Così i marketers usano i dati per personalizzare l'esperienza dell'utente

Come si è evoluto l’email marketing negli ultimi tre anni?

Il rapporto sull’efficienza dell’email marketing come strumento di advertising è sempre di difficile lettura.

Innanzitutto perché dipende dallo stato di evoluzione di tool e piattaforme che inficiano la capacità di raggiungere gli utenti interessati da una determinata informazione.

In secondo luogo subisce le mutazioni rispetto a come gli utenti cercano e chiedono quelle informazioni: in un mondo che vira sempre più verso il mobile, in cui il tempo da dedicare ad una newsletter si comprime, risulta evidente come le tipologie di contenuto debbano mutare per mantenere e possibilmente aumentare il tasso di apertura di una email e si allinei alle esigenze dei consumatori.

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Per capire cosa è successo dal 2013 ad oggi MailUp, soluzione di invio per email e SMS più scelta dalle aziende italiane e presente in oltre 50 Paesi nel mondo, ha pubblicato il suo Osservatorio Statistico nel quale analizza lo stato dell’arte dell’email marketing nel nostro paese.

MailUp ha deciso di osservare un campione significativo di email inviate dai propri partner attraverso la piattaforma: 13 miliardi su un totale di 25 miliardi di mail recapitate durante l’anno.

Ha poi analizzato tre tipologie di contenuto, DEM, newsletter e transazionali ed infine suddiviso le categorie di riferimento in B2C, B2B e modello misto (B2B+B2C).

2015, la parola d’ordine è efficienza

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I primi due dati che balzano agli occhi degli osservatori sono il monte email inviate nell’arco del 2015 ed i bounce:

  • sono “solo” 13 miliardi le email inviate nel 2015, contro i 14 del 2013 (diminuzione del 6%)
  • le email non recapitate sono invece calate da 1 miliardo a 164 mila (diminuzione dell’85%)

Questa prima lettura ci consente di determinare come il progresso tecnologico dei sistemi di rilascio di una email abbia consentito di diminuire il carico di contenuto prodotto. Una piattaforma efficiente ed automatizzata, assieme ad una pulizia delle liste utenti, ha portato quindi a diminuire drasticamente il numero di email non recapitate.

Maggiori aperture: tempestività e condivisione sui social

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Nella seconda parte dello studio ci si sofferma sui tassi d’apertura delle email, notando come, a fronte di una percentuale di recapito migliore (il 99% degli invii) anche il tasso d’apertura delle singole comunicazioni abbia registrato un incremento significativo, da 800 mila ad 1 miliardo, con un +25% a dimostrazione del successo dello strumento.

Ma cosa ne ha decretato l’aumento? Secondo MailUp sono la tempestività nelle comunicazioni e la possibilità di condividerle sui social a fare del contenuto di una email un elemento spendibile per gli utenti.

La multicanalità quindi è vista come principio imprescindibile affinché le email vengano percepite non solo come una forma d’advertising puro a solo vantaggio dell’azienda.

Profilazione e Targeting: la email arriva solo al giusto destinatario

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Ma qual è il formato che ha conseguito il maggior successo?

In assoluto sono le email transazionali ad avere un maggior tasso d’apertura, ma la ragione è semplice: comunicano l’attivazione di un servizio, la conferma di una registrazione, l’invio di una fattura o gli auguri di compleanno.

Sono quindi create sul destinatario ed implicano un passaggio di informazioni che interessano il ricevente.

Nello scontro tra DEM e newsletter invece sono le ultime ad avere la meglio, il motivo è da ricercare nel fatto che la sottoscrizione ad una newsletter implica l’intenzione esplicita da parte dell’iscritto di ricevere informazioni da quel brand rispetto ai servizi/prodotti che offre.

La DEM quindi è uno strumento che va usato con giudizio: occorre profilare con attenzione il segmento interessato, se possibile utilizzando la geolocalizzazione per affinare il dato.

I primati nelle aperture, settore per settore

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Analizzando invece le categorie merceologiche, quali sono i formati che funzionano di più?

Guardiamo cosa succede se si considerano le newsletter:

  1. le comunicazioni B2B del settore Associazioni/Organizzazioni politiche, con un tasso di apertura del 53,8%
  2. la Grande distribuzione e Assicurazioni/Finanza/Banche, entrambe con open rate attorno al 50%
  3. nel B2C, invece, hanno buoni risultati le comunicazioni inviate da Industria ed Enti pubblici
  4. Consulenza/Professionisti risulta infine vincente – per tutti i KPI analizzati – nelle newsletter inviate a bacino misto B2B+B2C.

Interessante il dato relativo allo share sui social media, molto cresciuto in termini assoluti rispetto al 2013: ottengono risultati migliori le newsletter del settore Associazioni/Organizzazioni politiche.

E per le DEM?

Qui le classifiche cambiano leggermente: nel comparto B2B, il settore Moda/Abbigliamento/Calzature si conferma molto vivace sia in termini di aperture che di tasso di interazione con il contenuto. Registra infatti con un OR del 59,3% e un CTOR del 15,3%.
Il settore Agricoltura/Alimentare è quello che registra le performance migliori per quanto riguarda le DEM B2C.

La stagionalità: sicuri che d’estate le email funzionino?

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Ultimo spunto d’analisi offerto dall’Osservatorio di MailUp è relativo ai risultati dell’email marketing distribuiti all’interno dell’anno solare: spalmato sul triennio 2013/15 si evince chiaramente come nei mesi estivi letture e conversioni diminuiscano drasticamente.

Di qui la necessità e lo spunto di riflessione per le aziende sulla possibilità di inviare informazioni agli utenti sfruttando altri canali. Gli SMS per esempio possono essere un buon veicolo alternativo alle email, più in generale però ricordarsi di utilizzare sempre formativi responsivi: nei mesi estivi più che in ogni altro periodo dell’anno il mobile regna sovrano.

Hai voglia di leggere tutto il paper prodotto da MailUp? Puoi scaricarlo qui

Facebook sta testando inserzioni video mid-roll durante i Live

Facebook sta facendo dei test per inserire delle pubblicità mid-roll all’interno di video live da parte dei suoi principali partner editoriali, come ha confermato la stessa azienda lunedì.

Sarebbe la prima volta che Facebook posiziona gli annunci direttamente all’interno dei video. “Stiamo facendo un piccolo test con un gruppo di editori che ha la possibilità di inserire una breve pausa pubblicitaria all’interno dei loro Live” fanno sapere da Menlo Park.

Facebook ha anche pagato editori e celebrità per iniziare a trasmettere in diretta. Il pagamento sembrava quasi obbligato perché la piattaforma non aveva definito un modello di pubblicità da condividere con i propri partner, a cui mancava un incentivo finanziario per iniziare ad usare questo strumento.

Facebook è sempre stato riluttante a mostrare annunci prima dei video, perché Mark Zuckerberg sostiene che rovinino l’esperienza di visione, mentre chiaramente sembra molto più propenso a mostrarli durante i video. Secondo alcuni le inserzioni potrebbero apparire dopo cinque minuti di trasmissione e potrebbero durare dai 15 secondi in giù.

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L’altro lato della medaglia

Sembrerebbe che Facebook abbia detto agli inserzionisti che i video verranno scelti tra quelli già in promozione sulla piattaforma, dando la possibilità ai brand di scegliere se comparire durante i live.  Il rischio infatti è di essere presenti durante trasmissioni poco appropriate per veicolare un messaggio commerciale: non dimentichiamo che i Live di Facebook in America hanno preso il volo in occasione di alcuni tragici eventi, come la morte di un uomo ucciso da un poliziotto.

Nonostante ciò sono davvero vari i live che sono stati fatti fino ad ora: il video di una donna che indossa la maschera di Chewbacca ha raggiunto 160 milioni di visualizzazioni, mentre BuzzFeed si diverte a far esplodere dei meloni in diretta. Eventualmente gli editori potrebbero avere il controllo su quali categorie di inserzionisti pubblicare durante le diretta, e possono disattivare gli annunci se si parla di argomenti delicati.

Facebook potrebbe eventualmente condividere i profitti con tutti i partner, oppure potrebbe pagare alcuni partner premium solo per i contenuti che vengono mostrati durante i live.  Tu cosa ne pensi? Dicci la tua sulla nostra pagina Facebook!

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Progettare il logo delle Olimpiadi può sembrare un’impresa facile ma non c’è da stupirsi se spesso il risultato suscita polemiche da parte degli addetti del settore di tutto il mondo. L’impresa, infatti, non è affatto semplice se si pensa che il logo delle Olimpiadi deve essere efficace tanto su una divisa sportiva quanto sullo schermo televisivo, sia sul fondo di una piscina che sulle piste da sci, insomma: in ogni sua declinazione.

Per di più, il logo battezzato per i Giochi Olimpici deve essere in grado di soddisfare i gusti stilistici di tutti i Paesi partecipanti e, al tempo stesso, rappresentare l’unicità del Paese ospite. Insomma, non proprio un gioco da ragazzi!

Per scandire il breve countdown che ci separa dall’inizio delle Olimpiadi del 2016, ecco dunque una rassegna dei loghi delle Olimpiadi degli anni passati, suddivisi tra i migliori e i peggiori sulla base delle opinioni dei graphic designer di tutto il mondo!

I migliori loghi delle Olimpiadi

Helsinki 1952

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Sembra un parere unanime quello che ha battezzato il logo delle Olimpiadi di Helsinki del 1952 come uno dei migliori tra i suoi “fratelli”, passati e futuri. Con un design ispirato alla bandiera finlandese, fu il logo che sancì il passaggio alla progettazione moderna.

Monaco 1972

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Anche il logo dei giochi olimpici di Monaco del 1972 ha suscitato ai tempi l’entusiasmo del pubblico, soprattutto per la scelta di non fare riferimento a un paese specifico ma, al contrario, di scegliere un simbolo che rappresentasse l’unità tra tutti i paesi.

Città del Messico 1968

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Ispirato all’optical art degli anni ’60 e condito con qualche riferimento all’arte popolare messicana e al patrimonio artistico della città ospite, il logo delle Olimpiadi del 1968 in Città del Messico è anche lui annoverato tra i migliori. Se proviamo a immedesimarci nelle tendenze stilistiche di quegli anni, non possiamo che pensarla anche noi così!

Nagano 1998

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Il logo delle Olimpiadi del 1998 svolte nella città giapponese di Nagano sono una piccola perla della progettazione: con una stilizzazione degli atleti sapiente e giocosa, il logo dai tratti quasi floreali è stato tra i più apprezzati degli ultimi anni.

I peggiori loghi delle Olimpiadi

Roma 1960

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Cominciamo la rassegna dei loghi peggiori con un esempio (ahimè!) nostrano: il logo delle Olimpiadi di Roma del 1960. La scelta di un’icona della mitologia romana poteva dirsi azzeccata, ma la rappresentazione cupa (a tratti horror) del soggetto rende il logo più minaccioso che altro!

Torino 2006

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Un altro esempio italiano tra i peggiori classificati secondo il parere unanime dei grafici di tutto il mondo: il logo delle Olimpiadi del 2006 svolte a Torino. A mio avviso definirlo tra i peggiori è un tantino esagerato, ma sembrerebbe che non in pochi lo considerino “un’occasione mancata”, senza quel quid in grado di suscitare le emozioni del pubblico.

Londra 2012

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

Come intuibile, il logo delle Olimpiadi di Londra del 2012 è stato criticato per il suo aspetto frammentario che non si addice alla rappresentazione di un evento che, al contrario, dovrebbe rappresentare l’unità tra i Paesi partecipanti.

Sochi 2014

I migliori e i peggiori loghi delle Olimpiadi secondo i graphic designer

L’ultimo esempio della rassegna dei loghi delle Olimpiadi peggiori conferma l’idea che negli ultimi anni i progettisti incaricati della realizzazione del logo non abbiano centrato per niente l’obiettivo. O forse la polemica facile generata dai social network ci fa sembrare tutto più brutto e sbagliato. Fatto sta che anche per il logo delle Olimpiadi di Sochi, nel 2014, ci sono state delle critiche: troppo semplice, troppo “non logo”.

E tu, cosa ne pensi? Saresti stato così intransigente con i loghi delle passate edizioni delle Olimpiadi o ne avresti salvato qualcuno? E cosa ne pensi del logo di quest’anno per i Giochi Olimpici di Rio? Diccelo su Facebook!

ADworld Experience, le eccellenze delle campagne online si riuniscono in Italia

Lo scorso 14 e 15 aprile a Bologna si è tenuta l’edizione italiana di ADworld Experience, l’evento dedicato all’advertising, al PPC ed Analytics più grande d’Europa: due sessioni parallele, in italiano e in inglese, con numerosi ospiti internazionali del calibro di Matt Umbro (Hanapin), Brad Geddes, Frederick Vallaeys (Optmyzr), Francesco Tinti e Gianpaolo Lorusso, che hanno intrattenuto ma soprattutto formato i più di 350 ospiti registrati.

Per tracciare un bilancio sulla manifestazione e delineare gli scenari futuri e le ambizioni di ADworld Experience, oggi facciamo due chiacchiere proprio con Gianpaolo, creatore ed organizzatore della manifestazione.

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Quest’anno si è svolta la quinta edizione di ADworld Experience. Da dove nasce l’idea del format e perchè proprio a Bologna?

L’idea per questo evento mi è venuta in realtà mentre ero a Valencia con alcuni colleghi SEO italiani. Parlando in particolare con Francesco Tinti (che poi è diventato mio socio nell’iniziativa) ci siamo chiesti cosa avrebbe potuto aiutarci a migliorare le nostre stesse campagne. 

La risposta è stata: “spiare negli account degli altri inserzionisti”.  Soprattutto di quelli più bravi di noi, ovviamente! 😉 

Da lì è partito un tarlo mentale che mi ha poi portato a partorire qualche mese dopo il primo ADworld Experience. Il successo della prima edizione è stato tale che poi abbiamo lavorato sempre per migliorare ulteriormente il format.

Perché Bologna? Perché si tratta di un hub strategico per il centro-nord Italia. Ci sia arriva in circa 1h da Milano, Firenze e Venezia e in meno di 3h da Torino, Roma, Trentino, Marche, Umbria, Abruzzo. L’aeroporto di Bologna è quello che in Italia ha i tassi di crescita più grandi e logisticamente la sede che abbiamo trovato è perfetta (5 minuti a piedi dalla stazione e catering eccellente). I costi poi non sono certamente quelli di Milano. Il che non guasta.

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Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato nella creazione o diffusione di ADworld Experience?

Creare un evento del genere da zero è già una grande sfida in sé. Si tratta dell’unico evento mondiale in cui vengono mostrati casi reali di campagne di advertising on line. Se ci pensi bene è ben diverso rispetto a chiedere a un relatore di parlare di un certo argomento. 

Ogni anno bisogna trovare dei casi interessanti, oltre che delle persone disposte a rivelarti, almeno in parte, le loro strategie e che sappiano poi ben presentarle.Ti posso garantire che è una fatica immane, che mi ha creato più di una inimicizia (e ancora me ne creerà in futuro).

A nessuno fa piacere spiegare per filo e per segno le cose che hanno funzionato in una certa campagna e anche quando lo fanno, c’è chi non è capace di renderle al meglio davanti a una platea esperti del settore.

Le sfide più grandi per il futuro sono due: parlare di altre piattaforme oltre ad AdWords (ormai ce ne sono molte piuttosto interessanti) e internazionalizzare l’evento (siamo già tra i più grandi eventi mondiali sul PPC, ma vogliamo arrivare ad essere largamente riconosciuti come il migliore del settore a livello globale). 

Del resto ci pensa la realtà a ridimensionare i sogni, se sogni già in piccolo non arriverai mai da nessuna parte… In attesa di arrivarci, per ora ci accontenteremmo anche di vendere un po’ più di video registrazioni dell’evento! 😉

ADworld Experience non è soltanto AdWords come si potrebbe pensare ma è molto altro, se dovessi sintetizzare cos’è nei 140 caratteri di un tweet, quali parole sceglieresti?

Direi senz’altro che è l’unico evento mondiale che presenta casi di successo reali di advertising online.

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Gli interventi degli esperti ma anche la partecipazione di specialisti del settore fanno di ADworld Experience un’ottima tavola rotonda di condivisione, discussione e incontro. Dall’esperienza delle edizioni passate, chi partecipa a questo evento e quali sono i suoi obiettivi?

Il prezzo di iscrizione più alto della media (che l’anno prossimo salirà ancora) è una scelta precisa, fatta per selezionare a monte i partecipanti. Difficile che uno che non gestisce campagne online di professione o perché designato dalla propria azienda si possa permettere un investimento in termini di tempo e denaro come quello che richiede ADworld Experience.

Questo si è reso necessario perché il format prevede un interazione costante tra speaker e partecipanti (i casi si devono raccontare in 20 minuti e ci sono sempre almeno 10 minuti di domande e risposte con il pubblico per ogni intervento).

Quindi se i partecipanti fossero tutti dei principianti l’interesse delle presentazioni sarebbe molto minore. L’obiettivo nostro, in quando organizzatori, come di chi partecipa, è lo stesso: portarsi a casa molti spunti operativi per migliorare le proprie campagne. Con un format più classico e meno interattivo ci riusciremmo molto peggio. 

Incontro vuol dire connessione e la connessione spesso significa opportunità. Conosci qualche aneddoto di qualcuno che si è conosciuto a Adworld Experience e ha poi fuori stretto collaborazioni o addirittura dato vita a nuovi progetti?

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Ce ne sono vari di casi di creazione di link che hanno cambiato la carriera (e la vita) di molte personeAnche perché un’altra caratteristica peculiare di ADworld Experience è quella di offrire all’interno dell’evento un party serale con i relatori (tra cui spesso ci sono i più grandi specialisti PPC del mondo), due lunghe pause da 30 minuti e il pranzo ogni giorno, tutti nella stessa struttura dell’evento, proprio per favorire al massimo le occasioni di networking. 

Però, più che casi eclatanti di collegamenti creati grazie all’evento, mi piace ricordare il commento di un relatore internazionale, che mi hanno riferito aver detto ad alcuni altri relatori (mentre io non ero presente) che pensava che ADworld Experience fosse il miglior evento di web marketing a cui aveva mai partecipato. 

La soddisfazione che ho provato quando mi hanno riferito la cosa mi ha ripagato di moltissimi sforzi organizzativi. E il fatto che sia tutto ideato e realizzato in Italia mi dà ulteriore orgoglio e voglia di pensare in grande per il futuro.

10 Free Webinar che potrai recuperare quest’estate

Per molti le vacanze vogliono dire assoluto relax, attività all’aria aperta, coccole e buon cibo. Ma perché non coltivare anche un po’ le proprie conoscenze tra un tuffo e l’altro?

Oggi vi proponiamo 10 free webinar Ninja Academy che si sono tenuti Live negli ultimi mesi ma che potrete seguire On Demand.

1. Social Media Summer: creare contenuti digitali per ogni stagione

Un’ora con Filippo Giotto e Luca La Mesa, docenti del Social Media BootCamp, in cui imparerai:

  • Ad introdurre le componenti stagionali nel tuo piano editoriale sui Social
  • A progettare contenuti legati a speciali festività, ricorrenze o celebrazioni
  • Ad ingaggiare la tua audience anche nei momenti di minor affluenza sul web

>>>Iscriviti qui.

2. La cassetta degli attrezzi del SEO & SEM Strategist

I docenti del corso online in SEO & SEM Strategy Luca De Berardinis, Fabio Di Gaetano, Gianpaolo Lorusso condivideranno gli strumenti che rendono il loro lavoro così efficace ed efficiente. Imparerai a:

  • Ad ottimizzare il flusso di informazioni che ti occorrono nel tuo lavoro
  • Ad applicare tecniche avanzate nelle strategie SEO
  • A migliorare gli strumenti che usi nelle campagne SEM

Scopri il free webinar del Corso Online in in SEO & SEM Strategy.

>>>Iscriviti qui.

3. Ninja Talk – Big Data & Web Marketing

I Ninja Talk sono una collana di appuntamenti online del tutto gratuiti, pensati per i professionisti del Digital & Social Media Marketing. In quest’appuntamento abbiamo ospitato Camillo Di Tullio, Digital Brand Manager presso TIM S.p.A, ed assieme a lui abbiamo esplorato come i Big Data possano aiutare qualsiasi azienda ad analizzare in maniera efficace il proprio mercato.

>>>Iscriviti qui.

4. Digital PR: individuare e coinvolgere gli influencer della rete

Con Giovanna Montera, Viola Guastafierro e David Consolazio dell’agenzia Viralbeat (scopri la nostra rubrica Social Beats) abbiamo analizzato la figura dell’influencer: quali competenze sono necessarie per sbloccare il potenziale del passaparola attraverso gli influencer? Come si contattano e con quali forme di coinvolgimento operano i Digital PR Manager?

FreeMasterclass-DigitalPR_facebookADV

Scopri il free webinar del Corso Online in Digital PR & Influencer Marketing.

>>>Iscriviti qui.

5. Ninja Talk con LinkedIn (3 webinar da 1h)

Tre eccezionali appuntamenti con tre professionisti di LinkedIn per non restare indietro sull’evoluzione e sulla trasformazione delle Risorse Umane.

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Employer & Talent Branding con Marina Fantini – Iscriviti qui. 

Employee Engagement con Cristina Arbini – Iscriviti qui

Come offrire il lavoro perfetto: LinkedIn Talent Solutions con Francesco Costanzo – Iscritivi qui

6. Design Doctor: fai il checkup e migliora subito l’usabilità del tuo sito

Il tuo sito è perfetto, ma non vedi risultati in termini di business? In questo webinar ti proporremo una checklist operativa che ti farà analizzare “lo stato di salute” dei tuoi asset digitali nella prospettiva dei migliori Web Designer. Questa Free Masterclass è tenuta da Jacopo Pasquini e Simone Giomi, docenti del Corso Online in User Experience Design.

>>>Iscriviti qui.

7. Growth Hacking: il framework per la crescita esponenziale di aziende e startup

In questo Ninja Talk esploriamo la disciplina del Growth Hacking: un fenomeno ibridato da marketing, comunicazione, sviluppo del prodotto e processi di business alimentati da dati. Ad accompagnarci in questo webinar un vero esperto del settore: Luca Barboni, Growth Hacker & Co-founder di Growth Hound.

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8. Storytelling & SEO: l’equilibrio perfetto del Content Marketing

Ho aperto un blog e gli account social per il mio brand: come faccio a sapere che sto massimizzando il potenziale del mio Content Marketing? In questo webinar proponiamo un’originale mash up tra contenuti e strategie di posizionamento. I docenti sono Francesco Gavatorta, Head of Strategy presso Instant Love, e Luca De Berardinis, Consulente Inbound Marketing di Argoserv.

>>>Iscriviti qui

9. Tecniche Ninja per migliorare la Performance delle Campagne Online

È sempre più necessario dotarsi delle giuste competenze di Performance Management per massimizzare il potenziale di ciascun budget investito in advertising online, da AdWords ai principali social network. In questo webinar di 1 h imparerai a:

  • Ad impostare un’ecosistema informativo votato a massimizzare efficacia ed efficienza delle campagne
  • Le metriche fondamentali per tracciare l’andamento di una campagna
  • Ad applicare strategie SEM per AdWords
  • I presupposti delle campagne Social che convertono

>>> Iscriviti qui

10. Ninja Talk : Digital Detox

Ultimo, ma non in termini di importanza, il webinar di Alessio Carciofi ti aiuterà a ristabilire un equilibrio tra il tempo passato sui tuoi device connessi ed uno stile di vita più “analogico”. Come massimizzare l’uso del mio tempo? Come posso migliorare i rapporti interpersonali? Come trascorrere un week end in modalità digital detox? Queste sono solo alcune delle domande a cui risponderei dopo aver seguito questo webinar.

>>>Iscriviti qui.Digital Detox

Ci vediamo a settembre con i prossimi Free Webinar targati Ninja Academy:

Regole per veri Social Addicted: tutto quello che c’è da sapere

I social media richiedono delle regole da seguire per una pacifica e proficua convivenza nel mondo digitale. I professionisti del settore magari lo sanno già, ma ecco un elenco di regole d’oro che non va mai in ferie.

Pronto per prendere appunti per questo tuffo nella rete prima delle vacanze?

  • Condividi quanto vuoi (ma non troppo!), essendo però sicuro di distanziare bene i tuoi post: l’accavallamento comporta un’errata considerazione dei contenuti e una “stizza” del lettore per avergli intasato la bacheca;
  • Rispondi ai commenti quanto più velocemente possibile;
  • Viva gli hashtag, ma uno (facciamo due, per essere buoni) deve essere sempre -o quasi- inserito. #Ma #dieci #inseriti #così, #no, #eh?;
  • Tenere presente il principio 80/20: l’informazione prima di tutto;
  • Non bloccare i messaggi privati: lascia che gli utenti ti contattino privatamente;
  • Vuoi parlare dell’azienda per la quale lavori? Allora usa il plurale: noi ninja facciamo così!

 

Facebook

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  • Mai mettere like ai tuoi stessi post;
  • Non pubblicare foto e non taggare clienti senza la loro autorizzazione: e se poi te ne penti?
  • Non citare pagine o persone superflue nei tuoi post;
  • Non chiedere like, commenti, condivisioni. Effetto opposto assicurato.

Twitter

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  • Non inviare messaggi automatici ai nuovi follower;
  • Non usare tutti i 140 caratteri quando rispondi ad un tweet;
  • Non usare hashtag di altre aziende che non siano la tua;
  • Non abusare delle parole chiave.

LinkedIn

  • Personalizza le tue richieste di collegamenti: invia un messaggio con il perché del tuo invito;
  • Invia un messaggio di benvenuto nella tua rete ai nuovi utenti;
  • Quando entri a far parte di nuovi gruppi, non approcciare parlando di te: leggi, ascolta, comprendi prima chi e che cosa;
  • Mantieni e adeguati quanto più possibile al tono professionale tipico di LinkedIn.

Google+

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  • Menziona sempre le fonti di cui stai parlando nel post
  • Quando condividi un post, aggiungi del tuo con un tuo commento
  • Condividi i contenuti con cerchie e utenti precisi per essere sicuro che i tuoi contenuti siano ben recepiti

Pinterest

  • Aggiungi sempre le descrizioni ai tuoi pin;
  • Cita sempre la fonte da cui trai i contenuti;
  • Non utilizzare immagini che non hanno nulla a che fare con il contenuto solo per avere più click;
  • Non pensare solo alle tue foto e ai tuoi contenuti: prova a fare “pin” su altri, è anche più divertente.

Instagram

Instagram

  • Non chiedere alle persone di seguirti e non usare hashtag come #like4like #tagsforlikes: non è affatto professionale;
  • Non esagerare con Overgram;
  • Usare gli hashtag con moderazione: l’unico social in cui il numero perfetto è 11;
  • Se il tuo è un profilo aziendale, assicurati che non sia privato ed accessibile a tutti.

#BuoneFerie, Ninjas!

 

 

Teads ottiene un nuovo finanziamento per un valore di 43 milioni di euro

Teads, prima società ad aver ideato formati video pubblicitari outstream e primo video advertising marketplace al mondo, oggi annuncia di aver ottenuto un finanziamento pari 43 milioni di Euro, grazie al gruppo di banche BNPP, Bank of China, HSBC, Banque Palatine e BPI. Il finanziamento sarà utilizzato per acquisire società ad tech al fine di consolidare il proprio posizionamento in termini d’innovazione tecnologica, nel mercato della pubblicità video e di espandere la società nel mercato asiatico.

Piano di M&A

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Pierre Chappaz, Executive Chairman di Teads, ha dichiarato:

Sono davvero felice di vedere che le banche stiano supportando la nostra strategia di M&A e il consolidamento del nostro attuale posizionamento: primo video advertising marketplace al mondo. Questo importante finanziamento mostra la fiducia riposta nel management di Teads e le capacità della società di mantenere costante un equilibrio tra crescita e profitto.

Lancio in Asia

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Teads ha già un ufficio in Giappone che sta crescendo rapidamente e si espanderà nel sud-est asiatico già da quest’anno mentre l’apertura in Cina è prevista per il prossimo anno. Christian Guinot, lascia la carica di presidente di MEC Cina, per entrare in Teads e guidare le operazioni in Asia dal nuovo hub di base a Singapore.

Bertrand Quesada ha commentato:

Abbiamo già una forte presenza in tutti i più grandi mercati americani, europei e, recentemente, anche in Giappone. È giunto il momento per noi di diventare più presenti all’interno del mercato asiatico, solidificando le nostre operazioni globali, per offrire un servizio sempre migliore ai nostri clienti, brand, agenzie, trading desk e publisher.

Sleepio, l’app che risolve i tuoi problemi di insonnia

Quando si dice che c’è un’app per tutto non bisogna più credere che sia soltanto un modo di dire, ormai possiamo darlo per certo e Sleepio non può che aiutarci in questo: un’app che cura l’insonnia, incredibile ma vero!

Una persona su 10 ha problemi di sonno, ma questo non deve farti pensare che si tratti del solo momento in cui ci si rigira nel letto, incapaci di chiudere gli occhi per le successive 6-8 ore. La difficoltà ad addormentarsi incide moltissimo sulla capacità di concentrarsi e sull’umore generale quindi è sconsigliatissimo accantonare il problema e, se finora non hai fatto altro che procrastinare, magari Sleepio potrebbe già essere un passo in avanti.

Soffri d'insonnia L'app Sleepio è la soluzione ai tuoi problemi

L’app offre un piano personalizzato della durata di sei settimane, strutturato a partire da questionari a scelta multipla sulle proprie abitudini. A darti i consigli e a tentare di correggere le pratiche errate c’è un personaggio, detto “il Prof”, che ti guida nel percorso insegnandoti delle tecniche migliorative. Oltre a questo esistono dei servizi aggiuntivi, come l’invio di email promemoria, il tracker dei progressi fatti, musica rilassante in app.

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Peter Hames, CEO di Big Health (fonte: Big Health)

L’app nasce da Peter Hames, co-founder di Big Health, startup medica inglese creata per affrontare vari disturbi mentali attraverso l’applicazione della terapia cognitivo comportamentale digitale, sulla base degli studi condotti dal Prof. Colin Espie della Oxford University, coinvolto personalmente nella lotta contro l’insonnia. L’intento è di cambiare cattive abitudini e modelli nocivi per il paziente che vi si sottopone.

Un recente studio pubblicato sul Journal of Occupational and Environmental Medicine, sostiene che gli utenti Sleepio dormono circa il 10% di tempo in più del tempo totale trascorso a letto, e hanno anche riferito di sentirsi più produttivi, richiedendo sul lavoro un minor numero di assenze per malattia.

Un’app di grande successo: ha già guadagnato 12 milioni di dollari in finanziamenti ed è in uso presso circa 750.000 dipendenti di grandi società come LinkedIn, Comcast, Boston Medical Center e Henry Ford Health System.

Naturalmente la scalata non è stata così semplice come si possa immaginare, la prima sfida fu quella di dare dignità a un piano di salute basato su tecniche completamente digitali, a distanza. Pian piano, grazie a test su test, si è riusciti a provare che Sleepio garantiva la stessa efficacia dei programmi cognitivo comportamentali faccia a faccia, con il 76% di casi di miglioramento del sonno.

Cari utenti iOS insonni, non ci resta che augurarvi molto presto una buonanotte e sogni d’oro!

Street N’Rule: qual è lo stile più popolare online?

Chi ha detto che la Settimana della Moda è solo sfilate, aperitivi ed eventi?
Hydrogen, in collaborazione con Friendz e Incredibile VISU,  ha portato l’esperienza fashion anche online con Street N’Rule, una campagna Facebook unica nel suo genere. Vediamo insieme come!

Come funziona Street N’Rule

L’obiettivo della campagna è stato quello di coinvolgere attivamente gli utenti online chiedendo loro di identificarsi in un trend di moda specifico.

Per fare questo, l’agenzia ha creato 26 infografiche che rappresentano 26 diversi character, ognuno rappresentante uno stile: hipster, sporty chic, swag e così via.

Tramite l’applicazione Friendz, disponibile per iOS e Android, è stato chiesto agli utenti di postare una propria immagine a lato del Character che più li rappresentasse. Con l’utilizzo di hashtag sono stati raccolti tutti i contributi dei partecipanti.

I cinque utenti che hanno ricevuto più like hanno avuto poi l’occasione unica di vedere realizzata la propria Action figure. Grazie ad una scansione 3D effettuata nella giornata di premiazione, Incredibile VISU ha realizzato le Action figure alte 20 cm ad immagine e somiglianza dei vincitori, ognuno nel proprio stile.

I Character…

Ecco solo alcuni dei 26 Character che Hydrogen ha creato per ingaggiare gli utenti, ognuno con le sue caratteristiche e i suoi accessori immancabili per identificare il proprio stile

Steet-N-Rule geek hip indie rad tedd

…e le immagini postate dagli utenti!

Ecco invece come hanno risposto alcuni degli utenti che hanno partecipato alla campagna. Come potete vedere ci hanno messo un bell’impegno per assomigliare al 100% ai character!

Street-N-Rule Street-N-Rule

Abbiamo intervistato Luca Magnoni, fondatore di Hydrogen, per comprendere le logiche che hanno spinto la sua agenzia alla creazione di questa campagna e capire quali sono, dal suo punto di vista gli output più interessanti.Street-N-Rule

Qual è l’obiettivo della campagna? Un esperimento da replicare per futuri clienti o una ricerca non convenzionale?

L’obiettivo di Street’N’Rule è quello di mappare i Fashion Trend più diffusi e rappresentati in Italia dal popolo della Rete, in modo non convenzionale, come è il nostro stile. Chi lavora nel campo della comunicazione deve essere in grado di vivere la contemporaneità, a volte sperimentando nuove forme di linguaggio e di partecipazione. Hydrogen spesso realizza progetti autoprodotti per verificare le proprie intuizioni e Street’N’Rule ne è un esempio.

Le industrie della Moda potrebbero trarre grandi benefici dal coinvolgere le Community nei loro processi e, con un impianto ad hoc, è possibile intervenire con analisi strategiche predittive che fornirebbero nuovi stimoli ai designer per i loro prodotti. Individuare e cogliere le tendenze nel Fashion è fondamentale. Essere innovativi, altrettanto. Noi abbiamo messo insieme i due aspetti per dimostrare che è possibile, e i risultati lo confermano. Ora sta ai colossi del Fashion trarre le conclusioni e vedere come poter stimolare la Rete. Noi siamo qui pronti ad aiutarli in questo percorso.

Quale è stato l’aspetto più interessante che avete scoperto riguardo ai trend di moda che non sarebbe emerso con una semplice ricerca di mercato?

Siamo nell’Era Digitale e nel boom del concetto di Big Data Analisys, eppure molte ricerche vengono ancora effettuate con sistemi e metodologie sorpassate o, quantomeno, non contemporanee. Da un articolo su Wired US di Luglio, risulta che l’effort dei sondaggi telefonici in USA è passato dal 72% negli anni ’80 allo 0,9% nel 2016. È naturale pensare che sistemi come questo, i group test e le indagini di mercato, oggi non hanno più senso se non vengono reinventate e ricodificate.

In questo processo la tecnologia è esplosiva, e diventa un mezzo estremamente efficace se il messaggio è forte e si adottano nuove forme di linguaggio. Street’N’Rule ha permesso una partecipazione che un approccio istituzionale non sarebbe stato in grado di generare. Non sono state poste domande, ma è stato chiesto al popolo della Rete di immedesimarsi in un Character al punto tale da reinterpretarlo e condividerlo sui Social. Il valore di questa stessa azione ci porta ad avere dati importanti su quanto alcune Community siano più o meno radicate nel nostro Territorio.

I dati? Partiamo dal Character più scelto. Street’N’Rule ha rivelato che la Community #Geek è la più attiva. Più persone riescono ad immedesimarsi nella figura Geek. Occhiali a montatura spessa, T-shirt, jeans… e il gioco è fatto. È solo perché è più semplice da replicare rispetto ad uno stile più ricercato, o davvero ognuno di noi è un po’ Geek? Quella che negli anni ‘90 era considerata una categoria di nerd, oggi è un Trend e tantissimi hanno nell’armadio T-Shirt con marchi di supereroi, dove Superman è ancora Re indiscusso.

La comunità #Hipster ha deluso le aspettative. Enormemente in voga fino all’anno scorso, sembra che questo trend stia calando. Quello che evidenzia Street’N’Rule è che non si mettono in gioco completamente e che probabilmente, il vero Hipster, cura molto il suo look. Ama divertirsi con la moda ma non condivide appieno un tono scherzoso.

Le Community #Emo, passate alla ribalta anche grazie a spettacoli come Zelig, ora sono rappresentate da una piccolissima nicchia di seguaci. Il total black forse oggi è eccessivo e il Mondo ha più bisogno di colori e di toni accesi in cui rappresentarsi.

I risultati

Con oltre 1000 utenti che hanno partecipato inviando il proprio scatto tramite Friendz, la campagna è stata un vero successo. Se consideriamo poi la reach e il livello di engagement del pubblico passivo, Street N’Rule ha davvero raggiunto l’obiettivo di portare il fashion nel mondo online. Con onltre 1.1 milioni di visualizzazioni, 19000 reactions e 2000 commenti in soli cinque giorni sono la testimonianza diretta e misurabile di questo successo.

Gran parte del successo è passato dall’entusiasmo del pubblico femminile, che ha costituito l’82% degli utenti attivi nella campagna. Geograficamente, invece, la risposta più attiva è arrivata dal sud, da cui proviene il 36% del pubblico.

Se analizziamo gli stili che hanno dominato la scena di Street N’Rule, il Geek ha rappresentato il 26% del campione, seguito dagli Sporty Chic (10,7%) e dallo stile Hippie (9,8%).

La giornata di premiazione

I vincitori della campagna Street’N’Rule: Alice Scazzoso (l’hipster), Silvia Fontanari (la Teddy Girl), Maria Teresa Caraccio (la Sporty Chic), Elisa Mosti (la Geek) ed Enza Iozzia (la hippie) sono stati “scansionati” da Incredibile Visu per produrre una loro Action Figure in 3D (wow!).

 Una campagna riuscita, un nuovo metodo di fare ricerca e allo stesso tempo ingaggiare un grande numero di utenti con un contenuto interessante! Che dire? Complimenti a Hydrogen, Friendz e Incredibile Visu!
Vi aspettiamo per la prossima campagna!

Rio 2016: le sei migliori campagne pubblicitarie

Dal 5 al 21 agosto riflettori puntati sul Brasile, in particolare su Rio de Janeiro,  che quest’anno ospiterà i giochi della XXXI Olimpiade.

Ma in gara non ci saranno solo gli atleti: i più grandi brand mondiali sono già scesi in campo per aggiudicarsi il primato per la miglior adv e Ninja ha scelto quelli che, secondo noi, meritano di diritto l’oro.

1. Coca-Cola #ThatsGold

Le_migliori_adv_per_Brasile_2016

Vincere una medaglia d’oro olimpica è sicuramente una delle emozioni più forti che la vita può offrirti e Coca-Cola, da anni promotrice della “Happiness”, in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016 esplora queste sensazioni.

La nuova campagna #ThatsGold, firmata da Ogilvy & Mather Brazil e David the Agency,  segue il fil rouge di “Taste the Feeling” proponendo un montaggio con oltre 79 atleti olimpici provenienti da 23 Paesi e alternando il momento nel quale si sono aggiudicati la massima onorificenza olimpica a momenti di gioia nella loro quotidianità.

Una ricorrenza molto importante per Coca-Cola, che con le Olimpiadi di Brasile 2016, compie ben 88 anni di partnership olimpica.

Il colosso di Atlanta è infatti sponsor olimpico dal 1928.

La strategia di Coca-cola prevede anche la sponsorizzazione della fiamma olimpica 2016 che farà tappa in 320 città in tutto il mondo. Come di consueto verranno messe sul mercato bottiglie e lattine commemorative dei giochi con le immagini degli atleti protagonisti di #ThatsGold.

https://youtu.be/SW7Cuopu8No

2. BBC Sport

Giaguari come velocisti, un bradipo alle parallele e coccodrilli ai tuffi sincronizzati: è così che l’agenzia londinese RKCR/Y&R ha voluto rappresentare l’emittente britannica BBC, confrontando la forza degli atleti olimpici con gli animali che popolano la foresta di Tijuca, a nord di Rio de Janeiro.

Gli animali si trasformano, poco a poco, in veri atleti che si fermano contemplando la città dall’alto.

Prodotto da Passion Picture, accompagnata dal brano “Not Gonna Break Me” di Jamie N Commons, il video è stato lanciato il 10 luglio su BBC One in occasione delle finali di Wimbledon.

3. Samsung, “The Anthem”

Gli inni nazionali di tutto il mondo si uniscono in un unico canto: l’ultima fatica creativa firmata Leo Burnett Chicago e Leo Burnett Sidney per Samsung non si limita a sponsorizzare il nuovo Galaxy S7 Edge.

https://youtu.be/tBxMpuiBO7Q

In un momento nel quale il mondo sembra sempre più schiavo della paura e si guarda intorno con circospezione e sospetto, la nuova adv dell’azienda sudcoreana punta a unire le persone di fronte ad uno dei più grandi eventi al mondo, Rio 2016.

“The Anthem” si apre con una ragazza in riva al mare che si riprende cantando l’inno nazionale del Botswana,  subito dopo l’inquadratura si sposta in un altro paese con un uomo che canta l’inno australiano.

Con l’introduzione di ogni nuovo inno gli spettatori vengono virtualmente trasportati in un altro paese, volutamente in contrasto con l’inno che cantano: l’inno del Malawi cantato dai monaci tibetani, quello della Malesia da una donna parigina, l’inno della Tunisia cantato da tedeschi in festa e così via, sottolineando il nostro vivere in un mondo senza confini.

I versi scelti da ciascun inno si intrecciano per creare un messaggio preciso: un mondo unito è più forte di uno diviso.

Through our unity and harmony, we’ll remain at peace as one.
For we are young and free, with glowing hearts we see thee rise.
The day of glory has arrived, oh say can you see, a vivid ray of love and hope descends to Earth.
The people living united and progressive, join together all of our hearts as one.
Happy and glorious, listen to us gently with the infinite love.
Unity and justice and freedom, stand unchanged by wind and frost.
Offer peace to friends, and united we shall stand.

(Attraverso l’unità e l’armonia, rimaniamo in pace l’uno con l’altro. Perchè siamo giovani e liberi con il cuore incandescente noi vediamo la gloria crescere. Il giorno della gloria è arrivato, oh puoi dire di vederlo, un raggio vivido di amore e di speranza scende sulla terra. Le persone vivono unite, e i nostri cuori si uniscono come uno. Felice e gloriosa, ascoltaci gentilmente con infinito amore. Unità, giustizia e libertà, resistono immutati al vento e al gelo. Offrite pace agli amici, e uniti potremo resistere.)

4. Nike, “Unlimited Future”

Per la sua adv Nike ha deciso di immaginare il primo discorso motivazionale ricevuto da quelli che diventeranno eroi dello sport.

In “Unlimited Future” possiamo vedere Bobby Cannavale, attore protagonista della serie HBO Vinyl, entrare in una nursery e intrattenere i neonati con uno speech alla Al Pacino in “Ogni Maledetta Domenica”.

https://youtu.be/ivqhMxjV7j8

Mentre l’inquadratura si sposta possiamo vedere i nomi dei piccoli campioni: Neymar Jr., Serena Williams, LeBron James, tutti campioni con umili origini.

5. P&G, “Thank You Mom – Strong”

Dietro ad ogni campione olimpico c’è sempre stato il sostegno di una madre amorevole, che l’ha amato, protetto e motivato fin da bambino.

È questa la premessa di “Thank You, Mom – Strong“, la campagna della colossale Procter & Gamble per Rio 2016, che celebra l’amore delle madri come motore della dedizione che ogni atleta deve avere per raggiungere l’ambito traguardo di una partecipazione olimpica.

https://youtu.be/MQ3k6BFX2uw

Rilasciato a 100 giorni dall’inizio dei giochi olimpici – e in concomitanza con la festa della mamma – la campagna viaggia indietro nel tempo insieme ad un gruppo di atleti (interpretati da attori). Nel fatidico momento che precede la loro performance, quando la concentrazione è massima, nella loro mente ripercorrono come dei flash momenti drammatici che hanno vissuto nell’infanzia.

In ogni ricordo la loro madre li proteggeva: la madre di una ginnasta da un uragano, quella di una pallavolista la rassicura dopo un incidente in auto e quella di un tuffatore lo calma durante un terremoto.

6. Gillette, “Perfect Isn’t Pretty”

Essere un atleta non significa solo fama, gloria e luci della ribalta, essere un atleta comporta sacrifici immani e rinunce costanti.

Questo è il soggetto di “Perfect Isn’t Pretty” l’adv di Gillette – ideata da Grey New York – che si concentra sul duro lavoro che ogni giorno un atleta affronta.

https://youtu.be/xRXfevLDZBc

Le immagini sono accompagnate da “Unstoppable”, canzone scritta e interpretata da Sia feat. Pusha T e le percussioni della marching band brasiliana Olodum e possiamo riconoscere il calciatore Neymar, il nuotatore olimpico cinese Ning Zetao, il ciclista britannico Andy Tennant e il campione di decathlon statunitense Ashton Eaton.

Durante la cerimonia inaugurale di Rio 2016, trasmessa dalla NBC, verrà proposta una versione del video da 60 secondi.

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