Tesco propone il Subway Virtual Store [VIRAL VIDEO]

Come fare per diventare il No. 1 nella Corea del Sud,  battendo il concorrente E-mart, senza aumentare necessariamente il numero dei punti vendita?

È stata questa la sfida affrontata da, Tesco,  gruppo di distribuzione britannico attivo a livello internazionale.

Il mercato coreano è alquanto sui generis e lo hanno già constatato altre grandi colossi, come Carrefour e Walmart, che  hanno dovuto  miseramente abbandonare il campo. La causa risiede essenzialmente nella principale caratteristica della popolazione coreana: l’incredibile dedizione al lavoro. Infatti fare la spesa anche solo una volta alla settimana viene considerato un compito terribile.

Tesco decide, quindi, di sperimentare una soluzione decisamente creativa: portare i suoi prodotti direttamente ai clienti, permettendo loro di risparmiare tempo. E quale posto più azzeccato per  riunire insieme questo popolo di lavoratori  se non in metropolitana?

Così, riproducendo su dei display a grandezza naturale esattamente la stessa sistemazione che si ritrova nei punti vendita reali, ha dato la possibilità di scegliere i prodotti leggendone il codice a barre attraverso smartphone.  Basta questo semplice gesto perché la spesa da virtuale diventi reale e consegnata direttamente a casa non appena rientrati.

I risultati della campagna sono stati strepitosi: Tra Novembre del 2010 e Gennaio 2011, sono stati ben 10287 i visitatori attraverso smartphone del sito Homeplus (così Tesco si è rinominata in Corea), con il 76% di nuovi registrati e un aumento delle vendite on line del ben 130% aggiudicandosi, così, il primo posto nella Corea del Sud per le vendite on line e mantenendo il secondo per quelle offline.

E  noi, popolo del “Se non tocco con mano non credo” e de “Il piacere di fare la spesa”, ci accontenteremmo di un’immagine per decidere cosa trovare sulle nostre tavole?

The Dark Side: Greenpeace contro Volkswagen

L’attacco era cominciato per le strade di Londra: Greenpeace sfidava Wolkswagen portando in piazza decine di militanti vestiti da Stormtroopers.

E ora l’attacco continua. Da poche ore è online un’intelligente e beffarda campagna mediatica targata Greenpeace, lanciata con uno spoof dell’ultimo (celebratissimo) spot del marchio automobilistico – The Force – andato in onda durante il Superbowl ottenendo in seguito oltre 40 milioni di visualizzazioni online.

http://www.youtube.com/watch?v=R55e-uHQna0&feature=player_embedded

Greenpeace contesta alla casa tedesca di ostacolare di fatto l’abbattimento delle emissioni di CO2 attraverso una costosissima attività di lobby. Un abbattimento che consentirebbe la riduzione delle emissioni di gas serra del 10% in 10 anni e in cui sono già impegnate aziende virtuose come Google, Ikea, Sony e Barilla. Alla Wolkswagen – tutt’oggi contraria al miglioramento degli standard di efficienza dei carburanti – il gruppo ambientalista rinfaccia le sue responsabilità ambientali in quanto prima azienda automobilistica in Europa e chiede ai suoi dirigenti di fare un passo in avanti e impegnarsi a produrre solo veicoli “oil free” entro il 2040.

Lo spot riprende l’immaginario di Guerre Stellari per ritrarre il piccolo Darth Vader dello spot originale come simbolo di una spietata Forza Oscura che minaccia la Terra: nel video all’avanzata del male si oppone l’Armata Ribelle di Greenpeace. Tutti, naturalmente, sono invitati a unirsi alla lotta del bene contro il male.

Allo spoof (prevedibile il successo virale, ad oggi sono quasi 50.000 le visite sulla sezione italiana YouTube) si associa una curatissima e divertente pagina web centrata sulla stessa grande narrazione firmata George Lucas. Qui si invitano gli utenti ad arruolarsi ufficialmente come “Jedi” tra le file del bene (sono più di 100.000, in un paio giorni). Agli iscritti viene proposto un addestramento in otto step – da Piccolo Ewok fino a Yoda – in cui ad ogni step corrisponde una prova ulteriore nella diffusione del Manifesto. Per ogni persona invitata a visitare la pagina si riceve 1 Punto Forza. Ogni persona convinta ad unirsi all’Alleanza vale 5 Punti Forza. E così via. Il premio finale è un’originale T-shirt di Greenpeace. Sempre sulla pagina ufficiale è già possibile trovare l’episodio n°2 della campagna.

http://www.youtube.com/watch?v=KjmW3-FY1Ac&feature=player_embedded

La strategia è senz’altro frutto di un’intuizione brillante ed ha il merito di servirsi di una comunicazione chiara, franca e leggera. Il linguaggio adottato soprattutto sul web ha anche il merito di smussare la portata potenzialmente radicale dello spot (le rappresentazioni manichee di due brand – uno buono, l’altro cattivo – vengono spesso percepite come banali semplificazioni, con potenziale effetto boomerang). Riferendosi infatti alla Wolkswagen i creativi hanno scelto parole di speranza e collaborazione ed anche il secondo video-episodio sembra significativo in questo senso (“Together we can turn VW away from the Dark Side”).
Inoltre l’idea di calare direttamente il pubblico nella mitologia starwarsiana per spingerlo allo sharing attraverso un giocoso meccanismo di rewarding sembra efficace e opportunamente ironico.

Forse l’unico tratto di debolezza dell’intera campagna sta paradossalmente proprio nel citato riferimento cinematografico: per quanto il titolo le ambientazioni siano ancora universalmente note, infatti, le vicende ed i personaggi della grande saga di Star Wars sono oggi probabilmente poco familiari al target giovane di Greenpeace, nato per lo più decenni dopo il successo planetario del kolossal. Forse sul web farebbero comodo trama e glossario. Magari una nota sulla principessa Leila.

EHIC ed i rischi del nudo integrale [VIRAL VIDEO]

Una perfetta giornata estiva, sole, mare cristallino, spiaggia deserta, natura incontaminata: come resistere ad un tuffo nell’acqua fresca e limpida? Ma tra gli schizzi di acqua salata e un bagno di sole sul bagnasciuga l’imprevisto è in agguato.

E’ proprio quanto accade all’aitante boy di questo video: mentre è steso sulla sabbia bagnata, bhe, si verifica un piccolo e imbarazzante incidente “hot”. A parte la risatina che scappa a tutti (vi sfido!) guardando il video, le conseguenze di questo “morboso attaccamento” potrebbero essere piuttosto gravi. Riuscite a immaginare se, in una situazione simile, il giovane trovasse le porte dell’ospedale chiuse e non potesse ricevere le dovute cure per impedimenti puramente burocratici?

La soluzione è semplice, avere con sé la propria European Health Insurance Card (EHIC): perché durante queste calde vacanze dobbiamo aspettarci di tutto! “Expect the unexpected” è infatti il claim scelto dalla European Commission – Employment, Social Affairs and Inclusion per promuovevre la EHIC, la carta che permette di accedere ai servizi del settore sanitario pubblico (medici, ospedali, farmacie) nei 27 stati membri dell’UE.
Perché anche per un fisico mozzafiato come quello del protagonista del video l’imprevisto è sempre in agguato.

Sziget Festival 2011: diventa un ninja e vai allo Sziget!

Sziget Festival 2011: diventa un ninja e vai allo SzigetDall’8 al 15 agosto sette giorni no-stop, mille spettacoli, settantamila campeggiatori, quattrocentomila presenze in una settimana: il Sziget Festival 2011 c’è!

Ragazzi il volume è al massimo, tutti in piedi che si salta, si balla, si canta…sull’isola di Obuda è festa!

Giunto alla diciannovesima edizione, il Sziget Festival è un evento unico nel suo genere, multimediale, aperto ad ogni espressione artistica e musicale, punto d’incontro di culture e tendenze…è il più grande festival d’Europa, tra i primi tre raduni al mondo!

Noto anche come la “Woodstock sul Danubio” ne eredita lo spirito di aggregazione pacifica e ne potenzia i numeri.

Il Sziget Festival è musica. L’unica manifestazione in cui è possibile ascoltare: Pop, Rock, Metal, Blues, Hip Hop, Reggae, Afro, World Music, Folk, Elettronica, Jazz, Classica ed ogni altra sperimentazione sonora.

Il Sziget Festival è teatro, installazioni, mostre, danza, rassegne video e cinematografiche: un’immensa vetrina per artisti e artigiani provenienti da tutto il mondo.

Il Sziget Festival è sport estremo, ma anche cucina internazionale.

Contenitore dell’evento è la bellissima e verdissima isola (in ungherese “sziget”) di Obuda, che dista solo 2 km dal centro di Budapest e che per l’occasione si trasforma in una vera e propria cittadina attrezzata di ogni servizio: ristoranti, pub, uffici postali, banche, un ospedale da campo, una stazione di polizia, spazi ludici per bambini e tantissime forme d’intrattenimento.

Detto ciò, non vi sembra che manchi ancora qualcosa?

La ciliegina sulla torta? Ninja, anche quest’anno saremo partner dell’evento!

E voi? Vi inviamo noi! Come?

Con il concorso Diventa ninja e vai allo Sziget!

Fino al 10 luglio avrete la possibilità di partecipare al contest sbizzarrendovi con qualunque idea e contenuto che richiami il festival.

Logo Sziget Festival 2011

Per partecipare quindi scatenate le vostre menti creative sbizzarrendovi con qualunque idea e contenuto che richiami il festival, lasciate un commento a questo post indicando l’url del blog o dei profili Facebook, Twitter e FriendFeed dove avete postato la notizia.
E’ molto importante che vi ricordiate di farlo, perché altrimenti non avremo modo di verificare che abbiate partecipato al Contest! Una giuria ninja sceglierà il vincitore tra le candidature più creative, ma anche sul nostro podio ci saranno tre gradini.

On top 2 ticket abbonamento con campeggio e 2 baschi ninja, per l’argento e il bronzo merchandise Sziget.
Ma non è finita qui: i vincitori del primo premio saranno mandati al festival come inviati ninja e dovranno scrivere un reportage del festival per i nostri lettori!

I vincitori verranno annunciati il 12 luglio!

All’opera ragazzi il clan dei ninja e lo Sziget vi aspettano 🙂

Tutti i segreti di Microsoft 365 [INFOGRAFICA]

Il 28 giugno 2011 è stata una giornata memorabile per due motivi. L’annuncio di Google+ (da leggere plus) – l’ultimo tentativo del colosso di Mountain View in fatto di social network – e l’arrivo di Office 365 (365? Xbox 360…bah…), la declinazione in the cloud della famosa suite office di Microsoft.

Se per Google+ (leggete il nostro post in merito) l’attesa sarà lunga e non priva di piacevoli sorprese (ricalcando quanto avvenuto con Gmail e Wave, anche questa volta l’accesso al social network sarà ad inviti), per Microsoft si tratta di… quanto si è disposti a pagare. Trial a parte, i servigi della suite del colosso di Redmond sono a pagamento. Non lo sapevate? Bene, questa esaustiva infografica è pronta a svelarvi questo e altri segreti dell’atteso Office 365… con tanto di voto finale.

Quanto a Google+, all’arrivo di Gmail, su Ebay c’erano utenti disposti a sborsare anche $50 per un invito. Chi è troppo impaziente, sa dove cercare 😉

Trovata qui

Shell V-Power scende in spiaggia ed in città [GUERRILLA]

E’ l’invidia il movente della campagna di guerrilla marketing di Shell che invade le più belle città Italiane con baldi giovani e modelle in tema balneare, forse un po’ fuori contesto ma proprio per questo di grande effetto.

In occasione del decimo anniversario di Shell V-Power, Shell ha deciso di premiare i propri clienti più fedeli con esclusivi gadget estivi , naturalmente brandizzati Shell V-Power, per vivere l’estate 2011 al massimo del divertimento e del relax.

Proprio con l’intento di celebrare “in grande stile” questo importante anniversario, per la prima volta in Italia, Shell mette in atto un’azione di Street Guerrilla in grado di creare curiosità ed in interesse in modo decisamente poco convenzionale.

Ispirata al desiderio di mare e di vacanze, Voglia d’estate (questo il nome dell’iniziativa) sbarca in città con tutta la sua carica di energia positiva.

Un coloratissimo gruppo di ragazzi, lo Shell V-Power Summer Team, sfoggiando una tenuta decisamente balneare, è stato infatti incaricato di “portare l’estate” nei principali capoluoghi italiani dal 23 giugno al 30 luglio.

In che modo? Aggirandosi nei loro insoliti abiti per le vie più frequentate del centro, fermandosi a giocare con i gadget nei luoghi più inconsueti e coinvolgendo i presenti, colti di sorpresa dall’insolito scenario, in divertentissime gag.
Ecco le strisce pedonali trasformarsi allo scattare del verde in campi da beach volley, i portici in ombreggiate promenade e i negozi in straordinarie “vetrine” dell’iniziativa.

A rendere ancora più realistico questo “SummerMood” anche il posizionamento di alcune cabine da spiaggia in prossimità delle più frequentate fermate dei mezzi pubblici urbani.

Prima tappa dello Shell V-Power Summer Tour: Torino, cui seguiranno Milano, Firenze, Bologna e Roma.

La creatività e la produzione dell’evento sono stati curati da Ideal Comunicazione che ha anche realizzato tutti i materiali a supporto dell’iniziativa.
La stessa Agenzia si è inoltre occupata di ideare, gestire e monitorare tutte le attività di viral diffusion on line sui social media…

Filmato drammatico sulla fuga dal terremoto: Saatchi&Saatchi per la sclerosi multipla [INTERVISTA]

Oggi vi proponiamo l’ultima campagna virale della Romanian Society of Multiple Sclerosis ideata da Saatchi & Saatchi Romania.

Il viral, di fortissimo impatto, mira al pieno coinvolgimento degli spettatori nella vita di tutti i giorni dei malati di sclerosi multipla, per i quali ogni semplice gesto è come un terremoto (“Earthquake” tit.). Il film ha anche ottenuto un posto nella shortlist di Cannes nella categoria FILM – Foundraising and appeals.

L’idea attorno alla campagna ci ha davvero incuriositi e abbiamo così deciso di intervistare il Direttore Creativo,Jorg Riommi:

Jorg Riommi - Executive Creator Director Saatchi & Saatchi Bucarest

Quali erano le richieste specifiche del Brief di RSMS e quali sono state le fasi del processo creativo che vi hanno portato al concept finale?

L’associazione ci ha chiesto di creare uno strumento virale per aumentare la conoscenza della realta’ Sclerosi Multipla.
Non avendo budget sufficiente a coprire un piano media tradizionale, hanno voluto puntare su un’idea forte da spedire al loro database e condividere su youtube.
Purtroppo, anche in quest’aspetto l’assenza di budget per il seeding si e’ pero’ un po’ fatta sentire.

Nella tua biografia leggiamo che dopo un’esperienza come autore per la Tv italiana sei passato alla Saatchi & Saatchi e che attualmente sei Executive Creative Director dell’ufficio di Bucarest. A questo punto sorge una domanda spontanea: Fai parte anche tu dei “cervelli creativi” in fuga dall’Italia?E se si, dal tuo punto di vista cosa credi non funzioni nel sistema Italia e in particolare nel settore dell’Advertising italiano?

In Italia c’e’ troppa politica, nepotismo e poltronismo. Io credo piu’ nella meritocrazia e nelle opportunita’. Credo inoltre che questo sia un business che richiede aggiornamento costante e freschezza, dunque gli anni nei quali puoi fare la differenza sono quelli quando sei giovane, che non vanno sprecati aspettando occasioni che arrivano lentamente e col contagoccie, o che alcune volte non arrivano per nulla. Inoltre, in Italia c’e’ ancora troppa verbosita’ filo risorgimentale che rende il copywriting (e il pensiero) troppo formale e ingessato, e a volte in adv manca il coraggio, la forza e addirittura le idee.

Credits:

Creative Director: Jorg Riommi
Art Director: Lucian Cernat
Copywriter: Irina Popp/Jorg Riommi
Agency Producer: Monica Garbur
Account Supervisor: Madalin Nitis
Production Company: PIMP FILM Brighton, UNITED KINGDOM
2nd Production Company: CHAINSAW EUROPE Bucharest, ROMANIA
Director: Concrete
Editor: Mircea Lacatus
Sound Design/Arrangement: Marius Leftarache

Startup e Finanziamenti: quando il ruolo della politica diventa strategico.

In un’Europa caratterizzata da un tessuto economico dove le piccole e medie imprese rappresentano il 60% del totale, con un numero di occupati pari a circa 100 milioni di persone, il venture capital dovrebbe essere una pratica consolidata e finalizzata a stimolare l’innovazione e lo sviluppo economico. Purtroppo i dati di alcune ricerche e articoli pubblicati in questi ultimi giorni smentiscono il precedente assunto, proviamo a comprenderne i motivi.

L’Europa

Nei due articoli apparsi a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro su Arctic Startup (1,2), viene dipinta una situazione grossomodo drammatica che vede l’Europa fanalino di coda per capitali investiti in imprese ad alto potenziale di sviluppo tecnologico. I dati parlano chiaro, se negli Stati Uniti l’investimento in startup si attesta intorno ai 72$ per capita (in SV, 1800$), in Europa l’investimento resta completamente al palo con una media pari a 7$ per capita investiti. Le uniche realtà nazionali che riescono a mantenere alto il livello degli investimenti in startup restano: la Finlandia con 46$ e la Svezia con 45$ per capita sostenute anche da un sistema di istruzione e formazione che spesso affianca i National Hubs nella risoluzione dei problemi e nella commercializzazione dell’innovazione. Una particolare menzione va anche ad Israele (del quale avevamo già parlato in un precedente articolo) che fa registrare un dato pressoché doppio a quello degli Stati Uniti, con 142$ per capita, giustificato anche da un alto numero di investitori e fondi internazionali con sede in Israele.

L’Italia

In Italia, invece, per quanto riguarda il venture capital privato, non abbiamo cifre definitive ma solo stime non ufficiali che parlano di un capitale disponibile per il 2011 compreso tra una forbice di 300/350 milioni di euro solo per le imprese dell’ICT. Dal lato venture capital pubblico invece, secondo una ricerca effettuata dall’AIFI per il Sole 24Ore, tra Regione, Provincie e Camere di Commercio sono stati e verranno investiti 508,45 milioni di euro per questo 2011. Come era d’altronde prevedibile, solo un terzo di questi fondi sono stati stanziati da enti della Regione Lombardia (Finlombarda e doti camerali), 96,4 milioni nella Regione Toscana (Regione Toscana, Camere di Commercio di Prato e Pisa), 65 milioni per la Regione Veneto, 35 Milioni per la Sardegna (Zernike Meta Venture) e 34 per la Sicilia (fondo Cape, Cimino e Associati). A quanto pare le opportunità non mancano anche se il volume di capitali stanziati resta nettamente inferiore alla media dei paesi che più investono in imprese ad alto contenuto tecnologico. Forse ciò che manca all’insieme dell’iniziativa pubblica è, a detta dei tecnici, un generale coordinamento delle opportunità di finanziamento che spesso restano conosciute solo a livello locale.

Le criticità

Sia l’Europa che l’Italia soffrono di alcuni fattori strutturali che purtroppo limitano e disincentivano l’investimento in venture capital. Dal punto di vista normativo si parla spesso di forti barriere legali, oltre che burocratiche, all’entrata e all’uscita di capitali nelle società. Si registra inoltre una scarsa propensione all’imprenditorialità (emblematico a tal proposito è un claim di Enlabs che recita: Precario? Fai impresa) oltre ad un’educazione non allineata alle esigenze dello sviluppo economico e che pone poca enfasi nello STEM (sciences, technology , economy, maths) o nell’LLL (life long learning). Le università soffrono inoltre di una scarsa propensione a fare spinoff e di forti ostacoli alla trasformazione della ricerca in business. Ed infine oltre alla presenza di linee guida estremamente eterogenee che disciplinano il mercato a livello europeo si registra anche una scarsa cultura del fallimento ed una bassa propensione delle aziende c.d. big a fare acquisizione di startup per crescere e innovarsi. A chiudere, e soprattutto in Italia, mancano storie di successo che possano incentivare l’arrivo di capitali internazionali.

Alcune riflessioni

E’ inevitabile che davanti ad un quadro complessivo descritto in questo modo, la situazione del venture capital e il relativo sviluppo di un valido ecosistema di startup, stentino a decollare (anche a prescindere dal volume di capitali a disposizione). Ed è chiaro che, data la natura delle criticità appena elencate, l’intervento della politica diventa strategico. A mio avviso difatti i limiti del sistema non risiedono, né sul lato Venture Capital, né sul lato startup, bensì nell’ambiente all’interno del quale i due attori sono costretti ad operare. Sono in molti, difatti, a richiedere un’azione propositiva da parte delle istituzioni e delle forze politiche attraverso: la semplificazione del diritto societario, l’azzeramento delle barriere agli entry/exit di capitale ed il passaggio ad una burocrazia web-based. Mentre dal punto di vista dell’educazione e della formazione culturale si dovrebbe stimolare la creazione di un legame tra università e mondo dell’imprenditoria, dal lato del finanziamento pubblico si richiede di uniformare le opportunità di investimento che gli enti locali offrono e darne una maggiore visibilità. Tutte azioni che solo una efficace manovra politica, che tenti di orientare il sistema su basi more startup friendly, può garantire.

I classic games per iPhone e iPad: Flipper

A partire dagli anni ‘50 incominciò la diffusione in Italia e in Europa del gioco di abilità americano a gettone, soprattutto nei bar e nei locali pubblici, conosciuto come Flipper (in inglese chiamato comunemente “Pinball”) che prende il nome dalle palette di plastica (flippers, letteralmente “pinne”). Il giocatore, comandando le alette tramite un paio di pulsanti esterni, deve colpire una biglia d’acciaio mirando a bersagli e buche posti su un piano inclinato coperto da un vetro trasparente. Ogni combinazione di bersagli colpiti o singolo bersaglio apporta un punteggio bonus crescente. Gioco che venne abbellito dotandolo di luci colorate, suoni e altri congegni elettrici  ed elettromeccanici.

Il mercato del mobile gaming entertainment per iPhone e iPad non poteva certo privarsi di avere delle interessanti e divertenti trasposizioni digitali. E dopo avervi parlato dell’affamato serpente Snake (altro autentico evergreen game dei giorni nostri), questa volta parleremo delle versioni esistenti del Flipper per iOS della casa sviluppatrice Gameprom.

War Pinball

Le releases di questo gioco su App Store sono nella versione 1.1 da 80.8 MB in lingua inglese per iPhone 3GS e iPhone 4, iPod touch 3° e 4° generazione (aggiornato il 18 Maggio 2011), acquistabile a 0.79 euro; per iPad (dal nome War Pinball HD) nella versione 1.1 da 79.8 MB (aggiornato il 18 Maggio 2011)  sempre in lingua inglese e acquistabile a 2.39 euro.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=-0by55nXOs0&feature=channel_video_title’]

Videogame caratterizzato da un gameplay con un sistema di missioni, piacevoli effetti della visualizzazione in movimento della telecamera, supporto TV Out a tutto schermo in HD per iPhone e in Full HD per iPad e supporto online  su “Game Center” (il gaming social network di Apple per le partite multigiocatore).

Per la versione per iPad consigliamo di bloccare l’opzione della telecamera in movimento a causa della visuale decisamente alterata negli zoom improvvisi sulla pallina, e in certi casi segnaliamo il blocco della pallina, costringendoci a terminare anticipatamente la sessione di gioco.

Pinball HD for iPhone

Un altro eccellente simulatore,  su App Store nella versione 2.2 da 93.6 MB in lingua inglese per iPhone 3GS e iPhone 4, iPod touch 3° e 4° generazione (aggiornato il 7 Aprile 2011). Acquistabile a 0.79 euro.

Questo Flipper è caratterizzato anch’esso dal supporto online su “Game Center” che consentirà di scalare le classifiche sfidandosi su 3 differenti tavole da gioco “Wild West”, “The Deep” e “Jungle Style sfruttando un sorprendente engine 3D in cui l’immagine cambierà a seconda come si inclinerà l’iPhone (inclinazione prevista solo per la modalità landscape), il tutto seguendo una fisica realistica.

E anche disponibile nella versione iPad (dal nome Pinball HD) su App Store nella versione 2.2 da 92.7 MB in lingua inglese per iPad 4.1 o superiore (aggiornato il 7 Aprile 2011). Acquistabile a 0.79 euro.

Ma ci teniamo ad avvertirvi che in questo caso il simulatore per iPad non sarà all’altezza della situazione nonostante l’accattivante trailer inserito la settima scorsa su YouTube: la pallina spesso si fermerà inspiegabilmente nella tavola “marina” senza avere la possibilità di scuotere il tavolo, presentando delle volte anche una frustrante grafica scattosa.
[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=OlTlWTxMiuo&feature=player_profilepage’]

Di seguito trovate i link alle apps del Flipper:

Il Tour dei Mille di Working Capital – PNI fa tappa a Firenze [EVENTO]


Dopo aver raggiunto l’ambita soglia dei mille progetti proposti il Tour dei Mille di Working Capital – PNI fa tappa a Firenze il prossimo 5 luglio.

Dopo l’incontro di Napoli – a cui era presente anche il nostro maestro Alex Giordano (qui potete godervi la bellissima video-intervista realizzata per l’occasione da Diomira Cennamo) – e, ancor prima, quelli di Palermo e Torino, la ricerca dei progetti innovativi per rifare l’Italia risale la penisola.

L’appuntamento è alle 17.30 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.
Come accaduto nelle tappe precedenti, saranno presentati 6 progetti di ricerca, due dei quali saranno subito premiati con contratti di ricerca fino a 30 mila euro ciascuno.

Il programma è come sempre ricco di ospiti e ci saremo anche noi (beh, quantomeno la sottoscritta) insieme a:
• Franco Bernabè (Presidente Telecom Italia)
• Paolo Barberis (Fondatore Dada)
• Marco Bellandi (Prorettore al Trasferimento Tecnologico e Presidente CSAVRI Università di Firenze)
• Marco Brizzi (Docente universitario)
• Fabrizio Capobianco (Fondatore Funambol)
• Giuliano Da Empoli (Assessore alla Cultura del Comune di Firenze)
• Laura De Benedetto (Presidente ToscanaIN)
• Enrico Dini (Amministratore Delegato Dinitech S.p.a.)
• Giorgio Del Ghingaro (Sindaco Comune di Capannori)
• Angelo Falchetti (Fondatore Dada)
• Elena Farinelli (Blogger)
• Nicola Greco (Vincitore Working Capital 2009)
• Mirko Lalli (Responsabile Marketing e Comunicazione Fondazione Sistema Toscana)
• Jacopo Marello (Fondatore Dada)
• Cosimo Palmisano (Vincitore Working Capital 2010)
• Gabriele Poli (Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Firenze)
• Gianni Sinni (Designer, Direttore FFF)
• Alessandro Sordi (Fondatore Dada)
• Francesca Tosi (Vincitrice Working Capital 2009)
• Eleonora Viviani (Fondatrice Stereomood)
• Emanuela Zaccone (Vincitrice Working Capital 2010)
• In video da Trieste: Margherita Hack (Astrofisica)

Per partecipare all’evento è sufficiente iscriversi qui.
E se volete diffondere l’iniziativa anche via Facebook potete farlo dalla pagina dedicata.

Per chi – ma non sa cosa si perde – non potesse essere presente, è possibile anche seguire la diretta streaming.

L’hashtag Twitter dell’evento è #wcap.

Innovatori, l’appuntamento è a Firenze!