3 strumenti per migliorare le performance del tuo ristorante

3 strumenti digital per i business della ristorazione

Promuovere un ristorante e migliorare le performance del tuo business ti sembra semplice, vero? Qualche fotografia pubblicata su Instagram, l’invito di un foodie particolarmente influente, un po’ di recensioni su Facebook da parte dei clienti, un pizzico di customer care tramite Tripadvisor.

C’è un piccolo particolare, però, che ti sfugge in questa visione idilliaca della tua strategia di marketing: la concorrenza tra ristoranti, oggi, è davvero spietata.

Non basterà una buona content strategy a salvarti dall’invisibilità tra i risultati dei tuoi potenziali clienti, ma dovrai puntare su una strategia integrata, che parta dal web per arrivare fino allo strumento di marketing più importante: la tua capacità di accogliere e soddisfare i palati delle persone.

Per aiutarti in quella che ora inizia a sembrarti un’impresa titanica abbiamo preparato per te tre consigli, su alcuni ottimi strumenti che puoi integrare nel tuo piano di marketing per arrivare efficacemente alla tua audience e magari fidelizzarla, trasformando un buon piatto di pasta in un efficace contenuto digitale.

3 strumenti per migliorare le performance del tuo ristorante

1. Instagram Stories, l’alleato dello storytelling per migliorare le performance di un ristorante

Lo scorso anno Instagram ha lanciato le sue Stories. Sulla scia del modello di Snapchat, le Storie di Instagram permettono di pubblicare contenuti come foto e video, che spariscono dopo 24 ore. Per facilità di utilizzo e potenzialità creative, le Instagram Stories stanno già registrando grandi numeri in relazione agli utenti che le utilizzano, puntando a superare presto i numeri della stessa Snapchat.

Perché le Instagram Stories sono un ottimo alleato per un ristorante?

Perché sono perfette per mettere in mostra cibo appetitoso, stile del locale e dettagli, permettendo di porre l’accento su un menu o su una promozione ogni giorno differente dedicata ai follower sul social network.

Grazie alle Storie di Instagram è possibile pubblicare foto personalizzate con filtri, sticker o disegni, oltre a poter inserire link cliccabili e taggare altri profili.

La possibilità più importante è quella di comunicare con i clienti in modo autentico, attraverso lo storytelling. Raccontare il dietro le quinte della cucina ad esempio, o la scelta dei prodotti prima della preparazione, può essere un’ottima via per entrare in relazione con gli utenti, farsi conoscere da un punto di vista meno formale e magari svelare un po’ della magia nascosta dietro la perfetta immagine dell’impiattamento, coinvolgendo l’intero staff o addirittura gli stessi clienti.

Non dimenticare che su Instagram Stories puoi usare anche brevi video, che ti consentiranno davvero di raccontare la storia della tua cucina, evocarne i sapori e profumi.

3 strumenti per migliorare le performance del tuo ristorante

2. Mobile App, punta tutto sul proximity marketing

Il 2017 sarà definitivamente l’anno del proximity marketing, grazie alla crescita esponenziale del traffico da mobile, che deve condizionare qualsiasi futura strategia di business.

Gli smartphone ci hanno già condotti verso nuovi comportamenti di acquisto e le piccole e medie imprese e i local business devono tentare di stare al passo coi tempi. Potrebbe sembrarti davvero difficile, ma questo non significa necessariamente dover assumere un programmatore o dover ipotizzare sconsiderati investimenti in tecnologia.

GoodBarber, ad esempio, consente alle piccole imprese di sfruttare al meglio i vantaggi della digitalizzazione e il potenziale delle app per il tuo ristorante senza compromettere la tua identità, grazie a Loyalty Card, coupon e bonus, offerte geolocalizzate.

Perché le Mobile App sono un ottimo alleato per un ristorante?

Se la carta fedeltà resta un eccellente strumento per trasformare il cliente occasionale in un affezionato, oggi non è più necessario utilizzare una tessera in carta o magnetica. Sarà sufficiente uno smartphone.

Grazie all’add-on Loyalty Card personalizzabile al 100%, ad esempio, troverai una soluzione adatta ad ogni tipo di attività commerciale e con la possibilità di monitorare costantemente i risultati, in modo da gestire al meglio il tuo menu e le tue offerte.

Con Geofencing e Beacons, tecnologie che permettono di inviare notifiche ai dispositivi degli utenti in base al loro comportamento all’interno di una determinata area, potrai inoltre puntare a incrementare la ricorrenza d’acquisto, inviando delle notifiche al momento più opportuno e mantenendo sempre attivo l’interesse dell’utente.

Se, ad esempio, in un particolare momento della giornata o della settimana registri minori ingressi di clienti, puoi utilizzare questi strumenti per incentivare il loro passaggio nella tua attività.

strumenti digital per ristorazione app

3. Localized Facebook Ads, tutto il potere del classico flyer ma in formato digitale

Ora che hai deciso di puntare la tua promozione su una strategia di digital marketing dovrai cominciare a valutare anche forme di annunci differenti rispetto al tradizionale volantino da imbucare nella cassetta delle lettere dei tuoi concittadini.

La soluzione più adatta al tuo ristorante è proprio a portata di clic. Si tratta dei Localized Ads di Facebook, un formato di annuncio che Facebook consente di indirizzare a cerchie geograficamente ristrette di utenti. Puoi targetizzare l’inserzione circoscrivendola esclusivamente alla tua città o addirittura ad un singolo quartiere, raggiungendo in modo più semplice e sicuro proprio quelle persone che potrebbero essere interessate alla tua attività.

Perché i Localized Facebook Ads sono un ottimo alleato per un ristorante?

Grazie alle inserzioni localizzate potrai promuovere offerte puntando sulla vicinanza del tuo locale agli utenti e aggiungere altre utili indicazioni per raggiungerti.

Non spenderai più cifre indefinite in campagne pay per clic sparando nel mucchio, ma indirizzerai la tua pubblicità proprio a quelle persone che potrebbero passare davanti al tuo ristorante e sbirciarne il menu.

I Facebook Localized Ads ti consentono di aumentare la notorietà nei dintorni e di aggiungere mappe e pulsanti per farti contattare direttamente o per ricevere indicazioni stradali per raggiungerti: attirerai nuovi clienti e aumenterai il numero di coperti serviti ogni giorno.

testimonial italiano più ambito in germania

Chi è il testimonial italiano più ambito in Germania?

Who else? In Germania già da qualche anno il testimonial italiano più ambito è una donna: Elisabetta Canalis.

Mentre in Italia il testimonial per eccellenza del caffè in capsule, George Clooney – che per anni  ci ha suggerito“Nespresso. What else?” – ha lasciato il posto ad altri personaggi italiani, dall’autunno scorso in Germania la sua ex ha esordito con lo spot per il caffè in capsule del discount Aldi ribadendo: “Expressi – of course.

Testimonial italiano più ambito in Germania

Botta e risposta a distanza di anni, ma il discount tedesco non si è lasciato scappare l’occasione di trasferire un po’ di temperamento italiano nello spot pubblicitario.

Il Country-of-origin effect

Visitando il sito del caffè in capsule, notiamo che ogni prodotto ha un nome di località italiane. Perché?

Il country-of-origin effect evoca la condizione per cui il consumatore attribuisce un differenziale di valore – positivo o negativo – ad un prodotto o servizio per il solo fatto di essere stato realizzato in un determinato paese o di essere comunque associato alle sue tradizioni. Gli effetti esercitati dall’origine sulle percezioni e valutazioni del prodotto da parte della clientela estera rappresentano uno degli aspetti più indagati all’interno degli studi di international business e di marketing internazionale.

(Al Sulaiti e Baker, 1997; Verlegh e Steenkamp,1999; Pharr, 2005; Usunier, 2006; De Nisco, 2007)

Secondo questa definizione, avviene un transfer d’immagine dal paese al brand. Lo stesso effetto cercato da Giotto a partire dal 2011, sia attraverso l’ingaggio della testimonial italiana, sia usando immagini e valori che evocano il ricordo del nostro paese nella mente di chi osserva.

https://www.youtube.com/watch?v=Vk5xjzQLzFE

Nel nuovo spot (2016), sempre ambientato in Italia, la showgirl italiana non è più presente.

La cultura italiana nelle pubblicità tedesche: tutto reale?

“Pizza, pasta, mandolino è la trilogia di stereotipi che all’estero spesso associano con la nostra “Bella Italia”.
Non abbiamo dubbi che il cibo italiano possa rappresentare un tipico cliché. Ma quanti di noi suonano il mandolino?

Gli stereotipi sono costruzioni sociali che riducono e semplificano, per dare orientamento. Risultano talmente radicati nell’immaginario collettivo di una popolazione che occorrono anni affinché essi vengano rimossi del tutto.

Questo meccanismo ovviamente non vale solo per l’Italia. Quando partiamo per un viaggio all’estero, portiamo con noi un bagaglio di immagini che associamo alle diverse culture e ai luoghi, che selezionano solo una piccola parte della loro realtà.

Elisabetta Canalis, nello spot trasmesso in Germania sei anni fa, afferma: “Caffè? Solo con Giotto!”, slogan che ancora oggi troviamo sul sito del brand.

Ma il caffè bevuto rigorosamente con Giotto rappresenta una reale abitudine italiana? Diteci la vostra!

Testimonial italiano più ambito in Germania

3 benefici che porta un approccio user-centrico al business

I clienti sono diventati più esigenti e diversificati, e, allo stesso tempo, il mercato è sempre più ricco e i consumatori hanno davvero tante possibilità a cui affidarsi. Fatte queste premesse, è evidente che le aziende che mantengono una strategia di marketing impersonale non possano essere vincenti. Il trend è, appunto, quello di spostare l’attenzione su un approccio più personale: il cliente deve sentire che le sue esigenze e necessità sono al centro dell’interesse dell’azienda a cui si sta rivolgendo.

Una strategia marketing user-centrica può dare importanti benefici al tuo modo di comunicare. Ecco alcune opportunità da tenere in considerazione.

Identifica nuove aree di crescita

Per implementare un approccio marketing user-centrico devi scavare a fondo nella psiche dei tuoi clienti. In questo modo puoi identificare con precisione le loro necessità, scoprire se stai rispettando o meno le loro aspettative, comprendere le loro idee per migliorare la tua attività.

Se fatto bene, questo percorso può essere una miniera d’oro di intuizioni che possono essere utilizzate per identificare le aree su cui focalizzarsi e sviluppare i tuoi prodotti e servizi.

Per esempio, Mike Diamond Services, una società di impianti idraulici con sede in California, ha capito attraverso alcune ricerche di marketing che ai clienti non piaceva per niente una cosa: quando gli idraulici arrivano a casa per un appuntamento, la maggioranza di loro è sempre sporca e non ha un buon odore. Quindi che cos’ha fatto Mike Diamond? Ha riconosciuto che anche gli idraulici che lavorano per lui non erano così puliti ne così profumati come avrebbero voluto i suoi clienti, e ha utilizzato i feedback ricevuti per trasformare la sua società nella “Società degli idraulici profumati”.

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Mike Diamond garantisce che i suoi idraulici arrivino all’appuntamento profumati di violetta e vestiti con uniformi che sanno di pulito. In effetti, la sua azienda ha fatto anche di più di così, garantendo ai clienti non solo uniformi pulite, guanti igienici, ma anche quello che lui chiama “trattamento da red carpet”, ovvero coperture per le scarpe per evitare di sporcare in giro.

Mike Diamond è una delle società idrauliche di maggior successo in California, proprio perché il proprietario della società ha ascoltato le esigenze dei suoi clienti. Aveva capito che, se avesse esaudito il loro desiderio, poteva avere l’opportunità di accrescere il suo business.

Incrementa la soddisfazione dei clienti

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Non c’è modo di sviluppare un’efficiente piano marketing human-focused senza reperire informazioni dai tuoi attuali clienti. Ma ecco la cosa davvero interessante di sondaggi e questionari: se li presenti nel modo adeguato, il tuo cliente si sentirà ascoltato e capito e, sentendo che il suo valore è tenuto in considerazione, continuerà ad acquistare i tuoi prodotti e servizi, e li consiglierà ad altri. E sarà felice di farlo, proprio perché avrai reso la sua esperienza di cliente personale, intima, importante.

Non puoi costruire il tuo business unicamente sull’offrire i migliori prodotti e servizi. Certo, è importante, ma per il successo della tua società è ancora più importante comprendere l’importanza e la centralità delle persone che comprano quei prodotti e quei servizi. Se gli fai percepire un certo grado di connessione con la tua società sollecitando la loro opinione, implementando le loro idee e creando nuovi prodotti e servizi che incontrano i loro desideri, sarai più avanti di tutti.

Promuovi il tuo brand

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Il branding è l’elemento chiave per distinguere la tua società dalle altre, ma non si tratta solo di come vuoi che la tua società sia identificata all’esterno, ma anche di come il tuo target di clienti percepisce i prodotti, servizi e i valori della tua società. Promuovere un approccio marketing user-centrico significa focalizzarsi sull’esperienza del tuo cliente, a tutti i livelli del processo di acquisto.

Che cos’hanno in comune società come Zappos, Google, Apple, Amazon e Costco? Sono tutti brand che hanno raggiunto un grado di  soddisfazione del cliente molto elevato e ispirano fiducia proprio perché fanno tutto quello che possono per servire i clienti, anche se questo significa perdere soldi nell’operazione commerciale. Queste società sono focalizzate sul promuovere un’esperienza che faccia sentire importanti e capiti tutti i clienti.

Per esempio, il Genius Bar che si trova nell’Apple Store è stato pensato per migliorare ulteriormente l’esperienza di chi entra in negozio. Anche il come è stato progettato è significativo: ti fa sentire come se fossi nel tuo bar preferito, dove sei di casa. E gli impiegati del Genius Bar ti trattano come un amico che fa le domane più interessanti sui prodotti e servizi della società. In effetti, tutti i lavoratori dell’Apple Store sembrano usciti da un universo parallelo dove essere cool è la norma. E la cosa più interessante è che non ti fanno sentire un perfetto idiota quando gli rivolgi domande molto semplici, perché amano quello che fanno e ti fanno sentire una superstar quando ti spiegano qualcosa. Il risultato è che tutti amiamo andare da Apple, amiamo i loro prodotti e ci sentiamo come una specie di eroi dato che facciamo parte del loro universo.

LEGGI ANCHE: A lezione di personal branding da tre donne importanti

Come puoi implementare il tuo approccio marketing e renderlo più user-centrico?

Ecco alcune idee. Puoi analizzare le abitudini di acquisto dei tuoi clienti attraverso attenti studi comportamentali che utilizzano un approccio psicologico per capire come mai i clienti scelgono un prodotto rispetto a un altro. Puoi dare potere ai tuoi impiegati, come ha fatto Zappos che permette ai suoi dipendenti di fare sconti, omaggi, rimborsi istantanei e di spedire la merce anche prima di ricevere il reso. Puoi sollecitare l’opinione dei clienti su tuoi prodotti e servizi, chiedendogli quali miglioramenti gli piacerebbe vedere. Considera l’opinione del cliente anche dopo il suo acquisto: tornerà indietro per farne altri.

E, infine, puoi sfruttare i social media, provando a realizzare attività di listening che ti aiutano a individuare, ad esempio, quali siano le conversazioni più seguite dai profili che reputi più interessanti.

Un approccio marketing che pone al centro la persona è importante e, se non trovi il modo di far sentire speciale il tuo cliente, lo perderai per una società che invece è in grado di farlo. Focalizzati sui tuoi clienti: cerca di capire che cosa gli piace, che cosa non gli piace e, molto importante, quali vantaggi possono ottenere dalla tua società. E poi realizza i loro bisogni e necessità, costruisci nuovi prodotti e servizi per riempire una nicchia di mercato non sfruttata e il tuo successo sarà di lunga durata.

Qual è la strategia marketing che stai utilizzando per valorizzare i tuoi clienti? Raccontacelo sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn.

Dal binge watching all’engagement: tutte le strategie social di Netflix

Nato ufficialmente nel 1997 ma sbarcato nel mondo dello streaming nel 2008 (e solo nel 2015 in Italia), con i suoi film, documentari e soprattutto serie TV, Netflix ha stravolto il mondo dei social media.

Ma se si tratta di TV cosa c’entrano i social? C’entrano eccome, anzi: possiamo dire che è proprio grazie ai suoi post innovativi e rivoluzionari che Netflix si è guadagnato la fama che ormai lo precede.

Campagne social come #NetflixandChill o la nuovissima #NetflixCheating sono solo due esempi di successo, la punta di un iceberg di un progetto ambizioso che è riuscito a rivoluzionare il nostro rapporto con la TV, o più nello specifico, con lo streaming.

Dal binge un nuovo approccio al social media marketing

Contrariamente alle classiche serie TV messe in onda settimanalmente, Netflix rende disponibile un’intera stagione di puntate da subito. Cambia l’approccio televisivo e con esso le strategie social non più incentrate solo sull’ultimo episodio andato in onda.

Netflix è in grado di ottenere sui social un crescente e consistente flow di engagement prima, durante e dopo il rilascio della serie.

La strategia funziona, basta dare un’occhiata ai numeri. Netflix ha raggiunto quasi 94 milioni di iscritti, la sua pagina Facebook piace a 30 milioni e 800 mila persone e l’account Twitter americano vanta all’incirca 2 milioni e mezzo di follower.

Numeri da capogiro se pensiamo che la pagina Facebook di HBO (non un nome a caso ma il canale che trasmette programmi non proprio sconosciuti, tipo Game of Thrones per capirci) conta (solo) 12 milioni di like.

Una serie di fortunati engagement: Netflix su Twitter e Facebook

Essendo una piattaforma globale, per il suo account Facebook Netflix utilizza un sistema di geo-targeting con post in lingue diverse e contenuti spesso curati e gestiti in maniera differente a seconda del Paese di riferimento. In Italia il social media marketing è seguito dall’agenzia We Are Social.

Inoltre un’importante strategia da non sottovalutare è la cross-promotion tra Twitter e Facebook con un rapporto quasi costante di 1:1, in poche parole stesso post ma diverse piattaforme. Sembrerebbe banale come mossa ma mantenere un equilibrio tra i due social permette innanzitutto un maggiore controllo dei contenuti e un raggiungimento equo e costante dell’audience qualunque sia il canale scelto per il following.

Una nuova vibrante stagione di #GraceAndFrankie, dal 24 marzo su Netflix.

Gepostet von Netflix am Freitag, 17. Februar 2017

Cross-promotion non solo per i canali ma anche per temi e personaggi che nulla hanno a che fare con lo streaming. Netflix sui social risponde a tutti anche se non interpellato, generando molto engagement.

Quello che piace dei post di Netflix è proprio il tone of voice amichevole nei confronti di brand e personaggi famosi identico a quello utilizzato per rispondere a qualsiasi altro comune mortale: tutti ricevono la stessa quantità di attenzioni.

Come un perfetto compagno per la vita, Netflix ascolta e impara a conoscere il suo pubblico: “And when we aren’t posting, we’re listening“ (quando non postiamo, vi ascoltiamo), dichiara presentando la sua candidatura come Best in Entertainment agli Shorty Awards 2017 che si terranno ad aprile.

Ed è assolutamente vero vista la quantità incredibile di interattività con gli iscritti al portale ai quali offre un impeccabile servizio di customer care e risposte a qualsiasi domanda sempre con un tono di voce ironico e carismatico.

Il caso Narcos

Se non l’avete già fatto correte a vedervi Narcos. Primo, perché sta per uscire la terza stagione e potete fare binge con le prime due, secondo, perché in ambito social è una delle serie TV più famose in assoluto.

In soli tre mesi dal rilascio la serie riuscì a raggiungere 2 milioni di fan tra Facebook, Twitter e Instagram. Nel 2015 è stata la serie TV più menzionata sui social, ha ottenuto due nomination ai Golden Globes e superato per visualizzazioni addirittura Game of Thrones.

Complice di tale successo una campagna social impeccabile con la creazione di contenuti unici che comprende un nuovo set di emoji personalizzate, dizionari di spagnolo e la diffusione della campagna #Cokenomics.

Vincitrice del premio Best Data Visualization agli Shorty Awards per essere riuscita a ottenere oltre 100 mila engagement tra like, commenti e condivisioni, la campagna #Cokenomics con le sue infografiche, ha provveduto alla diffusione di dati reali ad alto contenuto divulgativo sul mondo della cocaina e dei cartelli colombiani.

Quindi la ricetta è semplice: piuttosto che parlare della trama della serie TV Netflix si concentra sulle tematiche dello show per creare contenuti creativi e culturalmente rilevanti sull’ambiguità morale, la ricchezza eccessiva e la storia della cocaina.

Questo sistema ha creato una narrativa alternativa a quella della serie in grado di attirare l’attenzione del pubblico contribuendo a generare una vasta gamma di contenuti, il tutto senza pericolo di spoiler…forse.

i Visualiser: la nuova Realtà Aumentata firmata BMW

Personalizzare l’auto virtuale dei propri sogni è possibile non solo alla Playstation o alla XBox: con BMW i Visualiser, infatti, il sogno diventa realtà.

Con il perfezionamento delle tecnologie della realtà aumentata e virtuale, gli analisti prevedono che il retail sarà l’industria principale a beneficiarne. L’IDC (Internal Data Corporation) pronostica un’esplosione de mercato tecnologico, stimando una crescita annuale del 181.3%, da 5.2 miliardi di dollari nel 2015 a 162 miliardi nel 2020.

L’evoluzione della realtà aumentata sta lentamente ridefinendo l’approccio all’acquisto non solo online ma anche offline. Il suo utilizzo aggiunge all’acquisto quel tocco emozionale che regala al consumatore un’esperienza diversa da quella abituale. L’emozione e l’esperienza, sono questi gli elementi alla base di i Visualiser, la esperienza in realtà aumentata firmata BMW.

Sviluppata da Accenture ed operata dalla tecnologia AR di Google Tango per smartphone, BMW i Visualiser è stata lanciata lo scorso mese nelle concessionarie della casa tedesca in 11 paesi e da questa settimana è disponibile per il download dal Google Play Store.

Invite a real-size #BMWi3 into your home on your smartphone. The augmented reality app uses Tango, Google’s smartphone AR technology, available in the Google Play store in February.__________The driving range depends on a variety of factors, especially: personal driving behaviour, selected route, weather conditions, usage of heating/cooling and preconditioning.BMW i3 (94 Ah): energy consumption (combined): 12.6 / 13.1* kWh/100 km, CO2 emissions (combined) 0 g/km. / * Wheels cluster 1: 19“ wheelsFurther information about the official energy and fuel consumption and the official specific CO2 emissions for new passenger automobiles can be found in the "New Passenger Vehicle Fuel Consumption, CO2 Emission And Electric Power Consumption Guidelines", which are available free of charge at all sales outlets and from DAT Deutsche Automobil Treuhand GmbH, Hellmuth-Hirth-Str. 1, 73760 Ostfildern, Germany and on http://www.dat.de/angebote/verlagsprodukte/leitfaden-kraftstoffverbrauch.html

Gepostet von BMW i am Samstag, 7. Januar 2017

La nuova app permette ai propri utenti di esplorare la loro BMW i3 e i8 ideale, in scala reale ed in modo interattivo. Per saperne di più, abbiamo intervistato Andrea Castronovo, Vice Presidente del gruppo BMW e Stefan Biermann, Head of Innovations Sales & BMW i.

Cosa significa l’introduzione della tecnologia AR per lo show room come siamo abituati a conoscerlo? Si avvicinerà più alle persone e ai consumatori, non più fuori città, o forse diventerà più piccolo ed accessibile?

Andrea Castronovo: L’introduzione della realtà aumentata ci permetterà di offrire ai clienti più scelta nelle nostre concessionarie, dando l’opportunità al fornitore, ad esempio, di mostrare modelli che non ha possibilità di ospitare per motivi di spazio, oppure un’auto di un colore diverso da quello esposto. Ciò significa che anche una concessionaria più piccola potrà offrire ai propri clienti un’esperienza dell’auto desiderata più emozionale, invece di limitarsi a guardare l’auto tramite un configuratore su uno schermo. Inoltre, con la possibilità di scaricare BMW i Visualiser da Google Play, i clienti in possesso di un dispositivo con tecnologia Google Tango integrata potranno provare i modelli BMW i3 ed i8 dove e quando vorranno – a casa, nel bel mezzo della notte o nel momento per loro più adatto. In più, potranno salvare l’immagine della loro macchina preferita e condividerla sui social media, sul proprio profilo o con i propri amici. In futuro, avranno anche la possibilità di trasferire la propria pre-configurazione dal visualiser alla concessionaria più vicina per completare l’acquisto.

i Visualiser è stato sviluppato con la tecnologia di Google Tango ed è oggi disponibile su Google Play. Significa che è diretto ad un’audience specifica o si prevede nel futuro un’esperienza anche per gli utenti iOS?

Stefan Biermann: L’app i Visualiser è stata creata per attrarre chiunque sia interessato a saperne di più sui prodotti BMW i e a provare questi due modelli nel modo migliore, dopo la prova su strada.

La “i” a BMW sta per innovazione – quindi quali modelli migliori per presentare quest’approccio innovativo e portare le nostre macchine più vicine ai consumatori? Siamo sicuri che i Visualiser sarà interessante anche per i per gli utenti iOS (un’offerta futura su iOS dipende dalla disponibilità di dispositivi iOS con tecnologia Tango integrata). Attualmente tutti i dispositivi con tecnologia Tango integrata utilizzano Android.

Foto: BMW

Foto: BMW

i Visualiser si concentra per il momento solo sui modelli “i”?

Stefan Biermann: Attualmente solo i modelli BMW i3 e i8 sono disponibili sull’app, ma siamo solo allo stadio iniziale. Vedremo come si evolveranno le cose, ma stiamo considerando di aggiungere ulteriori modelli in futuro.

Allargando il campo, la vostra strategia di comunicazione sembra sempre più orientata a un user experience user-centrica: in funzione di questo, quanto e come muterà la vostra narrazione di marca?

Andrea Castronovo: Le nostre macchine sono prodotti emozionali e la decisione di comprarne o noleggiarne una è parzialmente spinta dall’elemento emotivo. Leggere dei nostri prodotti o guardarli sullo schermo di un computer va benissimo per raccogliere informazioni, ma non si riesce necessariamente ad arrivare al livello emotivo del consumatore – bisogna provare i nostri prodotti per capirli. Siamo sicuri che la realtà aumentata è la cosa più eccitante insieme alla test drive. È cosi realistica che le persone abbassano persino la testa quando “entrano” in macchina – come se ci fosse effettivamente un tettuccio! La AR rende le persone ancora più entusiaste del prodotto. Le nostre sono auto innovative e questa è un’esperienza innovativa che piace alle persone, permettendo di portare con sé un’impressione positiva del brand. Potremmo riassumere il concept in questo modo: la gioia è al centro del marchio BMW e cosi è stato per decenni – la gioia non si può spiegare, può essere solo provata.

Come pensate la realtà aumentata cambierà il processo di acquisto del consumatore nell’industria automobilistica? Diventerà una fase standard nell’acquisto per tutti i clienti?

Stefan Biermann: La realtà aumentata è un modo fantastico per provare una macchina non fisicamente disponibile al momento in cui il cliente vorrebbe, ma niente potrà mai sostituire l’esperienza reale, specialmente se parliamo di prova su strada. Pensiamo alla realtà aumentata come uno strumento utilizzabile nel processo di vendita, ma è difficile predire se verrà utilizzata da ogni cliente prima dell’acquisto. Ci aspettiamo comunque che diventi sempre più uno standard. Questo è solo l’inizio, siamo impazienti di vedere come le cose si evolveranno!

Parole Ostili: un Manifesto per fermare la violenza online

Più di seicento persone si sono ritrovate a Trieste il 17 e 18 febbraio per partecipare a Parole Ostili, l’evento pensato da Rosy Russo per discutere e capire il fenomeno della violenza online e stilare un Manifesto che gettasse le basi per un cambiamento generale nell’utilizzo di questo splendido media che è Internet. Noi ninja eravamo presenti all’evento, e questo è un piccolo riassunto di quello che è capitaot.

Primo giorno: la sessione plenaria di Parole Ostili

È stata Rosy Russo, ideatrice dell’evento, ad aprire la prima giornata dell’evento, dedicata a individuare le ragioni per cui un “Manifesto della comunicazione non ostile” sia sempre più necessario. Insieme a lei, sul palco si sono alternati molti ospiti di rilievo, come la Presidente della Camera Laura Boldrini, la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e l’Assessore Serena Tonel del comune di Trieste.

Coordinatore di tutti gli interventi è stato Alberto Fedel.

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Le interviste hanno spaziato tematiche diverse: dal cyberbullismo e la figura del cyberbullo, che agisce spesso inconsapevole delle conseguenze delle azioni che compie, fino ad arrivare al più generale tema dell’educazione online e sulla necessità di porre dei limiti ai comportamenti ritenuti poco tollerabili.

A supportare con dati concreti le teorie e le idee discusse dai vari relatori, i rappresentanti di SWGIstituto Toniolo e Voices from the Blogs, che hanno confermato la necessità di agire per contrastare la percezione crescente di un web inquinato da sentimenti negativi. A suffragare la tesi sono, appunto, i numeri presentati: il 70% dei cittadini ritiene che si sia superato il livello di guardia per quanto riguarda l’odio in Rete; nonostante l’86% dei giovani pensa che i social non vadano presi troppo sul serio, quasi la metà crede che l’hate speech sia un problema.

La giornata si è conclusa con Gianni Morandi, cantautore e affermato influencer su Facebook, che per primo ha firmato il manifesto di Parole Ostili, il documento che dovrebbe individuare il nuovo approccio per rendere il web un posto migliore.

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Il manifesto, pronto ad essere usato come copertina del vostro profilo Facebook, se volete!

Secondo giorno: i panel

Nella seconda giornata sono stati ben nove i panel cui i partecipanti all’evento hanno potuto assistere, articolati in tre sessioni parallele: Social media e scritture, Giornalismo e mass media, Viaggi, sport e divertimento, Politica e legge, Business e advertising, In nome di Dio, Giovani e Digitale, Bufale e algoritmi e Bambini e social media.

Noi ninja abbiamo scelto di seguirne due: Bufale e algoritmi (coordinato da Rodolfo Baggio) e Giovani e digitale (coordinato da Giovanni Boccia Artieri). Fra gli ospiti che sono intervenuti, citiamo lo scrittore Giovanni Ziccardi, il blogger Antonio Pavolini, e lo scrittore Walter Quattrociocchi.

In particolare, per il panel Bufale e algoritmi, citiamo gli interventi di Neil Perri (BUTAC) e Daniele Chieffi (SMM ENI), che hanno illustrato i pericoli della disinformazione, e di come questa possa causare danni reali, e di Andrea Sesta, redattore di Lercio.it, che ha tenuto un intervento sul fenomeno delle fake news, generate dall’interpretare come vere notizie inventate.

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Molto interessanti anche gli interventi di Elisabetta Zurovac, social media specialist di Pocce, che ha parlato di Snapchat e di quanto sia impossibile instaurare un dialogo attraverso questo canale, e quello di  Rosy Nardone, ricercatrice dell’Università di Chieti, che ha parlato di un mondo digitale che non ha ragione di essere considerato diverso e separato da quello reale: un mondo dove non ha più senso la contrapposizione tra nativi digitali un po’ barbari e migranti più civilizzati.

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Insomma, le occasioni per capire e per riflettere sono insomma state moltissime: la speranza è che il Manifesto che Parole Ostili ha lasciato in eredità con quest’edizione 2017 sia porti il web (e quindi i social) a essere un luogo migliore, dove il rispetto reciproco sia alla base e ognuno abbia consapevolezza della portata delle proprie azioni.

E voi amici ninja, cosa ne pensate? Diteci cosa ne pensate nella nostra pagina Facebook e nel gruppo LinkedIn!

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Jeep, Diesel e Samsung: i migliori annunci stampa della settimana

Creativity is the king.  L’advertising non può fare a meno di menti creative. Come ogni buon lunedì siamo pronti a farvi divertire.

Di settimana in settimana le migliori agenzie di tutto il mondo propongono campagne stampa davvero interessanti.

Questa volta abbiamo selezionato per voi le più colorate ed ironiche. Una menzione particolare per l’International Condom Day che si festeggia il 14 febbraio (non è soltanto riconosciuta come la festa degli innamorati!) e che Geometry Global ha rivisto in chiave assolutamente pungente.

Non mancano all’appello Samsung e Diesel. Arriviamo anche oltreoceano, per la precisione a Taiwan, con la creatività di Uni-President, società che si occupa di food a livello internazionale.

Non vogliamo deludere i nostri lettori. I primi mesi del 2017 sembrano molto ricchi di novità.

Jeep: Hopscotch

Se hai una Jeep il mondo diventa il tuo parco giochi, tutto da scoprire. Il modello Hopscotch è per veri duri. Ogni appassionato di off-road sa che viaggiare in una Jeep significa considerare l’avventura come un salto capace di valicare grandi distanze.

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Agenzia creativa: Publicis Middle East, Dubai, UAE
Art Director: Fernando Freitas
Copywriter: Braden Deatcher
Creative Director: Jan Leube
Illustrator: Gravy

Samsung: i frigoriferi capienti

I frigoriferi Samsung hanno una capacità incredibile. Proprio come i bambini. Possono “contenere” molto più di quanto si immagina.

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Agenzia creativa: Cheil Poland, Warsaw, Poland
Creative Director: Mojca Tirš
Art Directors: Rafał Michałek, Remigiusz Rogala
Copywriter: Marta Pelska, Mojca Tirš
Illustrator: Przemysław Truściński

Diesel: make love not walls

Non erigere muri, non fare “guerra”, piuttosto dispensa amore. Coloratissima e fondata sul gioco di parole, la campagna annunci stampa di Diesel è veramente particolare.

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Agenzia creativa: ​Anomaly, Amsterdam, Netherlands
Executive Creative Directors: Martin Ginsborg, Lars Jorgensen
Creative Director: Chris Adams, Ross Cavin
Agency Producer / Post Producer: Julia Llamas

International Condom Day: lui, lei

Non tentare la fortuna. Proteggersi con un condom può aiutare a non trasformare un’aspettativa positiva in realtà negativa contraendo l’HIV.

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Agenzia creativa: Geometry Global, Kyiv, Ukraine
Creative Director: Nadia Trikoz
Senior Art Director: Sergey Yaroslavtsev
Junior Art Director / Illustrator: Valentyn Bielienkov

Uni-President: authentic taste

Il gusto autentico della cucina giapponese e coreana.

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Agenzia creativa: mcgarrybowen,Shanghai, China
Chief Executive Officer: Simone Tam
Chief Creative Officer: Jeffry Gamble
Group Creative Director: Danny Li
Copywriters: Sihan Jin, Shireen Zhou, Evan Zhao

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Spectacles di Snapchat ora in vendita online a 130 dollari

Finalmente in vendita online Spectacles, gli smart glass realizzati da Snapchat e che permettono di registrare brevi video in un formato totalmente nuovo: grazie ad un campo visivo di 115°, i video sono realizzati in alta qualità e in un formato simile al fish eye.

La vendita è disponibile al momento solo per gli Stati Uniti d’America, dove gli Spectacles sono disponibili al costo di 129,99 $, anche se sarà necessario attendere fino a quattro settimane per la consegna. Dopo una lunga azione di buzzing creata grazie ai temporary store distribuiti nella città di New York, ora gli statunitensi possono finalmente acquistare dallo shop online ufficiale gli occhiali targati Snapchat.

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È un periodo denso di novità per Snap Inc.: infatti la società, all’inizio di questo mese, ha presentato i documenti presso la Securities and Exchange Commission (SEC), per diventare una società pubblica.A cinque anni dal lancio, Snapchat ha presenta l’IPO alla Borsa di New York per un valore di 3 miliardi di dollari: nella sua presentazione la società ha anche rivelato che prevede di ampliare in modo significativo la distribuzione dei suoi occhiali intelligenti nel 2017. Tuttavia Snap ha anche citato gli Spectacles come un fattore di rischio, essendo un progetto hardware costoso.

Snap Inc. sta facendo il giro del mondo per generare hype e migliorare l’idea iniziale che la sua applicazione Snapchat consista esclusivamente in una piattaforma di photo-sharing per adolescenti: la società vuole soprattutto affermarsi come azeinda sviluppatrice di dispositivi hardware e software in grado di tentare gli inserzionisti a bordo, più di quanto attualmente già faccia ad esempio Facebook.

Snap ha raddoppiato le sue acquisizioni nel 2016: in un evento che probabilmente avrà luogo il prossimo mese, l’azienda spera di raccogliere circa $ 3 miliardi di dollari e sta cercando di raggiungere una valutazione finale di circa 18,5 miliardi di dollari. In quest’ottica l’arrivo nello shop online degli Spectacles potrebbe dare un forte contributo al posizionamento della società. Vedremo presto quanto le vendite saranno positive fin dall’inizio o se faticheranno a decollare.

Come si è evoluto Instagram negli ultimi 6 anni

Quest’articolo è stato scritto da Orazio Spoto, Docente del Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy.

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Una cosa è certa.
Se non volete mai annoiarvi del vostro lavoro, dovete lavorare nei Social Media! Il perché è presto detto.

Questi cambiano con una frequenza inaudita e l’aggiornamento professionale è più che mai necessario.

Lo stesso concetto di Master, del resto va rivisto. Una volta se ne faceva uno e valeva per la vita. Oggi di fatto bisognerebbe farne almeno uno all’anno con l’obiettivo di raggiungere l’eccellenza senza dimenticarsi dell’operatività quotidiana. Teoria e pratica sono due elementi, inscindibili. Men che meno nel campo dei social media.

I social network si stanno evolvendo e come in una immensa e lunghissima partita a scacchi, ad ogni azione corrisponde una reazione.

Come si è evoluto Instagram

Una volta era il social network delle immagini quadrate, il suo logo, una polaroid datata, dava a questo social una valenza “retroradicalchic“.

I filtri, che preferisco sempre definire preset, erano usatissimi, proprio per giocare con i toni retrò.
Non era contemplato pubblicare troppe foto, men che meno tutte insieme e si privilegiava una foto massimo due al giorno che esprimessero “il meglio di“.

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Sono nati dei progetti interessanti su Instagram grazie al concetto di verticalizzazione dei temi.

Oggi la storia è completamente diversa. il logo della polaroid è stato sostituito da una immagine più commerciale (anche nei colori) e l’immagine quadrata non è più caratterizzante, visto che si possono usare anche i formati rettangolari. E questo, tutto sommato, è niente.

Nel frattempo su Instagram è arrivata la pubblicità che ha avuto un grandissimo successo, prima ancora sono arrivati i video.
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Ad Instagram si sono affiancate altre tre applicazioni realizzate dal team di sviluppo ufficiale: hyperlapse, boomerang e layout. Due di queste applicazioni permettono di realizzare video e inevitabilmente hanno contribuito ad immettere più contenuti animati nel paniere di Instagram.

Ma il grande cambiamento è avvenuto con le “Storie”

Di fatto Instagram Stories è ispirato a Snapchat. Il meccanismo è semplice: faccio un video (o scatto una foto) e le rendo disponibili per 24 ore sui miei canali ufficiali.
Non devo più preoccuparmi di selezionare, posso mettere altri contenuti e non devo preoccuparmi della qualità, durano 24 ore. Questo pensa l’utente su Instagram.

E poi si è aggiunta la Diretta. Così visibile, così pompata da Instagram dentro la sua applicazione.

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Instagram con questo ultimo (almeno per ora) aggiornamento, ha definitivamente perso quella sua essenza di social network esclusivo focalizzato sul bello. Oggi c’è una maggiore quantità di contenuti prodotti: dalle dirette, ai video realizzati con le app companion, passando ai messaggi diretti.

Instagram è sempre più affollato di utenti e di contenuti. Questo non è un male, infatti è perfettamente in linea con quanto vuole il management team della nota applicazione. Tutto ciò cambia il paradigma per quanti vogliono usare Instagram in maniera professionale: in particolare aziende, professionisti e Pmi.
È infatti necessario pensare ex novo tutte le dinamiche legate alla produzione di contenuti e al piano editoriale per sfruttare al meglio le opportunità date dal “nuovo” Instagram.
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Guida autonoma: Ford investe 1 miliardo su Argo AI

Ford Motor compie un passo deciso verso l’intelligenza artificiale per la guida autonoma programmando un investimento quinquennale di 1 miliardo di dollari nella startup Argo AI.

Argo AI

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Il cervello delle nuove driverless car della casa automobilistica è dunque nelle mani di un’azienda di Pittsburgh con un anno di vita, ma una specializzazione ben definita: robotica e sistemi di guida virtuale. La loro creazione sarà il tocco finale per l’auto a guida autonoma che Ford progetta di commercializzare nel 2021.

Dietro ad Argo ci sono personalità affermate nel settore tech. I fondatori sono Bryan Salesky, ex Google, e Peter Rander, ex Uber, accomunati da un passato come allievi del Carnegie Mellon Robotics Engineering Center.

A conferma delle loro capacità arrivano le parole di Raj Nair, vice-presidente esecutivo e CTO di Ford, pienamente convinto che l’investimento contribuirà alla realizzazione del veicolo nei tempi previsti:

“Quando emergono talenti come questi non puoi ignorarli”

Argo avrà dunque Ford come nuovo azionista di maggioranza, legame consolidato anche dai nuovi uffici Argo in Michigan e in California, che andranno a sommarsi alla sede di Pitttsburgh: nelle tre sedi saranno impiegati più di 200 dipendenti, in parte selezionati tra quelli attuali della casa automobilistica.

Ma la fiducia riposta nel nuovo software e le implicazioni sul settore non si fermano qui, poiché il CEO Mark Fields ha annunciato che la tecnologia potrebbe essere concessa in licenza ad altre aziende e l’investimento potrebbe includere anche un’Offerta Pubblica Iniziale.

Driverless Ford

ford guida autonoma

L’investimento in Argo si unisce agli altri operati da Ford nell’ultimo decennio, finalizzati alla realizzazione di un mezzo di trasporto che non necessita del conducente.

Nel marzo 2016 è stata creata la filiale Smart Mobility LCC, dedicata alla commercializzazione e nello stesso anno ha acquisito Chariot, un servizio di navetta on-demand che da San Francisco si espanderà in altre sette città entro la fine del 2017.

Altri investimenti complementari sono stati effettuati in Civil Maps (mappatura 3D), Nirenberg Neuroscience (visione artificiale), SAIPS (machine learning), Velodyne (sensori Lidar).

La corsa alla guida autonoma

Ford non ha rilasciato i risultati finanziari di Smart Mobility, anche se essa è inclusa in una una categoria finanziaria etichettata come “altri”, le cui perdite ammontano a 867 milioni di dollari nello scorso anno finanziario, in 71 milioni rispetto al 2015. Il 2017 non porterà ad un’inversione di tendenza: i profitti previsti dall’intero gruppo Ford per il 2017 sono inferiori ai 10 miliardi dell’esercizio precedente proprio in virtù degli investimenti nei servizi di mobilità.

Raj Nair ricorda che Ford è “oltre alla fase di ricerca” nello sviluppo della macchina, ma la concorrenza incalza: General Motors ha acquistato Cruise (tecnologie per la guida autonoma) per 600 milioni di dollari e investito quasi altrettanto in Lyft (impresa di trasporti), Uber ha puntato su Otto (camion a guida autonoma) con 700 milioni di euro, e Toyota che ha investito in ben 15 startup.

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In attesa di dire addio al volante, cosa ci riserverà il binomio startup – case automobilistiche nel prossimo futuro?