7 modi in cui il content marketing può migliorare il posizionamento del tuo sito

La regola d’oro è: Content is King. Non si può lavorare a nulla nella comunicazione online (e anche offline) che prescinda da un content marketing forte e coinvolgente. Sarà proprio il contenuto a differenziare le vostre strategie, ma soprattutto a migliorare il vostro posizionamento SEO.

La femme fatale del vostro sito – di qualsiasi tipo sia la vostra attività – è appunto il contenuto. Se il content marketing è efficace sarà il cliente a cercare o “capitare” sul vostro sito e, in aggiunta, non avrete sedotto una “utente fra tanti”, ma il prospect dei vostri sogni. Insomma, una grande storia d’amore è solo agli inizi!

Ecco le 7 regole per fare innamorare Google dei tuoi contenuti:

Avere le risposte

La cosa più difficile degli appuntamenti è dare le risposte giuste. Google è il più difficile degli amanti perché per lavoro lui cerca risposte. Un modo per attirare nuovi visitatori al tuo sito è infatti quello di promuovere contenuti che rispondano a domande possibili dei tuoi clienti. Un esempio? Un articolo dal titolo “Come organizzare…”.

Media and communication concept illustration with blog icons.

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Scegliere le parole giuste…

Le parole giuste fanno la differenza, inutile che ve lo dica. Potete essere i più focosi degli amanti, ma senza saper sussurrare le parole giuste – o almeno non quelle sbagliate – tutto sarà vano. Bisogna perciò scegliere le migliori keywords targettizzate. Avete un negozio di fiori a Milano? Perché non intitolare un post del blog del vostro sito “Le 5 boutique di fiori più belle di Milano”?

…e non abbiate paura di parlare troppo.

Volete sapere una cosa divertente? Il 70% delle ricerche di Google sono denominate “long tail”. In altre parole gli utenti non digitano solo una o due parole quando cercano qualcosa su Google, bensì scrivono delle vere e proprie frasi, per esempio “i film thriller più belli” e non “film thriller”. Per questo non abbiate paura di scrivere titoli troppo lunghi: gli enigmatici titoli da una parola sono incomprensibili per Google, così come quel biglietto d’amore anonimo ricevuto al liceo con scritto: per sempre. L’ho buttato. Senza pensarci due volte.

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Non fatelo “rimbalzare”

Il vecchio consiglio amoroso di non rimandare di continuo un appuntamento è valido anche per il content marketing SEO. Il bounce rate è il valore che indica quante pagine il vostro utente ha aperto sul vostro sito, Google lo utilizza per stimare la performance del vostro spazio online. Un alto tasso di bounce (di rimbalzo) ci dice che il nostro user non è rimasto a lungo sul nostro sito, non ha dedicato attenzione ai contenuti, ma che ha sfogliato distrattamente le varie pagine. È bene allora mantenere un bounce rate basso e creare engagement con chi ci legge.

Come back to me

Il numero di backlinks ovviamente aiuta molto il SEO. Quanti più siti o piattaforme riportano un link al nostro tanto più traffico si genera (ovviamente dipende molto dalla reputazione SEO di questi siti). Come essere linkati da altri siti? La risposta sono i contenuti. Se abbiamo contenuti interessanti, di valore, anche gli altri li vorranno nei loro spazi.

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Ti chiamo e ti condivido io

La prova infallibile del successo del nostro appuntamento è se l’altro ci richiama oppure no. La Domain Authority e la Page Authority sono generate da MOZ e non sono calcolate dai motori di ricerca. Tuttavia sono tra i fattori più importanti nel determinare quanto il Vostro sito sia credibile. Per scalare il rank è importante costruire un DA e una PA forti e questo è possibile solo grazie alle interazioni con i social network. Più il tuo articolo è condiviso sui social, migliore è il tuo posizionamento SEO e, ovviamente, quello che spinge un utente a condividere qualcosa è…il valore del contenuto.

La domenica cinema

Come per tutte le relazioni non possiamo aspettarci amore eterno facendoci vedere solo quando diciamo noi. È importante anche la costanza della nostra creazione di contenuti. Google mostrerà di più un articolo di due giorni fa e non quello del 2005. Insomma, niente ex che rispuntano dal nulla. Google vuole solo grandi storie d’amore.

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11 regali per fare felice un social media manager

Secondo una ricerca il 44% delle persone compra i regali di Natale gli ultimi 5 giorni. La stessa ricerca aggiunge che il 22%, invece, si riduce all’ultimo momento per il piacere del last-minute shopping. Quindi, molto probabilmente, tu che leggi non hai ancora comprato i regali di Natale o non tutti.  E lo so cosa stai pensando: cosa regalo al mio amico social media manager?

I social media manager sono creature strane, animali esotici che conoscono meglio i dati insight delle pagine che gestiscono che la persona con cui lavorano al fianco tutto il giorno. Comunque voglio sfatare un piccolo luogo comune, i social media manager non sono i classici nerd rinchiusi nel loro mondo digitale. Strani sono strani, ma sono più quello che negli anni ’90 venivano definiti geek: i veri, grandi, ultimi, esperti della Terra di Mezzo nel conoscere tutte le cose più inutili e meravigliose dell’internet.

Come fare felice il social media manager del vostro cuore? Non abbiate paura delle parole strane che usa tra troll, engagement e Gianni Morandi, vi aiuteremo noi Ninja a dissipare le nebbie della vostra indecisione con i regali più strani, desiderati e weird disponibili.

Lo smartwatch

Se potete spendere tanto questo è il regalo giusto. Noi siamo completamente ossessionati dagli aggiornamenti dei social e dalle email e soprattutto da quelle fantastiche app per l’attività sportiva e l’alimentazione. Si può anche prenotare anche il medico da un’app! Perciò, aprite i portafogli e regalate, regalate, regalate!

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La cover trash

Di cover non se ne hanno mai abbastanza, e regalandone una bella (che sia per smartphone o personal computer) sarete sicuri di farci felici! Ormai ne esistono di tutti i tipi e di tutti i materiali. Un piccolo suggerimento: più trash è e più la ameremo. Quindi sbizzarritevi con cover in legno, tatuaggi, unicorni, raimbow cat e principesse Disney. Non abbiate paura, seguite la Forza!

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Le cuffie per isolarsi dal mondo

Le rompiamo, le perdiamo, le amiamo. Sono le nostre cuffie che ci aiutano ad isolarci dal mondo o a connetterci, per fare brainstorming, per rimanere concentrati o per rilassarsi su Spotify. Questo non è un regalo per tutte le tasche, non fatevi ingannare! Le cuffie per piacere al social media manager devono essere buone, con dei bassi abbastanza forti per far vibrare il tavolo. Le migliori sono quelle rigide, magari di un colore insolito e strong. Oppure se il vostro #smm è un tipo molto da smart working e più istituzionale meglio delle cuffie semplici, minimali ma non dimenticate il microfono integrato!

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Lenti grandangolo e macro per smartphone

Sembra una scemenza, ma in fondo è la scemenza che noi tutti desideriamo. Un gadget che useremo instancabili per una settimana di seguito per il nostro canale Instagram e che poi, forse, dimenticheremo da qualche parte.

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L’abbonamento a Netflix

Bhè, non c’è bisogno che aggiunga altro. Con questo regalo vincete a mani basse senza colpo ferire! Certo, per colpa vostra probabilmente non dormiremo più la notte ma vi penseremo tutti i giorni dell’anno, tanto più che adesso le serie Netflix sono online dopo 24 ore dalla messa in onda americana. Vi amiamo già.

Ps. Questo regalo funziona anche nella sua variante abbonamento a Spotify!

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Digital Instant Print Camera

Beh, se avete un innamoratissimo di Instagram questo è un regalo – piuttosto costoso – ma decisamente over the top. Si tratta della classica polaroid ma oltre a stampare le foto istantaneamente le pubblica anche su Instagram. Come fare felice al contempo la nostra anima nostalgica e la nostra sete tecnologica. Tranquilli, ci faremo tanti selfie di Natale insieme!

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La mug per le lunghe notti (e giornate)

Passiamo tanto tempo davanti al computer. Tantissimo, forse troppo. Il nostro compagno incrollabile è la mug, la tazzona che riempiamo dei liquidi più strani: caffè, thè, caffè corretto e… meglio non indagare oltre. Insomma ogni smm ha la propria mug del cuore, con cui riempie di cerchi appunti sparsi su blog e social. Esistono delle bellissime mug a temi “social”, ma sentitevi liberi di ripercorrere tutte le nostre serie tv preferite, film, gif e porcherie internettiane varie. Non vergognatevi, ci piace strano!

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Il buono Amazon

Voi ci conoscete e sapete bene la nostra piccola ossessione per riempire il carrello Amazon di cose che poi ci diciamo che è meglio non comprare. Amazon con il suo Prime è il nostro alleato più fidato da cui ci riforniamo di tecnologica, libri e scemenze varia (vd. Raimbow cat). Salvateci da noi stessi, e aiutateci a prendere qualcosa dal nostro carrello!

La tastiera dal look vintage

Le tastiere per i tablet hanno salvato molte vite. Perché qualche volta hai bisogno di scrivere qualcosa di complesso e lungo e lo smartphone non basta, ma il computer è casa perché sei in missione speciale per un evento da seguire fuori porta. D’altronde, non ci si può non innamorare di una tastiera per tablet stile macchina da scrivere… che dire, un tocco di classe!

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La power bank

Sembra il regalo più “semplice”, ma è quello che ci aiuta a risolvere le emergenze e i problemi imprevisti di calo di energia. Ce ne sono di bellissime, di tutte le forme dalle più serie metallizzate alle più buffe. Unica cosa, fate attenzione alla potenza. Noi abbiamo davvero tanti strumenti tecnologici e, secondo la legge di Murphy, quando si scarica uno, si scaricano tutti.


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Il buono dell’App Store

Compriamo tante di quelle applicazioni che non potete immaginare! Ce le abbiamo tutte, e per avere le migliori paghiamo. In molte Feltrinelli troverete i buoni con delle confezioni molto carine pronti a sorreggerci durante i difficili momenti degli acquisti!

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La wishlist

Se proprio avete dei dubbi, anche dopo tutto questo lungo elenco, beh, sappiate che i social media manager sono, in fondo, animali semplici. Anime buone. Sappiate che online potrete trovare almeno una wishlist su qualche piattaforma, strategicamente dimenticata come “pubblica”. Dopo questo suggerimento, il gioco è fatto: sapete cosa dovete fare! 😉

PS: ah, grazie!

Instagram: miniguida per una condivisione consapevole durante le feste

Le feste si avvicinano, meno male, perché ti vedo un po’ sciupato, bello di nonna.”: Se anche per te questo sarà il mantra delle feste, ecco il post da non perdere.

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Nonne di tutto il mondo unitevi, è arrivato il vostro momento di gloria! Finalmente i vostri manicaretti potranno essere mostrati anche sul social più gettonato, sempre che uno schermo riesca a contenerne le dimensioni: Instagram.

LEGGI ANCHE: Perché condividiamo sui social media? La psicologia risponde

Che tu sia un’azienda o un semplice addicted del Web, con questo post darai la meritata dignità alle bontà che mamme, nonne e zie ti metteranno davanti durante le feste. E, non meno importante, la lettura di questo articolo ti consentirà una (indispensabile) pausa dall’assunzione di cibo senza soluzione di continuità, oltre ad aggiungere varietà al tuo feed, migliorando la tua reach organica senza investimenti in ADS (ma questa è roba che non ci importa, ché tanto è Natale).

Passiamo immediatamente alla pratica adesso, con le cosette da nerd che tanto amiamo tutti quanti.

URL per tutti

Pubblica su Facebook l’URL (cosa?!) di Instagram. Se vuoi postare contenuti diversi su ogni piattaforma social (esatto, non dovresti copiare tutto urbi et orbi, questo lo sai, veeero?!), ecco un buon modo per condividere i tuoi post di Instagram su Facebook. Se scegli questo metodo, devi copiare l’URL del post di Instagram, incollarlo nel tuo status di Facebook e, una volta risolto, cancellarlo e costruire il tuo contenuto, che potrai anche programmare con il tool schedulino (bello eh?).

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Embed is the way

Utilizza il codice per l’embed del post. Questa tecnica è una piccola variazione della precedente ma ha grandi potenzialità: può esserti utile per includere foto sul tuo blog o su un sito Web. Come funziona? Scegli quale post di Instagram condividere e clicca sull’icona nell’angolo in basso a destra per recuperare il codice per l’embedding.

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Clicca sulle tre palline per visualizzare il codice e poi su Embed nella finestrella che appare. Ora clicca (sì, sì abbiamo quasi finito) sul pulsante verde per copiare il codice.

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Incollalo in un nuovo status di Facebook e poi procedi come sopra. Semplice, no? E pensa: questo procedimento vale anche per condividere le tue fotografie e i tuoi video su siti e blog. Siamo a Natale, no? E quindi, perché limitarsi?

Automatizza il processo

Se ti senti troppo appesantito dalle cibarie, bando alle ciance, ecco il terzo modo, che probabilmente conosci già. Se stai leggendo questo articolo sappi che non è proprio per te, noi che amiamo complicarci la vita lo consideriamo un po’ troppo basic e mainstream, ma se proprio vuoi, puoi affidarti al tool di condivisione automatica.

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Ci limiteremo a elencarti un po’ di contro (e a guardarti dall’alto in basso): questo sistema non ti consente di taggare amici e parenti, di impostare la Privacy e include i mille hashtag (non saranno un po’ cafoni?) che hai incluso per guadagnare qualche cuoricino in più ad esempio, ma fai tu.

Bene, ora non ci resta che augurarti buon appetito, con un’icona:

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giusto perché ti vogliamo bene: ti aspettiamo dopo le feste, saremo quelli vicino alla bilancia!

Migliora la tua base clienti con il content marketing

Non è facile trovare nuovi clienti, piccoli o grandi che siano. La concorrenza è agguerrita, tutto sembra essere già stato detto e, inoltre, i clienti più grandi e prestigiosi appaiono sempre irraggiungibili.

Può sembrare banale, ma per imporsi nel campo della comunicazione, digitale e anche offline, non esistono ricette segrete che non comprendano il duro lavoro, lo spirito di sacrificio, l’ascolto e la capacità di saper creare contenuti di qualità.

Ciò non vuol dire per forza saper scrivere con la prosa dei grandi scrittori o inventare metodi miracolosi. Un contenuto di qualità è qualcosa che diverte, informa e, più generalmente, dà valore al tempo che la tua audience impiega per leggerlo o ascoltarlo. Quando si dice che “Content Is The King” si intende che questi, i contenuti, sono ormai imprescindibili in qualsiasi strategia di marketing integrata.

Eccovi allora tre consigli che, speriamo, possano tornarvi utile nelle fasi delicate ma cruciali del contatto, della conquista e della cura di clienti.

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Crea la tua narrazione

Tutti sanno che è importante puntare sullo storytelling. Ma questo non vuol dire avere soltanto una storia da raccontare, magari basata sulle origini della tua attività o sulla tua mission. Vuol dire invece saper stabilire anche uno stile della tua narrazione, definire come veicolare la tua storia.

Il modo migliore per aumentare la tua base clienti è mostrar loro cosa ti rende unico e, soprattutto, autorevole. Meglio ancora se in maniera diretta ed ingaggiante, con infografiche che diffondano pillole di conoscenza sul settore di cui sei esperto. In un mondo, come quello della comunicazione, in cui spesso sembra si parli un po’ di “aria fritta”, è importante rendere tangibile l’intangibile, dare al cliente una buona ragione per affidarsi a te invece che a un venditore di fumo.

Per questo un altro strumento di fondamentale importanza sono i case study, specialmente se sono in grado di dimostrare il valore aggiunto che la tua attività è stata in grado di fornire.

Vai oltre l’online

Il content marketing non si esaurisce solo nei cosiddetti contenuti web. Blog, social media e newsletter sono ovviamente importanti, ma non sottovalutare il peso che strumenti più tradizionali possono avere sui tuoi clienti, presenti e potenziali. Che sia un flyer, un’e-mail di presentazione o anche una semplice telefonata, tutto parla di te, della tua attività e delle tue competenze. Anzi, spesso un contatto più diretto è in grado di arrivare lì dove nessun post Facebook è in grado di giungere.

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C’è bisogno di pazienza, specialmente se si intende attrarre clienti, specialmente quelli più grandi che necessitano spesso di tempo per oltrepassare tutte le fasi che portano alla conclusione di un contratto di fornitura.

Ciò però non vuol dire che bisogna aspettare con le mani in mano, anzi. Il content marketing può aiutarti a mantenere sempre vivo il contatto, sia tramite condivisioni sulle reti sociali quanto, ad esempio, con una newsletter interessante.

Ovviamente, il totale silenzio è letale tanto quanto subissare di informazioni, magari non rilevanti, il proprio interlocutore. Saper scegliere i propri contenuti è la base del content marketing, in fondo.

Definisci la tua nicchia

È un consiglio spesso ripetuto, ma altrettante volte ignorato. Per essere autorevoli e riconoscibili, dei veri leader insomma, è fondamentale focalizzarsi su una determinata nicchia per presidiarla nel migliore dei modi.

Essere generici può portare alla banalità, che porta al non ascolto da parte della tua audience o, anche, un’offerta di contenuti mediocri. Per questo, specialmente se si è agli inizi, meglio concentrarsi su pochi argomenti di cui si ha davvero conoscenza, per poi sviluppare la tua nicchia nel tempo.

È molto più semplice, ed efficace, una narrazione ben concentrata su ciò che davvero ti rende unico e competitivo che, invece, raccontare sempre la stessa storia sentita chissà quante volte. Non attirerai mai grandi clienti facendoli sbadigliare.

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Coca-Cola ripensa la sua strategia digitale

Ci sono molte scelte strategiche che possono essere messe in discussione nel mondo dell’advertising ma tra queste, in oltre 100 anni di storia, sono davvero poche quelle attribuibili a Coca-Cola.

L’unica vera debacle risale agli anni ’80, quando nell’America reaganiana dell’edonismo e dei colori sgargianti, la Pepsi stava mietendo un successo dopo l’altro e il cambio al vertice del bevarage mondiale si prospettava vicino: fu così che l’allora CEO di Coca-Cola, Roberto Goizueta, decise, senza prestare troppa attenzione a dirigenti e dipendenti, di cambiarne il gusto rendendola più dolce e meno frizzante. Fu una catastrofe.

Coca Cola ripensa la sua strategia digitale: la TV converte meglio

Una mobilitazione popolare tale non si vedeva dai tempi duri del Vietnam: gente che faceva scorta di lattine come se il mondo fosse nuovamente sull’orlo di una crisi atomica, gruppi di protesta, centralini assediati.

L’orgoglio di un’intera nazione ferito.

Bastarono 78 giorni perché Coca-Cola rimettesse sul mercato la sua soda chiamandola “Classic” e quella nuova solo Coca Cola II (non più disponibile sul mercato da anni).

LEGGI ANCHE Rivoluzione nel marketing Coca-Cola: da quattro brand strategy ad una sola

Il futuro di Coca-Cola tra TV e digital

Perché ne parliamo? Perché solo qualche giorno fa, nel pieno di una rivoluzione digital che sembra inarrestabile e che è riuscita a smuovere i paradigmi della comunicazione come mai prima, Marcos De Quinto –  Global Chief Marketing Officer del colosso di Atlanta – ha dichiarato: “la TV è ancora un asset fondamentale per il nostro business”.

C’era quasi da aspettarselo da chi ha dato una vera e propria forma al Natale e ha sempre prodotto annunci talmente impattanti da diventare anche un simbolo, il finale ideale di Mad Men.

E se lì era ancora il magico Hilltop a tenere banco, in questi mesi la sua strategia di marketing globale si è convertita a un “One Brand” sempre accompagnata dal nuovo pay off “Taste The Feeling”.

Per avvalorare la sua tesi, De Quinto ha mostrato una slide che, per sua stessa ammissione, è un po’ datata (risale infatti al 2014) dove viene evidenziato come il ROI ottenuto dagli investimenti in TV si attesti intorno ai 2,13 dollari per dollaro investito, contro 1,26 dollari del digitale.

“Siamo al lavoro molto seriamente per trasformare la nostra società, aprendola al digitale, ma con questo non intendiamo solo mettere annunci sui social. Il ricorso ai social media è per coloro che non hanno una vera e propria strategia digitale”, dichiara De Quinto.

Secondo il datacenter di AdAge, Coca Cola è uno dei maggiori investitori al mondo in pubblicità, con i suoi 3,9 miliardi di dollari impiegati solo nel 2015. Un nuovo assetto della sua marketing strategy colpirebbe quindi anche una miriade di agenzia ad essa collegate.

Coca Cola ripensa la sua strategia digitale: la TV converte meglio

Coca Cola non vuole assolutamente abbandonare la sua digital strategy, in termini di effort e presidio, semplicemente ripensare il suo approccio per renderlo più efficiente e meno sporadico.

“Stiamo investendo grosse somme di denaro ma storicamente, non nel modo più intelligente”, portando un esempio “al brand Coca Cola sono collegate circa 300 App nel mondo ma la maggior parte di esse ha solo 50.000 o 100.000 utenti, praticamente nulla” ha commentato il Global Chief Marketing Officer.

LEGGI ANCHE: Coca-Cola ha perso il suo ingrediente segreto?

Una Digital Strategy Too big to Fail

La citazione del bestseller dell’economista del “The New York Times”, Andrew Ross Sorkin, non è affatto casuale: a prendere le redini della digital strategy di Coca Cola sarà infatti David Godsman, ex dirigente della Bank of America, entrato in forza al team ad inizio dicembre come Chief digital marketing officer.

Con un curriculum di tutto rispetto, Mr. Godsman alla Bank of America si è occupato della supervisione delle soluzioni mobile payment: in Coca-Cola il suo compito sarà quello di accompagnare il marketing globale nella sua trasformazione in digitale e allineare tutto il sistema in un unico programma.

Taste the Feeling: una strategia One Brand

Come affermato da De Quinto gli spot televisivi continuano a giocare un ruolo chiave nella strategia di Coca-Cola che, lo scorso gennaio, ha deciso di far convergere la comunicazione delle sue varietà (Coca Cola, Coca Cola Light, Zero e Life) in una strategia One Brand rappresentata dal pay off comune Taste The Feeling. Questa strategia fa parte della filosofia che De Quinto ha scelto di portare in Coca Cola:

Se l’obiettivo è quello di far amare alla gente Coca-Cola dobbiamo mostrare storie di persone che amano berla. Stiamo tornando alle radici, ai valori che hanno reso grande questo brand. Ci stiamo ri-coca-colizzando.

Questo nuovo approccio è pienamente rappresentato dallo spot Break Up, che ha debuttato a inizio anno.

Raccontare gli storici valori di Coca Cola alle nuove generazioni; è questa la mission di De Quinto che si dice irremovibile:

“Se un’agenzia mi chiede di scegliere tra trasmettere i valori del brand per farlo amare di più e spiegare alle nuove generazioni l’importanza che ha nel suo settore la mia scelta è chiara: cambio agenzia”.

Per portare avanti il progetto “Taste The Feeling”, Mr. De Quinto si è affidato a diverse agenzie tra cui Ogilvy New York, Sra. Rushmore di Madrid, Mercado McCann Argentina e Wieden & Kennedy tra le altre.

Cinque strumenti fondamentali per i blogger

Cosa occorre a un buon blogger? Pazienza, spirito di sacrificio e, ovviamente, capacità di scrittura. La conoscenza dei CMS più diffusi non guasta, così come conoscere un pizzico di HTML e magari avere le capacità di impaginare bene un articolo. Infine, ma non per ultimi, padroneggiare i principi della SEO e saper stabilire un consistente calendario editoriale tornano decisamente utili, ancor più se non si è freelance ed il blog è tutto in proprio.

Esistono però alcuni strumenti in grado di rendere più agevole la vita degli scrittori digitali, sia che lo facciano di professione che per diletto. Tool non rivoluzionari magari, ma in grado di aiutare o semplicemente rendere più semplice e veloce la scrittura di un articolo per il web. Eccone cinque che crediamo possano tornare decisamente utili a tutti voi blogger affermati o in erba.

StayFocusd

Diciamoci la verità: spesso, con la scusa del “controllare la posta”, finiamo per perdere su internet tempo prezioso e di smarrire la concentrazione necessaria per la chiusura di un articolo, con risultati evidenti sulla qualità del testo. Lì dove non arriva l’autocontrollo, giungono in aiuto alcuni strumenti utili, come l’estensione StayFocusd per Google Chrome.

Pochi minuti per la prima configurazione saranno in grado di farvene risparmiare molti di più durante le sessioni di lavoro e scrittura. StayFocusd infatti bloccherà per voi i siti sui quali siete più soliti distrarvi; dopo un ammontare di tempo da voi stabilito, per esempio quindici minuti per controllare le mail, l’estensione bloccherà i siti “pericolosi” per la vostra concentrazione, lasciandovi soli con le vostre responsabilità e scadenze prima ignorate.

Certo, è un rimedio un po’ drastico e qualcuno, imbrogliando, potrebbe disattivare l’estensione. Ma noi almeno ci abbiamo provato a salvaguardare la vostra produttività.

Canva

Abbiamo già tessuto le lodi di Canva più di una volta, ma in alcuni casi è giusto ripetersi. Canva infatti è un semplice e intuitivo tool online per modificare in pochi click foto e immagini, ottimo per creare “copertine” per i vostri articoli o anche semplici immagini motivazionali che raccolgono frasi salienti dei vostri testi. Per chi non è pratico di Photoshop e affini, insomma, Canva diventerà ben presto un alleato insostituibile di ogni attività di blogging e non solo.

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Adobe Stock

A volte invece il problema non è l’editing dell’immagine, ma la materia prima. Non è sempre facile infatti avere a portata di mano fotografie in grado di attrarre lettori ed essere in tema con quanto scritto nel testo. Se cercate materiale di alta qualità, Adobe Stock può fare al caso vostro. È un marketplace integrato direttamente nelle app Adobe Creative Cloud al quale è possibile abbonarsi per il download di immagini e video dei migliori autori. 

adobestockjp

Feedly

Ogni blogger ha bisogno di ispirazione o, almeno, tenere sotto controllo la concorrenza e i migliori del settore. Feedly è il tool giusto per questo scopo: con esso è possibile raccogliere e catalogare, tramite feed RSS, gli ultimi aggiornamenti di blog e siti prescelti, per non perdersi nessuna news e per “salvare” gli articoli e leggerli in un secondo momento. Si può integrare anche con Pocket ed è dotata di una comodissima app per iOS e Android. Insomma, non avete più scuse per non restare aggiornati.

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Hootsuite

Quasi certamente il vostro blog è collegato ad uno o più account social per la condivisione degli articoli. Hootsuite è uno dei tool più noti, comodi ed utili per organizzare, in un unico posto, la pubblicazione di post e link su multipli account. Collegare i propri account è semplicissimo, così come iniziare a programmare e gestire i contenuti da condividere giorno dopo giorno. Provate la versione gratuita per prenderci la mano per poi, magari, approdare alla versione premium quando dovrete gestire più profili. 

Insomma, questi sono solo cinque di tantissimi tool in grado di migliorare e facilitare la vita dei blogger. E voi, quale utilizzate per le vostre attività? Ditecelo sulla nostra pagina Facebook!

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Nuovi aggiornamenti per Instagram Stories: sticker, holiday fun e tanto altro

Instagram ha appena lanciato nuovi strumenti per permettere alle persone di esprimere ancora più creatività nelle loro Instagram Stories.

L’aggiornamento include sticker, aggiornamenti di testo, modalità di registrazione e di salvataggio.

“Dall’ultimo aggiornamento del mese scorso ci è piaciuto vedere come avete utilizzato Boomerang e avete reso ancora più divertenti le vostre Stories. Ora mettiamo a disposizione nuovi modi per trasformare ogni momento in ciò che desiderate, da condividere con amici e follower”, riporta il blog di Instagram.

Ma vediamo nel dettaglio come funzioneranno questi aggiornamenti.

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Le novità su Instagram Stories: gli sticker

Dopo aver scattato una foto o un video, troverai un nuovo pulsante per aggiungere gli adesivi accanto al testo e agli strumenti di disegno.

Tocca lo smile per trovare adesivi personalizzati relativi al meteo, ai vari periodi dell’anno e persino al luogo in cui ti trovi. Da oggi è anche possibile cambiare la dimensione degli adesivi e ruotarli.

LEGGI ANCHECome creare cartoline di Natale perfette con il tuo smartphone

Personalizzazioni in tema con il Natale

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Per un periodo di tempo limitato sarà possibile personalizzare le proprie Instagram Stories con colori e sticker ispirati al Natale, per esprimere al massimo la creatività nel periodo più festoso dell’anno.

Novità per gli aggiornamenti di testo

A partire da oggi sarà possibile aggiungere più campi di testo ad una foto o un video e sceglierne l’allineamento.

Nuove modalità per registrare e salvare

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La nuova modalità “Hands free” permetterà di registrare un video senza tenere premuto il relativo pulsante all’interno della fotocamera, avviando il video con un semplice tocco.

Anche per il salvataggio è ora possibile salvare l’intera storia precedente alle 24 ore come un unico video grazie a un semplice tocco.

Nella funzionalità disponibile al momento solo per utenti iOS è sufficiente toccare l’icona “Salva” nella visualizzazione della tua storia.

Airbnb Trips restituisce al viaggio un tocco di magia

Il mese scorso Brian Chesky, CEO di Airbnb, ha presentato al mondo la propria rivoluzione che prende il nome di Airbnb Trips: un aggiornamento dell’app progettato per fornire ai viaggiatori un canale unico per più servizi. Con questa nuova funzione gli utenti hanno accesso a esperienze uniche, case incredibili e consigli direttamente dalle persone del luogo.

Airbnb è dunque andata oltre le case, offrendo un’ esperienza di “viaggio olistico”. 

Per approfondire tutte queste novità e saperne di più abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Andrea La Mesa, italianissimo Director Of Operations di Airbnb Trips e Matteo StifanelliCountry Manager Italia Airbnb.

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Da quale insight è nato Airbnb Trips e quali sono state le prime comunità coinvolte?

Andrea: Trips nasce dall’idea di restituire al viaggio un tocco di magia, riportando le persone al centro di ogni esperienza ed immergendo i viaggiatori nelle comunità locali, ovunque nel mondo. Negli anni passati abbiamo ospitato milioni viaggiatori in alloggi unici in tutto il mondo, occupandoci solo di un aspetto del viaggio.

Grazie a Trips, i viaggiatori Airbnb avranno invece l’opportunità di vivere in maniera unica l’intera esperienza di viaggio, con la possibilità di condividere passioni e interessi delle persone del posto. Potranno ad esempio visitare una liuteria a Parigi, partecipare all’allenamento dei maratoneti in Kenya o immergersi nel panorama musicale di Detroit. Inoltre, avranno la possibilità di scoprire quegli angoli nascosti che solo le persone del luogo conoscono, regalandosi cosi un’esperienza di viaggio davvero unica. Ad oggi Trips coinvolge 12 città del mondo (tra cui Firenze, Los Angeles, San Francisco, Havana, Londra, Parigi, Cape Town, Tokyo) che diventeranno 51 nel 2017.

Per lo sviluppo di questa nuova feature è stato necessario acquisire risorse nuove? Com’è composto il team di lavoro di Airbnb Trips?

Andrea: Il team di lavoro è stato supportato da nuove risorse, che hanno dedicato il loro tempo alle 12 città in cui avremmo reso disponibile Trips e si sono impegnate nel lavoro di preparazione al lancio ed alla pubblicazione sulla piattaforma di ciascuna esperienza. Il team, inoltre, si è anche occupato di valutare il riscontro dei primi ospiti che hanno avuto modo di testare le esperienze in anteprima. Ora che la piattaforma è stata rivelata, il team si occupa della crescita dell’offerta, analizzando le proposte di nuove esperienze inviate dagli utenti interessati e dando loro un riscontro in base agli standard di qualità attesi.

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Con la nuova feature Airbnb è stata definita l’agenzia di viaggio del ventunesimo secolo. Puoi darci qualche tua previsione sull’evoluzione del mercato del Turismo e dell’ospitalità?

Andrea: Crediamo che il nostro ruolo sia diverso da quello delle agenzie. In passato, i poster nelle vetrine delle agenzie presentavano l’esperienza di viaggio come “aspirazionale” e in grado di cambiare le persone. Tuttavia, per decenni, i turisti hanno spesso dovuto affrontare una realtà ben differente, fatta di esperienze standardizzate e lunghe code per accedere sempre agli stessi luoghi. Oggi ai viaggi può essere restituita la magia, proponendo destinazioni non battute dai percorsi turistici tradizionali e permettendo soprattutto ai viaggiatori di vivere in prima persona esperienze uniche grazie al contatto con le persone del luogo e al loro coinvolgimento. Questa, secondo Airbnb, è la chiave del futuro del turismo.

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Photo: Žižkov Neighborhood

Sempre di più le grandi tech company si stanno espandendo offrendo servizi e funzionalità già disponibili su altre piattaforme (ad esempio startup). Come commenti questo trend?

Andrea: Nel nostro caso, Trips è sempre stato parte del nostro DNA: tornando agli inizi, nel 2007, i fondatori di Airbnb, Brian e Joe non si sono limitati ad ospitare persone a casa propria, ma hanno accompagnato il loro primo ospite, Amol, alla scoperta di San Francisco, mostrandogli la città attraverso gli occhi di una persona del luogo. In questo caso si tratta quindi di un naturale sviluppo del concetto di unicità del viaggio che fin dall’inizio ha caratterizzato le case Airbnb nel mondo, ed oggi è stato allargato anche alle alle esperienze che i viaggiatori possono vivere solo nel luogo che stanno visitando.

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Matteo Stifanelli, Country Manager Italia Airbnb

Come verrà diffuso Airbnb Trips in Italia? Ci sarà un programma di affiliazione o i partner delle esperienze verranno scelti tra gli host?

Matteo: Siamo certi che, dopo il suo lancio, Airbnb Trips attirerà aspiranti Experience Host in tutta Italia. Per offrire un’esperienza non è necessario essere anche un host con una stanza o una casa intera su Airbnb, ma avere una forte passione e idee brillanti.  Il nostro team sta già valutando le richieste e sta incontrando i diretti interessati per offrire le migliori esperienze nelle città italiane chiave: oggi è la volta di Firenze, poi toccherà all’intera regione Toscana e a Roma.

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Il nostro Paese è da sempre patria di esperienze uniche e tradizionali. Credi che con Trips riusciremo a valorizzare questo patrimonio turistico ad oggi diffuso solo offline o con il passaparola?

Matteo: Certamente. La ricchezza del patrimonio artistico, culturale ed enogastronomico, unita al naturale spirito di accoglienza ed ospitalità, rappresenta sicuramente il match perfetto tra Trips e il nostro paese. La piattaforma garantisce inoltre un’opportunità unica di visibilità e di accesso ad esperienze uniche anche in luoghi meno conosciuti del nostro paese.

Gig economy e burocrazia italiana: quali difficoltà ha dovuto affrontare Airbnb in questi anni?

Matteo: In questi anni, per quanto riguarda l’Italia, Airbnb si è impegnata costantemente in un dialogo costruttivo con le istituzioni per favorire normative chiare e procedure semplici da seguire in modo che tutti gli host, professionali e non, potessero portare avanti la propria attività in maniera regolare.

Tra i nostri traguardi ci sono gli accordi siglati con la prefettura di Roma e le città di Milano e Firenze. Airbnb continuerà a collaborare con le istituzioni per favorire procedure semplici e chiare per chiunque voglia condividere la propria casa.

Vuoi sapere l’ora esatta? Ecco la meridiana digitale realizzata con la stampa 3D

Avresti mai pensato di poter guardare il sole e sapere precisamente l’ora in formato digitale?

Sembra quasi un controsenso, eppure il designer francese Mojoptix ha trasformato lo strumento per la misurazione del tempo più antico al mondo in un gadget del nuovo millennio, inventando la meridiana digitale.  Sin dai tempi più lontani, popoli come gli egizi, i greci e i romani usavano un ago fissato nel terreno per conoscere l’orario, il sole battendo sull’ago creava un’ombra e il tempo era scandito dal movimento dei raggi solari e dalla variazione dell’ombra.

La meridiana digitale funziona con lo stesso meccanismo ma la sua particolarità consiste nel proiettare i numeri dell’ora, proprio come un orologio digitale.

Come riesce? L’asta inventata da Mojoptix, che nella sua versione tradizionale si chiama gnomone, è realizzata con la stampa 3D e la forma è stata progettata grazie a un calcolo matematico: i fori presenti sulla superficie sono realizzati in modo tale che lo strumento una volta colpito dai raggi solari, in una posizione diversa, proietti un’ora differente.

È possibile regolare con precisione il tempo visualizzato semplicemente ruotando lo gnomone, così lo si può anche regolare per l’ora legale. Quindi, nessuna energia particolare, la meridiana digitale è un orologio green a dimostrazione che con l’avvento della stampa 3D la tecnologia è in grado di portarci nel futuro traendo ispirazione dal passato, anche molto passato!

C’è un però, che non toglie comunque valore all’invenzione del designer francese: l’orologio riesce a tenere il tempo e proiettare l’ora esatta solo dalle 10:00-16:00 e ogni 20 minuti. Se sei interessato ad acquistare la moderna meridiana il costo è di 69 euro su Etsy, ti arriverà a casa un kit da montare con le istruzioni per l’uso. In alternativa puoi scaricare i file per la progettazione e stampare in 3D la meridiana digitale, emulando un po’ gli antichi Ninja egizi!

creare cartoline di natale con Adobe

Come creare cartoline di Natale perfette con il tuo smartphone

Natale è ormai vicinissimo: il periodo più bello dell’anno, quello dei buoni sentimenti, dell’amore per gli altri e degli auguri da scambiare con affetto, tra baci e abbracci, con chi abbiamo vicino. Come fare, però, se la persona a cui vorremmo dimostrare amicizia, affetto e amore non è accanto a noi durante le feste?

Le cartoline di Natale restano ancora oggi uno splendido modo per fare gli auguri a chi è lontano, sia che si tratti del tuo migliore amico sia che si tratti del boss che vuoi salutare in modo simpatico.

Oggi anche la tecnologia ci aiuta a rendere le nostre cartoline natalizie davvero personalizzate e uniche, semplicemente con qualche tocco di dita sullo smartphone.

Crea il tuo capolavoro di Natale in 4 mosse

La ricetta per creare un vero capolavoro per i tuoi auguri di Natale è semplice. Avrai bisogno del tuo telefono o del tuo tablet, di Photoshop Mix e di tanta creatività.

  1. Scegli uno sfondo
cartoline di natale con lo smartphone

Credits: Adobe

Per prima cosa apri Photoshop Mix sul tuo dispositivo mobile – l’app è disponibile sia per iOS che per Android – e tocca l’icona + per iniziare un nuovo progetto.  Seleziona un’immagine di sfondo dal dispositivo o scegliendo nella libreria online.

>> Cerchi ispirazione? Scegli tra le foto presenti su Adobe Stock, dove troverai tutte le immagini che vuoi per creare cartoline di Natale con immagini professionali.

Un paesaggio invernale, ad esempio, rende sempre lo sfondo perfetto per una cartolina natalizia e permetterà anche a te di sognare di trovarti sotto la neve, anche se sarai in casa per il classico interminabile pranzo con la famiglia.

Se vuoi puntare su creatività e simpatia, gioca sul contrasto tra soggetto e sfondo, magari scegliendo una foto di te al mare da ambientare sotto la neve per l’occasione. Il messaggio che aggiungerai alla fine farà il resto!

2. Aggiungi una foto di te, dei tuoi amici o della tua famiglia

cartoline di natale con tablet

Credits: Adobe

Sia che si tratti del più imbarazzante dei selfie che del più rituale ritratto di famiglia nei giorni di festa, assicurati che l’immagine abbia uno sfondo ad alto contrasto. Clicca su Add Layer e seleziona la foto che vuoi utilizzare.

Un piccolo suggerimento: tocca l’opzione Cut-out e seleziona con il dito solo l’immagine in primo piano. Utilizza l’opzione + per aggiungere alla selezione e  l’opzione – per sottrarre. Quindi tocca il segno di spunta quando hai finito di selezionare ad arte la porzione di foto da utilizzare.

Ancora un consiglio: utilizza due dita per scorrere l’immagine e zoomare in modo da poter lavorare più comodamente su ogni dettaglio; utilizza invece un solo dito per lo strumento di selezione.

3. Ritocca la tua foto per essere davvero perfetto

creare cartoline di natale con Adobe

Credits: Adobe

Tocca l’icona Creative Cloud e seleziona l’opzione Healing in Photoshop Fix. Ingrandisci la parte della foto che vuoi ritoccare. Quindi utilizza il pennello Spot Heal e trascina l’elemento della foto che hai intenzione di cancellare. Tocca per salvare e tornare a Photoshop Mix.

4. Salva, aggiungi il testo giusto e condividi

creare cartoline di natale con Adobe

Credits: Adobe

La tua cartolina è quasi pronta! Ora, ti basterà toccare l’icona di condivisione e salvare la tua immagine.

Prima di inviarla ai tuoi amici più cari, ricorda di aggiungere il tuo testo di auguri personalizzati utilizzando un’app per il foto editing a tua scelta, o caricando direttamente l’immagine sui social.

Cartoline di Natale: qualche curiosità

cartoline di natale

Sembra che la prima cartolina di Natale della storia, risalente al 1843, sia stata opera del londinese John Callcott Horsley: ritraeva una famiglia intenta a festeggiare con un brindisi a base di punch, accompagnata dalla scritta “A Merry Christmas and a Happy New Year to You”.

L’usanza della cartolina natalizia viene fatta risalire a quelli che venivano denominati i pezzi natalizi, cioè lunghe cartoline con le quali gli studenti mostravano ai loro familiari i progressi raggiunti nell’arte calligrafica, che all’epoca era una vera e propria materia scolastica.

La moda di spedire cartoncini preziosi, iniziò nell’Ottocento ma, solo grazie allo sviluppo della stampa, l’utilizzo e l’invio dei biglietti augurali diventò fenomeno di massa e oggi si trasforma e diventa contemporaneo grazie a software e tecnologie mobile.