cornice immagine di profilo

Come creare una Cornice per l’immagine del profilo su Facebook

Saltuariamente gli utenti su Facebook hanno avuto la possibilità di sovrapporre una “cornice” alla propria foto del profilo, per dare supporto ad alcuni eventi molto importanti e “nazional-popolari”: sicuramente ricorderete quella con la bandiera francese in sovrimpressione per esprimere vicinanza al popolo colpito dagli attentati, oppure quelle ben più gioiose di tifo per l’Italia in occasione dei Mondiali in Brasile, lanciata proprio dalla pagina ufficiale della federazione.

cornice facebook forza azzurri

Questa funzionalità è stata rilasciata, per ora in versione Beta, ad alcune pagine sportive ufficiali (nonchè ad alcune pagine di intrattenimento o no-profit), con l’obiettivo probabile di renderle di pubblico dominio nel caso funzionassero a dovere. Proviamo a darci un’occhiata in anteprima!

Come inviare la cornice?

  • Le società prescelte visualizzano sul lato destro della propria pagina una iconcina che li introduce al processo.

invito cornice profilo facebook

Se non vedete questo box, c’è poco da fare, se non aspettare!

  • Cliccando su “inizia” appare una finestra pop-up che attraverso alcuni esempi spiega in maniera molto chiara la cornice da produrre (formato .png, dimensione 1200x1200px, sfondo trasparente) e alcuni esempi di cose da fare e da non fare. Insomma, non si può proprio sbagliare!
  • Se però si vuol essere certi di seguire i termini e le condizioni, eccole molto ben specificate (in inglese)

upload cornice facebook

  • Una volta prodotta l’immagine, caricata e inviata a Facebook per approvazione, occorrerà aspettare qualche giorno per ricevere una e-mail con il “verdetto” di approvazione o bocciatura.

Come iniziare a usarla?

Le richieste effettuate, che poi assumeranno lo status di approvata o bocciata, sono presenti nella sezione “Strumenti di pubblicazione” –> “Cornici per le immagini di profilo“.

pannello cornici

Come vedete c’è anche una cornice “non accettata”. Il motivo? E’ stato usato un logo di uno sponsor che non è direttamente collegabile alla società sportiva! Anche in queste piccolezze Facebook è molto severo!

Una volta attivata la cornice, nel pannello comincerà ad aggiornarsi il counter di persone che la stanno utilizzando nonchè di visualizzazioni ricevute dalla cornice. Inoltre è possibile pubblicizzare l’iniziativa con i propri fan tramite il NewsFeed, perchè sarà attiva una nuova opzione di post nella sezione “offerta / evento

post cornice facebook

I vantaggi della cornice per i supporter

Il test di Facebook interessa le squadre sportive perchè i tifosi sono il target perfetto per stuzzicare il senso di appartenenza a una “bandiera”. Soprattutto quindi in occasioni particolari (trofei conquistati, partite epiche vinte, momenti in cui il tifoso percepisce maggiormente la voglia di esserci) questa cornice può dare un bel turbo di visibilità gratuita alla pagina.

L’immagine del profilo infatti è un elemento “di primo impatto” che può aiutare a coinvolgere gli amici dei propri fan, e in questa prima fase percepita come una novità da provare.

Inoltre se non è sufficiente la visibilità organica, è comunque possibile effettuare delle inserzioni sponsorizzando il post di lancio della cornice, in modo da ampliare la reach.

Se siete quindi tra i fortunati in possesso di una pagina con questa opzione, va assolutamente provata il prima possibile

Smart, GE, Leica: i migliori annunci stampa della settimana

Questa settimana abbiamo scelto le campagne stampa che ci hanno colpito di più soprattutto per il visual. Belle per gli occhi, piacevoli per la mente. A confermare che non può esserci copy senza art, e viceversa!

DonateLife America: Elizabeth Williams

DonateLife America si è affidata alla filiale di Chicago della storica agenzia Leo Burnett per questa campagna sulla donazione degli organi. Un visual perfetto per ricordarci che “un solo donatore salva molte vite”.

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Agenzia: Leo Burnett, Chicago, USA
Chief Creative Officer: Britt Nolan
Executive Creative Directors: Jon Wyville, Dave Loew
Associate Creative Director / Art: Doug Burnett
Copywriter: Kamil Kowalczyk, Soham Chatterjee
Account Director: Megan Lally
Account Executive: Kaley Meier
Associate Producer: Greta Nitzke, Laurel Schwartz
Fotografi: Jeff Sciortino, Jake Brusha
Client President / Chief Executive Officer: David Fleming
Client Senior Communications / Data Coordinator: HIlary Czarda

General Electric: Don’t let your flavour become your fragrance.

Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach affermò che siamo ciò che mangiamo. Eppure nessuno vorrebbe in casa l’odore perenne delle pietanze preparate. Concetto semplice e ben illustrato per questa campagna stampa per le cappe aspiranti da cucina di General Electric.

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Agenzia: Wunderman, Buenos Aires, Argentina / Wunderman, Dubai, UAE
Creative Director: Fernando Rossini
Art Director: Agata Kubien, Daniel Zacatenco
Copywriter: Fernando Miranda, Piotr Skarbek
Executive Creative Director: Sebastián Tarazaga, Dany Minaker, Piotr Chrobot, Wolowski and Partners Studio
CGI: Stefan Lobos
Ritocco: Andrzej Satel

Smart: So smart you forget it’s a four seater

A quanto pare, possedere una Smart cambia il tuo modo di pensare e diventa impossibile tornare indietro in questa campagna firmata BBDO.

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dvertising Agency: BBDO, Boulogne, Francia
Copywriter: Sébastien Duhaud
Art Director: Anthony Lietart
Chief Executive Officer: Olivier Rippe
Managing Director: Séverine Autret
Account Executive: Charlotte Montrichard
Head of Art Buying: Marie Bottin
Marketing Director: Stéphane Boutier
Marketing / Communication Manager: Aline Cirrode
Fotografo: Jean-Baptiste Courtier

Miami Ad School: Fucsia

Studiare alla Miami Ad School deve essere davvero un’esperienza che cambia il tuo modo di vedere la creatività. Questa campagna stampa fa venire quasi voglia di tornare a studiare!

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Agenzia: john st., Toronto, Canada
Creative Director: Stephen Jurisic, Angus Tucker
Art Director / Illustratore: Jenny Luong
Copywriter: Martin Stinnissen

Leica: Everything in Black & White

Un annuncio stampa che è un piacere per gli occhi. La Leica, icona nel mondo della fotografia, fa del minimalismo un simbolo in questa campagna targata F/Nazca Saatchi&Saatchi.smart-ge-leica-migliori-annunci-stampa

Advertising Agency: F/Nazca Saatchi & Saatchi, São Paulo, Brasile
Chief Creative Officer: Fabio Fernandes
Creative Director: Pedro Prado, Rodrigo Castellari
Art Director: Rodrigo Castellari
Copywriter: Pedro Prado
Senior Account Executive: Marcello Penna
Account Supervisor: Gabriela Marques
Agency Producer: Jomar Farias, Leandro Ferreira

Già finita? Non disperate! Torniamo esattamente tra sette giorni!

LEGGI ANCHE: INfluencia, ZTE, Sibler: i migliori annunci della settimana

Marketplace, Calciatori Brutti, Findus: epic win ed epic fail della settimana

Solita storia: il lunedì è già di per sé un epic fail, ma in questo giorno non manca mai la rubrica ninja più win ed epica del web. Pronti?

Win

L’evento della settimana, per fortuna, non ha visto alcun ministro coinvolto e nessun divorzio tra star, bensì il tanto atteso concerto dei Coldplay in Italia. Ed ovviamente: il genio di turno. Epicwin sì!

 

Andiamo avanti, dalle stelle alle…porte: ma quanto ci piace il Social Media Manager di questa pagina?

“Koscielny v Burnley Ahem, never in doubt… *cough*”Ora guardate il video e capirete tutto. Win!

Koscielny v Burnley

Ahem, never in doubt… *cough*

Gepostet von Arsenal am Mittwoch, 5. Oktober 2016

Fail

Lo diciamo qui, ma lo abbiamo detto già milioni di volte: il web è spietato! Lo ha capito bene, in questi giorni, la cantante Arisa che su Facebook ha espresso il suo pensiero a riguardo.

Ebbene sì, sono piena di Haters. Lo ignoravo..Pazienza. La gente superficiale che non ha un cavolo da fare esiste da…

Gepostet von Arisa am Samstag, 8. Oktober 2016

Ehiehiehi: ma queste non sono parole di una lady! Arisa, la tribù ninja condivide il tuo pensiero però non dimenticare: “Cordialità, un elemento imprescindibile, per un social stabile che punti all’eternità”

Incredibile ma vero. Un account Twitter con poca presenza femminile esiste ed è di Elon Musk: il creatore di SpaxeX infatti, seguito da più di 5.5 milioni di follower ha aggiunto il suo 52 following: è finalmente una donna, la writer di GQ, Caity Weaver. Una piccola vittoria per l’umanità, ma un piccolo fail per Elon Musk: ci domandiamo ancora perché sia diffidente nel seguire il popolo femminile su Twitter. Non proviamo ad indovinare, aspettiamo che il dubbio, prima o poi, venga chiarito.

Caity Weaver

Novità degli ultimi giorni è Marketplace, piattaforma interna a quella di Facebook che permette di vendere e comprare oggetti. La regola è sempre la stessa: ci si può muovere solo nella compravendita di oggetti legali. Ma qualcosa è andato storto: pistole, prestazioni sessuali, droga. Marketplace, nei suoi primi momenti di vita, ha infatti avuto un problema tecnico che non ha filtrato bene questo processo. Insomma: quanto vale questo epic fail?

https://twitter.com/yungvexed/status/783050119495028736

Un altro fail per Facebook che, questa volta, minaccia di chiudere una tra le pagine più seguite del social. Commentano così l’accaduto, sulla pagina, gli amministratori di Calciatori Brutti che ancora oggi rimangono perplessi sull’accaduto.

Amiche, amici, ignoranti.Purtroppo nella notte si è consumato un fatto gravissimo. Dopo la pubblicazione dell’ultimo…

Gepostet von CALCIATORI BRUTTI am Donnerstag, 6. Oktober 2016

Ecco, cosa sia successo ancora non è molto chiaro, probabilmente Facebook non ha gradito la “Falafel Cup”, una divertente competizione creata dalla pagina. Così il social ha deciso così di bloccare la pubblicazione di video e foto da parte della suddetta per 7 giorni. Ma come qualcuno ha scritto “nessuno fermerà l’ignoranza” e sul web parte la solidarietà:

epic_win_fail_calciatori

Questo fail è tutto per Facebook: Calciatori Brutti, i ninja sono con voi!

Ancora un altro fail, ma questa volta oltreoceano.

Quanto può essere divertente un poliziotto che finge di arrestare uno Jawa direttamente da Star Wars?

Beh, il social ha deciso: fail. Prima di tutto perché il povero arrestato è di sua natura neutrale, al contrario di chi, in teoria, nella foto assiste all’arresto. E poi, quello della Polizia, specialmente in America ed in Australia, è sempre un tema molto delicato. Ancora, la posizione della vittima ha revocato brutte immagini: insomma, poteva essere un win, ma ne rimane solo un fail!

Keeping NSW & the galaxy safe. This little guy was arrested for selling stolen goods. Pic via theempirecoffeeco/IG

Gepostet von NSW Police Force am Mittwoch, 5. Oktober 2016

Ultimo grande epic fail della settimana: alcuni attivisti del M5S hanno deciso di boicottare, pubblicamente, i prodotti a marchio Vileda e Findus sulla pagina “Opinioni, informazioni, emozioni”. I motivi che spingono numerose persone ad unirsi in quest’azione non ci interessano in questa sede così tanto come la sempre solita super creatività del web: è un win libera tutti!

Per questa volta è tutto: buona settimana epica a tutti!

ADCI AWARDS 2016: a We Are Social il Gran Prix per la campagna “Parla come el Patrón” di Netflix

Sono stati annunciati ieri, durante la serata conclusiva di IF! Italians Festival, i vincitori degli ADCI Awards 2016.

MILAN, ITALY - OCTOBER 08: The winners pose with the award during the ADCI Gran Prix Awards 2016 (WE ARE SOCIAL) at the IF! Italians Festival 2016 at Franco Parenti Theater on October 8, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images for Italians Festival)

Il team We Are Social con il presidente dell’ADCI Vicky Gitto – Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images for Italians Festival

La serata ha sancito il trionfo dell’agenzia creativa We Are Social con la campagnaParla come el Patrón” realizzata per la serie Narcos di Netflix  e Babbel (in shortlist nelle categorie Cyber 1 e Cyber 2). Un esempio eccezionale di come si declina una buona idea sui diversi canali digitali (display advertising, banner, campagne web, social media).

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Sono stati inoltre assegnati i premi Best Use of Youtube a Wind per la campagna “Una grande giornata” di Ogilvy & Mather:

E a Tempo per la campagna “Happy Tears” firmata DLVBBDO.

Il presidente dell’ADCI Vicky Gitto ha commentato:

“Sono davvero molto orgoglioso di questa edizione degli Awards. Abbiamo visto le giurie, impegnate anche in dibattiti animati, lavorare con passione per andare a fondo dei messaggi delle campagne presentate. Abbiamo visto davvero ottimi lavori che dimostrano come il nostro Paese sia pronto per alzare l’asticella.”

“La scelta di avere anche un cliente tra i giurati è significativa perché è sempre più importante creare un forte legame tra Agenzie e Cliente, in modo da lavorare in sinergia per lavori di qualità sempre crescente e in grado di raggiungere anche target internazionali. È arrivato il momento di osare, perché questa è la strada per la crescita delle realtà aziendali ed imprenditoriali e che può portare davvero all’evoluzione culturale del Paese”

Tra gli ori vi segnaliamo “The Dilemma” di Heineken e “Tutorial for Good” di Leroy Merlin (entrambe firmate Publicis Italia), mentre in categoria Cyber oro per BCube con “Pimp my annuncio” (Subito.it). Nel non profit si fa valere l’agenzia Dude con la campagna di crowdfunding “Bulambuli Valley” (categorie Direct PR e Promo Activation).

MILAN, ITALY - OCTOBER 08: The winners pose with the award during the ADCI Awards 2016 at the IF! Italians Festival 2016 at Franco Parenti Theater on October 8, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Vincenzo Lombardo/Getty Images for Italians Festival)

Photo by Vincenzo Lombardo/Getty Images for Italians Festival

La lista completa dei metalli è consultabile qui. Di seguito il report dell’ultimo giorno di IF!

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Spectacles: come sta evolvendo il business core di Snapchat

Non è una novità vedere molte grandi aziende, che hanno fatto fortuna con i loro software e soprattutto con i propri algoritmi, affacciarsi sempre più prepotentemente nel mondo dell’Hardware, con importanti investimenti o per lo più con diverse acquisizioni di Startup.

Facebook ha speso 2 miliardi di dollari per Oculus e il visore della realtà virtuale, Apple 3 miliardi per Beats Electronics che produce cuffie alla moda, Google 3,2 miliardi per NEST che si occupa di domotica e 12,5 miliardi per Motorola, per non dimenticare la lotta sul tempo tra la “Mela Morsicata” e “Big G” nel lanciare sul mercato la prima smart car.

Insomma bisogna ammettere che il ritorno di fiamma per l’hardare da parte delle grosse aziende è in atto e di certo non poteva mancare l’investimento e il cambio di rotta da parte della startup Social del momento: Snapchat, che ha cambiato il suo nome Snap Inc., quasi a sottolineare la fase di cambiamento.

L’azienda nata a Los Angeles, infatti, dopo aver acquisito in sordina nel 2014, Vergence Labs, una startup specializzata nella produzione di smart glass che riprendono quello che vi si guarda attraverso, ha ufficialmente spostato il proprio business sull’hardware, annunciando Spectacles, un paio di occhiali da sole colorati con una fotocamera integrata per la registrazione di video da 10 secondi.

Secondo il Wall Street Journal, gli Spectacles arriveranno sul mercato fra un paio di mesi con un prezzo di circa 130$.

I video girati saranno “circolari”, cioè con un angolo di visione di 115°, simile a quello della vista umana. Secondo Snap Inc., la forma rettangolare a cui siamo tanto abituati, non è altro che un formato legato all’idea ormai antiquata di foto stampate e fogli di carta.

Le riprese a mani libere consentono di lasciare da parte lo smartphone e prendere parte all’azione. E la condivisione in rete diventa molto più facile ed immediata, I video infatti, finiranno direttamente in “Memories” e saranno visibili a schermo intero sull’app sia in verticale che in orizzontale.

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È interessante notare che, il CEO di Snapchat, Evan Spiegel, si sia riferito agli Spectacles come ad un “giocattolo” e non lo ha fatto con leggerezza. La strategia di mercato, infatti, a differenza di quella usata per i Google Glass, è quella di partire dal basso con un dispositivo semplice per arrivare in alto.

L’azienda ha da tempo riconosciuto che il suo target è formato da adolescenti ma anche da bambini sotto i 13 anni, per questo gli occhiali sono un giocattolo con cui poter condividere in maniera semplice la propria vita senza dover necessariamente prendere in mano i propri smartphone.

Un nuovo target

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Tutto il progetto degli Spectacles è incentrato sul target giovanile che ha reso l’app un successo. Gli occhiali infatti, saranno disponibili in tre colori differenti (nero, verde acqua, e corallo), caratteristica accattivante per gli adolescenti e in futuro saranno anche personalizzabili.

Un grosso quesito quindi, nasce spontaneo: ma gli adulti li indosseranno? Nella gara tra le fotocamere “indossabili”, nel mondo degli adulti c’è già una vincitrice: la GoPro, di cui abbiamo parlato qualche articolo fa. Sarà, dunque una grossa sfida entrare nei cuori degli over 25, ma è solo l’inizio per la Snap Inc.. Sarà forse per questo motivo che la campagna pubblicitaria avrà diversi volti famosi, tra cui quello di Kim Kardashian.

Vedremo se queste scelte aiuteranno la diffusione del nuovo prodotto che ha sicuramente il suo punto di forza nella semplicità, ma che deve affrontare ostacoli mai affrontati da una startup incentrata finora allo sviluppo di un’applicazione per smartphone e cioè i processi di produzione e spedizione.

Tra i possibili fattori determinanti di queste scelte, la sempre più forte concorrenza nel mondo del software che spinge le aziende a cercare altrove la fonte di fidelizzazione degli utenti e, in secondo luogo la possibilità, grazie agli ultimi ritrovati tecnologici come stampa 3D e ai molti servizi cloud, di creare hardware a basso costo.

I geofiltri e la corsa alla Casa Bianca

Inoltre bisogna affrontare il discorso relativo alla principale fonte di guadagno da parte dell’azienda: i geofiltri. Come tutti sappiamo, l’anima dell’app di Snapchat sono i filtri utilizzati per scattare selfie, ma accanto ad essi ci sono i geofilter, filtri disponibili solo a chi si trova in una determinata area geografica e che possono essere sponsorizzati da brand.

Proprio negli ultimi mesi si è visto come i geofiltri possano essere uno strumento potente ed efficace anche nella corsa alla Casa Bianca. Una vera è propria lotta a suon di filtri, ironici e non, soprattutto fra Trump e la Clinton.

Spectacles: come sta evolvendo il business core di Snapchat

Spectacles: come sta evolvendo il business core di Snapchat

L’uso pubblicitario dei geofiltri sta facendo nascere degli interrogativi su come Snapchat possa gestire la responsabilità derivante dalla crescente influenza esercitata dalla sua piattaforma sulla cultura di massa. Tutti i filtri pagati da aziende hanno una piccola dicitura che lo segnala, ma nonostante questo, essi potrebbero fare insorgere dei problemi. A tal proposito, Snapchat sostiene di attuare un meticoloso controllo da parte di impiegati che si occupano di tutelare gli utenti, affinché, attraverso i geofiltri, nessuno possa infastidire, molestare, minacciare o insultare.

Insomma è molto chiaro che l’azienda fondata da Evan Spiegel e Bobby Murphy stia crescendo davvero rapidamente: Snap Inc., secondo indiscrezioni di Wall Street Journal, sta già lavorando allo sbarco in Borsa con una IPO già all’inizio di marzo dal valore intorno ai 25 miliardi di dollari. Una cifra davvero interessante, soprattutto se ci si basa sull’ultimo giro di raccolta fondi dello scorso maggio che aveva portato Snapchat a una valutazione di 17,8 miliardi di dollari. Inoltre, il quotidiano finanziario di New York si sbilancia con le previsioni dei ricavi per il 2016, sostenendo che potrebbero superare le precedenti stime degli analisti, comprese tra i 250 e i 350 milioni di dollari.

Non male per un’azienda con un pubblico di under 20, no?

Al via oggi a Napoli THE BIG HACK, maratona no-stop a tema IoT

Ritorna l’Hackathon maker più grande in Italia, la maratona non-stop di programmazione a tema ‘Internet of Things’ (rete e tecnologie che interagiscono con il mondo reale attraverso sensori e app): questo è THE BIG HACK, che si terrà questo week end i’8 e il 9 ottobre, nella suggestiva cornice di Piazza del Plebiscito a Napoli.

Un intero week end di creatività, tecnologia e innovazione a sette giorni dalla Maker Faire Rome – The European Edition 2016.

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THE BIG HACK è promosso dall’Assessorato alle Startup e all’Innovazione della Regione Campania, con la collaborazione di Regione Lazio, Eni e IBM per la formulazione delle challenge, ed ospitato all’interno della trentesima edizione della manifestazione FUTURO REMOTO.

L’evento è organizzato da Innova Camera – Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma – e Fondazione Idis – Città della Scienza, con la collaborazione di Codemotion, nell’ambito delle iniziative della Maker Faire Rome – The European Edition IV Ed.

Cos’è THE BIG HACK?

È in sostanza una “sfida a tema” rivolta a sviluppatori, ingegneri, designer, startupper, studenti, maker, creativi, artigiani digitali ma anche a chi lavora nel mondo della comunicazione e dell’innovazione, per trovare in 24 ore di duro lavoro di squadra soluzioni creative alle sfide dell’economia 4.0 sempre più vicina. I partecipanti al THE BIG HACK sono chiamati a sviluppare applicazioni e progetti su 6 aree specifiche: “Ambiente” e “Cultura/Turismo” promosse da Regione Campania, “Sanità” promossa da Regione Lazio, “Mobilità” promossa da Eni e infine “Calamità naturali” e “Agricoltura” promosse da IBM.

Questo appuntamento richiama sempre centinaia di partecipanti di ogni età e da tutta Italia che accettano le sfide (“challenge”, in gergo) lanciate dai promotori. I partecipanti al THE BIG HACK avranno l’occasione di rispondere alle sfide trovando nuove idee per migliorare la vita quotidiana di milioni di persone, ideando e realizzando  strumenti in grado di:

  • minimizzare l’impatto ambientale grazie al monitoraggio di sensori e l’analisi dei loro dati;
  • migliorare l’esperienza turistica in grandi città come Napoli;
  • fornire soluzioni d’utilizzo alternative per gli utenti della sanità pubblica;
  • migliorare la mobilità urbana integrando intelligentemente soluzioni di sharing economy;
  • sviluppare sistemi di reazione tempestiva alle calamità naturali;
  • integrare la tecnologia e la sensoristica per migliorare la produzione agricola.

La maratona di programmazione prenderà avvio la mattina di sabato 8 ottobre, con un incontro con i promotori e l’introduzione delle sfide, e si concluderà domenica 9 ottobre con la presentazione dei progetti sviluppati e la valutazione della Giuria, composta dal Top Management delle aziende e da esperti in tecnologia. Durante tutta la maratona i partecipanti saranno seguiti da un gruppo di mentor che li supporterà dal punto di vista tecnico e li assisterà nello sviluppo dei progetti.

Tra i mentor e gli esperti della giuria spicca il nome del nostro co fondatore Alex Giordano, attualmente docente di Marketing, Comunicazione e Pubblicità presso il dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II° di Napoli.

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Alex Giordano, tra i primi hacker italiani, pioniere della rete e studioso di intelligenza artificiale, è stato tra i primi ad occuparsi di tecnologie e modelli innovativi applicati all’agricoltura con il progetto RuralHub. A lui il compito di selezionare le idee migliori, con una giuria di esperti, tra i team che parteciperanno ogni tema di riferimento e per i quali sono previsti diversi premi messi in palio dai promotori: un viaggio di 5 giorni a Shenzhen (Cina) in occasione della Maker Faire locale offerto da Eni, 1 buono Amazon da 3000€ offerto da Regione Lazio, 1 voucher tecnologico del valore di 3.000 euro per l’acquisto di stampanti 3d, macchine da taglio, kit di programmazione oltre a 1 postazione nello spazio di coworking nel FabLab di Città della Scienza per un periodo di tre mesi per ciascuna challenge della Regione Campania; e infine 3 abbonamenti gratuiti ai servizi cloud Bluemix offerti da IBM, che inviterà i 3 migliori team all’IBM Business Connect 2016.

“Fino ad oggi quando si parlava di tecnologia in campo agricolo si pensava che questo avesse come unico scopo quello di aumentare i profitti, riducendo al minimo l’impatto ambientale attraverso i dati raccontati In effetti ancora oggi quando si parla di agricoltura di precisione, di agricoltura agro-tech, pensiamo che il terreno coltivato venga riempito da robot, droni e una moltitudine di sensori tecnologicamente avanzati che si sostituiranno al sapere degli agricoltori – esordisce Alex al quale abbiamo rivolto qualche domanda –

Non è così, o quanto meno questo non rappresenta un modello di sviluppo utile per la Campania e l’Italia, non è utile per la miriade di piccole imprese agricole che fanno grande il nostro patrimonio di biodiversità.”

Del resto tecncologie ed agricoltura da sempre sembrano andare a braccetto, quali sono le novità degli ultimi anni che si svilupperanno nel prossimo futuro?

In questi anni è esplosa ed è alla portata di tutti la cultura DIY (do it yourself – fai da te) nel campo della robotica e della sensoristica di precisione. Guardando al processo di popolarizzazione del movimento makers e soprattutto di quello hacker in cui mi sono formato. Per questo ad un certo punto della mia vita mi sono chiesto: ma la tecnologia DIY può migliorare la vita dei piccoli agricoltori e sostenere un progetto di sviluppo armonico con le possibilità del meridione?

Mi sono risposto che forse il futuro dell’innovazione nelle piccole realtà rurali passa anche per le tecnologia facilmente replicabile e accessibile. La maggior parte del settore primario si basa su piccoli agricoltori, questi hanno bisogno di tecnologie funzionali e semplici per trarne un beneficio concreto e reale.

Dobbiamo pensare che il settore primario rimane per la nostra economia un driver di sviluppo molto importante che sicuramente ha bisogno di innovazione. Tuttavia la conformazione del nostro paese e la sua ricchezza di biodiversità , il fatto che abbiamo tanti , tantissimi microgiacimenti di grandi eccellenze non ci può consentire di guardare a modelli che basano la loro fortuna sulla standardizzazione. 

Ci sono esperienze nel mondo di tecnologie usate in modo sensato a supporto delle esingenze delle comunità e non solo per la massimizzazione del profitto? 

Certo, nei paesi in via di sviluppo ad esempio, in modo particolare nelle piccole aziende agricole africane e in quelle asiatiche, emergono altre esigenze: carenza di manodopera e controllo delle infestanti. Una possibile risposta risiede nella tecnologia e arriva da HelloTractor, una sorta di Uber delle macchine agricole. Questa startup con sede a Washington, DC e Nairobi, in Kenya, consente agli agricoltori di richiedere le macchine agricole, proprio come si potrebbe “affittare” un’auto con Uber. I trattori intelligenti sono dotati di un sistema di monitoraggio che ne tutela il proprietario originario, ne permette l’affitto momentaneo, in tutta sicurezza. E poiché la carenza di manodopera nelle aziende agricole può portare a cattivi raccolti e perdite di reddito, la disponibilità crescente di queste macchine con conducente può aiutare intere comunità a crescere.

La tecnologia sta diventando fondamentale e nascono startup continue per rispondere a questo tipo di esigenze. BeanIoT, ad esempio, è un sensore dalla dimensioni e forma di un fagiolo sviluppato da RFMOD Cambridgeshire-based che può essere posizionato in un deposito di grano per monitorare l’umidità, la temperatura e il deterioramento del frumento. Questi non sono dei robot veri e propri, ma sensori di precision che possono aiutare i contadini nello stesso modo di Rowbot o il drone di Agribotix.

In Campania ci sono esperienze rilevanti?

La regione può essere orgogliosa perché uno dei principali progetti mondiali di ricerca e incubazione in materia di agricoltura di precisione per le piccole imprese rurali nasce proprio nelle nostre zone. RuralHack infatti è un progetto di ricerca nato dalla sinergia tra Rural Hub , Officine Arduino e l’Università Federico II° di Napoli che ospita presso il dipartimento di scienze sociali già da anni un primo corso dedicato alla Rural Social Innovation. Con RuralHack abbiamo prototipato un toolkit ed un corso di formazione che in soli 3 giorni riesce da fornire a costi bassissimi e senza nessuna conoscenza di informatica tutti i rudimenti per organizzare impianti di automazione per le piccole e medie imprese agricole.

ruralhack

Abbiamo realizzato dei corsi e in molti hanno cominciato ad autoprodursi piccoli e grandi soluzioni: dagli impianti di irragazione automatici all’utilizzo più sofisticato di bot che interagiscono con sensoristica di precisione.

Negli ultimi anni sei molto dedito alla ricerca evitando apparizioni pubbliche ad eventi pop o commerciali. Come mai hai deciso di rispondere a questo invito?

Sono onorato di questo invito a The Big Hack, perché rappresenta un’occasione per facilitare l’accesso alle tecnologie d’avanguardia a costi contenuti, per consentire agli agricoltori, e non solo, di creare da soli infrastrutture e prodotti, acquisendo competenze e capacità, per diventare maker autonomi e autodeterminati.

Con i vecchi amici di codemotion stiamo progettando percorsi comuni con il progetto RuralHack e per me è una missione politica. Non si tratta di fare la corsa all’ultimo gadget tecnologico nè di gingillarsi con innovazion fashion: I piccoli sistemi di sensori possono aiutare le grandi aziende a diventare più ecologiche e biodiversificate, e le piccole aziende agricole a migliorare la propria produzione, grazie ai costi contenuti e alla praticità dei sensori. Ed è qui che bisogna dare una mano.”

Momento per iMessage trasforma le tue foto in GIF

L’ennesima app per fare GIF? No, questa volta vi suggeriamo un’applicazione per iOS (a pagamento a 1,99 euro, meglio informarvi subito!) che vi permette di condividere su iMessage GIF realizzate dalle vostre foto.

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Parliamo di Momento un’app che attraverso la vostra libreria di foto crea GIF e lo fa direttamente dalla vostra tastiera di iMessage. “Ah, beh, WOW!” direte voi con ironia è sottintesa, ma in realtà un’applicazione così ben funzionante, con ottime recensioni su iTunes e in fondo davvero divertente non è facile da trovare.

Il suo creatore, Genady Okrain, in un’intervista a TechCrunch spiega come è nata l’idea: “come  fotografo dilettante, ho un sacco di esperienza con la fotografia. Sono stupito di vedere quante persone scattano foto. Tutte quelle foto sono sui dispositivi delle persone, ma nessuno le riguarda. Momento crea GIF nuove da quelle foto,  aiutando a ricordare quei momenti passati”.

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Ma a parte l’effetto nostalgia, il funzionamento di Momento è vincente perché fa tutto da sé: l’applicazione esegue la scansione della vostra libreria per capire da quali foto rimedierà una GIF e dopo averla creata, la rende disponibili per la condivisione con un solo tocco.

Al momento il mondo del nuovo iMessage – quello per intenderci che avete a disposizione con iOS 10 – è popolato da sticker e adesivi vari, Momento è una novità davvero divertente: naturalmente, l’iMessage App Store deve ancora decollare però Momento è già riuscito a strappare molti download, pur essendo un’applicazione a pagamento, e ha già sottoposto a scansione circa 10 milioni di foto, secondo Okrain.

Siete tra gli utenti che hanno già scoperto le novità del nuovo iMessage di iOS 10? Allora forse questa app vi ha già incuriosito, ecco il link a iTunes per il download.

ecommerce manager

eCommerce Manager: chi è, cosa fa, come si forma uno specialista del commercio online

Un eCommerce manager è la figura responsabile della gestione delle vendite online di una azienda, sia essa presente solo nel mondo digitale o già focalizzata e tarata su un business offline. Le mansioni di un eCommerce manager sono diversificate: deve ideare, progettare e sviluppare delle strategie di vendita per poter raggiungere gli obiettivi, deve essere in grado di lanciare nuovi prodotti e servizi sul mercato online e deve monitorare tutto il processo di vendita all’interno dell’azienda, da quando viene inserito un prodotto sulla piattaforma della società, a quando il cliente ordina un articolo fino al momento della spedizione.

Cosa fa un eCommerce manager?

Il suo ruolo è estremamente importante e delicato: la sua competenza principale è infatti quella di aumentare le vendite online, una sfida spesso non facile soprattutto per le piccole e medie imprese presenti solo sul territorio italiano. L’eCommerce manager deve quindi essere in grado di percepire le tendenze del mondo e mercato digitale permettendo all’azienda in cui lavora di essere al passo con i tempi e sempre aggiornata sulle novità che il settore offre: possibilità che sono sempre più numerose e soprattutto utili alla crescita del business.

In sostanza, l’eCommerce manager è un professionista in grado di scegliere quali prodotti o servizi dell’azienda mettere in vendita online, di decidere quali campagne di web marketing mettere in piedi per promuovere il business, come organizzare la vendita e soprattutto capire quali indicatori di performance tenere sotto controllo in riferimento all’azienda che ha davanti.

È una professione la cui complessità è data da due fattori: la prima dipende dalla tipologia di prodotto che si ha davanti, che può essere più o meno adatto a una vendita online, e la seconda è che per avere successo, è necessario conoscere davvero moltissime nozioni in  campo digitale (campagne paid, social, vendite, digital pr, seo, ecc.) in quanto deve coordinare molte risorse.

ecommerce manager

Come si diventa eCommerce Manager?

Se volete diventare eCommerce manager, dovete per prima cosa ragionare sulle vostre attitudini: credete di poter gestire progetti complessi senza mai perdere di vista degli obiettivi economici ben specifici? Come abbiamo detto, infatti, il fulcro principale di un direttore del commercio online è quello di monitorare gli andamenti delle vendite e i ritorni sugli investimenti fatti online.

Dopo aver vagliato le vostre attitudini e caratteristiche personali, è necessario concentrarsi sul lato tecnico. Dovreste avere una buona infarinatura di economia o meglio ancora di marketing, oltre a conoscere anche superficialmente aspetti più tecnici della materia, come ad esempio le strategie SEO e social. Alcuni, possono avere anche un background o delle conoscenze di web design, content marketing e programmazione. Tutte materie che aiuteranno l’eCommerce manager nel suo percorso di coordinamento del team in modo tale da avere una supervisione completa.

Ciò che può davvero aiutare coloro che vogliono diventare eCommerce manager è sicuramente la rete stessa: corsi online, e-book, articoli sui blog e studi di mercato possono essere di grandissimo aiuto a chi vuole iniziare e a coloro che vogliono mantenersi aggiornati nel corso del tempo. A volte però la teoria potrebbe non bastare, ed è per questo che per una formazione e professionalizzazione completa, è consigliabile provare ad aprire piccoli canali di eCommerce anche sulle piattaforme gratuite che il web offre.

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Solo toccando con mano il vostro business, il target e il mercato di riferimento riuscirete a capire davvero di cosa si tratta. Una volta imparate le nozioni di base, è indispensabile per un eCommerce manager di successo mantenersi costantemente aggiornato: il business non aspetta e non innovarsi significa far perdere opportunità all’azienda e credibilità alla professione.

Che requisiti deve avere un direttore del commercio online?

Un direttore del commercio online deve avere numerosi requisiti tecnici e innati che lo aiutino nella crescita digitale della azienda in cui lavora. Per prima cosa, è fondamentale avere delle competenze di analisi molto forti non solo per misurare l’andamento delle vendite, ma per lavorare su tutti gli indicatori di performance di cui un eCommerce può avere bisogno.

Il ruolo del direttore del commercio online, inoltre, non può prescindere dall’immagine e dalla brand identity di un’azienda, pertanto dovrà avere delle competenze di comunicazione e di marketing che gli possano essere utili per interpretare e digitalizzare correttamente le campagne offline e promuovere i prodotti con uno stile coerente e vicino alle esigenze dell’azienda.

Altre capacità tecniche dovranno sicuramente essere legate a tutto il mondo del web marketing: dovrà conoscere i canali per generare traffico, dovrà intendere di mobile marketing e social media marketing, senza scordare il mondo dell’e-mail marketing.

Infine, è fondamentale per un direttore del commercio online, che ha un ruolo estremamente strategico e manageriale, avere anche il polso e la capacità di tenere testa e coordinare un team di persone o fornitori estremamente specializzati. Assistenza clienti, SEO, programmatori, ma non solo ruoli digitali: pensate anche agli operatori della logistica, o ai fotografi.

direttore commercio online

È utile seguire un corso di specializzazione nella gestione dell’eCommerce?

Come in tutte le discipline, trovare delle persone che sappiano indirizzarti nella professione e ti affianchino in un percorso formativo potrebbe rivelarsi fondamentale. Per l’eCommerce il discorso non cambia: un corso con tutor e professionisti del settore che possano consigliarti al meglio, insegnarti i segreti del mestiere e informarti sulle tendenze del settore potrebbe essere la chiave per diventare eCommerce manager di successo.

Oltre al corso, quello che farà la differenza sarà la messa in pratica delle nozioni acquisite: cercate di trasformare fin da subito la teoria in attività svolte sul campo per imparare il mestiere con le mani in pasta.

Quanto tempo occorre per diventare esperto nella gestione professionale del commercio elettronico?

A questa domanda non può esserci una risposta univoca. Dipende, da tantissimi fattori. Prima cosa, la parola “esperto” può trarre in inganno: non si è mai davvero arrivati in quanto le novità in questo settore sono continue, e i veri esperti le seguono con costanza, durante tutta la vita. Inoltre, dipenderà sempre molto dalle caratteristiche personali di ognuno.

I corsi per iniziare possono durare qualche mese o qualche anno, ma quello che conta per diventare dei veri professionisti è sicuramente l’esperienza sul campo. Per coloro che hanno la fortuna di poter lavorare anche in più ambiti merceologici, sarà sicuramente più facile diventare dei professionisti di successo in quanto avranno la possibilità di sperimentare più strategie e notare le performance differenti a seconda del settore di riferimento.

gestione professionale del commercio elettronico

Quali strumenti e tool deve sapere usare il responsabile vendite di un commercio online?

Come abbiamo già ripetuto, il responsabile vendite di un commercio online deve intendersi di moltissime cose, pertanto anche gli strumenti da utilizzare saranno diversi.
Per prima cosa, gli sarà fondamentale conoscere gli strumenti di analisi che permettono di monitorare non solo le vendite, ma anche l’andamento generale della piattaforma – come ad esempio il numero di visitatori, il percorso che compiono sul sito o il tempo medio di permanenza – o delle campagne messe in piedi. Ci riferiamo ad esempio agli strumenti gratuiti o a pagamento che possano aiutarci a comprendere meglio come stanno andando gli annunci su adwords o sui social network.

Oltre ai tool analitici, sarà fondamentale per lui conoscere il backoffice della piattaforma con la quale è sviluppato il sito eCommerce. Prestashop? Magento? WordPress? Altre soluzioni? È molto importante sapersi destreggiare all’interno di questi portali senza essere necessariamente tecnici. La familiarità con questi strumenti infatti permetterà al direttore del commercio elettronico di intervenire su problemi poco complessi oltre a poter controllare a 360 gradi la salute del business.

Per ciò che riguarda l’assistenza clienti, un eCommerce manager dovrebbe essere in grado di utilizzare il software di CRM che l’azienda ha deciso di avere per un customer service ad hoc. Solitamente sono soluzioni integrate con la piattaforma di sviluppo e con eventuali gestionali presenti in azienda.

Similmente, anche tool di email marketing – siano essi gratuiti o a pagamento – per inviare newsletter mirate al target o impostare delle vere e proprie campagne di mailing, devono essere di facile utilizzo per un ecommerce manager che, se non entrando nel lato tecnico della questione, avrà il compito di studiare i comportamenti di coloro che sono iscritti al database e aprono, leggono e cliccano le email.

Infine, probabilmente l’azienda che ha assunto un professionista delle vendite online, avrà un gestionale per organizzare vendite, fatture e spedizioni: è compito dell’eCommerce manager sapere i suoi funzionamenti per seguire al meglio i diversi step che l’ordine compie all’interno della società.

responsabile vendite commercio online

eCommerce manager cercasi… è una professione richiesta dal mercato?

Come per tutte le professioni digitali, negli ultimi mesi stiamo assistendo a una rapida crescita di posizioni lavorative specializzate sulle singole attività che il panorama online offre alle aziende. Il mercato richiede sempre di più eCommerce manager che sappiano effettivamente portare online delle realtà spesso fortemente concentrate e radicate nel mercato offline.

Crescono così le richieste di direttori del commercio elettronico che sappiano interfacciarsi anche con realtà medio piccole, dove è fondamentale calibrare gli investimenti e minimizzare i rischi e gli errori: figure professionali altamente competenti sul mondo delle vendite online, ma che sappiano anche destreggiarsi nel settore digitale tutto, poiché è fondamentale avere una visione chiara e complessiva di tutte le possibilità e opportunità che il web offre.

Le richieste in Italia arrivano più dal nord (Milano, Brescia, Bologna, ecc) o anche Roma e Napoli offrono possibilità di occupazione?

Sebbene, come quasi tutte le professioni digitali, ci sia moltissima richiesta di occupazione nel settore dell’eCommerce management principalmente al nord, è importante sottolineare come questa figura sta entrando a far parte dell’organico aziendale sempre di più, e pertanto tutti i poli industriali delle principali città cominceranno sempre di più ad aver bisogno di figure specializzate e professionalizzate sull’argomento.

Se pensiamo ad esempio al polo di Nola, o alle numerose aziende, anche piccole e medie imprese, che sono presenti al centro- sud, possiamo renderci facilmente conto di come le possibilità di occupazione per gli eCommerce manager sono davvero distribuite su tutto il territorio nazionale. La tendenza, infatti, è quella di avere un responsabile del commercio elettronico anche nelle società più piccole e non solo nelle multinazionali, per avere un controllo più diretto sulle vendite e non lasciare in outsourcing una parte importantissima del business.

Se pensiamo che il nostro Paese ha una densissima presenza di PM, non dobbiamo preoccuparci: oggi e soprattutto domani le opportunità per i direttori del commercio online saranno davvero tantissime indipendentemente dalla regione di residenza!

shopping online

Ci sono offerte di lavoro all’estero?

Come per l’Italia, la richiesta di eCommerce manager all’estero è davvero molto alta. Rispetto al nostro paese, alcune nazioni europee sono più sviluppate su tale fronte e parallelamente si è sviluppata una professione redditizia e altamente specializzata.

Se pensiamo alla Germania, al Regno Unito o alla Francia, che sono i principali paesi in cui le vendite complessive delle aziende sono trainate dal digitale, ci è facile immaginare come coloro che lavorano nel commercio online non abbiano vita difficile a trovare una posizione lavorativa.

Certo, la concorrenza è durissima e per questo è importante valutare con attenzione l’idea di lanciarsi in un’esperienza all’estero: stiamo parlando di vendite al 100%, per le quali è richiesta una competenza e conoscenza molto specifica sul mercato di riferimento. Siamo sicuri di conoscere tutti i comportamenti di acquisto digitale dei consumatori del paese in cui ci vogliamo candidare?

Le dinamiche infatti potrebbero essere molto differenti e non è detto che ciò che è valido per il commercio elettronico italiano sia effettivamente valido per le altre nazioni. Detto questo, superato il primo gap iniziale e studiato con attenzione il panorama online al quale ci vogliamo rivolgere, non sarà difficile trovare una offerta di lavoro all’estero per la posizione di ecommerce manager: provare per credere!

A quale stipendio può aspirare (quanto guadagna) uno specialista dell’eCommerce management?

A questa domanda, ovviamente, non c’è una risposta unica. Per prima cosa bisogna valutare l’esperienza: come in tutte le professioni, avere degli anni di carriera alle spalle ci permette di raggiungere stipendi interessanti. Inoltre un altro dato molto interessante è che è una delle professioni del web che sta crescendo di più, anche in termini economici. Un’altra variabile che incide sullo stipendio di uno specialista dell’eCommerce management è il settore di riferimento in cui l’azienda opera.

Ma parliamo di numeri! Come dicevamo, la grande differenza è data dagli anni di esperienza. Tra i tre e i cinque anni di carriera, lo stipendio medio si aggira intorno ai 30.000 euro lordi l’anno. La cifra cresce per coloro che hanno fino a 9 anni di esperienza, riuscendo a portare a casa nei 365 giorni cifre che si aggirano tra i 45.000 e gli 80.000 euro. Infine, per i manager che hanno anche più di 12 anni di esperienza, si può arrivare a guadagnare fino a 100.000 euro l’anno.

Il Corso per diventare eCommerce Manager: il programma di formazione di Ninja Academy

Come costruire un eCommerce il cui potenziale di vendita sia sfruttato al massimo? Il mercato della vendita online ha rinnovato le sue esigenze: le priorità di aggiornamento riguardano il mobile, la multicanalità, l’usabilità, gli strumenti di advertising e di pagamento, l’acquisizione di nuovi clienti e l’influenza dei social media sui ricavi della vendita online.

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Il Corso in eCommerce Management di Ninja Academy (formula online + aula pratica a Milano) è un percorso studiato per aggiornare le competenze aziendali necessarie per mettere a punto strategie di marketing e vendita online che possano massimizzare la domanda proveniente dal proprio mercato di riferimento.

Seguendo questo percorso, riuscirai a:

  • Scegliere la migliore piattaforma di vendita per la tua azienda
  • Equilibrare aspetti gestionali e funzioni aziendali in un progetto di e-Commerce di successo
  • Garantire una user experience coerente e multicanale
  • Acquisire nuovi clienti con le tecniche di performance marketing applicate all’e-Commerce
  • Beneficiare del Social Media Marketing in termini di impatto sulle vendite
  • Applicare i requisiti imprescindibili per garantire un customer care 2.0

Senza fili e indipendente dal pc: ecco il futuro della VR secondo Mark Zuckerberg

Durante il keynote all’ultima conferenza Oculus Connect 3, Mark Zuckerberg ha proposto una demo di un nuovo dispositivo per la realtà virtuale, nome in codice Santa Cruz, il cui scopo è dovrebbe offrire un’esperienza utente a metà tra quella di un prodotto mobile e un PC attraverso un visore stand-alone.

Una cosa che ha colpito analisti e appassionati, oltre al prodotto in sè, è stato l’approccio alla presentazione di Mark: non sono pochi coloro che hanno rivisto gli atteggiamenti e il flusso di racconto fatto da Steve Jobs per introdurre l’iPad, nel 2010.

Vedere, per credere!

Week in Social: le novità della settimana, da Facebook a LinkedIn

Si conclude un’altra settimana, ma prima di farvi staccare per il weekend siamo qui per l’ennesima infornata di novità dal mondo social. Da Facebook a LinkedIn, preparatevi a una carrellata di aggiornamenti!

Facebook

Come quasi ogni settimana, anche a questo giro è Facebook a dimostrarsi il più dinamico sul fronte innovazione. In particolare oggi parliamo di Messenger.

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La prima novità sulla piattaforma riguarda l’introduzione dei messaggi criptati, definiti segreti; la funzione infatti non è attiva di default come su Whatsapp, ma bisogna eseguire una particolare procedura per poterne usufruire (come su Telegram). In poche parole? Basta avviare una nuova conversazione nell’app e, prima ancora di scegliere il destinatario, selezionare segreta in alto a destra (o attivare il lucchetto su Android). TechCrunch ha pubblicato una comoda guida passo passo, se può interessarvi.

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Messenger Lite è una nuova versione della diffusissima app di messaggistica, creata apposta per i paesi in via di sviluppo. È particolarmente leggera (solo 10MB per l’intera app) grazie all’eliminazione dei fronzoli presenti della versione completa – come Home. È stata lanciata in Kenya, Tunisia, Sri Lanka, Malesia e Venezuela. In questo modo Facebook cerca di assicurarsi una user base nei paesi in cui devono ancora diffondersi massivamente le piattaforme di messaggistica istantanea.

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Non bastava Instagram. L’ossessione di Facebook per Snapchat inizia a passare anche per Messenger, dopo il lancio in Polonia di Messenger Day. Come funziona? Si possono pubblicare foto e video personalizzabili con didascalie, sticker e disegni a mano, che rimangono sul proprio profilo per 24 ore. Innovativo, eh? 😉 Vedremo come si evolverà, e se verrà lanciato in altri paesi.

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E infine – passando a papà Facebook – è nato anche Marketplace, un posto per poter vendere e comprare direttamente sulla piattaforma, ma di questo vi abbiamo già parlato in maniera approfondita qui.

LEGGI ANCHE: Il mercatino diventa social: Facebook lancia Marketplace

Twitter

Novità piccola piccola per Twitter che, per i live-streaming dipendenti, ora permette di aggiungere nella descrizione del profilo un link diretto al proprio account Periscope. Basterà entrare nell’editor del profilo dove sarà possibile selezionare “Mostra il mio profilo Periscope“, un po’ come per Vine. Se volete una guida più approfondita alla personalizzazione del profilo Twitter, eccone una ufficiale.

Snapchat

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Parliamo ora di Snapchat, o meglio, di Snap Inc. (dopo il recente rebrand). Evan Spiegel, CEO, inizia a parlare con insistenza della necessità di entrare nel mercato azionistico. Le prime voci prevedono l’IPO nei dintorni di marzo. Si tratta di una mossa che permetterebbe all’azienda di crescere ulteriormente. Ma a questo punto si andrebbe oltre le stelle: la stima del suo valore è già di 25 miliardi di dollari!

LinkedIn

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E per concludere una novità molto interessante da LinkedIn. Si tratta della possibilità di segnalare quando si è in cerca di lavoro. Ma approfondiamo un pochino. Lo strumento si chiama “Open Candidate” e permette agli utenti di indicare – senza che l’attuale datore di lavoro lo sappia – che si è aperti a nuove possibilità. È anche possibile comunicare a che tipo di posizione si è interessati e molte alte informazioni che potrebbero essere utili a chi è in cerca di candidati. Affinché le aziende abbiano accesso all’informazione è necessario che utilizzino l’account a pagamento Recruiter. La funzione è stata appena attivata in Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Australia, ma LinkedIn promette di lancio globale a breve.

Anche per questa settimana è tutto. Vi auguriamo un buon weekend, ma restate sintonizzati, ci troverete qui con tutti gli aggiornamenti dall’universo social anche la prossima settimana!