forme di product placement integrate) ecco che SoccerSquare ha identificato anche il proprio revenue model.

Dalla viralità all’engagement

L’idea c’è, il modello di business pure, ora manca quindi solo una cosa: la community di utenti. Per costruirla Gabriele ha deciso di sfruttare la potenzialità virale di Facebook. Sviluppare un’applicazione all’interno di un social network con 750 milioni di utenti, li rende infatti tutti virtualmente raggiungibili, soprattutto se, per avere successo nel gioco, è necessario costruire la squadra invitando gli amici. Come ci racconta Gabriele “attraverso il passaparola in 2 mesi SportSquare ha raggiunto i 20.000 utenti e sta crescendo di 400 utenti al giorno. Il 50% sono Italiani, gli altri sono soprattutto Indonesiani, Colombiani, Cileni, Greci e Malesiani.”

La viralità ha così consentito la diffusione internazionale dell’applicazione, mentre per stimolare la sfida e raggiungere le 400.000 partite giocate è stata introdotta una tecnica di engagement e fidelizzazione costituita dai campionati: “ogni nazione ha il suo campionato. Il giocatore parte dalle serie inferiori e poi con le promozioni può arrivare alla serie A. Poi ci sono le partite di Coppa nazionali e la Champions League, le amichevoli e i tornei a cui gli utenti possono partecipare sia come giocatori, sia come spettatori.”

“Si è creata così una community composta da utenti che hanno dai 15 ai 70 anni. Ci sono nipoti che insegnano ai nonni come giocare e che si sfidano e interagiscono nella nostra pagina Fan. Questi feedback degli utenti sono fondamentali, quindi noi siamo sempre molto presenti online.”

Il team imprenditoriali: sviluppo, management e interaction design

A crescere però non è stata solo la community di videogiocatori, ma anche la startup di Gabriele. L’idea di SoccerSquare è infatti nata nel marzo 2011 durante l’edizione torinese di StartupWeeked, arrivando terza. “Inizialmente eravamo solo tecnici e ci siamo dedicati allo sviluppo della parte di back end. Mancava la parte di managment, ma in questo ci ha aiutato I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, presso cui siamo attualmente incubati.”

“Dopo il lancio della versione beta, ci siamo però accorti di aver fatto un errore, ovvero di aver sottovalutato la parte di front end. Realizzare un gioco e far sì che le persone entrino e capiscano quello che si può fare è infatti molto complicato. Abbiamo per questo cominciato a lavorare con The Doers, uno studio di interaction design di Torino, che ci aiuterà nel miglioramento della user journey.”

“La cosa più importante di questi primi mesi di lavoro è stato dunque il core team che si è creato. Lavorando assieme abbiamo commesso degli sbagli che però ci hanno consentito di imparare dai nostri errori e di non farne più in futuro quando svilupperemo i prossimi giochi.”

SoccerSquare è infatti solo il primo di una serie di giochi di sport manageriale che svilupperemo con Sportsquare Games. E non dovrete nemmeno aspettare molto per la versione dedicata al cricket (sport con 2 miliardi di appassionati), al baseball o alla pallavolo, visto che gran parte del lavoro del team è stato finalizzato a rendere la parte di back end altamente scalabile.”

Curiosi di scoprire quando potremo cominciare a sfidare videogiocatori indiani in campionati di cricket? Beh, allora seguite @sport_square.

SENZARI: il competitor di Pandora conquista l'Europa

SENZARI è una startup Usa che offre un servizio di music streaming supportata da un investimento di 2 milioni di Dollari da parte di un gruppo business angel.
Nata dal genio di Bill Hajjar, la società si propone di attacare Pandora colpendola nei suoi punti deboli: l’accesso internazionale e un catalogo contenuti più ampio.

L’unione fa la forza

Dopo un accordo con MTV Spagna, Senzari sbarca in Europa acquisendo così il suo terzo mercato dopo USA e Brasile, forte di un’alleanza che le porterà enormi vantaggi: links sempre presenti sul sito di MTV Spagna e una promozione costante del servizio agli oltre due milioni e mezzo di utenti che seguono il colosso della music television iberica sui vari social network.

A dicembre dello scorso anno, in pieno beta-testing, il servizio vantava un catalogo con oltre dieci milioni di brani, comparati agli appena novecentomila di Pandora.

Oggi, con l’apertura al mercato spagnolo, è ufficialmente finita la fase di beta-testing e secondo il COO Damien Bellumio, attualmente Senzari vanta oltre 11 milioni di brani liberamente ascoltabili dagli utenti.

Ma non finisce qui. La data di approdo in Europa è una pietra miliare nella storia di questa compagnia, infatti, per l’occasione, la piattaforma ha subito un radicale restyling, implementando una feature “Around You”, che, utilizzando il servizio check-in di Facebook, è in grado di suggerire algoritmicamente ciò che le persone presenti in determinati luoghi (come bar, locali o teatri) tendono ad ascoltare.

Beh, questa è decisamente una svolta! Si tratta di un servizio radio intregrato su Facebook, assolutamente social e soprattutto local.

“ In due mesi un nuovo algoritmo per le raccomandazioni sarà pronto, il quale entrerà negli account Facebook degli utenti in un modo mai visto prima”

e con estrema riservatezza sui dettagli, sempre Bellumio a Techcrunch, lascia trasparire agli amici di Techcrunch che, Senzari, in sostanza, diventerà lo “Spotify for Pandora users”.

La chiave del successo

Inoltre, il COO ammette che per quanto riguarda la battaglia con Pandora, l’essere accessibili internazionalmente è la chiave che li condurrà al successo

“senza dimenticare che Senzari è molto piu figo e più ricco di contenuti, Pandora sembra essere fatto per mia nonna, noi siamo per una generazione giovane che vuole applicazioni sexy!”

Non c’è dubbio, Senzari si presenta davvero con le idee chiare e con una value proposition di tutto rispetto. Ma è ancora un po’ presto per avere la conferma che tutti aspettano: sarà in grado di affermarsi internazionalmente a discapito di Pandora?

Se siete tra i fortunati residenti nelle tre nazioni in cui il servizio è attualmente aperto, correte ad iscrivervi, ne vale la pena!

Mirko Pallera e "Create" su GQ, ecco l'intervista [VIDEO]

Il direttore di Ninja Marketing, Mirko Pallera, e il suo “Create” sono stati ospiti di GQ per un’intervista dedicata all’uscita del libro.

Tre minuti e mezzo per scoprire cosa troverete tra le pagine e soprattutto da dove, e come, queste sono nate. “Create” è un viaggio all’interno del mondo del marketing non convenzionale e della creatività diffusa in rete: come nascono i contenuti che si diffondono nel web, quali hanno più successo e perché, la nuova generazione di comunicatori e le case histories di ispirazione.

In una parola, una ricerca per la formula della creazione di idee contagiose: C come catarsi, R come riusabilità, E come emozioni, A come archetipi, T come tensione, E come elevazione. Ecco a voi “Create”.
Elementi da miscelare per realizzare contenuti potenti, nei quali poter riconoscere sé stessi o un’emozione forte. La ricetta che garantisce il successo dei tanti video di gattini, così come delle oramai mitiche campagne di Old Spyce o Volkswagen.

Potete trovare l’intervista qui. Buona visione!

5 falsi miti del marketing sulle donne

Immagine tratta da uno dei film "stereotipati" per eccezione - I love shopping (USA, 2009)

Questo post è una libera traduzione dell’articolo “5 Marketing Myths About Women Debunked” di Anne Szustek pubblicato su  Business Insider.

I luoghi comuni nel mondo dell’advertising si sprecano, in particolar modo se ad essere tirate in ballo sono sempre le donne.

E quale soddisfazione migliore del poter smentire una banalità?

Secondo Stephanie Holland di She-Conomy: le donne rappresentano il vero decisore nell’ 85% degli acquisti dei consumatori globali, e i prodotti maggiormente scelti variano dalla tecnologia alle automobili passando per gli acquisti di nuove case, la scelta delle vacanze e di conti bancari.

E allora è arrivato il momento di sfatare alcuni falsi miti:

1. Mito: Le donne si dedicano solo alla cura della casa e alla cucina

Una statistica del laboratorio US Bureau ha smentito la convinzione secondo la quale le donne trascorrerebbero 15 ore a settimana più degli uomini ad operare in lavori domestici, con dati che dimostrano che lo scarto è relativo solo a 20 minuti al giorno! Il 69 % delle donne ha dichiarato di lavorare per la famiglia, ma ovviamente,  il 53% degli uomini non è d’accordo, affermando che il carico di lavoro domestico per uomini e donne non sia poi così differente.

2. Mito: Le donne non acquistano automobili e computer

Nonostante gli annunci relativi a prodotti hi-tech e automobili siano nella stragrande maggioranza dei casi orientati agli uomini, una società di marketing chiamata Girlpower, ha dimostrato che le donne acquistano più del 50% dei prodotti definiti tradizionalmente “maschili”, inclusi gli strumenti di elettronica di consumo, e prodotti per automobili . E proprio in occasione dell’acquisto di una auto usata, le donne otterrebbero informazioni migliori (analisi della Florida LeaseTrader): le donne infatti, sarebbero più propense ad indagare sulla storia del veicolo, su incidenti passati e a controllare lo stato degli interni dell’auto.

3. Mito: Le donne amano il rosa

Che si tratti di birra rosa, come quella presentata lo scorso autunno dal Molson Coors nel Regno Unito; di gomme; di telefoni LG, o di portatili, l’importante è associare questo prodotto alle preferenze femminili.

E questa associazione è amata anche dagli operatori del marketing. Ma, secondo un sondaggio del 2003 condotto da Joe Hallock , delle donne (così come degli uomini) il colore preferito sarebbe in realtà il blu. Il secondo colore più gradito, il viola.

Inoltre, un rapporto intitolato “La verità sulle donne e l’elettronica di consumo” dalla Consumer Electronics Association, dimostra che per le donne, come per gli uomini, le variabili che incidono sulla decisione di acquisto sono: il prezzo, garanzie sul prodotto e sulle funzionalità. Il colore è tra gli ultimi fattori che viene valutato. “Dimenticate il rosa. Le donne non vogliono essere soddisfatte con prodotti accattivanti ultra-femminili, ma semplicemente preferiscono dispositivi leggeri che si adattino a mani più piccole, corpi più piccoli“.

4. Mito: Le donne curano più degli uomini il proprio aspetto

Certo, le donne continuano a comprare prodotti di bellezza più degli uomini, ma oggi tra gli uomini dilaga l’uso di prodotti per la cura personale. Secondo NPD Group, le vendite di prodotti per la pelle per gli uomini si sono innalzati dell’ 11% nel 2011. Di questi, il 37 % ha dichiarato di fare uso di detergenti per il viso oltre al classico sapone, e di creme idratanti per il viso. Il 30% avrebbe dichiarato di fare uso di prodotti per le labbra e addirittura di avere interessi nel curare il proprio odore.

A tal proposito nel 2010, Procter & Gamble si è confrontata con l’idea che anche il corpo degli uomini potesse profumare, e avviò la campagna: “Smell like a men, men“, con uno spot che mostrava Isaiah Mustafa che incitava agli uomini a smettere di usare prodotti per la pulizia del corpo del mondo femminile, e passare al marchio Old Spice. La versione di YouTube dello spot ha raccolto oltre 39 milioni di visite e le vendite di prodotti per la pulizia del corpo sono saliti del 55% dopo il lancio della campagna.

5. Mito: Le donne non sono competitive

Per quale ragione ci sarebbero meno CEO di sesso femminile? Le donne, sarebbero poco attratte da ambienti di lavoro competitivi: questa è la convinzione comune come affermato da uno studio condotto dall’università di Chicago. Invece, dopo aver postato annunci di lavoro on line, si è potuto riscontrare che le donne, più degli uomini, sarebbero propense a ricoprire ruoli che prevedono una remunerazione basata sul miglior raggiungimento degli obiettivi rispetto ai colleghi.

Uno studio recente del Journal, ha dimostrato che il “gap di genere nei concorsi” scompare quando le donne lavorano in team, indipendentemente se si tratti di colleghi uomini o donne.

Allora uomini, siete soddisfatti?

5 Social networks per Web designers

Il social networking è fondamentale per un Web designer: pubblicare online i propri lavori, ricevere feedback dai propri colleghi, entrare in contatto con potenziali clienti, trarre ispirazione dai lavori altrui.  Ecco una selezione di piattaforme che vi permetteranno di fare tutto questo…e anche di più:

Colour Lovers

Colour Lovers è una community in cui gli utenti possono creare e condividere palettes, pattern e scambiarsi idee sugli ultimi trend del mondo del colore.

Dribbble

Grazie a Dribbble i creativi possono condividere screenshots dei progetti a cui stanno lavorando e ricevere opinioni e feedback dagli altri membri.

Behance Network

Behance Network è una delle più famose piattaforme che raccoglie i portfolio dei creativi, dove esporre le proprie creazioni e scoprire quelle dei propri colleghi.

Pixel Groovy

Pixel Groovy è una directory di tutorial user-controlled. Infatti ogni tutorial, una volta caricato sul sito, confluisce nella sezione Groove, dove la community può votarlo e decidere se possa o meno essere pubblicato.

Designmoo

Designmoo è una community per la condivisione gratuita di vari lavori di grafica: file PSD, textures, patterns, fonts, disegni in vettoriale, etc.

MWC 2012: Le migliori novità Hi-Tech per smartphone futuristici

Il Mobile World Congress 2012 di Barcellona si è chiuso ieri e sono tante le novità che ha portato con se. Sicuramente passerà alla storia per il lancio – inaspettato – del nuovo Ipad 3 che ha spiazzato un po’ tutti i presenti all’evento ma anche per la presentazione dello smartphone  Nokia 808, lo smartphone con fotocamera da 41 megapixel. Tuttavia l’MWC è stata la conferma del trend che ha investito il mondo smartphone,  sempre più lontani da quelli che erano dispositivi “monofunzione” e sempre più vicini a una concezione di oggetti polifunzionali e utilizzabili in tutte le ore della giornata e soprattutto in ogni luogo. Scopriamo assieme quali sono le novià Hi-Tech emerse dal congresso spagnolo più atteso dai mobile addicted e non solo.

Il 3 in 1 di Asus: il Padfone

Lo smartphone è un oggetto polifunzionale ma che spesso pecca in quanto limitato nel suo utilizzo. Il suo schermo ad esempio essendo relativamente piccolo non ci consente di scrivere facilmente documenti word e allo stesso modo ci complica le cose quando si tratta di leggere un e-Book. Probabilmente è proprio pensando ai limiti degli smartphone che i propietari della Asus hanno pensato a un nuovo device che al tempo stesso unisse la doti di uno smartphone con la praticità di un tablet e la comodità di un notebook: il Padfone.

Il PadFone di Asus, di cui vi avevamo già parlato in passato in questo articolo ed ora ufficialmente annunciato a Barcellona, è un device estremamente versatile: di base è uno smartphone che però , grazie a un case apposito, può essere inserito all’interno di un tablet. Il tablet a sua volta può esssere poi collegato a una tastiera trasformandosi in un vero e proprio notebook. Insomma il Padfone rappresenta una grandiosa innovazione, un 3-in-1 che farà felici molti utenti.

Guardate il video per saperne di più:

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Smartphone idrorepellenti

Sicuramente a molti di noi è capitato di avere appena messo il piede sotto la doccia per poi sentir squillare il cellulare e non poter rispondere. Ecco perché la moda di questi ultimi anni (già ampiamente diffusa in Giappone) è quella di creare device che abbiano una certa resistenza all’acqua, dei veri e propri smartphone impermeabili. Al MWC erano infatti presenti due aziende, la Liquipel ed la HzO, che hanno elaborato dei particolari rivestimenti invisibili applicabili sui nostri dispositivi permettendo di evitare che si danneggino al contatto con liquidi, rendendoli di fatto idrorepellenti.

Molte aziende produttrici di smartphone si sono però “portate avanti col lavoro” creando smartphone idrorepellenti “di serie”. Sono stati infatti presentati al MWC due device, il Fujitsu F12arc  (divenuto il più sottile terminale waterproof al mondo ) e l’Eluga Power della Panasonic. Entrambi i dispositivi promettono infatti l’inattaccabilità dell’acqua in caso di fortuita immersione dello smartphone nella nostra vasca da bagno. Adesso conversare con i vostri amici durante lo shampoo non sarà più un problema.

Duracell Powermat, ricarica il cellulare senza fili!

La ricarica del cellulare è sempre stato un sogno mai risolto per tutti i possessori di smartphone…almeno fin’ora. Le soluzioni erano state trovate già in passato ma non hanno avuto successo risultando essere scomode oltre che troppo costose. Adesso invece grazie alla Duracell  non è più un sogno irragiungibile. La loro idea  è stata presentata in esclusiva al MWC e si chiama WiCC (Wireless Charging Card). Come funziona? La WiCC è una “schedina” molto sottile che va inserita sulla batteria dello smartphone. Successivamente poggiando lo smartphone su una base apposita chiamata Powermatt esso si ricaricarà per induzione senza utilizzare alcun cavo USB. Una soluzione veramente valida e rivoluzionaria.

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Tuttavia, senza ombra di dubbio ci sarà ancora da attendere prima di poter trovare la WiCC in commercio specialmente perché ci vorrà del tempo prima che le compagnie adattino i loro modelli. Ad oggi solo Samsung e Blackberry hanno aderito al progetto ma in futuro tante altre aziende potrebbero decidere di affidarsi ad una soluzione simile.

Celluon Prodigy, una tastiera a infrarossi per iPhone

Se pensi che scrivere con il touchsreen del tuo iPhone sia difficoltoso e desideri una tastiera più grande per il tuo amato “melafonino” beh durante l’MWC (ma era già presente al CES), l’azienda coreana Celluon ha presentato una nuova case per iPhone 4 e iPhone 4S chiamata Prodigy che consente agli utenti di scrivere sfruttando una tastiera laser virtuale.

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Sicuramente il progetto è ancora agli albori e la tastiera non funziona in maniera celere. Ma se dovesse crescere nel modo giusto, beh rivoluzionerebbe sicuramente il modo di interagire con i nostri smartphone.

Voi invece cos’altro vi aspettate dal futuro per i vostri smartphone?