trend 2022 per piccoli business

10 trend chiave che guideranno i piccoli business nel 2022

La pandemia ha sconvolto completamente le nostre vite, ce lo sentiamo ripetere ogni giorno ma soprattutto ognuno di noi lo vive quotidianamente sulla propria pelle. Non stiamo parlando di un mistero, è reale ed è davanti ai nostri occhi. Tra le diverse realtà che si portano il peso di questi grandi cambiamenti ci sono proprio i piccoli business.

Man mano che la vita inizia a ritrovare un senso di normalità, stanno emergendo nuove tendenze e comprenderle può aiutare le piccole imprese a ritrovare il proprio equilibrio. In tutti i settori, le organizzazioni sono alle prese con una rapida trasformazione. Inoltre, ci sono enormi cambiamenti globali e sfide da affrontare, dal cambiamento climatico alla digitalizzazione.

Il nostro mondo sta evolvendo rapidamente, e le aziende, soprattutto le più piccole, devono imparare ad adattarsi di conseguenza. Ecco 10 trend che avranno un impatto maggiore sui piccoli business nel 2022.

trend piccoli business

1. Più spazio all’intelligenza emotiva e all’empatia

L’empatia svolge un ruolo fondamentale nelle relazioni in generale ma anche in quella che sussiste tra datore di lavoro-dipendente perché permette una comprensione più profonda delle sfide del lavoro e della vita di chi abbiamo di fronte. Ovviamente non è necessario conoscere ogni dettaglio della vita dei propri dipendenti, ma interessarsi del loro benessere fisico ed emotivo sarebbe significativo.

L’ascolto attivo senza giudizio, l’osservazione degli atteggiamenti e gli sforzi consapevoli per utilizzare un linguaggio verbale e non verbale appropriato sono vitali per lo sviluppo di relazioni empatiche in linea con i valori di vicinanza e autenticità. Questo è di certo uno dei trend che i piccoli business non possono farsi scappare.

LEGGI ANCHE: Come affrontare la vita con l’intelligenza emotiva (senza essere in balia delle proprie emozioni)

2. Il potere dell’Influencer Marketing e dei Social Media

Una tendenza che le piccole imprese dovrebbero conoscere, se non lo fanno già, è il potere dell’influencer marketing. Le piattaforme online e i canali di social media come Instagram e TikTok possono aiutare le piccole imprese a raccontare le loro storie per aumentare la consapevolezza e l’entusiasmo dei clienti e futuri clienti. Questi 2 social media inoltre sono perfetti per parlare e avvicinare un pubblico più giovane. Ovviamente la scelta delle piattaforme social da utilizzare dipende anche dal tipo di business dell’azienda.

Gli influencer sia grandi che piccoli, specialmente i micro-influencer, rafforzano la realtà dei piccoli business fornendo pertinenza e conferme sull’efficacia dei propri prodotti e servizi. 

3. Trend per piccoli business: tecnologie digitali e cloud

Le PMI devono investire nelle tecnologie digitali e cloud per prosperare e crescere nei prossimi anni. L’economia digitale di oggi ha costretto molte aziende a fare affidamento sull’uso efficace della tecnologia per supportare i processi in corso e sviluppare nuove fonti di differenziazione competitiva. Le innovazioni tecnologiche come l’apprendimento automatico, l’Internet of Things (IoT), l’intelligenza artificiale e così via sono cresciute nel corso degli ultimi anni. Per soddisfare le esigenze dei clienti di oggi, ogni piccola azienda dovrebbe integrare alcune di queste tecnologie nella propria attività.

La trasformazione digitale offre ai piccoli business un modo per cambiare, mentre la tecnologia cloud fornisce la piattaforma per rendere questo cambiamento possibile e più sicuro.

4. Luoghi di lavoro ibridi

Anche prima della pandemia, molte aziende, soprattutto quelle più grandi, si affidavano sempre più a tecnologie di collaborazione remota come le videoconferenze e Slack. La pandemia ha accelerato l’adozione di questi strumenti e pratiche di lavoro in un modo senza precedenti.

Avere un ambiente di lavoro ibrido in cui i dipendenti possono scegliere il proprio modo di lavorare ottimale, nonché se lavorare a distanza o in sede, sarà una tendenza che anche i piccoli business dovranno cogliere al volo. Molti dipendenti hanno preferito lavorare da casa ottenendo così anche un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, riducendo il pendolarismo e dimostrandosi più ricettivi e produttivi.

Il lavoro ibrido però ha reso più difficile il processo di onboarding. I datori di lavoro dovrebbero garantire un processo d’inserimento efficace per i lavoratori ibridi, anche in modo che abbiano familiarità con la cultura e i valori aziendali e siano in grado di costruire relazioni con gli altri membri del team.

5. Salute mentale sul posto di lavoro: un trend che i piccoli business non possono trascurare

La tendenza del 2022 che ogni proprietario di piccola media impresa dovrebbe conoscere è che la salute mentale sul posto di lavoro è importante. Gli scricchiolii della catena di approvvigionamento, la mancanza di personale, il lavoro a distanza e i confini sempre più labili tra lavoro e vita privata stanno aggravando lo stress dei dipendenti a un ritmo record.

Sentirsi tranquilli e stimolati nel proprio lavoro ci aiuta a far fronte ai cambiamenti di ruoli e responsabilità. Per non parlare delle sfide difficili. Ci aiuta a prosperare nei nostri ruoli, a gestire lo stress e ad aumentare la nostra resilienza. In definitiva, ci permette di raggiungere il nostro massimo potenziale.

I manager che non aiutano a rimuovere gli ostacoli o a condividere le risorse con i dipendenti possono contribuire a farli sentire sopraffatti e demotivati. E infatti le aspettative dei dipendenti di lavorare costantemente ai massimi livelli esercitano su di loro una pressione irragionevole. Porta a un aumento del carico di lavoro e delle ore lavorative, stress aggiunto, ed esaurimento emotivo.

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L’implementazione di politiche che aiutano a migliorare il benessere mentale sul posto di lavoro aumenterà il coinvolgimento, ridurrà l’assenteismo e migliorerà la produttività. Sostenere la salute mentale sul posto di lavoro è sempre più una necessità anche per le piccole imprese.

6. Coaching e tutoraggio dei dipendenti

Le piccole imprese devono essere creative e trovare modi innovativi per attrarre i talenti giusti e creare una forza lavoro che sia felice, motivata e in linea con la filosofia dell’azienda. Di conseguenza, le opportunità di coaching e mentoring per supportare la crescita e lo sviluppo dei dipendenti saranno molto preziose.

Gli approcci di coaching e mentoring stanno diventando sempre più popolari ed efficaci per lo sviluppo del personale. Molte aziende le stanno utilizzando per migliorare le prestazioni del loro team di lavoro e per raggiungere particolari abilità e obiettivi distinguendosi così dai propri competitors. 

7. Video sincrono e asincrono

Il video sincrono e asincrono sarà la chiave di qualsiasi strategia di marketing del prossimo futuro e un trend che i piccoli business non possono assolutamente perdere. Gli ultimi 18 mesi hanno notevolmente accelerato l’uso dei video per ricercare, vendere, servire e incontrare persone in tutto il mondo. Pensateci, tutti hanno un telefono, un tablet o un laptop a portata di mano.

I video sono perfetti per promuovere e raccontare alle persone i prodotti e i servizi offerti dalle piccole e medie imprese. Aiutano ad aumentare il coinvolgimento sui canali digital e consentono di raggiungere sempre più persone e, di conseguenza, acquistare più clienti. E infatti la chiave della loro popolarità risiede nella loro relativa facilità d’interagire con potenziali clienti su più piattaforme.

8. Curare il Personal Branding: un trend in espansione per i piccoli business 

I proprietari di piccole imprese sono intimamente legati alle loro attività. Far conoscere non solo il proprio marchio aziendale, ma anche quello personale, facendo appunto personal branding, sarà fondamentale. I clienti di oggi cercano di creare connessioni più significative con i brand. Costruire un forte marchio personale è il modo in cui, le piccole realtà, possono far crescere la propria attività trasformandola in qualcosa di sostanziale, duraturo e d’impatto.

I proprietari di piccole e medie imprese che si nascondono dietro il marchio aziendale e scelgono di non mostrare chi sono o di mostrarsi vulnerabili e umani, stanno sprecando una grossa opportunità di crescita. L’unica lealtà che si può ottenere come figura chiave di un business è attraverso l’impegno emotivo, mostrando il lato umano dietro la propria attività e mettendo in mostra sé stessi e i propri dipendenti. La credibilità aiuta le aziende a promuovere le relazioni con i clienti poiché essi danno importanza alla fiducia, all’onestà e all’empatia.

I consumatori oggi vogliono che i marchi affrontino i problemi e offrano il supporto adeguato invece di concentrarsi solo sul profitto.

9. Erogazione del servizio agile e sviluppo del prodotto

Le piccole imprese possono facilmente creare marchi personali con un vantaggio competitivo quando continuano a essere proattive nella fornitura di prodotti e servizi. Sviluppando soluzioni diverse e apprezzando il loro impatto sui vari clienti, prospereranno fornendo creatività, innovazione diversificata e ponderata per ogni mercato. L’aumento della concorrenza nel mercato globale ha costretto le aziende a diversificare i propri prodotti per soddisfare le esigenze dei clienti in continua evoluzione e ad adottare strategie di sviluppo del prodotto sia per la produzione unica che per la personalizzazione di massa.

10. Networking e collaborazione tra imprenditori

Il networking è una dei grandi trend del 2022 che i piccoli business non devono assolutamente perdersi.

Le piccole imprese possono migliorare in modo esponenziale i loro sforzi e le loro strategie connettendosi e collaborando con altre imprese invece di condurre una campagna individuale. Aiuta inoltre a ottenere referenze di lead aziendali, ascoltare nuove prospettive di mercato, imparare dalle esperienze degli altri, affinare la propria strategia e tono, e fare squadra per creare relazioni che ispirano e alimentano la crescita reciproca.

Il networking e la collaborazione aiuteranno i proprietari di piccole imprese a ispirarsi a vicenda, costruendo nuove relazioni per guidare la crescita.

canapa alimentare

Canapa alimentare: il mercato italiano continua a crescere

Giunta in Italia in attorno al VII secolo a.C., grazie agli scambi commerciali e culturali tra i popoli pre-romani e balcani, la canapa – Cannabis Sativa L. – è stata inizialmente “domesticata” dagli Etruschi, che l’hanno portata fino alle valli del Po, per sfruttarne le proprietà azoto-fissatrici durante l’antica pratica della rotazione colturale, alternando campi di grano e di canapa.

Agli inizi del 900’ l’Italia era fra i principali produttori di canapa al mondo

Eppure non sono state le conoscenze agricole del popolo etrusco a decretarne la diffusione su larga scala bensì la corretta intuizione dei Romani sul valore della fibra ricavata dal suo stelo.

A partire da quest’ultima, infatti, si otteneva un tessuto molto resistente, che trovava impiego in vari settoriin primis quello navale, dove veniva utilizzato per la realizzazione di corde, funi e reti da pesca.

La canapa si è adattata così bene alle caratteristiche pedoclimatiche della nostra Penisola che, fino agli inizi del 900’, eravamo tra i principali produttori a livello mondiale; un passato glorioso, il cui ricordo ancora vive all’interno di alcuni musei, con sede a Padova e Bologna.

Coltivazione di piante di cannabis

Le leggi che hanno frenato la coltivazione della Cannabis Sativa L. nel nostro Paese

Il declino della canapicoltura in Italia iniziò nel 1961, quando il possibile contenuto di tetraidrocannabinolo – meglio noto come THC – portò all’inserimento della Cannabis Sativa nella Single Convention on Narcotic Drugs – un trattato internazionale che vieta la produzione e la fornitura di specifiche sostanze stupefacenti, eccetto che per determinati scopi (cure mediche e altri).

In particolare, in Italia, due leggi ne proibirono la coltivazione: la legge n. 412 del 05.06.1974 e la legge n. 685 del 22.12.1975. Un divieto che venne approvato dalla Camera dei Deputati e dal Parlamento, senza distinzioni di varietà.

Dall’abrogazione delle leggi di repressione, ad una parziale regolamentazione del mercato

E solo, in seguito, con la legge 162/1990 e DPR 309/1990 si arrivò ad una distinzione fra la canapa ad uso industriale e quella ad uso ricreativo, con livelli di THC > 2.

Si è passati, dunque, da un regime di totale repressione ad una regolamentazione parziale, a causa di una mancata armonizzazione delle normative internazionali per il commercio dei prodotti canapicoli – soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari, per cui non è ancora stato stabilito il livello ammissibile di THC.

Attualmente, in Europa, solo Germania ed Italia hanno una legge in tal senso. Nel nostro Paese, il Ministero della Salute – con il decreto del 4 Nov. 2019 – ha fissato il contenuto di THC a 2 mg/kg in semi e farina, 5 mg/kg nell’olio e 2 mg/kg negli integratori alimentari, favorendo la stesura del Catalogo Comune delle Specie Consentite, che oggi contano ben 68 varietà certificate, provenienti da tutto il mondo.

Ed è proprio grazie a queste linee guida che, negli ultimi anni, la canapa è rifiorita legalmente anche in Italia, coinvolgendo circa una sessantina di canapicoltori – dato in costante aggiornamento su Federcanapa. Ad aver attirato l’attenzione degli agricoltori – al di là dell’affezione, in taluni casi, per la pianta – sono le incoraggianti prospettive di profitto, superiori a molte altre e comuni colture.

Cannabis Sativa L.

La canapa come coltura sostenibile

La canapa, infatti, è tra le poche piante utilizzabili al 100% – se ne utilizzano le inflorescenze, le sementi, le foglie e lo stelo, con uno spreco che è prossimo allo zero – e le risorse impiegate per la sua coltivazione sono minime, grazie alla sua rusticità e rapida capacità di propagazione, anche su terreni “difficili” – aridi e scheletro prevalenti; caratteristiche che la rendono adatta anche al ripristino – e alla valorizzazione – di aree rurali, in pianura così come in alta montagna.

Semi di canapa: tra i superfood più apprezzati del momento

In particolare, tra i prodotti canapicoli più richiesti dal mercato, figurano i semi di canapa: autentici superfood, il cui sapore gradevole e dolciastro ricorda quello delle nocciole.

Stando all’analisi chimico-nutritiva condotta dall’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria di Milano, i semi della Cannabis Sativa L. contengono proteine ad alto valore biologico – ovvero, facilmente assimilabili dal nostro corpo – e acidi grassi polinsaturi (65% del totale), come l’acido linoleico e quello oleico, utili alla “lubrificazione” delle membrane cellulari.

Il loro utilizzo, dunque, può riguardare sia la sfera animale – per la preparazione di mangimi – sia quella umana. I semi, infatti, possono essere consumati come tali – previa decorticazione – oppure sotto forma di farina, per arricchire impasti di focacce e pizze artigianali. Inoltre, dalla loro molitura si estrae l’olio di CBD che può essere adoperato come integratore alimentare, per sfruttarne le benefiche proprietà

Semi di Canapa

Il mercato della canapa industriale potrebbe raggiungere i 27.7 miliardi di dollari entro il 2028

Attualmente, il mercato globale della canapa industriale – coinvolgente i settori alimentare, personal care, tessile e farmaceutico – ha abbondantemente superato i 5 miliardi di dollari in valore e, secondo il tasso composto di crescita annuale (CAGR) – valutato al 25,17% – potrebbe raggiungere i 27.7 miliardi di dollari entro il 2028, come sottolineato nel report recentemente pubblicato da Verified Market Research.

Nonostante l’impatto del covid, che ha avuto effetti devastanti sull’economia mondiale, la segmentazione dei settori e l’aumento della richiesta di prodotti sostenibili (anche dal lato del pack), il mercato continua a crescere, tanto che in Italia gli ettari coltivati a canapa sono aumentati del 200% dal 2014 ad oggi.

Un trend positivo che non accenna a fermarsi, anche grazie all’intensa attività di promozione – e di tutela – che le principali associazioni canapicole – FederCanapa, Assocanapa e ItalCanapa – stanno portando avanti, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto alla regolamentazione nazionale del mercato della canapa.

Considerando dunque la versatilità d’impiego e la crescente domanda di prodotti canapicoli, soprattutto dal lato alimentare, la canapa continua a rappresentare una coltura interessante su cui investire, anche in ottica di sostenibilità.

E, in un futuro non molto lontano, l’Italia potrebbe tornare ad essere uno dei più importanti player mondiali nel mercato della canapa industriale – appurato che le resistenze, dettate perlopiù dall’ignorante consuetudine di associare la Cannabis Sativa L. alla droga, vengano definitivamente rimosse.

instagram marketing

Instagram Marketing: 16+1 consigli per raggiungere il tuo pubblico

Lo sapevi che trascorriamo circa 6 ore al giorno su internet e quasi 2 ore di esse sui social media? Un dato che ci impone di non sottovalutare le potenzialità dell’Instagram Marketing.

Il 67% degli utenti attivi online è iscritto a Instagram (dato, emerso in Digital 2021, l’ultimo report di WeAreSocial e Hootsuite) e ciò ne evidenzia il valore strategico che ha per il marketing aziendale.

Ogni giorno la piattaforma rilascia nuovi aggiornamenti e funzioni tanto da rendere il lavoro dei social media manager una sfida continua.

Con alcuni test, accorgimenti e costanza nell’analizzare la propria strategia, interagendo con la community e pubblicando contenuti nuovi e interessanti è possibile ottenere degli ottimi risultati in termini di business.

Ecco 16 consigli + 1 per usare al meglio l’Instagram Marketing

1. Usa un account business o creator

Può sembrare banale ma ci sono molte aziende che hanno profili non impostati correttamente. Per passare da un profilo personale a un account aziendale o di tipo creator, basta andare nelle impostazioni e alla voce account cambiarne la tipologia.

I vantaggi principali di questo tipo di profilo sono:

  • la possibilità di accedere a tutta una serie di statistiche che non può visualizzare un profilo personale standard
  • la possibilità di aggiungere le informazioni di contatto e una call to action
  • la possibilità di creare ads e configurare lo shopping sul social network.

 

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2. Definisci degli obiettivi chiari

Stabilisci il motivo per cui utilizzi il social e quali risultati vuoi ottenere: awareness, stabilire una relazione con i tuoi clienti attuali, cercare clienti potenziali, migliorare la consapevolezza sul marchio, vendere prodotti.

Insomma, stabilisci quali sono le priorità e i motivi reali per cui vuoi utilizzare Instagram e assicurati che sia lo strumento giusto per ciò che vuoi ottenere.

3. Studia il tuo target

Studia il tuo cliente tipo e fai una ricerca preliminare per capire se puoi arrivare a quel pubblico attraverso la piattaforma. Ricorda che Instagram, come gli altri social network, sono strumenti e pertanto vanno implementati sulla base delle esigenze aziendali.

4. Ottimizza il profilo e la bio

La prima cosa che fa un utente quando arriva sul profilo della tua azienda è leggere la biografia.

Scrivi un testo interessante e ricordati di inserire una call to action. Inoltre la bio, al momento, è l’unico spazio di Instagram in cui è possibile inserire dei link. Sfrutta la cosa a tuo vantaggio inserendo un link che rimandi al sito web o al form di contatto.

Utilizza la bio per spiegare i motivi per cui una persona dovrebbe seguirti e ottimizza la descrizione usando delle parole chiave (famosa SEO di Instagram) relative al tuo brand.

Configura il profilo in modo che ci siano tutti i contatti aziendali e se ne hai uno o più di uno, scrivi qual è l’hashtag ufficiale del marchio.

5. Usa una foto profilo di impatto

Le dimensioni contano anche su IG. Utilizza un formato 320 x 320 pixel per salvare l’immagine di profilo. Se lavori all’instagram marketing di un brand, usa il logo per rendere la pagina riconoscibile, sicura ed affidabile.

6. Instagram Marketing: crea visual accattivanti

Benché Instagram, secondo il suo head Adam Mosseri, stia progressivamente diventando un’app di intrattenimento e attenta ai video, il social è nato come network di condivisione di foto istantenee. Usa il social per pubblicare contenuti visuali che siano utili, di valore e rilevanti per il tuo pubblico di riferimento.

La piattaforma predilige i contenuti che aumentano il tempo di permanenza degli utenti sul social pertanto pubblica video, caroselli, reel, foto e animazioni. Usa Instagram per creare interesse attorno al brand, raccontare i retroscena della tua attività e creare attesa attorno ai prodotti e/o ai servizi che intendi promuovere.

7. Usa tutti gli elementi che il social mette a tua disposizione

Ogni volta che rilascia una nuova funzione, Instagram tende a prediligerne le views, in parte per promuovere il nuovo contenuto, in parte perché non ha ancora in repertorio abbastanza materiale. Quindi sfrutta ogni aggiornamento dell’app per aumentare la visibilità dei tuoi content e raggiungere nuovi pubblici.

Usa le dirette, i reels, le storie e i post per condividere tutorial, aggiornamenti, news, collaborazioni e lancio di nuovi prodotti.

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8. Sii riconoscibile. Crea il tuo stile unico

Definisci la palette di colori e usa sempre gli stessi font. Ricorda che l’immagine che il brand ha su Instagram deve essere coerente col resto della comunicazione online e offline del marchio.

9. Usa gli hashtag con parsimonia

L’era della serie infinite di hashtag è ormai superata. La piattaforma permette di utilizzare fino a un massimo di 30 hashtag ma si consiglia di usarne 5, massimo 9 poiché il social potrebbe intercettare il post come potenziale spam. Per la scelta delle parole chiave puoi utilizzare questi parametri: la rilevanza e la specificità per la tua nicchia di pubblico. Inoltre gli # non dovrebbero incoraggiare #like4like e altri cancelletti inseriti nella lista di quelli bannati dall’app.

10. Interagisci con la community

Ogni social è composto da una rete di persone. Pubblicare contenuti autoreferenziali senza interagire con la community non porterà il tuo business lontano.

Commenta i post degli altri utenti e rispondi sempre alle domande.

Crea sondaggi e votazioni da condividere con i tuoi follower per costruire e sedimentare la relazione.

11. Consigli di

Instagram Marketing: sfrutta le stories

Le storie sono un potente mezzo per promuovere i post appena pubblicati, interagire con la community e raccontare qualcosa sul marchio. Nelle stories è possibile inserire stickers, gif, countdown e altri elementi utili alla narrazione e all’interazione coi follower. Ad esempio puoi sfruttare le storie per far sondare le preferenze in merio al colore di un nuovo prodotto e/o rispondere a domande sui servizi che offri. Sfrutta le storie in evidenza (highlights) per salvare le storie più significative raggruppate in categorie utili. Se gestisci un ristorante, ad esempio, potrai inserire il menù tra gli highlights.

12. Conto alla rovescia

Utilizza il countdown per creare attesa rispetto a una diretta o generare interesse rispetto al lancio di un tutorial sull’utilizzo di un nuovo prodotto o presentare una live con un ospite importante. Insomma, sperimenta tutte le funzioni a tua disposizione per aumentare l’engagement col pubblico.

13. Scrivi lunghe caption e didascalie ottimizzate

L’obiettivo principale del social è di tenere le persone il più tempo possibile sulla piattaforma. Quindi utilizzare delle lunghe descrizioni nel post aumenta il tempo di permanenza dell’utente sul contenuto. Inserisci le informazioni più rilevanti nelle prime due righe di testo e sfrutta le emoji e gli spazi per dividere il copy in tanti piccoli paragrafi che abbiano un titolo.

Instagram si ritiene un social attento all’inclusione pertanto è bene ricordarsi di andare nelle impostazioni avanzate del profilo e scrivere un testo alternativo per rendere l’immagine comprensibile a chi non ha la possibilità di vederla.

14. Pubblica nel momento giusto

Utilizza gli insight per capire quali sono i momenti migliori per pubblicare i tuoi contenuti. Di solito coincidono con gli orari in cui la tua nicchia è più presente sul social network. Per ogni profilo questo dato è diverso, quindi il consiglio è di prevedere una prima fase di test in cui sperimenti diversi orari e giorni di pubblicazione e poi adatti il calendario editoriale in base a ciò che viene fuori dal test.

15. Usa le ads

Ebbene sì, i social network non sono gratuiti.

Bisogna acquistare spazi di visibilità che altrimenti non potresti raggiungere in organico. Pertanto si consiglia di “spingere” i post targettizzando gli annunci in base a:

  • dati demografici: sesso, età, lingua;
  • interessi specifici e comportamenti dentro e fuori l’app
  • geolocalizzazione: città, provincia, regione, stato.
  • posizionamenti nell’app: sezione esplora, storie, reels.

Grazie alle ADS hai possibilità di mostrare i contenuti che posti a nuovi pubblici potenzialmente interessati.

16.  Usa le partnership con influencer

Intercetta una rosa di potenziali influencer con cui collaborare e a cui far provare e recensire il tuo prodotto/servizio. Sono molti gli utenti che compiono un acquisto dopo aver visto un prodotto promosso da un influencer che seguono e di cui si fidano, quindi perché non sfruttare la cosa per aumentare le vendite?

Inoltre puoi utilizzare lo sticker (ex swipe up) per invitare l’influencer di turno a utilizzare un link personalizzato per la vendita del prodotto promosso; in questo modo potrai monitorare le visite al sito web e gli acquisti generati da quella specifica campagna.

17.  Parti dai numeri. Analizza il profilo, gli insight e calibra il tiro

Analizza sempre i tuoi post e rivedi di volta in volta la strategia alla luce di alcune considerazione: i dati estrapoli dagli insight, i numeri relativi alle collaborazioni, e i KPI specifici per gli obiettivi che ti sei prefissato.

 

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Per approfondire:

Ecco cosa non dovresti assolutamente fare su Instagram

9 consigli per migliorare la reach organica su Instagram

5 tips per creare Reels epici su Instagram

 

Social Media Trend 2022

Social Media Trend 2022: come cambiano i contenuti social

Chi lavora con i Social Media sa che non ci si annoia mai: appena abbiamo creduto di comprendere meglio l’algoritmo di Facebook o i contenuti più efficaci di Instagram o LinkedIn ecco che qualcosa cambia. E allora, di nuovo, a buttare giù nuovi piani editoriali, nuovi contenuti e nuovi brief con i clienti per fargli capire che bisogna cambiare per essere sempre ben visti dai “famosi” algoritmi dei vari social. In questo articolo abbiamo cercato di sintetizzare i Social Media Trend 2022.

Facebook, il social più popolare punta sulle nicchie

Il social network numero 1 al mondo, con i suoi 2,9 miliardi di utenti attivi mensili, è sempre pronto a stare al passo con i tempi. A volte viene bistrattato per lasciar spazio a social più “giovani” come Instagram e TikTok ma lui è sempre lì, con le sue specificità e i suoi miliardi di utenti pronti ad interagire e ad investire. Facebook per il prossimo anno è pronto a seguire la scia dei social più di tendenza e a premiare, quindi, contenuti più veloci, più brevi.

Questo è ormai un dato di fatto acquisito: i video sono i formati preferiti dagli utenti. I video, inoltre, devono essere brevi ed informativi. In poco tempo e in poche immagini gli utenti devo aver la possibilità di acquisire informazioni. Quindi basta post lunghi, basta link che riportano a siti o blog (già penalizzati da un bel po’ di tempo) e un grosso “si” ai video stile Reels. Una caratteristica di contenuto a cui si dovrà piegare anche Facebook (dopo il grande successo di TikTok e l’evoluzione di Instagram).

LEGGI ANCHE: Social Media Trends 2022: cosa devono sapere i brand per puntare al successo

Evoluzione ancor più interessante per il 2022 è sicuramente l’importanza che verrà data dal principale social di Zuckemberg alle nicchie. Si avete capito bene, il social più popolare del pianeta punta forte sulle nicchie. E in che modo?

Semplice: Gruppi Facebook, Live Audio Room e Facebook Live. Tre strumenti che amplificano il concetto di vicinanza con l’utente, facilitano l’usabilità del contento (audio e video) e tendono a parlare con persone simili con gli stessi interessi e lo stesso linguaggio.

facebook-reels - social media trend 2022

Instagram, video video e ancora video

Il contenuto video è da anni che viene preferito dagli utenti Facebook perché ritenuto più efficace. Questo dato di fatto è stato accertato con ancor più forza con l’esplosione di social con target più giovani come TikTok.

Ed è proprio da Instagram che parte una svolta chiara e netta proveniente direttamente dalla bocca di Adam Mosseri, responsabile di Instagram che afferma come la piattaforma stia abbracciando un cambiamento di paradigma in cui gli utenti chiedono contenuti video più divertenti. Ciò significa che è fondamentale che le aziende inizino ad abbracciare questo cambiamento il prima possibile per commercializzare efficacemente sulla piattaforma entro il 2022.

Partendo da questo dato di fatto, ormai acquisito da tutti gli esperti di Social Media, andiamo a vedere quelli che saranno i Social Media Trends 2022 per Instagram.  I video, innanzitutto, dovranno essere sempre più divertenti, informativi, utili e di contenuto.

Questo cercano gli utenti. A queste caratteristiche Instagram aggiungerà degli strumenti tecnici per poter facilitare la vendita di prodotti e rendere più immediato il rapporto tra influencer, video e acquisto on line da parte degli utenti.

La direzione è segnata e nel 2022 sarà una vera e propria esplosione. Questa ulteriore evoluzione di Instagram farà sì che piccole attività dovranno “investire” in questo cambiamento e adeguarsi ad un nuovo strumento di vendita dalle grandissime potenzialità di guadagno.

LEGGI ANCHE: Dimensioni immagini social 2023: la guida aggiornata

TikTok fa scuola e continua ad evolversi

Tutta colpa di TikTok (o suo grande merito). Se i video brevi diventano di tendenza per gli altri social, se la leggerezza diventa una prerogativa e se i Reels diventano i contenuti chiavi anche per colossi come Instagram e Facebook questo vuol dire che TIK TOK sta facendo scuola. Nonostante ciò non si sente per nulla appagato e guarda al futuro.

tiktok spcial media trend 2022

Il 2022 TikTok riserva delle novità in controtendenza rispetto agli altri. Infatti una piccola evoluzione sui contenuti è la durata dei video stessi, che si allungano invece di accorciarsi. I video, infatti, adesso durano 3 minuti ed i Reels sono passati ad una durata massima di 60 secondi. Questi piccoli accorgimenti fanno intendere di come adesso TikTok abbia necessità di dare “più spazio” agli utenti che vogliono veicolare contenuti e non solo intrattenimento puro.

Oltre alla durata dei video TikTok nel 2022 riserverà due grandi novità per il suo miliardo di utenti nel mondo. La prima sarà quella di riservare sempre più spazio ai video in Diretta e la seconda nel dare nuovi ed efficaci strumenti per combinare l’intrattenimento alla vendita di prodotti.

Questa evoluzione è già stata possibile testarla in Gran Bretagna dove durante una live streaming è stato possibile selezionare un link per poter acquistare un prodotto. Uno strumento, questo, dalle grandissime potenzialità per aziende ed utenti.

Social Media Trend 2022 – YouTube: il re dei video cambia pelle

Di certo gli altri social non possono insegnare a YouTube come avere successo attraverso i video ma YouTube stesso non resta fermo, si evolve e cambia. La novità del 2021 che diventerà ancor più potente nel nuovo anno è sicuramente YouTube Shorts. Una evoluzione che consente a tutti gli utenti di creare video di soli 60 secondi utilizzando soltanto uno smartphone e la fotocamera Shorts dall’app di YouTube.

Se questa è stata la più grande novità del 2021, nel Social Media Trends 2022 ci si aspetta un cambiamento netto nell’algoritmo interno al social video più importante al mondo. Fino ad oggi, infatti, bastava scegliere bene i tag ed avere un buon titolo.

Nel 2022 molto probabilmente non sarà più così ma ci sarà una minore incidenza dei Tag ed una notevole peso rivolto al contenuto simile ad altri contenuti di successo. Anche YouTube premierà i contenuti e anche YouTube, come Facebook, inizierà a puntare sulle nicchie, a quel pubblico altamente profilati a cui poter fare vedere nuovi video, nuovi contenuti e nuovi prodotti interamente in target.

Youtube-Shorts

Social Media Trend 2022: LinkedIn diventa maggiorenne e si fa bello

Nel 2021 il social per “trovare lavoro” ha computo 18 anni ed in Italia ha toccato i 16milioni di iscritti.

Ad esser sinceri LinkedIn, a tutte le evoluzioni social, ha sempre avuto un approccio soft, attendista. Questa volta però ha introdotto una grande novità: la modalità Creator. Si tratta di dare maggiori strumenti ai singoli utenti dandogli la possibilità, tra le altre cose, di pubblicare delle newsletter con i propri contenuti, di poter passare su Linkedin Live senza fare il processo di candidatura e darà la possibilità di accedere ad un Creator Hub dove ci saranno nuove funzionalità.

LinkedIn, seguendo i Social Media Trends 2022, evolverà verso le nuove modalità video simili ai Reels di TikTok.

A queste modalità (anticipate e confermate dall’acquisto di un’app di video tutorial chiamata Jumprope) aggiungerà funzioni per commercializzare i prodotti delle aziende presenti su Linkedin andando avanti nella sua grande prerogativa: monetizzare sia sui singoli utenti (con abbonamenti business) sia sulle pagine aziendali.

Linkedin creator 1 - social media trend 2022

Social media Trend 2022: Twitter crea nuovi spazi per i contenuti

Di certo Twitter non deve imparare da nessuno il valore della brevità e della velocità di informazione. Ma nel 2022 anche Twitter farà dei passi avanti dando sempre maggior spazio ai contenuti audio.

Dovremo essere sempre più pronti a contenuti veloci, immediati, di facile utilizzo. Nel mondo moderno e veloce di oggi anche i 280 caratteri di un tweet possono diventare troppi e allora ci si adegua ai tempi e si inizierà a spingere i contenuti audio.

Nuove tipologie di contenuti e nuovi spazi. Questa un’altra novità che potrebbe presto arrivare. Per chi ha una grossa community di follower sarà possibile creare delle stanze dove poter interagire direttamente con alcuni di essi, scambiandosi contenuti ed informazioni tra pochi. Una sorta di ClubHouse inserita dentro l’universo di Twitter.