Oggi 25 luglio prenderà il via Inside – A social media experience, uno degli esperimenti più interessanti degli ultimi anni in tema di narrazione video. Nei mesi scorsi avevamo già parlato di fiction realizzate appositamente per Facebook (vedi anche 10 domande a Riccardo Milanesi, regista della social fiction su Facebook): vediamo come questo caso si distingue e perché.
Realizzato dal regista di Disturbia DJ Caruso e presentato da Intel e Toshiba, Inside è un vero e proprio esperimento di storytelling interrattivo: un film proiettato a spezzoni che permetterà agli spettatori di interagire con la protagonista della storia, interpretata da Emmy Rossum, e influenzarne le scelte.
Il canale di comunicazione fra l’interprete e gli spettatori saranno i social network: i video verranno diffusi attraverso YouTube mentre l’interazione vera e propria avverrà attraverso Facebook e Twitter.
Sul sito www.theinsideexperience.com sono anche stati organizzati i casting per partecipare alla pellicola: il regista e gli script editor che hanno pensato la trama hanno scelto di far partecipare direttamente nel film uno spettatore, attraverso un video su YouTube che verrà poi montato in uno dei vari capitoli.
Inside racconta le gesta di una ragazza che si ritrova chiusa in una sorta di cantina-prigione: a disposizione ha solo un computer connesso a Internet, che le servirà per scoprire chi l’ha rinchiusa lì e perché, carpendo indizi dalla propria rete sociale formata dai vari contatti sui social network. Il laptop che userà sarà ovviamente un Toshiba con processore Intel, di cui è stata condivisa una ricca scheda tecnica sul sito istituzionale.
Ad di là degli aspetti promozionali, Inside rimane comunque un interessante momento di sperimentazione per il mondo dello storytelling digitale, un terreno ancora fertile per la ricerca di linguaggi che portino a nuove forme di narrazione: vedremo se i social network saranno decisivi per far nascere altre inedite modalità di racconto.
00Francesco GavatortaFrancesco Gavatorta2011-07-25 12:00:072011-07-25 12:00:07Inside, il social film sponsorizzato da Intel e Toshiba
Attualmente Google è una società che eroga più di 100 servizi, quasi tutti a titolo gratuito guadagnando solo sui pochi prodotti a pagamento. La maggior parte dei profitti del colosso di Mountain View vengono generati tramite la pubblicità: circa il 96% dei ricavi totali di Google è infatti realizzato tramite Google AdWords, strumento che permette agli inserzionisti di realizzare campagne pubblicitarie.
L’ultima trovata di Big G è stata quella di realizzare una carta di credito a favore di tutti coloro che vogliono fare pubblicità tramite Google, in particolare le PMI. La carta non sostituirà quindi le tradizionali carte di credito per effettuare gli acquisti, ma sarà utilizzabile solo dai soggetti che vogliono acquistare notorietà sulla rete e che con questa potranno usufruire di sconti e condizioni molto competitive.
Per il momento la carta è stata rilasciata in fase sperimentale solo ad alcuni advertisers statunitensi, ma non è da escludere che ben presto sarà rilasciata su tutti gli altri mercati.
00Ninja LABNinja LAB2011-07-25 11:00:552016-06-17 17:00:15Nasce la prima carta di credito Google
Oggi abbiamo avuto la fortuna di conoscere più da vicino i fondatori di Gowar, un’applicazione per iPhone nata da poco, ma che sta riscutendo un discreto successo sia in Italia che nel mondo. Per chi ancora non la conoscesse si tratta di una rivisitazione del classico gioco del Risiko a cui tutti noi abbiamo giocato almeno una volta nella vita. In particolare vedremo come funziona, le fasi di sviluppo della startup, come è composto il teamdi sviluppo, la loro esperienza nell’accelleratore di H-farm e infine i loro piani di conquista del mercato dei giochi geolocalizzati. Non aggiungo altro e vi auguro buona lettura!
Che cos’è Gowar e come funziona
Gowar è un gioco geolocalizzato per iPhone (e a breve anche su Android fra poco) che si basa sui Facebook Places. Puoi vedere in una mappa tutti i vari luoghi intorno a te e attaccarli con i carrarmatini virtuali che ti vengono forniti all’inizio del gioco. Più “places” conquisti più guadagni “gold” con i quali puoi acquistare altri carrarmatini e continuare così le tue conquiste. Questa è la dinamica base di Gowar, ma all’interno del gioco ci sono delle funzioni aggiuntive come obiettivi da raggiungere (come per esempio conquistare tutti i “places” di un’area o conquistare tre places in un’ora.. e ne inventeremo sempre di nuovi), ovvero delle missioni speciali con le quali conquisti dei badge e delle nuove armi.
Ogni luogo su Facebook ha dei like e dei check in come qualunque altro elemento all’interno del social network. A seconda di quanti check e like ha ogni luogo su Facebook, Gowar assegna dei valori in “fame” e “gold”, ovvero gli indicatori che servono ad attribuire la popolarità di un posto. I “fame” sono dei punti che vengono assegnati ai conquistatori dei vari luoghi e servono a scalare la classifica. I “gold” vengono assegnati sempre ai conquistatori dei posti, ma possono essere scambiati per rifornire di truppi i propri territori e difendere i propri possedimenti.
Nicola è uno degli sviluppatori, ma ultimamente si occupa anche della parte di business e management e coordina tutte le figure che contribuiscono allo sviluppo di Gowar.
Francesco invece è la persona che si occupa dello sviluppo dell’applicazione per iPhone, in particolare della grafica, dell’usabilità e di tutti gli aspetti del client.
Matteo si occupa della parte server, in particolare della gestione del web service a cui si appoggia Gowar, sia dal punto di vista dell’implementazione che della produzione lato server.
Dino è l’ultimo arrivato nel team, è in stage in Gowar fino a dicembre e si occupa in modo particolare della grafica e della user experience.
Le fasi di sviluppo di Gowar dalla genesi ad oggi
L’idea è nata durante uno StartupWeekend, evento organizzato da una società di Seattle che permette a delle persone con un’idea di presentarla e partecipare ad un contest che dura un weekend che mette in palio dei soldi utili per partire con lo sviluppo. Gowar vince l’edizione di Venezia che si è tenuta nel maggio 2010. Da lì un team di 6/7 persone ha iniziato a sviluppare la bozza dell’idea, delle regole e del flusso di gioco.
La prima vera milestone del progetto è stata la creazione di una vera e propria demo da presentare agli investitori per dimostrare cos’era in grado di realizzare il team verso settembre 2010.
Il progetto è partito seriamente con un primo round di finanziamento avvenuto a gennaio 2011 in seguito al quale il team (con l’ingresso di Matteo) si è iniziato a strutturare meglio ed è uscito con la prima beta chiusa ad una sessantina di utenti nel marzo 2011. L’applicazione è sull’Apple Store ormai da un paio di mesi. Ora i ragazzi stanno continuando a seguire la loro community sui vari social network (facebook, twitter,…) per continuare a rilasciare nuove release .
I momenti critici e i momenti di gloria di Gowar
A quanto ci racconta Francesco, uno dei momenti più difficili all’inizio è stato decidere quale piattaforma utilizzare per lo sviluppo. L’idea iniziale prevedeva l’utilizzo delle API di Gowalla. Successiamente il team ha ritenuto che fosse meglio utilizzare Facebook sia per la grandezza della base utenti, sia perchè attraverso essa è possibile accedere agli indicatori di “gold2 e di “fame” che servono all’interno delle strategie di gioco per implementare così una sorta di economia di gioco.
Un altro punto di critico è stato definire delle regole che fossero compatibili con la struttura di gioco in modo da permettere ai nuovi utenti che entrano nel gioco di essere competitivi e non scontrarsi contro un muro di utenti già troppo forti. Infine non meno complicato è stato implementare degli algoritmi di difesa e di attacco che fossero realistici e che avessero una componente randomica, così da non rendere scontato l’esito di un attacco. La definizione di questi elementi è stata un po’ problematica ed è in continua evoluzione anche seguendo i feedback della base di utenti che utilizza l’applicazione.
I momenti positivi sono stati sicuramente il rilascio della beta e delle versioni successive e il fatto che molti utenti hanno iniziato di loro spontanea volontà a lasciare commenti di apprezzamento sulla pagina Facebook e a sferrare attacchi con Gowar a qualunque ora del giorno e della notte. Questi segnali hanno sicuramente permesso al team di credere al progetto e avere un feedback sul fatto che si trattasse di un gioco alla portata di tutti e a cui tutti si possono appassionare.
L’esperienza diretta in H-farm
A quanto racconta Nicola, l’esperienza in H-farm è stata ed è tuttora molto positiva, soprattutto per l’esposizione “mediatica” a cui viene sottoposta ogni startup che cresce nell’accelleratore di Ca’ Tron, a cui il team non era assolutamente abituato. Inoltre è stato molto positivo il fatto di entrare in contatto con l’ecosistema italiano che si occupa di innovazione e startup, a cui probabilmente Gowar non avrebbe avuto accesso in maniera così veloce e diretta se fosse partita in un garage tra amici.
Un altro punto positivo è stato il fatto di essere circondato da altre persone che fanno startup e anche nei momenti informali come il pranzo è possibile confrontarsi con loro su varie problematiche che possono emergere durante lo sviluppo.
In termini pratici i ragazzi di Gowar hanno potuto usufruire di spazi in cui lavorare e un supporto notevole per quanto riguarda lo sviluppo del business plan, capacità che nessuno aveva mai sviluppato a pieno.
Il futuro di Gowar e le prossime tappe di sviluppo
L’obiettivo principale oggi è al momento quello di scalare con il numero di utenti e che permetta a Gowar di ingaggiare battaglie sempre più globali all’interno del loro gioco virtuale. Per fare ciò Francesco ci racconta che a breve implementeranno dei meccanismi di alleanze e di battaglie con missioni “chiuse” appoggiandosi alla propria cerchia di amici e sfidando altri gruppi di amici. Ci saranno inoltre maggiori possibilità di crescita all’interno del gioco fin dal primo momento in cui si inizia a utilizzare l’applicazione.
Per quanto riguarda il modello di business l’applicazione rimarrà sempre gratuita su Apple Store e le revenues provengono dalla vendita di beni virtuali che permette all’utente di migliorare la propria esperienza di gioco o avere delle armi speciali e più potenti con cui sfidare i propri amici. Questi beni virtuali possono essere acquistati attraverso il sistema dell’Apple Purchase e in futuro sull’Android Market.
Ora Gowar è anche in lizza per il contest “The best startup in Europe”.. se vi piace la loro applicazione e volete dargli un mano cliccate su http://bit.ly/pofO73 e votate!!! In bocca al lupo ragazzi!
Vi lascio infine con un piccolo video di un giocatore di Gowar che ho incontrato sul treno. Guardate un po’ come è preso nella sua conquista del mondo…
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2011/07/presentazione_1.png383191SputnikSputnik2011-07-25 10:00:122011-07-25 10:00:12Alla conquista del mondo con il gioco geolocalizzato di Gowar
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2011/07/Cover_Ninja_Marketing_Adv_infographic.png405620KunaiKunai2011-07-25 09:30:412011-07-25 09:30:41Advertising su Mobile: sfida tra iOS e Android [INFOGRAFICA]
Dopo aver scoperto le infinite potenzialità di Instagram, la band dell’estate The Vaccines decide di varcare una nuova frontiera. Per la realizzazione del video del loro prossimo singolo Wetsuit hanno deciso di affidarsi alla apps che per eccellenza si avvale del photosharing.
Photo+sharing= emozioni. Dopo aver compreso questa banale equazione ecco la soluzione: la condivisione di istanti che ritraggono i fans della band in grado di coinvolgere il pubblico “in tutti i sensi”.
Durante il tour estivo i fan sono stati invitati a condividere le foto realizzate con Instagram qui.
Dopo aver prontamente modificato le immagini grazie alla varietà di filtri che la apps offre è stato possibile condividerle attravaerso il tag #vaccinesvideo affinchè ci fosse la possibilità di essere inclusi nel video musicale. Le immagini che sono già state caricate, spaziano da foto di gruppo, in posa o improvvisate, ad oggetti presi qua e là, quasi a rappresentare la varietà di esperienze che si possono vivere assistendo ad uno dei concerti della band.
Una vera e propria mostra in movimento che prende vita grazie (ancora una volta!) alle nuove tecnologie.
Come dichiarato da Paul Graham, socio fondatore di Anomaly London, l’agenzia che ha realizzato questo progetto, “tra una band e i suoi fan c’è sempre un legame speciale e la tecnologia intelligente permette loro di ottenere una relazione sempre più forte”.
Utilizzando una delle migliori apps di sharing si è posta la creatività nelle mani dei fans!
Non ci resta che attendere la riuscita della mise en places di questo nuovo caso di prosumer!
00Makan-huekaMakan-hueka2011-07-25 09:00:512011-07-25 09:00:51Wetsuit - The Vaccines: il primo video musicale in crowdsourcing da Instagram
Questo pomeriggio è venuta a mancare Amy Winehouse. La controversa cantante inglese, vincitrice nel 2008 di 5 Grammy nelle categorie Best Pop Vocal Album, Best Female Pop Vocal Performance, Best New Artist, Song of the Year (Rehab) e Record of the Year (Rehab), è stata ritrovata nella sua casa di Londra. Le cause del decesso sono ancora sconosciute. Ovviamente tra le ipotesi c’è quella di overdose, a causa dei noti problemi di alcol e droga della cantante.
I fan si stringono nel cordoglio, ricordandola con poche parole lasciate sui social network.
Su Facebook la pagina RIP Amy Winehouse conta oltre 1,200 fan, mentre nella pagina ufficiale della cantante, così come sull’account ufficiale di Twitter non ci sono aggiornamenti recenti.
Su Twitter è all’apice dei TT italiani “Amy Winehouse”, mentre nei TT universali troviamo “RIP Amy Winehouse”.
Su hashtag.org, possiamo vedere il grafico TT universale “RIP Amy Winehouse”:
Mentre su whatthetrend.com, troviamo al primo e secondo posto gli hashtag #amywinehouse e #club27 e al quarto “tears dry” (dal titolo di una delle canzoni più famose di Amy Winehouse, Tears dry on their own), data l’impossibilità di aggiornare i dati (troppi) per “RIP Amy Winehouse”:
#club27 si riferisce ad un gruppo di grandi artisti morti all’età di 27 anni, tra cui troviamo Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. La fonte di Wikipedia è già stata tristemente aggiornata con Amy Winehouse, anche lei di 27 anni:
Da oggi saremo tutti più malinconici quando ascolteremo questa canzone:
00Martha BurnsMartha Burns2011-07-23 20:44:522011-07-23 20:44:52RIP Amy Winehouse: l'ultimo saluto alla cantante dai social network
Vi ricordate ancora quell’assurda moda del Planking? Quella per quale alcune persone nell’intento di seguirla hanno rischiato la propria vita?
A nulla, sono serviti gli inviti a desistere da parte di utenti che visualizzavano le mirabolanti imprese di chi si cimentava nelle pose più rischiose.
Chissà se questa parodia riuscirà a sollecitare una presa di coscienza rispetto alla stupidità di certe mode e a farle scivolare nel dimenticatoio?
Al momento, di positivo, c’è che il video sta avendo un enorme successo, a giudicare dalle visualizzazioni totalizzate fino ad ora, ben oltre 3 milioni.
Speriamo che la “goliardata” del protagonista di questo video serva a qualcosa di più che a scatenare il riso di milioni di utenti.
00YokoYoko2011-07-22 18:30:182011-07-22 18:30:18Contro il Planking, una parodia conta di più! [VIRAL VIDEO]
Vi piacerebbe rivedere in loco le scene dei vostri film preferiti? Ecco l'app che fa per voi!
'>
Vi piace visitare posti nuovi e città, armati di guida turistica e macchinetta fotografica? Quante volte vi è capitato, durante un viaggio in una città importante o in qualche sperduto paesino, di includere nella lista delle cose da vedere assolutamente luoghi resi celebri dai film? E magari di farvi una foto emulando l’attore o l’attrice che in quel luogo ha fatto qualcosa di particolare?
Se vi ritrovate con la descrizione appena fatta, l’app oggetto del video è proprio quello che fa per voi! Si chiama Augmented Reality Cinema e sarà disponibile a breve su tutti i device portatili. Una volta raggiunto il luogo oggetto della scena del film, questa applicazione vi permette di vedere la relativa scena in quel preciso istante e realmente sul luogo ove è stata girata.
Nel video, ambientato a Londra, vengono passati in rassegna alcuni dei più celebri film che sono stati girati anche nella capitale britannica. Si va da Notting Hill a Harry Potter: è come rivivere dal vivo la scena del film, come se il film stesso si stesse svolgendo davanti ai propri occhi.
Insomma, un nuovo valido strumento per i turisti che contribuirà senza dubbio ad alimentare un turismo cinematografico, che va affermandosi sempre di più ai nostri giorni. Quindi gambe in spalla e smartphone alla mano per scoprire i luoghi dei grandi film!
00KiokoKioko2011-07-22 16:00:272011-07-22 16:00:27Augmented Reality Cinema, l'app per il turismo cinematografico [VIRAL VIDEO]
Avete sempre sognato di fare musica, ma non sapete perché una tastiera ha tasti neri e bianchi? L’avvento di software sequencer, piano roll e midi dovrebbe avervi facilitato già parecchio le cose.
Bene, se anche così fare musica vi sembra difficile, sappiate che l’arrivo di Kinect via ha dato un ulteriore aiuto: hacker e sviluppatori si sono infatti sbizzarriti scrivendo righe di codice per permettervi di controllare ogni sorta di virtual instrument semplicemente agitando le mani.
Ancora troppo faticoso? Non avete Kinect? Gli sviluppatori hanno pensato anche a voi creando un piccolo software FaceOSC che vi permette di usare la vostra faccia come un cotroller per mezzo di una semplicissima webcam. Ableton Live, Reason, Reaktor non potranno più resistervi!
Insomma, non avete scuse. Munitevi di webcam e cominciate a suonare. Non si vive mica di solo marketing 😉
Questa settimana ci spostiamo in un paese asiatico, dando uno sguardo all’Indonesia. Circa 17mila isole e 240 milioni di abitanti (di cui 35 milioni di utenti Facebook), fanno di questo enorme arcipelago un luogo multiculturale. Come sostiene il loro motto “Unità nella diversità”! La ricchezza di questo stato è forse proprio nella quantità di gruppi etnici che vivono e convivono (non senza tensioni) su tutto il territorio, in una centrifuga di influenze provenienti da tutto il mondo.
La capitale è Jakarta, con circa 8 milioni di abitanti e la lingua nazionale è l’indonesiano, ma tra le lingue più diffuse ci sono il giavanese, lingua del gruppo etnico più vasto, e l’inglese.
Paese non economicamente ricco, circa il 50% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno, a causa anche di una grave crisi finanziaria asiatica del 1997-1998.
Secondo Yansen Kamto, un illustre indonesiano che lavora nel marketing, vi è un enorme fermento all’interno dello stato Indonesiano. Nell’ultimo periodo sono state molte le aziende estere che si sono dedicate con interesse alla startup scene indonesiana, e che stanno dando una spinta evidente all’economia digitale su tutto il territorio, vedendo nell’ambito dell’e-commerce quello con più potenziale in Indonesia.
Organizzatore dell’IDBYTE, il più grande evento digitale dello stato, si augura che nei prossimi anni le startup che nascono in Indonesia possano continuare a crescere grazie alla conoscenza e alle capacità degli indonesiani.
Alla luce di ciò, è interessante come la politica abbia cominciato ad interessarsi alla startup scene, con diversi aiuti come viene spiegato dal Ministro del Commercio Elka Pangestu, la quale ha notato che molti imprenditori locali sono impreparati per quanto riguarda tutti gli aspetti startup, e ciò limita la loro partecipazione con capitali, in quanto hanno difficoltà a capirne il business model o l’eventuale ritorno economico.
Per colmare questo deficit, il governo stabilirà alcune regole per l’investimento di capitali bancari nelle startup.
Anche in questo caso, come in quello cileno spiegato in “Il progetto Start-Up Chile”, l’aiuto arriva dalla politica, che dopo aver notato un grande potenziale ha deciso di scendere in campo in prima persona, per il supporto della tecnologia e del mondo digitale.
00keirakeira2011-07-22 12:54:292011-07-22 12:54:29Startup e Indonesia, una nuova realtà interessante
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/