Free webinar in "Social Media e Turismo": sei dei nostri?

Wow, ragazzi! Innanzitutto i nostri migliori ringraziamenti per il primo esperimento di webinar tenutosi ieri. Sappiamo che c’è stato qualche problemino tecnico, ma è o non è “il bello della diretta”? 🙂

Vi siete registrati in tantissimi.. e noi che pensavamo di approvare solo un determinato numero di registrazioni, ci siamo visti “costretti” ad accettarvi tutti per la corsa all’apertura della waiting room! Un po’ come si fa ai concerti quando si aspetta dietro le transenne, no? Il concetto è quello di entrare nella room in tempo perché, ahimé, il sistema accetta SOLO i 100 partecipanti più veloci e puntuali.

Ricapitolando: con il link fornito nel post effettuate la registrazione al webinar e ricevete la confirmation mail con il link personalizzato per accedere in “aula”. La registrazione però NON assicura la vostra presenza al webinar, è solo un primo step. Sarete voi, con la vostra velocità e puntualità, a “tentare la fortuna” per essere tra i 100 webinar-attendees il giorno della lezione. Assicuratevi quindi di entrare in “aula” in anticipo: il nostro consiglio è mezz’oretta prima. Raggiunto il limite dei 100 posti, nel caso in cui vogliate provare ad entrare, vi apparirà un messaggio che vi dice che l’aula è FULL. Ovviamente, provando e riprovando, ci potrebbe essere la possibilità di accedere se uno o più partecipanti decidessero di abbandonare l’aula.

Al momento non è ancora possibile rilasciare, in seguito al webinar, né il recording né le slides della lezione. Solo i più motivati – nonché i più rapidi, riusciranno a partecipare a questa free experience firmata Ninja.

Detto questo, here you are le indicazioni per il prossimo appuntamento che vi ricordo essere, ancora una volta, gratuito.

Dopo qualche tiritera, confermiamo la data per il prossimo webinar che sarà dunque lunedì 20 giugno alle ore 18.

La lezione sarà tenuta da Alessio Carciofi, Social Media Consulting for Tourism, che ci parlerà di “Social Media e Turismo: come avviare una conversazione con il territorio“.

Dal turismo 1.0 al turismo 2.0 passando per l’importanza di una strategia integrata per promuovere il turismo sui social media e affrontando la case history di Umbria on the Blog.

Scopriremo insieme ad Alessio Carciofi le variabili necessarie alla progettazione di una strategia vincente per applicare il social media marketing al turismo!


Ricapitolando:

Free Webinar!

Social Media e Turismo: come avviare una conversazione con il territorio

con Alessio Carciofi

Lunedì 20 giugno, ore 18


Ecco il link per registrarvi: https://www3.gotomeeting.com/register/933580462

Vi ricordo ancora una volta che la registrazione al webinar NON assicura la vostra presenza: siate sicuri di tentare l’accesso almeno 15/30 min prima dell’inizio della lezione. In questo modo, ci sarà una buona possibilità di essere tra i 100 fortunati.

Nel frattempo, colgo l’occasione per ricordare a voi Ninjetti i prossimi appuntamenti free:

  • Lunedì 27 giugno: Gianluca Lisi e Gianni Miraglia in
    Come ho incontrato gli archetipi e il loro impatto sul mio Branding”
  • Lunedì 4 luglio: Morena Ragone in
    “Internet e Social Media: i diritti dell’era digitale”

E ancora, free webinar su: Personal Branding, Brand Entertainment, Open Innovation e chi più ne ha più ne metta!

Mi raccomando, meglio di Flash e più veloci della luce. Be as fast as Ninjas e il free webinar sarà vostro! 😉

Comet: fai il check-in su Foursquare e sblocca il tuo special!

Anche in Italia, finalmente, sta prendendo sempre più piede l’esigenza di integrazione tra i servizi tradizionali e le community virtuali di geo-social networking.

Un primo segnale è stato sicuramente l’iniziativa di Coin, spiegata dalla Ninja Emanuela Zaccone nel post ” Il caso Coin Italia e le statistiche sul geotagging: do you want to check-in here?

Segnale poi trasformatosi in trend con l’adesione di molti brand italiani, che hanno deciso di includere la geo-localizzazione nella loro strategia di marketing. Le brand page italiane le trovate nel post “Foursquare: tutte le brand page italiane” della Ninja Eugenia Morato.

L’integrazione dei geo-social network in una strategia commerciale è fondamentale. Sempre di più una costante.

Ecco perchè, anche il gruppo Comet sbarca su anche su Foursquare, il social network che sta facendo impazzire il mondo.

Come funziona? Presto detto. Basta fare check-in sui punti vendita del gruppo Comet per sbloccare lo special, per esempio a Bologna si rceve uno sconto del 10% sull’acquisto di un prodotto:

Leggendo bene vedo però troppe restrizioni: regolamento, proprietario di fidelity card, ecc. Per un momento mi è apparso il fantasma del mini-testo legale che di vede (alle volte nemmeno si vede) specialmente nelle comunicazioni di un concorso, nelle banche, nelle auto.

Inoltre ho notato che lo special non viene supportato da una corretta comunicazione delle piattaforme social ed istiuzionali del gruppo. Tutto è molto generico:

1. Comet – sito web

2. Comet – Facebook page

Quindi, mi domando, siamo sicuri che utilizzare lo special “Check-in” sia sta la scelta adeguata? A mio parere sarebbe stato più corretto proporre la seguente strategia, splitted in 4 mesi:

1. Check-in Special per regalare la fidelity card: incentivo per 1 mese

2. Loyalty Special per offrire lo sconto commerciale: consolidamento per 4 mesi

Insomma, probabilmente si poteva fare meglio, ma è senz’altro un segnale positivo, non trovate?

Referendum: il meglio delle campagne user-generated sui social media

Il 2011 sarà ricordato probabilmente come l’anno delle votazioni con i risultati più clamorosi. Il referendum del 12 e 13 giugno corona una serie di tornate elettorali che a prescindere da chi ha vinto e chi ha perso sono state caratterizzate dal risultato finale, imprevedibile e per certi versi all’inizio difficilmente immaginabile.

Noi ninja non possiamo esimerci dal fare un focus su come la Rete e in particolare i Social Network siano stati protagonisti, offrendo non solo un importante mole di informazioni, ma anche sapendo formare una massa critica che si è rivelata alla lunga decisiva.

Un esempio? La pagina Battiquorum, più di 23000 fan, il servizio di Taxi Quorum, o i tanti Trending Topic che hanno smosso le coscienze, formato opinioni, e nell’interazione sociale, informato.

Un movimento dal basso che ha, come nel caso delle elezioni amministrative (si legga anche Da morattiquotes, passando per sucate a dilloaobama: l’ironia della Rete si abbatte sulla politica) orientato l’opinione pubblica e dato una decisa svolta al destino di questa consultazione referendaria. Molto importante, e per certi versi assolutamente decisiva, si è rivelata la capacità di aggregare insita in Twitter, Foursquare e Facebook, che attraverso i contenuti condivisi e le opinioni scambiate hanno in qualche modo mobilitato le masse.

#iohovotato ai Referedum

Fin dalle prime ore di domenica, su Twitter si è registrata una variazione sui trending topic che può ritenersi indicativa:

Le prime tre posizioni orientate al commento del referendum: un risultato che indica come fosse alta la partecipazione all’appuntamento politico degli utenti italiani del Social Network di San Francisco.

#iohovotato ha statisticamente una somiglianza con il Trending Topic #earthquake e #Fukushima, analizzato sempre da ninjamarketing.it lo scorso 11 marzo (si veda anche I social media raccontano il terremoto in Giappone):

Un caso isolato? Assolutamente no. Nei giorni che hanno preceduto la consultazione referendaria, la Rete si erè a mossa con ironia e creatività proponendo una miriade di contenuti che avevano l’obiettivo di spingere alla partecipazione.

Fra tutti i video condivisi, uno in particolare ha fatto molto successo, quello realizzato da Corrado Guzzanti, che il mondo dei Social Network ha “adottato” e contribuito a diffondere: il comico è entrato anche nella top ten dei Trending Topic con il suo cognome, #guzzanti, e con il nome del suo nuovo programma televisivo, #aniene.

Tutto il referendum minuto per minuto

Se il cammino verso la due giorni elettorale è stato contraddistinto dal silenzio generale dei media tradizionali e dal tam tam sul web, i giorni del Referendum sono stati vissuti come una vera e propria diretta dal mondo dei Social Network, che hanno condiviso notizie ed aggiornamenti sull’andamento dell’affluenza ai seggi e news particolarmente significative.

Nel pomeriggio di domenica, una di queste ha scatenato particolare ilarità ed è stata ripresa anche da diverse testate giornalistiche on line, prima fra tutte agoravox:

Altro esempio di informazione: il seguire passo dopo passo il crescere del numero dei votanti (nell’immagine, uno screenshot di una delle tante pagine fan che hanno usato il proprio stato per informare i propri fan dell’affluenza alle urne):

Fai il check-in nella “coscienza civica”

Anche su Foursquare si poteva dire la proprio a proposito di referendum: attraverso un fake badge apposito. presso i seggi era infatti possibile attivare il badge della “Coscienza Civica”:

Qui era possibile trovare tutte le modalità per attivarlo.

Lo stato attuale del venture capital USA e alcune riflessioni sul nostro ecosistema [INFOGRAFICA]

Lo stato attuale del venture capital USA e alcune riflessioni sul nostro ecosistema [INFOGRAFICA]

Lo stato attuale del venture capital USA e alcune riflessioni sul nostro ecosistema [INFOGRAFICA]A quanto appare dall’infografica che vi proponiamo oggi l’attività dei venture capital (riferita al territorio USA) gode in generale di buona salute. Mi permetto di dire che questi dati rappresentino in realtà un buon segno per tutti gli startupper del mondo e quindi anche per l’Italia. D’altra parte non è possibile fare raffronti senza dare dati concreti e sicuramente la situazione nel nostro paese non è nemmeno lontanamente comparabile con quella americana.

Proprio l’altro giorno al Kultur Convivio un gruppo di investitori e venture italiani si sono confrontati sulla situazione nel nostro paese e sono emerse in sintesi due questioni (ormai stranote tra chi legge o si occupa di startup).

La prima è che è un po’ carente in particolare dalla parte dei giovani imprenditori italiani una preparazione adeguata per affrontare un mercato che è diventato sempre più globale e complesso. Si è parlato per esempio dell’incapacità di parlare il linguaggio dei venture e di capire veramente i meccanismi di investimento, che si traduce in pratica nell’incapacità di capire i termini degli accordi tra gli imprenditori e gli startupper (term sheet) La seconda è che il sistema paese non è ancora pronto (e in parte anche gli stessi investitori hanno ammesso la propria responsabilità) a sostenere la nascita di nuove imprese, in particolare perché rispetto al sistema USA manca quasi totalmente il concetto e il mercato delle acquisizioni.

Il dato emerso infatti spiega che sono pochi, da parte degli investitori, gli investimenti intermedi, i cosiddetti round B. Ciò vuol dire che vengono fatti diversi investimenti di tipo seed (utili nella fase iniziale di creazione del minimum viable product) e pochissimi investimenti grossi che permettono di raggiungere un numero maggiore di exit.

Sarebbe davvero necessaria una riflessione seria, ma per non essere troppo negativi vi posso dire che quei pochi investitori che stanno credendo nel nostro paese sono molto organizzati e determinati. Devo dire inoltre, e in questo non mi trovo d’accordo con ciò che è emerso durante l’evento, che esistono giovani davvero in gamba che non hanno nulla da invidiare agli amici americani.

L’ultima cosa che vorrei dire prima di lasciarvi all’infografica, è che un gruppo misto di investitori e professionisti di contenuti editoriali sta seriamente lavorando ad un progetto che vuol far avvicinare il pubblico televisivo al mondo delle startup attraverso un linguaggio divertente e “leggero”. Il modello richiamerà quello di Dragon’s Dan, che rappresenta sicuramente una bibbia per gli startupper di tutto il mondo.

Speriamo di sentire presto delle news a riguardo! Vi lascio all’infografica contando sul fatto che possa generare una discussione su queste tematiche.

Infografica Startup Bubble 2.0

Trovata qui

Gruppo Azione Risveglio trasforma le fontane di Catania in posaceneri

La “bedda Catania” abbandonata a sè stessa e spenta: forse per problemi economici, l’amministrazione ha ben pensato di lasciare spente le fontane del centro. Enormi vasche vuote e buie che rendono il panorama lugubre e i passanti malinconici.

Il gruppo attivista Catanese: Gruppo Azione Risveglio, per sottolineare l’abbandono di tali monumenti, ha affidato a uno degli artisti del gruppo, Luca Prete, l’incarico di esprimere il malcontento con creatività. Detto fatto! Le fontane sono diventate enormi posacenere.

Le istallazioni hanno ovviamente suscitato l’ilarità generale, facendo (si spera) riflettere prima di tutto i cittadini.

Ovviamente tutto il GAR si aspetta una presa di coscienza da parte dell’amministrazione, al fine di restituire ai propri cittadini questi monumenti. Un risveglio insomma attuato da un gruppo spontaneo, che utilizza internet come strumento di aggregazione e di confronto.

La speranza è far aprire gli occhi alla cittadinanza ignava come di far esprimere tutti quei cittadini che vogliano dire la propria, partecipare attivamente al territorio e cambiarlo in meglio.

Quando la multa finisce su Youtube [VIRAL VIDEO]

L’autore di questo video (Casey Nestat, un video maker professionista) è stato multato perché stava pedalando fuori dalla pista ciclabile: a nulla sono servite le spiegazioni del ciclista per giustificare la situazione, che ha dunque deciso di sfruttare il web e Youtube per la sua causa. Ovvero? Dimostrare che le piste ciclabili non sono poi così sicure, se non sono adeguatamente mantenute, e soprattutto se diventano zona per lavori o parcheggi per camion.

La Rete permette anche questo: denunce di cittadini che vogliono segnalare comportamenti ritenuti scorretti, disservizi, e, a volte, qualche piccola ingiustizia.
Insomma, cittadinanza 2.0! E considerando il numero di visualizzazioni ottenute da questo video, sembra sia un modello che può funzionare. Poche parole, tante cadute, e tanta resa!

Le migliori apps per scegliere l'abito da sposa [TRENDS]

Se avete deciso di sposarvi o volete solo fare capolino nel mondo degli abiti bianchi (per citare il colore più tradizionale), croce e delizia di ogni donna intenzionata a compiere prima o poi il “grande passo”, non potete farvi mancare un tour delle app delle case di moda-sposa più prestigiose, che hanno scelto di dare alle proprie potenziali clienti una “finestra mobile” sulle collezioni. E dove non sono arrivate le firme più importanti, potete contare sul supporto di apps dedicate alla scelta dell’abito giusto tra numerosi modelli di marchi e case di moda differenti.
Pronte? Si parte!

Vera Wang
La regina dell’abito bianco, nella sua versione per iPhone e iPad, regala alle utenti un ampio lookbook dei suoi modelli, con mappe per trovare gli store più vicini in cui, una volta avuta un’anteprima sul proprio iDevice, andare a toccare con mano lo stile e la classe arcinota a tutte le fashion victim (future spose e non).

 

Pronovias
La casa catalana, oltre a fornire un’overview di numerosi modelli di differenti stilisti, e la geolocalizzazione di ogni punto vendita sparso per il mondo, aiuta le spose nella “missione matrimonio”, con tanto di budget iniziale da cui partire per realizzare il tutto, da tenere costantemente aggiornato con “entrate” ed “uscite” economiche in merito alle varie voci che vanno dalle partecipazioni alla musica della cerimonia, dalle decorazioni della chiesa e della sala del banchetto, al materiale audio-video.

 

 

Nicole Spose
L’atelier piemontese offre la visione di una vasta gamma di abiti suddivisi in 3  categorie e 5 collezioni, per facilitare le interessate a scegliere lo stile del proprio abito tra le linee Classic,  Haute Couture Alessandra R e Haute Couture Nicole o le linee Fashion Colette e Romance.

 

Wedding Dress Lookbook by The Knot
Il lookbook di The Knot offre  alle spose la possibilità di scegliere l’abito partendo dalle proprie caratteristiche estetiche, stile e personalità analizzandone i punti forti e le criticità ed indicando l’abito più indicato ad ogni tipologia fisica.
Interessante ed utile anche la guida per spose, che contiene anche preziosi consigli per risparmiare sull’acquisto dell’abito e degli accessori coordinati.

 

Vito Aramo Sposi
Direttamente dalla terra dei matrimoni per antonomasia, Vito Aramo Sposi, atelier campano che ad aprile ha fatto il suo ingresso nell’app Store con le sue proposte di abiti che interessano sia la sposa che lo sposo.

 

CreateShake: Wedding Dress Designer

Se invece vi sentite particolarmente creative e all’altezza di disegnarvi da sole l’abito perfetto per il vostro matrimoni, con CreateShake potete cimentarvi nell’arte del wedding dress design, e ideare in autonomia il modello che più vi si addice, potendone personalizzare ogni minimo dettaglio!


Bene, trovato l’abito, non vi resta che trovare lo sposo…
…magari con un’app! 😉

 

Come Twitter sta cambiando la TV

In Italia, si sa, Sanremo è Sanremo. E ci voleva proprio uno dei programmi più soporiferi della TV italiana per far svegliare improvvisamente una quantità notevole di profili Twitter dormienti, di utenti che non sapevano bene cosa farsene, di quei 140 caratteri. #sanremo2011 ha insegnato a molti italiani ad usare Twitter, e a dimostrare a produttori e addetti ai lavori che c’è un secondo schermo e che non può essere sottovalutato.

Perché se la televisione è il mezzo one-to-many per eccellenza, è anche uno degli argomenti di discussione preferiti dagli italiani: e se nessuno, finora, ci ha mai ascoltati mentre sbraitavamo sul divano guardando la TV, adesso abbiamo la possibilità di commentare con un numero notevole di persone i nostri programmi preferiti, come se fossimo seduti su un divano “allargato” in compagnia di un numero imprecisato di amici, tutti interessati quanto noi alla visione del programma. Una specie di bar degli anni ’60 – uno dei pochi posti dove all’epoca si poteva vedere la tv –  in versione digital.

 

Il caso Exit di La7

Un fenomeno che è stato colto immediatamente dai vari blog che si occupano di critica e gossip televisivo e che invece le reti tradizionali – Rai e Mediaset ancora faticano a capire. In questo scenario, La 7 rappresenta una bella eccezione. Oltre ad avere un profilo Twitter ufficiale (@La7it), la rete ha aperto anche dei profili specifici dei vari programmi di punta.

Il caso più interessante è rappresentato da Exit, condotto da Ilaria D’Amico, che manda in onda i tweet taggati #exitla7, facendo un notevole salto in avanti rispetto a chi, ancora, si ostina a mandare on air gli sms degli spettatori – servizio da sempre a pagamento a prezzo maggiorato rispetto agli sms tradizionali. I tweet vengono spesso commentati e – su Twitter – La7 contribuisce ad amplificare le opinioni dei telespettatori, retwittando instancabilmente i tweet che si riferiscono al programma.

Il risultato è semplice: si fidelizzano i telespettatori del programma e della rete in generale, che si ritrovano coinvolti in una dinamica assolutamente nuova. Insomma, è finita – o sta per finire – la triste epoca in cui ognuno di noi sbraitava inascoltato davanti allo schermo della tv: il secondo schermo non solo ci ascolta, ma ci risponde pure.

Twitter influenza il palinsesto?

Ma Twitter è già così influente da modificare le dinamiche del palinsesto e della programmazione? Decisamente non ancora, né in Italia né in altri Paesi dove Twitter è ancora più diffuso.

In un’intervista a The Guardian, Tom Weiss, CEO di Tv Genius – un’azienda che si occupa di tracciare i tweet e gli aggiornamenti sui social media durante la trasmissione dei programmi televisivi – sostiene che i social media sono ottimi, per chi si occupa di programmare i palinstesti perché comunque contribuiscono a mantenere la TV in una posizione di rilevanza. E di avere feedback immediati sul programma in questione. Ma, d’altra parte – continua – la “social recommendation” non funziona ancora. Solo il 10% dei telespettatori sostiene di essere influenzato dai propri amici sui social rispetto ai programmi da guardare [ricerca TV Genius, dati estate 2010].

Ma senza dubbio, la social vision dei programmi TV – specialmente quelli di approfondimento – contribuisce ad aumentare la massa critica e alimenta la formazione di opinione. E smaschera in tempo reale le bugie della TV. I politici sono avvisati.

Lavastoviglie portatile: ecco a voi EcoWash

Continua il viaggio alla ricerca di gadget e accessori che, a prima vista, danno l’effetto wow! 🙂

Oggi vi presentiamo la lavastoviglie da viaggio: ora non pensate ad immagini fantozziane, si parla di qualcosa intelligente e comodo davvero. Un prodotto che non potrà mancare in campeggi e pic-nic: EcoWash è stata realizzata dal designer David Stockton ed è pensata per situazioni in cui si è fuori casa.


Sfrutta lo stesso funzionamento dell’asciuga-verdure: sia per il lavaggio che per l’asciugatura di piatti e posate. Il kit è composto da 4 piatti e 4 forchette/coltelli.

Che ne pensate? Comoda no? Così potete “sfruttare” la forza dei vostri mariti e fargli lavare i piatti 😀