I brand più virali del 2010 [INFOGRAFICO]

Un bell’infografico realizzato da Viral Ad Network fa il punto del virale 2010 presentando i brand che più si sono distinti nel corso dell’anno che si avvia al termine.

Il numero di views fa di Nike la regina del virale con Write The Future, fra l’altro secondo video più visto dell’anno dopo Waka Waka di Shakira. Ma non sono da meno Old Spice (secondo video più condiviso su Facebook) e brand come Apple, Google, Blendtec e la viralissima saga di Twilight.

Qui di seguito l’interessante infografico.

Trovato qui

Soddisfatto del tuo lavoro? Scoprilo su Facebook

Experteer, leader per la ricerca online di profili professionali senior ed executive, ha da poco pubblicato sulla sua pagina Facebook un’applicazione simpatica per scoprire se il vostro stipendio è congruo alla posizione che ricoprite.

Ovviamente il tutto è finalizzato all’iscrizione al network, quindi è facile che il vostro stipendio risulti poco congruo. Ma al di là dell’effettiva efficacia è interessante l’idea dell’app facebook come strumento per accrescere il numero di iscritti.

Grazie a Federico Elboni per la segnalazione!

è stata dirottata dai propri consumatori.

Brand Hijack lo chiama Alex Wipperfurth, concetto che abbiamo messo in evidenza anche nel nostro "Marketing Non-Convenzionale" (a proposito, non so se ve ne siete accorti ma ne è uscita una nuova edizione mini per il Sole 24 ORE, e qualcuno dice che sia il libro migliore della collana!).

Bene, perchè un dirottamento del brand? Perchè l'azienda, dopo aver deciso di cambiare logo e aver affidato il restyling all'agenzia Laird and Partners, l'ha presentato ai propri consumatori sul proprio sito aziendale e sulla pagina fan di Facebook.

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Il caso Gap: quando il crowdsourcing licenzia l'agenzia di pubblicità [BRANDING]

E’ notizia fresca fresca. GAP, l’azienda americana di abbigliamento – che possiede anche marchi come Banana Republic e Old Navy – è stata dirottata dai propri consumatori.

Brand Hijack lo chiama Alex Wipperfurth, concetto che abbiamo messo in evidenza anche nel nostro “Marketing Non-Convenzionale” (a proposito, non so se ve ne siete accorti ma ne è uscita una nuova edizione mini per il Sole 24 ORE, e qualcuno dice che sia il libro migliore della collana!).

Bene, perchè un dirottamento del brand? Perchè l’azienda, dopo aver deciso di cambiare logo e aver affidato il restyling all’agenzia Laird and Partners, l’ha presentato ai propri consumatori sul proprio sito aziendale e sulla pagina fan di Facebook.

Risultato? E’ stata letteralmente massacrata di critiche come spiegano alcuni post che descrivono l’accaduto (qui e qui).

Le critiche sulla pagina fan di Facebook

Le persone  hanno chiesto di tornare al vecchio rassicurante, elegante logo GAP, altro che il moderno restyling in linea con i tempi. Il presidente di GAP, Marka Hansen, ha addirittura risposto sull’Huffington Post e il suo responsabile comunicazione, Bill Chandler, ha negato si tratti di un “pr stunt” , ovvero di una specie di operazione di social guerrilla, come l’ha definita Adfreak, per scatenare il buzz in rete.

Anzi lo stesso ha ribadito che il nuovo logo verrà usato nella campagna pubblicitaria estiva ma sarà solo un passo verso una ulteriore evoluzione della marca.

Di certo quello che si sa è che la reazione dell’azienda è stata piuttosto scomposta arrivando a dichiarare su Facebook che il tutto fa parte di un progetto di crowdsourcing balbettando qualcosa del tipo: “Ok ragazzi, dai stavamo scherzando, abbiamo sputtanato la nostra agenzia che ha fatto un logo così così solo per stimolarvi a dirci che fa schifo e a darci nuove idee!”. Wow.

La marca nelle mani dei consumatori

Mi chiedo: “Quanto costa all’agenzia Laird and Partners questa figuraccia?” Spero sia ripagata dall’investimento nella campagna estiva.

In ogni caso, tutti quelli che si sono trovati a dover fare o rivisitare il logo del proprio brand sanno come sia un processo penoso, difficile, che porta grandi conflitti in azienda.

Ma per le grandi marche come GAP la strada è ancora più in salita: dall’avvento della network society e dei social media lo spazio interno all’azienda è reso permeabile alle idiosincrasie dei  consumatori che si sentono attaccati nel profondo se una marca – a cui hanno affidato parte della propria narrazione identitaria – decide improvvisamente di cambiare strada.

La persone sentono le marche come parte del proprio Sè e si sentono violentate, tradite, se non ne condividono le scelte. Per questo il marketing diventa sempre più una faccenda che scotta, come ci ha dimostrato la recente querelle sul caso Wired e Internet for Peace).

Del resto sappiamo che il vecchio marketing è morto quando il progetto di lancio della New Coke fallì nel lontano 1985.

In quell’anno, nonostante tutte le ricerche avessero dato per migliore la nuova formula, l’azienda fu costretta a tornare sui suoi passi bruciando ai tempi quattro milioni di dollari (io me le ricordo le lattine di New Coke, c’era pure la Cherry Cola quando andavo in vacanza studio a Londra!)

Ma, come disse uno dei dirigenti di Coca Cola: “Il fallimento della New Coke una mossa pubblicitaria? Non siamo così furbi ma nemmeno così stupidi!”.

Una lezione che GAP avrà sicuramente imparato.

Come farsi il sito mobile gratis e vincere 10.000 euro: partono i Libero Mobile Awards

Siete dei blogger? avete un progetto editoriale online ma non ancora una sua versione mobile?

Libero lancia i Libero Mobile Awards, ovvero il primo contest italiano dedicato al Mobile Publishing.

Si tratta di un’iniziativa che si propone di valorizzare i progetti editoriali fruibili da mobile, premiando i 7 migliori siti in altrettante categorie (professional, independent, personal, local, groups, business e best mobile site)

Iscrivendosi al concorso si ha la possibilità di vincere una campagna di comunicazione per il proprio sito del valore di  10.000 € sul portale Libero.it.

A presentare la campagna sono testimonial d’eccezione: i nostri Maestri Ninja Mirko Pallera e Alex Giordano, protagonisti di alcuni video che presentano simpaticamente il progetto. Uno lo trovate qui sotto, mentre qui potete vedere gli altri!

Su liberomobileawards.it potete quindi partecipare al concorso iscrivendo la versione mobile del sito o blog nella categoria che ritenete più opportuna dopo averla creata in pochi rapidi passaggi su Libero Tutti!

Oltre a partecipare ovviamente potete anche votare i vostri siti e blog preferiti. La battaglia per aggiudicarsi il premio è iniziata. Buona fortuna!

Come superare la crisi? Ripartendo, ancora una volta, da noi

Cari Guerrieri,
non vorrei sembrare l’Alberoni della situazione e scrivere belle parole di buon senso, insomma socio-psicologia spicciola.

Ma sapete che per noi di Ninja Marketing conta davvero molto l’aspetto interiore, spirituale direi. Per noi è alla base di tutto.

Non si può portare avanti un progetto d’impresa, non si possono raggiungere degli obiettivi di marketing (o personali) se dentro qualcosa ci dice che non ce la faremo.

Per questo mi sento di raccontarvi cosa sta accadendo qui, nel piccolo grande universo che abbiamo dentro e fuori noi Ninja, sperando che queste parole vi siano d’aiuto nel ripensare alla vostra situazione lavorativa e personale e nel trovare nuove risposte.

La crisi c’è, non prendiamoci in giro

La crisi c’è. Si sente, è presente, è evidente. E non si tratta solo di una crisi economica, quello che è peggiore è quel senso di logoramento che pervade ogni aspetto del nostro Paese. Quel senso di sfiducia che ci porta a pensare che non ce la faremo. A perdere dentro, prima che fuori.

Ma non voglio parlare di politica. Qui voglio parlare molto brevemente delle dinamiche che avvengono dentro di noi, nei nostri cuori.

Tutti i grandi Maestri sostengono che sono le dinamiche del cuore (e non la situazione esterna, la crisi, la disoccupazione, ecc..) quelle che contano e che possono trasformare la situazione.

Una frase sempre mi ripeto quando mi trovo di fronte alla paura: “Il mio cuore non trema”. Me l’ha insegnato un maestro spirituale, che con il suo esempio di vita in difficili momenti di crisi economica ben peggiori di questa, ha saputo mantenere alta la determinazione e lo spirito del vincitore.

Valorizzare i punti di forza

In momenti come questi è bene ripartire da sè stessi, dai propri punti di forza, dalle proprie motivazioni interiori, valorizzando i propri vantaggi competitivi (le proprie passioni) e concentrandosi su quello che è il vero valore dell’azienda.

Cosa c’è che ci contraddistingue e che altri non hanno? (un prodotto, una community, delle ottime risorse umane? una tecnologia?)

Quali sono i rami secchi che è bene tagliare per dedicare energie alle cose che contano e che producono valore?

Qual è la mia missione (non solo in termini aziendali, ma anche in quelli personali)?

Spesso capita che le aziende perdano la bussola, che per eccessiva ambizione o per non soccombere inizino a voler aprire linee di prodotti, servizi, progetti, che mai riusciranno a seguire bene. Perdendo di vista il reale valore.

Riconoscere l’importanza del “lasciar andare”

La prima cosa che fece Steve Jobs al suo ritorno in Apple fu quella di tagliare la maggior parte dei prodotti per concentrarsi su pochi e distintivi.

Se cercherete, sia come azienda sia come individui, di riuscire in qualcosa che non vibra davvero con le vostre corde non raggiungerete mai risultati eccellenti, e, in ogni caso, lo fareste con troppo dispendio di energia, cosa che alla lunga non vi porterà da nessuna parte. Fermatevi un momento, respirate, e pensate: cosa conta davvero? Cosa posso lasciar andare?

Nella mia vita personale e professionale ho imparato una cosa, l’ho capito dopo il mio recente viaggio in India: la fine di una situazione permette di liberare energie su un aspetto di maggiore valore.

Nell’Induismo il Dio più importante è Shiva. Uno degli epiteti di Shiva più diffusi è Hara, che letteralmente significa “Colui che porta via”, “Colui che distrugge”. E’ difficile per una società come la nostra comprendere il valore profondo della fine, della morte. Ma solo così qualcosa può finalmente nascere. E se è vero che la vita, la natura, tutto è un ciclo continuo di nascita e morte, allora non dobbiamo avere paura di perdere qualcosa, di lasciarci alle spalle delle situazioni, di cambiare ed evolvere ad uno stadio nuovo della nostra vita personale, professionale, aziendale.

Lo deve fare anche la vostra azienda.

Noi Ninja ad esempio per esempio abbiamo per lungo tempo trascurato la nostra più grande risorsa, il nostro sito, e per questo abbiamo deciso di valorizzarlo, facendolo diventare un progetto editoriale vero e proprio! Ripartendo, ancora una volta, da noi.

Vi auguro con affetto di lasciare il provvisorio per il definitivo. Di non temere il cambiamento, anche se non sappiamo ancora come ci adatteremo al nuovo stato delle cose, sappiamo che tutto è in mutamento e noi dobbiamo co-evolvere con le cose.

E ricordate sempre dentro di voi che: “Il cuore di un Ninja non trema”.

La top 5 dei brand su Foursquare

Anche oggi parliamo di geolocalizzazione. Vi presentiamo infatti 5 interessanti case history che riguardano altrettanti brand che hanno colto al balzo la palla di Foursquare dando vita ad azioni davvero interessanti.

I casi vengono tutti e cinque dagli Stati Uniti – e da dove se no? – ma ve li presentiamo con la speranza che anche qualche manager illuminato dia vita ad una campagna realmente innovativa improntata al geosocial. Il caso Coin ha aperto la strada, ma da solo non basta.

Ora bando alle ciance, andiamo a vedere qual è la Top 5 dei brand su Foursquare!

1. Bravo

Nel settore televisivo uno dei primi network a puntare su Foursquare è stato Bravo, canale la cui programmazione è un mix di cibo, moda e reality. Non c’è dunque da stupirsi se i suoi followers sono già ben 50.000. L’idea di Bravo è che i protagonisti dei programmi diano in prima persona i consigli sui locali attraverso Foursquare.

Suggerimenti di ristoranti, negozi e hotel rinforzano l’immagine degli esperti di Bravo e quindi quella del network, dando agli spettatori l’idea di avere un contatto diretto con i loro presentatori preferiti.

Il concetto vincente è che l’utente non segue una fredda ed impersonale pagina aziendale, ma riceve consigli direttamente dai migliori esperti su temi di grande interesse come dove cenare o fare shopping nelle grandi città americane.

2. Zagat


Zagat, la pubblicazione che da più di 30 anni informa gli americani sui migliori ristoranti ed hotel, è da sempre molto attenta all’utilizzo dei social media.

Zagat usa Foursquare nel modo più semplice e comune: lasciando consigli relativi a come si mangia nei locali. Trattandosi di una testata nazionale, i consigli riguardano una quantità notevolissima di posti dove mangiare e dormire in tutti gli Stati Uniti.

Di conseguenza l’account Foursquare di Zagat rinforza in maniera semplice ma efficace l’immagine del brand, approcciando inoltre un target di utenti diverso da quello della guida cartacea ma già abituato a non separarsi mai dal proprio smartphone!

3. MTV


Per ovvi motivi le celebrità non accetterebbero mai di far sapere costantemente e in real time dove sono ai loro fan, altrimetni per gli stalker sarebbe come giocare a nascondino in una cabina telefonica. Ma comunicare ai fan quali sono i propri posti preferiti può essere un buon compromesso.

Attraverso l’account Foursquare di MTV è quindi possibile scoprire quali luoghi hanno visitato le popstar, cosa hanno fatto, cosa piace loro e cosa consigliano. Naturalmente frequentando i locali suggeriti da un vip aumentano anche le possibilità di incontrarlo, un aspetto che ha sicuramente contribuito ad aumentare l’interesse verso il canale di MTV.


4. New York Magazine

Il New York Magazine utilizza Foursquare in maniera locale, dando vita ad una vera e propria guida alla cultura newyorkese. Oltre ai consigli su cosa mangiare, infatti, troviamo quelli sui negozi, sui bar e sui posti da visitare.

I consigli inoltre non riguardano solo i classici dettagli sui prezzi e così via, ma includono anche i link ai siti ufficiali dei locali per ulteriori approfondimenti. Un utilizzo che mescola Foursquare e lo stile Twitter, con il plus – non indifferente – della geolocalizzazione!

5. History Channel

History Channel è un altro canale televisivo che ha saputo, come Bravo, sfruttare ottimamente la carta di Foursquare per aumentare il proprio brand engagement.

Attraverso l’acount vengono infatti date informazioni storiche sui luoghi in cui ci si trova e si effettua il check-in. Il concetto, non certo nuovo o sconosciuto, è il banale “imparare giocando”.

Ma dietro c’è un astuto uso del marketing indiretto: History Channel non promuove direttamente i suoi programmi o linka alla propria pagina web, ma i più di 47.000 followers che seguono le informazioni storiche dell’account da Aprile bastano ad indicare il successo di quest’operazione.

Conclusione

Negli esempi citati i brand non si limitano ad “esserci”, ma elaborano strategie coerenti con il proprio business che portano valore all’azienda dandone allo stesso tempo al consumatore.

Per ora un’operazione del genere a qualcuno può semrbare eccessiva, visto che la geolocalizzazione è ancora solo uno degli aspetti – e neanche il principale – delle social media strategy aziendali. Ma non si possono ignorare le previsioni di un cambiamento culturale che, insieme ad un’integrazione perfetta con i social media mainstream porterà il check-in ad avere la stessa popolarità dell’aggiornamento di status su Facebook.

Quando ciò accadrà, chi si sarà mosso per tempo posizionandosi adeguatamente potrà partire con un vantaggio non indifferente rispetto alla concorrenza.

Voi da che parte state?

Il post è tratto da questo articolo di Mashable

Questi i link ai profili indicati nelle case histories:

Bravo Zagat MTV New York Magazine History Channel

Banksy disegna i Simpsons ed è subito boom virale [VIRAL VIDEO]

Uno dei prossimi episodi dei Simpsons avrà una sigla d’eccezione: a disegnarla è stato infatti Banksy, il popolarissimo writer dall’identità segreta.

Da ieri il video impazza già ovunque in giro per la rete.

Si prevede un’audience altissima per l’episodio in questione, per il momento godetevi la sigla speciale!

Histogram: arte ecologica al Palazzo della Borsa di Bruxelles

Histogram di Anna Scalfi Eghenter è un’istallazione che incrocia il dato economico a quello ambientale e artistico proponendo una installazione inerente il tema del cambiamento climatico.

Guardando la facciata del Palazzo della Borsa di Bruxelles i volumi delle emissioni di CO2 dell’ultimo secolo vengono rappresentati, come in un istogramma scultoreo, sulle colonne, parzialmente fasciate di un manto erboso sintetico, che cresce su ogni colonna in proporzione diversa, così da riprodurre nel progredire delle altezze l’andamento ascendente dell’istogramma.

L’installazione è entrata a far parte del programma di eventi proposti per la Notte Bianca a Bruxelles, il 2 ottobre 2010.

L'annuncio Axa Assicurazioni è solo per iPhone!

In Belgio l’agenzia Duval Guillaume ha ideato, per la compagnia assicurativa Axa, il primo annuncio stampa, la cui versione integrale può essere visualizzata solo con iPhone. È stato sufficiente utilizzare un tipo particolare di carta e creare l’app per poi posizionare l’iPhone come indicato.

L’idea è assolutamente innovativa; il risultato, senza dubbio impressionante. Eppure mi chiedo: ci sarà qualcuno che, per visualizzare la pubblicità di una compagnia assicurativa, si prenderà la briga di scaricare un’application?

Lufthansa porta Foursquare e Facebook all'Oktoberfest [SOCIAL MEDIA MARKETING]

Le piattaforme geosocial stanno cavalcando l’onda di una crescita sempre più esponenziale. A farla da padrone c’è Foursquare con i suoi 3.6 milioni di utenti, seguito ultimamente dalla “nuova recluta” Facebook Places, ribattezzato da molti l’anti-foursquare.

Dispute a parte, ad effettuare lo sbarco in occasione dell’ Oktoberfest di Monaco di Baviera è stata la Compagnia aerea Lufthansa, la prima in Europa (nel settore travel) ad aver attuato una campagna di geosocial-marketing avente come partner Foursquare. Lufthansa, peraltro già impegnata precedentemente nella mediasfera con facebook, twitter, youtube, ha pensato di regalare voucher da 20 euro agli utenti che avrebbero fatto il check in in almeno tre località della città selezionate dalla compagnia stessa, sbloccando così il badge Foursquare Oktoberfest.

Questa iniziativa è stata proposta anche attraverso Facebook, dove tramite un social game baverese si poteva invitare i propri amici e conoscenti a bere e gustare insieme una birra virtuale al proprio tavolo, mentre nel reale sarebbe cresciuta l’attesa ed il desiderio di giungere a destinazione.

Una bellissima iniziativa di co-marketing per “promuovere” un evento, che oramai è arrivato alla sua duecentesima edizione e  che ogni anno ospita più di sei milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, per assaggiare le “tipicità” del posto.

Virtuale e reale si uniscono di nuovo, dando modo non soltanto di entrare già nella dinamica della manifestazione, ma accrescendo anche l’aspettativa di un viaggio esperienziale che ha come chiave motrice la possibilità di una piena e libera condivisione di step, emozioni, avventure.

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