Wiki Brands, come creare un business di successo grazie all'engagement [RECENSIONE]

Se volessimo definire il cambiamento più importante per aziende e organizzazioni nel passaggio dal web 1.0 al 2.0, non potremmo che citare il ‘fattore vetrina’. Se prima infatti le imprese potevano permettersi di sfruttare la rete per ampliare l’esposizione del messaggio a un pubblico ancora impossibilitato a dare la propria opinione, ora questa situazione asimmetrica ha lasciato spazio ad un nuovo contesto, ben riassunto dal sempre valido Cluetrain Manifesto: i mercati sono conversazioni.

Le organizzazioni di ogni tipo e dimensione si trovano ‘ad armi pari’ con gli utenti, e il passaggio dal “marketing to” al “marketing with” è la soluzione strategica adottata dalle realtà più innovative e competitive. Co-creazione, open innovation, engagement, community, metriche 2.0, tribù: facile a dirsi, ma non a farsi!

Per fortuna vengono in aiuto manuali preziosi come “Wiki Brands – Reinventa il Business nell’Era della Partecipazione (di cui esiste anche un blog dedicato e sempre aggiornato dagli autori). Scritto dai guru Sean Moffitt e Mike Dover, con la prefazione di Don Tapscott e curato da Marco Lombardi nell’edizione italiana di FrancoAngeli, il libro vuole essere uno strumento pratico e al servizio di manager, imprenditori, professionisti e studenti che desiderino comprendere a fondo i nuovi cambiamenti portati dall’economia digitale e le nuove leve per creare un business di successo grazie alle logiche social.

Dopo aver presentato l’evoluzione del contesto e del marketing, il lavoro – frutto di anni di ricerche e consulenze worldwide – si concentra spiegando le ragioni della necessità di creare il prima possibile un wiki brand per marche di qualsiasi tipo. La terza e la quarta parte forniscono modelli e strumenti davvero importanti per passare dalla teoria alla pratica: viene presentato il modello di crowdsourcing FLIRT (sviluppato da Sami Viitamaki), che riassume i 5 elementi fondamentali per creare un brand 2.0:

  • Focus: concentrazione sulla strategia e l’organizzazione;
  • Linguaggio e contenuti: ‘faccia’, frequenza, stile, contesto sono dimensioni molto importanti per permettere alle aziende di parlare con voce umana;
  • Incentivi, motivazioni e outreach: orientate verso i membri attuali e potenziali di community e tribù;
  • Regole, linee guida e rituali: che governano la ‘vità di comunità’ e l’engagement. Quanti secondi siete disposti ad aspettare per bere una Guinness?;
  • Tecnologie e piattaforme: fondamentali per ottimizzare l’esperienza del consumatore e, dunque, per creare valore per il proprio wikibrand.

Ciascun pilastro è descritto nei dettagli, con citazioni degli esperti ed i migliori casi studio internazionali.

L’ultima parte del manuale è dedicata specificamente alle community, un tema fondamentale per creare e sostenere l’engagement dei pubblici interni/esterni creando valore attraverso la partecipazione. Esempi, metriche di misurazione/KPI, regole interne e linee guida per avere una base fan di appassionati all’azienda e alla sua cultura.

L’appendice è poi concentrata sul futuro del wikibrand e sulle sfide che lo aspettano poste dal mobile e dalla realtà aumentata, mentre il finale ospita alcune riflessioni di Marco Lombardi, presidente Y&R Italia, dedicate all’importanza della creatività ed alla presentazione di alcuni esempi interessanti di iniziative italiane fondate sulla partecipazione (COOP, Arena, etc.).

Un manuale molto denso di contenuti dunque, che riesce bene a spaziare da alcuni (necessari) elementi teorici a una ben più corposa parte dedicata alla pratica ed ai migliori casi studio. Sicuramente una delle sorprese di questo inizio 2012, consigliatissima a chiunque legga Ninja Marketing e sia interessato ai temi più innovativi della comunicazione. Cosa aspettate? Correte ad aggiudicarvelo o approfittate della Pasqua che si avvicina: sarebbe un regalo molto gradito e un sicuro investimento! 🙂

In entrambi i casi, se non lo trovate in libreria potete acquistarlo online a questo link. Fateci poi sapere se avevamo ragione 😉

New iPad, magica presentazione di Simon Pierro [VIRAL VIDEO]

Era attesissima nella serata di ieri la presentazione del nuovo iPad a San Francisco. I rumors parlavano di grandi novità per il nuovo nato di casa Apple, ma nel frattempo a svelare in anteprima le novità tecnologiche della nuova e ‘risoluzionaria’ tavoletta, ci ha pensato lo straordinario Simon Pierro.

Si tratta ovviamente di una parodia che mira ad esaltare le abilità del creativo prestigiatore tedesco. I suoi trucchi, tra prestazioni reali ed illusioni, stupiscono e divertono. Come esilaranti sono i suoi precedenti cliccatissimi video, in cui ci regala mirabolanti illusioni formato tavoletta o rende omaggio ad Halloween mostrandoci un iPad versione horror!

Scherzi a parte: sapremo presto se le reali prestazioni dell’amatissimo tablet si riveleranno davvero ‘magiche’!

Le prospettive di carriera di un bambino in una serie di fotografie

Ogni bambino è un insieme unico ed irripetibile di potenzialità, talenti e capacità inespresse che lo porteranno, una volta cresciuto, a diventare un infermiere o un militare, un sacerdote o un macellaio.

Chi può dire vedendo un neonato quale sarà la sua futura professione? Il fotografo parigino Malo (meglio conosciuto come MondayMonday) ha provato a rispondere a questa domanda con una raccolta di fotografie intitolata “Un giorno sarai mio figlio“:





Auguri a tutte le Creator! (alle 18,30 ci vediamo alla FNAC di Milano)

Cari Guerrieri, oggi è l’8 marzo e vorrei fare gli auguri a tutte le donne con una creatività promossa da TP, l’associazione dei Tecnici Pubblicitari. Credo davvero che alle donne in questa società sia chiesto il doppio, di essere belle, forti, lavoratrici, madri, ecc.. e che (troppo spesso) sia dato loro la metà. Grazie di cuore per quello che fate ogni giorno. Voi sì che siete Creator, nel vero senso della parola.

E proprio oggi, l’8 marzo, qui a a Milano, alle 18,30 si terrà la presentazione del mio bambino “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)”, il libro edito da Sperling & Kupfer e disponibile da questa settimana anche in ebook. Per chi non l’ha ancora fatto, è possibile scaricare un estratto del libro a questo indirizzo (qui la fanpage).

CREATE! PROGETTARE IDEE CONTAGIOSE

(E RENDERE IL MONDO MIGLIORE)

PRESENTAZIONE L’8 MARZO A MILANO ALLA FNAC DI VIA TORINO, ALLE 18,30!

PER L’EVENTO DI MILANO REGISTRATEVI QUI

Ci saranno tanti amici professionisti del mondo della comunicazione e ci sarà anche Franco Bolelli, filosofo e scrittore, che stimolerà il dibattito e l’immaginazione con l’obiettivo di ampliare i nostri orizzonti professionali ed esistenziali.

Conto di vedervi alla FNAC in tanti, per poter co-immaginare insieme un mondo migliore.

 

 


A lezione dai Mad Men: il primo libro su storia, presente e futuro della pubblicità [INTERVISTA]

Oggi vi proponiamo un’intervista alle autrici del libro “A lezione dai Mad Men“, Adele Savarese ed Emma Gabriele. Il libro, edito dal Sole24Ore, è un’immersione nel passato remoto della pubblicità e una prospettiva del suo percorso fino a oggi: la serie Mad Men diventa un diario di bordo che propone agli spettatori e ai pubblicitari uno sguardo a tutto tondo sulla comunicazione d’impresa. Ve ne avevamo parlato, per primi, nel settembre 2010.

Un testo “stravagante ma intelligente” con una prefazione scritta dalla leggenda dell’advertising mondiale: Jacques Séguéla (vicepresidente e Chief Creative Officer Euro RSCG).

Insomma, un libro-macchina del tempo che, seguendo Don Draper, ci porta a domandare quanto di quei tempi d’oro del marketing sia stato superato, quanto interiorizzato e quanto invece abbia resistito alla prova della storia.
Quanto deve la pubblicità all’amore, alla felicità ed alla verità? Quand’è che la pubblicità dice la verità? Da dove nascono le idee e come nascono i creativi di oggi? Come costruire l’identità di un prodotto, come dotarlo di personalità, empatia e forza di persuasione? Un libro colmo di riferimenti e citazioni, anche alle vicende pubblicitarie che vedono protagonisti i creativi dell’agenzia Sterling Cooper in Mad Men. Nonché le interviste a sette Mad Men italiani: Massimo Guastini, Alessandro Orlandi, Francesco Emiliani, Roberto Maraggia, Francesca De Luca, Alex Brunori, Pasquale Diaferia.

Curiosi? L’intero capitolo sul Sensible Branding – il cuore pulsante del libro – è scaricabile qui col sistema Pay with a Tweet.

Ma diamo la parola alle autrici in questa breve intervista (tempo di lettura stimato: 5 minuti).

Il libro utilizza la serie televisiva Mad Men per compiere un vero e proprio viaggio nella storia dell’advertising. Qual è secondo voi la più grande eredità lasciata da quegli anni così splendidamente rappresentati dalla serie?

AS: In quegli anni d’oro del marketing, la pubblicità aveva un impatto estremamente suggestivo. Il consumatore era più naif, nel senso buono del termine, ed era facile per i brand posizionarsi sul suo territorio mentale ancora vergine ed inesplorato, non disturbato dal sovraffollamento odierno. A mio avviso, il più grande insegnamento ad aver attraversato la storia della pubblicità è che le idee grandi, semplici e geniali vincono sempre. Ed è attraverso esse che si riesce, ancora oggi come ieri, a sorprendere il consumatore, a solleticare la sua curiosità, a coinvolgerlo nella condivisione del valore della marca.

EG: oggi viviamo un prolungamento di ciò che iniziò allora: chi è nato dopo non lo sa (a meno che non abbia letto un po’ di storia) ma molte delle cose che per noi sembrano date per scontate sono figlie di quegli anni, sia nel bene che nel male. Quelli erano gli anni dei primi passi della società moderna, tutto era molto diverso: i rapporti interpersonali, quelli familiari, quelli fra i sessi avevano regole rigide ma la voglia di cambiamento di quegli anni ha messo radici nella nostra vita, cioè nel loro futuro.. non c’era solo Lucy “in the Sky with Diamonds”, ma anche noi.

Adele Savarese aka Aiko. Managing Editor & Editor-at-large, consulente freelance di marketing esperienziale

Il confronto fra passato e presente della pubblicità è affidato al dialogo con i creativi italiani (i nostri Mad Men). Come mai avete scelto questa particolare forma per veicolare il parallelismo?

AS: Le interviste ai pubblicitari servono per cristallizzare uno stile di vita ed un mestiere, a contestualizzare l’epoca creativa che oggi si vive in Italia. La pubblicità la si studia e la si fa, ecco perché si è reso necessario il confronto con diverse realtà d’agenzia. La prefazione di Jacques Séguéla ci fa capire che spesso non ha senso distinguere tra passato, presente e futuro della pubblicità: questi tre elementi ad esempio convivono tutti nella persona di Jacques, perché la pubblicità avanza attraversando frontiere piuttosto che età cronologiche.

EG: Lo abbiamo fatto per capire quanto, di allora, è nella vita creativa di chi il pubblicitario lo fa per amore e inevitabilmente per mestiere.

Nel libro si introduce un nuovo concetto: il “Sensible Branding”. Potete anticipare ai lettori di Ninja Marketing come è nata e in cosa consiste questa teoria?

AS: Il Sensible Branding nasce dall’opportunità, ancora non pienamente colta dai brand, di presidiare spazi fisico-simbolici e valoriali piuttosto che media-veicoli di messaggi. Ecco perchè questa nuova teoria creativa non si accontenta di vedere i media – tutti i media, dall’ambient alla televisione – “solo” in termini di copertura e frequenza. Ma li vede soprattutto come portatori di significati derivanti da una particolare combinazione di: presenza del target, emersione di bisogni/desideri, caratteristiche sensoriali o funzionali di quel mezzo. Ed ecco che, ad esempio, il circuito di estintori di un famoso museo può diventare un mezzo pubblicitario per un anti-infiammatorio come Lasonil, o che Norton Antivirus decida di comunicare in prossimità dei lucchetti d’amore sui ponti. Perché se il valore del brand Norton è proteggere cose preziose, quali spazi fisici esistenti al mondo hanno in sè il significato della protezione amorevole?

EG: Si passa quindi all’associazione creativa tra valore da comunicare e spazio in cui quel valore si trova. Un altro esempio? Vanish, il noto brand di detersivo igienizzante, che cerca di sponsorizzare la Casa Bianca. E’ una teoria fresca, aspettiamoci di vedere presto altri esempi creativi di Sensible Branding, soprattutto nelle strategie di media planning.

Emma Gabriele - avvocato ed esperta di marketing e di consulenza per la comunicazione d’impresa

Numerose sono le campagne pubblicitarie citate all’interno del testo e che suscitano grande curiosità. Avete pensato ad una modalità per facilitarne la fruizione da parte dei lettori?

AS: I lettori di A lezione dai Mad Men hanno a disposizione il sito www.madmenadv.com. Suddiviso in capitoli, è facile supportare la lettura avendo a portata di capitolo tutte le campagne menzionate al suo interno.

EG: in un primo momento avevamo pensato ad una fornitura gratuita di caffè, aspirine e post-it, ma il sito rende molto meglio l’idea e diverte di più.

Il nuovo iPad: per Apple è l'era del post Pc!

La terza generazione dell’iPad è arrivata ed è  una dichiarazione aperta di guerra. Al lancio allo Yearba Buena Center di San Francisco, condotto dal CEO Tim Cook, Apple butta in campo tutte le armi più all’avanguardia, decisa ad attaccare su tutti i fronti!

Il CEO inizia dichiarando la superiorità sui concorrenti, in riferimento ai prodotti di punta targati Apple, iPhone, iPad e iPod:

“In Apple abbiamo prodotto tre magnifici apparecchi che segnano l’inizio di un’era post-pc”

Cook procede con la prima novità: l’aggiornamento del sistema operativo mobile,iOS 5.1 di cui potete leggere le caratteristiche e trovare i download specifici nell’articolo del nostro Simosoke.

Ed ecco il nuovo iPad: non iPad 3, come tutti ci aspettavamo, ma con arroganza “il nuovo”, perché quello che vuole definire Apple è il passaggio ad un modello diverso dal suo precedente. Eppure questo tablet non è rivoluzionario ma “risoluzionario” come campeggia sull’homepage italiana di Apple.

Le novità portate in campo da Apple non sono poi così nuove nel settore Mobile: il Retina display, gli esperimenti su nuove dimensioni e convergenze nel settore tech, il quad-core, la connettività 4G sono tutte specifiche che concorrenti  come Samsung, HTC, Amazon e altri hanno già apportato ai propri prodotti. Dunque di “rivoluzionario” non si può di certo parlare.

Allora perché dire che Apple è in grado di sostenere ancora la partita con i suoi rivali? Perché come afferma Michael Gartenberg, analista di Gartner, “I concorrenti possono soddisfare le specifiche, ma non l’ecosistema che Apple ha impiegato anni a sviluppare” (fonte @WashingtonPost).

Andiamo subito a scoprire le novità di questo nuovo device per una prima visione delle sue caratteristiche.  Nei prossimi giorni torneremo sicuramente a parlarvi ancora del nuovo iPad, per ora impariamo a conoscerlo!

Retina Display

Risoluzione 2048×1536 a 264ppi, un numero di pixel quattro volte superiore rispetto all’iPad 2. E se questi numeri non vi dicono nulla, vi diciamo che ha ben 3,1 milioni di pixel, in un formato da 9,7″. In pratica ha il quadruplo dei pixel dell’iPad 2 e un milione di pixel in più rispetto a un televisore HD!

Fotocamera iSight 5 Megapixel

Migliorata la fotocamera sul retro: iSight ha un sensore retro-illuminato da 5 Mpixel, filtro IR, stabilizzatore d’immagine e ovviamente autofocus. Gira video Full HD a 1080p.

 

Connettività 4G

Ha connettività 4G Lte da 73 Mbps per i primi operatori che già la offrono (non qui in Italia, dove dovremo attendere che gli operatori si adeguino al nuovo tipo di connessione): Verizon, Rogers, Bell, Telus and AT&T.

Per tutti gli altri il 3G: è compatibile con le tecnologie GSM/UMTS, inclusi i protocolli HSPA+ con velocità da 21 Mbps e DC-HSDPA che ha velocità di downlink fino a 42 Mbps. Come l’iPhone 4 e 4S, ha la funzione Hotspot Personale via Wi-Fi, Bluetooth o USB.

 

Nuovo processore A5X

Per lavorare ad un buon con Retina Display, Apple ha aggiornato il suo processore proprietario. Denominato A5X, il nuovo chip dual-core vanta un quad-core GPU.  Nonostante la potenza, Apple annuncia ancora 10 ore di autonomia. E resta comunque sottile: 9,4 millimetri.

Ma chi l’ha già testato, come Sasha Segan di Pcmag, afferma che nello scroll sul web e con iPhoto l’elaborazione è effettivamente veloce, stessa cosa non si può dire per quanto riguarda con Autodesk, l’app presentata in contemporanea al lancio del nuovo iPad per il disegno vettoriale, e le apps abilitate per il Retina Display.

Il costo

Sul mercato dal 16 marzo, preordini aperti oggi. In Italia arriverà invece il 23 marzo.

Prezzo a partire da 499 dollari per la versione Wi-fi da 16gb fino a 829 dollari per la versione 64gb con 4G Lte.

Novità anche sul prezzo dell’iPad 2 che continuerà ad esser prodotto e il cui costo scende a 399 euro iva inclusa per il modello 16GB Wi-Fi, a 519 iva inclusa per il modello da 32 GB.

Cosa pensate accadrà il giorno dell’uscita del nuovo iPad? Lunghe file? Code chilometriche e acquirenti nervosi?

E l’iPad 2 continuerò a vendere nonostante tutto?

Durante il keynote l’iPad non era neanche in TT di Twitter ed anche Wall Street non riceve lo scossone che ci si aspettava: dopo poche ore dal lancio Apple ha già un calo dell’0,65% (fonte @corrieredellasera).

Seguiteci, vedremo insieme quanti sono disposti a far follie per il nuovo iPad e quanti invece sono rimasti delusi!

Apple rende disponibile iOS 5.1

Apple rende disponibile iOS 5.1

L’aggiornamento del sistema operativo Apple è disponibile da un’ora circa, sia tramite iTunes che device.

Apple rende disponibile iOS 5.1

Gli aggiornamenti principali e le correzioni dei bug sono:

– Siri in lingua giapponese;

– il rilevamento di volti evidenzia tutti i volti presenti;

– nuova applicazione fotocamera per iPad;

– foto ora cancellabili dal Photo Stream;

– tasto di scelta rapida della fotocamera sempre visibile, anche con il blocco;

– correzione di bug che compromettevano la durata della batteria;

– risoluzione problema audio per le chiamate in uscita;

Queste le principali novità. Ovviamente i server sono sovraccarichi (nel caso non riusciste ad effettuare l’aggiornamento a breve). Eccovi i link diretti per il download:

iPhone 3GS

iPhone 4 GSM

iPhone 4 CDMA

iPad

iPad 2

iPod touch 3° generazione

iPod touch 4° generazione

Maslow 2.0: la piramide dei bisogni al tempo dei social media [INFOGRAFICA]

La piramide dei bisogni di Abraham Maslow è uno dei modelli più interessanti e dibattuti degli ultimi decenni, in cui il grande piscologo crea una gerarchia dei bisogni che spingono l’uomo nelle sue attività quotidiane.

In particolare, sono 5 i livelli di bisogni che l’essere umano percepirebbe, ordinati in funzione della loro complessità:

  • Fisiologici: fame, sete, etc.
  • Di sicurezza: salvezza, protezione, etc.
  • Di appartenenza: affetto, identificazione, etc.
  • Di stima: prestigio, successo, etc.
  • Di auto-realizzazione: realizzazione del sè.

Al tempo del web e delle nuove tecnologie che connettono centinaia di milioni di persone, la piramide è stata già rivisitata una volta (ve la siete persa? Ve la riproponiamo!), prendendo in considerazione le piattaforme 2.0. E’ da pochissimo uscita la versione aggiornata, che inserisce anche la new entry G+ e dà maggiore peso alle piattaforme di blogging, ideali per dare sfogo alla propria creatività e soddisfare dunque lo scalino di bisogni più importante e elevato. Un’altra novità è la considerazione dei social media a partire dai bisogni di sicurezza, tralasciando la loro importanza per le necessità fisiologiche.

Per il resto, buona lettura! 🙂

Converse e Gorillaz collaborano in DoYaThing [VIRAL VIDEO]

Converse ha recentemente lanciato sul mercato una linea tutta dedicata ai Gorillaz (come ci ha raccontato qualche giorno fa la nostra Kikyo in questo post), virtual band creata da Demon Albarn. E lo ha fatto in grande stile, regalando a tutti i fan un singolo inedito e un video a dir poco strepitoso: DoYaThing.

Il brano, nato dalla collaborazione dei Gorillaz con Andre 3000 e James Murphy, è in free download sul sito di Converse che ha anche firmato il video ad esso dedicato. Un mix tra modelli 3D e animati in un ambiente reale, il videoclip di DoYaThing racconta una tipica mattina di Due Di, Murdoc, Noodle e Russel tra toast con orecchio, disordine cosmico e uomini nel frigo.

A livello tecnico siamo di fronte ad un capolavoro, il mix tra reale e virtuale è perfetto e si fa fatica a distinguere l’uno dall’altro. La scenografia è curata ai massimi livelli, ogni stanza è piena di oggetti e dettagli tra cui l’ultimo cd “Plastic Beach” (sulle mensole della cucina), il video “DARE” (sullo schermo della tv in soggiorno) e le Converse personalizzate Gorillaz (sia nella camera di Due Di che nella mani di Murdoc).

Con DoYaThink, Converse e i Gorillaz hanno dato vita ad un progetto di marketing unico e innovativo. Scarpe in limited edition, brano musicale in free dowload e soprattutto un videoclip straordinario, pieno di riferimenti e citazioni. I Gorillaz creano un mondo unico e coinvolgente fatto di Converse, musica e follia. “But wouldn’t it be nice if we were just normal people, yeah!

Di seguito potete godervi anche lo spettacolare making of del video!