Il position paper Federutility per i due quesiti sull'acqua [REFERENDUM]

Qualche giorno fa Federutility, l’associazione che riunisce e rappresenta le aziende di servizi pubblici locali nei settori idrico ed energetico, ha organizzato un incontro con alcuni blogger.

All’incontro eravamo presenti anche noi e da questo evento è scaturito un position paper per aiutare il cittadino ad essere informato su una materia così tecnica come la gestione della rete idrica.

Qui potete trovare un breve estratto del paper e il codice per inserire il banner della campagna “I due referendum fanno acqua? Informiamoci”, mentre qui trovate l’intero paper.

Io voto, perché è importante. E tu? [REFERENDUM]

Di informazione su questo referendum non ne abbiamo sentita e letta tanta. Ovvietà e luoghi comuni, invece, moltissimi. “Se non ci vado io ci andrà qualcun’altro“, “Il mio singolo voto non conta nulla“, “La domenica non si tocca“…
Eppure se sono state raccolte quasi un milione e mezzo di firme, qualche ragione per andare a votare deve esserci. Quali? Per costruire il nostro futuro, per dare il buon esempio, perché il risultato di una votazione è dato dalla somma di ogni singolo voto. Perché il voto è espressione di democrazia, e nella democrazia noi ci crediamo.

E se fate attenzione, noterete che nessuno di coloro che hanno partecipato a questo video suggerisce come votare. Prima di tutto conta il coraggio delle proprie idee, la voglia di metterci la faccia.
Prima di andare ai seggi, potete anche mettere metaforicamente la vostra faccia a sostegno dell’iniziativa, andando sul sito di IoVoto e scattandovi una bella foto!

Il referendum è uno strumento per noi cittadini. Usiamolo!

I dati di Facebook Places in Italia

Secondo i dati di SocialBakers elaborati da Vincos, attualmente in Italia si effettuano 15.000 check-in al giorno con Facebook Places.

I numeri sono ancora bassi rispetto agli USA (750.000 check-in), UK (tra 80-100.000), Germania (40.000) e Svezia (30.000).

I luoghi in cui si effettuano più check-in sono aeroporti, stazioni e piazze:

Mentre i luoghi che hanno più like in Italia sono le discoteche, probabilmente perché i PR sono riusciti a comprendere prima degli altri le potenzialità di Facebook, attraverso costanti messaggi informativi, la creazione di eventi e sconti per coloro che entrano in lista:

E voi che ne pensate di questi dati?

Lettera aperta di Donald Draper a Peter Grosser e Massimo Guastini

Cari Ninja, riproponiamo un appello lanciato da Donald Draper di Bad Avenue a due importanti rappresentanti della creatività pubblicitaria italiana.

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Cari Peter e Massimo,

vi scrivo con la stessa ingenuità e speranza di un bambino che crede ancora in Babbo Natale. Il regalo che vi chiedo è semplice: parlatevi, perché secondo me avete molte cose in comune.

Tu, Massimo, hai scritto più volte di essere contrario alle gare non retribuite.

Tu, Peter, lo hai dichiarato instancabilmente e hai dato vita a un’operazione intelligente e dissacrante come quella di Crap. E quando il boiardo Masi ti lascerà il comando di AssoComunicazione, tu e Massimo sarete i principali rappresentanti dei creativi e delle agenzie.

Insieme potete fare molto, da soli combinerete ben poco.

L’Adci non può battersi per la dignità dei creativi senza coinvolgere le agenzie. Non in un settore in cui la maggioranza dei creativi sono ancora dipendenti. AssoComunicazione non può vincere una battaglia senza di noi, che siamo il cuore di questo ambiente. Specialmente adesso che all’orizzonte si staglia quell’inutile creatura nata già morta che porta il nome di Federazione Italiana della Comunicazione.

Stabilite delle regole da rispettare e poi presentatevi insieme, coesi, da UPA. Allora qualcosa potrebbe cambiare davvero.

Ecco 3 semplici regole che mi permetto di suggerirvi.

1) Niente più gare non retribuite. Chi non rispetta questa regola non è che riceve una bacchettata sulle dita ma è proprio fuori da AssoComunicazione. Pubblicate poi un rating delle agenzie e delle aziende più virtuose: non è questione di fare i delatori ma di premiare le realtà più virtuose.

2) Niente più stagisti al macello. Obbligare le agenzie a pagare un rimborso spese di almeno 400 euro e i creativi a insegnare davvero il mestiere ai ragazzi appena usciti dalle scuole. I direttori creativi che sfruttano i giovani e basta devono essere radiati dall’Adci.

3) Niente più dumping. Istituire un listino condiviso con prezzi di minima e di massima (l’ultimo era stato redatto proprio da Assap, nel 1996 se non ricordo male). Chi va sotto la soglia minima è sbattuto fuori dalle due associazioni: da AssoComunicazione se è un’agenzia, dall’Adci se è un freelance.

Abbiamo bisogno della passione e della voglia di cambiamento che state già dimostrando di avere, ma soprattuto abbiamo bisogno di regole da rispettare. Perché solo dopo che avremo dimostrato di rispettare noi stessi i clienti cominceranno a rispettarci.

Tanti saluti da Bad Avenue.

D. D.

Acqua a 200 euro: guerrilla a San Severo [REFERENDUM]

Un insolito spettacolo ha sorpreso domenica 5 Giugno i cittadini di San Severo (FG) a spasso sul viale principale della città: una strana bancarella proponeva in vendita bottigliette d’acqua alla modica cifra di 200€, con tanto di cartelloni e bacinelle piene di bottigliette.

L’iniziativa di Guerrilla Marketing ha raggiunto lo scopo di sensibilizzare i cittadini in particolare sui due quesiti relativi all’acqua pubblica contenuti nel referendum del 12 e 13 Giugno. A tutti coloro che, incuriositi, si sono avvicinati allo strano gazebo è stata regalata una bottiglietta d’acqua assieme ad un volantino esplicativo.

Subito una folla di persone, tra l’incuriosito ed il divertito, si è avvicinata al Gazebo, all’interno del quale il fumettista Giancarmine Calabrese (Accademia di Belle Arti di Foggia) disegnava delle vignette che sono poi state affisse all’interno della finta bancarella.

L’azione di Guerrilla Marketing nasce dall’idea del giovane creativo pugliese Maurizio Fusillo ed è stata realizzata dal gruppo giovani del Circolo IDV “Moralità e Sviluppo” di San Severo con l’aiuto di tutto il direttivo del Circolo. Fortunatamente, molti dei curiosi che si affollavano attorno al Gazebo erano già a conoscenza dei quesiti referendari e dell’importanza di andare a votare.


Importanza che noi Ninja condividiamo, il voto è la vostra idea!

Toyota friend: il primo social network per auto

L’ultima trovata della casa automobilistica Nipponica, in collaborazione con Salesforce.com, è stata quella d’ideare Toyota Friend, il primo social network dedicato alle auto Toyota.
La piattaforma è destinata in particolar modo ai possessori della nuova auto elettrica ibrida costruita sul modello Chatter di Salesforce.

Toyota Friend connetterà tutti i clienti Toyota, fornendo loro manutenzione, assistenza programmata e integrazione con Facebook e Twitter.
A questo progetto si aggiunge la collaborazione di Microsoft, con l’intento di realizzare un ecosistema telematico globale, che prenderà il nome di Toyota Media Service e co., in cui Microsoft investirà circa 350 milioni di yen che si sommeranno ai 420 milioni di Toyota.

Il servizio entrerà in vigore nel 2012, sarà disponibile su tutte le autovetture Toyota e su tutti i dispositivi Microsoft, realizzando applicazioni per smartphone e tablet, mentre i pc tradizionali potranno accedervi tramite web.
Inizialmente il social network sarà offerto solo in Giappone, per poi espandersi in tutto il mondo, i possessori di auto Toyota potranno associare il numero di serie dell’auto con il proprio profilo, permettendo di gestire tutte le pratiche burocratiche con un semplice click.

T-Mobile: Angry Birds giocato live a Barcellona!

Saatchi & Saatchi lancia in Europa la nuova campagna per Deutsche Telekom, ideata dai due creativi italiani Luca Pannese (art director) e Luca Lorenzini (copywriter).

Lo spot è stato girato in una piazza di Barcellona, dove alle persone è stata data la possibilità di prendere parte all’ormai celebre gioco ‘Angry Birds’ questa volta costruito in dimensioni ”umane”: con una catapulta gigante, uccelli volanti e maiali esplosivi per un giorno i passanti si sono calati all’interno di un gigante setting di gioco, azionato da un semplice gesto sullo schermo di uno smartphone che attivava la catapulta.

Ed ecco il video:

Pochi giorni fa vi avevamo anticipato qualcosa su quest’idea creativa qui.

Jason Romeyko, il Direttore Creativo Saatchi & Saatchi per T-Mobile ha commentato:

”Abbiamo voluto condividere e rendere democratico l’uso dello smartphone. E creare una esperienza a cui tutti potevano partecipare. E’ qualcosa che non è mai stato fatto”.

“One team, one dream – è questa lo spirito con cui affrontiamo il lavoro in Saatchi & Saatchi. E quando ci è stato chiesto di partecipare alla creatività di questo splendido progetto per Deutsche Telekom non potevamo che accettare con entusiasmo. In fondo, il futuro dell’advertising è proprio nella participation. Lorenzini e Pannese hanno dato vita al famoso gioco Angry Birds e si sono divertiti moltissimo durante lo shooting. E’ stata la prima volta che, invece di restare incollati davanti ai monitor per controllare che tutto filasse liscio, si sono gettati in mezzo alla piazza per godersi l’evento dal vivo!

ha invece commentato Giuseppe Caiazza, Amministratore Delegato di Saatchi & Saatchi Italia.

Il concetto “Life is for Sharing” – su cui si basa tutta la strategia del brand – è alla base delle campagne e dei progetti ideati dal network Saatchi & Saatchi per 10 diversi paesi dal 2008. Angry Birds è solo l’ultimo degli eventi ideati, che includono un finto matrimonio reale che ha ricevuto 20 milioni di hits online ed il video di Katy Perry “Firework” tra gli altri.

L'investimento diventa sicuro per i risparmiatori, con Moneyfarm

Se dovessi pensare ad una startup che che può stravolgere il proprio mercato, in italia, penserei proprio a Moneyfarm.
Abbiamo intervistato i fondatori di questa neonata società, attualmente in fase di beta testing, che punta al mercato dei prodotti finanziari per i risparmiatori, e che, grazie alle economie di scala attuabili attraverso il web 2.0, ha “riscoperto” la distribuzione del valore di filiera nel settore degli intermediari finanziari.

La Business Idea

I primi due componenti del Team di Moneyfarm, Giovanni Daprà e Paolo Galvani si incontrano in Deutsche Bank, dove hanno modo di verificare sul campo finanziario la reale situazione di mercato.
Immediatamente entrambi notano una caratteristica peculiare della financial industry: i margini elevati di guadagno della stessa.
Contemporaneamente si rendono conto che quei margini vengono redistribuiti al cliente in maniera minima, che, ciononostante, può contare su un customer service relativamente scarso.
A questo punto, il team decide di mettere in piedi una soluzione, come sostenuto dai fondatori:

A volte le cose ovvie sono le più rivoluzionarie.
Nel mondo del risparmio, spesso, i consulenti vengono pagati in funzione di quello che vendono e non di quello che fanno risparmiare. MoneyFarm ha scelto un modello diverso, nel quale la soddisfazione del cliente è essenziale. Ecco perché, come prima cosa, abbiamo individuato un set di strumenti efficienti, che permettono di raggiungere risultati senza sprecare risorse (ovvero costando di meno).
Ovvio? Forse, ma anche rivoluzionario.

Il Business Model

Il team si pone di mettere in piedi una soluzione a scalabilità medio alta, che può offrire una consulenza finanziaria adeguata, basata sulla profilazione dell’utente, che possa semplificare l’acquisto del prodotto finanziario rendendo il prodotto stesso più standardizzato, cancellando i costi di distribuzione che normalmente un intermediario finanziario deve sostenere e rendendo il cliente consapevole delle caratteristiche del prodotto che sta acquistando.
Decidono quindi di individuare una categoria ben precisa di investimento, l’investimento in ETFs.

Gli Exchange Traded Fund sono strumenti finanziari più sicuri di altre forme di investimento poichè il patrimonio degli ETF è completamente separato da quello dell’emittente, infatti il fallimento di un’emittente non comporta alcun rischio patrimoniale per per l’investitore.
Questo particolare tipo di gestione fa sì che questa categoria di fondi abbia commissioni molto ridotte, aspetto che giova sicuramente per i costi aziendali di Moneyfarm, e proprio per il fatto di prevedere commissioni bassissime a causa della gestione passiva e tuttavia rendimenti maggiori, le banche non mostrano entusiasmo nell’offrirli ai clienti.

Questo aspetto, in particolare, costituisce il punto di forza del business model: Moneyfarm è in grado di collocare determinate quote di risparmio dei propri clienti su prodotti che le banche non negoziano. Inoltre il cliente non apre nessun conto in Moneyfarm, ma semplicemente fa di moneyfarm il “sistema operativo” del proprio conto corrente bancario, gestendo autonomamente, attraverso l’interfaccia web e avvalendosi del sistema di consulenza, gli ordini di acquisto o di vendita, che vengono inviati alla banca di cui l’utente è correntista, attraverso un sistema di API. Il modello di revenues, invece, prevede una Fee che l’utente paga per l’utilizzo del servizio, senza legare alcun costo variabile o aggiuntivo, in modo da poter avere un quadro chiaro e preciso del costo del servizio, senza creare confusione nel cliente.

Il valore di mercato

Dal punto di vista della “value proposition” il cliente ha a disposizione, pagando un costo fisso relativamente basso, un sistema di consulenza e di informazione chiaro e che gli permette di gestire in modo semplice il proprio investimento.
Inoltre l’utente stesso viene profilato attraverso un sistema interattivo che gli permette di ricevere le migliori proposte di investimento parametrizzate secondo le proprie esigenze, senza dimenticare che gli investimenti in ETF negli ultimi anni hanno conseguito, mediamente, risultati migliori rispetto ad altri fondi di investimento.

Il piano finanziario

Per dare vita ad un servizio di questo tipo in Italia si rende neccessario costituire una Societa’ di Intermediazione Mobiliare (SIM), attualmente in fase di approvazione da parte della Consob, come da “regolamento della banca d’italia” regolamento della Banca D’Italia.
La campagna di Fund Raising, di conseguenza, ha dovuto coprire sia il fabbisogno di capitale necessario per legge sia il capitale necessario per coprire i costi di progettazione e messa a punto del sistema di Information Technology.
L’investimento è stato sostenuto in parte attraverso investimento diretto dei founder della startup ed in parte attraverso il ricorso a capitali di investitori come venture capital, a fronte di un burn rate di circa 12 mesi per il lancio della piattaforma funzionante.

Concludo ringraziando i ragazzi del team di Moneyfarm, che sono sopravvissuti all’interrogatorio Ninja per più di un’ora, la loro startup può essere, ad oggi, considerata come l’emblema di una nuova economia che fa perno e si muove su aspetti oramai consolidati del web 2.0, creando un’alchimia di elementi che passano dall’informazione e condivisione della conoscenza per giungere a strumenti più rapidi ed efficaci, in grado di mutare profondamente i modelli di business, portando, spesso a vantaggio dell’utente, una redistribuzione del valore.

Foodies: Nuove Apps for Food Lovers di La Cucina Italiana e Gambero Rosso

La Cucina Italiana e Gambero Rosso prodotti e strategie per il mobile

Per tutti gli amanti del Food, inteso come viaggio alla ricerca del sapore e della passione di destreggiarsi tra i fornelli, arrivano questa settimana due nuovissime app prodotte direttamente da due dei nomi più importanti del panorama gastronomico italiano: Gambero Rosso e La Cucina Italiana. Il settore delle food app sembra apparentemente essere più indietro rispetto a quello Wine. In realtà se guardiamo ad app come Foodspotting, Foodreporter, le PastaApps, Cibando e Underspoon, è facile rendersi conto che in realtà esistono molte app dedicate al cibo che hanno letteralmente bucato questa importante nicchia di mercato.

Parlando di Foodies e La Cucina Italiana Ricette Rapide sono due app differenti per funzionalità, ma in grado di unire chi ama andare a zonzo per locali alla scoperta delle specialità della nostra rinomata gastronomia e chi vuole metterci del suo in ogni preparazione culinaria.

Foodies [tutti i dispositivi iOs – 3,99 euro]

Non è altro che “La Guida dei Foodies” edita da Gambero Rosso GRH, in versione mobile.  Secondo questa guida infatti “ci sono un esercito di 4.500.000 di individui per i quali il cibo è passione vera […] . Sono i Foodies, gli enogastroappassionati del terzo Millennio. Quando debbono scegliere una località per vacanza, partono dal numero di ristoranti buoni presenti in zona” (recensione tratta da www.lafeltrinelli.it). Pare quindi un passaggio, immediato grazie all’esplosione del mercato mobile, la necessità della convergere verso il mobile, consentendo ai propri di conoscere e consultare ovunque, per città e per itinerario, quasi 1000 indirizzi dove il cibo è piacere e passione: ristoranti, trattorie, pizzerie, birrerie, street food, wine bar, aperitivi, specialità alimentari e molto altro. Ovviamente, oltre ai percorsi consigliati, ogni utente è libero di riportare le proprie scoperte partecipando così alla stesura della prossima versione della guida.

La Cucina Italiana Ricette Rapide [tutti i dispositivi iOs – 2,39 euro]

Ultima arrivata nella famiglia de “La Cucina Italiana”, uno dei magazine gastronomici più importanti in Italia, edito Quadratum Spa, Ricette Rapide va ad affiancare una vasta collezione di app sviluppate dalla stessa casa editrice dedicate alla Pasta, al Cioccolato, oltre a quella ufficiale con cui si integra perfettamente. Insomma un pacchetto di tutto rispetto. Questa app in particolare riporta tra le caratteristiche di rilievo, oltre al ricettario, anche la possibilità di produrre una lista della spesa automatica, la funzione TIMER attraverso cui tener conto del tempo di preparazione della ricetta e la proposta di una ricetta in automatico semplicemente “shakerando” il device. Il concetto di rapidità sembra, a prima vista, vincente applicato al mobile, vista la forte vocazione alla precarietà di stato, alla velocità, allo spostamento, che caratterizza l’utilizzo di questo tipo di supporto. Staremo a vedere come risponderà la domanda. Di sicuro un’app da tenere in considerazione.

Ecco i link per scaricare tutte le app citate:

Le migliori pubblicità recenti Nike

Da sempre Nike ha dominato il settore sportivo con i suoi prodotti altamente competitivi, esteticamente inimitabili e tecnologicamente avanzati.

Non poteva non utilizzare la propria competenza e creatività anche nel campo pubblicitario.
Gli spot di Nike fanno leva non sul prodotto, ma sull’emozionalità, oggi fondamentale per rendere un brand più che una scelta d’acquisto, una scelta di vita.

http://www.youtube.com/watch?v=dBZtHAVvslQ&feature=player_embedded

Lo sport, per chi lo pratica, è parte fondamentale della vita e del mondo di una persona; Nike riesce a far passare l’idea che comunque vada si può essere vincenti.

I testimonial che utilizza sono noti nel mondo sportivo per aver fatto cose eccezionali, ma anche per aver di tanto in tanto fallito: un esempio è Tiger Woods.

Nike non vuole tanto onorare l’eccellenza assoluta, quanto consapevolizzare i consumatori e amanti dello sport che è da noi stessi che parte la forza per raggiungere qualsiasi obiettivo.
Non importa tanto quello che hai fatto o non hai fatto: importano le aspettative che tu hai verso te stesso.

http://www.youtube.com/watch?v=cdtejCR413c&feature=player_embedded

I visual sono accattivanti tanto quanto gli spot tv, coinvolgono fortemente gli spettatori e usano tecniche grafiche altamente sofisticate. Nike fonde arte e creatività, raggiungendo l’obiettivo di rimanere top of mind e creare uno stupore referenziale verso il brand.

Da trend-setter dello sport Nike è diventata trend-setter anche nel campo della comunicazione pubblicitaria, voi che ne pensate?