Lovie Awards 2016: annunciati i finalisti

L’Accademia Internazionale di Digital Arts & Sciences (IADAS) annuncia gli attesissimi finalisti della 6°edizione dei Lovie Awards. Il prestigioso riconoscimento è attento a selezionare da anni i migliori professionisti del web capaci di valorizzare l’eccellenza e favorire il progresso creativo di Internet e dei media interattivi.

Parente degli internazionali Webby Awards, i Lovie Awards offrono premi ai migliori siti web, alle pubblicità e video online,  alle app mobile e social. Il record è stato raggiunto con il numero di partecipanti, sparsi in ben 36 Paesi, annoverando nomi del calibro di One Direction, Game of Thrones, GQ Spagna, IKEA, UEFA, Carlsberg e BMW.

Non poteva mancare il focus sulla realtà virtuale con due nuove categorie. Incredibile il lavoro fatto da The Guardian offrendo una visione “reale” di ciò che avviene all’interno delle carceri statunitensi con “6×9: A Virtual Experience of Solitary Confinement”. The Guardian risulta tra i finalisti anche per la categoria “Documentario” con un servizio sulle milizie di Putin e per la migliore presenza social su Facebook.

È certo che Internet svolge un ruolo fondamentale nella nostra vita quotidiana, una realtà con cui i brand devono fare i conti e che li porta ad un continuo processo di innovazione e di cambiamento. Gianfranco Chicco, direttore marketing europeo dei The Lovie Awards, afferma con forza il potere degli stili di vita digitali. Come lui saremo anche noi in trepida attesa per conoscere i vincitori della creatività digitale.

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Tra i giudici che decreteranno i vincitori dei Lovie Awards, martedì 27 settembre, possiamo citare: Chester Chipperfield (Global Creative Director, Tesla), Corinne Vigreux (Co-fondatore, Tom Tom), Eric Wahlforss (Fondatore , Soundcloud), Robin Chase (Fondatore, Buzzcar) ed Elke Klinkhammer (Chief creative Officer, McCann Worldgroup Germania).

Ecco la lista completa dei finalisti:

Best Virtual Reality (Non-Branded) – NEW

  • Home: Immersive Spacewalk Experience (BBC)
  • Inside Abbey Road For Cardboard (Google Creative Lab)
  • 6×9: A Virtual Experience of Solitary Confinement (The Guardian)
  • VR Fukushima (El País)
  • RecoVR: Mosul (Visualise)

Best Virtual Reality (Branded) – NEW

  • The Power of Swimming (M&C Saatchi Stockholm)
  • Too Much Information (Don’t Panic)
  • Samsung: Bedtime VR Stories  (UNIT9)
  • Each Drop of Hennessy X.O. is An Odyssey VR (DDB Paris)
  • Samsung Galaxy Invaders (Equipe AG)

Best Writing – Editorial (Websites)

  • VICE Media
  • The Guardian
  • De Speld
  • Dagbladet
  • British Medical Association

Best Design (Websites)

  • Grecotel Hotels & Resorts
  • Dadadata
  • Chefen / The Boss – Zlatan Ibrahimovic (Expressen)
  • Agata Photography
  •  Vogue Italia

Best HTML5 (Websites)

  • The responsive lookbook (Diesel)
  • Molamil.com
  • Athens ON

Best Practices (Websites)

  • BPD.nl
  • Microsculpture – The insect portraits of Levon Biss
  • Sourdoreille
  • Chernobyl: Fallout 30 (RT Channel)
  • MDF Italia

Best User Experience (Mobile & Apps)

  • Russell & Co.
  • RE:Shakespeare (Samsung & The Royal Shakespeare Company)
  • Kleine stapjes
  • FAZ Der Tag (Frankfurter Allgemeine Zeitung)
  • Cheaptickets.nl

Best Documentary (Internet Video)

  • Beyond Beauty With Grace Neutral (VICE)
  • The Night Wolves: Putin’s motorbiking militia of Luhansk (The Guardian)
  • The Salon – London: Natural with a Twist (BBC World Service)

Best Integrated Campaign (Online Advertising)

  • #Notcomingsoon
  • The Aliens
  • Game Of Thrones Territory

Best Visual Design (Mobile & Apps)

  • Resn
  • FMTK (Försvarsmakten)
  • Yamaha: My Garage
  • Harrods App
  • Adventures Of Poco Eco – Lost Sounds

Best Music & Entertainment (Internet Video)

  • Skepta: Top Boy
  • Cherry Plum – How Strange is the Man
  •   Made in Mosjøen
  • Pony Pony Run Run – Alright

Best Social Media Marketing (Online Advertising)

  • Legacy BLN – #PaintBack
  • Pigeon Air Patrol

Best Overall Social Presence (Social)

  • #OursToLose
  • RT News
  • The Guardian (Facebook)
  • Game Of Thrones Territory

Best Internet Personality/Performance

  • Bohemian Rhapsody Reinterpreted by English National Ballet
  • Could You Survive a Fallout? (VSauce)
  • DalasReview

 

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HEROES, 300 innovatori si incontrano a Maratea

HEROES, 300 innovatori si incontrano a Maratea

Tutti conosciamo Maratea come la Perla del Tirreno. Quello che forse non sai è che a settembre la città si trasforma in un importante luogo di incontro per oltre 300 innovatori dall’Italia e dal Mondo, che daranno vita al primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival.

HEROES, meet in Maratea

Più di 130 gli ospiti già confermati, con un ricchissimo programma di oltre 60 iniziative dislocate in punti strategici dell’area urbana e delle zone limitrofe.

Punto cardine dell’evento, l’Arena Centrale, allestita presso il Parco di Villa Tarantini in Piazza Europa.

L’obiettivo dell’evento HEROES? Raccogliere i più ispirati eroi del nostro tempo e fornire un’occasione di approfondimento, co-progettazione, formazione e networking.

HEROES, 300 innovatori si incontrano a Maratea

Tutti gli ottimi motivi per partecipare

Incontrerai leader d’impresa, business angels e investitori, intellettuali, creativi, policy makers e startup, riuniti insieme per fornire una risposta concreta alle principali sfide economiche e sociali del giorno d’oggi.

Inoltre, il calendario di HEROES prevede incontri tematici, laboratori, workshop, pitch competition, performance e musica.

Tra i relatori personalità come Ashlin Burton, international business leader; Chiara Montanari, prima italiana a capo di una spedizione in Antartide; Gillian Ferrabee, protagonista del successo del Cirque Du Soleil con il suo Creative Lab; Neil Harbisson, primo uomo cyborg in grado di ascoltare i colori; Nicola Palmarini, uomo chiave dei laboratori IBM al MIT di Boston; Yannick Kwik, alla guida delle celebri FuckUp Nights.

Una serie di veri ispiratori e molte le iniziative speciali, indirizzate a favorire momenti di incontro tra mondo industriale, istituzioni, università e nuovi luoghi dell’innovazione.

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Competizione, un motivo in più per non perdersi l’evento

HEROES, 300 innovatori si incontrano a Maratea

Oltre a tutti gli appuntamenti della tre giorni dedicata a studenti, ricercatori e innovatori, ma anche a chi vorrà godersi il parallelo di eventi culturali e musicali che animerà Maratea, c’è un motivo in più per partecipare.

L’Heroes Prize Competition, sfida tra eroi vuole dare luce alle startup più innovative e sostenibili, mettendo in campo le migliori idee tra i 195 progetti pervenuti dopo il lancio della call.

Le startup più meritevoli avranno la possibilità di presentare la propria idea a Maratea nel corso di sessioni di Pitch aperti a tutti, per rientrare così tra le prime cinque, che avranno il privilegio di essere ospitate da una famiglia marateota per un pranzo molto particolare, in cui convincere i componenti della bontà della propria idea.

La migliore, selezionata con il supporto di una giuria specializzata, si aggiudicherà il premio finale.

Non perderti neanche un incontro e partecipa a HEROES, meet in Maratea!

A lezione di employer branding da Heineken: la nuova campagna Go Places

Che Heinken faccia del non convenzionale un tratto distintivo per le proprie campagne è dato noto al grande pubblico. L’identità del brand è radicata nella sua community tanto da fare dell’elemento sorpresa una piacevole costante.

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Questa spettacolarità nella proposizione non è mai da ritenersi fine a se stessa, è piuttosto un sistema d’ingaggio che fa capo alla maestria degli illusionisti: ammaliare lo spettatore sugli elementi che lo intrattengano mentre il trucco (o il messaggio in questo caso) prende vita sotto i suoi occhi.

Con la nuova campagna Go Places, Heinken utilizza di nuovo questo metodo, lì dove l’esecuzione di una pubblicità comparativa e di proposizione del marchio è mascherata da un’iniziativa di recruitment.

Si tratta del risultato del lavoro di oltre 600 dipendenti in tutto il mondo, al fine di spiegare ciò che rende Heineken un posto di lavoro speciale.

Il risultato è un’esperienza creativa, coinvolgente ed interattiva che illustra perfettamente la cultura distintiva dei potenziali futuri dipendenti di Heineken.

Trovare le persone giuste è di vitale importanza per qualsiasi azienda e crediamo che i nostri dipendenti siano i migliori ad attrarre le stelle del futuro. Ecco perché abbiamo chiesto loro di aiutarci in questa campagna con un modo innovativo e divertente, per offrire una visione reale di ciò che significa lavorare in Heineken. Abbiamo voluto ispirare talenti unici, mostrando loro come la nostra cultura li aiuterebbe a  sviluppare il loro potenziale. Spiega Chris Van Steenbergen, Chief HR Officer Heineken.

Come funziona Go Places

Il processo non è il solito colloquio di lavoro. La campagna, raggiungibile attraverso il sito web dedicato, prevede un tour attraverso i punti salienti di una carriera in Heineken ed i veri dipendenti permettono una comprensione autentica della cultura aziendale.

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Lo pseudo colloquio si compone di 12 domande a tempo, dopo aver risposto ad ogni quesito (occhio al sistema di contrapposizione con altri marchi, ogni volta viene scelta una birra concorrente diversa), viene generato un profilo e successivamente il candidato può verificare le opportunità disponibili. Cosa aspetti? Il tuo prossimo lavoro potrebbe essere in Heineken!

CREDITS
Client: The HEINEKEN Company
Sponsors: Chris van Steenbergen, Gianluca Di Tondo, Soren Hagh
Project Lead: Alfonso Aunon Garcia
Project Team: Dario Gargiulo, Nikki van Deijzen, Kelsey Sibley, Stephanie Peels
HEINEKEN Casting director: Saskia den Hollander
Agency: Cloudfactory
Creation: Sandrine Huijgen, Jessica Kersten, Olivier Teepe (digital creative), Michael Diederich (copy), Lennart Verstegen (Wefilm)
Managing Partner: Sandeep Chawla
Account director: Lennard Franken
Agency producer: Stefany Rietkerk, Lars Fabery de Jonge, Jeanette Luttik
Traffic manager: Saffron Pape
Production: Wefilm
Director: Lennart Verstegen
Producer: Bo Polak
Executive producer: Tobias Wilbrink, Bas Welling
Offline editor: Nick Rozenberg
Post production: The Compound
Photographer: Jan-Willem Kaltenbach
Styling: Alette Kraan
Set Design: Florian Legters
DOP: Rutger Storm
Music: Paraphrase
Sound: Sauvage Sound
Interactive design: Superhero Cheesecake

Netiquette, questa sconosciuta

Il popolo social, si sa, non sempre si riesce a tenere a bada: per questo motivo risulta fondamentale, se non necessario, adottare una semplice ma ben strutturata netiquette. Un insieme di regole che disciplini  e favorisca un sano e costruttivo confronto sui social dovrebbe quindi essere inserita in ogni sito (o anche su di una Facebook fan page, per esempio).

La FOMO e il social media marketing
Quando si è admin di un’azienda locale, di un piccolo bar o di un piccolo albergo, a meno che non ci scoppi “il caso” non sempre si sente il bisogno di mettere per iscritto una sorta di regolamento interno: pochi commenti, facili da commentare, rapidamente gestibili.

Chi gestisce invece pagine di personaggi pubblici o di un grosso brand non può fare a meno di avere una sorta di elenco delle “regole della casa“. Non è raro infatti che gli utenti usino insulti e parole fuori luogo come se tutto rientrasse nella normalità: la Facebook Fan Page è di chi gestisce e di chi ha fondato l’azienda o il brand, per cui è giusto che ognuno stabilisca il proprio statuto.

Come fare?

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In realtà non esiste un modello universale, tutto dipende da come tu vorresti la tua pagina. Ovviamente, anche se l’avviso è noto non tutti gli utenti saranno perfetti naviganti social: ognuno comunque si regola secondo propria coscienza sia nel pubblicare che nel commentare. “Allora a che serve?“, ti starai chiedendo.

Ecco, aver reso pubblico e condiviso con il web le tue regole, ti permetterà di poter gestire al meglio e moderare commenti e post che vengono pubblicati sulla tua pagina: quante volte è capitato che un utente arrabbiato non abbia gradito la rimozione di un suo commento?

Senza rendersene conto (ormai sui social tutto sembra essere lecito) gli utenti non pongono limiti e freni ai propri pensieri, commenti, post.

Leggi anche: Condividere, per distruggere: il caso Tiziana Cantone e il ruolo dei social media

Questo, ed i fatti recenti lo testimoniano, è del tutto sbagliato. Quando i leoni da tastiera dimenticano che uno schermo non filtra la cattiveria, la maleducazione e la mancanza di rispetto allora è necessario che questo compito spetti agli admin e, in generale, a chi si occupa di un canale web.

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Che tristezza, sì!

Non esiste un modello condiviso di netiquette, ognuno sa cosa vuole per la propria pagina. Il buon senso vorrebbe che alcune regole basi fossero comuni e condivise da tutti: non condividere contenuti volgari, non offendere nessuno, non violare la privacy di terzi e così via.

Sì, se ve lo state chiedendo: anche Ceres ha la sua netiquette.

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Alcune pagine come Banca Mediolanum, considerata la natura del brand, non possono fare a meno di essa:

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Inserirla o meno, è una scelta libera e personale: dipende dalla policy che tu decidi di adottare. Certo è che le regole, se poche, chiare e fattibili, non hanno mai fatto male..

Esempi: Wind, Fiat, Unilever, Algida, Rai: insomma, divertitevi e scoprite il web!

roberto bonanzinga

InReach Ventures, un software per la selezione delle startup

InReach Ventures è il nome che tutti gli startupper che vogliono entrare nel bacino di influenza di H-Farm dovranno tenere bene a mente.

L’arcinota piattaforma di innovazione con sede nel trevigiano potenzia la propria azione di investimento affidando a InReach la valutazione delle startup da accelerare con programmi post-seed.

DIG the Big Data

H-Farm ha puntato su InReach Ventures sin dal 2015, quando investì 13 milioni di dollari nell’allora nuovo operatore di venture capital e ne nominò il fondatore, Roberto Bonanzinga, capo della neo-nata sezione investimenti.

LEGGI ANCHE: H-Farm si quota in borsa, parla Riccardo Donadon [INTERVISTA]

InReach sviluppò un software proprietario dedicato al monitoraggio delle migliaia di startup presenti in Europa, per individuare quelle che presentano le proposte imprenditoriali più convincenti.

La società attualmente ha sede a Londra e H-Farm ne detiene una partecipazione indiretta di minoranza.

Attraverso l’analisi dei Big Data il software è in grado di svolgere una continua ed automatica attività di scouting e selezione grazie alla piattaforma DIG che, solo nel primo semestre, ha valutato circa 4.000 iniziative, tra le quali 400 sono state ulteriormente approfondite.

Al momento InReach Ventures è in fase avanzata di due diligence con molteplici potenziali opportunità da proporre ai propri investitori.

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InReach Ventures

“Il grado di sofisticazione raggiunto dal software sviluppato da InReach, coniugato alla professionalità del team è entusiasmante” ha commentato Riccardo Donadon, Presidente e Amministratore Delegato di H-Farm.

Abbiamo analizzato le metriche raggiunte nella prima parte del 2016 e condiviso con Roberto la decisione di focalizzare completamente il suo coinvolgimento sullo sviluppo della soluzione, ed H-Farm ha deciso di affidare completamente alla piattaforma il processo di selezione degli investimenti post seed.

Roberto Bonanzinga, Fondatore di InReach Ventures ha invece dichiarato:

Sono molto soddisfatto del percorso fatto fino ad oggi e dei progressi compiuti con DIG (la piattaforma software). Attraverso l’uso massiccio di Big Data e Machine Learning, vogliamo rivoluzionare il modello europeo di Venture Capital. In soli 12 mesi siamo riusciti a costruire la prima piattaforma di investimenti in Europa e siamo già in grado di identificare circa 650 potenziali opportunità di investimento al mese. E questo è solo l’inizio.

Quattro buone ragioni per formarsi in Healthcare Marketing

Molto spesso il marketing e le discipline del digital vengono utilizzate e studiate da chi già se ne occupa, da chi già possiede questi strumenti e vuole amplificare le proprie conoscenze.

Questa tendenza, un po’ autoreferenziale, sta vedendo via via la sua fine attraverso nuove forme di applicazione di teorie e concetti di management che riescono ad impattare anche su categorie professionali che sino ad ora non potevano sfruttare la portata di internet per fare davvero la differenza nel proprio settore.

L’Healthcare è uno di quei settori che dal digital sta cominciando a trarre i maggiori benifici, ma come è possibile che un biologo, un medico o un farmacista possano avvalersi di conoscenze in ambito marketing e perché vale davvero la pena affrontare un percorso formativo in un contesto del genere?

Abbiamo deciso di fornirti 4 buoni motivi per i quali se sei nel settore health, allora dovresti davvero prendere in considerazione l’idea di pensare fuori dagli schemi ed investire nell’Healthcare Marketing per la tua formazione.

Veniamo al sodo e capiamo in cosa può farti primeggiare sui tuoi competitor:

Aumentare a dismisura il modo in cui fare la differenza

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Chi si occupa di salute ha da sempre una vocazione verso il prossimo che si scontra con difficoltà oggettive legate all’accesso verso chi ha bisogno del proprio aiuto.

Allo stesso modo coloro che vorrebbero assistenza medica si scontrano con difficoltà di contesto come la burocrazia, agganciandosi di volta in volta a quel contatto nel settore sanitario. Ma una buona fetta di chi ha bisogno di cure di solito non riesce a trovare aiuto.

Studiare Healthcare management significa superare difficoltà ataviche nel nostro paese, vuol dire possedere gli strumenti per incontrare i propri pazienti e far sentire loro vicini, stabilire un rapporto professionale che utilizzi tecniche di comunicazione che aiutino gli operatori a costruire un rapporto di piena fiducia con i propri clienti.

Lì dove il talento e le capacità empatiche non possono essere allenate arriva la professionalità e la metodica.

Nuovi sbocchi lavorativi e costruzione di mercati

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Nonostante i lunghi ed impervi percorsi formativi, chi si occupa di sanità molto spesso si trova davanti un vero e proprio muro quando si propone nel mercato del lavoro all’interno di enti pubblici o privati.

Lo fa con un altissimo grado di specializzazione di solito e ad un’età nella quale è più complicato trovare il proprio sbocco professionale.

L’Healthcare Marketing è un settore che in questo senso consolida il mercato esistente ma ne apre di nuovi. L’avvicinamento a conoscenze digitali di fatto aiuta al superamento del vincolo legato al luogo in cui si esercita o si vorrebbe esercitare, così come accade per molte categorie merceologiche.

Inoltre consente l’individuazione di nuove figure professionali che in mercati come quello americano (lì dove l’healthcare management è già realtà consolidata) ha dimostrato di poter offrire maggiori opportunità di occupazione.

Il prestigio personale e la possibilità di farti conoscere dalla tua comunità

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Coloro che si occupano della salute dei propri concittadino meritano di occupare un posto di prim’ordine all’interno della comunità nella quale operano.

Non è una semplice questione di PR, si tratta del rapporto di fiducia essenziale tra chi si avvale dei professionisti della salute in un momento delicatissimo della propria vita ed ha bisogno di potersi affidare al proprio medico o farmacista tanto per dire.

L’Healthcare Marketing in questo senso è da considerarsi come un mezzo per essere parte attiva di questa comunità. Le competenze che si acquisiscono sono opportunità per costruire su parametri oggettivi il proprio prestigio.

Conferiscono oggettività lì dove l’elemento umano potrebbe impedire ai più meritevoli di imporsi nel contesto di riferimento.

Esprimere il proprio potenziale e raggiungere obiettivi

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Sebbene si tratti di una vocazione per lo più, chi si affaccia all’healthcare lo fa anche per una più che legittima aspirazione personale: migliorare se stesso e raggiungere gli obiettivi che si è prefissato nell’intraprendere una determinata carriera.

Alcuni studi di settore da parte Bureau of Labor Statistics hanno dimostrato che chi si è formato in questo settore ha aumentato il proprio reddito dai 90 mila dollari sino ai 140 mila a parità di competenze.

E sono studi di settore fatti negli USA lì dove il mercato è più competitivo e l’healthcare ha già stabilito un suo percorso. Immagina di poter anticipare il mercato italiano e porti in prima fila.

Speriamo di averti offerto una finestra su quelle che potrebbero essere le tue possibilità nel rivolgerti all’Healthcare Management per il tuo futuro. Non esitare a fare un salto su Ninja Academy per il Master Online in Healthcare Marketing, il nuovo percorso studiato appositamente per te.

MyMoleskine, il nuovo sito di Moleskine pensato per gli artisti

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Scelti da sempre anche dai più grandi artisti della storia, i Moleskine sono uno dei prodotti più utilizzati per disegnare, prendere nota, o semplicemente abbozzare un’illustrazione.

L’azienda ha recentemente rafforzato la sua immagine digitale attraverso il lancio del nuovo sito mymoleskine.

Un nuovo sito per condividere le idee

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Il nuovo sito è un vero e proprio luogo di incontro per tutti quegli artisti devoti Moleskine che vorranno condividere i loro lavori anche a partire dai primi schizzi.

Infatti, attraverso nuove funzioni, gli utenti adesso potranno condividere, anche in privato e con maggior riserbo, messaggi e opere. Tutto questo permetterà a ciascun artista di costruire la propria presenza digitale, di avere uno scambio di opinioni con gli altri utenti e di dare visibilità alle proprie opere anche se non si tratti un artista professionista.

Infine, non meno importante, la condivisione e lo scambio di idee tra appassionati consentirà un nuovo e prezioso modo per dare vita a nuove ispirazioni.

Un’occasione unica per tutti

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Questo nuovo sito darà agli artisti la possibilità di mostrare il loro lavoro in ogni momento della sua creazione, a partire dal “dietro le quinte”.

Un’occasione preziosa non solo per gli artisti quindi, ma anche per tutti gli appassionati che fino ad oggi non hanno mai potuto vedere i passaggi che compongono un’opera fin dall’inizio della sua creazione.

Leggi anche: Wydr, l’App delle Opere d’Arte

Il sito è stato appena lanciato quindi al momento i contenuti sono ancora pochi, ma Moleskine invita a visitarlo e a lasciare il proprio feedback per garantire a tutti gli utenti un’esperienza sempre migliore.

Week in Social: tanto Twitter, moderazione su Instagram e tante altre novità

“Finalmente è venerdì!”. Sappiamo che in realtà lo pensate ogni settimana soprattutto per l’arrivo della Week in Social, ed è per questo che anche oggi siamo qua con tutti gli aggiornamenti in arrivo sulle vostre piattaforme preferite. È appena terminata una settimana che ha visto Twitter protagonista, ma non mancano piccole novità anche su altri fronti.

Cominciamo proprio da..

Twitter

L’arrivo dei nuovi tweet

Come annunciato qualche tempo fa, Twitter ha intenzione di contare in maniera diversa il numero dei caratteri che fan parte di un tweet. Per farla breve dovrebbe andare così: gli allegati multimediali (immagini, GIF, video, sondaggi), i tweet citati e le menzioni all’inizio dei tweet non saranno più inclusi nel conteggio.

Dopo tanto tempo, preparatevi ad avere a disposizione più di 140 caratteri! Il rollout dei “nuovi tweet” inizierà lunedì, il 19 settembre.

C’è qualcosa di nuovo in DM

Passiamo ora alla piattaforma dedicata ai messaggi diretti, che si trasforma a livello pratico in una canale di instant messaging. Arrivano infatti le ricevute di visualizzazione, indicazioni su chi sta scrivendo, e altri piccoli accorgimenti per rendere i DM più dinamici.

Più attenti al servizio clienti

Novità più corpose per quanto riguarda chi si occupa di business su Twitter.

È infatti possibile segnalare quando un account si occupa di supporto direttamente nella descrizione, offrendo informazioni utili a colpo d’occhio: come l’orario di disponibilità, i tempi di risposta e molto altro.

Basterà selezionare le opzioni desiderate nella nuova pagina Customer Support tra le impostazioni del profilo e si potrà scegliere di indicare se la pagina fornisce supporto, se si vuole attivare automaticamente la possibilità di ricevere DM da chiunque e selezionare gli orari di apertura del servizio clienti.

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Un’altra particolarità è che in questi profili si darà maggiore risalto al tasto Invia messaggio piuttosto che a Twitta a, in mondo da poter iniziare una conversazione privata con ancora più facilità.

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Sempre più live

Il connubio TV/livetwitting è sempre più popolare, ed è proprio questa tendenza che ha portato gli sviluppatori a dedicarsi a sviluppare app per nuove piattaforme, offrendo anche nuovi metodi di fruizione.

Ci riferiamo a Apple TV, Xbox One (per il lato broadcast da noi non utilizzato) e Amazon Fire TV. Box diffusi soprattutto negli Stati Uniti, ma il cui metodo di utilizzo di può solo far presagire la direzione in cui va – e andrà – la TV in tutto il mondo.

Le nuove app permettono di fruire in tempo reale dei tweet più popolari dedicati a un evento, fianco a fianco con le immagini più importanti trasmesse in live streaming o in diretta in TV. Assistiamo così alla nascita della TV+, una TV pompata che ci ricorda il latte di Arancia Meccanica.

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Twitter ha addirittura lanciato una partnership con NFL, il campionato di football americano, per dare una nuova forma anche alla fruizione dello sport.

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Se qualcuno va live…

L’ultimo aggiornamento settimanale per Twitter riguarda il livestreaming. Prendendo ispirazione da Facebook infatti è ora possibile ricevere una notifica quando qualcuno che seguiamo inizia a trasmettere.

Instagram

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L’inclusione da parte di Instagram della moderazione dei commenti è stata talmente importante che gli abbiamo dedicato un articolo intero. Leggetelo per approfondite il tema.

LEGGI ANCHE: Instagram e linguaggio violento: nuove feature sui commenti

Facebook Messenger

Le maggiori novità dal mondo Facebook riguardano soprattutto Messenger. Piccole aggiunte dedicate in particolar modo al lato business della piattaforma.

Welcome Screen

Le pagine che si occupano di supporto e di interazione con il cliente adesso avranno la possibilità di inserire una schermata di benvenuto nelle conversazioni. Un modo per tenersi avanti dopo le piccole novità di Twitter di cui vi abbiamo parlato sopra? Probabile, ma anche un mezzo per personalizzare sempre di più il legame con chi è interessato al brand o ha bisogno di aiuto.

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Pagamenti

E se vi occupate di vendite online, ce n’è anche per voi. È entrata in fase di beta una funzione che permette di effettuare pagamenti direttamente sull’app.

Se gestita bene, questa potrebbe segnare la rivoluzione dell’e-commerce. Immaginate di trovare una pagina che propone un’offerta, di avviare una conversazione con un bot comunicando il vostro interesse, e di completare la transazione direttamente su Messenger. C’è da avere paura?

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Attualmente la funzione è in test solo negli Stati Uniti, si stima che arrivi a fine anno in versione definitiva.

YouTube

L’ultima grande novità arriva da YouTube, che ha lanciato una sorta di piccolo social all’interno della community, che si chiama infatti Community. Si tratta di una nuova scheda presente all’interno dei canali (che decidono di attivarla) che permette a creatori e iscritti di comunicare in maniera diretta.

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L’amministratore del canale può usare questo spazio per comunicazioni dirette, domande, gestire richieste e molto altro. Non sappiamo cosa pensare a riguardo: Apple ha già provato a fare qualcosa del genere tanto tempo fa su iTunes e non è andata tanto bene.

Ma è anche vero che molto del potere di YouTube come piattaforma di pubblicazione di video è dovuto soprattutto all’aspetto comunitario unico che non si trova da nessun’altra parte. Staremo a vedere.

E con questo si conclude anche questa Week in Social. Non ci resta che augurarvi un buon weekend, ma senza dimenticare che ci trovate qui anche la prossima settimana!

Google lancia Shop the Look: cerca l’outfit e compralo

Contenuti, contenuti, contenuti. Sempre di più li creiamo e veicoliamo attraverso i social media. Quando poi facciamo una ricerca su Google, però, spesso rimangono nascosti perché non indicizzati. E allora andiamo a cercarli direttamente sui social.

Il re dei motori di ricerca di sicuro non ne beneficia, ed è per questo che ha pensato di lanciare una feature – Shop The Look – che potrebbe cambiare le carte in tavola, a partire dal settore fashion. Questa volta non si tratta di un nuovo social, ma di uno strumento per portare nei risultati di ricerca gli outfit dei fashion blogger.

Gli utenti potranno cercare uno specifico outfit come di norma si fa per qualunque altra cosa: per keyword. E poi?

Se, ad esempio, andiamo a cercare “abito da cocktail”, Google ci mostrerà i risultati attinenti andando a prenderli dalle immagini postate dai principali influencer in ambito fashion.

Questo perché attinge i contenuti da alcune piattaforme tra cui LIKEtoKNOW.it, creata per promuovere e monetizzare l’attività dei fashion blogger su Instagram (ad esempio, mandando il link per acquistare un capo ad un utente che vi ha appena messo un like).

Analogamente, quando Google ci mostrerà un outfit di nostro gradimento, cliccandoci sopra avremo accesso ad una gallery con le immagini dei singoli item, e i relativi link per acquistarli, sotto forma di Shopping Ads.

Quali sono i vantaggi di Shop The Look?

Per l’utente un’offerta già selezionata e mirata, consigliata da un influencer, e maggiore immediatezza nel processo di acquisto. Per i fashion blogger l’accesso ad un pubblico più ampio – che va ben al di là dei loro follower sui social – e ovviamente un beneficio economico, così come per retailer e brand.

E per Big G? Ovviamente la prospettiva di riuscire ad intercettare contenuti altrimenti “nascosti” solo sui social, e finalmente monetizzare anche grazie a loro.

Non sembra male, vero?

Per il momento, la feature è in fase di test per i device mobili negli Stati Uniti, ma sembra proprio che ci siano tutti i presupposti per estenderla anche altrove. Fashion-addicted, stay tuned!

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Gli accessori per iPhone 7 di cui non potrete fare a meno

Ogni qualvolta Apple lancia il suo nuovo gioiellino, i consumatori del brand, dopo aver comprato il nuovo dispositivo, sono costretti ad acquistare alcuni accessori aggiuntivi: gusci protettivi, caricabatterie portatili, adattatori, altrimenti avrebbero difficoltà a sfruttarne il pieno potenziale.

Quest’anno con  tutte le novità introdotte dall’azienda di Cupertino, sembrerebbe che alcune abitudini d’uso dei fedelissimi Apple, anche se a malincuore, potrebbero cambiare e il numero di accessori da acquistare potrebbe aumentare, per la felicità delle aziende produttrici third-party.

LEGGI ANCHE: iPhone 7 e Apple Watch 2: tutte le novità del Keynote

Infatti per le case produttrici di accessori l’iPhone 7 sembrerebbe essere il più grande portatore di business di tutti i tempi. Quali saranno i cambiamenti e gli accessori di cui non potrete assolutamente fare a meno?

Apple dice addio al jack per gli auricolari

 

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Dopo aver mandato in pensione tastiere e floppy, Apple con i suoi nuovi dispositivi mobile decide di tagliare definitivamente il filo delle storiche cuffie eliminando il jack per gli auricolari.

A prendere il posto delle tradizionali cuffie saranno gli auricolari intelligenti AirPods, progettati per essere utilizzati senza fili, un prodotto all’avanguardia che spiana la strada verso il futuro ipotizzato da Apple in cui i dispositivi si connetteranno tra loro in wireless.

iPhone 7 sarà dotato di un un adattatore audio da 3.5 millimetri e un paio di auricolari Lightning EarPods, ma questo non sarà sufficiente per placare le necessità degli utenti che utilizzeranno il dispositivo.

Una scelta quella di Apple che ha  suscitato dei malcontenti tra i suoi consumatori , sia perché la transizione verso l’audio wireless non è del tutto economica, gli auricolari AirPods costano 179,00 €, sia perché l’assenza del jack crea dei disagi: ad esempio se il dispositivo mobile è in carica non è possibile ascoltare la musica con un auricolare via cavo.

Tutto ciò è che musica per le orecchie dei produttori di accessori, in quanto se il nuovo dispositivo crea un problema al consumatore, lo stesso diventa un’opportunità per le aziende.

Opportunità che di certo ha saputo cogliere Belkin presentando il suo nuovo adattatore a due porte che permetterà di ricaricare il proprio dispositivo e contemporaneamente ascoltare la musica dagli auricolari. L’accessorio sarà acquistabile da Ottobre al prezzo di circa 40 dollari.

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Se invece volete una valida alternativa alle AirPods dovrete acquistare le cuffie Beats Solo3 Wireless Headphone, che oltre alla durata di 40 ore della batteria, vi garantiranno tre ore di autonomia con soli 5 minuti di carica.

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Le vecchie cover di iPhone 6 non sono compatibili con la generazione 7

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Ironia della sorte il bel design del vostro nuovo dispositivo ha bisogno di protezione.

Eravate convinti di poter adattare la vostra vecchia cover al nuovo modello 7? Brutte notizie per voi, non è possibile, le dimensioni dei due smartphone sono identiche, ma purtroppo quelle della fotocamera no, in iPhone 7  il sensore è più grande, quindi non vi resta che comprarne una nuova custodia!

Più carica in movimento

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Apple sostiene di aver migliorato le prestazioni della batteria dei nuovi modelli, ma non è ancora abbastanza.

Giochi e applicazioni consento di massimizzare il potenziale del vostro smartphone ma allo stesso tempo riducono la durata della batteria. A risolvere il problema sembra averci pensato Anker con la sua nuova batteria portatile dal design elegante e dalla sua forma facilmente tascabile Powercore + 10050, capace di ricaricare iPhone 7 tre volte in movimento.

Altra soluzione è fornita dall’azienda stessa di Cupertino con il suo Battery Case  realizzato in silicone in grado di supportare fino a 26 ore di conversazione, disponibile nei colori bianco e nero.

Nell’era di iPhone 7 dovremo forse aspettarci che nomi come Anker, Belkin, Mophie diventeranno sempre più familiari ai possessori degli smartphone di ultima generazione targati Apple?