Lo smartphone? Un bene di prima necessità. Lo dice il Rapporto Coop 2017

Dopo anni di difficoltà gli italiani sono cambiati: concentrati su salute e benessere, fumano meno, bevono meno e amano meno. Consapevoli del lato oscuro del web e soprattutto dei social, attendono impazienti l’arrivo di nuove tecnologie.

È la fotografia degli italiani scattata dal Rapporto Coop 2017, in anteprima digitale, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop e presentato il 7 settembre a Milano: il Rapporto, anche quest’anno in versione digitale interattiva e multimediale, analizza l’andamento dei diversi segmenti di consumo e ci mostra dati, numeri e tendenze dell’Italia che cambia.

Ma come evolve il lifestyle del nuovo consumatore italiano in termini di tecnologia, new media e web? Focalizziamoci su questi aspetti analizzando i dati rilevanti emersi dall’indagine.

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Il futuro? Più famiglia e lavoro, meno Internet e social

Partiamo dalla parole: sono importanti perché rappresentano la realtà e aiutano a comprendere la rappresentazione che ne danno gli italiani. Per questo da 7 anni Coop in collaborazione con l’Osservatorio sul Capitale Sociale di Demos indaga i sentimenti che suscitano alcune parole relative a valori, tematiche, persone e istituzioni del nostro tempo. Cosa emerge?

Per il consumatore italiano, la famiglia resta la parola più importante del presente, affiancata nella dimensione futura dal tema dell’ambiente e della compatibilità ambientale delle scelte energetiche. Nuova centralità per i valori della quotidianità: il cibo, la casa, il lavoro.

Per la prima volta nel limbo finiscono le parole di internet e dei social che negli ultimi anni erano stati invece identificati dagli italiani come caratterizzazione positive del loro futuro. In netta discesa i social media e soprattutto Facebook,  che iniziano ad evidenziare anche i loro aspetti più controversi.

Rapporto Coop 2017

Rapporto Coop 2017

Dalla tv al web, come si sposta l’audience

Il consumatore italiano guarda molta tv, si fida della radio e si sta sempre di più spostando sul web: l’informazione si è spostata sul web, dove i siti di news più letti come repubblica.it o corriere.it, secondo i dati Audiweb, raggiungono quotidianamente quasi 6 milioni di visite il primo e 4 milioni il secondo.

La televisione non ha abbandonato il salotto degli italiani. A 63 anni dalla prima trasmissione Rai, la tivù rimane ancora il mezzo più utilizzato con 9 italiani su 10 che la guardano abitualmente. La passione tutta italiana per le trasmissioni televisive rimane ed è talmente forte che alcune aziende hanno iniziato a studiare quella che viene definita la social Tv, cioè il commento live dei programmi tv attraverso post o tweet.

Rapporto Coop 2017

Rapporto Coop 2017

Vivere mobile first

Il mercato del digitale prosegue la sua corsa inarrestabile superando quota 66 miliardi di euro annui di giro d’affari: per gli italiani lo smartphone non è più (solo) un comodissimo strumento per comunicare, ma è diventato un vero e proprio bene di prima necessità. Secondo il Rapporto Coop, il 94% degli italiani ne possiede almeno uno ed oltre il 60% lo ritiene un oggetto irrinunciabile.

7 italiani su 10 si connettono ad internet tramite un dispositivo mobile, che sia un telefono cellulare o un tablet, e soltanto il rimanente 30% naviga sul web da un computer.

Le principali attività svolte sono l’invio di mail (78%), la visione di video (70%), l’utilizzo di social network (60%), ma anche, seppure in misura più contenuta, l’internet banking (42%) e la prenotazione di viaggi (40%). Il dato più eclatante ha a che vedere con la quota di persone che lo usano per effettuare le chiamate, solo il 34%: lo smartphone è tutto tranne che un telefono.

LEGGI ANCHE: Più old, nerd e vegetariano: Coop racconta l’evoluzione del consumatore italiano

I social visti dagli italiani

Gli italiani  tradizionalmente sono stati e sono tutt’ora fanatici dei social network. Da più parti, tuttavia, diversi segnali documentano un progressivo allontanamento dai social network, soprattutto tra i più giovani: per la generazione dei nativi digitali gli effetti di questo distacco dalla vita vera e vissuta sono già oggi emblematici e si concretizzano nell’incapacità di costruire nuove relazioni personali.

consumatore italiano

Rapporto Coop 2017

Un italiano su due preferisce ripiegare entro i confini del proprio mondo dedicandosi a chattare simultaneamente con più persone (36%), consultare i social per essere sempre informati su cosa fanno i propri amici (44%) o ascoltare musica a tutto volume per isolarsi da tutto ciò che li circonda (23%).

In generale le nuove tecnologie digitali affascinano gli italiani oramai padroni di internet: il nuovo consumatore italiano attende con impazienza di provare le tecnologie di nuova generazione. Intelligenza artificiale, robot, droni, auto a guida automatica sono considerati la possibile soluzione ai disagi quotidiani delle nostre case e delle nostre città.

Gli italiani si confermano un popolo di sperimentatori e visionari: non ci sono timori, prevalgono entusiasmo per le novità e curiosità.
Anche il cibo torna di moda e mutua proprio dal fashion altre caratteristiche. Diventa così esperienza da vivere, estetica da condividere (130 milioni i risultati indicizzati su Instagram alla parola #foodporn), rappresentazione della propria identità individuale (vegan e non solo) e sperimentazione.

Approfondisci:
Qui il #RapportoCoop2017 integrale

Week in Social: dall’introduzione di Snooze su Facebook, ai primi annunci con gli Spectacles su Snapchat

Non siate nostalgici. Anche se l’estate è appena terminata, la nostra #WeekInSocial porterà una ventata di novità nelle vostre uggiose giornate d’autunno.

Preparatevi a scoprire, come ogni venerdì, le tantissime novità social di questa settimana appena trascorsa. Dalle voci di corridoio che prevedono un nuovo formato di visualizzazione della griglia di Instagram, al tool di Facebook per silenziare i post di un contatto o di un gruppo, passando per Snapchat, dove sbarcano le prime ads interamente realizzate con gli Spectacles Glasses.

Vi abbiamo incuriosito abbastanza?

Facebook Snooze: il tool per silenziare contatti e gruppi

Stanchi di vedere il vostro news feed intasato da contenuti irritanti, noiosi o razzisti? Niente paura il nostro caro Facebook ha pensato proprio a voi, introducendo Snooze.

Facebook Snooze

Negli stati Uniti è partito da qualche giorno il test di questa nuova funzione, per silenziare i contatti per un determinato periodo di tempo. L’opzione già disponibile su WhatsApp e Messenger, potrà essere utilizzata per amici o gruppi. Snooze permetterà di silenziare gli aggiornamenti di contatti che riterrete noiosi o irritanti per un periodo compreso tra 24 ore, una settimana o un mese. Insomma se tra i vostri contatti si annidano amici logorroici o gruppi invadenti, prima di eliminarli definitivamente pensateci due volte e utilizzate Snooze.

Cosa ne pensa Luca La Mesa, docente del Social Media LIVE Program, al proposito?

“Il futuro dei social potrà solo essere nella qualità dei contenuti per cui la funzionalità per silenziare per 24 ore, 1 settimana o un mese un determinato contatto è molto utile per evitare dei contenuti che non ci interessano. La speranza è che gli utenti, notando il calo di interesse verso i propri post, si interroghino se i contenuti pubblicati siano realmente di interesse anche per gli altri o solo per se stessi”.

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Arrivano le Insight to Go

Facebook oltre a connettere il mondo, diventa sempre più un potente strumento di advertising. L’ultima novità annunciata questa settimana è l’introduzione del tool Insight to Go, che permette a gli inserzionisti, di avere accesso ad una serie di statistiche interattive, che possono essere facilmente filtrate in base al settore merceologico di interesse, al target di mercato per cui si vuole pianificare una campagna, al periodo dell’anno e al mezzo di comunicazione che si vuole utilizzare.

Facebook Insight To Go

Le statistiche interattive, sono organizzate in card, ognuna delle quali riporta una singola statistica che può essere condivisa o scaricata in qualsiasi momento e luogo e utilizzata ad esempio in presentazioni o analisi di mercato.

I dati riportati, fanno riferimento a ricerche di mercato condotte da Facebook, da studi di settore o da case history di successo degli inserzionisti.

Uno strumento ancora in fase di beta test ma che senza dubbio potrà rappresentare un validissimo strumento, soprattutto per i piccoli inserzionisti, per accedere ad una serie di dati e statistiche in maniera semplice e veloce e consentire di pianificare con maggiore precisione le strategie di advertising.

Ancora Luca La Mesa:

“Questa novità rientra nel piano di Facebook di rendere disponibili un sempre maggior numero di statistiche e nuove metriche per permettere di migliorare le nostre strategie. All’interno del Social Media Live Program abbiamo fatto un esercizio per provare tutti insieme la versione Beta, evidenziandone utilità e limiti, e vi consiglio di fare la stessa cosa. Sperimentate per primi che ne vale sempre la pena. “

Cambia l’interfaccia di Instagram?

Proseguono le novità anche in casa Instagram è quella di questa settimana potrebbe sorprendervi.

Come reagireste se presto la visualizzazione della griglia dal classico formato 3×3 passasse ad uno 4×4? Ore e ore a studiare con meticolosa precisione e creatività l’abbinamento di colori e immagini della vostra griglia e ora cambia tutto?

Instagram News

Ebbene si. Pare proprio che sia partita la fase di test per un cambiamento a dir poco rivoluzionario. Poco chiare ancora le motivazioni di questa scelta, c’è chi pensa che sia legata alle sempre più grandi dimensioni degli schermi degli smartphone, chi invece ad un semplice modo per visualizzare più contenuti.

Quello che è certo che tutti coloro che hanno perso intere giornate a intessere vere e proprie opere d’arte fotografiche, attraverso app come Instagrids, si staranno letteralmente strappando i capelli dalla disperazione.

Instagram introduce i filtri facciali nei video in diretta

Altra grossa e succosa novità di questa settimana del pianeta Instagram è la possibilità di inserire filtri facciali nei video in diretta. Con questa novità, tutti i filtri facciali già disponibili per Instagram Stories saranno impiegabili anche nelle vostre trasmissioni live. Se non bastasse, arriva anche il nuovo filtro “occhiali da sole”, con lo sfondo riflesso nelle lenti che cambia a ogni tocco: la nuova feature sarà a disposizione degli utenti per tutta la prossima settimana.

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Il funzionamento è molto semplice: se si vuole provare un filtro facciale prima di andare in diretta basta attivare la fotocamera e scorrere fino al pulsante per cominciare un video in diretta. Cliccando sull’icona a forma di volto in basso a destra bisognerà poi selezonare il filtro facciale che si desidera: cliccando poi su  “Inizia un video in diretta”, comincerà il live streaming con già applicato il filtro facciale prescelto.

Se invece si vuole provare i filtri facciali mentre si va in diretta sarà ovviamente attivare la fotocamera e scorrere fino al pulsante, cliccare su “Inizia un video in diretta” e cominciare il live: durante la trasmissione, cliccare sul sull’icona a forma di volto in basso a destra e selezionare il filtro facciale: sarà anche possibile cambiare filtri facciali durante la trasmissione, selezionando tra le varie possibilità che Instagram offre.

Arrivano le video recensioni su Google Maps

Il colosso di Mountain View, dopo una prima fase di test, ha ufficialmente aperto a tutte le Local Guides italiane, la possibilità di caricare video in Google Maps della durata compresa tra 10 e 30 secondi. Uno strumento che rende sempre più completa l’esperienza di utilizzo di Google Maps, in grado di aiutare gli utenti nella scelta dei luoghi da visitare o dei ristoranti dove mangiare.

Google Video Local Guides

L’inserimento dei video può avvenire sia direttamente dall’app, caricando video di durata massima di 10 secondi, oppure di video girati in precedenza con una durata più lunga di 30 secondi. Finora era solo possibile condividere foto dei luoghi visitati. I video, invece, permettono di catturare meglio l’atmosfera di un ristorante, di un negozio o di un bel panorama. Uno strumento che potranno utilizzare anche le attività locali, per promuovere e mettere ancora di più in evidenza le loro attività.

Per adesso questo nuovo aggiornamento è disponibile solo su i dispositivi Android, ma presto sarà esteso anche ad iOS.

Snapchat lancia le Ads interamente realizzate con gli Spectacles

 Il futuro delle inserzioni è appena approdato su Snapchat. Pochi giorni fa infatti, due colossi mondiali come l’americana Burger King e la catena di supermercati britannica Sainsbury’s, hanno per la prima volta utilizzato degli annunci realizzati con gli Spectacles Glasses. Una novità rivoluzionaria, che apre le porte ad un nuovo formato di annunci social, quello circolare.

I brevi video di 10 secondi, permettono all’utente di fruire di questi contenuti semplicemente ruotando il proprio smartphone, immergendosi così nei vari scenari della campagna video.

Il futuro dell’advertising sui social media sarà sempre più esperienziale? E quali saranno i risultati di queste campagne innovative? Staremo a vedere nelle prossime settimane.

Per week in social è tutto: al prossimo venerdì!

come far diventare virale il tuo video

Come far diventare virale il tuo video

Una ricetta universale per far diventare virale un video o un qualsiasi contenuto, diciamolo subito, non esiste. I video sono diventati ormai il contenuto dominante su Facebook: per questo, è necessario perlomeno avere delle indicazioni di massima. A darcele ci ha pensato il team di Buzzsumo, il quale ha analizzato 100 milioni di video diversi, ricavandone alcune conclusioni e risultati che però possiamo considerare degli ingredienti indispensabili.

I video sono il formato di post più coinvolgente

Dicevamo: i video raggiungono e coinvolgono più persone di qualsiasi altro tipo di post su Facebook.

Un video nativo (cioè caricato direttamente su Facebook), in media, raggiunge il 16,7% dell’audience totale, ben oltre l’11% dei video YouTube. I video Instagram si fermano ad un piccolo 3,6%.

Anche i numeri dell’engagement raccontano la stessa storia: i video nativi Facebook coinvolgono il 4,9% dei fan, quelli YouTube il 2,8%, Instagram di nuovo terzo con 2,4%.

Se ne avete la possibilità, seguite l’esempio dei grandi brand e caricate i vostri video direttamente su Facebook e non fermatevi a una semplice condivisione da YouTube.

I contenuti più coinvolgenti

Secondo i dati di Buzzsumo, la categoria vincente è il food, seguita da moda e bellezza, con i gattini (ops, scusate, gli animali) al terzo posto.

Le categorie più sfortunate sono i video che riguardino i marketing, l’immobiliare, e la finanza.

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Non fatevi però scoraggiare se questi sono gli argomenti che trattate nella vostra pagina: un pizzico di creatività e uno di fortuna potrebbero aiutare.

Come potete vedere nella figura che abbiamo ricavato da Facebook Analyzer, i video con contenuti legati al food possono arrivare a oltre un milione di like, e ad un totale di 2,7 milioni di interazioni. Ma anche i video relativi alla categoria automobili, possono arrivare a numeri importanti: oltre un milione di interazioni per i primi due, quasi un milione per quello della Disney dedicata al nuovo film Cars 3.

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La lunghezza ottimale dei video

Nelle sue satire, Orazio, poeta e maestro di stile, scrisse: “C’è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta.”.

Questo pensiero sembrerebbe essere valido anche per la durata dei video.

Perché se i dati di Buzzsumo sembrano confermare che la lunghezza ideale di una video sia tra i 60 e i 90 secondi, dal grafico che riportiamo potete osservare come dopo i 90 secondi il numero di interazioni decresca fino a stabilizzarsi quando la durata raggiunge o supera i 6 minuti.

Ma i video con meno interazioni in assoluto son quelli brevi, da trenta secondi.

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Attenzione però! Questi dati valgono per i video registrati e non per i video in diretta.

Per questi il numero di interazioni è sì minimo per quelli brevi, ma va in un crescendo che si stabilizza intorno ai 15 minuti di durata.
I video in diretta con più interazioni avevano, secondo i dati di Buzzsumo, una durata media di 20 minuti.

Questa notevole differenza relativa alla durata non si rispecchia nel numero di interazioni: che siano registrati o in diretta, il numero medio di interazioni è simile in entrambi i casi. I video registrati ottengono una media di 928 interazioni, contro le 1043 dei video in diretta.

Le reazioni più comuni ai video

Quali sono le emozioni che più comunemente suscitano i video negli spettatori?

In un contesto dove sembrano prevalere odio e violenza, è bello scoprire grazie a Buzzsumo che le reazioni più comuni sono la risata e l’amore.

come far diventare virale il tuo video

Nei video in diretta l’amore vince (almeno sulla risata, che cade negli ultimi posti) e al secondo posto troviamo la tristezza. Probabilmente, spiegano gli analisti di Buzzsumo, è perché in un contesto professionale (questo sembra essere l’utilizzo preponderante per i video in diretta), la risata non sia una reazione adeguata.

Il testo per introdurre i video

I 10mila video più coinvolgenti pubblicati su Facebook tra giugno 2016 e giugno 2017 avevano tutti in comune una cosa: la brevità del testo scritto per introdurre il video stesso.

Come far diventare virale il tuo video

Una media di 84 caratteri e poi via con le immagini! Questi dati si riferiscono naturalmente ai post in lingua inglese. Analizzando i video in italiano, quelli più popolari sono accompagnati da un testo introduttivo tra i 100 e 150 caratteri di lunghezza.

I nostri consigli per creare video di successo

Questi consigli sono, purtroppo, generici. Per scoprire davvero cosa potrebbe funzionare meglio per voi sarebbe opportuno fare una analisi specifica del vostro settore e capire, in quello, quali siano le caratteristiche che dovrebbe avere un video per diventare popolare.

  • Fate video brevi (ma non troppo): la durata ideale è di circa 60 secondi;
  • Siate incisivi nel testo che accompagna il video: mantenetevi tra i 100 e 150 caratteri, invogliano a guardare subito il video;
  • provate a fare dei video in diretta: Facebook sta promuovendo questo tipo do contenuto e possono avere una durata maggiore, compresa tra i 15 e i 20 minuti;
  • consigli, trucchi e istruzioni per come fare sono i tipi di video che funzionano di più. Naturalmente anche i video motivazionali e umoristici sono molto popolari;
  • create contenuti condivisibili: i video più popolari pubblicati nell’ultimo anno hanno ricevuti più condivisioni che mi piace. Concentratevi su quelle.

Buzzsumo mette a disposizione uno strumento che può essere prezioso e utile a questo scopo. Facebook Analyzer  vi permette infatti di analizzare i posti pubblici di una qualsiasi pagina Facebook o che contengano una certa keyword.

Non è uno strumento gratuito, ma è possibile registrarsi per avere un accesso completo per una prova gratuita di 14 giorni.

Che aspettate? Fate il vostro video!

eagles stories

Dallo smartphone agli stadi: le Instagram Stories per lo sport

Instagram Stories, dopo un solo anno dal lancio, è sicuramente uno dei trend principali nel mondo del Social Media e del Mobile Marketing.

Oltre il 50% degli utenti giornalieri di Instagram (circa 250 milioni di persone nel mondo) utilizza le Stories quotidianamente e, ormai da mesi, la succursale di Facebook ha superato di gran lunga la sua rivale, e fonte di ispirazione, Snapchat come numero di storie realizzate e utenti attivi ogni giorno.

Anche molte aziende, grandi e piccole, hanno iniziato a scrivere le loro Storie su Instagram e stanno nascendo programmi radiofonici dove “si fa la storia”, come su Radio Deejay dalle 20.00 dal lunedì al venerdì, dove il dj Michele “Wad” Caporosso al termine della puntata crea una Stories grazie agli interventi dei radiospettatori.

Instagram Stories negli stadi


Nel mondo dello Sport le Instagram Stories sono diventate uno strumento importante per creare interazione con la propria fan base: hanno in media più visualizzazioni di un post sul feed news, si cancellano automaticamente dopo 24h e permettono di vivere un’esperienza live dell’incontro anche senza essere presenti allo stadio o al palazzetto.

Per assurdo, in questo periodo storico, le società sportive stanno vivendo una problema opposto: è talmente elevato l’utilizzo dei social da mobile che anche durante le partite, i tifosi sono più concentrati sui loro piccoli schermi piuttosto che sull’evento sportivo in atto.

Per risolvere il problema, negli USA – in Europa al momento l’ha sperimentato solo il Bayern Monaco – società sportive come Philadelphia Eagles, Seattle Sounders and San Francisco Giants, hanno deciso di portare le Stories fuori dagli schermi dello smartphone e proiettarle su schermi giganti all’interno degli stadi. Un’iniziativa di integrazione tra mobile marketing e marketing sensoriale che sta portando ottimi risultati alle realtà sportive che hanno fatto questo investimento.

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Riconquistare l’attenzione dei tifosi

È il caso ad esempio della società di football americano Philadelphia Eagles: grazie alla collaborazione con Tagboard, una startup con base a Seattle, la proiezione su megaschermo delle Stories ha portato a importanti incrementi nel numero di follower della squadra, circa il 20% in più dopo il primo mese di utilizzo, e riportato l’attenzione dei tifosi sul campo. Eric Long, direttore di produzione dei Philadelphia Eagles, ha commentato così di recente sul magazine Adweek:

“Con la moltitudine di foto e video che vengono caricati online su Instagram, riuscire a mostrare i propri contenuti è una vera sfida. (…) Grazie alla proiezione sui megaschermi abbiamo la possibilità di mostrare i nostri contenuti multimediali a 68.000 persone ogni partita e farli diventare nostri follower oltre che tifosi”.

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Ovviamente questa tecnologia permette anche di monetizzare il proprio lavoro sui Social Media: il megaschermo può essere brandizzato con i contenuti creati ad hoc dagli sponsor (McDonald’s e Xbox hanno già fatto questo tipo di investimenti). Lo step successivo sarà creare delle call to action sfruttando le Stories proiettate sui megaschermi e incrementare così il proprio ROI sulle campagne social.

Il futuro del mobile marketing è sempre meno mobile!

SEO e SEM mobile

SEO per desktop e mobile: come differenziare le due strategie

I professionisti del digital marketing lo sanno bene: la maggior parte del traffico sui siti web di tutto il mondo proviene da device mobili, non più da desktop. Ma quali sono le percentuali? Ce lo dice una ricerca svolta dalla SEO agency americana BrightEdge e riportata da Search Engine Land (sito da cui ho tratto spunto per l’articolo che stai leggendo).

SEO mobile Inbound Marketing

Come vedi, ben il 57% del traffico proviene da device mobili quali smartphone e tablet anche se in realtà questi ultimi non vengono sempre considerati dispositivi mobili da Google. Se ci pensi, il tablet lo si usa soprattutto in casa o in ufficio… più raramente quando sei in giro.

La differenza tra desktop e mobile

BrightEdge ha svolto una ricerca su Google analizzando ben 25 milioni di keyword. La conclusione? Il 79% dei risultati sono diversi tra mobile e desktop. Il che significa che Google mostra risposte diverse a seconda che l’utente stia usando uno smartphone o che si trovi su una postazione desktop. In particolare hanno scoperto che 35 volte su 100 il dominio del primo risultato in serp è diverso tra mobile e desktop.

Le differenze tra desktop e mobile si vedono in tutte quelle situazioni in cui un utente può aver bisogno di un contatto rapido. Esempio: supponiamo che io mi trovi in una via del centro di Milano alla ricerca di una pizzeria dove andare a cena. Se cercassi da un computer desktop mi apparirebbero le pizzerie del circondario con la possibilità di contattarle sia chiamando sia (in alcuni casi) inviando una mail. Ma se mi trovo in auto o a piedi, è molto più utile avere un numero di telefono sul quale posso fare tap col dito e far partire una chiamata all’attività presso la quale intendo cenare.

Stiamo parlando di due situazioni che Google sa essere molto diverse tra loro e proprio per questo motivo restituisce due serp diverse non solo come risultati ma anche nella forma. Quando si è in movimento le esigenze di contatto sono molto diverse rispetto a quando ci troviamo su una scrivania o comodamente seduti sul divano. È una questione di momenti, anzi, di micro-momenti!

SEO mobile SEM

Credits: Depositphotos #62212481

Differenziare le due strategie SEO

Visto che riceviamo più visite da mobile che da desktop, tanto vale optare per un approccio alla progettazione di tipo mobile first. Ovvero, partiamo dalla versione mobile per estenderci successivamente a quella desktop.

Di seguito 3 consigli su come impostare una strategia SEO e content che tenga conto di questa ricerca:

    1. Fai un’analisi keyword solo da mobile: quando usiamo uno smartphone, proprio perché ci troviamo in situazioni in cui è più complicato usare le mani, sfruttiamo gli assistenti vocali come Google Now, Apple Siri, Amazon Alexa, Windows Cortana etc etc. Ecco che le ricerche svolte da mobile sono molto discorsive e verbose perché, sfruttando la voce, possiamo pronunciare frasi anche lunghe per esprimere gli stessi concetti che normalmente andremmo a sintetizzare con una keyword. Sulla base delle keyword trovate bisogna capire l’intento della ricerca che si cela dietro ad ogni parola chiave analizzando la serp che Google restituisce. Successivamente bisogna creare dei contenuti che vadano a rispondere esattamente alle domande che gli utenti pongono via mobile.
    2. La velocità su mobile è un fattore decisivo: quando realizzi il tuo sito pensandolo per gli utenti in movimento, considera la versione AMP delle tue pagine web. Sono queste che consentono al tuo sito di aprirsi rapidamente anche su un device mobile e ad evitare che le persone lo abbandonino a causa della lentezza di caricamento.
    3. Comprendi, differenzia e traccia il traffico da mobile e da desktop: individua le KPI giuste e monitora bene il traffico che arriva dai dispositivi mobili e quello che viene dal desktop. Misura separatamente i tassi di rimbalzo, le visite per le pagine di destinazione, le conversioni per avere un’immagine più chiara di come stai raggiungendo i clienti mobile.

LEGGI ANCHE: Come conquistare l’America con la SEO

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Luca De Berardinis

I migliori smart gadget per cani e gatti

La tecnologia migliora e semplifica la nostra vita di ogni giorno; questo è un dato di fatto, che consideriamo ormai la normalità. Ma lo sapevi che può essere utilizzata anche per migliorare la vita dei tuoi quattrozampe? Dal gioco al riposo, fino all’alimentazione, sono tantissimi gli smart gadget che possono essere usati per rendere il tuo cucciolo più felice. Scopriamoli subito!

Alimentazione: alla scoperta degli smart-feeder

È capitato a tutti i proprietari di cani e gatti, almeno una volta: essere assenti da casa per qualche ora in più del solito può essere problematico perché, automaticamente, significherebbe far saltare un pasto al proprio amico peloso.

Come fare quindi, se non c’è possibilità di farsi dare una mano ad esempio da un amico o un vicino di casa? La soluzione potrebbe essere più semplice di quanto pensi, e probabilmente l’hai già immaginata: basta affidarsi alla tecnologia, optando per uno degli smart-feeder presenti sul mercato.

Come ad esempio Feed and Go, pet feeder con webcam integrata che può contenere fino a 6 porzioni di pasto secco e umido, medicinali e snack. Il device può essere controllato tramite l’app gratuita, ed è inoltre possibile registrare un messaggio audio per il proprio cane o gatto. È inoltre possibile inserire uno schedule dei pasti, così da esser certi che il proprio amico riceva la pappa nel suo orario abituale.

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Il pasto però, può corrispondere anche ad un momento di intrattenimento e stimolo: questo è l’obiettivo di CleverPet, la prima console di gioco specificatamente pensata per i cani (ma adatta anche a gatti ed altre tipologie di animali). Come si legge sul sito questa speciale ciotola è stata sviluppata per intrattenere ogni giorno per diverse ore i propri quattrozampe, tenendoli “fuori dai guai” rendendo il momento del pasto anche un momento ludico. Attraverso la combinazione di touchpad, luci e suoni vengono creati dei puzzle.

Ogni volta che il nostro quattrozampe riesce a risolverne uno, viene immediatamente premiato con il suo treat preferito; contemporaneamente il padrone attraverso l’app può ricevere aggiornamenti, monitorare i progressi del proprio cucciolo e modificare le sfide proposte in maniera personalizzata per il proprio cane.

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Dal gioco al riposo: i migliori device per il tuo quattrozampe

Capita a tutti i padroni di cani e gatti: durante la giornata capita di sentire la mancanza del proprio amico, e ci si sente spesso in colpa nel lasciarli soli. Per fortuna anche in questo caso la tecnologia ci viene in soccorso, permettendoci di fare in modo che queste ore di lontananza del padrone possano essere vissute in maniera comunque positiva dal proprio cane o gatto.

Con Petcube è possibile intrattenere in diversi modi il proprio quattrozampe, e poterlo vedere tramite la webcam integrata per assicurarsi che stia bene. Non solo, grazie a Petcube è possibile anche parlarci, lanciare dei piccoli snack e stimolare il gioco con il laser integrato. La night vision di cui è dotato il device permette di vedere come sta il proprio amico peloso anche in condizioni di scarsa illuminazione, mentre il video cloud recording può contenere fino a 30 giorni di registrazioni.

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E, dopo il momento del gioco, arriva il momento del riposo: meglio allora che si tratti di un riposo di qualità e privo di disturbi. Se si desidera offrire il meglio al proprio cucciolo, soprattutto in situazioni in cui l’animale tende a soffrire di ansie o paure (magari proprio per via dell’assenza del proprio padrone), Zencrate potrebbe essere la risposta giusta: una cuccia high-tech pensata per cani, che crea un environment all’interno del quale Fido riesce a sentirsi tranquillo e sicuro.

Realizzata con materiali eco-friendly, la cuccia è disegnata per isolare dalle vibrazioni a basse frequenze emesse da tuoni e fuochi d’artificio. Grazie ai sensori di cui è dotata Zencrate riconosce la presenza al suo interno del cane, che verrà immediatamente tranquillizzato dalla musica che si attiverà al suo ingresso.

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Se vuoi scoprirne di più su altri gadget dedicati ai tuoi amici, clicca qui: l’unico rischio è che vorrai rendere felice il tuo quattrozampe e comprarli tutti 😉

Ritorna The Gorilla Gallery, a Milano 4 giorni di eventi con Lush

Lush, brand etico di cosmetici freschi e fatti a mano, si appresta a inebriare Milano con The Gorilla Gallery, una serie di eventi per la presentazione della nuova fragranza Volume IV dei Gorilla Perfume, le raffinate collezioni di profumi ispirate al mondo dell’arte e suddivise in volumi come fossero album musicali. Continua a leggere

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Google acquisisce il team Pixel di HTC per oltre 1 miliardo di dollari

Google punta a produrre in casa il proprio smartphone e lo fa grazie all’acquisizione del team Pixel di HTC, il marchio produttore di smartphone, per la cifra da capogiro di 1,1 miliardi di dollari.

La mossa strategica della società di Alphabet, mostra chiaramente in quale direzione si stia muovendo Google nell’ambito della produzione di smartphone: l’accordo infatti crea uno stretto legame tra l’azienda Internet e il produttore di hardware di Taiwan, di cui Google ha assunto anche diritti non esclusivi di proprietà intellettuale.

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Google e HTC: dagli smartphone alla realtà virtuale

Cher Wang, presidente e amministratore delegato di HTC ha commentato:

“Questo accordo è un brillante passo avanti nella nostra partnership, che consentirà a Google di dare una accelerata alla propria attività hardware, garantendo una continua innovazione per il nostro smartphone HTC e per la tecnologia di realtà virtuale VIVE”.

A sua volta, il gigante del web amplierà la gamma dei propri prodotti a marchio, una offerta in continua crescita, che al momento include lo smartphone Pixel, l’assistente Google Home, Google Wifi, l’headset Daydream View VR e il dispositivo di streaming Chromecast Ultra.

Quello fra Google e HTC, in effetti, è un rapporto ormai decennale, dato che il colosso di Mountain View si è spesso avvalso del produttore di hardware per i suoi smartphone, a partire da Nexus, mentre solo lo scorso anno HTC aveva realizzato il modello Pixel Plus. 

Secondo indiscrezioni, infine, ci sarebbe sempre HTC dietro il Pixel 2, il modello di smartphone a marchio Google che dovrebbe essere presentato il prossimo 4 ottobre.

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L’acquisizione del team, quindi, segnerebbe il passaggio ad un prodotto completamente Made in Google.

HTC, nel frattempo, sta lottando per mantenere la  propria quota di mercato, dal momento che aveva raggiunto un picco del 10% nel 2011, scendendo a meno del 2% oggi.

La partnership deve ancora essere approvata e siglata, ma dovrebbe chiudersi in modo definitivo entro il 2018.

Google, insomma, ora ci riprova insieme ad HTC, dopo aver perso quasi 9 miliardi di dollari nel 2014, per l’accordo con Motorola, venduta poi a Lenovo per 2,9 miliardi dollari.

LinkedIn: come usarlo per ottenere il lavoro dei sogni

Tra tutte le funzionalità di ciascun social, a volte uno perde di vista le priorità. Ad esempio quanti di voi si sono iscritti a LinkedIn per trovare il lavoro ideale e si sono persi tra connessioni, raccomandazioni, interessanti articoli? Bene, è tempo di tornare alle origini e ricordarci come usare LinkedIn per trovare il posto di lavoro che sognate da tempo.

Sii attivo

Hai compilato il tuo profilo al 100%: che soddisfazione! Sì, ma è solo l’inizio: LinkedIn è un social media, e pertanto lo devi vivere, aggiornare e rinfrescare quasi quotidianamente.

Il tuo profilo sei e sarai tu

Fai in modo che il tuo profilo rispecchi il più possibile chi sei, ma anche chi vuoi essere. Non stiamo dicendo di barare, attenzione, ma di essere efficace nel presentarti per il lavoro che cerchi. Ad esempio scegli con cura il tuo titolo, in modo che rispecchi sia quello che stai facendo, ma che sia anche potenzialmente interessante per i datori di lavoro che incontrerai. Inoltre, quando trovi degli annunci di lavoro che ti interessano particolarmente, metti mano al tuo curriculum inserendo parole chiave inerenti alle tue capacità ed esperienze che risultano prioritarie nell’offerta che ti interessa.

Chiaramente non vorrai che tutti (colleghi, magari il capo) sappiano che stai apportando questi cambiamenti, specialmente se includi – ed è una buona idea- che stai cercando nuove sfide. Ricordati quindi di disabilitare le notifiche che altrimenti verranno inviate ai tuoi contatti quando fai una modifica.

Man Having Be Happy Sticky Note on Forehead During Office Break Time

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Networking networking networking

Fare networking non significa riconnettere con tutti i compagni dell’università, a meno che non stiano lavorando in quell’azienda che sogni dai tempi della discussione della tesi.

Segui le aziende rilevanti per te, iscriviti ai gruppi e interagisci con i membri, possibilmente apportando commenti costruttivi e che dimostrano proprio quelle skills che ti contraddistinguono e su cui hai deciso di puntare. E se hai connessioni che possono presentarti a chi di dovere, non essere timido: siamo qui per questo. L’obiettivo finale è trovare un posto di lavoro che di soddisfi, ma quello strutturale è creare rapporti.

Attenzione, però: calibra bene tempi e modi per non essere invadente o fuori luogo. La prima impressione spesso è quella che conta, anche online.

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Sii professionale

Essere social su LinkedIn è molto diverso da esserlo sugli altri network, a partire dalle basi. Non caricare quella foto che usi dappertutto perché sei venuto bene, ricordati che si parla di mondo del lavoro e che è più importante mostrarsi professionali che ricevere like. Scegli uno scatto adeguato o, se puoi, fanne uno ad hoc.

Bene, ora non ti resta che seguire questi piccoli consigli e ricordarti che un buon profilo LinkedIn è come gli addominali scolpiti: non basta lavorarci una volta al mese, ma bisogna farlo tutti i giorni. Quindi, cosa aspetti? Corri ad aggiornare il profilo.

Immagini Social

Carriera e social network: quando fare rete aiuta a trovare lavoro

Ce lo siamo chiesto svariate volte: quanto ogni individuo può trarre vantaggio dalla propria presenza sui social? Il mondo del web, in continua evoluzione, cambia e di conseguenza anche i nostri approcci e stili di vita. Quanto è utile dunque fare rete? Quali benefit si possono ricavare dai social network, al di là dell’accezione prettamente economica, nei rapporti professionali?

Marshall, avevi ragione!

Uno dei maggiori sociologi del ‘900, Marshall McLuhan, nella sua brillante interpretazione relativa al rapporto tra i media e gli effetti che ne derivano sulla società, ci aveva visto giusto. Eppure erano tempi non sospetti ed in cui nessuno avrebbe immaginato di scattare foto con un apparecchio senza fili che permettesse anche chiamate e collegamenti mondiali. La tesi, ad ogni modo, era quella idonea: ogni medium diviene estensione e potenziamento delle facoltà umane e quanto il contenuto anche il mezzo quindi plasma la forma mentis di ognuno.

Social_Media

 

Da qui, la riflessione applicata ai giorni nostri: quello che comunichiamo attraverso i social, perde o acquisisce valore considerato dunque il mezzo? Se ne parla tanto, ma un approfondimento sulla questione sarebbe opportuno da parte del lettore valutando un approccio che vada ben oltre la semplice lettura.

Il web, ed in particolare i social network, espongono ognuno di noi al giudizio e alla vetrinizzazione sociale, per dirla -banalizzando- a mo’ di Vanni Codeluppi (2007). Noncuranti di privacy, conseguenze, riflettori indiscreti puntati addosso, esponiamo puntualmente noi stessi su una piazza pubblica che condiziona, in maniera imprescindibile, la nostra vita sociale e professionale.

“It’s not what you know, it’s who you know”

Esporsi, nel bene o nel male, vuol dire quindi esserci. Nel tentativo proficuo di esserci si tenta poi di fare rete, aggiungendo o commentando profili che si intende conoscere, avvicinare, curiosare. I social network, se non fosse già nella semantica, creano reti e relazioni e mettono in contatto milioni di persone. Questa, di certo, non è la scoperta dell’acqua calda, ma qualcuno si stupirà nell’apprendere che i social sono fondamentali soprattutto quando non si è alla ricerca attiva di un lavoro.

Social_Media

 

Il potere dei social in tal senso è stato evidenziato da uno studio condotto, qualche anno fa, da alcuni ricercatori del NC State University: secondo tali stime il 25% dei posti di lavoro negli Stati Uniti sono da ricondurre al reclutamento sui social network. E non solo: i talenti scovati sui social godono di guadagni maggiori in confronto agli “assunti standard”.

Ad avvalere tale tesi anche un articolo pubblicato da Management Science il quale ha dimostrato che i social network sono la seconda fonte più comune per scovare lavoratori.

Power to the people!

Il suddetto studio condotto ha inoltre dimostrato che i contatti migliori, ovvero quelli di qualità, scaturiscono dalla reti e connessioni più ‘forti’. Più questa rete è forte, più probabilità ci sono di avere successo nella ricerca del lavoro.

I ricercatori sono stati in grado di quantificare il fenomeno rivelando che un aumento del 10% nel numero di connessioni forti significava un aumento del 0,7% nel numero di offerte di lavoro ricevute. Allo stesso modo,  se le connessioni deboli aumentavano del 10%, il numero di offerte di lavoro diminuiva del 1,3%.

Master Digital Marketing

Ritorniamo ora alla domanda iniziale: quanto è utile fare rete? Ecco, la risposta appare ora scontata. Lo studio sopracitato palesa che la professionalità di ognuno è relativa alla capacità di sapersi adattare al social network in maniera consapevole e idonea. Il medium quindi determina il valore di quanto comunicato: ogni utente è sul mercato (del lavoro) anche quando non se lo aspetta.

Il nostro consiglio da Ninja?

Usiamo i social network in maniera consapevole: costruire e non demolire, perché alla fine, che ci crediate o meno nel karma, tutto torna indietro.