Google Glass: dove eravamo rimasti? Arriva Project Aura

Project Aura è nato a giugno con lo scopo di rilanciare i Google Glass, e Google sta assumendo molte persone, tra cui alcuni ingegneri di Amazon. Ma la notizia non è ancora ufficiale!

È di pochi giorni fa l’articolo di Business Insider, secondo cui Google, a quanto pare, sta lavorando a un rilancio dei Google Glass.
Una sorta di Google Glass 2.0, di cui sappiamo ancora poco e niente. Per ora abbiamo un nome, però: Project Aurada non confondere con Project Ara, il concetto di smartphone modulare di Google – nato a giugno, sarebbe il progetto di sviluppo che sta progressivamente assumendo a Mountain View esperti di elettronica, principalmente dal segretissimo Lab126 di Amazon, per far ripartire la ricerca.

Che fine hanno fatto i Google Glass?

Google Glass: dove eravamo rimasti? Arriva Project Aura

Google ha smesso di vendere la versione iniziale degli occhiali ai consumatori all’inizio dell’anno 2015, per un calo di interesse, dovuto al prezzo troppo elevato e alla difficoltà di utilizzo.
Gli occhiali magici avevano dato anche problemi in campo di privacy a Google, con conseguenti rogne in termini di feedback negativi da parte dei consumatori.

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Project Aura: di cosa parliamo?


Il Progetto Aura rimarrà all’interno di Google, piuttosto che essere una società indipendente sotto la holding Alphabet; Ivy Ross, un vero e proprio veterano dell’industria della moda, era stata assunta da Google per guidare il progetto Google Glass nel 2014, e adesso pare essere a capo del Progetto Aura.

Il nuovo gruppo di Aura avrà il necessario compito di fare un re-branding dei Google Glass, così come di aprire la strada intrapresa nella direzione della tecnologia “da indossare” – wearable technology – in modo che Google possa competere contro rivali come Apple, Microsoft e Facebook, armato fino ai denti con il suo Oculus VR.
Project Aura sarà inoltre in grado di collaborare più strettamente con altre iniziative tecnologiche avanzate come Soli, che permette ai consumatori di controllare dispositivi attraverso i gesti, e Cardboard, che trasforma gli smartphone ordinari in dispositivi di realtà virtuale utilizzando un cartone indossabile come una maschera.

Sebbene siano state avvistate offerte di lavoro e annunci su LinkedIn di Google, il quale ha indicato che la società prevede di rilasciare altri prodotti della divisione di Google Glass, non è stata ufficializzata l’esistenza del gruppo Progetto Aura, né alcuna rilasciata dichiarazione in merito.

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L’esodo da Lab126

Ma la notizia che stuzzica di più, probabilmente, è che Google ha ingaggiato almeno tre ex dipendenti di Lab126, divisione hardware di Amazon, a lavorare nel nuovo gruppo.
Lab126
, da cui sono nati device come il Kindle di Amazon, i prodotti di TV streaming, e il flop Amazon Fire – lo smartphone di Amazon – ha recentemente licenziato dozzine di ingegneri che hanno lavorato proprio sul telefono prima di quest’estate.

Tra i nomi trapelati troviamo Dima Svetlov, che, secondo LinkedIn, ha lavorato per Amazon’s TV streaming stick, che è entrato in Aura come responsabile sviluppo software in maggio; Amir Frenke, entrato a giugno come direttore dello sviluppo del software; Tina Chen che aveva lasciato Lab126 nel mese di agosto e ora lavora come manager of technical program management in Aura.
Il progetto Aura ha anche un proprio reclutatore designato, Jessica Bailow, che è stata spostata su Aura da giugno, secondo il suo profilo LinkedIn. E Google ha recentemente pubblicato diverse offerte di lavoro per la squadra Aura, tra cui un program manager per categoria di sviluppo, un designer industriale e un designer UX.

Business Insider ha anche riferito di recente che Adrian Wong, l’ex ingegnere elettronico di Google, che aveva disertato verso Facebook per lavorare proprio al progetto Oculus, sia tranquillamente rientrato in Google nel mese di giugno. Il suo profilo LinkedIn descrive laconicamente il suo nuovo lavoro come un’attività “building blocks” (costruire mattoncini) per Alphabet.

Ma probabilmente è la descrizione del profilo di Wong il teaser morale del progetto, perché l’ingegnere ha modificato la descrizione del proprio incarico in G is for Gadgets, Glasses, and GogglesG sta per gadget, occhiali e occhialoni – frase che suggerisce generosamente che egli possa essere al lavoro su Progetto Aura.

Per adesso, Google ha rifiutato di commentare l’intera faccenda, per cui dovremo aspettare ancora un po’ per notizie ufficiali.

E voi? Cosa ne pensate del ritorno dei Google Glass?
E soprattutto: che aspettate a candidarvi per le posizioni aperte? 😉