Hai proprio un gran cursore! Davvero Big!

Molti tablet e smartphone hanno una tecnologia avanzata che permette una grande precisione con le dita, però se si utilizzasse un pennino i vantaggi sarebbero molti.

Qui i gadget sono sempre “in agguato”. Curiosi e comodi, utili per essere più precisi e ordinati (magari non lasciando le nostre impronte sullo schermo).

Big Big Cursor è uno di questi: disponibile in due versioni, è un modello di stylus con la forma dei cursori che troviamo nei nostri pc.

Big Big Arrow: ha la forma classica della freccia del mouse;
Big Big Pointer: ha la forma del cursore che appare al passaggio sui link.

Sono dotati di magnete integrato, per portarli sempre dietro con i nostri device! Il prezzo? Acquistabili sul sito13 dollari ciascuno!

KnowCamp: l'8 e il 9 ottobre la parola va ai partecipanti [EVENTO]

Se la vostra agenda degli appuntamenti dedicati all’approfondimento della Rete nelle sue numerose declinazioni non è ancora satura, beccatevi questo!
Un concentrato di esperienze a confronto, in programma per il weekend dell’8 e 9 ottobre a Modena.

Di che cosa si tratta? Del KnowCamp, un evento che si spiega da solo.
Organizzato da saidmade, Bunker, Moka idee espresse e Films Pongo, si pone come obiettivo quello di offrire un’opportunità di condivisione di esperienze ed opinioni attorno a tematiche di forte attualità: il Sapere ed il Web.

Sapere inteso come bagaglio di conoscenze acquisite attraverso l’esperienza, l’informazione e le relazioni interpersonali.
Web è tutto il mondo attorno a noi: quello delle nuove tecnologie che influenzano la creazione del sapere, delle informazioni, delle notizie ed opinioni

Utilizzando la formula del BarCamp, l’intervento di ogni partecipante avrà come obiettivo la proposta di un punto di vista su come la Rete possa contribuire alla creazione di un sapere condiviso e costruttivo, attraverso il quale rinnovare, migliorare ed ampliare le modalità di relazione interpersonale.

Tre le aree tematiche su cui verteranno gli interventi dei partecipanti:

  • Contributo e fruizione individuale
  • Le attività del mondo no-profit
  • Informazione, relazione e business

Protagonisti diretti

Pensi anche tu che Internet ci permetta di partecipare in prima persona alla creazione ed alla diffusione di informazioni e conoscenze?

Grazie al Web hai potuto allargare i tuoi orizzonti, entrando in contatto con realtà e persone altrimenti irraggiungibili?

Proponi uno speech o  una presentazione, per raccontare la tua esperienza ed esprimere le tue idee!

La partecipazione all’evento è gratuita, basta compilare il form sul sito per iscriversi.
Siamo in attesa degli ultimi aggiornamenti per potervi dare il programma definitivo. Nel frattempo, seguite l’evento su Twitter o condividetelo sugli altri social.

Charlie Sheen Roast: i Social danno spettacolo

Il 19 settembre Comedy Central US ha mandato in onda un altro dei suoi “roast“: si tratta di appuntamenti televisivi in cui un personaggio celebre viene letteralmente messo sulla griglia ed “esposto” ai tweets degli utenti online.
Di fatto il programma è costruito come una piattaforma ibrida che integra la visualizzazione dei tweets con il video del protagonista della puntata e il monitoring real time delle conversazioni.

Lo scorso lunedì dunque è stato il turno del Charlie Sheen Roast che, d’altra parte, con Twitter ha un ottimo rapporto: è suo il record di un milione di followers conquistati solo nel primo giorno di apertura dell’account, ed è stata certamente una mossa intelligente quella di personalizzare il background della sua pagina Twitter con la grafica della trasmissione di Comedy Central.

La rete americana – qualche giorno prima della puntata – ha cominciato a raccogliere tutti i tweets che presentavano gli hastags #sheenroast e #crazytrain e a generare la dashboard che vedete sotto.
Oltre ad integrare i tweets e il video di Sheen, la piattaforma consentiva di condividere i momenti video più interessanti del Roast, permettendo dunque una frammentazione ed un re-share immediato dei contenuti.


I risultati sono stati straordinari: non solo il Charlie Sheen Roast è stato finora il più “partecipato” della serie di Comedy Central – gli altri erano peraltro accessibili sulla piattaforma alla sezione “Hot on Twitter” del Roast – , ma il volume di conversazioni che ha generato è stato piuttosto elevato.
Secondo quanto analizzato da Radian6 – che, insieme ad Omigon, ha raccolto e monitorato i dati in tempo reale – e come diffuso da Inside TV, il Charlie Sheen Roast ha coinvolto 6,4 milioni di “spettatori” che son odi fatto diventati utenti e co-creatori del programma ed hanno generato più di 300.000 tweets durante le due messe in onda del roast e circa 200.000 dopo l’evento.

I Roast di Comedy Central riescono duqnue non solo ad integrare Twitter all’interno dello stream video – cosa che, ormai non farebbe più notizia – ma a renderlo un elemento imprenscindibile della produzione.
La distanza tra utenti e produttori diventa sempre più sottile, così come il confine tra marketing (c’è una non indifferente produzione di buzz) e TV show.

Se è vero che c’è ancora confusione su cosa si intenda per Social TV (come ho già ampiamente spiegato qui) è però certo che ibridi di questo tipo siano quanto di più vicino vi sia ad una socializzazione dell’esperienza della visione.

Le parole chiave più costose in Google AdWords [INFOGRAFICA]

Da dove provengono i profitti di Google? Advertising senza dubbio: ecco la lista delle 20 parole chiave più costose.

Un’infografica che racchiude quali parole chiave ottengono il massimo costo per click e sono più competitive in ​​termini di volumi di ricerca elevati.

Where Does Google Make Its Money? [ infographic ]

Scarlett nuda, le foto rubate scatenano un nuovo meme virale

Se è vero che la moda delle pose fotografiche non sta scemando ma sta impazzando, adesso si ripropone con qualche coinvolgimento vip del tutto inaspettato.

Tutto è cominciato da uno scatto rubato all’attrice Scarlett Johansson che ha fatto il giro del web e su cui indaga l’Fbi. Un “goliardico” hacker è riuscito a rubare dal cellulare dell’attrice alcuni scatti proibiti che la star teneva in memoria a suo uso personale. La foto la ritrae in una stanza da bagno nuda davanti allo specchio con il lato B in mostra.

Il furto delle fotografie ha inaspettatamente creato un nuovo internet meme fotografico, di cui vi avevamo parlato in quest’articolo sul planking, owling, coneing & Co. L’idea è che gente comune riproponga la posa proibita e la diffonda viralmente. Così come nello stocking viene imitata la ripresa ma la posa stavolta è “hard”.

Un nuovo sito raccoglie le imprese analoghe a quella della star: su Scarlettjohanssoning.com gli utenti del social network si cimentano a ricreare la scena in cui si vede Scarlett di spalle, senza veli. Anzi, c’è chi si maschera, chi si veste da Chewbacca, chi, semplicemente, ci mette la propria faccia.

Ancora una volta quindi, un gioco strano, ma più semplicemente il viral power: molte proteste stanno iniziando a svilupparsi con questi “giochetti”, e un nonsense creativo sta assumendo connotati sociali.

Ad Hollywood una manifestazione ha visto un momento di planking sotto gli occhi increduli della polizia con tanto di ripresa ed immediato fenomeno virale con decine di migliaia di visualizzazioni su You Tube.

Insomma a chi ha gridato al fenomeno come un nuovo sport insulso, pericoloso e figlio della noia di una generazione FB, bisogna mostrare nuove forme di comunicazione social e la potenza di queste performance.

 

Il nuovo logo del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione sembra venuto dal passato

Quest’estate vi ho già parlato di un accadimento simile, quando fu scelto il nuovo logo per il Ministero dell’Interno (e c’erano forti dubbi che si trattasse di un plagio). Non posso che ribadire il mio disappunto quando vedo certe cose in Italia, patria di alcuni dei migliori artisti di tutti i tempi: dai pittori del Rinascimento ai designer moderni.

La nota dolente viene nuovamente da un Ministero, questa volta quello per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. Per scegliere il nuovo logo infatti è stato indetto un concorso su Zooppa, al cui vincitore sono andati 10.000 bei dollaroni di premio. Qualcuno ha lodato la scelta della modalità del crowdsourcing, ma secondo me c’è modo e modo: è un conto indire una gara tra professionisti, un altro conto è aprire le porte a (quasi) tutti. Insomma, alla fine sembra la solita manfrina all’italiana: per risparmiare si ricorre a mezzi del genere, usandoli male (anzi malissimo).

Cito da Zooppa:

Il contest, avviato il 23 maggio scorso, ha visto un’altissima partecipazione da parte della community di Zooppa. Il 15 luglio, giorno della chiusura del contest, sul sito erano state caricate ben 1.252 proposte grafiche di logo e claim.

Obiettivo del concorso, realizzare un logo unico e riconoscibile che contrassegni tutte le iniziative online proposte dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione nell’ambito del progetto PA digitale.

Le proposte pervenute sono state sottoposte a due fasi di valutazione: una preselezione che ha portato alla scelta dei 50 lavori finalisti, e una seconda selezione che ha portato alla scelta finale, avvenuta tramite l’assegnazione di un punteggio a ciascuna delle 50 creatività in gara.

Con una così larga adesione vi aspettereste un logo moderno e che faccia sgranare gli occhi per quanto è bello, e invece vi arriva una cosa così…

A parte l’oramai immancabile effetto lente + riflesso, sembra proprio uscito dal passato (magari dal tunnel della Gelmini?). E voglio soprassedere sull’abbinamento dei font. E’ già nata una discussione sul gruppo Indigeni Digitali di Facebook, da cui vorrei riportare qualche commento: c’è chi si limita al dire “osceno” o “mi censuro” e chi insinua che “l’avrà fatto il figlio del nipote del fratello della nuora del vescovo dell’usciere” (Andrea D’Ottavio).

Roberto Favini solleva invece un altro dubbio: “non sapendo a cosa si riferisce, la casalinga di Voghera può intuire che si riferisce alla PA?”, mentre Daniele Virgili ci va giù pesante con “è uno scimmiottamento di un’icona stile Apple con uno scontato gioco con la chiocciola. Nel 97 sarebbe stato perfetto!” e Raffaele Gaito lo colloca ancora di più nel passato: “Terribile! Sembra una di quelle gif animate “invia email” sui siti anni 90 che ruotavano”. Qualche commento positivo c’è stato, cioè a qualcuno è piaciuto, ma Giovanni Scrofani l’ha inquadrato meglio di tutti affermando che “esprime in modo esteticamente perfetto lo stato dei rapporti tra Pubblica Amministrazione, Innovazione e Cultura Digitale. Amara verità.

Morale della favola: ci sono tantissimi talenti in Italia, perchè dobbiamo fare sempre tutto in modo approssimativo? Magari qualcuno obietterà che non sarà il logo a risollevare la situazione orribile e il non-funzionamento della Pubblica Amministrazione, ma almeno potevano cominciare a fare qualcosa di buono.

Per dovere di cronaca, segnaliamo anche le quattro menzioni d’onore agli altri lavori giudicati più meritevoli, che onestamente mi piacciono tutte più del logo che ha vinto:

Complimenti al vincitore, perchè alla fine contano i risultati, però vorrei tanto leggere il parere di associazioni, agenzie e creativi professionisti. Siete i benvenuti a commentare!

Il Gatto con gli stivali e gli spot parodia [VIDEO VIRALE]

Conosciamo tutti il “Gatto con gli stivali“. Intere generazioni sono cresciute coi racconti di questo felino fuori dall’ordinario, che per secoli sono state tramandate sino ad essere racchiuse nelle fiabe dei Fratelli Grimm e in quelle di Perrault. Fino a quando, nell’era dell’intrattenimento digitale, dopo essere stato protagonista di un paio di film d’animazione, il celebre gatto è diventato un personaggio di uno dei più grandi successi cinematografici degli ultimi anni, “Shrek”. Insomma, oramai sappiamo proprio tutto di lui.

Tuttavia, la DreamWorks ha deciso di dedicargli uno spin off, che uscirà nelle sale il prossimo 4 novembre, e rappresenta in sostanza il prequel di Shrek, narrando le avventure che hanno alla fine portato il gatto ad incrociare la strada dell’orco verde.

Verosimilmente la casa di produzione si è trovata nella difficile posizione di rinnovare l’interesse del pubblico verso un personaggio ormai stra-conosciuto e stra-utilizzato. La scelta è allora ricaduta sull’utilizzo della parodia. Quella che vi abbiamo mostrato riprende il famoso spot virale di Old Spice che tutti ricorderete. Ma qualche settimana fa DreamWorks ha diffuso un altro promo, sempre in stile caricaturale, che richiamava invece i video promozionali della birra Dos Equis.

I video sembrano funzionare, le visualizzazioni sono davvero numerose. Resta solo da verificare se conducano all’effetto sperato, e cioè portare la gente nei cinema, o se piuttosto invoglino semplicemente gli utenti a riguardarsi quei vecchi ma sempre divertenti spot. Voi cosa ne pensate?

Le Nike Air Mag costano troppo: mai pensato ai Lego?

Dieci giorni fa vi avevamo raccontato della messa all’asta delle Nike Air Mag, le famosissime scarpe indossate da Marty McFly (alias Michael J. Fox) in Ritorno al Futuro.

Dietro questa campagna c’è il lodevole intento di aiutare la ricerca contro il morbo di Parkinson. Il ricavato dell’asta sarà infatti devoluto alla Michael J. Fox Foundation.

Per tutti quelli che non si sono potuti permettere l’acquisto su Ebay c’è una seconda strada per “averle”. Infatti l’artista Orion Pax ha creato un paio di Nike Mag interamente con i Lego.

Evviva la creatività! 🙂

Facebook, cosa cambia con "ricevi gli aggiornamenti" e le "liste intelligenti"

Nelle ultime settimane abbiamo parlato di alcune nuove feature di Facebook (vedi i post: Facebook lancia il pulsante “Ricevi gli aggiornamenti” e Facebook testa le Smart List e si prepara a modificare le Friend List) che avrebbero modificato significativamente l’esperienza interattiva dell’utente, consentendogli un maggiore controllo sul suo news feed e sugli aggiornamenti più interessanti da ricevere.

Con queste nuove funzionalità, il nostro “news feed” diventa inevitabilmente più ricco, ed è quindi più facile perdere news o aggiornamenti di nostro interesse, soprattutto quando non si è collegati per qualche tempo. Grazie ad un articolo sul blog di Facebook a firma Mark Tonkelowitz, engineering manager in Facebook dal 2008, scopriamo altre significative novità legate al pulsante “ricevi aggiornamenti” e al nostro news feed in generale.

Top Story

Se in passato risultava praticamente impossibile concentrarsi sugli aggiornamenti più interessanti in quanto il news feed visualizzava le notizie solo in ordine cronologico, a breve potremo visualizzare un unico flusso di notizie, con le più rilevanti poste in cima.

“When you pick up a newspaper after not reading it for a week, the front page quickly clues you into the most interesting stories. […] Now, News Feed will act more like your own personal newspaper.” / “Quando prendi in mano un giornale dopo che non si è letto per una settimana, la prima pagina ti indirizza rapidamente alle notizie più interessanti. […] Ora, il News Feed agirà proprio come il tuo giornale.”

In pratica, anche se per lunghi periodi di tempo non avremo accesso al nostro social network, non dovremo più preoccuparci di perdere contenuti d’interesse perché Facebook li selezionerà per noi e li mostrerà in cima al nostro news feed, identificati con un semplice triangolino blu posto in alto a sinistra.

I nuovi aggiornamenti pervenuti in news feed dal momento in cui stiamo visualizzando il flusso delle “top stories”, in maniera del tutto simile a quanto già oggi accade su Twitter, verranno collocati in alto e sarà lasciata a noi utenti la possibilità di espanderli o meno.

Appare evidente, in queste immagini, come vi sia un’ulteriore novità anche se solo estetica: gli album fotografici che appariranno nel nostro news feed saranno visualizzati non più come tre foto orizzontali, bensì come è possibile visualizzare nella foto in alto, per un’esperienza visiva più gradevole.

Il nuovo Tiker dedicato agli aggiornamenti di stato

Un’altra importante novità riguarda la soluzione del problema del ritardo temporale del nostro news feed. Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che quando ci sono on line troppi amici contemporaneamente, il nostro news feed non è in grado di mostrarci in tempo reale tutti i loro aggiornamenti che, di conseguenza, appaiono sul nostro “wall” con un certo ritardo.

Il nuovo Tiker risolve questo problema, mostrandoci sempre in tempo reale ogni aggiornamento di stato, domanda (posta o risposta), check-in, tag o link pubblicato dai nostri amici. In pratica, è un’evoluzione del Tiker riservato alle App di Facebook di cui parlammo nel post Le novità di Facebook dell’ultimo mese.

Il nuovo tiker dovrebbe essere inserito sopra la chat, con la possibilità di regolare, sulla base dell’ampiezza del nostro schermo, quanto spazio della colonna vorremo dedicare all’uno o all’altro.

Come sempre, il primo pensiero degli sviluppatori è dedicato alla questione privacy. La presenza dei nostri aggiornamenti nel tiker dei nostri amici, infatti, potrà essere liberamente determinata agendo nelle opzioni di condivisione e privacy.

Social Media Week: l'esperienza delle radio universitarie

Fine della Social Media Week e tempo di bilanci dopo la conclusione della 5 giorni all’insegna della cultura digitale e di tutti i suoi (s)nodi e possibili sviluppi.
Tra gli incontri anche quello sul futuro e le prospettive per le web radio e le tv universitarie avvenuto nell’ambito dello “Start up Festival” e dell’ “e-festival”. 

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i progetti di media nati in ambito universitario che oltre a fungere da palestre digitali per futuri professionisti della comunicazione, mirano sempre più ai nuovi media e al 2.0. Quale corrispondenza con la SMW? Ebbene, nate sulla scia del modello americano della New York University, questi network universitari mirano al grande salto nel mondo delle start up. Insomma, nuovi giornalismi crescono? Se ne è parlato a Milano alla presenza anche di Ustation, noto network dei media univesitari e degli studenti reporter, e Altratv, network delle micro web tv italiane, entrambi fortemente improntati agli strumenti del web 2.0.

All’evento è stata presentata anche la Notte dei Ricercatori 2011, iniziativa che quest’anno ha coinvolto ben 19 città in 10 regioni italiane, dal nord al sud della penisola: Abruzzo, Campania, Calabria, Emilia- Romagna, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Sicilia, Veneto. Fortemente sostenuta dai network universitari.

Intanto, segnaliamo che dal 28 di Settembre sarà online l’ultima neonata radio universitaria: l’Alma Radio che con un nome così non potrà che trasmettere dall’Università di Bologna. Sarà un mix di musica, informazione e intrattenimento della realtà universitaria bolognese sempre in fermento, con spazio dedicato ai giovani, ai gruppi emergenti e anche agli studenti Erasmus, numerosissimi in città. La web radio cercherà di colmare un gap per la città felsinea e sarà la quinta antenna in Emilia-Romagna.

La notizia viene da qui e da qui