NextStyler: fashion addicted e fashion designers si incontrano sul web [INTERVISTA]

Let’s start your fashion brand together!”: questo il claim della startup nata dal progetto di due giovani napoletani, Mary Palomba e Maurizio Palumbo, ex free lancer pubblicitari esperti di fashion brand communication e oggi startupper appassionati di quella che vuole proporsi come una risposta alla ricerca di unicità ed esclusività che oggi il gusto collettivo ritorna a manifestare.

Si tratta di un nuovo brand di moda, prodotto interamente in Italia, creato da stilisti emergenti e scelto direttamente dagli acquirenti, che vengono coinvolti nella selezione e personalizzazione dei capi delle collezioni attraverso la piattaforma web, interamente in inglese, www.nextstyler.com.

Abbiamo intervistato uno dei soci fondatori, Mary Palomba, per conoscere i dettagli di questa iniziativa, il percorso seguito, il peso esercitato dal supporto finanziario di soggetti investitori e gli aspetti strategici del progetto imprenditoriale.

E’ emerso come la business idea nasce nel luglio 2010 dalla doppia esigenza di dare spazio agli stilisti emergenti, che troppo spesso non riescono ad entrare nel fashion business, ma anche di proporre ai fashion addicted, sempre aggiornati sui nuovi trend, capi sempre nuovi ed esclusivi.

Come funziona NextStyler

Abbiamo chiesto di illustrarci come funziona tecnicamente la piattaforma di NextStlyer e la risposta è stata:

Il sito www.nextstyler.com propone dei contest tematici ispirati ai fashion trend più attuali, dove i giovani stilisti possono partecipare inviando degli sketch che saranno poi votati dalla community di NextStyler. L’abito dello sketch vincitore sarà quindi prodotto, senza costi da parte dello stilista, e successivamente venduto in tutto il mondo attraverso l’online-shop del sito.

Lo stilista vincitore, oltre a veder prodotte le proprie creazioni e a guadagnare visibilità, avrà diritto al 10% di royalties sulle vendite. Nascerà quindi un nuovissimo ed esclusivo fashion brand generato da giovani creativi, i cui capi sono prodotti sulla base della scelta degli acquirenti che vengono direttamente coinvolti nella selezione. Ogni prodotto NextStyler porta la firma dello stilista che lo ha disegnato ed è completamente Made in Italy, sinonimo in tutto il mondo di qualità e attenzione ai dettagli”.

NextStyler Teaser from NextStyler on Vimeo.

Dalla Business Idea al Go to Market

Per calarci nei panni di uno startupper e conoscere non solo le luci della ribalta, ma anche il dietro le quinte, abbiamo chiesto a Mary di illustrarci il percorso dall’ideazione del progetto al “go to market”, per comprenderne tempi ed eventuali difficoltà.

“Dalla ideazione del progetto, nel luglio 2010, all’inserimento online della piattaforma, settembre 2011, il percorso di sviluppo imprenditoriale è stato rapido. Ci sono voluti 7 mesi per coordinare la realizzazione del sito, individuare i partner giusti per la produzione e la struttura per la logistica che ci supporterà nelle spedizioni e lo stoccaggio”, racconta Mary.

Mary continua “non sono stati fatti grossi investimenti pubblicitari e tutti gli utenti di nextstyler, dai fashion designer ai fashion addicted, si sono iscritti attraverso passaparola e social network. Siamo molto entusiasti di questo risultato. Il primo contest Swinging Lady si è già chiuso ed i primi sketch vincitori, dei designer Alessandro Gaeta, Cascades Lotempro, Gennaro Corvo e Stefania Schino, sono già in produzione e saranno in vendita entro la fine di gennaio. Attualmente siamo online col secondo contest, The Essence of Spices”.

Enlabs: incubatore ed early investor

Questo successo nel lancio e nella fase iniziale dell’iniziativa (per cui si prevede di raggiungere 10 milioni di fatturato e 10 dipendenti in tre anni) è anche merito del supporto ricevuto dall’incubatore romano Enlabs di Luigi Capello, dall’advisor Gianmarco Carnovale e da una schiera di mentor ed esperti imprenditori che hanno svolto un continuo advice.

Nello specifico, abbiamo chiesto a Mary di illustrarci il ruolo svolto da Enlabs:

“Grazie al micro seed ricevuto da Enlabs abbiamo potuto dar via alle prime fasi di sviluppo del progetto, ma soprattutto l’esperienza dell’incubazione (durata 6 mesi) è stata molto formativa. Abbiamo seguito corsi di marketing, per l’organizzazione aziendale e per la gestione dei rapporti con gli investitori e abbiamo preso parte ad eventi organizzati con business angels e investitori di venture capital dove abbiamo presentato la nostra startup”.

Non indifferente gli stimoli provenienti da altri startupper grazie alla partecipazione al Venture Camp di Mind the Bridge a Milano, preceduto dal Boot Camp di Torino e che culminerà nel Gym Program di un mese a San Francisco a cui NextStyler parteciperà di diritto come impresa tra le finaliste alla competition del 2011, lottando fianco a fianco con gli altri startupper per l’innovazione!

“Innegabile punto di forza di NextStyler è il modo democratico di fare moda”, sostiene Mary, “siamo sicuri di possedere un vantaggio competitivo rispetto ai competitor dato dalla produzione interamente Made in Italy, dagli alti standard qualitativi ad un prezzo accessibile ed in tiratura limitata, garantendo esclusività del brand ed unicità del design”.

Noto che ad oggi il panorama imprenditoriale della moda vede un solo business model vicino a NextStyler – un’impresa austriaca, Lookk, che però non crea collezioni tematiche e non gode del vantaggio del Made in Italy – questa startup mostra di avere tutte le carte in regola per “innovare la moda”.

Un ninjesco “in bocca al lupo” a questi ragazzi e non ci resta che aspettare “Who’s next styler?”.

Samsung Digital Window: il futuro è touch

Il CES 2012 ha portato la solita ventata di novità e prodotti “futuristici”. Restando con i piedi per terra però, oggi parliamo di una novità Samsung: la Smart Digital Window.

Samsung Digital Window: il futuro è touch

Ricordate l’articolo di novembre sul futuro fatto di vetro? Bene, questa innovazione potrebbe tranquillamente seguire quel filone, coniugando eleganza e modernità.

Touchscreen, 46 pollici a 1366 x 768: potete controllare il meteo, vedere video, twittare con gli amici, connettervi ad Internet per fare qualsiasi cosa. Magari, quando volete spegnerla, chiudere la “finestra” con una tapparella digitale!

Ecco due video che ne illustrano il funzionamento:

Potremmo vederla sul mercato addirittura nei prossimi mesi! Cosa ne pensate?

Startup & Social Media: strategie di comunicazione efficace [HOW TO]

Nei precedenti post della serie dedicati al rapporto tra startup e social media, è stato affermato che spesso le startup sono concentrate più sullo sviluppo del progetto e sulla teorizzazione di un business model, piuttosto che sul ruolo della comunicazione.

L’assunto sui quali abbiamo costruito tutta la discussione, ovvero che i social media non hanno regole definitive, è piaciuto molto. Ho notato che sono state apprezzate soprattutto le argomentazioni sulla relazionalità ad essi collegati.

Ma ora veniamo al web marketing. Riusciremo a distinguerci soprattutto grazie al potere di trasmissione dei contenuti ed alla loro qualità. Possiamo perciò promuoverli attraverso strategie di email marketing, video content e blogging.

L’email marketing che funziona

L’email marketing efficace innanzitutto si distingue dalla massa di messaggi inutili che riceviamo ogni giorno: visivamente si riesce a far notare rispetto allo spam e si fa leggere dal destinatario, con l’intenzione di rispondere al messaggio in oggetto, per esempio l’iscrizione al sito o la partecipazione ad un consorso.

I principali motivi alla base della "unsubscription", la disdetta dall'invio di newsletter ed email istituzionali.

Infatti quando lo scriviamo è giusto chiederci cosa vogliamo ottenere con l’email marketing e decidere se è il caso di farlo davvero oppure no. La logica è che finché non abbiamo nulla da chiedere, non dobbiamo creare un servizio di mailing perché lo fanno gli altri.

Per chi invece fosse interessato ad usare un servizio di gestione delle email, può lasciarsi consigliare da Alessandra Farabegoli su quelli più adatti al nostro caso. Lo ha spiegato molto bene nel suo aggiornato e-book sul buon senso in rete.

Consiglio soprattutto la lettura di “Come NON avvisare i clienti di qualcosa che li riguarda”, con il caso pratico, molto divertente, di Tim.

Il potere della serie video

In questo periodo assistiamo ad una profonda trasformazione dell’intrattenimento attraverso trasmissioni web tv vere e proprie o con la sperimentazione di serie video, proposte sia come nuovo modo di intendere il blog che come strumento giornalistico.

Un esempio italiano di utilizzo di contenuti specifici attraverso strumenti virali secondo me è costituito dalle serie di videoblog di Woork Up di Antonio Lupetti. Osserviamo attentamente tempi e modi di un episodio tipico di Woork Up, che in questo video si esprime a proposito della gestione dei blog, di cui parleremo adesso.

Un esempio di professional blogging adatto alle esigenze delle startup

Le startup sono tentate ad aprire anche un blog e, quando va molto bene, se convive con un vuoto conversazione, c’è chi riesce a riempirlo di notizie come fosse un aggregatore di informazioni.
Reputo perciò le considerazioni, in un recente episodio di Woork Up, sull’approccio editoriale “spazzatura”, una premessa per evitare altri di quegli errori imbarazzanti di cui abbiamo discusso a lungo.

Per osservare su un altro caso pratico da cui farsi ispirare, ecco secondo me come dovrebbe essere il blog che vuole aiutare davvero lo sviluppo del progetto.

Il blog di Luca Sartoni è per me l’esempio perfetto di cosa dovrebbe significare la comunicazione per un’azienda: la cura per l’aggiornamento degli eventi a cui si partecipa, lo story telling attraverso strumenti strategici per la raccolta di immagini, lo spazio di un blogger che racconta tutto come un reporter vero e proprio.

Anche in questo caso, il ruolo della sezione video è fondamentale, perchè rappresenta la sezione di completamento degli interventi e delle presentazioni di cui si parla nel blog, con la raccolta dei contenuti dai canali utilizzati, immediatamente disponibili per il lettore.

In questo modo, il blog smette di essere solo una pagina personale dell’autore o del suo lavoro, ma diventa un riferimento per chi si occupa dello stesso settore: ecco l’approccio esatto che dovrebbe mantenere l’area comunicazione di una startup.

Questo è un estratto dal blog, con i consigli di Luca sulla comunicazione di una startup:

Le regole liberano il talento

Per concludere, poiché le startup partono da zero per innovare il mercato, hanno tutta la possibilità di gestire in maniera strategica e virale una campagna, usando al meglio i social media e gli strumenti di web marketing che servono a questo scopo.

Non basta chiaramente avere la propensione a farlo, ma occorre che tutto il team conosca le regole del gioco. E’ importante coprire ruoli tecnici così come portare pensiero strategico per l’evoluzione dell’azienda, per questo l’investimento più grande resta comunque sulle persone e sui contenuti, e non sugli strumenti.

Le startup perciò, che vivono esclusivamente di team, possomo dimostrare di avere una Vision adatta al rinnovamento del mercato ribaltando anche le regole della comunicazione, per creare opportunità di business e crescita collettiva.

Con Nike e Gazzetta dello Sport, il Derby di Milano è anche sul web!

Il Derby di Milano di Domenica 15 Gennaio è uno dei match sportivi più sentiti dell’anno, in Italia e anche all’estero: una grande sfida tra campioni per aggiudicarsi punti preziosi per tentare sorpassi in classifica.

A dare risalto all’evento non ci pensano solo le dichiarazioni dei due team e le tifoserie, ma anche un’ iniziativa speciale di Nike, Gazzetta dello Sport e Gazzetta.it organizzata da H-Art e dedicata agli appassionati di calcio e tecnologia. Saranno proprio i tifosi a salire in cattedra grazie al web e ai loro idoli calcistici, in particolare Pazzini (lato nerazzurro) e Ibrahimovic dalla parte Milanista.

Il che modo? Basterà cliccare sui banner posizionati in homepage del sito gazzetta.it, scegliendo di tifare uno o l’altro e commentando con commenti e tweet virtuali le azioni sul campo.

I migliori saranno selezionati e pubblicati live sempre su gazzetta.it. Il derby si preannuncia dunque come una sfida non solo tra due squadre ma anche tra due tifoserie, a colpi di cinguettii e user-generated content.

Partecipa al Ninja Candy e vinci un ingresso omaggio al corso in “Social Media & Fashion Marketing”!

Siete amanti dei Social Media ma non sapete come ottimizzare il loro utilizzo sfruttandoli al meglio per la vostra professione?

Vi annoverate tra i primi iscritti ad ogni nuovo Social Network e parlate a suon di like e cancelletti?

O ancora, siete abbonati ad un numero sconsiderevole di riviste di moda e il vostro cimelio preferito è, a giorni alterni, il Gira la Moda dei bei tempi che furono o il poster di Twiggy grandezza naturale sbandierato sul vostro armadio a venti ante?

Ok, respirate lentamente e cominciate a sorridere: l’appuntamento con il Ninja Candy è tornato! Anche per il corso in “Social Media & Fashion Marketing” del 10 e 11 febbraio 2012 a Milano (con Tommaso Sorchiotti, Arianna Chieli, Jarvis Macchi e special guest), abbiamo un dolcetto in serbo per voi, o meglio, per uno di voi!

Ma come fare per aggiudicarvi il tanto ambito ingresso omaggio? Basta seguire le indicazioni riportate qui sotto e dare sfogo alla vostra più ingegnosa creatività!

Pronti? Date risalto alle vostre nerd-skill indossando il vestito delle grandi occasioni!

1. Tra un colpo di spazzola e due gocce di profumo, guardatevi allo specchio e chiedetevi: “Specchio specchio delle mie brame, perché dovrei essere io il più meritevole del Ninja reame?” 

2. Questa volta la linea guida da seguire è mescolare accuratamente il mondo super-tech dei Social Media con il mondo super sfavillante della moda, dando vita ad un contenuto creativo da capogiro! Unica condizione: fare riferimento al corso in “Social Media & Fashion Marketing“!

3. Documentate la vostra scelta creativa: video, foto, qualsiasi modalità è ben accetta!

4. Postate il vostro contenuto (o un link ad esso) direttamente sulla bacheca Facebook di Ninja Academy;

5. Inondate la bacheca dei vostri amici supplicandoli di fare il tifo per voi, spammate a più non posso e illudeteli che ricambierete il favore con un aperitivo maestoso degno del più rosso dei red carpet. Insomma, fatevi odiosamente amare: i tre che riceveranno più “Mi Piace” saliranno sul podio e verranno giudicati dalla Ninja Juria di Kwalità che, per l’occasione, salirà su tacco 15 e indosserà le tonalità comprese tra l’ottanio e il petrolio (tutte insieme);

6. Scrivete una mail info [@] ninjacademy.it linkando la vostra idea e lasciando un recapito telefonico tramite cui vi contatteremo in caso di vincita.

Avete tempo fino a domenica 5 febbraio: che le danze abbiano inizio!

whatisfashion.fashionblogs.com

Se invece vi state districando tra i mille inviti ricevuti per sfilate ed eventi glamour e non avete tempo di spremere le meningi per pensare ad un’idea ad alto contenuto social-fashion, tenete a mente che potete assicurarvi il posticino al corso collegandovi direttamente alla landing page e iscrivendovi attraverso il form che trovate QUI.

Fino al 29 gennaio sarà possibile usufruire dello sconto in modalità early booking, andando a pagare 545 € (anziché 605 €) per una giornata di corso e 968 € (anziché 1089 €) per entrambe le giornate! E non dimenticatevi le iscrizioni di gruppo: più siete, meno spendete! Organizzare una carovana fashion spendendo meno è altrettanto chic 😉

Per questo ed altro, date un’occhiata alla brochure informativa.

Vi aspettiamo!

Be Social. Be Fashion. Be Ninja.

“Fashions fade. Style is eternal.”
(Yves Saint Laurent) 

I segnali stradali secondo Clet Abraham

Vi è mai capitato di incrociare cartelli stradali “originali” mentre guidate per la vostra città? Magari a trasformarli in quel modo potrebbe essere stato proprio Clet Abraham.

Interprete di pittura e scultura, ma si definisce anche sticker urban artist, è nato in Francia, ma ha vissuto molto tempo in Italia tra Roma, Bologna e Firenze, dove oggi è situato il suo studio.

Si è convertito a questa forma d’arte nel 2010, ed è stato “scoperto” per la prima volta dal Corriere Fiorentino il 14 luglio.

Piccole e stuzzicanti modifiche, mai compromettenti la leggibilità dei cartelli. Inattesi adesivi (facilmente rimovibili) che vivacizzano la monotona successione dei segnali stradali nelle nostre città.

Così, l’avviso di strada senza uscita si trasforma in una croce per la silhouette di Cristo, le doppie frecce di direzione su campo blu in un satanasso con tanto di forcone e un divieto d’accesso diventa un moderno Cireneo con una pesante croce sotto al braccio.

Ma perchè lo fa?

L’artista dice: “Sempre più invaso dalla segnaletica stradale, lo spazio urbano deve farsi reversibile, aggiungere significati a quelli originari, orientare altri e nuovi gradi di lettura.

Credo che l’umorismo sia fondamentale per veicolare bene un argomento, così come il rispetto per le cose, per questo ho scelto di usare solamente stickers facilmente rimovibili. Il mio approccio con questo tipo d’arte è una ricerca sui confini della libertà; mi pongo nel contesto dell’arte e tocco uno dei più diffusi simboli visivi della regolazione sociale. Certo quando mi pizzicano mi danno multe salate, ma intendo tenere aperto il dibattito sulla funzione dello spazio visivo comune…”

La sticker art di Clet Abraham intende dunque creare opere che siano capaci di contestualizzarsi con armonia nello spazio che le circonda e interagiscano in modo semplice e intelligente con lo spettatore.Questo dimostra che utilizzando l’arte e la creatività anche le cose più banali si possono abbellire e rendere uniche senza deturpare il paesaggio urbano.
D’ora in poi quando guidate tenete dunque gli occhi ben aperti e mi raccomando, fate attenzione ai segnali!

Ultrabook: il CES2012 è stato invaso!

Il CES2012 si sa, è il paradiso dei tecno-addicted come il sottoscritto e tra gadget di ogni sorta sono sbarcati in massa gli Ultrabook di ultima generazione.

Se nel post dei nostri colleghi della sezione Mobile avevamo introdotto gli Ultrabook, in questo vi mostriamo quelli maggiormente interessanti e cool.

Il primo è l’Acer Apsire S5 – display da 13,3″ e spessore di 15 mm con porta Thunderbolt.

Il secondo un “po’ meno Ultra” è l’Acer Timeline Ultra con spessore di 20 mm e masterizzatore DVD sottilissimo (ma serve ancora? 🙂 ).

Il Vizio Thin-and-Light con schermo da 13″ (con risoluzione di 1600×900) e USB 3.0.

Passiamo ora agli esosi HP ed LG, rispettivamente con il “premium ultrabook” ed il “super-ultrabook”:

– HP ha presentato l’HP Envy con Gorilla Glass ed audio Beats;

– LG ha presentato gli LG Xnote con schermo da 13,3 pollici e 14 pollici.

Insomma al CES2012 tutti si sono montati la testa con questi Ultrabook belli, spesso performanti, ma soprattutto cari.

Anche perché non perdiamo di vista un aspetto fondamentale, come faceva notare il mio amico Antonio Lupetti di Woork Up: il MacBook Air della Apple esiste più o meno dal 2008 ed è stato bistrattato, ridicolizzato, accusato di essere troppo caro… Ma alla fine (per me) non è altro che il primo ed unico Ultrabook!

Ah, dimenticavo che questi Ultrabook gli somigliano un sacco! Think Different!

Fonti: EveryEye, Engadget

CES2012: i nuovi tablet e tutte le novità mobile!

Come molti dei nostri lettori già sapranno, si sta per chiudere proprio oggi il Consumer Electronic Show 2012 di Las Vegas, e siamo già alle prese con le prime considerazioni da fare, soprattutto in campo mobile.

C’era da aspettarselo che infatti uno dei settori più prolifici dal punto di vista dell’innovazione sarebbe stato quello mobile, cavalcando il trend già ampiamente espresso nell’edizione precedente. Vediamo quindi in un breve resoconto quali sono state le novità più interessanti per questa sezione.

Cosa sono gli ultrabook?

Se avete dato una rapida occhiata alla rassegna stampa high tech di questa settimana, vi sarà sicuramente saltata all’occhio questo termine che ha goduto delle luci della ribalta proprio durante il Ces 2012. Che cos’è un ultrabook? In sostanza, qualcosa da cui i produttori di tablet (iPad compreso) dovranno guardarsi bene nel prossimo anno. Gli ultrabook sono a tutti gli effetti personal computer portatili, dalle dimensioni leggere e sottili che ci si aspetterebbe da un tablet, e con la potenza di un notebook.

Tutto reso possibile dai processori CULV sviluppati da Intel, che sono giunti ora alla seconda fase di sviluppo quella degli Ivi Bridge. Si sono visti al Ces circa 30 modelli le cui caratteristiche comuni principali erano batteria di durata media pari a 5 ore e uno spessore di 2 cm.

Il modello più gettonato è stato certamente lo XPS 13 della DEll, che per la design e prestazioni è stato perfino paragonato al MacBook Air.

Acer non è stata certo a guardare, stupendo tutti con Aspire S5, il portatile più sottile al mondo, che grazie a Acer Always Connect può essere tranquillamente gestito in remoto via smartphone. Secondo J. T. Wang, Ceo di Acer, deve rispondere ad un mondo in cui i consumer vogliono dispositivi facili da trasportare, capaci di interagire con tablet e smartphone, e che durino possibilmente una giornata (fonte).

Tornando ai tablet invece…

Tra le tante novità ne scegliamo due.

Una menzione è infatti obbligatoria per il tablet XO3 della OPLC, che farà sicuramente contento qualche bambino figlio di genitori geek. Schermo da 8” e risoluzione 1024×768, con rivestimento in gomma per ripararlo dagli urti, sistema operativo a scelta tra Linus e Android, economico (il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 100€) ed ecosostenibile visto che può essere alimentato dai pannelli solari presenti su uno dei suoi lati, o da un dispositivo a manovella. Se vi sembra troppo mettere tra le mani dei vostri figli un iPad, questa potrebbe essere una soluzione.

Asso nella manica per quest’anno in casa Asus sarà certamente il nuovo padfone ASUS Eee Pad Transformer Prime (sembra un nome da robot Trasformer) e infatti diventa in poche mosse sia tablet che netbook. Fornito di un potente chip Tegra 3, leggero e maneggevole, ma soprattutto competitivo. A partire dal prezzo, destinato ad aggirarsi attorno ai 250 dollari.

Click Stick – Mobile Photography

Dopo tante applicazioni che permettevano di scattare foto con autoscatto con l’iPhone, Dexim esce sul mercato con Click Stick il telecomando che permette di scattare foto con il timer, ma solo dopo aver deciso la composizione dell’immagine esattamente come la vogliamo. Fosse uscito prima di natale, sarebbe stato un regalo utile. 40 dollari e si scarica anche l’applicazione gratuita, munita di filtri ed effetti vari per poter postprodurre le foto.

Innovation for videogame lovers

 

Quando si parla di tecnologia, la mente va subito inevitabilmente anche alle esperienze videoludiche. Dal punto di vista mobile, importanti innovazioni si sono consacrate nel 2011, dai rompicapo tecnicamente semplici come Angry Birds, a soluzioni molto più impegnative come i vari Fifa e Pes 2011. Questi ultimi trovano forse il limite principale nel basso livello di giocabilità a cui costringono gli utenti mobile a causa della mancanza di tasti fisici.

La soluzione presentata proprio al Ces di quest’anno è stata iCade Mobile, prodotto dalla Ion. Un nuovo dock che trasforma lo smartphone in una vera e propria console portatile. Il vostro iPhone in pratica diventerà qualcosa di molto simile alla Psp. Alternativa questo c’è Gametel, simile nel concetto a iCade Mobile, ma cambia nella disposizione dei tasti.

PoiStory: La semantica Made in Italy al servizio degli itinerari turistici

Una nuova piattaforma “location based” per la condivisione di informazioni legate al viaggio, dove le persone possono raccontare i luoghi che amano e creare guide turistiche personalizzate, condividerle, portarle con sé.

Questa è PoiStory, vera e propria “chicca” ad alto contenuto di tecnologia, individuata da Ninja Marketing tra le varie realtà parte della rete Emilia Romagna StartUp.

Il vero cuore pulsante di PoiStory è un motore di ricerca semantico, capace di individuare i “Poi” – Point of interest, punti di interesse geolocalizzati su una mappa, da cui il nome della startup – in base alle caratteristiche “analogiche” degli stessi. In questo modo si raccolgono e uniscono informazioni di carattere esperienziale, in grado di fare la vera differenza in occasione di un viaggio.

Il servizio è totalmente “user-oriented”, poiché sia l’individuazione dei Poi sia la loro descrizione sono totalmente effettuati in crowdsourcing, quindi generati dagli stessi utenti. Il ruolo dell’utente è sia quello di reporter e narratore dei viaggi, sia quello di “creatore” e utilizzatore delle guide.

Diventa un PoiStory Teller from PoiStory on Vimeo.

Il modo di vivere e raccontare il viaggio è diverso in ognuno di noi: qualcuno sarà più orientato a descrivere un itinerario d’arte a Firenze, altri conosceranno meglio un particolare itinerario enogastronomico, altri ancora potranno mettere in comune i percorsi migliori e più nascosti per godersi la natura in bicicletta.

L’utilità di un servizio come PoiStory sta appunto nella possibilità di individuare, con l’ausilio della tecnologia, le “anime” e i differenti “modi di essere” dei punti di interesse che ci circondano. L’utente avrà a disposizione le esperienze geolocalizzate degli altri viaggiatori che potrà unire nella sua guida di viaggio personalizzata.

La base tecnologica

Tre gli strumenti principali che compongono la base tecnologica della startup: un editor di testi in cui è possibile inserire descrizioni, foto e formati multimediali; un editor di mappe e itinerari tramite il quale geolocalizzare ogni punto di interesse; un motore di ricerca semantico che sfrutta un sistema di “QualiTag”, un nuovo modo di ‘taggare’ i contenuti e renderli molto più facili da ricercare in base alle esigenze dell’utente.

Questi tag “avanzati” riportano la descrizione ad un livello più analogico, vicino alla realtà, in modo da poter cogliere in maniera più profonda le caratteristiche di un luogo, le sfumature, le sensazioni. La sfida principale per PoiStory – sostiene il fondatore Alessandro Caponi – è stata quella di ampliare il significato classico del tag e il relativo uso, fornendogli caratteristiche aggiuntive.

Quali i vantaggi, e i limiti, della “digitalizzazione di sensazioni e sfumature”?

“Siamo riusciti ad ampliare le possibilità offerte dai sistemi basati su tag, mettendo al centro la necessità di esprimere caratteristiche molto specifiche dei contenuti e quella di trovare contenuti adatti alle proprie esigenze, senza appesantire il funzionamento del motore di ricerca”.

Qual è stata la genesi di questa idea, quella sorta di “pensiero laterale” da cui sono scaturiti l’innovazione e il servizio?

“Sentivamo la mancanza di un luogo in cui mettere insieme viaggiatori e luoghi, sapere sui viaggi
ed esperienze, da cui poi estrapolare delle guide. Il cuore dell’innovazione tecnologica di PoiStory è rappresentato dalle ‘QualiTag’: ci siamo chiesti quali fossero i limiti dei tag attuali nella creazione e nella selezione dei contenuti turistici, e crediamo fortemente che questo sia un salto in avanti rispetto al passato”.

Fin qui la macrostruttura del prodotto. Quali i passi successivi?

“Consisteranno principalmente nella consultabilità del prodotto attraverso vari canali, in modo da avvicinarlo alla percezione dell’utente, per esempio attraverso i dispositivi mobili”.

Il modello di business

Un modello “freemium”, con una base di servizi gratuiti e alcuni ampliamenti dei servizi a pagamento. Questo il modello di business di PoiStory, che la startup ha in progetto di ampliareverso il mercato delle applicazioni “mobile”.

L’ampiezza del mercato di riferimento, il Travel 2.0, spinge a considerare tale modello di business e lo stesso approccio al mercato in modi diversi. Innanzitutto si può pensare a PoiStory come a uno strumento di connessione tra i “local business” che vogliono apparire tra i Poi e i viaggiatori.

O, ancora, si può guardare al prodotto offerto come a un tool aggiuntivo per i blogger di viaggio, nonché uno strumento per migliorare la fruibilità di una destinazione che potrebbe essere utile per i “destination marketer”.

Un’ampiezza non immune però da rischi, dato che, per individuare concretamente questi mercati, servirebbero con tutta probabilità altrettante strategie diversificate, se non molteplici modelli di business, con conseguente moltiplicazione dei costi, riduzione dei margini e, quindi, delle prospettive di sviluppo dell’azienda.

Il che nulla toglie alla forza motrice del progetto e al potenziale vantaggio competitivo che porta con sé: digitalizzare una percezione che in natura è analogica. Qualche paragone eccellente? Google, ad esempio, il cui vantaggio competitivo sta proprio nell’avere creato un algoritmo in grado di riconoscere input di natura semantica. Oppure Facebook, il cui principale vantaggio competitivo è rappresentato dalla capacità di digitalizzare una rete di rapporti analogici come le relazioni tra persone e averli utilizzati per effettuare profilazioni. Come dire che il resto della partita – anche e soprattutto per PoiStory – continuerà a giocarsi sulla scelta e sull’approccio al mercato obiettivo.

Il team

La capacità innovativa di una startup deriva dalle competenze del team e dalla capacità del team stesso di individuare soluzioni all’avanguardia proprio in ragione di un bagaglio maggiore di conoscenze. Coerentemente con questa premessa, in PoiStory i profili sono quattro, e in tutti i casi si tratta di figure altamente specializzate:

Alessandro Caponi, presidente e responsabile tecnico – Laurea specialistica in Informatica, esperto di sistemi “mobile” e motori di ricerca, ha collaborato con l’Università di Bologna nell’ambito dello sviluppo del portale mobile e dei relativi servizi per gli studenti.

Roberto Maggi, “architetto dell’informazione” e press officer – 26 anni, laurea in Informatica, attualmente laureando in Semiotica. Si occupa di “architettura dell’informazione”, di design e sviluppo di “Rich Internet Applications”. Ha collaborato con il Centro interdipartimentale di ricerca in Storia e Filosofia del diritto e Informatica giuridica (Cirsfid) dell’Università di Bologna nell’ambito della progettazione e sviluppo di un sistema per l’archiviazione, gestione e versionamento di documenti in formato XML contenenti norme giuridiche.

Alberto Musetti, content manager e sviluppo – 30 anni, laurea specialistica in Informatica, esperto di progettazione di sistemi IT per la creazione di moduli interattivi per la “meta datazione” di risorse web sulla base di ontologie documentali predeterminate. Collabora con il dipartimento di Scienze dell’informazione dell’Università di Bologna e con il Cnr di Roma in attività di ricerca riguardanti il Semantic Web.

Irene Mingozzi, community manager e marketing – 24 anni, laurea magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale. Si occupa di marketing e comunicazione, con particolare focus sulle strategie di comunicazione delle startup e degli incubatori aziendali.

Impermeabilizzate il vostro smartphone con Liquipel

Impermeabilizzate il vostro smartphone con Liquipel

Tra i rischi maggiori per i nostri smartphone c’è quello del contatto con l’acqua e i liquidi in generale. Tempo fa scrivemmo di un sacchetto “miracoloso”, Bheestie, che grazie a dei microgranuli prometteva di assorbire acqua ed umidità dai nostri device.

Impermeabilizzate il vostro smartphone con Liquipel

Oggi andiamo oltre, presentandovi Liquipel: uno speciale rivestimento in nanopolimeri in grado di impermeabilizzare il vostro telefono ed evitare rischi al contatto con l’acqua.

La società produttrice garantisce (mostrandone le straordinarie proprietà anche con dei video) l’isolamento del dispositivo mantenendone funzionanti tutti i contatti (touch, jack, ecc). Ovviamente in Rete si è subito gridato al fake, ma vista la presenza al CES e la nomination per gli Edison Awards 2012 quasi tutti si sono convinti della serietà del prodotto. 🙂

Volete usufruirne? A partire da 59 dollari potete far trattare il vostro smartphone, spedendolo all’azienda. Proprio così, al momento il servizio è disponibile solo in America con tempi di attesa molto brevi (1-3 giorni).

Pare che su questa idea ci siano le mire dei grandi produttori di elettronica, che intravedono un mercato sicuramente florido!