Week in Social: basta commenti su Instagram e Facebook sempre più come Snapchat

Nonostante il ponte, nonostante per qualcuno oggi sembri già domenica e per qualcun altro un lunedì a tradimento, è pur sempre venerdì e vediamo di capire cosa ci ha regalato la settimana in termini di news dal mondo dei social media: arriva Week (breve) in Social.

Instagram

Il network degli amanti di fotografia continua la sua campagna per “mantenere Instagram un luogo positivo di espressione di sé“, ovvero haters attenti a voi!

Dopo il sistema di controllo dei commenti tramite filtri basati su parole chiave, ora arriverà la possibilità di eliminare i commenti da un singolo post. In questo modo quando vorrai, potrai postare un contenuto senza il bisogno di sapere le opinioni di tutti e potrai semplicemente “spegnere” la possibilità di commentare. Questa opzione, fino ad ora disponibile solo su alcuni account, verrà implementata nelle prossime settimane e resa disponibile a tutti.

Sarà sufficiente andare su “Funzioni avanzate” prima di postare un’immagine e selezionare “Disattiva i commenti”. Una volta postato, potrai comunque cambiare idea e, tramite il menu, riattivare la funzione.

Ma non è tutto: sarà anche possibile esprimere la propria opinione su un singolo commento cliccando su un cuore vicino il singolo commento. Questo, spiega Instagram, perché “mostrare supporto incoraggia la positività della community”.

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E ancora: arriva l’opzione che esprime in modo più diretto l’interesse nel social network per la positività, cioè la possibilità di segnalare in modo anonimo le tue preoccupazioni per un amico che dà segni di bisogno di aiuto o addirittura corre, secondo te, il rischio di commettere degli atti autodistruttivi. Instagram si preoccuperà di organizzare l’aiuto necessario attraverso un team attivo 24 ore su 24.

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Facebook

Settimana ricca di news anche da Menlo Park, che continua il suo duello con Snapchat. Arriva, infatti, Camera Effect Platform, uno strumento che permette di personalizzare foto e video creando dei filtri ad hoc. Tutti gli utenti e i gestori di pagine potranno creare delle cornici utilizzando la in-app camera.

Per creare una cornice basterà creare il design che preferisci e esportarlo in PNG con uno sfondo trasparente, caricandolo poi su Facebook richiedendo l’approvazione.

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Al momento questa funzione sarà disponibile soltanto in Colombia, Messico, Taiwan, Regno Unito e Irlanda.

E infine: avete presente quando i commenti sfuggono di mano e diventano una conversazione a sé? Ecco, Facebook sta cercando un modo per aiutare gli utenti a seguire la conversazione. Alcuni utenti vedranno i commenti ai post che seguono comparire come tradizionali messaggi di chat. La conversazione potrà comunque essere nascosta o disabilitata attraverso il menu drop down relativo al post.

Anche per questa settimana è tutto: non resta che godersi il doppio weekend e aspettare le novità che ci porterà la prossima.

Google ha imparato a leggere le tue labbra

Nessun calcolatore 9000 ha mai commesso un errore o alterato un’informazione. Noi siamo, senza possibili eccezioni di sorta, a prova di errore, e incapaci di sbagliare

Lo pronuncia HAL 9000, il supercomputer di bordo della nave spaziale Discovery nel film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e dell’omonimo libro di Arthur C. Clarke. Il suo nome è l’acronimo per Heuristic ALgorithmic” (“algoritmo euristico”).

E la predizione su un futuro di computer autonomi al servizio degli esseri umani sta diventando reale.
Il campo dell’intelligenza artificiale e del deep learning, infatti, sono in costante crescita nell’ultimo periodo e il trend continuerà ad espandersi, grazie a forti investimenti che importanti società come Google stanno stanziando per le ricerche in questo settore.

Dopo algoritmi in grado di interpretare le emozioni umane, Google sta per lanciare una tecnologia capace di leggere le labbra delle persone. Il progetto ideato per perfezionare un software capace di leggere il labialeè seguito da DeepMind, l’azienda londinese specializzata in progetti di Artificial Intelligence e machine learning, acquisita da Alphabet (Google) nel 2014, in collaborazione con l’Università di OxfordScopriamone subito i dettagli! 

Watch, Listen, Attend, and Spell: Google impara dalla tv!

Il progetto di Artificial Intelligence (AI) ha applicato il “deep learning”, ossia la tecnologia d’apprendimento automatico che mima il comportamento dei neuroni umani, ad un’immensa quantità di dati rilevanti.
La ricerca è stata divisa in due fasi: il team di studiosi prima ha “piazzato” il software davanti ad uno schermo televisivo, facendogli osservare 5 mila ore di trasmissioni di sei differenti show della Bbc, andati in onda tra gennaio 2010 e dicembre 2015. Nella seconda fase, poi, l’ abilità del software è stata testata su show popolari in Gran Bretagna, trasmessi da marzo a settembre 2016, come Newsnight, Question Time e World Today.

Il training chiamato “Watch, listen, attend and spell ha previsto l’elaborazione di circa 118 mila frasi e di 17.500 parole uniche.

Su 200 frasi scelte a caso, il software ha letto correttamente ogni singola parola nel 46,8% dei casiha individuato in maniera esatta, nella metà dei casi, quanto pronunciato da una delle persone inquadrate sullo schermo, analizzandone esclusivamente il movimento delle labbra, senza basarsi sull’audio di quanto pronunciato.
Se pensate che i professionisti di questa disciplina sono arrivati nei test solo al 12,4% (ovvero poco più di una parola su dieci), l’efficienza del software appare più sorprendente!

I ricercatori di Google e di Oxford hanno pubblicato i risultati del proprio lavoro scientifico congiunto su Arxiv nel documento “Lip Reading Sentences in the Wild, in cui spiegano l’obiettivo dello studio:

riconoscere frasi ed espressioni, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno l’audio. Rispetto ai lavori precedenti, la lettura labiale è stata testata con video spontanei”, cioè non studiati in laboratorio ma provenienti dal mondo esterno.[… ] Lo studio indica anche alcune possibili applicazioni di una tecnologia come questa: ad esempio, trascrivere con facilità film muti, sottotitoli per non udenti, interi eventi e conferenze confusionarie.

In futuro con Deepmind si potrebbero, inoltre, impartire comandi silenziosi agli assistenti digitali come Siri, Cortana o Google Assistant semplicemente muovendo le labbra e parlando sottovoce. Una videocamera integrata nel ricevitore potrebbe capire in tempo reale quello che l’utente sta dicendo e avviare l’azione richiesta.

E pensate poi, cari amici Ninja, alla possibilità offerta da un simile software di “ascoltare” le conversazioni da lontano, senza bisogno di microfoni o all’installazione dello stesso in telecamere nascoste. Spionaggio in stile 007! 😉

Perché le persone smettono di seguire il tuo brand sui Social

Cosa si aspettano davvero i clienti dalle campagne pubblicitarie dei brand sui social media? Cosa spegne o accende il loro interesse? Quali sono i comportamenti che maggiormente li infastidiscono?

La piattaforma Sprout Social ha recentemente condotto un sondaggio, su un campione di circa 1.000 persone, per scoprire cosa pensano gli utenti dei contenuti di marca sui social media e delle campagne pubblicitarie.

Nonostante il campione non molto ampio, dalla ricerca sono emersi dati e tendenze interessanti di cui ogni azienda che intenda massimizzare i propri risultati sui social media dovrebbe tener conto. Vediamo i principali.

Essere autoreferenziali

Innanzitutto, gli utenti hanno dichiarato che il comportamento più fastidioso dei brand sui social media è l’eccesso di promozione.

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I social media non sono – e non vengono percepiti – come piattaforme di trasmissione ma media “conversazionali” che orientano verso un’interazione uno-ad-uno, piuttosto che luoghi dove gli annunci pubblicitari saltano fuori ad ogni angolo. Insomma, non è possibile – e non è gradito – ignorare l’elemento social.

L’uso di un gergo (slang)

Nel tentativo di entrare in contatto con il sempre più sfuggente Millennial market, alcuni esagerano. Bisogna scegliere uno stile di comunicazione che sia in linea sia con il marchio che con il proprio pubblico.

La mancanza di personalità

Se il profilo di un’azienda è tempestato da retweet, messaggi generati automaticamente e citazioni, come si può pretendere che il pubblico sia “catturato” dal marchio? E’ importante definire la mission e lo scopo del proprio brand prima di costruire una social media strategy.

Cercare di essere troppo divertenti

Esattamente come utilizzare un gergo particolare, anche voler divertire il pubblico a tutti i costi infastidisce gli utenti. La sperimentazione è senz’altro importante, ma lo è altrettanto capire quando si sta uscendo fuori traccia per non rischiare di esagerare in negativo.

Non rispondere ai messaggi

Nonostante la maggior parte degli utenti segua i vari brand attraverso i social media semplicemente per vedere i contenuti che essi propongono, non ricevere risposta ad un messaggio è indubbiamente una delle cose che infastidisce i potenziali clienti.

Dire cose percepite come non utili

Un dato importante è quello che riguarda le informazioni non rilevanti. Certamente, essere attivi sui social media è necessario ma ogni messaggio deve essere in linea con il contesto: concentrarsi su contenuti percepiti dall’audience come non utili può rivelarsi, nel medio periodo, un minus difficilmente arginabile.

I motivi per cui si segue un brand

Parallelamente all’indagine su un aspetto più “negativo“, Sprout Social ha anche chiesto agli utenti quali siano i motivi che spingono a seguire un brand sui social media.

La maggior parte di essi ha risposto, semplicemente, di amare quel prodotto o quel servizio.

Social media

Oltre al fattore più “empatico“, le persone seguono i brand anche per rimanere aggiornate sulle promozioni o gli incentivi oppure, semplicemente, per essere intrattenute. Anche se questo tipo di follower può sembrare inutile, non è affatto così: un follower infatti, se ben coinvolto, può trasformarsi in un cliente. Non è un caso, infatti, che Sprout Social abbia evidenziato come ben il 75% degli utenti ha acquistato un prodotto perché lo ha visto sui social media. 

Social media

Così come non è un caso che la maggior parte delle persone sia più propensa ad acquistare un marchio che segue sui social: un po’ come dire che si compra più volentieri da chi si conosce già.

Social media

Il Social Media Marketing è diventato un elemento chiave, quasi un passaggio obbligato, all’interno del processo di relazione con l’utente. L’attività tramite social media rafforza la reputazione del proprio brand e, se utilizzata in maniera efficace, la migliora.

Che ne pensate amici lettori? Diteci la vostra sulla nostra pagina Facebook e il nostro gruppo LinkedIn.

Perché la tua app può fallire prima del lancio e come evitarlo

Molto spesso accade che un’app, certamente interessante e con un’idea promettente alla base, fallisca prima del lancio sul mercato.

Le ragioni di questi fallimenti possono essere innumerevoli, qui vi presentiamo le più frequenti secondo i giovani imprenditori dello YEC.

L’app destinata al fallimento ha troppe poche funzioni o è troppo complicata

Perché la tua app può fallire

Regola vuole che la prima versione di un’applicazione sia semplice e svolga poche funzioni in maniera veloce ed efficace, per essere poi migliorata con i feedback dei primi utilizzatori.

Molte app però falliscono perché sono troppo snelle e vengono tagliate funzioni che gli utenti apprezzerebbero.

Allo stesso tempo, un’app troppo complessa e con troppe caratteristiche molto spesso finisce con l’essere abbandonata dagli utenti in pochi minuti.

Gli obiettivi e i bisogni che l’app soddisferà non sono chiari

Prima di sviluppare, è bene definire nei dettagli lo scopo della nostra applicazione e in che maniera faciliterà le operazioni degli utenti.

La semplicità è la chiave anche in questo caso: bisogna capire come essere utili al nostro target e tenere la nostra app il più coerente possibile con questa idea.

Perché la tua app può fallire: non stai ascoltando il feedback degli user

Perché la tua app può fallire

Per avere successo, dobbiamo saper sfruttare i consigli e i suggerimenti di chi utilizza la nostra app.

Prima di rilasciare un’applicazione sul mercato, è importante utilizzare il maggior numero possibile di beta tester per ridurre al minimo i possibili bug.

Non opporti al cambiamento

Durante la creazione e lo sviluppo di un’app, è facile incappare in ostacoli e blocchi. Occorre essere flessibili e non fissarsi solo su un procedimento.

Gli sviluppatori devono essere aperti al cambiamento e al reindirizzamento, in modo da riuscire a cambiare efficacemente rotta in caso di problemi.

LEGGI ANCHE: L’importanza dei colori nella progettazione del web design

Perché la tua app può fallire: è progettata male

Perché la tua app può fallire

Sembra quasi ovvio, ma una delle cause di fallimento principali è un’interfaccia mal realizzata.

Quando un’app è lenta e poco funzionale, la user experience ne risente e la probabilità di abbandono dopo i primi utilizzi aumenta.

Un’app deve risolvere problemi, non crearne ulteriori con arresti e blocchi improvvisi.

Non ultimo, anche l’estetica vuole la sua parte ed è necessario utilizzare colori e toni consistenti con il tipo di app ed il brand.

#YouTubeRewind 2016, celebriamo l’anno in 7 minuti

La fine del 2016 è alle porte e come ogni anno YouTube ha deciso di celebrarlo con un video.

Tema di quest’anno “Rewind Reality”: oltre 200 talenti di YouTube scoprono un “rewind button” che gli da il potere di trasformare il mondo che li circonda in scene ispirate dalla piattaforma di video sharing.

Il video, girato in oltre 18 paesi, ha tra i protagonisti James Corden, Dwayne Johnson (The Rock),Casey Neistat, Trevor Noah, Nicky Jam, The Chainsmokers, Seth Meyers, Charlamagne Da god, e Dua Lipa e numerosi YouTuber.

Tra i successi 2016 ripresi nel video: Pokemon Go, il video Pen Pineapple Apple Pen, Jay-Z con”Famous”, la serie Carpool Karaoke, l’acrobazia virale del lancio della bottiglia di Michael Senatore e tanti altri.

La musica che accompagna le immagini è stata realizzata da Major Lazer ed include numerose hits dell’anno da Justin Bieber, Ghost Town DJs, The Chainsmokers, Fifth Harmony and Nicky Jam.

I riferimenti alla cultura pop sono così tanti che YouTube ha anche lanciato un QUIZ per metterti alla prova ed individuarli tutti.

Qui il dietro le quinte del video.

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Google App Maker, il nuovo tool per sviluppare app aziendali

Google sta lavorando duramente per convincere le grandi aziende ad adottare la sua G Suite, la raccolta di software web-based in precedenza noto come Google Apps. Fino ad oggi però gli sviluppatori hanno reclamato l’esigenza di strumenti molto specifici per il loro business.

Il che ci porta al lancio finalmente di App Maker, la nuova offerta che Google ha integrato come parte della G Suite for Business: si tratta di una piattaforma su cloud che permetterà alle aziende di creare app personalizzate integrabili con tutti i sistemi Google.

Al momento App Maker è disponibile solo per i nuovi utenti di G Suite e sembra avere funzionalità semplici, come i widget drag-and-drop per copiare e incollare il codice.

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App Maker si basa sulle funzionalità che Google ha utilizzato per costruire in modo efficiente più di 300 applicazioni e integra facilmente Google Maps, Google Docs, Google Translate, Google Calendar, Gmail, Google Drive, Google Forms, Google Sites, Google Sheet, Google Contacts e Google BigQuery. Inoltre ha il supporto per gli standard di JavaScript, HTML, CSS, e jQuery.

Google ha lanciato App Maker con un video che mostra le testimonianze di chi ha già provato la suite:

I competitor di Google, a parte Microsoft con la sua suite PowerApps, lanciata lo scorso anno, sono per la maggior parte delle startup, da Capriza, a PowWow mobile, a SkyGiraffe.

Dal canto suo Google però può offrire l’integrazione con i suoi principali strumenti che attualmente sono utilizzati da molte aziende come tool di produttività: da Gmail a Google Calendar, Big G può offrire alle aziende un approccio semplice alla realizzazione di app comunque con performance discreta in ambito gestionale, contabile, automazione dei processi e molto altro.

È necessario precisare che le applicazioni create con App Maker sono destinate principalmente a una fruizione tramite desktop, ma grazie al fatto di essere responsive, le app potranno essere utilizzate comodamente anche su tablet e smartphone.

La campagna di Pocket Coffee

La campagna di Pocket Coffee dedicata alla “gente della notte”

Milano, notte. Due ragazze ripetono gli argomenti dell’esame che dovranno sostenere il giorno successivo. Un uomo piange per aver perso la donna che amava e un tassista è fermo per strada in attesa della prossima corsa. Non si tratta della sceneggiatura dall’ultimo film di Paolo Sorrentino, ma dell’ultima campagna di Pocket Coffee.

Di notte le parole scorrono più lente, però molto più facile parlare con la gente, conoscere le storie, ognuna originale, sapere che nel mondo nessuno è normale, ognuno avrà qualcosa che ti potrà insegnare

Cantava così Jovanotti negli anni Novanta e oggi Pocket Coffee ci fa rivivere quelle emozioni, trasportandole dal digitale al reale attraverso i social network.

La campagna di Pocket Coffee

Quella di Pocket Coffee è un’operazione integrata che ha coniugato l’attività editoriale su Facebook, le attività sul territorio e la produzione di un contenuto video, diffuso poi anche sui canali social del brand.

Milano è stata il punto di partenza per la costruzione dell’intero concept della campagna: una città viva anche di notte, in cui le persone non dormono mai.

“La carica del caffè e il piacere del cioccolato” di Pocket Coffee sembrano fatte apposta per i milanesi.

Sulla pagina Facebook del marchio sono comparsi una serie di post notturni e geolocalizzati sul capoluogo lombardo.

La campagna di Pocket Coffee

Tutte le persone ancora sveglie erano invitate a raccontare cosa facevano in quel momento, scrivendo nei commenti perché avevano bisogno di una ricarica di piacere.

Tassisti e startupper: le notti in bianco nella campagna di Pocket Coffee

Tassisti, disegnatori, mamme e papà con figli insonni, “maratoneti” di serie TV, startupper alle prese con una notte di lavoro in ufficio, studenti e studentesse sotto esame, autisti di pullman, edicolanti, panettieri, gruppi di amici festaioli hanno risposto all’appello.

Tutti operativi nonostante l’orario, tutti bisognosi di una ricarica di cioccolato e caffè.

Tra le oltre duecento richieste ricevute nelle due notti dell’operazione, Pocket Coffee ne ha selezionate alcune, inviando fattorini a consegnare in tempo reale gli indispensabili astucci con il prodotto.

Le consegne, tra visi increduli, risate, racconti e ringraziamenti, hanno dato vita al video, veicolato poi su Facebook e su Youtube.

Il risultato è un video-racconto di una notte molto emozionante che narra le vite della gente comune, quella ancora in grado di dare davvero la pelle d’oca. Chissà che tra le altre, la prossima volta, ci sia anche la tua storia.

Prove di futuro da Pizza Hut a Shanghai con il robot cameriere

George Lucas ci aveva visto lungo. Era il 1977 quando iniziava la scalata al successo mondiale con la prima trilogia di Star Wars. Nel nuovo ristorante Pizza Hut di Shanghai un robot molto simile a R2-D2 accoglie i clienti alla porta e li conduce al loro tavolo, si chiama Casper.

Il ristorante in questione si chiama ph+ ed è ospitato nel seminterrato della Shanghai Tower, edificio più alto della città. Si tratta di uno dei primi tentativi di utilizzo dei robot per questo genere di attività. Ad avere l’idea è stata la società cinese Yum Cina Holdings, titolare della licenza cinese per KFC, Pizza Hut e Taco Bell.

L’azienda ha 7.300 ristoranti con circa 400.000 dipendenti. Yum è considerato un vero pioniere in Cina. Nel 1987 è riuscito a portare Kentucky Fried Chicken nel continente e Pizza Hut nel 1990. Purtroppo a causa degli scandali che hanno colpito KFC attorno alla sicurezza alimentare e alla concorrenza dei marchi locali le vendite hanno subito un duro colpo.

Cosa inventarci? I robot che accompagnano i clienti ai propri tavoli. Easy!

Il vero ruolo del robot di Pizza Hut a Shangai

Un robot cameriere al Pizza Hut di Shangai

Casper vi saluta e vi porta al vostro tavolo con un amichevole “seguimi“.

Non solo. I robot hanno il ruolo di attirare i giovani e soprattutto i turisti che vanno al ponte di osservazione sulla Torre di Shanghai, secondo edificio più alto del mondo: il ristorante si trova proprio vicino all’ingresso.

LEGGI ANCHE: Switch Bot, il robot più piccolo al mondo

In Asia non è il primo caso di ristorante “gestito” da un robot. A maggio un ristorante KFC di Shangai ha introdotto la novità di un robot addetto alle ordinazioni. In generale tutti i negozi di KFC in Cina si stanno rinnovando per restare al passo coi tempi.

Certo i risultati non sempre sono positivi come nel caso Pizza Hut di Shangai.

Lo scorso aprile, infatti, alcuni ristoranti di Guangzhou, in Cina, pionieri nell’utilizzo dei robot come camerieri al fine di risparmiare sul personale, hanno deciso di licenziare gli androidi. L’edizione in lingua inglese del China Post raccolse le ragioni dei ristoratori:

Spesso soffrono avarie, si scontrano tra di loro nei corridoi del ristorante ed è impossibile che consegnino una zuppa senza farla schizzare.

I clienti non erano soddisfatti perché ogni volta dovevano sporgersi dal tavolo per raccogliere i piatti dal vassoio, dal momento che i robot non erano in grado di farlo.

Fare prove di futuro è fondamentale anche se in alcuni casi sostituire gli uomini non è facile come sembra.

eBay apre il pop-up store delle emozioni

Immagina di poter fare i tuoi acquisti di Natale senza stress, lasciandoti guidare dalle tue emozioni. Se ti piace questa idea, devi (come noi) sperare che l’esperimento di eBay, lanciato a fine novembre, diventi realtà.

Basandosi su diversi studi che hanno evidenziato quanto lo shopping natalizio ci metta a dura prova, eBay ha aperto per due giorni a Londra il primo pop-up store alimentato dalle emozioni, chiamato “The Ultimate Do Good, Feel Good Shop”.

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Lo shopping di Natale? Un’enorme fonte di stress!

Un regalo per la mamma. Per il papà. Per la dolce metà. Per il nonno. Per l’amica. Potremmo andare avanti all’infinito, il concetto tanto ormai lo hai capito: sono tante le persone a cui ci piace far trovare qualcosa sotto l’albero, con buona pace dei nostri livelli di stress.

Secondo una ricerca condotta da eBay pare infatti che i battiti del cuore subiscano un incremento del 33% durante lo shopping di Natale, paragonabile al ritmo cardiaco durante una maratona. In particolare, le persone sopra i 45 anni sembrano più di tutti subire questa pressione, definendo gli acquisti natalizi un’esperienza “estremamente intensa”. Inoltre molti di loro hanno perso interesse negli acquisti dopo 32 minuti, raggiungendo quello che eBay ha definito “muro del disincanto”, ovvero il momento in cui il cliente si accontenta di un prodotto che non lo soddisfa pur di non dover proseguire con gli acquisti. La conseguenza? Grosse somme di denaro investite in regali non voluti.

Il temporary store di eBay è stato concepito con l’obiettivo di rendere l’esperienza di acquisto il più rilassante possibile, a partire dall’ambiente: luci basse e accenti luminosi in neon.

“Abbiamo creato un’esperienza di shopping zen, che elimina tutto il rumore superfluo e lo stress che solitamente lo shopping porta”

ha spiegato a MailOnline Julia Hutton-Potts, direttore della comunicazione di eBay Marketplaces.

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Un aiuto dalla tecnologia per uno shopping pieno di emozioni

Non aspettarti un classico negozio, qui lo shopping si fa con le emozioni. Letteralmente. Ogni cliente ha avuto accesso ad una cabina privata con un grande monitor ed una camera, mentre una voce “calma” spiegava tramite delle cuffie cosa sarebbe accaduto una volta inseriti i propri dati (nome, indirizzo mail, età e genere): ad ogni utente sono stati mostrati 12 prodotti, ciascuno per 10 secondi. Le reazioni ad ogni prodotto visualizzato sono state analizzate tramite un sistema di codifica facciale e tecnologia bio-analitica ideate da Lightwave.

Lo scopo? Riuscire ad interpretare le emozioni suscitate da ogni singolo oggetto visualizzato, per ideare una lista di regali ideale. Ad esempio, se un oggetto durante l’esperimento incontra il consenso provocando un sorriso, gli angoli della bocca che si alzano rappresentano un evidente segnale di gradimento; al contrario, un’espressione accigliata sottolinea dissenso.

Una volta mostrati i 12 articoli all’utente, viene poi inviato via mail l’elenco dei prodotti graditi. Una sua lista di regali di Natale personalizzata sulla base delle vere emozioni suscitate.

“Il concetto di non dover acquistare sotto pressione, ma solo perché il prodotto in questione incontra il tuo consenso è un’opportunità davvero interessante. Questo potrebbe diventare per tutti un modo in cui fare shopping, in futuro” ha aggiunto Julia Hutton-Potts.

A rendere ancora più unico e suggestivo l’ambiente la presenza di un Emotional Tapestry, una proiezione artistica in real time delle risposte emotive agli oggetti mostrati ai clienti nelle cabine. Fantastico, vero?!

Instagram: ora puoi controllare i commenti, metterci un like e rimuovere i follower

Instagram ha appena annunciato l’inizio del roll-out di una serie di nuove funzionalità e tool per garantire maggior sicurezza alle persone sulla piattaforma.

L’aggiornamento include:

  • La possibilità di disattivare i commenti su singoli post
  • La possibilità di rimuovere follower dagli account privati
  • La possibilità di mettere ‘like’ ai commenti

Disattivare commenti

Like ai commenti

Già a settembre il social network di Mark Zuckerberg aveva lanciato una serie di strumenti per aiutare le persone a controllare la propria esperienza su Instagram, incluso uno strumento per filtrare i commenti.

Questi ulteriori aggiornamenti sono la riflessione dell’impegno costante di Instagram per garantire che le persone possano esprimere se stesse in maniera sicura sulla piattaforma.

Kevin Systrom, Co-fondatore e CEO, ha scritto un post in cui spiega nel dettaglio le novità introdotte. Ve lo riportiamo integralmente qui:

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Sicurezza su Instagram: più strumenti e controllo

Fin dalla sua nascita, il principale obiettivo di Instagram è stato rendere la piattaforma un luogo accogliente per tutti. A settembre è stato comunicato l’impegno a mantenere Instagram un luogo positivo in cui ognuno possa esprimersi. Oggi desidero parlare degli strumenti che lanceremo per garantire maggior sicurezza alle persone.

Funzioni di controllo nei commenti
La maggior parte delle conversazioni su Instagram passa attraverso i commenti. Sebbene questi siano per lo più positivi, non sono sempre graditi. In precedenza, abbiamo introdotto la possibilità di poterli filtrare in base alle parole chiave. Si è trattato di un passo importante per offrirti più controllo; tuttavia, esistono due funzioni che pensiamo miglioreranno questa esperienza.

Nelle prossime settimane, aggiungeremo la possibilità di mettere “Mi piace” ai commenti toccando un’icona a forma di cuore accanto a qualsiasi commento. Mettendo “Mi piace”, mostrerai il tuo supporto e incoraggerai la diffusione di uno spirito positivo nella Community.

Inoltre, aggiungeremo un modo per disattivare i commenti su qualsiasi post. A volte, possono esserci dei momenti in cui desideri che nessuno commenti il tuo post. In precedenza, questa funzione era disponibile solo per un numero ridotto di account. Nelle prossime settimane, sarà disponibile per tutti. Basterà toccare “Impostazioni avanzate” prima di pubblicare il post, quindi selezionare “Disattiva i commenti” ma anche riattivarli dopo la pubblicazione del post.

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Possibilità di rimuovere i follower dagli account privati

Alcune persone su Instagram scelgono di avere account privati, ciò significa che dovranno approvare ogni follower. Si tratta di una funzione importante che consente alle persone di condividere contenuti con familiari e amici stretti in tutta tranquillità.

In precedenza, dopo aver approvato un follower, non esisteva un modo per annullare tale decisione senza bloccarlo.

Ora, se il tuo account è privato, puoi rimuovere i follower accedendo alla tua lista di follower e toccando il menu accanto al nome di qualsiasi persona. La persona non sarà informata di essere stata rimossa dai tuoi follower.

Segnalazioni anonime per i post che fanno riferimento all’autolesionismo

Infine, desideriamo continuare ad essere un luogo in cui le persone possano condividere i momenti più personali. Può capitare a volte di notare amici in difficoltà che hanno bisogno di supporto. Se credi che qualcuno a cui tieni sia in questa situazione delicata, puoi inviare una segnalazione anonima e metteremo in contatto il tuo amico con organizzazioni che offrono assistenza. I nostri team lavorano 24 ore su 24, sette giorni su sette, in tutto il mondo per esaminare tali segnalazioni.

Gli aggiornamenti di oggi sono solo l’inizio. Continueremo a lavorare per mantenere Instagram un luogo accogliente e sicuro per tutti. Per scoprire di più su questi e altri strumenti, consulta il sito: https://help.instagram.com/