LovBy: la piattaforma di influence marketing che premia l’attività social degli utenti

L’Influencer Marketing sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle strategie di promozione dei brand. Mentre all’estero si tratta di un strumento già consolidato e accreditato da tempo –  come dimostrano numerosi studi in merito – in Italia il processo di costruzione della fiducia è stato un po’ più lungo (e a volte osteggiato).

Dopo un periodo iniziale di diffidenza, però, sembra che finalmente anche qui le cose stiano cambiando. L’importanza della figura degli influencer, in tutte le accezioni che questo termine include, ha portato alla nascita di tante idee e strumenti nuovi che le aziende stanno accogliendo con crescente entusiasmo.

Una di queste realtà è rappresentata da LovBy, la piattaforma italiana che in pochissimo tempo è riuscita a guadagnarsi uno spazio tutto suo, creando nuove sinergie tra brand e consumatori con un obiettivo comune.

Sono proprio i consumatori, infatti, i primi a potere e volere creare interesse attorno ad un prodotto o servizio che realmente utilizzano e apprezzano, influenzando positivamente altri utenti. Come? Nel caso specifico di LovBy, attraverso i loro canali social.

La forza degli influencer risiede prima di tutto nella credibilità, nella fiducia che i follower ripongono in loro. E non si tratta di una prerogativa che appartiene solo ai profili con migliaia di follower, anzi. Il successo di questa piattaforma ne è una dimostrazione, e si riassume così: sii autentico, condividi le esperienze, ispira gli acquisti.

Ma come funziona esattamente LovBy, e cosa lo rende unico? Lo abbiamo chiesto direttamente a Fabrizio Rametto, il suo Presidente.

lovby

Fabrizio Rametto, Presidente di LovBy

Il progetto si basa sul concetto di influencer marketing, oggi attualissimo. Quando e come è nata l’idea?

LovBy ha iniziato a muovere i suoi primi passi a Febbraio 2016, il giorno di San Valentino, dopo 12 mesi di programmazione. L’idea è nata dopo aver investito per anni, per conto dei nostri clienti, cifre faraoniche nella pianificazione di campagne pubblicitarie on e offline, con l’incognita di non sapere mai se i risultati voluti sarebbero stati raggiunti.

Ora con LovBy tutto ciò è possibile: si può pianificare per risultato e avere un canale che possa unire touch point fisici con quelli digitali. Si può pianificare per missioni: da quelle social – come per esempio diventare follower, retwittare, condividere foto e video, scrivere un commento e così via –  a quelle non social – come generare store traffic, partecipare ad eventi, provare prodotti o acquistarli a condizioni esclusive e molte altre.

Brand lovers, lovies, premi. Ci spieghi il vocabolario di LovBy?

lovby

Il vero influencer non è il vip, ma chi effettivamente ha comprato il prodotto/servizio e ne è pienamente soddisfatto parlandone con i suoi amici o colleghi. È il brand lover, che diventa testimonial della validità di un prodotto nella quotidianità, e non è il vip che, nell’eccezionalità di uno spot televisivo che ha un tempo estremamente limitato, molte volte non ha neanche provato il prodotto/servizio.

Ogni azienda, sempre di più, deve imparare a corteggiare e coccolare i suoi clienti e LovBy è la piattaforma grazie alla quale i brand possono connettersi con i loro brand lover che riceveranno per ogni missione compiuta una ricompensa in lovies (punti) con i quali potranno riscattare i premi che desiderano.

Dimenticavo: non sono le aziende a scegliere gli utenti, ma sono questi ultimi a decidere se diventare brand lover di un’azienda o meno.

LovBy - Pagina missioni

Come viene calcolato l’algoritmo che determina il social score del brand lover?

Un algoritmo analizza i profili social con cui si è registrato l’utente (quali per esempio Facebook, Twitter, Google+, Instagram e molti altri), misurando amici, contatti, follower, retweet, like, condivisioni, commenti, visualizzazioni, plus e la frequenza di utilizzo e di interazione.

Più canali social si collegano più il social score aumenta. Più le interazioni dell’utente generano consenso più lo score cresce. Più lo score è alto più l’utente viene premiato. In un certo senso possiamo dire che attraverso il social score, LovBy ‘assume’ persone social.

lovby

Come avviene la collaborazione con i brand? Definite insieme obiettivi e contenuti della missione?

LovBy evolve il mercato della pubblicità, passando dalla pianificazione ad impression e click a quella ad action e obiettivi quindi non più CPM e CPC, ma solo CPA.

Le azioni vengono proposte dai clienti agli utenti, i quali possono scegliere di diventarne brand ambassador.Le aziende decidono l’action, il suo costo e possono modificarlo in tempo reale (attraverso una piattaforma self-service come quella di Google AdWords) e stabilire come verificarla.

Siamo talmente sicuri che la pianificazione su LovBy porti il risultato voluto, che il cliente pagherà solamente a consuntivo per gli obiettivi raggiunti, senza alcun costo di set-up e budget minimo. Impossibile non provarlo.

LovBy (3)

 

In poco tempo avete fatto tantissima strada. Quali sono i prossimi obiettivi?

Il linguaggio dell’amore non conosce confini, neanche quello di LovBy.

Pokémon GO: semplice mania o reale pericolo?

Non c’è dubbio. La Pokémon mania è esplosa con tutta la sua forza e sta contagiando il mondo.

Dopo solo una settimana dal lancio la app è stata scaricata oltre 20 milioni di volte, e i server, nonostante i continui upgrade e potenziamenti non sempre ce la fanno a soddisfare le richieste di registrazione e gioco.

Moltissimi gli appassionati, molti anche i detrattori. Sui social media non si contano le battute e prese in giro, non sempre bonarie, all’indirizzo dei giocatori.

Ma tra coloro che gettano l’allarme ci sono anche esperti di sicurezza, governi e polizie di varie parti del mondo.

Il gioco porrebbe molti problemi di sicurezza secondo gli esperti, per l’incolumità delle persone e non solo. Vediamo quali sono esattamente.

Incolumità fisica

La passione travolgente per il gioco e la caccia ai Pokémon fa dimenticare precauzioni elementari, come quella di non giocare mentre si guida. Ad esempio, in Campania c’è stato il primo incidente d’auto italiano causato dalla frenesia di catturare un Pokémon, caso che segue quello capitato negli Stati Uniti, dove un uomo è andato a schiantarsi contro un albero con la sua macchina.

Pokemon_go_i_rischi_0

La polizia torinese annuncia tolleranza zero contro chi guida mentre gioca a Pokémon, nel contesto di un programma più ampio di sicurezza stradale e lotta all’uso del cellulare mentre si guida.

A Vancouver, in Canada, invece la polizia avverte (ma davvero è necessario?) che si può morire fulminati se si attraversano i binari della ferrovia sopraelevata. Due giocatori infatti, sono saltati dalla piattaforma per catturare un Pokemon che stava sui binari, dove la tensione è mortale (ben 600 Volt).

Non vale la pena rischiare la vostra vita, ha twittato la polizia canadese, per un mostro virtuale.

Diversi dipartimenti di polizia avvertono anche sui rischi di rapine e rapimenti, nei pressi di punti (Pokestop) in cui si radunano i mostri virtuali da catturare: talvolta, possono diventare punti di contatto per “mostri” reali, pronti ad attaccare i giocatori.

A Manchester. per esempio, già molti giocatori sono stati derubati dei loro smartphone proprio nei pressi dei Pokestop.
Infine ci sono casi estremi: non si deve dimenticare che in alcune zone, teatro di recenti guerre, ci sono ancora molti campi minati. In Bosnia sono 120mila le mine ancora attive nei campi. Meglio giocare dunque, stando attenti all’ambiente circostante.

La polizia di Miami ha creato un divertente e informativo video che illustra bene alcuni dei rischi citati.

Privacy

Se vi registrate per giocare utilizzando il vostro account Google, Niantic Labs avrà accesso a tutti i vostri dati personal, avverte Adam Reeve, analista di sicurezza.

 

La cessione massiva di dati è stata già oggetto di polemiche prim’ancora che il gioco uscisse in Italia ed avevamo avvertito i futuri giocatori dei pericoli derivanti dall’uso:

LEGGI ANCHE: E se Pokémon GO fosse uno strumento di sorveglianza digitale?

In un comunicato dell’11 luglio Niantic afferma di aver limitato l’accesso alla sola User Id Google e l’indirizzo email. Anche avendo avuto la possibilità di accedere ad ogni altro dato del vostro account Google, l’azienda afferma che comunque questa opportunità non è stata abilitata.

Le preoccupazioni riguardano non solo la protezione dei dati messi a disposizione della Niantic Labs, ma anche il loro trattamento: la privacy policy, di ben 20 pagine, che nessuno legge mai, garantisce all’azienda il diritto di trasferire a terzi ogni informazione acquisita.

Pokemon_go_i_rischi_3

I permessi richiesti da Pokemon Go in origine

Un rischio diverso ma non meno importante deriva dalle applicazioni clone di Pokémon GO: una azienda di cyber security, la RiskIQ, ha conteggiato ben 215 cloni della app nel Google Play app store. Gli utenti più incauti credono di scaricare l’app originale, regalando invece i propri dati a ignoti o aprendo al porta a virus e malware.

Ai limiti delle teorie del complotto, alcuni esperti ricordano che il fondatore della Niantic fu anche colui che creò la startup poi diventata Google Maps, la Keyhole. E che questa azienda fu finanziata da In-Q-Tel, un incubatore che “identifica, adatta ed eroga soluzione tecnologiche innovative a supporto della missione della CIA e la più ampia comunità di agenzie di intelligence USA”.

Così su Gawker e anche Reddit si parla di questo gioco come di una vasta operazione di controllo e sorveglianza.

Se anche sembrasse eccessivo, Kathleen Stansberry, esperta di social media e comunicazione dell’università di Cleveland, ricorda che Google ha una lunga storia di cooperazione con le forze di polizia, e non esclude che avvenga così anche per Pokémon GO.
Dopotutto nella lunga privacy policy si dichiara esplicitamente che “le informazioni su di voi (o i vostri figli autorizzati) in nostro possesso o controllo potranno essere trasmesse al governo, alla polizia o a terze parti”.

La privacy, afferma Stansberry, è una fallacia. I dati che condividiamo con terze parti online, consapevolmente o no, sono comunque molti e il divario tra ciò che realmente abbiamo rivelato e ciò che crediamo sia ancora privato è molto ampio.

Sicurezza nazionale e terrorismo

Dagli USA e altri stati arrivano anche raccomandazioni riguardanti l’uso della app in contesti che potrebbero rivelare a malintenzionati, terroristi o nemici dati preziosi per portare da termine i loro attacchi.
Il governo USA ha rilasciato addirittura una guida per il proprio personale civile e militare sull’uso di Pokémon GO.

Pokemon_go_i_rischi

In Kuwait il ministero dell’interno ha proibito ai giocatori di fare fotografie di edifici governativi, basi militari, raffinerie, moschee e centri commerciali.
L’Egitto invece sta valutando la creazione di leggi specifiche per i giochi online, dato il potenziale utilizzo per attività di spionaggio.
Anche se per ora smentite, circolano voci su una possibile fatwa che proibirebbe il gioco ai fedeli musulmani.

Già nel 2001 Al-Azhar, prestigiosa università sunnita del Cairo, aveva lanciato una fatwa simile contro il gioco originale.

Sul fronte del terrorismo infine, potrebbero porsi problemi su due fronti diversi.

Pochi giorni fa uno sciame di giocatori ha fatto scattare un allarme di sicurezza in un commissariato del Leicestershire, aggirandosi intorno all’edificio in masse e scattando foto.

Una situazione che però potrebbe, in altri contesti, far scattare contromisure che portino a lesioni personali anche gravi dei giocatori/presunti attentatori.

Una seconda ipotesi, discussa in alcuni forum, ipotizza che i terroristi possano avvantaggiarsi dei Pokestop e della loro facoltà di attirare un gran numero di persone, per aumentare la portata dei loro attacchi.

Realtà romanzesca? Speriamo lo rimanga, almeno in certi aspetti.

Voi che ne pensate? Ditecelo sulla nostra pagina Facebook!

La meditazione è l’ingrediente segreto per aumentare la produttività

In un settore in cui la concorrenza diventa sempre più spietata l’unico modo per andare avanti è innovarsi, ogni giorno e sempre di più.

Quando i dipendenti iniziano ad essere oberati di lavoro, l’eccessivo stress comporta una certa défaillance in termini di produttività.

Quindi come fare per combattere lo stress e migliorare la produttività? Occorre sicuramente avere la mente fresca: ciò può verificarsi grazie alla meditazione e allo yoga.

Adobe Stock #116313159

È importante sapere che la meditazione è un metodo semplice ed efficace che può aiutare a migliorare la propria produttività. Il lato destro del nostro cervello, che è responsabile della creazione di nuove idee, è in grado, infatti, di lavorare più attivamente quando si esegue la meditazione con regolarità.

Migliora la messa a fuoco e la memoria, inoltre aumenta la circolazione sanguigna del cervello e la sua pratica regolare rallenta l’invecchiamento. Soprattutto, la meditazione migliora la creatività; è stato scientificamente dimostrato che offre enormi vantaggi per le nostre menti. La sua pratica regolare  aumenta la concentrazione che porta quindi ad un aumento della produttività. Se state meditando regolarmente, si sarà in grado di fare più lavoro con la stessa quantità di tempo.

Come fare meditazione?

L’idea di base è molto semplice: è sufficiente concentrarsi sul proprio respiro.

Un consiglio da guerrieri ninja che possiamo dare è quello di sedersi su di una superficie piana e concentrarsi sulla respirazione ed espirare, quindi: tenere la mente fresca e respirare con calma.

Woman meditating outdoors

 

Ora, abbiamo un altro super consiglio ninja da darvi. Ma cosa c’entra Ninja Marketing con la meditazione?

Abbiamo accennato al Social Media BootCamp: quattro giorni full time (Salerno, 21-24 settembre) per imparare le migliori tecniche del social media marketing. Un momento unico di condivisione e apprendimento per un mix perfetto di lavoro e relax: un addestramento professionale intensivo ma con attività integrate che permettono di vivere magicamente la Costiera Amalfitana.

Yoga e sessioni di meditazione e visualizzazioni guidate saranno i punti fondamentali per trovare il giusto spirito produttivo ed il tuo equilibrio creativo.

social_media_bootcamp_cover

Sì, vi metteremo al lavoro anche su voi stessi: lo facciamo per farvi diventare veri Guerrieri Digitali.

Meditate, gente, meditate…

10 foto che faranno arrabbiare gli hi-tech addicted

Se gli hi-tech addicted amano gli strumenti tecnologici e li trattano al meglio, c’è chi invece non ci bada tanto e non si fa scrupoli lasciando che mouse e pc diventino dimora di acari e batteri.
E poi c’è chi, da smanettóne improvvisato, sperimenta ingegnosi modi per collegare il pc o addirittura modificare il router. A modo proprio e non sempre sicuro. Non ci credete?

Vi mostriamo alcune foto di oggetti hi-tech trascurati o utilizzati in modo strano, prendendole in prestito da 9gagVi avvisiamo, questi contenuti potrebbero creare disagio agli hi-tech addicted! 😀

1. Addio polvere!

Se il vostro PC è sull’orlo del baratro, sommerso da quel morbido strato di polvere, anziché continuare ad alimentare l’ecosistema degli acari nella tastiera, dovreste pulirlo!

pc1
2. Color color… sporcizia!

Lo impugniamo almeno 10 ore al giorno con le mani che accumulano qualsiasi tipo di sporcizia. Il mouse, amico stretto dei germi, andrebbe pulito spesso e magari sostituito quando cambia il suo colore originario. Il pantone sporcizia non ci piace!

pc 3

3. Quella simpatica “lanetta”

Nel computer può annidarsi di tutto, dalla polvere fino alle ragnatele. Ogni tanto controllate di non avere quella “lanetta” che potrebbe creare giusto qualche problemino al funzionamento del vostro pc.

muffa pc

4. Accade in pausa pranzo

Ok, ci passiamo tante ore al pc e a volte capita anche di mangiarci davanti mentre si finisce un lavoro. Ma se la tastiera si sporca con il sugo delle pasta, il caffè o altro, andrebbe ripulita nell’immediato. Quelle macchioline non fanno bene!

pc4

5. Strane tecniche contro il surriscaldamento

Il pc spesso si surriscalda, la ventola parte e a fatica riesce a raffreddarlo. Sventrare l’hardware per facilitare il processo, però, non è una buona pratica. Fidatevi!

ventla pc

6. Le dimensioni contano

Le dimensioni sono importanti, soprattutto quando si parla della lunghezza del cavo di alimentazione del computer. Risparmiare in questi potrebbe essere, come dire, davvero scomodo.

pc appeso

7. Sulla sicurezza, non scherzate!

Se una sola presa della ciabatta è bruciata, tocca buttarla. Se addirittura le prese bruciate ne sono due, è veramente pericoloso. E sulla sicurezza non si scherza, MAI!

ciabatta

8. Usb world?

Forse l’unica cosa che non va ricaricata nella presa è il mouse. Ma qualcuno ha voluto fare un tentativo!

mouse presa

9. Manca l’aria!

Una stanza con le macchine e i server ha bisogno di un giusto sistema di aerazione: due ventilatori di certo non garantiranno massime prestazioni! Siete d’accordo?

aria cavi

10. Mode ON

In ufficio e a casa capita spesso che il wifi non funzioni e per questo è necessario riavviare il router. Ma non tutti riconoscono con prontezza il bottone del riavvio! 😀

routers


Allora, quale foto vi ha colpito di più?

Zuckerberg sfida Neymar, Booking e la pizza: arrivano gli epic win/fail

La vita è un continuo oscillare tra i win e i fail, lo sapete, no? Bentrovati con la nostra raccolta di tutti i post migliori e peggiori della settimana!

Partiamo dalle notizie belle, quindi cominciamo con gli epic win. Quelle divertenti arrivano dopo, con gli epic fail!

Win

Il primo win di questa settimana ci arriva direttamente dal nostro amato Zuckerberg che, con un video postato su Facebook, si lancia in una sfida contro Neymar per parlare dei giochi recentemente attivati su Messenger.

Chi vincerà? Il verdetto non è scontato come pensate!

Dal fronte CEO di Facebook non è tutto, il nostro caro Mark ci delizia con un’altra perla. Ha infatti deciso di commentare entusiasta il post di promozione del prossimo film di Vin Diesel come solo un vero fan può fare: non vede l’ora, dice. E noi gli crediamo, anche perché anche noi non vediamo l’ora di vedere il nuovo film.

Epic_Win_Mark

Cambiamo registro e arriviamo direttamente all’Accademia della Crusca, che palesa la sua indignazione per le così dette “parole orrende”: «Un PIUTTOSTO CHE abusivamente equiparato a O può creare ambiguità sostanziali nella comunicazione, può insomma compromettere la funzione fondamentale del linguaggio», è quello che si legge sulla pagina Facebook.

Epic_win_Crusca

Insomma, se fate parte di quel gruppo di luminari che “scendono il cane”, potrete vantarvi di far parte anche voi del team #paroleorrende.

È sicuramente l’evento dell’estate, tutti ne parlano, qualcuno lo snobba, ma tutti lo amano e tutti fanno finta di essere superiori a questa cos… UN POKEMON ASPETTATE!

I Pokemon hanno ormai invaso le nostre città e anche i social network. Un epic win ci arriva dal profilo Twitter “Le frasi di Osho”, dove possiamo leggere questo meraviglioso cinguettio, che racchiude l’essenza di noi italiani, vittime dei Pokemon.

Immagine 1

Se la ricerca dei Pokemon può essere considerato il nuovo sport dell’estate, restiamo sempre in tema sportivo (senza nessun riferimento a Higuain e alla Juve, promesso) e parliamo del portiere del Minnesota, Sammy N’Djock, che nell’amichevole tra la formazione di NASL e le Cherries, realizza un autogol senza precedenti.

Nonostante la tragedia calcistica, l’idea autoironica del club conquista tutti: l’autogol aveva tutti gli elementi per diventare un epic fail non solo della settimana, ma della vita intera, l’idea del club nel quale si attribuisce l’errore del portiere al fatto che prima del match lo stesso avesse mangiato pane e marmellata, sporcandosi i guantoni, senza pulirseli dopo è più che un semplice tentativo di cambiare l’inerzia… Un epic Win per il club, che si becca un sacco di complimenti, anche dalla federazione!

Dopo tutto questo parlare di sport, un po’ di fame comincia a venire, no? E allora proseguiamo con il prossimo win: che cosa succede se chiedi al web di creare un hamburger? McDonald’s Nuova Zelanda ha lanciato il progetto Make Burger History, chiedendo ai propri utenti di creare un panino personalizzato e di condividerlo sui social. Le cose, però, sono sfuggite di mano. Gli utenti si sono lanciati nell’ideazione del panino più demenziale di sempre, con risultati assolutamente epici: il Carbonator, bomba calorica a base di sette strati di pane impilati, il Peta Burger, con cipolla e ketchup racchiusi in un sandwich di lattuga e ancora il Sad European, con pane, formaggio e ancora pane, per poi concludere con la sua extreme version, il Saddest European, addirittura sprovvisto del rivestimento superiore. Risultato dell’esperimento: chiusura dell’iniziativa ed epic win per loro! Burger_epic_win Per chiudere, ennesimo Epic Win di Ceres, questa volta a tema Pokemon. Leggere per credere.

Cosa farà ora Salvini?

Ora però è giunto il momento di passare alle note dolenti: ecco i fail della settimana.

Fail

Il primo fail della settimana ci arriva dalla compagnia aerea Turkish Airlines che, a seguito del colpo di stato in Turchia, comunica agli utenti le nuove disposizioni per i voli.

Colpo di stato o no, democrazia o meno, i voli riprendono regolarmente. Grazie Erdogan!
Forse però non è che il social media manager si è fatto prendere un po’ troppo la mano con le riverenze?

Per dimenticare i problemi, forse ci si potrebbe consolare con una pizza. Magari fatta da Henry, che dite?

Ecco, magari fatta da Henry no 😛
Però è anche vero che per un video che è evidentemente fuori target per i sensibilissimi italiani, c’è un’attività di community management che cerca di rialzare il livello dell’appetito.. almeno quello!

Il prossimo epic Fail ci arriva direttamente dalla modella 29enne più in voga del momento: Dani Mathers. La splendida ragazza qualche giorno fa è stata protagonista di un fatto alquanto spiacevole: durante una sessione di allenamento ha pubblicato sui social la foto di una signora intenta a cambiarsi d’abito – e quindi nuda – nello stesso spogliatoio della modella. La foto è stata pubblicata sui social con una scritta che faceva riferimento alle forme poco aggraziate della donna.

A poco sono bastate le scuse: la modella ha dovuto chiudere tutti i profili social e pagare una multa. Prova costume superata sicuramente, per quanto riguarda il buon gusto e il buon senso, però, dobbiamo ancora lavorarci su.

mathers16f-1-web

Restiamo sempre in tema parlando dell’Epic Fail di Io Donna, che qualche giorno fa si è lanciato in una improbabile articolo contro l’utilizzo degli shorts in città di Chloe Moretz, in quanto, a detta del giornale, non “consoni”.

Le reazioni sul web non si sono fatte attendere: a seguito di alcune segnalazioni, comunque, il giornale si è scusato per il fraintendimento: nessun inneggiamento all’anoressia o alla bellezza di una donna solo in riferimento alla taglia dei pantaloni. Ognuna è dunque libera di vestirsi come reputa più opportuno: la cosa più importante è piacersi. Tutto chiarito dunque. L’epic Fail però ve lo beccate lo stesso.

Epic_Fail_Io_Donna

Anche per questa settimana abbiamo concluso con le segnalazioni dei post meglio e peggio riusciti.
Alla prossima settimana, il meglio e il peggio dei social vi aspetta!

LG, Häagen-Dazs, Airtel: i migliori annunci stampa della settimana

Nonostante il caldo e nonostante sia quasi agosto, eccoci puntuali come ogni lunedì con la rubrica delle più belle pubblicità stampa da tutto il mondo.

Le menti creative non si riposano mai e allora partiamo!

LG – Air Conditioner

80665_Rug

La nuova pubblicità di Y&R per LG. Il filtro sterilizzante nel condizionatore è fondamentale, altrimenti i batteri si sentiranno a casa.

lg-what-is-it-600-98485

Client: LG
Agency: Y&R São Paulo
Country: Brasile

ABS-CBN Foundation

80796_ABS CBN BOAT

Per creare questa pubblicità stampa, TBWA Santiago Mangada Puno ha usato pigmenti di colore naturali presi dai fiumi più popolati di Manila.
ad_34527755_4233bf52f5542a1c_web
Dirty Watercolor Luigi Updated-resized

Client: ABS-CBN Foundation
Agency: TBWASantiago Mangada Puno
Country: Filippine

Häagen-Dazs: Lose Yourself

haagen-dazs-lose-yourself-5-600-17698

Per questa campagna della nota marca di gelati, sono state usate immagini scattate durante il torneo di Wimbledon 2016. Tutte fotografie spontanee di momenti rubati a persone comuni.

haagen-dazs-lose-yourself-3-600-15750

80684_Lose Yourself1

Client: Häagen-Dazs
Agency: Grey London
Country: United Kingdom

Paradiso FM

Schermata 2016-07-22 alle 12.47.05

Le canzoni immortali servono in quei momenti che sembrano durare per sempre. Te ne sei accorto quando sei imbottigliato nel traffico?

Schermata 2016-07-22 alle 12.46.48

Client: Paradiso FM
Agency: Squadro Ideias
Country: Brasile

Aircel: Gym, Guitar

aircel-aircel-gym-guitar-print-386827-adeevee

Ci vuole un sacco per riuscire a finire nella rubrica telefonica di qualcuno che ti interessa.. allora cambia gestore telefonico, senza cambiare numero.

aircel-aircel-gym-guitar-print-386828-adeevee

Client: Aircel
Advertising Agency:Ddb Mudra, Mumbai
Country: India

LEGGI ANCHE: “Honda, Philips, Nescafé: i migliori annunci stampa della settimana

Ti aspettiamo la prossima settimana, stesso posto, stessa ora.

Verizon acquista Yahoo! per 4,8 miliardi di dollari

Verizon acquista Yahoo! per 4,8 miliardi di dollari

La vendita di Yahoo! era nell’aria già da tempo, ma solo ieri è arrivata la conferma di una delle più importanti cessioni dell’era di Internet: Verizon ha acquistato Yahoo! per 4,8 miliardi di dollari.

L’azienda guidata da Marissa Mayer ha scelto Verizon, gigante delle telecomunicazioni, per la vendita di tutti i propri servizi, per una cifra certamente inferiore rispetto alla valutazione che Yahoo! avrebbe potuto avere nel momento del suo massimo successo, quando era valutata 125 miliardi.

Le cifre non rendono meno importante la transazione, però, dato che il gruppo di Sunnyvale ha fatto davvero la storia di Internet, come uno dei primi portali sul web a diffondere servizi gratuiti come il motore di ricerca e le email.

La crisi di Yahoo!, la leadership di Marissa Mayer e l’accordo con Verizon

Verizon acquista Yahoo! per 4,8 miliardi di dollari

Da 10 anni, comunque, la società era in crisi, alla ricerca costante di una strategia vincente per riaffermarsi come leader di mercato, dopo che la concorrenza era diventata decisamente più competitiva. Anche le acquisizioni effettuate nell’ottica di rinnovare i propri servizi, come la strapagata Tumblr, non si sono rivelati determinanti in un rilancio della compagnia.

L’ultimo round per la presentazione delle offerte era terminato lo scorso 19 luglio e, oltre a Verizon, aveva visto farsi avanti società come At&T, Vector Capital Management, fondo di private equity Tpg Capital e la cordata guidata Dan Gilbert, il numero uno di Quicken Loans, appoggiata da Warren Buffett.

Verizon aveva però dalla sua parte una capitalizzazione di mercato di 210 miliardi di dollari e circa 5 miliardi di dollari di liquidità, che le hanno permesso di vincere la partita, presentando ora Verizon come una vera alternativa al duopolio Google-Facebook nella raccolta pubblicitaria online.

Marissa Mayer, CEO di Yahoo, non entrerà nell’accordo. Una liquidazione da 57 milioni di dollari la separerà definitivamente dal destino della web company.

LEGGI ANCHE: Airbnb, dopo il nuovo round di finanziamento vale 30 miliardi

Verizon progetta una fusione tra le attività di Yahoo e quelle di Aol (America on line), vecchio concorrente della compagnia, acquisito qualche mese fa per 4,4 miliardi di dollari.

I contenuti e la tecnologia di advertising online di Yahoo! saranno utilizzati per offrire nuovi servizi agli utenti di Verizon, che ha bisogno di creare una massa critica di contenuti per sfruttare davvero i ricavi della pubblicità online.

L’accordo, ancora in fase di definizione, deve ora essere approvato dagli azionisti di Verizon, ma la scelta strategica di un annuncio prima dell’apertura delle Borse, costituisce già un’attenta programmazione.

Da SAMO a Basquiat: tutti pazzi per il genio dell’arte

di Silvia Scardapane

Ci sono nomi che non tramontano mai e, tra questi, vi è sicuramente quello di Jean-Michel Basquiat. A riguardo, in occasione dell’ultimo articolo di questa stagione, Streetness ha scelto non solo di analizzare le ragioni e gli effetti di una o più scelte aziendali, ma anche di discutere la figura di Basquiat per intraprendere un interessante excursus artistico su uno dei rappresentanti più noti della prima Street Art oltre che dell’Arte Contemporanea.

Nel 1970, tra i sobborghi urbani e le arterie metropolitane di New York, si rifonda la scienza del linguaggio con l’incalzare dei giovani esponenti della graffiti art che scelgono la vernice spray per dare corpo ad una nuova forma di comunicazione semplificata, più intuitiva e popolare. Inizia così a diffondersi (nel 1978) anche la firma di SAMO (Same Old Shit), pseudonimo scelto da Basquiat e dal suo amico Al Diaz per pura goliardia. Eppure, in brevissimo tempo, la consapevolezza artistica di Jean-Michel cresce sempre di più, concretizzandosi nella forma di una poesia pubblica che avvicina l’artista di Brooklyn ad un modello alternativo di bellezza fuori dalle norme estetiche convenzionali. Così alla morte di Al Diaz, Basquiat abbandona il vecchio pseudonimo ed inizia a firmare le opere, questa volta realizzate anche su tela, con il suo nome proprio.

Da_SAMO_a _Basquiat:_tutti_pazzi_per_ il _genio_dellarte

Da questo momento in poi le carte in tavola cambieranno rapidamente e Jean-Michel Basquiat passerà dalla marginalità della strada ai grandi sodalizi artistici con Francesco Clemente e Andy Warhol; fu in particolar modo il maestro della Pop Art a battezzare ufficialmente l’arte rozza e le visioni infantili di Basquiat, rimarcandone i legami con l’arte spontanea di Jean Dubuffet, esponente dell’Art Brut (1945). Nel contempo, Basquiat stringerà anche una grande amicizia con Keith Haring, un legame che li unirà fino alla morte prematura di entrambi.

Se da una parte l’arte di strada nacque anzitutto, forse dapprima inconsapevolmente, per rovesciare l’establishment e combattere l’elitarismo dell’art system, dall’altra prima Haring e poi Basquiat rimescolarono le regole della strada e del mercato. Ambedue considerati vere icone culturali del XX secolo, sono tuttora sulla cresta dell’onda e le loro quotazioni continuano a crescere, tanto che, proprio qualche giorno fa, un’opera di Basquiat è stata battuta all’asta di Christie’s a Londra per 10,4 milioni di euro.

A maggio 2016 l’opera “Untitled” (1982 ) di Jean-Michel Basquiat è stata venduta all’asta da Christie’s per 57.3 milioni di dollari.

Primitivismo, stridori e colpi di pistola continuano ad affascinare conoscitori e non del mondo dell’arte, comprese le grandi aziende, in particolar modo fuori dall’Europa. Tuttavia, è stata proprio un’azienda spagnola a dedicare una nuova capsule collection all’arte di Jean-Michel. Parliamo di Etnia Barcelona, noto marchio affermato nella produzione di occhiali da sole che sta creando la propria storia aziendale attraverso collaborazioni con esponenti del mondo dell’arte e della fotografia. L’ultima collezione, con modelli ispirati alle opere Glenn (1984), In The Case (1983) e Fallen Angel (1981), è stata presentata al Dumbo Loft di Brooklyn con un evento esclusivo, durante il quale gli invitati hanno partecipato attivamente ad un live painting insieme con ELLE, street artista americana.

La carica emotiva di Basquiat è stata musa anche per altre numerose collezioni: dagli eleganti abiti di Valentino (2006) alle scarpe Reebok (2013), dalle t-shirt Uniqlo in collaborazione con il MoMa di New York (2014) a quelle di H&M (2015), fino agli originali orologi KOMONO (2014). E probabilmente saranno ancora molti i brand che sceglieranno di puntare sull’iconismo di Basquiat per le future collezioni, mirando alla trasgressività artistica degli anni Ottanta.

Oggi un numero ancora indefinito di esperti assiste al vorticoso cambiamento dell’intero fenomeno, ormai ampiamente eterogeneo. Qualcuno ha già avanzato nuove definizioni per un fenomeno che si sposta, giorno per giorno, verso altri lidi. Ma una cosa è certa: la forza espressiva della Street Art, con lo spirito del passato e le dinamiche del presente, sarà non solo all’interno di programmi più o meno definiti di riqualificazione urbana, ma anche in effettive produzioni di design in collaborazione con i grandi esponenti sul campo. Questo è ciò che definiamo “streetness”, un senso della strada che talvolta, con sapienza, prescinde dalla strada dove è nato e, solo per mano di artisti esperti, diviene modo curato, ricercato e pensato di operare, per le nuovissime esigenze del contemporaneo.

spotify

Spotify apre al Programmatic Audio Advertising

AppNexus, Rubicon Project e The Trade Desk sono le maggiori piattaforme operative nella pubblicità programmatica con cui Spotify ha siglato una partnership per fornire agli inserzionisti l’accesso ad oltre 70 milioni utenti registrati su Spotify Free in 59 mercati in tutto il mondo. Che cosa significa questo?

spotify_programmatic_2

Significa che gli inserzionisti potranno acquistare in programmatic spot audio da 15 e 30 secondi su dispositivi mobili facendo di Spotify il primo publisher a rendere disponibili Deal ID/PMP su una in directory audio con acquisto in real time bidding. Per Spotify, la key application di questa operazione è mettere a disposizione i propri dati socio demografici e di ascolto delle playlist. Banalmente, uno strumento in più per conoscere i gusti degli utenti.

Da oggi infatti gli inserzionisti potranno creare campagne audio basate su tutto quello che sanno dell’utente: età, sesso, provenienza, abitudini d’ascolto e dati di log-in di Spotify.

La società di streaming audio ha già firmato offerte di pubblicizzazione audio su dispositivi mobili, ed è in trattative con le principali reti di agenzie media” – ha dichiarato Les Hollander – global head of audio monetization di Spotify.

Una di queste reti pare essere Omnicom Media Group, ma nessuna conferma ufficiale è stata rilasciata.

Spotify ottimizza il suo business

spotify_programmatic_3

La differenza è che lo scorso anno non abbiamo avuto l’ottimizzazione in real time, ha detto Jana Jakovljevic, responsabile del Programmatic Audio di Spotify. A gennaio però – continua – lo IAB ha pubblicato il suo “Programmatic and Open-RTB Protocol 2.4 dove si dà gli acquirenti più controllo in termini di ottimizzazione.

LEGGI ANCHE: Facebook sta testando gli “Aggiornamenti Rapidi” alla Snapchat 

Questa novità rappresenta un modo per aumentare la monetizzazione dei propri spazi, puntando sul trend in ascesa del mobile programmatic e focalizzandosi su quei clienti che non sono solo interessati ad annunci audio ma puntano a pacchetti completi di video e audio.
Si prevede che questo tipo di pacchetti saranno molto appetibili per gli inserzionisti perchè l’audio, a differenza di altri formati di annunci, è anche resistente a software ad-blocking.

Ma rassicurano anche: “Per noi la musica sarà sempre più importante, ma il nostro pubblico ci ama e vuole di più da noi” ha detto Tom Calderone, content partnerships chief di Spotify, a Bloomberg.

Facebook sta testando gli “Aggiornamenti Rapidi” alla Snapchat

Alcuni di voi oggi avranno notato una novità sull’app iOS di Facebook: in alto a destra nella barra in alto del news feed è infatti apparsa un’icona con uno smile su sfondo blu.

fb-1

Cliccandoci su, siamo stati reindirizzati a questa schermata:

IMG_1365

Definita “Aggiornamenti Rapidi“, questa nuova funzione permette di condividere con una cerchia di amici – ogni riferimento a G+ non è per nulla casuale –  piccoli update (testi,foto o video) che rimarrano visualizzabili solo per 24 ore.

Dopo le immagini profilo temporanee Facebook dunque fa un altro passo verso un tipo di aggiornamento “alla Snapchat“. Abbiamo provato anche noi ad aggiungere un aggiornamento e abbiamo scoperto che Facebook ti permette anche di scegliere un colore per lo sfondo:

IMG_1366

Secondo alcuni l’aggiornamento confermerebbe che il social network di Zuckerberg ha intenzione di incoraggiare gli utenti a condividere contenuti ancora più personali (via Mashable).

fb2

 

Sempre su Mashable un portavoce di Facebook ha rilasciato questa dichiarazione:

Effettuiamo spesso piccoli test di nuove funzionalità, e questa particolare esperienza era una vecchia funzione che è stata visualizzata da alcuni utenti. Non abbiamo intenzione di lanciare la funzionalità a tutti gli utenti.

Forse dunque questi Aggiornamenti Rapidi non vedranno mai la diffusione globale a tutti gli utenti di Facebook.

Cosa ne pensate di questa possibile nuova feature?