I Worksumer: la nuova generazione di lavoratori

Il sopravvento della camicia a quadretti del giovane startupper non è, necessariamente, causa della fine del colletto bianco. In realtà il cambiamento è dettato dall’evoluzione del contesto socio-economico e dai mutamenti in atto nei mercati e nei modelli lavorativi che hanno spinto alla creazione di nuovi bisogni e desideri.

La linea che separa la sfera privata da quella lavorativa è sempre più sfocata e la ricerca di un equilibrio tra le due dimensioni porta il lavoratore a prediligere spazi funzionali al lavoro con un’attenzione al benessere: ambienti activity-based e flessibili, corredati da servizi che gli permettano di prendersi cura di sé e divertirsi allo stesso tempo.

Nel contesto socio-economico attuale, molti sono i segnali di una sorta di “nuovo rinascimento del lavoro”: la soggettività, l’individualità e la flessibilità prendono il sopravvento sulla schematizzazione e uniformità dei comportamenti e degli ambienti. Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano questa nuova “mobilità della postazione di lavoro” potrebbe valere 27 miliardi in più di produttività e 10 miliardi in meno di costi fissi.

In questi ultimi anni si evidenziano nuovi modelli di fruizione degli spazi e del tempo del lavoro che incrocia modalità e nuovi schemi del lavoro ormai “liquido” – Bauman docet – e flessibile in termini di spazio e tempo ed esigenze di consumo funzionali al lavoro. Ecco la nascita del Worksumer.

Chi è il Worksumer?

Worksumer: la nuova generazione dei lavoratori

Questa nuova figura non corrisponde solo al giovane startupper, al creativo digitale, o al libero professionista ma anche professionisti e società più mature e tradizionali che trasferiscono in questi nuovi spazi gruppi di lavoro o interi rami di azienda con l’obiettivo di avviare e stimolare scambio e innovazione.

Lo smartworking innesca processi di condivisione e soddisfa appieno le esigenze del Worksumer soprattutto in spazi in grado di offrire un’esperienza di lavoro che favorisca innovazione e creatività e faciliti le conoscenze grazie ad eventi di formazione e networking.

Il focus si sposta, quindi, dal consumatore alla persona, con sempre maggiore attenzione a comportamenti, abitudini, obiettivi e contesto che la caratterizzano rispetto all’acquisto di prodotti per la soddisfazione di bisogni e desideri; ha spiegato Pietro Martani, CEO di Windows on Europe e ideatore di COPERNICO:

“La relazione tra tempo, spazio, contenuti e valori è centrale per capire il Worksumer. Si tratta di un lavoratore evoluto, allo stesso tempo protagonista e attore di una dimensione lavorativa dinamica e innovativa che va oltre il contesto tradizionale, creando un’esperienza diversa”.

Banconote al microscopio per il videogioco Tom Clancy’s The Division

Il lancio del nuovo videogioco Tom Clancy’s The Division è supportato dal teaser Cash Contagion.

Per creare il tema del teaser, gli ideatori della campagna sono partiti dalla causa scatenante della trama. Gli Stati Uniti sono caduti nel caos in seguito ad un contagio batterico diffuso tramite le banconote. Il giocatore ha il compito di ristabilire l’ordine. Secondo il sito spaziogames.it il gioco è ben fatto e permette di giocare in autonomia ma collegati ai server Ubisoft.

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La novità è la creazione di una versione console e una versione per il pc, in modo da avere la migliore risoluzione per entrambi i supporti.

Quindi il videogioco ha caratteristiche molto interessanti ed è necessario attirare l’attenzione degli appassionati di videogiochi. Come fare?

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Il teaser è veicolato su internet quindi l’interfaccia è il pc, in modo da sottolineare la possibilità di avere anche questo supporto. La campagna è basata sull’ esperienzialità e sulla scoperta progressiva che generano coinvolgimento.

L’esperienzialità si realizza nel coinvolgimento personale, cioè nel concreto agire di chi vuole indagare lo stato di salute della propria banconota. Infatti, la schermata ti invita a inserire alcuni parametri e ti comunica località geografica e grado di presenza di sostanze varie. A questo punto non ti accontento, vuoi saperne di più.

Ed ecco che inizia la tua scoperta progressiva perché dopo l’analisi si aprono pagine successive, che ad ogni step svelano qualcosa in più.

A chi si rivolge?

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Veniamo al target. Chi non ha una banconota? Chi non è curioso di scoprire cosa nasconde la propria banconota? Tu ne hai una e sei curioso. Come te, tanti, quindi molti. Allora diciamo tutti.

Perciò un bacino enorme di potenziali curiosi. La forza di questa campagna è la capacità di arrivare a tutti, anche a chi non è appassionato di videogiochi ma semplicemente curioso di svelare un mistero. Così, si crea una grande aspettativa, rafforzata dal countdown per i giorni che mancano alla disponibilità del videogioco. Poi il passaparola ed ecco che la condivisione esplode!

E tu? Cosa aspetti a scoprire cosa racconta la tua banconota?

Escile, Chupa Chups ci crede e Family-Italo: epicwin ed epicfail della settimana

epicwin_fail_copertinaAnche la settimana scorsa ha regalato tante emozioni: come sempre il mondo social è sempre ricco di colpi di scena, avvenimenti a volte epici e altre volte incerti. Insomma, ogni settimana è sempre una sorpresa.

Al quinto posto, sulla scia di quella precedente, ci sono ancora loro: il sapientino Bill e il candidato Oscar più discusso degli ultimi tempi, Leonardo DiCaprio. Come tutto ciò che è in rete, la loro presenza continua ad essere una costante sui social network. Anche quando poi subentra la monotonia e si passa agli avvisi-minaccia come “Be Like Uma. Kill Bill“. L’ironia su Leo e Revenant, in realtà, non avrà fine sino alla settimana successiva alla notte degli Oscar.
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Salendo di un posto, ecco come l’hashtag sbarca all’università. Qualche  tempo fa divenne virale: valanghe di utenti commentavano al suon di “Escile” ogni foto provocante su Facebook ed ora, ecco che torna alla ribalta, seppur in un ambiente diverso, l’hashtag #escile.

Partita da Milano e diffusa in tutta Italia: la campagna social che ha visto numerosi studenti rivendicare il proprio ateneo d’appartenenza seguito dall’hashtag #escile non avrebbe suscitato poi tanto clamore se non fosse per le molteplici foto pubblicate ritenute troppo spinte.

Seni prosperosi, muscoli scolpiti e via dicendo hanno intasato le bacheche e fatto discutere l’Italia intera. Da Milano a Macerata, in tutto il Bel Paese ognuno è stato particolarmente impegnato a far uscire qualcosa. Ma c’è chi, d’altro canto, propone uscite alternative. Epic, sì!

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Medaglia di bronzo per i mood of the day. Le divertenti gif che stanno spopolando sul web sono diventate un oracolo giornaliero: dal cibo agli insulti, dalla banalità all’argomento serioso. Diciamo la verità: la scorsa settimana ognuno di noi, almeno una volta, ha fatto click su una gif che riteneva divertente. E quando si tratta di stare sul pezzo, Ceres c’è.

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Secondo classificato è Friendz, l’app che unisce brand e foto, che ha trovato un modo divertente e simpatico per far conoscere l’arte. Alla domanda “Chi saresti se fossi un quadro?”, centinaia di utenti hanno risposto indossando panni..artistici!  #MiTroviAgliUffizi per noi è epicwin.

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Rullo di tamburi: vince la rubrica epicwin/ epicfail della settimana, Chupa Chups con la sua gif provocatoria. La promessa è stata: A 100mila like, l’asciugamano cadrà. Giudicata da alcuni geniale e divertente, da altri ritenuta inopportuna e sessista: ai social l’ardua sentenza.

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Destare curiosità, aumentare i like, far parlare di sé, non danneggiando l’immagine di qualcuno in particolare. Chupa Chips è stato comunque (ed in ogni caso) epic!

Fuori da ogni classifica, polemica, giudizio: qualcosa di fantastico è accaduto lo scorso sabato, quando l’Italia intera si è dimostrata unita e sveglia dinanzi ad una tematica così importante. Così come il popolo nelle piazze, anche i brand hanno espresso la loro. Come Yamamay che, senza parole, rende bene il concetto. Epicwin, mode on.

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Tante, tantissime segnalazioni per la Fb fan page della Regione Lombardia che in seguito all’illuminazione del Pirellone con la scritta “Family Day” ha ricevuto centinaia di commenti negativi. Per il mondo social, quindi, un epicfail.

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Sempre a tema #FamilyDay, chiudiamo con un piccolo riassunto della faccenda Italo.

La compagnia di trasporti su rotaia lancia una campagna sconti dedicata a sabato prossimo, e i loro clienti/fan non sembrano prenderla troppo bene.

Certo, la community non è stata molto aiutata dalle comunicazioni aziendali..

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Resta da capire quanto sul lungo periodo certe reazioni portino veramente l’utenza a rinunciare a un servizio, in favore di quello di un competitor diretto.
Continueremo a studiare, osservare e interpretare i social media (anche) per rispondere a domande come questa!

Ed ora? Pronti per cominciare un’altra settimana epica?

Telegram, l’app più interessante nella guerra sulla privacy

Velocità, sicurezza, chat segrete, tutela assoluta della privacy, saranno queste le armi vincenti  dell’applicazione di messaggistica istantanea Telegram?

12 miliardi di messaggi inviati ogni giorno, 60 milioni circa gli utenti attivi mensilmente, questi i numeri registrati nell’ultimo anno, periodo in cui l’applicazione si è affermata tra i giganti dell’instant messaging, diventando per molti il principale mezzo di comunicazione da mobile.

Sarà la voglia di comunicare in libertà a spingere gli utenti all’utilizzo di Telegram? Ma soprattutto chi sono coloro che la usano maggiormente?

“Gli utilizzatori più assidui sono soggetti influenti, politici e uomini d’affari. Persone che insomma hanno qualcosa da nascondere”

Ironizza cosi Pavel Durov , Founder di Telegram, spesso definito lo “Zuckerberg di Russia” per aver lanciato con successo Vkontakte, il  social network che ha coinvolto ampie fasce di utenti russi offrendosi  come valida alternativa al re dei social Facebook.

Pavel Durov: Ribelle o paladino della privacy?

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Chi è Pavel Durov?

Un anarchico con una personalità fuori dagli schemi o semplicemente una persona che tiene molto alla difesa della privacy?

I suoi trascorsi lo rendono senza ombra di dubbio un personaggio fuori dal comune e imprevedibile, di certo non disposto a scendere a compromessi, neanche se dall’altra parte si trovino autorità e governi sempre più ostili all’istant messaging “fuori controllo”.

Cittadino del mondo, dopo aver venduto le quote della sua azienda per proteggere i dati dei suoi utenti minacciati dal governo Russo, abbandona il paese e inizia a viaggiare tra Berlino, New York e San Francisco. Nel 2014 dalla sua insoddisfazione per le applicazioni di messaggistica istantanea presenti sul mercato, da lui ritenute irrispettose nei confronti della riservatezza degli utenti, lancia insieme al fratello Nikolai Telegram.

Telegram è un servizio di messaggistica istantanea molto simile a Whatsapp, ma con una notevole differenza attribuibile ad un sistema di  copertura e criptaggio dei dati che secondo Pavol Durov lo renderebbe invulnerabile e quindi totalmente sicuro. Le conversazioni che avvengono mediante l’applicazione, oltre ad essere crittografate, vengono salvate sul server di Telegram così da essere inaccessibili a chiunque compresi i dipendenti aziendali.

La libertà di comunicazione nel rispetto della privacy è  l’obiettivo dell’applicazione, simboleggiato dal suo stesso logo un piccolo aeroplano di carta.

La particolarità del personaggio continua a confermarsi in ogni sua dichiarazione, per lui Telegram non è un progetto di business:

Telegram non è pensato per produrre profitti, non venderà mai pubblicità e non accetterà mai investimenti esterni. Non è in vendita. Non stiamo costruendo un database ma un programma di messaggistica per le persone”

Che Pavel sia molto legato al concetto di privacy e soprattutto all’idea di proteggere quella dei suoi utenti si era palesemente capito: è stato lui stesso a dichiarare che dal giorno in cui l’app esiste non è mai stato rivelato ne a terzi ne a governi un singolo dato degli utenti.

Telegram: sorvegliato speciale in Cina

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Telegram in alcuni paesi sembra non risultare molto simpatico agli occhi dei governi locali che considerano le chat protette potenziali pericoli per l’intera nazione.

È il caso della Cina, dove le autorità locali hanno da poco sollevato un polverone sul caso Telegram: tutti coloro che fanno uso dell’applicazione di messaggistica, devono essere ritenuti sospetti.

Si corre seriamente il rischio che venga emanata un ordinanza dalle autorità che imponga la rimozione di questa tipologia di servizi nel paese.

È la prima volta che in Cina si verifica un fatto del genere, non era mai stato vietato l’utilizzo di un software se non motivato da un eventuale uso illecito dello stesso.

Agitazioni per Telegram in Medio Oriente

Anche in Medio Oriente il caso Telegram crea agitazioni. Nei giorni passati  il servizio di Telegram è stato rallentato in Arabia Saudita, lo ha confermato Pavel Durov sul suo profilo Twitter, dichiarando di non conoscerne le motivazioni.

Inizialmente si è pensato ad un problema tecnico, ma poi è apparso evidente come il blocco fosse opera del governo saudita.

Dopo gli attacchi avvenuti a Parigi lo scorso Novembre, Telegram è stato e continua ad essere nel mirino delle autorità, in quanto accusato di essere il canale di comunicazione dell’ISIS e di altre organizzazioni estremiste.

I contenuti di Telegram, privi di restrizioni, rappresentano un punto a favore verso la libertà di comunicazione ma allo stesso tempo un potenziale pericolo per la sicurezza. Attualmente l’azienda di Durov sta lavoranado  per eliminare il materiale a rischio e tranquillizzare le autorità.

Anche se la missione è dura, ogni volta che Telegram blocca un canale dell’ISIS, ne nascono altri due in quello stesso momento. Un altro paese dove i servizi di messaggistica istantanea sono seriamente messi in discussione è l’Iran.

Il governo iraniano insiste sulla rimozione dei contenuti ritenuti pericolosi e  immorali,  come quelli relativi alla pornografia  o appartenenti ad attività criminali. Durov si sentirà in colpa per questa situazione?

A quanto pare no, queste le sue parola al riguardo:

“La privacy è in definitiva più importante delle nostre paure per le situazioni spiacevoli, come il terrorismo. E’ un dato di fatto che in Medio Oriente c’è una guerra legata all’ISIS. Ammettendo che questa organizzazione criminale utilizzi Telgram per comunicare, ciò  non implica che noi dobbiamo sentirci in colpa, noi stiamo proteggendo solo la privacy dei nostri utenti. Anche se non ci fosse Telegram o le sue modalità di fruizione fossero differenti, l’ISIS non trovandolo un mezzo sicuro, ne troverebbe di certo un altro per comunicare con le sue cellule.”

Cosa succederà nel prossimo futuro e quale sarà l’evoluzione della vicenda Telegram? Vincerà la voglia di comunicare liberamente o la paura che la sicurezza della collettività sia minacciata?

30 Under 30: chi sono i giovani Italiani da tenere d’occhio selezionati da Forbes

Forbes ama le classifiche e inaugura il 2016 con con la nuova 30 Under 30 Europe, una Top 300 dei migliori giovani europei per le dieci categorie individuate.

Dopo aver letto con attenzione la classifica dei 300 migliori giovani leader, inventori, creativi e imprenditori dei dieci diversi settori, alla ricerca degli Italiani per le varie categorie, le considerazioni sulle posizioni ricoperte dagli Under 30 made in Italy ovviamente sono moltissime, a partire dall’assenza di nomi nostrani in settori come quello dell’Entertainment e dei Social Entrepreneurs.

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Ma ci sono anche sorprese riservate dalla classifica, perché per tutte le altre categorie, a dispetto delle dimensioni geografiche dell’Italia, c’è sempre almeno un rappresentante del tricolore.

Abbiamo chiesto a tre rappresentanti degli Under 30 italiani cosa significa essere stati inclusi in questa lista e come proseguirà il loro lavoro.

Gli artisti della 30 Under 30 di Forbes

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Sono coloro che creano e disegnano il futuro, dalla cucina alla moda. Per l’Italia troviamo in questa categoria il ventottenne Guglielmo Castelli, illustratore per Vogue Italia. Con diverse personali all’attivo, anche all’estero, dalle sue tele e dai suoi colori è in grado di far emergere poesie evanescenti che lo classificano pienamente come artista.

Nella stessa sezione della classifica, meglio conosciuta come The Blond Salad, Chiara Ferragni svetta nell’impero del fashion. Ad appena 28 anni il suo blog di moda si è trasformato in un magazine digitale e la linea di calzature, lanciata nel 2010, è ormai venduta in tutto il mondo. Con oltre 5 milioni di follower su Instagram, Chiara Ferragni è anche un’attenta imprenditrice in grado di generare guadagni per milioni di dollari.

A seguire, Simone Colombo e Matteo Meraldi, rispettivamente 27 e 25 anni, designer e Cofounder di FORMILIZ3D.

Dalle politiche energetiche all’innovazione edilizia, gli Italiani dell’Industry

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Scalabilità è la parola chiave di questo settore. Dai robot ai pezzi di ricambio, i giovani under 30 della categoria Industry hanno saputo costruire la proprio fortuna sulla produzione.

Esperto di politiche energetiche, Andrea Bonzanni, con l’esperienza dei suoi 29 anni, è consigliere per il trading desk EDF ed ha sviluppato punti chiave della legislazione energetica europea sulle tariffe di trasmissione e sul carbon trading.

In sua compagnia Marco Morini, 27 anni, Cofounder di Sbskin, startup che si occupa di innovazione edilizia. Con i suoi soci Morini sta creando gli edifici solari, in grado di produrre autonomamente il 10% dell’energia totale necessaria all’edificio stesso. L’idea è basata sull’attività di ricerca, condotta ormai da diversi anni presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo, finalizzata all’ottimizzazione energetica ed all’incremento delle prestazioni degli elementi di captazione della luce naturale, da impiegare per la realizzazione di involucri edilizi.

Sono molto onorato, essere fra i primi 30 in Europa secondo Forbes rappresenta un riconoscimento al nostro duro lavoro, al nostro impegno e alle nostre idee E soprattutto ci convince che dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere obiettivi sempre più alti e difficili! Spero che la 30 Europe Under 30 List diventi una vetrina di rilevanza internazionale per la nostra SBskin – Smart Building Skin che proprio quest’anno farà la sua entrata sul mercato.

Marco Morini, Cofounder di Sbskin

Categoria Media: vince il self-made man

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Definire e condurre un mondo in continuo mutamento, quello delle notizie e dei contenuti. Per queste capacità Forbes ha scelto di incoronare tra gli italiani Francesco Maesano, reporter de La Stampa. Definito come un professionista serio, partito da un piccolo giornale per arrivare alle pagine del quotidiano nazionale, Maesano è un po’ il self-made man della carta stampata, apprezzato soprattutto per il suo lavoro come inviato al Parlamento.

Italiani: santi, poeti e… politici

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Forse nessuna sorpresa nello scoprire che è quella della Policy la categoria più ricca di rappresentanti dell’Italia. Tra la ventottenne Anna Ascani, eletta come deputato al Parlamento italiano ad appena 25 anni, e il Vicepresidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio, la futura classe politica promette davvero un cambio generazionale.

Ma in questa sezione c’è posto anche per Jacopo Mele. Ad appena 22 anni è presidente della fondazione tecno-filantropica Homo Ex Machina e cofondatore di AREEA, una società che lavora per proteggere le persone dalle sostanze inquinanti. Mele ha contribuito allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale per aiutare in caso di catastrofi naturali e ha influenzato le politiche in materia.

Certamente è una bella soddisfazione essere inclusi nella lista di Forbes. Personalmente non noto ancora una vera differenza, anche se la percezione da parte degli altri è cambiata. Devo ancora rendermi conto di questo bel riconoscimento. È bello sapere che qualcuno ha notato il lavoro che faccio, che spesso è difficile da raccontare.
Credo che i giovani in Italia non si rendano ancora conto delle grandi opportunità che hanno, perché ricevono poca fiducia da parte dell’ambiente in cui crescono e si formano.
Io sono stato fortunato: ho ricevuto fiducia e non sono rimasto “solo uno smanettone”. Ho avuto una rete di persone che mi hanno spinto, educato e supportato. Proprio da questo nascono i miei progetti anche nel sociale. Quando fai networking fai proprio questo: semini e poi raccogli. Probabilmente in Italia si fa poca rete e si è ancora troppo chiusi, soprattutto nel rapporto tra senior e junior. I giovani così non capiscono di poter brillare e restano ancorati agli stage, senza mai provarci davvero. Ora è il momento di puntare sugli under 18, perché quella è l’età giusta per cominciare a provare.
Jacopo Mele, presidente di Homo ex Machina

E sempre nella stessa categoria troviamo altri due nomi italiani: il ventitreenne Leonardo Quattrucci e la ventinovenne Giulia Pastorella. Quattrucci ome più giovane consigliere alla Commissione europea, coordina sei team, è specializzato nel futuro del lavoro e in innovazione istituzionale e fa parte del World Economic Forum Global. Giulia, invece, è consulente di HPInc., attualmente impegnata a completare il suo dottorato in Studi europei alla London School of Economics.

I giovani del retail e dell’eCommerce

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Impegnato a ripensare il modo in cui facciamo acquisti on e offline, è Federico Schiano di Pepe a portare la bandiera italiana per l’eCommerce. A 28 anni è Cofounder di CoContest, la piattaforma di crowdsourcing per l’interior design con più di 25.000 iscritti.

Sono onorato di essere tra gli startupper italiani della classifica 30 Under 30 di Forbes. Questo riconoscimento premia gli sforzi ed i traguardi raggiunti da tutto il team di CoContest, in particolare dai miei soci Filippo e Alessandro. Per noi è l’occasione di sottolineare l’incredibile paradosso secondo cui il valore di CoContest viene riconosciuto da più parti a livello internazionale, mentre in Italia veniamo a volte osteggiati. Speriamo che quest’ulteriore riconoscimento internazionale possa contribuire a cambiare le cosa anche qui in Italia.

Federico Schiano di Pepe, Cofounder di CoContest

30 Under 30: la scienza ci regalerà un motore innovativo made in Italy

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Cercano di scoprire nuovi mondi, dal microscopio alle sonde spaziali, e portano alto il nome dei rispettivi Paesi anche all’estero. Sono i tecnici e gli scienziati selezionati da Forbes per la sua 30 Under 30 Europe, tra cui troviamo anche l’italiano Matteo Lostaglio. “Lascia una tazza di tè caldo sul tavolo e si raffredderà. Ma nel mondo dei quanti, perché non potrebbe riscaldarsi?” Lostaglio studia la termodinamica per esplorare le profonde connessioni tra energia e informazioni. Il suo lavoro potrebbe portare ad una nuova generazione di motori su scala nanometrica.

Puntano sul Food gli Under 30 della Finanza italiana

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Anche nel mondo della finanza spiccano due nomi nostrani. Sono quelli di Stefania Boroli e di Dario Galbiati Alborghetti. La prima ex consulente di Bain ha contribuito a lanciare Idea Taste of Italy, un fondo di private equity focalizzato sul settore food&wine; il secondo, a capo di Food Labs, che aiuta nella costruzione e nell’investimento in startup del settore food.

Under 30: la tecnologia è italiana

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Trasformano i nostri smartphone in remote control per la nostra vita quotidiana. Sono i giovani della sezione Tech scelti da Forbes. Per l’Italia il ventottenne Claudio Guarnieri, ricercatore per la sicurezza e membro di CitizenLab, ha fatto parte del team che ha scoperto come i Paesi con precedenti discutibili in ambito di diritti umani utilizzino la tecnologia contro gli attivisti. Forse più noto come creatore di due strumenti di analisi contro i Malware open source ampiamente utilizzati: Cuckoo Sandbox e Malwr.

La street art degli Orticanoodles colora la ciminiera Branca

di Silvia Scardapane

A Milano, in via Resegone, svetta una ciminiera altissima e coloratissima: è la #ciminierabranca, simbolo della storica Fratelli Branca Distillerie, divenuta protagonista, soprattutto nell’ultimo periodo, di grandi attenzioni mediatiche. Il merito di tanto interesse, inutile dirlo, va alla Street Art.

Infatti l’azienda italiana ha scelto di promuovere un progetto di restyling atto a trasformare un elemento architettonico tanto imponente in una vera e propria opera d’arte, contando sulla collaborazione del duo di street artisti milanesi Wally e Alita, insieme noti come Orticanoodles, artisticamente nati appunto nel quartiere meneghino dell’Ortica, dove ha sede il loro laboratorio.

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L’esperienza degli Orticanoodles nasce dunque tra le strade di Milano, prima con la poster-art e poi, successivamente, con l’utilizzo della tecnica dello stencil, fino ad approdare al nuovo concept dello stencil on stencil, dove i ritratti di leader famosi o artisti si sovrappongono alle parole per creare un rapporto reciproco e continuo tra il soggetto e il messaggio.

Per la Fratelli Branca, invece, gli Orticanoodles hanno optato per la tecnica dello spolvero, la stessa usata anche da Michelangelo nel Cinquecento. La scelta non è casuale: si sceglie di celebrare ed onorare una tradizione, anche se si opera nella contemporaneità; un concetto vicino all’impresa Branca che, proprio per questo, ha prediletto la Street Art per festeggiare i suoi 170 anni di storia.

Il grande murale – il più alto d’Italia con i suoi 55 metri di altezza e tra i più alti d’Europa – rappresenta le 27 erbe che hanno reso famoso Fernet-Branca nel mondo, aggrovigliate tra bottiglie storiche e simboli iconici, tra cui anche il noto marchio ufficiale con l’aquila che sorvola il mondo.

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La Fratelli Branca Distillerie, tramite il leitmotiv aziendale del “Novare Serbando” (rinnovare conservando), consolida così anche il rapporto con i propri dipendenti, che hanno direttamente partecipato ad un’esperienza di pittura collaborativa con gli Orticanoodles, confermando quella comunicazione d’avanguardia che contraddistingue l’impresa da anni, in particolar modo dal 2009, anno in cui l’azienda ha portato la creatività nella propria sede con l’inaugurazione del Museo Collezione Branca.

street art

Streetness non può dunque che felicitarsi della scelta aziendale, non solo perché è con la Street Art e con il racconto per immagini che la Fratelli Branca Distillerie raggiunge e coinvolge il più ampio numero di persone possibili, ma anche perché, puntando sull’originalità e sull’innovazione, conserva un legame interessante con il territorio milanese, tratto nient’affatto scontato.

Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Il web sovrabbonda di strumenti digitali che contribuiscono a facilitare l’analisi dei dati per favorire una corretta strategia di web marketing. Ora però occorre prendere quei report e dargli un valore aggiunto: quello umano.

Daddy Kotler

Philip Kotler, padre della moderna concezione del marketing, lo definisce come “l’individuazione e il soddisfacimento dei bisogni umani e sociali”. D’altro canto, lui stesso ci ricorda che le definizioni sono funzionali allo scopo, per cui altre definizioni possono essere altrettanto valide, a seconda della prospettiva funzionale.

Ecco dunque che il ruolo sociale del marketing lo qualifica come “processo sociale attraverso il quale gli individui e i gruppi ottengono ciò di cui hanno bisogno attraverso la creazione, l’offerta e lo scambio di prodotti e servizi di valore“.

È più prosaico ma altrettanto valido identificare il marketing come “la capacità di creare il prodotto giusto sulla base delle analisi delle ricerche di mercato”.

Una visione ulteriormente disincantata lo identifica infine come un mezzo per generare un ritorno di investimento (ROI) ben definito.

Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Question Marketing

Come si sia arrivati ad un certo risultato, tuttavia, non è sempre  facile da definire. Addentrandosi nel web marketing è facile trovare tool che forniscono report estesi e precisi che tuttavia spesso mancano dell’anello finale.

L’aumento del traffico sul sito è stato realmente causato dalla mia ultima iniziativa SEO? Il raddoppio delle interazioni su un social è stato causato dalla qualità delle foto e/o da un incremento degli hashtag? Le vendite dell’e-commerce sono precipitate unicamente a causa di “quella” recensione negativa?

LEGGI ANCHE: Come iniziare con la Social Media Analysis? I consigli di Emanuela Zaccone

Evolution

Il primo passo per far fruttare i dati raccolti consiste visualizzare correttamente le analisi. Certo, da Google Analytics in poi tutti i tool forniscono i più variegati report, spreadsheet e summary, ma tocca all’uomo davanti allo schermo scegliere come figurarli.

Non è banale conoscere a fondo i tool utilizzati per svicolarsi dalle impostazioni di default e ottenere delle visualizzazioni personalizzate, in grado di approfondire gli aspetti rilevanti per l’azienda alle spalle dell’essere umano e non per le statistiche su cui si basano i software.

Questo porta alla luce un aspetto più profondo: le sempre più esaustive analisi prodotte dagli strumenti necessitano di essere rapportate alla realtà, confrontate tra loro, osservate con logica oggettiva quanto con estro imprenditoriale. Ancora una volta, l’uomo è l’ultimo anello dell’evoluzione.

Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Analysis Instinct

Un buon piano di marketing aiuta a ricercare, prevedere ed evidenziare possibili concause per uno stesso effetto, ma solo un professionista può decidere, ad esempio, quanto peso dare al buzz digitale sul suo brand, trovando il modo di ottenere un riscontro da altr fonti o mettendo alla prova la solidità dei giudizi provenienti dalla Rete.

L’ultimo passo è quello di sfruttare proprio le attitudini umane, e trasformare una pratica conosciuta in un’abitudine, per evitare di cadere nella trappola della procrastinazione.

Questa buona regola vale sia per i marketer quanto che i businessman, per i consulenti quanto per i dipendenti.

Sfruttate dunque i tool più moderni, ma non dimenticate che le inferenze più redditizie arriveranno dall’hardware che avete in testa. E solo voi sapete di quanti reminder avete bisogno per stimolarlo in modo duraturo.

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IBM ha comprato UStream per 130 milioni di dollari

IBM ha comprato Ustream, con l’obiettivo di creare una nuova piattaforma di servizi video in cloud, per una cifra stimata intorno ai 130 milioni di dollari (non confermata ufficialmente da IBM).

La nuova piattaforma video di IBM sarà l’unione delle recenti acquisizioni di UStream e ClearLap e, precedentemente, Cleversafe e Aspera e sarà guidata da Braxton Jarratt, in arrivo proprio da UStream come parte dell’accordo.

Il progetto della nuova piattaforma era già in cantiere, come dimostra la rapida successioni delle acquisizioni.

Una delle cose di cui siamo rimasti colpiti quando sono iniziate le trattative con IBM, è stato il grande piano generale dietro l’acquisizione – ha detto Jarratt – Non era un tentavivo di inglobare un concorrente, era un piano ben congegnato per lo sviluppo dei servizi di video cloud.

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IBM  ha comprato UStream e punta ai servizi cloud

IBM ha comprato Ustream perché possa fornire gli elementi necessari e i servizi a tutto tondo che le mancavano per la creazione della piattaforma e lo sviluppo di nuovi modi di distribuzione del video e, sul sito ufficiale, UStream diventa UStream for IBM Cloud.

Questa strategia va valutata certamente in un contesto ampio e non si limita alla realizzazione di “semplice”, per quanto innovativo, servizio di fruizione di contenuti video.

Il quadro generale è diverso: IBM ha intuito le potenzialità dei servizi cloud e della necessità di ottimi servizi di storage e ha scelto di mettersi in gioco per approdare a un nuovo mercato.

Una lista di tool per ottimizzare le azioni di Influencer Marketing

L’influencer marketing: una delle forme di comunicazione che più sta registrando consensi nell’ultimo periodo. Quasi la totalità dei brand ha ormai attivi progetti digitali legati al mondo degli influencer, ampia dimostrazione del suo valore. Una crescita che non è passata inosservata alle software house: sono molte le realtà che hanno ‘sfornato’ strumenti focalizzati a migliorare e rendere più semplici le attività dell’influencer marketing.

Free, professionali, rivolti verso ambiti precisi (Twitter, Instagram, web): c’è l’imbarazzo della scelta quando parliamo di tool. Risorse sviluppate per raccogliere dati pubblici e restituirci analisi dettagliate (Open Source Intelligence) utili ad individuare l’influencer più adatto al tuo progetto.

Oggi ti propongo alcuni tra i migliori, così da aiutarti in questa non sempre facile scelta.

Augure (Web& Social)

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La piattaforma Augure Influencer è un motore di ricerca semantico che analizza tutti i media, blog e social network di oltre 300.000 influencer online. Attraverso l’uso di parole chiave è possibile effettuare ricerche molto precise.

Augure ci fornisce inoltre i contatti e, per ogni influencer, una scheda ricca di dettagli (siti e blog per cui scrive, ultimi articoli o post). Dati che diventano fondamentali al momento della selezione.

Se non bastasse potremmo, attraverso la piattaforma, inviare direttamente messaggi, comunicati stampa 2.0 ed inviti agli influencer scelti. A completare il già ricco “pacchetto” Augure offre uno strumento di web listening e uno di analisi delle performance social.

Un tool completo, che ci dà la possibilità di seguire una campagna dalla A alla Z, tutto con un solo strumento,  in un unico luogo dedicato, una vera manna per chi lavora quotidianamente in progetti di influencer marketing.

Strumenti web generici

Buzzoole Finder

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Ecco un altro strumento dalle grandi potenzialità. Finder, il nuovo motore di ricerca degli influencer di una startup italiana, Buzzoole. Un tool dalla grande semplicità di utilizzo che ci sostiene nella fase di individuazione degli influencer più rilevanti per tematica. Finder permette ricerche negli oltre 2 miliardi di profili analizzati dallo staff Buzzoole.

Il pregio di Finder? Senza dubbio l’essere sviluppato con una user experience immediata e molto intuitiva. La ricerca ne risulta di conseguenza molto facilitata e capace di essere utilizzata anche da personale con esperienza ridotta.

Finder (come il già citato Augure) non valuta esclusivamente il lato quantitativo degli influencer (numero di follower), ma anche quello qualitativo, ponendo attenzione anche su quanto l’audience sia realmente in focus. Per esempio, se cerchi un profilo nel mondo travel non sarà rilevante che abbia 100.000 follower ma quanti di essi siano “appartenenti” al settore travel.

Klear

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La nuova versione del molto apprezzato tool di analisi Twitter Twtrland è oggi un tool per l’influencer marketing. Negli ultimi anni è passato da strumento di analisi degli utenti di Twitter a tool dedicato all’influencer marketing. Klear dà la possibilità di realizzare ricerche approfondite su ogni utente individuato tra gli oltre 200 milioni di profili. A migliorare la ricerca ci sono anche 60 mila categorie e 5 anni di storico, dati che rendono Klear preciso e attendibile.

Un tool completo, che dà la possibilità anche di realizzare ricerche free per utenti non iscritti.

Buzzsumo

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Lo stesso Buzzsumo così utile ai blogger lo è anche in chiave di Influencer Marketing? Sì. La piattaforma grazie alla feature “influencers” permette ricerche per keyword finalizzate ad individuare gli utenti più influenti ad esse connesse.

Oltre che filtrare per luogo (location) è possibile effettuarlo per tipologia di utente (Blogger, Influencer, Companie, Journalist, Regular People).

Il risultato è una lista ricca di informazioni (page authority, domain authority, followers, ecc), ovviamente ridimensionata nella versione free del tool.

Focus sui social media

Followerwonk (Twitter)

Followerwonk

Una delle risorse all’interno della suite Moz, Followerwonk pur non essendo uno strumento dedicato all’influencer marketing, è comunque un valido ‘appoggio’, ovviamente quando il campo di interesse è Twitter. Il tool permette ricerche e analisi degli account, andando inoltre a comparare gli stessi.

La ricerca può essere fatta per account , “Twitter bio” o parole chiave d’interesse. I migliori risultati sono quelli ordinati per “Social Authority”, un parametro che considera:

  • percentuale di retweet dei propri tweet;
  • tempo di decadimento dei propri tweet;
  • followers e following.

Seppur non attendibile al 100%, il Social Authority risulta discretamente preciso e pertinente.

La versione free è molto valida, ideale per chi deve seguire un numero limitato di progetti.

Iconosquare Influncers (Instagram)

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Chiudo la lista non con uno strumento, ma con una risorsa web rilasciata pochi mesi fa. La nuova feature di Iconosquare, tool celebre per la gestione e l’analisi di Instagram, dà la possibilità di avere classifiche aggiornate dei best igers a livello mondiale. Stato, tematica, follower, performance, Influencers riesce a presentare una panoramica completa per ogni utente. Un ulteriore supporto prezioso per facilitare l’individuazione e la selezione degli influencer.

Il tool fondamentale: l’uomo

Gli strumenti, come in qualsiasi attività, risultano basilari, ma non dobbiamo mai scordare che questi sono un aiuto, un sostegno al know how dei professionisti. Non c’è da stupirsi, la centralità delle relazioni in questa particolare forma di marketing non può che necessitare di un lato prettamente umano e delle qualità ad esso legate. Qualità che ovviamente faticano a riscontrarsi in macchine e bot.

L’elemento essenziale è la nostra capacità di interpretare i dati e le persone che abbiamo davanti, rapportandosi con esse e dando vita a relazioni reali e produttive per entrambe le parti. Nessun tool senza il lato umano ci porterà lontano, ancor di più nel caso dell’influencer marketing. Quindi non dimentichiamolo mai: Be Human.

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Internet of Things: 5 interessanti progetti mobile

L’Internet of Things è la naturale conseguenza della pressochè totale diffusione degli smartphone: avere sempre in tasca un dispositivo capace di elaborare, ricevere ed inviare una mole importante di dati ci permetterà di interagire ad un livello più profondo con oggetti di uso comune, svolgendo le azioni quotidiane più efficacemente e in meno tempo. L’Internet delle Cose non è un concetto nuovo: se ne parla da più di un decennio ma, a causa dei limiti tecnologici e dell’alto costo dei primi dispositivi in commercio, negli anni passati tali innovazioni sono state accolte in modo tiepido dal mercato.

Lo scenario sta lentamente cambiando: con l’abbattimento dei costi legati alla tecnologia, alcuni pionieri sono riusciti a portare alla luce (e nelle case dei consumatori) il loro progetto tramite campagne di crowdfunding.

Di seguito vi mostriamo 5 dispositivi intelligenti che sembrano provenire dal futuro, ma esistono già possono essere acquistati a meno di quanto pensiate!

Fluxo – la smart lamp completamente personalizzabile

Con i suoi 300 led, Fluxo è un lampadario personalizzabile tramite smartphone nell’intensità, nel colore e nella direzione, per creare l’atmosfera giusta in ogni occasione; le impostazioni preferite possono poi essere salvate per applicazioni future. Fluxo impara automaticamente le abitudini domestiche, si spegne quando lasciate la stanza e, al rientro, imposta un’illuminazione personalizzata sulla base dell’utilizzo pregresso. Questo oggetto di design costa €699 spedizione esclusa, ma aderendo alla campagna InDemand di Indiegogo potrete portarvelo a casa a €499.

Olmose – riutilizza il vecchio smartphone come sistema di sorveglianza

Olmose è un’app che trasforma il tuo vecchio smartphone in un sistema di videosorveglianza controllabile da un altro smartphone. Attraverso l’apposito dock, acquistabile anche separatamente, guadagnerete il sensore di movimento a infrarossi, un flash ausiliario e la possibilità di avere il sistema di sorveglianza sempre sotto carica. Non solo video: Olmose traccia anche il segnale GPS, facendo da antifurto satellitare per la vostra automobile. Il prezzo dell’app Olmose+dock è di €93, ma può essere acquistato con un po’ di sconto, spedizione inclusa, contribuendo alla campagna di Kickstarter.

Remi – la sveglia multifunzione per bambini fino a 10 anni


Remi è uno strumento meraviglioso per adulti e bambini: è una sveglia antiurto, uno speaker bluetooth, un sistema di controllo dei neonati, un walkie-talkie, una luce notturna che si illumina di colori diversi, e inoltre analizza anche il sonno. La faccia stilizzata di Remi aiuta i bambini a integrarsi con il ritmo giorno/notte; tutte le funzionalità di Remi possono essere controllate da smartphone, mentre i dati sul sonno vengono inviati tramite bluetooth e analizzati con l’apposita app. È possibile acquistare Remi a 59 dollari (circa €54,18) tramite l’offerta esclusiva sulla campagna Indiegogo.

Touchjet Wave – Trasforma qualsiasi TV in un tablet touch screen

Se finora avete sognato di fare presentazioni aziendali in stile Minority Report, Touchjet Wave è il gadget che fa per voi: si tratta di un dispositivo capace di trasformare ogni TV dai 20 agli 80 pollici in un gigantesco tablet android touchscreen, capace di girare da solo o di trasmettere lo schermo di un altro dispositivo Android. È un dispositivo Android con un processore quad-core, 2GB di RAM, 16GB di memoria ROM e un sensore a infrarossi per simulare gli swype e i tap sullo schermo, estendendo le potenzialità della smart TV. È possibile ordinare il Touchjet Wave a 199 dollari (€183 circa), spedizione esclusa, sulla pagina dell’apposita campagna di Indiegogo. Le spedizioni per gli ordini di questi giorni partono da Giugno 2016.

Bluesmart – l’alleata del viaggiatore tech

Bluesmart è una vera valigia intelligente, con funzionalità davvero sfiziose. Dimenticate le varie combinazioni: Bluesmart utilizza una chiusura digitale che si controlla tramite smartphone. La valigia ha anche un sensore Gps, per comunicarvi sempre la sua esatta posizione, oltre ad un sensore di prossimità e una bilancia incorporata. Un’altra importante feature riguarda la batteria incorporata per la ricarica di dispositivi mobili, che vi consentirà fino a 6 ricariche complete. In futuro, le potenzialità di Bluesmart potranno essere incrementate lavorando sull’app. Ad esempio, l’app potrebbe interagire con il calendario dello smartphone per consigliare servizi e orari di partenza sulla base delle proprie abitudini. Bluesmart è disponibile in preordine su Indiegogo al prezzo di 399 dollari (circa €366,3) spedizioni escluse.

Gli smart gadget sono la “next big thing”?

Con il segmento degli smartphone nella sua fase di maturità, produttori e consumatori sono in fermento per la prossima grande svolta che segnerà i consumi e costumi futuri. Ci sono buone possibilità che l’Internet delle Cose avrà un ruolo determinante per i prodotti del futuro prossimo.