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Mobile First Index: il tuo eCommerce piace a Google?

Con la costante crescita degli acquisti online e dell’uso di smartphone e tablet, il recente annuncio di Google al Pubcon 2016 assume un’importanza di primo piano per tutti i proprietari di eCommerce: a breve verrà introdotto il Mobile First Index, che sarà preponderante rispetto a quello desktop già in uso.

mobile first index

LEGGI ANCHE: Lo shopping online supera gli acquisti in negozio

Vendere online significa accompagnare l’utente dall’inizio alla fine del sales funnel, fino all’acquisto. Il passo finale del processo di conversione avverrà sempre all’interno dell’eCommerce, per cui il sito deve agevolare la navigazione e l’acquisto il più possibile .

Ecco quali caratteristiche deve avere un sito, e in particolare un eCommerce, davvero mobile friendly.

Viewport, questione di punti di vista

La viewport è la finestra attraverso la quale guardiamo un sito, in altre parole, lo schermo. Solitamente i browser adattano automaticamente le pagine dei siti in base al dispositivo sul quale vengono visualizzati. Se la finestra in questione  è piccola, come nel caso di smartphone e tablet, è però necessario impostare la viewport, suggerendo al browser come dovrà gestirla.

Dal lato pratico, questo significa che sullo smartphone non dovrebbe apparire semplicemente una variante rimpicciolita della visualizzazione da desktop. Questo comporta seri problemi di navigazione, numerosi zoom in e zoom out, slide nelle quattro direzioni. In queste condizioni, anche la più allettante delle offerte speciali perderà di efficacia, un po’ come un cartellone tagliato a metà.

Viceversa, i contenuti di un sito devono essere fruibili appena caricati: scritte leggibili e immagini che non “escono” dallo schermo. Inoltre, lo scorrimento delle pagine deve avvenire solo in senso verticale. Questo vale soprattutto per le liste di prodotti, che l’utente deve navigare linearmente dall’alto al basso e viceversa.

Il “tap” ha sostituito il “click”

Il tap con il dito sostituisce il tradizionale click con il mouse quando si naviga con i dispositivi mobile. Ad ogni “colpetto” corrisponde una precisa risposta del sito: ad esempio, il click sul bottone “acquista” porta all’apertura di un popup con delle opzioni o direttamente all’inserimento del prodotto abbinato all’interno del carrello.

Ognuno dei punti da toccare, comunemente link o bottoni, deve quindi essere facilmente identificabile e abbastanza grande da essere agevolmente toccato con un dito.

Un altro fattore estremamente importante è inoltre la distanza tra i vari punti. Negli eCommerce è comune che alle anteprime dei prodotti vengano abbinati vari bottoni: visualizzare le foto, entrare nella scheda tecnica, aggiungere al carrello, aggiungere ai preferiti e via dicendo.

I pulsanti dovranno essere chiaramente distinti dagli altri grazie a colori e icone, ma anche sufficientemente distanti tra di loro da non essere cliccati per errore. Evitare che gli utenti siano costretti a continue correzioni nel percorso di navigazione agevola il processo di acquisto.

shop online smartphone

Font, belli ma anche leggibili

Le immagini non sono tutto. Dettagli tecnici, condizioni di vendita, slogan e descrizioni accattivanti sono elementi testuali fondamentali per un eCommerce.

Le lettere devono dunque avere una dimensione appropriata, leggibile e differente per i vari formati, quali paragrafi e titoli. Ad agevolare la leggibilità contribuisce inoltre la distanza tra le lettere e tra le righe (spaziatura).

Spesso le dimensioni dei font e la distribuzione dei testi variano a seconda del layout pensato per i vari dispositivi. Un dettaglio fondamentale sono gli anchor text dei link, che su mobile potrebbero dover apparire lievemente più grandi per essere agevolmente selezionati con un tap delle dita.

Plugin: attenzione alla compatibilità

Alcuni siti richiedono, per essere visualizzati, l’installazione di Rich Internet Application (RIA). Tra i più diffusi vi sono Adobe Flash e Microsoft Silverlight.

Nonostante questi piccoli software offrano la possibilità di inserire contenuti multimediali e interattivi di impatto, presentano spesso problemi di compatibilità con i dispositivi mobile. Per questa e per altre ragioni, anche i principali browser scoraggiano l’utilizzo di plugin.
mobile friendly

Mobile First Index: testa il tuo eCommerce

Il metodo più semplice per testare se il tuo shop online è pronto per il passaggio al Mobile First Index è utilizzare questo servizio gratuito di Google: testmysite.thinkwithgoogle.com. Partendo dai risultati potrai valutare quali miglioramenti apportare al tuo e-commerce.

Non ci sono comunicazioni ufficiali sulla data passaggio al Mobile First Index, ma si parla di pochi mesi, giusto il tempo per aggiornare il tuo eCommerce qualora non rispecchiasse gli standard di Google.

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Emporio Armani Connected: una nuova linea di orologi “ibridi”

Si chiama Emporio Armani Connected ed è l’ultima proposta del marchio milanese nel settore, già molto ricco, dei connected accessories. Ma, come vedrai, non fa della tecnologia la sua arma principale.

Rivolto a un target giovane e contemporaneo, Emporio Armani non è il primo marchio fashion a presentare un hybrid smartwatch: il gruppo Fossil infatti, dall’inizio del 2016, sta dimostrando di credere tantissimo in questa tipologia di prodotto, con tutti i marchi di orologeria di cui è licenziataria: Michael Kors, Diesel, Kate Spade e, ovviamente, Emporio Armani.

Cosa è un hybrid smartwatch?

Emporio Armani Connected

Photo by emporioarmaniconnected.com

Un hybrid smartwatch è un orologio in apparenza identico ad uno tradizionale, ma che non esegue in autonomia alcuna app (come fanno Apple Watch o Samsung Galaxy Gear, ad esempio).

È connesso via Bluetooth allo smartphone, permettendo quindi di essere un’estensione di quest’ultimo ricevendo notifiche, monitorando sonno e attività (contenendo un accelerometro), con tutte le configurazioni del caso affidate ad una app presente sullo smartphone del proprietario.

Ecco quindi la fondamentale differenza: il focus non è la tecnologia spinta ma essere fashion, ricordando molto da vicino gli orologi tradizionali. Il tutto risultando adatti al target di questi iconici Fashion Brands, con una lunga durata della batteria (si parla di 6 mesi, contro le 24/48 ore di uno smartwatch).

Anche il prezzo è, molto spesso, analogo a quello degli orologi tradizionali: questo è un fattore chiave per i consumatori che, investendo nel loro marchio fashion di riferimento, acquistano quasi senza sovrapprezzo un prodotto smart and cool, con una forte impronta di tecnologia.

Che cosa ne pensi di questo connubio luxury + tech? Se il tuo mondo di riferimento è quello dello stile, una soluzione simile può fare al caso tuo?

Chatbot: utilizzo e misurazione di un successo annunciato

Devi comprare un biglietto aereo? Prenotare il campo di calcetto per lunedì? Ordinare i tuoi piatti preferiti? Contattare l’assistenza tecnica della lavatrice? Tutte queste cose possiamo farle, ed in modo automatico, direttamente dal nostro smartphone senza dover aspettare l’operatore di turno grazie ai Chatbot.

Facciamo un passo indietro: cosa sono i Chatbot?

Il Chatbot è un servizio gestito da una serie di regole e schemi che consentono agli utenti di una piattaforma di poter interagire senza l’intervento di un essere umano: semplice e lineare. Il risultato dell’integrazione di questa tecnologia con i sistemi già esistenti dovrebbe migliorare e velocizzare l’esperienza dell’utente nel momento stesso del bisogno.

Esistono migliaia di applicazioni diverse le quali possono dipendere soltanto dalla creatività e dalle esigenze ma la nota importante è che sempre più spesso ci troveremo ad interagire con un software piuttosto che con un operatore, riducendo i tempi di attesa e risolvendo (si spera) più velocemente un potenziale problema.

LEGGI ANCHE Come migliorare l’efficienza del tuo customer care con i Chatbot

I Chatbot e le aziende: matrimonio d’interesse o d’amore?

Conosciamo bene quanto tempo le persone trascorrono all’interno di una chat, l’utilizzo ormai è diventato automatico e semplice per chiunque, anche per quegli utenti che non hanno grande dimestichezza con la tecnologia, ragion per cui le aziende, che partono dal presupposto di voler essere presenti proprio dove ci sono i potenziali clienti, non possono evitare di considerare quella dei Chatbot come un’opportunità di business incredibile, indipendentemente dal servizio che decidono di offrire.

Informazioni, novità, promozioni commerciali o più specificatamente ancora servizi di intrattenimento e customer care sono tutte attività che un sistema automatico presente 24h al giorno 365 giorni all’anno può dispensare e risolvere basandosi sulla profilazione di ogni singolo utente conoscendone perfettamente le abitudini, i gusti, le interazioni e riuscendo ad offrire la risposta giusta in base all’analisi di tutti questi parametri.

Misurazione e benchmarking sono alla base del successo di un Chatbot

Quando parliamo di un software che deve gestire autonomamente un processo è naturale immaginare che prima di arrivare ad offrire l’esatta risposta ad una precisa domanda esistono diverse operazioni preliminari.

Queste operazioni riguardano la segmentazione degli utenti, l’analisi delle discussioni, l’automazione dei messaggi e le statistiche riguardanti l’efficienza degli stessi Chatbot, che grazie anche allo sviluppo delle applicazioni ed allo studio dell’intelligenza artificiale stanno ricevendo una spinta enorme verso un sempre più massiccio utilizzo.

Continuando su questa linea i Chatbot saranno in grado di farci comprendere verso quale indirizzo veicolare la nostra attività aziendale correggendo eventuali errori e diventando sempre più precisi ed efficienti.

E tu? Per cosa lo utilizzeresti un Chatbot?

Come fare una diretta su Facebook da desktop

Fare una diretta su Facebook è facile: si prende lo smartphone o il tablet, si tocca l’icona Live ed il gioco è fatto. Potete mostrare al mondo, in diretta, ciò che riprendete.

Ma da desktop, niente da fare. Eppure in alcuni contesti potrebbe essere una preziosa possibilità. Forse vorreste semplicemente spiegare come si utilizza un programma, mostrando i passaggi nel vostro schermo, magari tenere una lezione con delle slide, o mostrare le riprese, in diretta, della webcam.

Non perdetevi d’animo: Facebook permette a chi amministra una pagina, di avviare dirette in streaming utilizzando programmi esterni.

In pochi passaggi, senza spendere un centesimo, è possibile avviare una diretta in streaming anche da desktop, con sorgenti video diverse, che possono essere trasmesse mixandole nel modo che si ritiene più opportuno.

Cosa serve?

Il computer, naturalmente, e il programma opensource OBS è l’equipaggiamento minimo necessario se volete, per esempio, realizzare un tutorial sull’uso di un programma. Potrebbero essere utili una webcam e un microfono esterni e di qualità, se invece volete fare una diretta in cui comparite anche voi o altre persone.

Il software necessario può essere scaricato dal sito del progetto opensource OBS. Sono disponibili versioni per Windows, Mac e Linux. L’installazione è molto semplice e non richiede particolari attenzioni.

Cosa fare prima di iniziare la diretta

Dopo l’installazione dovrete avere cura di configurare alcuni parametri di OBS. Facebook accetta lo streaming da questo programma solo a determinate condizioni.

La qualità del video non deve essere troppo elevata altrimenti i server di Facebook potrebbero rifiutare la connessione.

Aprendo la schermata delle impostazioni relative all’output sarà sufficiente inserire il valore 2.500 nella casella evidenziata dal box verde.

impostazioni oBS

Assicuratevi anche che nelle impostazioni video siano selezionati i seguenti valori: 30 FPS e 1280×720 per l’output (o un valore più basso). In quella delle impostazioni relative allo stream dovrete invece selezionare Facebook live come servizio e procurarvi una chiave stream.

Non preoccupatevi, è semplicissimo.

chiave stream

Dopo, accedete alla vostra pagina e aprite la libreria video.

Da qui, cliccando sul pulsante Diretta, potrete copiare i parametri da inserire in OBS.
Indispensabile è solo la chiave stream, OBS sceglierà in automatico il server da utilizzare. Ma, se volete, potete inserire anche quel parametro.

Facebook live desktop

Questo passaggio è da fare ogni volta che iniziate una nuova diretta. Anche se Facebook vi segnala che la chiave sarà valida per 7 giorni e per 5 ore dopo aver avviato l’anteprima di trasmissione, vi consiglio di fare questo passaggio poco prima di avviare per davvero la diretta, e inserendo il valore della chiave in quel momento, senza chiudere la finestra Facebook da cui avete copiato la chiave.

L’ultimo passaggio da fare prima di avviare la diretta è l’impostazione delle scene e le loro origini.

Di che si tratta? Semplicemente OBS vi permette di impostare prima di iniziare quali saranno le sorgenti di ciò che volete trasmettere in diretta.

Potrete scegliere tra immagini, schermate attive sul desktop, filmati e altro ancora, come vedete in figura.

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Durante la trasmissione in diretta sarà poi facile decidere cosa mostrare al pubblico scegliendo tra le scene preimpostate.

Per verificare che tutte le impostazioni siano corrette, cliccate sul pulsante avvia trasmissione in OBS.

Tornate poi nella schermata di Facebook che avevate lasciato aperta e cliccate sul pulsante avanti per avere l’anteprima della trasmissione. Se tutte le configurazioni sono state eseguite correttamente dovreste vedere e udire la scena prescelta. Attenzione: usate degli auricolari o cuffie per non avere effetti acustici indesiderati!

Se l’anteprima vi soddisfa e siete pronti, potrete cliccare sul pulsante trasmetti in diretta.

Se avete un account YouTube ed il vostro canale è ammesso alle dirette streaming, potrete sfruttare questo software per fare dirette anche su YouTube. Dovrete naturalmente impostare i valori dei server e chiave stream in maniera opportuna.

Che aspettate? Create le vostre dirette!

La città si trasforma in esperienza interattiva grazie alla stampa lenticolare 3D

La città si trasforma in esperienza interattiva grazie alla stampa lenticolare 3D

Internet ha trasformato il nostro modo di intendere la pubblicità e oggi la stampa lenticolare 3D può trasportarci nel futuro dell’advertising outdoor e indoor.

Nell’era del web 2.0 non siamo più fruitori passivi di contenuti, ma l’interazione è divenuta un elemento essenziale di qualsiasi tipo di comunicazione. Non ci accontentiamo più dei classici contenuti promozionali, insomma, come consumatori e clienti vogliamo di più.

La rete e il digitale facilitano questo tipo di rapporto tra i brand e gli utenti, grazie a formati e supporti che per loro natura sono dinamici. Le immagini, ad esempio, a un certo punto non sono più state sufficienti. Ecco quindi tornare con grande successo le gif, complice anche la diffusione del mobile.

Ma come riportare questo livello di coinvolgimento degli utenti nel mondo reale?

Se le scene da Ritorno al Futuro, con ologrammi e realtà aumentata stanno appena entrando nella nostra quotidianità, altri strumenti ci trasportano in esperienze di coinvolgimento totale, come se fossimo spettatori di un film, quello della vita di ogni giorno in città.

Stampa lenticolare 3D, il segreto è nell’effetto sorpresa

La stampa lenticolare con effetto 3D fornisce un’illusione della tridimensionalità in grado di suggerire la sensazione di poter toccare gli oggetti rappresentati con mano, con uno straordinario impatto visivo che suscita una reazione fondamentale per il coinvolgimento dell’osservatore: l’effetto sorpresa.

Non ti aspetteresti mai che la bottiglia di Heineken ritratta nella pubblicità all’improvviso cominci a spumeggiare! Eppure la profondità delle immagini, l’elevata risoluzione e la qualità della resa sono tali da trasportarci direttamente nel futuro.

La città si trasforma in esperienza interattiva grazie alla stampa lenticolare 3D

Il rivestimento temporaneo del cantiere di Piazza Trilussa a Roma, realizzato da H3D System per Heineken, utilizzando l’effetto 3D della stampa lenticolare, è solo uno degli esempi in cui gli spazi urbani e quelli interni possano letteralmente trasformarsi, portando lo spettatore a vivere un’esperienza in prima persona.

La città si trasforma in esperienza interattiva grazie alla stampa lenticolare 3D

Il potenziale artistico della pubblicità stampata

Le opere di Karim Rashid nella Metropolitana Napoli per il progetto “Le stazioni dell’arte”, sono la perfetta dimostrazione di come i grafici pubblicitari moderni puntino a creare design che si immergono nella realtà in cui vengono esposte, trasformando una pubblicità statica in una interattiva e coinvolgente.

Grazie alla stampa lenticolare è possibile, infatti, ottenere immagini che danno l’illusione della profondità, o che cambiano quando l’immagine viene vista da diversi angoli di vista, aprendo una nuova frontiera per il marketing classico, portandolo ad avvicinarsi al livello di vere opere d’arte da esposizione.

La città si trasforma in esperienza interattiva grazie alla stampa lenticolare 3D

La stazione Università della metro di Napoli, in particolare, contiene tre opere dell’architetto Karim Rashid: Ikons, una stampa perimetrale composta da 24 pannelli per un totale di 24 x 2,4 metri, Mutablob Pink e Mutablob Lime, opere grandiose costituite da 67 pannelli ognuna, per un totale di 40 x 1,78 metri.

L’illusione della terza dimensione, ottenuta grazie ad una stampa lenticolare con effetto 3D di alto livello, fornisce all’osservatore la sensazione di poter toccare gli elementi stampati, riducendo con l’effetto ottico la distanza tra l’osservatore e l’immagine e trasportandolo al suo interno.

Entrare in un’altra dimensione con il 3D

La città si trasforma in esperienza interattiva grazie alla stampa lenticolare 3D

Un altro esempio ci consente di capire l’enorme potenzialità della stampa lenticolare anche negli ambienti interni degli edifici.

La recente ristrutturazione dello Stora Hotel in Svezia è un modello per l’uso della stampa lenticolare nell’interior design: qui, nei corridoi dell’albergo, gli ospiti si trovano catapultati in nuovi mondi.

La città si trasforma in esperienza interattiva grazie alla stampa lenticolare 3D

Passando dalla sensazione di camminare tra paesaggi artistici a quella di nuotare nelle profondità dell’oceano, il cliente può vivere l’esperienza di “navigare” in un mare in tempesta e vedere l’aurora boreale.

Non si entra solo in una camera di albergo, ma in un’altra dimensione.

Open Power: il nuovo posizionamento di Enel tra sfide e digitale

Per inaugurare il nuovo ciclo di incontri “Enel Focus On“, pensati per coinvolgere i player principali del mondo digitale, è stata scelta la sede romana di Enel, occasione adatta per presentare il nuovo sito Enel.com.

Durante l’incontro alcuni importanti esponenti del panorama digitale hanno affrontato in maniera “aperta“, come vuole la campagna Open Power, alcuni temi fondamentali che rappresenteranno le sfide del domani del gruppo Enel.

Noi ninja eravamo presenti e abbiamo fatto alcune domande al Director of Communications Ryan O’Keeffe e a Isabella Panizza, Head of Global Digital Communications di Enel.

 

Credits:

Editor: Mirko Pallera
Director: Emilio Pantuliano

10 cose che le persone di successo fanno in pausa pranzo

In media ognuno di noi passa almeno 8 ore al lavoro, praticamente un terzo della giornata, fermandosi solo per una pausa pranzo che no, non si può proprio passare scorrendo gli aggiornamenti dei social media o peggio, addentando un panino senza staccare gli occhi dallo schermo.

Notice Board Company ha realizzato un’infografica con 10 idee per modificare le proprie abitudini, diventare più produttivi e avere successo al lavoro partendo proprio dalla pausa pranzo.

La parola d’ordine? Basta stress. Ecco come:

1. Mangia cibo sano per nutrire la mente e il fisico. Via libera a: noci, uvetta, mandorle, avocado, frutta e cioccolato fondente

2. Riposati

3. Datti degli obiettivi da raggiungere in una settimana, un mese oppure un anno

Credits: Adobe Stock #123388419

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4. Ricontrolla quello che hai fatto la settimana precedente

5. Fai esercizio fisico: mens sana in corpore sano

6. Socializza, chiacchiera con i colleghi e fai nuove amicizie

credits: Adobe Stock #111136950

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7. Gestisci le questioni di tutti i giorni

8. Esci dall’ufficio!

9. Fa qualcosa che ti appassioni

10. Leggi un buon libro

Qui l’infografica originale:

10 cose che le persone di successo fanno in pausa pranzo [INFOGRAFICA]

7 lezioni di marketing dalle email del campaign manager di Hillary Clinton

WikiLeaks si è affermato tra i protagonisti di queste elezioni presidenziali americane. Tuttavia la sua mission volta alla trasparenza per il raggiungimento di un governo aperto pare essersi trasformata negli ultimi mesi in un’inarrestabile crociata contro Hillary Clinton.

In questi giorni Wikileaks sta diffondendo le email di John Podesta, campaign manager di Clinton. Nonostante al momento le email non ci abbiano regalato nessun colpo di scena degno di nota, ci sono comunque delle importanti lezioni di marketing politico ma non solo che possiamo evincere dai retroscena della campagna di Clinton.

Definisci il tuo brand nel modo più chiaro possibile

In alcune delle mail si fa riferimento al fatto che Clinton si sia definita una “moderata” per mesi dopo essersi candidata alle primarie del partito democratico. Membri del suo team e del partito si mostrano preoccupati al punto che l’attivista politica Neera Tanden scrive: “Mi preoccupa di più che non sembra sapere su che pianeta viviamo al momento”. Era il settembre 2015 quando Clinton se la stava vedendo brutta con Sanders, il quale invece si definiva un progressista. Sappiamo bene come è andata a finire: Clinton ha adottato l’espressione “sono una progressista che ottiene risultati”.

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Crisis management

Il buon vecchio proverbio recita “spera per il meglio ma preparati al peggio“. Il team di Clinton sapeva già dapprima dell’annuncio della sua candidatura che la questione delle email avrebbe creato qualche problema in termini di credibilità. Per cui ha elaborato un dettagliatissimo piano con notizie da suggerire alla stampa per distogliere l’attenzione dalle “maledette email”. Il piano non ha funzionato: la questione delle email era troppo succulenta per essere ignorata. Il che ci porta al seguente punto.

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Sii onesto e sappi riconoscere quando sbagli

Da alcune email di Podesta si evince che gli adviser di Clinton si mostrano frustrati perché lei non si decide a chiedere scusa per la questione delle email e dell’uso di un server privato, probabilmente spinta dalla paura di non risultare abbastanza “presidential”. Dopo aver negato e temporeggiato in più occasioni, finalmente rilascia un’intervista con l’ABC in cui afferma: “Col senno di poi, sebbene fosse lecito, (riconosco che) avrei dovuto usare due account. È stato uno sbaglio. Mi dispiace per questo. Mi prendo le mie responsabilità.”

Riconoscere i propri errori e chiedere scusa è segno di umiltà, maturità e apertura mentale. E sì, è anche “presidential”.

Individua il tuo target audience

Tra le mail di Podesta è stata trovata anche la lista dei possibili candidati alla carica di Vice Presidente divisi, come scrive Podesta, per “food groups” ovvero per gruppi alimentari separando latinos, afroamericani, imprenditori e così via. Mi ha fatto sorridere molto quando qualcuno su Twitter ha gridato scandalizzato al “racial profiling”. In realtà chiunque sappia qualcosa di come si fa marketing negli Stati Uniti sa bene che è consuetudine fare distinzioni di questo tipo: è la segmentazione del mercato à la americana. Nel caso di Clinton ha avuto la meglio Tim Kaine perché l’ex Segretario di Stato aveva bisogno di conquistare i voti degli uomini caucasici – strizzando al contempo l’occhio anche alla comunità latina visto che il senatore parla un ottimo spagnolo.

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Mai sottovalutare l’importanza di un tweet

Ci è voluto un esercito di undici persone per scrivere un tweet dedicato alla comunità portoricana. Un’esagerazione? Mica tanto se si pensa che un tweet di Hillary Clinton viene letto da decide di milioni di persone e che naturalmente un tweet è per sempre. Gli screenshot esistono per questo! Trump, ad esempio, ha twittato che i cambiamenti climatici non sono altro che una bufala inventata dai cinesi per rendere il settore manifatturiero americano non competitivo. Quel tweet è stato cancellato eppure lo si può ancora trovare online.

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Tieniti pronto a cambiare direzione

Il mercato può essere imprevedibile e talvolta quando si elabora un piano di marketing non tutti gli elementi sorpresa possono essere presi in considerazione. Occorre quindi essere pronti a cambiare direzione come è accaduto per le email – da una strategia di distrazione a quella delle scuse – o ancora re-branding ad esempio dal definirsi “moderata” a “progressista che ottiene risultati”.

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Fidati del tuo team

Hillary Clinton è circondata da persone il cui lavoro è farla eleggere Presidente degli Stati Uniti. Se lei vince, vincono anche loro e se avesse dimostrato meno reticenza nel seguire i loro consigli, la corsa per la Casa Bianca sarebbe stata un po’ più rilassata.

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Corso in eCommerce Management: strategie e piattaforme per vendere online

Il mercato della vendita online ha rinnovato le sue esigenze: le priorità di aggiornamento riguardano il mobile, la multicanalità, l’usabilità, gli strumenti di advertising e di pagamento, l’acquisizione di nuovi clienti e l’influenza dei social media sui ricavi della vendita online.

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Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

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