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Adidas Futurecraft 4D: benvenuto nella nuova era delle scarpe da corsa 3D

Adidas Futurecraft 4D è la prima scarpa ad alte prestazioni destinata ad accontentare una grande fetta di sportivi, con un’idea alla base altamente innovativa: l’intersuola realizzata con il processo denominato Digital Light Synthesis.

Questa tecnologia all’avanguardia è stata infatti sfruttata per la prima volta per una produzione di massa, ed è di proprietà di Carbon, azienda della Silicon Valley che ha sviluppato il concetto di stampa 3D con un processo che unisce le resine in forma liquida con “luce e ossigeno“, trasformando quindi il tutto in un materiale solido e con proprietà perfette per la corsa.

I vantaggi di questo processo infatti rendono l’intersuola (la parte di scarpa fra la tomaia ed il battistrada) eccezionalmente resistente e ad elevata reattività elastometrica, con un risultato finale più all’avanguardia di qualsiasi soluzione di produzione tradizionale.

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Sviluppando infatti i limiti dell’attuale stampa 3D, ancora piuttosto lenta e con un range di materiali produttivi limitati, il processo produttivo di Carbon e Adidas è in grado di utilizzare materiali all’avanguardia con una velocità di produzione di circa un’ora. In questo modo, il Digital Light Syntesis dona alla resina specifiche proprietà di elasticità, robustezza, ammortizzazione del piede e persino colore.

Il tutto garantisce l’assenza di post produzione (tramite lo stampaggio delle resine non sono previsti materiali di supporto), portando alla commercializzazione di massa prevista per l’autunno.

L’obiettivo di vendità è infatti pari 5.000 unità nel 2017, con un passaggio a 100.000 unità nel 2018, tramite un processo produttivo ottimizzato e con un prezzo al pubblico meno premium e più competitivo.

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Queste scarpe insomma sono ad alte prestazioni e, soprattutto, realmente basate sulle esigenze degli atleti: il processo è infatti ottenuto confrontando 17 anni di dati provenienti dalle corse dei più grandi atleti di tutto il mondo.

In futuro inoltre potremmo assistere ad un’ulteriore evoluzione: una scarpa da corsa realizzata su misura, specifica per la conformazione del piede dell’atleta e del terreno della specialità. Ma le personalizzazioni, quando parliamo di stampa 4D… sono infinite!

Noi non vediamo l’ora di provarle, tu? Discutiamone insieme sulla pagina Facebook di Ninja Marketing 😉

Flowers Desk Primavera

Primavera in ufficio: 3 pratici consigli per aumentare la tua produttività

Le pulizie di primavera sono un classico: finito l’inverno, è normale voler dare una rinfrescata alla propria casa. Non solo quest’ultima, tuttavia, ha bisogno di una “ripulita”. Non è da sottovalutare, infatti, l’impatto di quella che in inglese si chiama comunemente head trash, ovvero l’insieme di pensieri negativi, demotivanti discorsi interiori, abitudini vecchie e dannose, credenze che limitano il proprio successo, ricordi dolorosi, paure, e tutto ciò che ci rende tutt’altro che persone produttive e motivate.

Per rimuovere questa “robaccia” i consigli sono familiari. Evitare la negatività, circondarsi di persone con cui ci troviamo in sintonia, focalizzarsi sui progetti per il futuro, eliminare le vecchie abitudini, affrontare i propri timori, sono tutte pratiche di cui si sente spesso parlare, ma con cui non è sempre semplice approcciarsi. Come iniziare? Magari pensando al proprio ambiente di lavoro. È stato dimostrato, infatti, che un po’ di “pulizie di primavera” nel proprio ufficio aiuta a essere più produttivi, creativi e motivati. Di seguito qualche consiglio da cui partire.

#1 Liberare la scrivania da oggetti non essenziali

Desk

Molte persone si trovano a proprio agio nel disordine, ma è provato che in alcuni casi questo può portare debolezza, ansia e pesantezza durante le nostre ore di lavoro. Questo accade perché il disordine porta la nostra attenzione verso stimoli differenti, distraendoci dagli elementi su cui dovremmo stare concentrati, rende difficile rilassarsi, sia fisicamente che mentalmente, dà un segnale al nostro cervello facendoci avere l’impressione che ci sia sempre qualcosa da fare, può portare a imbarazzo e a sensi di colpa, inibendo la creatività, la produttività e la capacità di risolvere i nostri problemi, oltre che a limitare la praticità nell’interazione con oggetti e tecnologie.

Ecco perché è molto importante dedicare un po’ di tempo a pulire il proprio spazio di lavoro da tutti gli oggetti che non sono rilevanti a portare avanti il progetto su cui si è concentrati, come vecchie agende, post-it svolazzanti o anche inutili mail che in maniera pigra lasciamo nelle inbox. Non è sempre bene disfarsene, ma liberare la propria scrivania può anche voler dire liberare la mente.

#2 Aggiornare il proprio “cassetto degli snack” e la propria lunch box

Food

Il cibo che si consuma (o che non si consuma) sul posto di lavoro o in pausa pranzo è importante per la propria salute quanto per la propria creatività e produttività. Sarebbe bene lasciar stare caramelle e cibo spazzatura, lasciando spazio ad alimenti che stimolano le nostre menti.

Alcuni esempi? I pesci provenienti da località fredde sono ricchi di Omega 3, sicuramente una delle sostanze che stimola maggiormente il nostro cervello; verdure come broccoli, spinaci, o a foglia verde stimolano la concentrazione grazie alla ricchezza di antiossidanti; alimenti integrali aiutano il cervello a non rilasciare troppo velocemente energia glucosica; verdura e frutta fresca hanno un notevole impatto sul livello di zucchero nel sangue, diventando vera e propria “benzina” per la nostra attività cerebrale; i legumi, come anche la frutta secca, sono una fonte importante di proteine; il caffè, se non consumato di prima mattina e in dosi non esagerate, aiuta ad accelerare il metabolismo e ci conferisce maggior concentrazione; il tè verde aiuta il cervello a non “invecchiare”, oltre che a mantenerci piuttosto svegli. Tuttavia, non dimentichiamo anche gli snack che ci fanno stare bene e ci fanno sentire positivi: qualche cookie e un po’ di cioccolata non fanno mai male nel cassetto.

#3 Scegliere il colore blu per le decorazioni

Blue Underwater

Può sembrare curioso: è stato dimostrato che il colore blu stimola la creatività. A differenza di altri colori, infatti, come ad esempio il rosso, che è spesso associato all’impegno, all’accuratezza, all’energia, il blu è perfetto se si pensa a contesti caratterizzati da esperienze di progettazione creativa. Questo avviene probabilmente perché associamo questo colore alla vastità, e a elementi come il cielo o l’oceano.

In questo modo, queste associazioni ci rendono più open-minded e aperti al rischio, con il risultato che la nostra creatività viene stimolata positivamente. Riempire i nostri muri bianchi con qualcosa di blu, quindi, può essere un vantaggio per la nostra efficienza lavorativa.

coca-cola ads

A lezione di creatività da Coca-Cola, Guinness e Apple

I creativi di Coca-Cola, Guinness e Apple hanno creato mondi fantastici, in grado di arrivare a toccare il cuore del grande pubblico. Perché te ne parlo? Perché oggi, nel mare di annunci pubblicitari, attraverso canali diversi e a volte combinati tra loro, è sempre più difficile catturare l’attenzione e suscitare interesse nel pubblico di potenziali clienti.

Le aziende si sfidano a colpi di creatività: sanno di dover essere sempre più competitive, cercando di superare ogni volta i limiti della fantasia e del possibile. Servono idee accattivanti e uno storytelling potente, capaci di tradurre e trasmettere i valori aziendali, di suscitare emozioni in chi sta dall’altra parte dello schermo.

Scott Carlson, CEO di Van’s General Store, per la rubrica “Best Ads Ever” di Adweek, ha raccontato i suoi spot pubblicitari preferiti da sempre. I tre video scelti appartengono ad aziende che operano in business completamente diversi fra loro e ciò che le accomuna in quest’occasione è la capacità di raccontarsi attraverso la costruzione di un mondo fantastico, per trasmettere i propri valori.

Se sei in cerca di un po’ di sana ispirazione per le tue campagne di advertising, ecco qui tre spot che ti faranno sognare ad occhi aperti. Buona visione 🙂

Coca-Cola: Happiness Factory, 2006

Coca Cola, con una serie di video pubblicitari, con una monetina ci trasporta nella sua Happiness Factory: all’interno di un distributore automatico di bevande, un mondo animato si svela davanti ai nostri occhi.

Creato nel 2006 dall’agenzia pubblicitaria Wieder + Kennedy, questo corto mostra un mondo fantastico popolato da animali animanti che con amore, dedizione, leggerezza e divertimento, preparano una bottiglia di Coca-Cola.

Guinness: Dreamer, 2001

Con una storia pubblicitaria di notevole stampo creativo, il filmato “Dreamer” di Guinness ci catapulta all’interno di un sogno. La pellicola in bianco e nero, lo storytelling astratto, i suoni ovattati, rendono l’ambientazione unica.

Surreale è la visione di uno scoiattolo che beve; una tenda che rivela il senso della vita; un immaginario club di sognatori che, tra corse, cani danzanti e cavalli rovesciati, sogna il senso della vita.

Il video è perfettamente in sintonia con lo slogan di Guiness: Le cose belle arrivano a chi sa aspettare.

LEGGI ANCHE: Cool! I brand favoriti dai Millennial e dalla Generazione Z

Apple:  Frankie’s Holiday, 2016

https://www.youtube.com/watch?v=aFPcsYGriEs

Il terzo video individuato da Carlson ci aveva fatto commuovere lo scorso anno: è lo spot natalizio della famosa mela morsicata, con protagonista il personaggio del libro di Mary Shelley, Frankenstein.

Il video si apre mentre la creatura è intenta a registrare la melodia di un carillon nel suo iPhone. Mentre si dirige in città per cantare There’s No Place Like Home sotto l’albero di Natale al centro della piazza, qualcosa va storto e una delle lucine non funziona più. Un’espressione triste così triste da spezzarci il cuore, appare sul suo volto, rendolo più umano e vicino a noi. In suo aiuto per fortuna arriva una bambina, regalando a quel volto un sorriso. Il video si conclude con il toccante invito: “Aprite a tutti il vostro cuore”.  

E tu invece, quali creatività ricordi con più emozione?

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Elen, il chatbot di Enel che ti risponde su Messenger

C’è voluto molto tempo prima che le aziende riuscissero a padroneggiare adeguatamente la customer care attraverso i social network, ma la sfida non è chiusa: l’intelligenza artificiale oggi mette in discussione quanto appreso fino ad oggi e offre ai marketer una nuova opportunità, i chatbot.

In Italia Enel è la prima utility, e una della prime aziende nel mondo, che sceglie di implementare nella sua comunicazione corporate un chatbot su piattaforma Facebook Messenger: il nuovo assistente digitale si chiama Elen, anagramma del nome dell’azienda, ed è già in grado di parlare tre lingue: italiano, inglese e spagnolo.

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La funzione di Elen è quella di semplificare la relazione quotidiana con i principali stakeholder (clienti, azionisti, dipendenti, media, ecc) interagendo con questi nell’universo digitale di Facebook.  Il chatbot, rispondendo a poche keyword, offre agli utenti  i contenuti più rilevanti che raccontano l’impegno di Enel nel mondo.

Grazie alla possibilità di attivare notifiche push è possibile restare informati su comunicati stampa, notizie e storie appena queste vengono pubblicate. Il chatbot di Enel può rispondere anche alle domande legate all’organizzazione, come ad esempio «Chi è il CEO di Enel?» e alle sue attività, «Cosa fa Enel a Larderello?», avvicinando l’azienda ai suoi stakeholder.

Ryan O’Keeffe, Direttore della Comunicazione di Enel, spiega così la scelta di Enel:

Digitalizzazione e Customer-Centricity sono due pilastri molto importanti della Strategia Industriale del Gruppo Enel. Il lancio di un canale di relazione su Facebook Messenger porta il nostro brand più vicino ai nostri stakeholder, e ci porta avanti nella trasfomazione digitale di Enel.

Enel e l’identità open power

All’interno di una strategia necessariamente orientata alla responsabilità sociale, Enel si sta impegnando in attività di comunicazione, formazione e meeting aperte al confronto con i suoi principali stakeholder: la mentalità che muove queste azioni è quella di creare una brand identity orientata all’open power, un concetto di apertura che vuole valorizzare la sostenibilità e l’innovazione dell’azienda.

Elen è stata sviluppata dall’agenzia imille e segue dunque le iniziative di #EnelFocusOn, una serie di incontri organizzati da Enel in giro per il mondo, che hanno l’obiettivo di aprire il dialogo sulle opportunità digitali e dare il via a input e ispirazioni per nuovi progetti. Isabella Panizza, Head of Global Digital Communications di Enel, aggiunge:

Dopo #EnelFocusOn e @EnelData su Twitter, continuiamo a spingere la nostra azione di comunicazione seguendo il tema dell’innovazione non solo nei contenuti ma anche nei modi in cui parliamo ai nostri pubblici.

Elen risponde alla necessità di trovare una traduzione dei contenuti di Enel valida per tutte le nazioni, rivolgendosi agli utenti in un ambiente che conoscono e in cui si trovano a loro agio: l’azienda ha scelto dunque di aprire un canale al di fuori degli spazi più istituzionali, confermando l’approccio open che già sta perseguendo con le attività di #EnelFocusOn.

Secondo Paolo Pascolo, CEO de imille, «l’innovazione portata dai chatbot è qui per restare, non è effimera. Sempre di più la convergenza fra VR, AI e Chatbot spingerà la creatività nella comunicazione verso nuovi orizzonti tecnologici ricchi di promesse»

Elen può essere raggiunto da subito cliccando sull’icona messaggio dalla Pagina Facebook di Enel Group oppure andando all’indirizzo: https://www.messenger.com/t/EnelGroup

i migliori annunci stampa di Pasqua, Ever lighthouse

Amnesty International, Amigos For Kids ed Ever: i migliori annunci stampa della settimana

Una buona notizia per chi fosse in un certo senso “sazio” di pubblicità raffiguranti agnelli, conigli parlanti o uova di Pasqua colorate: non ce n’è traccia tra i migliori annuci stampa di Pasqua.

I creativi delle campagne che abbiamo selezionato di Amnesty International ed Amigos For Kids hanno colto l’occasione per ricordare a tutti che certe questioni sono sempre attuali: non conoscono né spazio né tempo.

Amigos For Kids: No fear

Sia fisicamente che psicologicamente le violenze sui bambini possono assumere varie forme.

L’agenzia Republica ha realizzato la campagna “niente paura” per Amigos For Kids, utilizzando tre figure: il diavolo, la strega ed il lupo. Figure che nell’immaginario di molti bambini rappresentano le loro paure.

migliori annunci stampa della settimana No fear
Advertising Agency: Republica, Miami, USA
Chief Executive Officers: Jorge Plasencia, Milton Lebron
President: Luis Casamayor
EVP General Manager: Anthony Bianco
Creative Director: Jose Palacios
Art Director: Jose Esteves
Production House: Salamagica

LEGGI ANCHE: Best of New York, Molino Rossetto e Papyrus: i migliori annunci stampa della settimana

Amnesty International Polonia: Endangered species

È la prima volta in molti anni che Amnesty International Polonia decide di lanciare una campagna contro le restrizioni dei diritti e delle libertà civili.

L’agenzia TWIN che ha realizzato la campagna delle “specie a rischio”, ha scelto la metafora degli animali che posano come umani. Quest’ idea è tratta dalle favole morali di Esopo.

L’obiettivo di questa campagna è di proporre una soluzione, donando l’1% dell’imposta sul reddito.

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Advertising Agency: TWIN .digital collective, Warsaw, Poland
Creatives: Mateusz Felsmann, Andrzej Rogoń, Martyna Garbacz

Ever: Lighthouse

Il faro con la sua intesa luce illumina una rotta sul mare. Non sappiamo se l’effetto promesso dallo Shampoo di Ever sia lo stesso sui capelli, ciononostante la campagna riesce ad attirare l’attenzione, come un fascio di luce ad intermittenza.

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Advertising Agency: Havas, Zürich, Switzerland
Creative Directors: Frank Bodin, Michael Kathe, Patrick Beeli
Art Director /Copywriter: Hanning Beland
Photographer: Jonathan Heyer
Retoucher: Stephan Riederer

I social network e la Pubblica Amministrazione: un rapporto difficile

Lavorare come social media manager in una Pubblica Amministrazione è cosa tutt’altro che semplice. Le difficoltà sono molteplici: dal dover dialogare con dipendenti pubblici non sempre attenti alle attuali forme di comunicazione, allo spiegare l’importanza di una buona gestione dell’attività social mediale senza essere capiti, e spesso nemmeno ascoltati.

Ma da qualche anno le grandi città italiane si sono attrezzate, per una comunicazione social più efficiente, offrendo un reale servizio al cittadino, ed efficace, ottenendo buoni risultati in termini di coinvolgimento e  utilizzo come canali di informazione primari.

LEGGI ANCHE: Trasporto pubblico e social: ascolto e customer care

Abbiamo preso in esame sei capoluoghi di regione: Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Le piattaforme social indagate sono Facebook, Twitter e Instagram, utilizzate da tutte le città in analisi.

Ecco come le sei città utilizzano i social network, il loro tone of voice, i punti di forza e quelli di debolezza.

I social e la Pubblica Amministrazione: rapporto difficile

Torino

La città di Torino su Facebook ha una pagina con quasi 102 mila “mi piace”, una crescita media di 100 nuovi like a settimana. Ma dato che il numero dei “fan” non è più il primo indice di valutazione di una pagina, scopriamo che il “numero di persone che ne parlasi attesta intorno al 1,2% del numero di like totali. Questo valore riguarda:

  • attività degli utenti come condivisione, mi piace o commenti sui post pubblicati dalla pagina;
  • risposta a un evento creato dalla pagina;
  • richiesta di un’offerta.

Nelle informazioni della pagina leggiamo: «La pagina riporta informazioni su meteo, viabilità, servizi ai cittadini, eventi organizzati dalla Città o da essa patrocinati. Mette a disposizione un ambiente di dialogo con la cittadinanza e risponde alle domande poste all’amministrazione».
La pagina permette di inviare messaggi privati, quindi supponiamo sia quello l’ambiente di dialogo a cui viene fatto riferimento, poiché nella bacheca non c’è alcun tipo di interazione tra i cittadini e i social media manager dei canali di Torino. Un tipo di comunicazione top/down, non adeguata alla struttura della piattaforma, che giustifica anche il numero basso delle “persone che ne parlano”.
Il tone of voice, è… come dire, sabaudo. Emoji? No, austera serietà.

Anche su Twitter non c’è alcun dialogo con gli utenti, ma solo un feed di informazioni, principalmente su viabilità ed eventi in città.

Instagram, con 19,2 mila follower, è il canale più attivo e più vicino ai cittadini, con una gallery composta esclusivamente da fotografie di utenti condivise con Repost App.

Milano

La pagina Facebook del comune di Milano è decisamente più attiva rispetto a quella di Torino, nonostante la superi di appena 20 mila “mi piace”. Qui troviamo attenzione da parte dei social media manager, con risposte e sollecitazioni di discussione per gli utenti, immagini ad alta risoluzione e notizie riguardanti più aree tematiche, compreso il turismo. Nelle informazioni leggiamo la parolaascolto“, fondamentale per una piattaforma come Facebook.

Su Twitter c’è dialogo: il canale risponde alle domande e alle segnalazioni degli utenti, oltre a dare informazioni sulla città, sugli eventi e sulla viabilità.

Instagram, con 20 mila follower, non ha una ricca gallery, circa 190 scatti, ma tutti di elevata qualità fotografica.

I social e la Pubblica Amministrazione: rapporto difficile

Venezia

I canali social della città di Venezia non sono consoni al prestigio della città nel mondo: numero di follower bassissimo, qualità grafica scarsa, interazione nulla. Unica iniziativa degna di nota, ma fatta male, è il lancio dell’hashtag #WelcomeToVenice, card con alcuni consigli e avvertimenti per i turisti, ma:

  • hashtag in inglese con consigli in italiano su Facebook e Twitter;
  • hashtag in inglese con consigli in inglese su Instagram, dove però la bio è in italiano;
  • risoluzione delle grafiche bassa.

Insomma, tutto da rivedere, e con una certa urgenza.

Firenze

Quasi i pieni voti per la gestione social dei canali del comune di Firenze. Su Facebook quasi 50 mila like, e il 6% di essi che interagisce spesso con la pagina. Buon utilizzo degli hashtag, foto di alta qualità, informazioni puntuali, ma inesistente il confronto con i cittadini. Molti i contenuti video, che tengono alto l’engagement del canale, offrendo storie di vita fiorentina.

Su Twitter circa 80 mila follower, e un’intensa pubblicazione. Anche qui nessuna interazione diretta con gli utenti, ma solo retweet, dal sindaco al cittadino.

Ottimo il canale Instagram, con un occhio originale sugli scorci cittadini e alcune immagini dal passato di figure importanti del mondo fiorentino. Sapiente utilizzo degli hashtag, ma forse poca attenzione alle didascalie.

I social e la Pubblica Amministrazione: rapporto difficile

Roma

I canali della Città Eterna fanno registrare i numeri più alti in quanto a follower e like: su Facebook però l’engagement è basso, dovuto soprattutto a una scarsa qualità grafica (equilibrata da foto meravigliose) e a didascalia eccessivamente lunghe, oltre che a una pressoché inesistente cura della community. Negli ultimi 20 post soltanto in uno i social media manager hanno risposto ai commenti degli utenti.

Su Twitter un grande seguito, ma, anche qui, nessuna attenzione verso l’utente: eventi, fotografie, informazioni spesso replicate su Facebook. Insomma, un newsfeed: niente di più.

Su Instagram foto mozzafiato (Roma vince facile), con alcuni repost su più di 680 foto totali: vale la pena seguire l’account (che conta quasi 100 mila follower).

Napoli

Napoli ha, con Milano, il miglior account Twitter tra quelli presi in esame. Non spammano eventi e informazioni in automatico, ma curano il tweet, rispondono alle domande dei cittadini, offrono soluzioni a problemi.

Instagram ha un seguito modesto, e la qualità delle foto (e delle grafiche) non è eccelsa. Instagram dovrebbe essere il canale social preferito da ogni comune italiano: le bellezze naturali e architettoniche che possediamo ci offrono moltissimi scatti adatti per Instagram, ma ci vuole accortezza e buona qualità.

Facebook è il punto debole della città di Napoli: spesso vengono condivisi post della società di trasporti urbana ANM. Grafiche che fanno sanguinare le retine.

Gepostet von Comune di Napoli am Donnerstag, 6. April 2017

Al di là di questo, manca l’attenzione alla community, i post hanno un copywriting piatto e che non offre informazioni sufficienti, e vengono condivisi spesso video da YouTube, che non hanno un buon engagement su Facebook. Gli stessi video, o almeno i loro teaser, dovrebbero essere caricati su Facebook in modo nativo per raggiungere un maggior numero di persone.

Conosci un comune italiano che si distingue per la sua comunicazione social? Segnalalo sulla nostra pagina Facebook o nel nostro gruppo LinkedIn.

Autodraw, Datome e Morgan: epic win ed epic fail della settimana

Il Natale rende tutti più buoni, ma la Pasqua tutti più epici. Abbiamo provato a desistere ma, anche questa volta, ci abbandoniamo a tutte le epicità che hanno stravolto il web durante la settimana (santa). Pronti?

Win

Iniziamo con una perla da recuperare che ha avuto sviluppi anche nel corso della scorsa settimana. Il giovane utente twitter Pablo Escopub (@Whiskastz) tenta, in qualche modo, di richiamare l’attenzione del suo beniamino Luigi Datome, detto Gigi, noto cestista della Nazionale Italiana per una partitellla, così, tra amici.

Ci prova, con un tweet, in fondo quanto costa citare qualcuno sui social?

Ecco, basta chiedere.

La risposta la sapete già: i diecimila sono stati superati di gran lunga e qualcuno si porta a casa una bella soddisfazione. Questa sì che è una vittoria, questo sì che è un epic win!

Lo sappiamo, state già pensando anche voi a come incastrare il vostro big del cuore? Occhio che non ci casca più nessuno! Grande Gigi!

Anche qui, siamo in dovere di segnalarvi quanto segue: una foto fuori dagli schemi genera sempre confusione. È il caso di queste giovani atlete che, per festeggiare il loro traguardo si abbandonano ad uno scatto certamente inusuale, non per nulla volgare e simpatico.

Qual è il senso di questa foto?“, questa domanda è sorta nella mente di numerosi utenti social. La nostra risposta (?!) è: qual è il senso del vostro ennesimo, sfocato, noioso e monotono selfie quotidiano?

Sono riuscite a far parlare della loro vittoria, non cadendo nel “porno” e non facendo nulla di male, giusto?

Ragazze dell’USD Altair 1963: Complimenti. Avete il nostro simbolico epic win, un modo come un altro per andare contro al giudizio negativo facile e a quella facciata di perbenismo che si cela dietro ai commenti scandalizzati.

Tutti pazzi per Autodraw! Funziona così: voi provate a disegnare e quanto più il vostro tratto sarà irregolare quanto più l’effetto vi stupirà. Il vostro scarabocchio si trasformerà in un disegno stereotipato ma ben fatto. Ora siamo tutti artisti? Forse.

 

Ma abbiamo un win: Amaro Montenegro, Epic Win vero!

Per concludere, un win fuori programma  per la Presidente della Camera Laura Boldrini che prende a cuore la questione ‘fake news’ e la approfondisce. Combattere i fail per noi è da win! 

Fail

E a proposito di programma, per la rubrica nella rubrica ‘Indignati di oggi‘, ecco che il popolo di Twitter dimostra vicinanza all’artista Morgan in merito alla scelta di non ritenerlo più un protagonista del talent Amici. Ora, al di là delle vicissitudini accadute, ma non è un po’ esagerato?

https://twitter.com/hugmemichy2/status/853356346401587202

Allora, noi che molto teen non siamo più, una cosa l’abbiamo capita: qui ci sta un epic fail. Per chi e perché? Giudicatelo voi.

Maker, un libro dedicato ai campi più innovativi e al futuro della fabbricazione digitale

Gli eroi della quarta rivoluzione industriale esplorano oggi i nuovi campi della fabbricazione digitale a livello nazionale e internazionale. Sulle riviste e nei Fab Lab, le stampanti 3D e i droni costellano un immaginario sempre più affascinante. Famiglie e curiosi si muovono tra gli stand della Maker Faire alla ricerca dell’ultima invenzione tecnologica.

Quale è il confine tra moda (a volte, manageriale) e realtà? Quello dei Maker è realmente un fenomeno duraturo e destinato a lasciare una forte impronta trasversalmente ai diversi settori di business, o si tratta al contrario di un fuoco fatuo di cui presto si avrà solo uno sbiadito ricordo?

A queste domande e a molte altre risponde “Maker. Cosa cercano le aziende degli artigiani digitali”, il nuovo libro di Stefano Schiavo per la collana Professioni Digitali di FrancoAngeli.

LEGGI ANCHE: FrancoAngeli: nasce la prima collana di libri dedicata alle professioni digitali

“In questo libro vorrei dare le indicazioni per approcciare la professione del Maker in relazione alle necessità del mondo del lavoro. Non un manuale tecnico, ma una guida alla professione, al rapporto con il mondo aziendale, alla costruzione di un ruolo che possa essere integrato in un sistema economico complesso. […]. 

È un manuale costruito come un’indagine. Ho raccolto le voci di imprenditori, maker, designer e ricercatori che tracciano una visione corale di ciò che le aziende si aspettano dai nuovi professionisti. Nel testo farò riferimento a tanti casi pratici citando esempi di successo, portando esperienze e progetti adatti a interpretare il ruolo del Maker, ma principalmente evidenziando ciò che il mondo aziendale cercherà nei prossimi anni quando si troverà di fronte all’esigenza di sviluppare attività di digital manufacturing. Il libro sarà una guida per creare un proprio ruolo professionale nell’ambito dell’artigianato digitale e quindi darà spunti anche verso ambiti di competenza meno tecnici e più manageriali a partire dalle esigenze di rinnovare il business model delle aziende.

Così l’autore Stefano Schiavo presenta Maker. Cosa cercano le aziende dagli artigiani digitali. Più che una introduzione, una promessa e un patto con il lettore ampiamente rispettato nel proseguo dell’opera. Un’opera che prende subito posizione rispetto alle domande proposte solo poche righe sopra: sì, dei Maker c’è tanto bisogno. E ce ne sarà sempre di più, non solo a livello di nuove aziende (startup) ma anche all’interno delle organizzazioni già esistenti (tra cui la visionaria Banca Ifis).

Ma questo perché è lo stesso mondo che li domanda: un mondo caratterizzato da velocità, necessità di personalizzazione spinta, intermediazione delle nuove tecnologie, grande quantità di informazioni a disposizione, generazione continua di modelli di business disruptive rispetto ai precedenti. Per un Paese come l’Italia, poi, quello dell’Artigianato Digitale sembra essere una delle poche chiavi di svolta per rimanere competitivi e innovativi a livello globale.

NB: i Maker sono cosa diversa dai Designer: luoghi come la Maker Faire lo fanno comprendere benissimo. E, citando il libro, una delle loro premesse è quella di far accadere agli atomi quanto accaduto ai bit”.

Il Maker è un agente di cambiamento che, facendo leva su nuove tecnologie e sul presidio del mondo digitale nei suoi aspetti più innovativi, riesce a ibridare sistemi di produzione tradizionali a forte carattere artigiano impattando sul modello economico circostante.

Il libro di Stefano Schiavo traccia il profilo / identikit dell’Artigiano Digitale (e delle competenze che lo caratterizzano), integrandolo all’interno dell’ecosistema economico-finanziario più allargato e complesso. Ampio spazio nel volume è dato alla risposta a una domanda strategica, di fondamentale importanza: cosa cercano le aziende nei Maker? Perché questi ultimi possono offrire un reale valore aggiunto nell’era della Quarta Rivoluzione Industriale?

“Oggi sviluppare una professione artigiana richiede un’attenzione all’apertura e al confronto. Non è più il tempo in cui la conoscenza veniva tramandata e nascosta gelosamente. Oggi si riescono a proporre nuove idee solo in conseguenza di una predisposizione al confronto e al dialogo, al viaggio e alla lettura.”

Fab Lab, Social Organization, Digital Manufacturing, DIY culture, Hacker, IoT, Lean Startup, etc. Con questa citazione dall’autore e un primissimo elenco di parole di cui troverete approfondimenti e focus concreti all’interno dell’opera, non resta che augurare buona lettura di Maker. Cosa cercano le aziende dagli artigiani digitali! Enjoy your reading 🙂

Digital Creativity Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

La creatività oggi vive in real time, è istantanea ed effimera: i brand scrivono best practice internazionali che la quotidianità frenetica ci da il tempo di approfondire solo in maniera superficiale.

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Digital Creativity Update! [3 ORE On Demand]

Il Digital Creativity Update di Ninja Academy è un percorso intensivo che aggiorna le competenze strategiche di chi già lavora nel campo ma sente l’esigenza di tenere il passo sulle tecniche di marketing e comunicazione più recenti.

Seguendo questo percorso, riuscirai a:

  • Individuare insight creativi contemporanei, più precisi e nativi
  • Utilizzare in maniera più ampia e creativa i tool social e digital
  • Migliorare il tuo approccio strategico ai contenuti del Web Marketing

Quali sono gli argomenti del Digital Creativity Update e chi è il docente?

A guidarti tra le novità della disciplina non potevamo scegliere altri se non lui: Sergio Spaccavento, Direttore Creativo in Conversion – la prima omnichannel engagement agency, Autore di diversi programmi televisivi, radiofonici e cinematografici di grande successo – tra cui Mario di Mtv, Mai dire della Gialappa’s, Lo ZOO di 105 e Italiano Medio), nonché Giurato in tantissimi Festival di Pubblicità internazionale tra cui i Cannes Lions.
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Il Digital Creativity Update è un corso di aggiornamento professionale che consta di 3 ore di didattica online On Demand: puoi seguire le lezioni ovunque ti trovi, accedendo dal web alla tua aula virtuale.

  • La didattica è completamente online, così come i materiali di studio
  • Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di partecipazione

PROGRAMMA:

  • Mettiamoci la faccia: Nonostante il virtuale stia prendendo sempre più piede, un modo per creare una campagna digital di successo rimane quello di mettere al centro un protagonista vero, umano, che crei empatia.
  • Old tool, new creativity: Modalità di comunicazione ritenute “vecchie”, possono prendere nuova vita grazie a un intelligente uso del digitale.
  • Instant tool: Utilizzare il tool di un social per un’occasione particolare. I social sono sempre più ingaggianti,ma utilizzare i tool in modo creativo e inaspettato li rende molto, ma molto più performanti.
  • Uscire dalla finzione: dal virtuale alla realtà: La fiction diverte, ma è il reale a ingaggiare.
  • Conversocial: Il social diventa il modo più veloce per convertire.
  • Big Data come nuovo tool della creatività: I Big Data sono sempre più importanti in ottica puramente creativa, diventando
    un’arma in più per campagne ingaggianti e intelligenti.
  • Reverse Marketing: Fare il contrario di quello che i consumatori si aspettano a volte paga, e molto.
  • Alternative use: Ci sono tanti modi di utilizzare un tool. In alcuni casi quelli non ortodossi sono molto più creativi e funzionano.

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Week in social: dalla crescita di Messenger allo Scroll Anchoring di Google

Finalmente è venerdì. E, per noi di Ninja Marketing, venerdì vuol dire una cosa in particolare: Week in social!

Anche questa settimana, dunque, siamo andati alla scoperta delle migliori novità che il mondo dei social media ha saputo regalarci e ve le abbiamo riproposte in questa rubrica!

Facebook Messenger

Continua inarrestabile la crescita di Messenger e dei servizi che questa piattaforma mette a disposizione dei propri utenti. L’app di messaggistica istantanea più utilizzata raggiunge, infatti, 1,2 miliardi di utenti. Ad annunciarlo è stato lo stesso David Marcus, vicepresidente della compagnia Messenger di Facebook, con un post di ieri mattina sulla propria bacheca Facebook.

messenger

Negli ultimi mesi, Messenger ha saputo soddisfare desideri ed aspettative degli utenti, inserendo tantissime nuove feature e fornendo servizi utili che hanno contribuito a facilitare le azioni della vita quotidiana delle persone.

Infatti, oltre le video chiamate di gruppo, gli adesivi e le maschere, le mentions e le reactions per le conversazioni collettive e, infine, Messenger Lite per i paesi che non possiedono sistemi di connessione avanzati, ecco l’ultima novità di Messenger: il pagamento di gruppo.

Già due anni fa, era stata introdotta la preziosa possibilità di effettuare pagamenti direttamente in chat. Da adesso in poi saranno addirittura possibili pagamenti di gruppo, pensati per raccogliere soldi per regali o per una cena. Tutto ciò, ovviamente, semplicemente attraverso un messaggio.

A rendere nota la notizia è stato sempre Marcus, tramite il suo profilo Facebook:

“Biglietti per concerti, regali per amici, alloggi e molto altro. Adesso sarà più facile che mai eseguire queste azioni in gruppo. Ci auguriamo che apprezziate questa nuova funzionalità e, come sempre, fateci sapere cosa ne pensate!”

Instagram

Un’altra novità proviene anche dal social network fotografico più amato di tutti. Instagram ha inserito, per la feature Direct, la possibilità di condividere foto e video… a tempo!

Questo cosa significa? Che, una volta scelti i contatti a cui destinare questo tipo di contenuti, questi potranno fruirne una sola volta e mai più. Insomma, per un tempo limitato prima che si “autodistruggano”.

Ma non è l’unica novità in casa Instagram: il social delle immagini ha infatti inserito nuovi stickers per comunicare con i follower. Non solo semplici adesivi divertenti, ma anche la possibilità di trasformare i propri selfie in stickers o utilizzare i geostickers per le città di Chicago, London, Madrid e Tokyo.

instagram

Google

Le ultime novità (ma non per importanza) di questa settimana arrivano direttamente da Google che si è dato da fare per fornire ai suoi utenti alcuni aggiornamenti davvero interessanti.

Google Duo, ad esempio, avversario diretto di FaceTime di Apple, messo in campo da Mountain View, a breve permetterà di effettuare anche chiamate vocali. L’aggiornamento è in fase di rilascio su Play Store ed AppStore.

Google Duo

Scegliere la modalità di chiamata è molto semplice: basterà fare click sul pulsante nella parte alta dell’applicazione. Inoltre, la transizione dalla modalità video a quella audio, e viceversa, potrà avvenire anche durante la conversazione in caso di scarsa copertura o per altre esigenze.

La notizia arriva da Justin Uberti, capo degli ingegneri di Google e Technical Lead di Duo.

Ciò che colpisce, in questo caso, è la volontà di rendere Google Duo una multipiattaforma in grado di offrire ai propri utenti servizi diversificati per ogni esigenza. Tra l’altro, si tratta anche di un ottimo modo per rilanciare l’applicazione non più troppo seguita dai consumatori.

Ma andiamo avanti!

Ti è mai capitato di aprire una pagina Internet, scorrere lo schermo per procedere nella lettura e, all’improvviso, ritrovarti catapultato di nuovo in alto?

Se usi Google Chrome, sicuramente sì. Viene definito scrolling e – oltre ad essere davvero irritante – avviene per un motivo ben preciso: quando nella pagina è presente un’immagine di un certo peso, è possibile – e molto comune – che essa impieghi più tempo per caricare rispetto al testo. Dunque, una volta caricata anche l’immagine si viene spinti di nuovo su. Fastidioso, vero?

scroll-anchoring

Con l’introduzione dello scroll anchoring di Google Chrome 56 tutto questo sarà solo un ricordo. Infatti, questo aggiornamento permetterà all’utente di rimanere fermo (“ancorato”, appunto) alla pagina che sta leggendo, mentre il resto dei contenuti continuerà a caricare off-screen e, soprattutto, senza continui spostamenti.

Per questa settimana è tutto, al prossimo venerdì con la prossima Week in social!