+ONE, il bello del Made in Italy in una scarpa

Da Shooz a +ONE, Made in Italy e China si incontrano in una scarpa

Stile Made in Italy, moda, funzionalità e materiali di qualità, questi gli ingredienti di +ONE, la startup di Edoardo Iannuzzi che ha ripensato il concetto di scarpa, trasformandolo in un accessorio componibile per ogni occasione: basterà ricombinare suole e tomaie per avere una scarpa totalmente diversa.

L’idea di partenza era un’altra con Veeshoo, ma Edoardo ha deciso di cambiare il business model e creare +ONE riscuotendo il dovuto successo tra il pubblico di Kickstarter.

Shooz, la scarpa personalizzabile, da dove nasce l’idea e come funziona?

L’idea nasce da un progetto di tesi Universitaria sviluppato per il triennio in design di prodotto al Politecnico di Milano.

Il progetto di partenza era una scarpa collassabile e piegabile che prese forma nel marchio Veeshoo. Un prodotto Made in Italy, commercializzato nel segmento multi marca fashion di alta fascia.

Dopo quattro anni di vendite e un discreto successo, i costi continuavano a superavano le entrate e il business era troppo capital intensive, perciò l’azienda fallì.

Ho ragionato bene sul perché, capendo che il business model era sbagliato e il segmento di mercato troppo spinoso e in cattiva salute.

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Dalle ceneri di Veeshoo è nato +ONE, prodotto in Cina, accessibile a tutti ma soprattutto molto più funzionale dell’originale scarpa piegabile.

Ora la scarpa è modulare, permettendo intercambiabilità di suola e tomaia, trasportabilità ottimizzata e sostenibilità ambientale portata dal riciclo e modularità delle componenti.

Kickstarter ha creduto nel vostro progetto e vi ha inserito tra i suoi fiori all’occhiello, com’è quest’esperienza? Per voi cosa ha significato?

Il pubblico di Kickstarter è molto esigente, vuole prodotti realmente innovativi, non semplici restyling, ma soprattutto corrispondeva al target di +ONE per demografica (25-40 anni), interessi (travel+innovazione+sostenibilità) e sesso (80% maschile).

Avere successo con il pubblico di Kickstarter ci ha permesso di confermare il target e acquisire, prima di arrivare sul mercato, importantissimi feedback direttamente dai diretti interessati, i consumatori finali.

Quanto contano per +ONE i fornitori di tomaia e suole? Come li selezionate?

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La storia della ricerca del nostro fornitore è un’odissea che parte dall’Italia e finisce in Cina.

Long story short, dopo aver testato vari fornitori tra Italia, Corea del Sud e Taiwan senza particolare successo nell’industrializzazione del prodotto, scopriamo che in Cina c’era un’azienda che ci aveva già copiato e vendeva online una copia esatta del nostro prodotto, avevano anche riprodotto in Cinese il nostro video Kickstarter, usando le stesse inquadrature e scenografie.

Li abbiamo approcciati e abbiamo raggiunto un deal per cui avrebbero cessato le copie e iniziato a lavorare per +ONE.

La qualità e la standardizzazione raggiunti sul nostro prodotto sono di molto superiori ai risultati raggiunti in Italia per il semplice motivo che oggi quasi tutti i marchi tecnici producono in Cina migliorando il loro expertise esponenzialmente.

In Italia si producono le calzature tradizionali, in Cina quelle del futuro.

Ormai è passato quasi un anno da quando siete nati, cosa dicono di voi i clienti e come sta andando la vostra crescita economica in termini di clienti e fatturato?

Al momento stiamo per consegnare i pre-ordini di Kickstarter e Indiegogo e in termini di pre-vendite abbiamo totalizzato $200.000.

Per il primo anno di distribuzione prevediamo un risultato di $1.500.000.

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Già il nome è cambiato da Shooz a +ONE, quali sono gli altri progetti per il futuro anche in tema di canali di vendita? Come e dove vi vedete tra qualche anno?

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Apriremo la distribuzione in otto Paesi, con vendita da mono-marca online e offline e corner nei principali department stores.

Il merchandising sarà principalmente incentrato sullo sviluppo di nuovi modelli di skin, permettendo alla scarpa di acquisire nuove funzioni fisiche ma anche digitali.

+ONE non è solo un prodotto: essere leggero, sostenibile e configurabile è una filosofia di viaggio e più in generale di vita. Crediamo in questa filosofia e creeremo altri prodotti per applicarli nella vita di tutti i giorni.

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Mya: arriva il chatbot anche per i colloqui di lavoro

Mya è la nuova frontiera del recuiting. Se qualche colloquio di lavoro ci sarà sembrato “inumano” a causa di domande eccessivamente standardizzate magari o del profilo troppo formale dell’intero contesto di selezione, adesso la questione rischia di diventare ancora più complessa. Per trovare lavoro, infatti, in un prossimo futuro non si avrà più a che fare con i recruiter – ovvero i professionisti delle risorse umane – ma probabilmente la prima scrematura dei curriculum verrà addirittura affidata a un chatbot, che avrà il compito di filtrare le domande che arriveranno in azienda e “capire” quale siano i profili più adatti per concorrere a una determinata posizione aperta secondo criteri pre-impostati.

Mya: come funziona il  primo selezionatore di curriculum

 

Il robot Mya, attivo su “FirstJob” – piattaforma dove centinaia di utenti cercano lavoro – ha l’intento di semplificare il recruitment, svolgendone ben il 75% dell’effort richiesto attraverso l’interazione con i candidati. Mya, infatti, pone agli aspiranti lavoratori quesiti per capire le loro aspirazioni, gli obiettivi di carriera, le loro skills. Dopo aver registrato le varie risposte, il bot stila poi una classifica con a capo i “migliori” e la fornisce ai recruiter in carne e ossa che in seguito procederanno alle altre fasi di selezione e sceglieranno il futuro dipendente.

Da un primo periodo di sperimentazione, pare che chi è stato “interrogato” dal chatbot abbia avuto poi maggiori possibilità di continuare con successo (addirittura tre volte superiori) le fasi successive del recruiting rispetto a chi aveva sostenuto un “normale” colloquio di lavoro.

Nonostante appaia come un’assoluta novità, in realtà già sono attive da anni altre chatbot che funzionano da assistenti virtuali alle selezioni dei candidati: TARA, ad esempio, è un’applicazione di Y Combinator che assiste le start up nel trovare sviluppatori freelance così come anche altre applicazioni in grado di svolgere le selezioni anche attraverso i social network.

Se, invece, la paura che i robot possano sostuire nel lavoro gli esseri umani (più che assistere i recuiter) continua ad assillarvi, potete leggere i nostri pezzi dedicati alla paura di robot e automazione in ambito lavorativo e al caso dell’automazione dei processi lavorativi in Foxconn.

Twitter premia la creatività: ecco i Twitter Awards 2016

Udite udite, o aziende e agenzie creative: i Twitter Awards sono tornati e portano con loro tante frizzanti novità rispetto alla scorsa (e anche prima) edizione!

Il concorso nasce inizialmente come un evento esclusivo di Twitter Italia, concepito per mettere in evidenza e premiare la capacità delle aziende di saper mettere a sistema pubblicità e creatività nelle campagne pubblicitarie, principalmente focalizzandosi su quelle che meglio hanno saputo utilizzare le potenzialità offerte dalla piattaforma Twitter.

I Twitter Awards 2015

Durante l’evento di premiazione della scorsa edizione, tenutosi nel novembre dello scorso anno all’UniCredit Pavillion di Milano, le campagne decretate vincitrici da una Giuria composta da personalità di rilievo nel mondo della creatività, sono state:  Ford (ex Blue Hive Roma ora GTB Roma) vincitrice dell’Impact Award, che per San Valentino ha invitato via “Tweet “ i propri competitors a scambiarsi emozioni positive e Juventus (We Are Social) vincitrice del Creativity diventata virale tra i tifosi Juventini chiamati a “pagare pegno” qualora la loro squadra fosse arrivata in finale di Champions League.

Vincitori dei premi speciali Twitter sono stati: Mercedes Benz (Gruppo Roncaglia) che si è aggiudicata il Periscope Award con #FindTheSUV, che ha saputor reinventare la caccia al tesoro attraverso l’utilizzo un drone e di Periscope, e a TIM (H-Art) che si è aggiudicata il premio, Innovation Award, per aver implementato l’utilizzo di Twitter durante il #DerbyMilano.

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E quest’anno?

Sono molte le succose novità di questa nuova edizione: l’evento oltre a prevedere nuove categorie di Awards, ai premi italiani si aggiungono anche riconoscimenti per le aziende europee e mondiali, perché come afferma Twitter sul sito ufficiale di #PoweredByTweets “la creatività non ha confini.”

Ma vediamo nello specifico le categorie che verranno premiate quest’anno:
#LIVE Award: un premio che riconosce le campagne meglio integrate nella piattaforma Twitter o che ne valorizzano la connotazione live e di contesto;

#IMPACT Award: un premio che riconosce il successo della campagna in termini di strategia, pianificazione, risultati di business e ROI;

#CREATIVITY Award: un premio che riconosce campagne coinvolgenti e creative, format di pubblicità efficaci e le nuove frontiere della comunicazione;

#GROWTH Award: un premio che riconosce l’uso di Twitter Ads in piccole realtà imprenditoriali che desiderano incrementare la propria presenza online e raggiungere risultati tangibili.

Le candidature sono aperte fino al 23 settembre per i Twitter Awards Mondiali mentre il 17 ottobre è il termine di chiusura di presentazione dei progetti per i Twitter Awards Italiani.

Ai Twitter Awards di Twitter Italia possono partecipare tutte le aziende o agenzie creative dotate di sede fiscale sul territorio italiano e che che abbiano portato avanti su Twitter una campagna pubblicitaria con inserzioni a pagamento dal 1° gennaio al 17 ottobre 2016 , mentre per i  Twitter Awards mondiali possono partecipare tutte le agenzie e le aziende di comunicazione che hanno sede legale in uno dei paesi indicati dal regolamento e che abbiano portato avanti su Twitter una campagna pubblicitaria con inserzioni a pagamento tra il 1° agosto 2015 e il 26 luglio 2016.

Potete, infine, caricare i vostri lavori sui siti dedicati di Twitter Awards e di Twitter Awards Italia

In definitiva

I Twitter Awards sono nati tendenzialmente oltre che per premiare la creatività, anche per dimostrare al mondo le potenzialità a piccole, medie e grandi aziende che possiede il sistema di promozione che offre twitter con gli strumenti di Twitter Ads, attraverso l’utilizzo di una piattaforma che, dati alla manonon possiede lo stesso bacino di utenza degli altri competitors, ma che come abbiamo visto più volte, può diventare un efficace strumento di promozione del proprio brand.

Instagram e linguaggio violento: nuove feature sui commenti

Ormai Instagram con più di 500 milioni di utenti, è diventato uno dei social network preferiti dagli utenti per condividere storie, pezzi della propria vita ed esperienze attraverso le immagini. Ma chi di noi, come in ogni social network che si rispetti, non ha mai potuto notare o si è trovato sotto un proprio post, un commento dal contenuto “Sgradevole” ?

A tal proposito poco più di un’ora fa, Kevin Systrom, CEO e cofondatore di Instagram tramite la pagina Facebook ufficiale dell’azienda , ha rilasciato un comunicato circa le nuove funzioni implementate sulla piattaforma, studiate per migliorare l’esperienza dei propri utenti e per garantire che Instagram rimanga un luogo sicuro in cui potersi esprimere liberamente.

 

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Nello specifico: la nuova feature annunciata consiste in uno strumento di moderazione che opera per mezzo di keywords, che verrà reso immediatamente disponibile a tutti.

La funzione, fruibile attraverso il menu delle impostazioni (quello con l’icona a forma d’ingranaggio), consente di scegliere le parole che l’utente ritiene offensive o inopportune, bloccando così la visualizzazione dei commenti con all’interno i vocaboli poco graditi.

È possibile, inoltre, creare una lista di parole personalizzata da porre in aggiunta a quella già fornita dall’applicazione stessa.

Una ulteriore novità consentirà poi di poter scegliere, in fase di pubblicazione di un post, se il suddetto contenuto possa essere commentato oppure no.

Ancora novità quindi per il il social network, che dopo l’introduzione di Zoom e delle Storie continua a migliorare ulteriormente la sua piattaforma rendendola sempre più user friendly e orientata verso la migliore esperienza possibile per l’utente.


Questa è forse la prima campagna Ambient della storia

Se la pubblicità – intesa come propaganda – risale addirittura all’epoca romana e ai graffiti di Pompei, a quale epoca appartiene il primo esempio di comunicazione pubblicitaria non convenzionale?

Probabilmente questa fotografia scattata a Venezia nel 1960 rappresenta uno dei primi esempi di ambient, protagonista assoluto il brand Coca-Cola (noto da sempre per la sua comunicazione innovativa). Quando l’abbiamo vista abbiamo pensato subito ad un fake, ma a quanto pare è una creatività originale.

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La realizzazione della campagna prevedeva la distribuzione di grandi quantità di becchime in Piazza San Marco, disposto in modo tale da replicare il nome del brand. Passò ben poco tempo prima di essere completamente ricoperto di stormi di piccioni affamati che resero unica e d’impatto la campagna.

Oggi tale azione non sarebbe possibile visto che negli anni la città di Venezia ha decisamente frenato lo sviluppo della popolazione dei piccioni nel centro città.

Oltre alla nota campagna Coca-Cola però pare che fu un’altra azienda, questa volta italiana, a precedere tale creatività con lo stesso concept: si tratta di Assicurazioni Generali che in quegli anni era nota con il brand name AG (1956).

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Ford, Fingerprint, Transparency International: i migliori annunci stampa della settimana

Altro giro, altra corsa. Questa settimana abbiamo raccolto la campagne stampa che più ci hanno colpito e, soprattutto, sono state d’ispirazione per il nostro lavoro.
E dato che la creatività è contagiosa, la passiamo a voi!

Ford: Sign

Chi non ha mai avuto problemi con le partenze in salita? Ford, per promuovere il proprio sistema di partenza assistita si è affidata ai creativi di Ogilvy che, ci sembra, sono stati più che chiari.

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Agenzia: Ogilvy
Executive Creative Director: Selim Ünlüsoy
Senior Copywriter: Erşan Develier
Senior Art Director: Burcu Günister
Producer: Fulya Akay
CGI / Retocuh: Bump İstanbul

Transparency International: Corruption must be spotted

Questa interessante campagna sviluppata in Ucraina punta con forza il dito contro uno dei maggiori problemi sociali del paese: la corruzione.

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Agenzia: Cheil
Creative Director: Vladyslava Denys
Art Director: Iurii Gorbachevskyi
Copywriter: Andrii Lazarenko
Studio: Magay Production
Photographer: Andrey Demenyuk

Livrarias Curitiba: Better be well-informed

Tutti odiano gli spoiler. L’agenzia Candy Shop ha invece pensato di farne un’arma per convincere i clienti di Livrarias Curitiba a rimanere aggiornati con film e serie. Un po’ scorretto. O no?

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Agenzia: Candy Shop
Creative Director: Bruno Regalo
Art Directors: Bruno Regalo, Getulio Vargas
Copywriters: Zé Luís Schmitz, Ana Miraglia

London Stock Exchange Group: Value your time

Questo annuncio stampa ci ha colpito per l’effetto sorpresa della sua realizzazione grafica. Voi la trovate convincente?

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Agenzia: Havas
Creative Directors: Fabrizio Piccolini, Stefano Zanoni
Art Director: Patrick Rossa
Copywriter: Mario Rasero

Fingerprint Audio Books: Listen to the leaders

A volte, la campagna stampa più giusta è quella che con semplicità riesce a veicolare chiaramente il messaggio. E secondo noi questa ci è riuscita in pieno.

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Agenzia: Adfactors
Creative Directors: Shashank Gupta / Rajnish Tripathi
Art Director: Rajnish Tripathi
Copywriters: Yunush Dar / Rajnish Tripathi
Illustrator: Rajnish Tripathi
Additional Credits: Pawan Bhatt

Ma come? Già finito? Ci ritroviamo tra sette giorni, sempre qui, sempre con le migliori creatività dal mondo.

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Instagram e la nuova funzione zoom: come la utilizzano i brand?

Negli ultimi sei mesi Instagram si è dato da fare per sorprendere gli utenti: poco tempo fa, infatti, ha introdotto le Stories, ossia la funzionalità che permette, analogamente a quanto fa già Snapchat, di creare delle sequenze di più immagini e video visibili per sole 24 ore.

Un’ulteriore novità riguarda la funzionalità Zoom, che permette di “zoomare” foto e video, ingrandendoli con le dita. Questo strumento era fino a qualche settimana fa assente e le immagini potevano essere ammirate soltanto da lontano, senza entrare nei dettagli.

Ma, se gli utenti hanno già cominciato a sperimentare attivamente questa funzione, vediamo invece i 5 brand che hanno capito come sfruttare al meglio questa nuova funzionalità del social network.

#1 Reyka Vodka

? ? to see how Iceland packs a lot in a small country. #instazoom

Una foto pubblicata da Reyka Vodka (@reyka_vodka) in data:

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#2 Primark

 

New in stores this week – go on, get a closer l??k! #Primark #Instagram #zoom Una foto pubblicata da Primark (@primark) in data:

#3 KFC Australia

#4 TBS ‘Angie Tribeca

 

#5 Noosa yogurt

What do cows say when they play hide-and-seek? Hint: pinch and zoom to find out.

Una foto pubblicata da noosa yoghurt (@noosayoghurt) in data:

I nostri consigli in merito? Solo due:

  1. Sperimentate la funzione, ma con moderazione!
  2. Quando decidete di utilizzare la funzione Zoom, assicuratevi che ci sia davvero il dettaglio interessante da scoprire.

E, se avete individuato anche voi dei brand bravi con lo Zoom segnalateceli nei commenti! 

FinTech ecosystem: come è cambiato il sistema finanziario grazie alla tecnologia

Difficile immaginare un mondo senza internet e dispositivi mobili. Queste tecnologie sono diventate parte integrante della nostra vita e hanno plasmato ogni area di business. Nessuna eccezione per il sistema finanziario: nel nuovo report BI Intelligence, viene presentata una panoramica di questo complesso ecosistema FinTech, le sfide, le opportunità e le aree maggiormente interessate dal cambiamento.

FinTech, questo sconosciuto

Con il termine FinTech si vogliono indicare tutte le tecnologie che, applicate alla finanza, hanno radicalmente trasformato la gestione del denaro, dalle attività bancarie ai pagamenti, alla gestione del patrimonio. Un settore dinamico, nel quale startup e nuovi player hanno innovato i sistemi tradizionali dell’industria finanziaria: Adyen, Lending Club, Square, Stripe sono solo alcuni dei leader del settore.

Entrate nel mercato competendo con le istituzioni finanziarie tradizionali o formando con esse alleanze strategiche, appare chiaro che la loro rivoluzione non rallenterà presto.

Secondo i dati raccolti da Accenture, la crescita degli investimenti continua ad aumentare, sopratutto in Europa e Asia, tanto da raggiungere i 5,4 miliardi di dollari nei primi mesi del 2016.

FinTech ecosystem: come è cambiato il sistema finanziario grazie alla tecnologia

Il cliente al centro

I giganti della tecnologia (Google, Apple, Facebook, Amazon e Alibaba) hanno ormai da tempo ridefinito il concetto di customer experience, influenzando le aspettative dei clienti anche in altri settori, con la conseguenza che ora ci si aspetta la stessa attenzione e lo stesso livello di trattamento anche dai provider di servizi finanziari.

Una sfida difficile in cui hanno successo le aziende FinTech, capaci di creare soluzioni innovative che meglio indirizzano e soddisfano i bisogni dei clienti, offrendo maggiore accessibilità, facilità d’utilizzo e prodotti personalizzati.

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Benefici ma anche rischi

Nonostante questi business siano stati in grado di democratizzare i servizi finanziari, facilitando l’accesso ai fondi ed incrementando lo spettro degli strumenti di pagamento per consumatori e imprese, è necessario non sottovalutare i potenziali rischi in termini di legalità e sicurezza.

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Blockchain: la prossima evoluzione

L’architettura blockchain è la carta che modernizzerà completamente i servizi finanziari.

Sia le grandi banche che le startup stanno ancora esplorando la tecnologia dietro alla blockchain che, unendo principi matematici, crittografici ed economici, rende possibile il mantenimento di un database delle varie transazioni senza la necessità di una terza parte convalidante: un libro mastro condiviso e sicuro che chiunque può esaminare ma che nessun singolo utente può controllare.

Non solo un enorme risparmio in termini di costi ma anche un guadagno in termini di trasparenza e monitoraggio.

5 consigli per migliorare i tuoi video su YouTube

Di cosa parliamo quando parliamo di YouTube? Di gattini, musica e star nascenti, certo, ma anche di un sito a cui accede circa un terzo di tutta la popolazione mondiale presente su internet per guardare centinaia di migliaia di ore di contenuti. Parliamo, quindi, del luogo in cui volete essere e – qui viene il difficile – dove volete essere riconosciuti.

Per fortuna ci sono alcuni accorgimenti che possono esservi utili per non perdervi tra le ore e ore e ore di girato.

Aggiungi un watermark

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Dopo tutto il lavoro fatto per diversificare e rendere riconoscibile il tuo brand, non vorrai che sia proprio il passaggio su YouTube a indebolirlo? Per aggiungere il logo al tuo video è sufficiente andare su Mio Canale, cliccare sull’icona dell’ingranaggio vicino al pulsante Subscribe. Dopodichè vai su Setting Avanzati, clicca sulla destra su Branding sotto la sezione Canale e clicca su Aggiungi Watermark sulla sinistra.

Ora scegli il logo che apparirà collegato ai tuoi video (meglio se su fondo trasparente e monocromatico). Gli utenti che vedranno i tuoi video da desktop potranno essere collegati direttamente al tuo canale attraverso il watermark.  E non è tutto, perché attraverso YouTube Analytics potrai controllare il CTR, le impressioni, i clic, le conversioni e capire il valore effettivo del tuo video.

Attrai l’attenzione verso la tua call to action

Sin da quando siamo piccoli impariamo a seguire le frecce completare giochi, per studiare schemi, per preparare piani. Ci fidiamo delle frecce. Ecco perché è importante aggiungere indicazioni direzionali dirette anche nei video.

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Tenendo in considerazione che la Call to Action è il messaggio principale da passare al nostro viewer, possiamo sbizzarrirci in creatività per attirare la sua attenzione: quindi sono ok frecce, foto o l’interazione diretta delle persona nel video verso il punto in cui si troverà il pulsante per la CTA.

Ottimizza con parole chiave

Il tuo video deve emergere quando richiamato da una ricerca coerente. Ecco perché lo devi ottimizzare attraverso parole chiave e la descrizione, cercando di immedesimarti in quello che un utente interessato potrebbe inserire. Vale tutto: frasi lunghe e descrittive, ma anche il riferimento a fatti di pubblico interesse che possono essere legati al tuo video. Pensa in modo trasversale, ma coerente: inutile attrarre con l’inganno utenti in cerca di qualcosa completamente diverso.

Una volta che hai scelto le parole chiave, non dimenticarti di inserirle nel titolo e nella descrizione. Se poi il titolo riesce anche a essere “catchy” e attrarre l’attenzione, meglio ancora.

Aggiungi note e filtri

Ricorda che sei su YouYube e non in TV. Le persone hanno scelto da subito questo canale perché lo user generated content da l’impressione di avere un rapporto più diretto e alla pari tra chi carica il video e chi lo guarda. Posto che non è sempre così, è bene ricordare questa natura del mezzo e utilizzarla nel migliore dei modi.

Aggiungere note e commenti pop up puoi “dialogare” in modo più diretto con i tuoi spettatori. I pop up possono sovrapporre link, testi, bottoni, creando un maggiore scambio con l’utente.

Non esagerare però: calibra attentamente quali informazioni scegli di veicolare in questo modo, e in che punto del video. Potrai poi controllare con Analytics se gli utenti hanno effettivamente apprezzato le note o se è stata causa di abbandono del video. In questo modo potrai sperimentare con nuove modalità fino a trovare la tua ricetta perfetta.

Un altro aspetto fondamentale è quello di controllare che i link che inserisci effettivamente funzionino e che il tuo canale YouTube sia verificato. Se tutto funziona, questo è ciò che devi fare per aggiungere le note: andare su Video Manager, cliccare sul menu a tendina di fianco a Edit e selezionare Note dal menu. Dopodiché  clicca su Aggiungi Note e selezionar il tipo di nota che vuoi aggiungere, compila e salva modifiche.

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Non sottovalutare i sottotitoli

Innanzitutto è una questione di lingua e di potenziale pubblico da non farsi scappare, ma non solo. Aggiungere i sottotitoli può aiutarti a raggiungere anche chi non ha l’audio attivato per diversi motivi.

Puoi aggiungere i sottotitoli attraverso la sezione di sottotitoli automatici di YouTube, ottenendo dei risultati…ok. Per non rischiare e mantenere il controllo sul tuo lavoro, invece, puoi creare i tuoi sottotitoli da YouTube o con un tool apposito. In ogni caso, devi andare su Video Manager, cliccare sul menu a tendina vicino al pulsante Edit e selezionare Subtitles & CC. Scegli la lingua del video, poi quella in cui vuoi inserire i sottotitoli ed infine il metodo che preferisci utilizzare.

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Ora non ti resta che sbizzarrirti e trovare lo stile del tuo brand anche su YouTube (e raccontaci come è andata sulla nostra pagina di Facebook).

Paga con Visa e guadagna una corsa con Uber Local Offers

Visa e Uber hanno dichiarato di voler unire le loro forze. L’obiettivo? Incentivare l’economia locale e la loyalty dei loro clienti. Sì, perché a partire dal mese di Settembre, sarà possibile pagare all’interno di numerose attività con la propria carta Visa e contemporaneamente guadagnare punti con Uber Local Offers.

Cos’è Uber Local Offers?

Il programma, Uber Local Offers, permette agli utenti di qualsiasi servizio Uber, di guadagnare punti adoperando la propria carta di credito Visa nelle attività locali indicate. Il funzionamento di tale iniziativa è estremante semplice. Infatti, ad ogni dollaro speso con Visa si guadagna un punto Uber e, al raggiungimento di cento punti, si ottiene automaticamente uno sconto dal valore di dieci dollari da poter spendere nella prossima corsa. Purtroppo, l’iniziativa è al momento riservata alle sole città di Los Angeles e San Francisco.

Il vantaggio reciproco

L’iniziativa è rivolta a tutti i commercianti locali che vi faranno richiesta di adesione. Si conta che, ad oggi, l’economia locale delle due città sopracitate abbia un valore di circa due miliardi di dollari. Sicuramente una cifra che non lascia impassibili.

È un modo per ricompensare i possessori di carta Visa e gli utenti del servizio Uber

spiega Terry Angelos, VP dei programmi di offerta e fedeltà di Visa.

In genere, ricompense e sconti sono distribuiti con coupon o QR code; questo programma, invece, semplifica i processi permettendo ai consumatori di spendere comodamente il proprio denaro, senza perdere i vantaggi dell’iniziativa”.

È una relazione a tre, che realizza condizioni vantaggiose per gli utenti di Uber, per Uber e per Visa”.

LEGGI ANCHE: Uber cederà il suo business cinese a Didi

Da oggi in poi pagare sarà conveniente

Per la promozione di tale iniziativa è stato realizzato uno spot con Kaley Cuoco, che in molti ricorderanno per aver interpretato il ruolo di Penny in The Big Bang Theory. Il video è molto divertente e l’interpretazione di Kaley riflette una contagiosa voglia di andare fuori a cena, pagare il conto con la propria Visa e guadagnare tanti punti Uber.

https://youtu.be/FQZU_C2qQ50

Un ottimo consiglio se state per andare a Los Angeles e siete in cerca di un locale dove trascorrere un piacevole serata, autista incluso!