PrestaShop Day: scopri come far decollare il tuo business online

Pianificare attività di eCommerce richiede abilità e competenze che spaziano dalle conoscenze SEO a quelle di email marketing, la capacità di sviluppare una piattaforma che sia intuitiva, funzionale ed in grado di accompagnare i clienti all’acquisto, una strategia di content appropriata etc. etc.

In altre parole un’attività di business online coinvolge a più livelli tutta una serie di professioni il cui tasso di integrazione è in grado di determinare il successo di un’azienda.

Si può quindi intuire come sia complicato riuscire a mettere assieme sotto lo stesso tetto tutti gli attori che concorrono in questo settore e fare in modo che si creino contatti, si valutino le direzioni che il mercato suggerisce ad imprenditori e professionisti, e più in generale creare un terreno comune di crescita e confronto.

È con questa missione che PrestaShop, la piattaforma online leader nella creazione e gestione di negozi online, ha concepito un evento il prossimo 29 settembre che racchiuda tutte le sfide sopra descritte e che si ponga come centro dell’universo dell’eCommerce: il PrestaShop Day.

>>> Partecipa all’evento e approfitta delle offerte Early Bird fino al 31 luglio

Giunto alla sua nona edizione nella sede istituzionale a Parigi, per la prima volta avrà luogo anche in Italia, a Milano presso il Talent Garden di Via Calabiana.

L’evento: speaker, workshop e villaggio esperti

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La giornata del 29 settembre avrà un calendario molto fitto di appuntamenti che partiranno dal discorso d’apertura nel quale i responsabili dell’evento daranno il benvenuto ai visitatori sino allaconferenza di PrestaShop.

A seguire è prevista una Tavola Rotonda alla quale saranno presenti alcuni membri di PayPal, Alibaba e Google, con la moderazione di Armando Garosci di Largo Consumo.

Una volta terminata sarà la volta di Riccardo Mangiaracina che anticiperà i primi risultati della ricerca lanciata dall’Osservatorio eCommerce B2c del PoliMi.

Alle 11.00 terminerà questa prima fase di conferenze dell’evento, lasciando spazio al vero e proprio cuore del PrestaShop Day: 7 ore di workshop con alcuni dei maggiori esperti del settore che seguiranno due filoni d’interesse:

  • quello per i merchant, per gli operatori del digital per sviluppare business;
  • quello per i coder, coloro che si occupano di soluzioni it e di integrazioni di software per gli esercizi commerciali online

Prestashop Day 02

L’evento in sé però non è concepito col mero scopo della messa a conoscenza da parte dei partner PrestaShop. Il PsDayMilano è concepito come uno spazio d’incontro e di opportunità, ecco perché verrà messo a disposizione di tutti i partecipanti un vero e proprio villaggio esperti: saranno presenti stand ed info point di tutti gli esperti coinvolti nel progetto di modo che si creino naturalmente quelle connessioni ed unità di intenti che costituiscono il terreno fertile per nuove opportunità imprenditoriali.

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L’importanza di questo aspetto è ben sottolineata da Luca Mastroianni, Country Manager di Prestashop Italia, che ha voluto sintetizzare le ragioni per le quali partecipare il 29 settembre:

Se sei un imprenditore o hai intenzione di lanciare un’attività online, il PrestaShop Day ti permetterà di incontrare tutto l’ecosistema dell’e-commerce, di trarre ispirazione da best practice e di incontrare le persone giuste che possano accompagnarti nel tuo progetto;

Se sei un’agenzia o uno sviluppatore, il PrestaShop Day ti darà la possibilità parlare con il team di sviluppo di PrestaShop e di incontrare potenziali clienti;

Se ti occupi di soluzioni a servizio dell’e-commerce (ad esempio pagamenti, logistica, marketing), il PrestaShop Day è il luogo ideale per presentare la tua offerta.

Come partecipare: Save the Date!

Prestashop Day 03

Per partecipare all’evento ed essere tra i fortunati che avranno l’opportunità di assistere alla prima tappa italiana, basta iscriversi sulla pagina dedicata alla manifestazione.

Attraverso l‘early bird sino al 31 luglio il costo dell’ingresso è di soli 5 euro.

Il team di Ninja Academy sarà presente con un workshop dedicato, e tu, sarai dei nostri?

I murales dedicati a D&G e alle icone pop nei vicoli di Napoli

Domani prenderà il via lo straordinario evento partenopeo per festeggiare i 30 anni di attività di Dolce & Gabbana: dal 7 al 10 luglio Napoli farà da sfondo ad una serie di eventi che vedranno protagonisti ospiti illustri e internazionali, tra i quali spiccano i nomi di Madonna e Sofia Loren. Due meravigliose icone pop che, insieme ad altri, hanno ispirato i bellissimi murali che nelle ultime ore hanno colorato i vicoli di Napoli, ad opera della visual artist Roxy in The Box.

Assieme alle già citate Madonna e Loren, Anche Monica Bellucci, Naomi Campbell e perfino la Regina Elisabetta sono state rese parte di questa bellissima opera pop nei vicoli del capoluogo campano.

Come lei stessa racconta nella sua bio, Roxy in the Box “usa come mezzo la POP ART e tutto ciò che risiede sulla superficie utilizzandone a pieno linguaggi ed icone”. I murales trasformano le icone dello spettacolo in gente comune, “da popolari a popolani”.

Non potevano ovviamente mancare all’appello i protagonisti dell’evento, Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

@stefanogabbana e io in the box #dolcegabbana #dgnaples?? @dolcegabbana #napoli #naples #fashion #altamoda #roxyinthebox Evviva ❤️??

Una foto pubblicata da Roxy Inthebox IHM (@roxyinthebox) in data:

Rocket Internet in perdita

Rocket Internet, dalle stelle in picchiata verso terra?

Gli investitori temono che la tedesca Rocket Internet stia precipitando, da quando, quattro anni dopo il lancio di Jumia e il tentativo di espansione nei mercati africani, russi e sud americani, i risultati non si sono rivelati quelli sperati.

Ma andiamo con ordine.

Rocket Internet SE è un’impresa tedesca di servizi internet con sede a Berlino. Fondata nel 2007 dai tre fratelli Marc, Oliver e Alexander Samwer, la società possiede startup e partecipazioni azionarie in varie attività di eCommerce.

Rocket Internet conta oggi più di 30.000 dipendenti nel mondo, con la sua rete di società, operanti in 110 Paesi, e i suoi più grandi successi sono stati Zalando (di cui ormai Rocket Internet detiene solo una piccola percentuale di quote), Foodpanda, Jabong.com e HelloFresh.

Rocket Internet in perdita

La sfida dei mercati emergenti

Nel 2012 il colosso tedesco dell’eCommerce ha lanciato Jumia, una piattaforma che puntava a diventare l’Amazon africano, facendo leva su una classe media in rapida espansione che si sarebbe presto spostata dai mercati e dagli acquisti in strada allo shopping online.

Quattro anni dopo, un calo delle vendite per i siti come Jumia e una crescita più lenta del previsto dalla Nigeria alla Russia e al Brasile ha fatto mettere in dubbio l’ambizione di Rocket Internet di diventare la più grande società al mondo di Internet al di fuori degli Stati Uniti e della Cina.

Jumia ha registrato una perdita sulle vendite di 17 milioni di euro (circa 18,8 milioni di dollari) nei primi tre mesi, pari a un terzo del totale. La svalutazione della naira, la valuta nigeriana, la scorsa settimana è stato l’ennesimo colpo per Jumia, che attualmente opera in più di 20 Paesi dell’Africa.

Rocket Internet in perdita

La crescita ha subito un rallentamento anche per la maggior parte delle altre 11 startup leader di Rocket Internet, i cui interessi vanno dall’eCommerce di arredamento al food delivery in Europa, fino al fashion online nei mercati di India, America Latina e Medio Oriente.

Le perdite sarebbero, secondo VentureBeat, la conseguenza di un contenimento della spesa per il marketing e la logistica.

Lo scetticismo degli azionisti

Proprio in conseguenza di questa situazione gli azionisti hanno manifestato qualche dubbio sulla valutazione del portfolio di Rocket Internet e hanno messo in discussione la strategia di investimento nella creazione di 150 startup in più di 110 Paesi nel giro di pochi anni.

Azionisti scettici e scarsa fiducia verso i mercati emergenti, associati ad un prezzo ad azione sceso del 39% nel corso dell’anno, portano ad una vera e propria crisi per Rocket Internet.

LEGGI ANCHE: Lo shopping online supera gli acquisti in negozio

Con poche altre aziende tech quotate in Europa, gli investitori avevano colto al volo l’opportunità di investire in una serie di imprese in rapida crescita quando Rocket Internet era stata quotata nel 2014, spingendo ad una crescita di oltre il 50% del titolo nei primi mesi e suggerendo grandi prospettive per il colosso tedesco.

Tuttavia, il titolo si è inserito in una traiettoria discendente dal febbraio del 2015, dopo che ha sorpreso gli investitori con un nuovo aumento di capitale e ha spostato la strategia di investimento nel settore del food delivery nei mercati sviluppati.

Rocket Internet in perdita

L’ultimo crollo delle azioni è iniziato ad aprile, quando lo svedese Kinnevik, secondo più grande azionista di Rocket Internet dopo i fratelli Samwer, ha tagliato di due terzi la valutazione per i suoi siti di moda emergenti.

Kinnevik, dopo essersi dimesso dal consiglio di amministrazione motivando la decisione con possibili futuri conflitti di interesse, ha sostanzialmente rifiutato di puntare sul gigante dell’eCommerce tedesco in Africa, investendo su Konga, il principale rivale di Jumia.

Rocket Internet a picco? Un problema di comunicazione

Secondo le dichiarazioni di alcuni investitori il problema principale di Rocket Internet sarebbe una scarsa trasparenza nella comunicazione e anche uno dei fratelli Samwer ha ammesso che la società inizialmente aveva fatto troppo poco per comunicare con gli investitori dopo l’IPO, pur affermando di non essere preoccupato per il prezzo delle azioni.

LEGGI ANCHE: 7 trend per cavalcare l’onda eCommerce nel 2016

“Abbiamo piantato molti semi e credo nei prossimi 24 mesi molti investitori la vedranno allo stesso modo”, ha dichiarato in una conferenza sul tech a Berlino.

Anche la vendita per un miliardo di dollari ad Alibaba di Lazada, il clone in perdita di Amazon nel sud-est asiatico, sottolinea, secondo i Samwer, la logica di spingersi nei mercati di frontiera prima dei rivali più affermati.

E alcuni investitori sembrerebbero effettivamente disposti a dargli più tempo.

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Le gioie e i dolori. I pro e i contro. Il bene e il male. Insomma, la vita da freelance è tutta un dualismo continuo al quale si sopravvive cercando costantemente il proprio equilibrio. Di certo sarebbe tutto più facile se ci fossero delle “istruzioni” che indicassero passo dopo passo cosa fare in ogni occasione per poter trarre il meglio da questa condizione.

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Per fortuna il web viene in nostro soccorso con i 10 comandamenti che ogni lavoratore freelance deve seguire per sguazzare nel lato mezzo pieno del bicchiere anziché annaspare nel mezzo vuoto. Il merito è dell’illustratrice Caisa Nilaseca, la quale ha realizzato per Design Taxi questa ironica quanto veritiera infografica per guidare tutti coloro che, come lei, affrontano ogni giorno il magico mondo del lavoro freelance.

1. Cura la tua igiene personale

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Il fatto che tu possa trascorrere intere giornate senza interagire con alcun essere vivente che non sia la tua tartaruga domestica, infatti, non è una buona scusa per tenere addosso il pigiama tutto il giorno e dimenticare di lavarti. Fai il bravo e datti una bella strigliata!

2. Orario flessibile non vuol dire orario ridotto

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

E aggiungo anche un “Ti piacerebbe!”. Riuscire a gestire il proprio tempo, infatti, è forse tra le sfide più ardue per il lavoratore freelance ma urge sviluppare una sana disciplina. Programma la tua giornata al meglio ed evita il baratro della procrastinazione.

3. Organizza il tuo tempo

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Non sai come programmare la tua giornata lavorativa? Aiutati con le fantastiche to do list, ma evita di prenderti in giro con voci dalla dubbia utilità solo per il brivido di poterle depennare facilmente dalla lista. “Respirare” e “Nutrirsi”, infatti, credo non necessitino di una menzione particolare.

4. Accetta contratti per cui ne valga la pena

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Trovare un lavoro da freelance vantaggioso non è facile. Spesso, pur di lavorare, tendiamo a sottostimarci e ad accettare contratti o progetti per cui il gioco non vale la candela. Se sei sicuro delle tue abilità impara a saper dire di no e cerca di indirizzare i tuoi sforzi sui progetti più validi. Potrai dirmi: “Una parola!”. È vero, non è semplice, ma ciò non vuol dire che non valga la pena provarci!

5. Mantieniti in esercizio e mangia bene

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Come per il punto 1, lavorare da freelance non vuol dire abbrutirsi davanti al pc e dimenticarsi di vivere. Non farti tentare dal fatto di non essere osservato da nessuno per poter sgranocchiare il peggio cibo mentre lavori, ma segui una dieta equilibrata che ti faccia lavorare meglio.

6. Prenditi una pausa

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Quando non hai il collega che ti interrompe per un pausa caffè è facile perdersi nel flusso di lavoro e dimenticarsi di fare una pausa. Ma se è vero che devi imparare a gestire il tuo tempo e a non perderlo inutilmente, è ancor più vero che ogni tanto bisogna staccare per ricaricare le energie!

7. Socializza con il resto del mondo

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Perciò scollati col piede di porco il pigiama di dosso e interagisci con altri esseri viventi (la tartaruga domestica, ripeto, non vale). Puoi organizzare una pausa pranzo con qualche tuo amico, o lavorare in un coworking per non dimenticarti cosa vuol dire confrontarsi con qualcuno.

8. Impara a gestire i tuoi clienti

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Avere a che fare con i clienti non è facile quando lavori da dipendente, figurarsi quando lavori da freelance. Ma tra le tante cose da imparare, questa è di sicuro la più importante. Perciò fai OMMMM e cerca di entrare nella testa dei tuoi clienti: empatia prima di tutto!

9. Calma e sangue freddo durante le revisioni

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

Adesso che sei entrato in sintonia col tuo cliente, è giunto il momento di interagire con lui per le fasi di revisione del progetto. Mantieni la calma, sai bene che non sarà facile spuntarla e che la richiesta di modifiche è dietro l’angolo. Ma ricordati cosa abbiamo detto nel punto 8 e OMMMM.

10. Mantieni ordinata la tua postazione da lavoro

Vita da freelance: i 10 comandamenti in un’infografica

La tua postazione di lavoro è lo specchio del tuo ordine mentale e viceversa: quindi per mantenere in ordine le idee e lavorare in modo più equilibrato non sottovalutare gli effetti di una postazione pulita e ordinata che ti trasmetta il giusto karma.

Clicca qui per vedere l’infografica per intero.

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Il corporate storytelling è necessario per la tua azienda, ma va fatto con coraggio

Fare Corporate Storytelling è attualmente il modo migliore per creare una connessione efficace tra azienda e clienti.

Saperlo non basta. Trasformare la nozione in risultato richiede grande impegno e due requisiti essenziali: essere in grado di imbastire una narrazione avvincente e avere il coraggio di rompere gli schemi e tentare una nuova strada.

Tanti tentativi di storytelling sono, in effetti, vecchi messaggi pubblicitari riadattati al contesto attuale, del tutto fuori sintonia con le persone.

Non basta etichettare un chiaro contenuto pubblicitario come “storia” per fare Corporate Storytelling: è necessario fare un passo indietro ed entrare in empatia con le persone, comprendere la loro visione del mondo.

Per questo Ninja Academy ha deciso di promuovere il Corso Online in Corporate Storytelling per dare modo agli imprenditori di capire quale possa essere il valore aggiunto che questo tipo di attività può dare ad un brand e quale sia il modo giusto per farlo.

Fare Corporate Storytelling: essere autentici per raggiungere il pubblico

Per questo ci vuole coraggio per creare una grande storia, non si tratta solo di imbastire storie interessanti per la nostra fascia di mercato: per raggiungere il pubblico, la tua narrazione deve essere autentica, perché l’autenticità è il vero collante tra le persone e la tua azienda.

Quando ascoltiamo una storia, la guardiamo al cinema o la leggiamo in pdf, il nostro cervello tende a “sincronizzarsi” e identificarci come parte della storia.

Per fare Corporate Storytelling ci vuole coraggio

Si tratta del neuro coupling, un fenomeno che consiste nella coincidenza di lettore e narratore ed è una delle basi su cui fa leva uno storytelling aziendale vincente, un modo per connettersi a livello davvero più profondo con i sentimenti delle persone.

Ma per far questo è importante conoscere a fondo il pubblico a cui ci rivolgiamo e il risultato può essere sorprendente.

Fare Corporate Storytelling: il potere in mano al pubblico

Non si può pensare di ricorrere a logori messaggi di vendita oggi: è il momento invece di costruire una narrazione generale e coerente che illustri il vantaggio che si offre ai clienti andando oltre i fatti e raggiungendo le loro emozioni.

Il consumatore medio elabora più di 100.000 parole ogni giorno, non ti sembra il caso di scegliere con cura quelle che utilizzerai nelle tue storie? La maggior parte degli acquisti sono il risultato di una spinta emotiva più che di un comportamento razionale.

L’advertising tradizionale rischia di perdersi nella smisurata offerta di informazione, devi dare alle persone quello che vogliono e loro si ricorderanno di te!

E cosa vogliono? Storie.

Per fare Corporate Storytelling ci vuole coraggio

Nessuno si preoccupa minimamente dei tuoi obiettivi di marketing, ma a tutti piacciono belle storie.

Una storia avvincente è in grado di indirizzare i potenziali clienti all’acquisto, eppure ancora tante aziende hanno paura ad abbracciare in senso pieno la narrazione puntando su formule più comuni e consolidate.

Le buone storie ci sorprendono, ci emozionano. Hanno personaggi affascinanti e intriganti, ci fanno riflettere e pensare. Si fissano nella nostra mente e si collegano a idee e concetti in un modo molto diverso da un annuncio pubblicitario; le storie ci convincono e ci fanno sognare, ci ispirano e ci motivano.

Per fare Corporate Storytelling ci vuole coraggio

I formati utilizzabili sono tantissimi e molto versatili: video, infografiche, immagini e testi o puoi usare anche un mix di tutti questi. Non si identifica più un ipotetico target ma ci si rivolge direttamente ai lettori/fruitori.

Da un lato i social media hanno reso la comunicazione con le aziende semplice e veloce, avvicinando le persone, dall’altro hanno consentito ai brand di far circolare i propri marchi e prodotti all’interno delle newsfeed dei lettori, tra le foto delle vacanze degli amici e quelle dei parenti lontani.

Un vantaggio non da poco!

Condividiamo ogni mese miliardi di immagini, un fiume in piena di informazioni che riguardano noi e chi ci sta vicino, e così fanno tutti quelli con cui siamo in contatto.

Ecco, per emergere in questo diluvio di comunicazione, il contenuto deve essere molto convincente.

Come si crea una buona storia?

Creare una buona storia significa aprire un vero dialogo, raccontarsi aprendosi alle opinioni. Vuol dire attivare dei canali di comunicazione immediata e diretta con le persone. Significa assumersi dei rischi.

E tu, hai il coraggio per fare un tentativo?

Corporate Storytelling Ninja Academy

Corso Online in Corporate Storytelling: progetti narrativi per la comunicazione d’impresa

L’efficace narrazione della propria azienda è ormai parte decisiva del marketing. Che la tua sia una grande impresa, un’agenzia, una PMI o l’azienda individuale di un freelance, che ti muova prevalentemente online o offline, oggi hai bisogno di raccontarti, e di sapere farlo molto bene. La figura dello Storyteller ha quindi una valenza fortemente strategica in azienda.

Scopri il Corso

Corso Online in Corporate Storytelling

Il Corso Online in Corporate Storytelling di Ninja Academy con Andrea Fontana [CEO, Storyfactory] e Daniele Orzati [Storytelling Designer, Storyfactory] – due dei maggiori esperti di Corporate Storytelling in Italia, intende offrire proprio una panoramica aggiornata e concreta sul vasto mondo della narrazione d’impresa e delle applicazioni digitali dello Storytelling in azienda, offrendo modelli, metodi e tecniche per sviluppare progetti di narrazione aziendale.

A guidarti in questo percorso formativo saranno proprio i massimi esperti di Storyfactory, la prima realtà italiana di Corporate Storytelling che unisce esperti di apprendimento organizzativo e marketing narrativo con un gruppo di professionisti di comunicazione visiva, curatori d’arte contemporanea e di progetti editoriali. Aziende del calibro di Google, Barilla, Vodafone, Fastweb e Nespresso li hanno già scelti per essere accompagnati nella loro narrazione di impresa.

Seguendo questo percorso riuscirai a:

  • Costruire e misurare l’efficacia di un racconto d’impresa
  • Raggiungere obiettivi strategici grazie al Corporate Storytelling
  • Applicare una corretta metodologia ad un progetto di narrazione d’impresa
  • Progettare strategie ed attività di Visual Storytelling
  • Utilizzare gli strumenti degli Storytelling Specialist

Come funziona il Corso Online?

Il Corso Online in Corporate Storytelling di Ninja Academy è rivolto a professionisti di aziende, agenzie e PMI attive in qualsiasi mercato e che desiderino specializzarsi sulle tecniche di scrittura e narrazione per la comunicazione d’impresa. Per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze trasmesse, Ninja Academy aggiunge una Bonus Track gratuita di 5 ore formative On Demand extra con Simone Tornabene, Filippo Giotto e Vincenzo Cosenza.

Corporate Storytelling Ninja Academy

Puoi seguire le lezioni del Corso Online in diretta per gli appuntamenti Web Live e quando vuoi per la didattica On Demand, accedendo dal web ad un’aula virtuale.

  • La didattica è completamente online: è erogata in parte attraverso dirette Web Live ed in parte attraverso contenuti On Demand
  • I Question Time in diretta sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
  • Se non puoi partecipare agli appuntamenti live nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

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Vuoi una demo del corso? Martedì 13 Settembre partecipa gratis alla Free Masterclass per conoscere i tuoi docenti ed il loro metodo di insegnamento: Corporate Storytelling: le campagne da cui prendere ispirazione

  • Webinar Live e On Demand per apprendere tecniche e nozioni
  • Accesso alla piattaforma online
  • Video e slide dei corsi sempre disponibili e consultabili online in modalità On Demand
  • Servizio di Placement, sezione Jobs e Career Consultant sempre a tua disposizione
  • Syllabus didattici validati da un Advisory Council, a garanzia dell’aggiornamento professionale
  • Certificato di Partecipazione al Corso

Scopri il Corso

PREZZO: 299€ iva inclusa

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

Social PA: Facebook e Twitter contribuiscono ad una buona amministrazione?

In un’era in cui “Non sei su Facebook, allora non esisti” è difficile fornire una visione completa e corretta sull’argomento. C’è chi ci prova, chi fallisce e chi amministra (è il caso di dirlo) correttamente aiutando la cittadinanza, lavorando in  in maniera complementare fornendo la giusta informazione su ciò che concerne servizi e accoglienza.

Social Media Manager di tutto il mondo, unitevi: cosa pensate quando il vostro Comune (sia esso Roma, Milano, Lecce, Pescara, Campobasso o il più piccolo dei paesini tra le montagne o nel profondo Sud) annuncia la sua presenza sui social?

Healthcare e marketing cosa hanno in comune?

Sono in aumento i comuni in Italia che scelgono di “trasferire” il proprio mondo sui social, sia su Facebook..

Un’immagine di copertina della Facebook Fan Page Comune di Rimini

..che su Twitter.

Da un’attenta ninja analisi, abbiamo visto come su Facebook ci siano delle grandi assenti e come invece, alcuni, impongano in maniera esatta e puntuale la loro presenza. Il comune di Milano, per esempio:

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Informazione frammentata o giustamente raggruppata per tematiche? Di fatto, la scelta coraggiosa di Milano sembra essere una soluzione che porti ad una maggiore vicinanza dei cittadini che, ora più mai, utilizzano i social per inoltrare richieste.

Come mai vi è questo bisogno di “s-postare” tutto online?

Il web sostituisce sempre più la carta stampata, questo è chiaro. In più, il dossier sulla Strategia per la crescita digitale 2014-2020 ha fornito un forte indirizzo in tal senso.

Un argomento, quello dei social in relazione alle PA,  affrontato già nel 2013, in tempi poco sospetti (ma non troppo) da Vincenzo Cosenza in una ricerca completa ed esatta. Invitandovi alla lettura della stessa è curioso ed interessante notare come sia evoluta la storia a distanza di 3 anni.

Al di là dei dati e di una ricerca quantitativa, è necessario però porsi alcune domande: esiste, specie nei comuni più piccoli, una risorsa adatta per questo ruolo? Quanto si tiene conto della professionalità di tale risorsa?

SOCIAL MEDIA

Chi lavora nel campo del social media marketing già lo sa: non sempre questa figura viene rispettata, poiché di facile approccio e, perciò, presumibilmente da subito praticabile. I danni causati da professionisti improvvisati hanno fatto storia, per questo, dal piccolo comune alla metropoli, un professionista che sappia amministrare una pagina social istituzionale risulta necessario.

Al di là del professionista, occorre ricordare che la democrazia sui social è vista come principio fondamentale secondo cui tutti sono in dovere ed in obbligo di esprimere un parere ed un giudizio spassionato, anche senza essere in grado e nelle condizioni di farlo.

Altro quesito: postare per interagire o postare per informare? Quanto è opportuno essere trasparenti sia nel bene che nel male? E ancora, messaggi privati sì o no?

Quanto è importante una buona strategia sui Social Network? [INTERVISTA]

Insomma, una cosa è certa: meglio esserci. L’informazione non è mai abbastanza e come nella giurisprudenza, ormai anche qui non si accetta più ignoranza. I mezzi per apprendere ci sono e non è più ammissibile rimanere indietro sulle comunicazioni istituzionali.

Il primo grande consiglio per chi legge una pagina ufficiale è domandarsi quanto sia stato impegnativo raggiungere quel risultato e poi commentare. E poi, solo dopo, se necessario, commentare negativamente. Solo perché i social sono gratuiti non si deve pensare che anche l’offesa debba essere tale.

Buon lavoro a tutte le PA online e lanciamo una Ninja Sfida: Social Media Manager di Milano e Bari, (par condicio) pronti per un’intervista doppia su come amministrare al meglio una pagina istituzionale?

Pay your selfie

Pay Your Selfie: una app per guadagnare scattando dei selfie

Nell’era dei social, di Instagram, del real time marketing e dei concerti visti attraverso lo schermo di uno smatphone l’idea di guadagnare soldi con i propri selfie sembra più che conveniente. Se state pensando ad una app o una piattaforma per i selfie retribuiti, potreste solo perfezionarla perché esiste già e da quanto ci raccontano le ideatrici, è pronta per sbarcare anche su territorio italiano.

Di cosa stiamo parlando? Di Pay your selfie, una start up tutta americana co-fondata da Michelle Smyth, imprenditrice di Chicago che è anche CEO della società. Con Pay your selfie gli utenti possono scattarsi delle fotografie con i propri smartphone mentre usano certi prodotti, e ricevere in cambio dei soldi.

Pay your selfie

Se vi state chiedendo chi sarebbe disposto a pagare per un selfie amatoriale è presto detto. Grandi brand,e aziende americane come Procter & Gamble hanno già aderito alla piattaforma. Grazie a questa pratica infatti, le aziende possono entrare in possesso di alcuni importanti dati di utilizzo dei propri prodotti e impostare o modificare ad esempio le proprie strategie di marketing sui social network.

Uno degli aspetti innovativi dell’app è che non è necessario essere un influencer per poter scattare selfie retribuiti, ma anche un utente “normale” può guadagnare con questa pratica ormai diffusa.

Di quali cifre stiamo parlando? Sicuramente non esagerate, ma c’è chi ormai ne fa una professione. Per ogni consegna completata, gli utenti dell’app ricevono una cifra che va dai 20 centesimi al dollaro. Non si possono scattare più fotografie per la stessa consegna. Una volta accumulati 20 dollari di credito, gli utenti possono riscuotere i propri soldi.

Pay your selfie

Siete curiosi di saperne di più? Abbiamo fatto una chiacchierata con le ideatrici dell’app Kristen Holman e Michelle Smyth.

Kristen, Michelle benvenute su Ninja Marketing. Farsi pagare per scattare un selfie: come è nata l’idea?

L’idea di Pay your selfie è venuta fuori in seguito al famoso selfie di Ellen DeGeneres agli Academy Awards nel 2014. Abbiamo pensato “Se un selfie con le celebrità vale milioni di dollari, allora un selfie con la gente “normale” di tutti i giorni potrebbe valere almeno un dollaro”. Abbiamo creato l’applicazione nei primi mesi del 2015 e poi lanciata nel settembre 2015. I risultati sono stati sorprendenti. L’app ha avuto oltre 50.000 download negli Stati Uniti e abbiamo già più di 750.000 selfie caricati sulla nostra piattaforma.

Pay your selfie

Il vero punto di forza è che non è necessario essere un influencer, ma un utente “normale” anche con pochi follower giusto?

Ognuno di noi scatta dei selfie . La filosofia di Pay Your Selfie è che i selfie comuni di utenti “normali” possono essere retribuiti – non hai bisogno di molti followers, ma devi essere disposto a condividere i tuoi scatti con noi. La gente comune così come gli influncer scaricano la nostra app e tutti vengono pagati allo stesso modo se, ovviamente, rispettano le regole del gioco. Inoltre, si ottiene un extra di 0,50 dollari per ogni amico che si converte all’app.

Gli utenti sono profilati dai brand e dalle aziende?

Le informazioni personali rimangono private, ma utilizziamo questi selfie per monitorare le abitudini di consumo di potenziali clienti. Possiamo seguire le tendenze in real time, capire quali brand preferiscono, i migliori orari di consumo.

Che caratteristiche deve avere un selfie per essere remunerato?

Per essere pagato per un selfie, è necessario seguire correttamente l’incarico affidato. Dobbiamo accertarci che i requisiti vengano rispettati. Per esempio se viene commissionato un selfie in un determinato ristorante, ci accertiamo che il selfie venga geo localizzato. Ci assicuriamo anche che il prodotto da pubblicizzare si veda. Se non si seguono le regole il selfie non viene retribuito.

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Avete mai pensato di estendere la piattaforma anche in altri paesi come l’Europa e l’Italia?

Ci piacerebbe molto. Abbiamo ricevuto molto interesse da altri paesi tra cui l’Italia. Ci stiamo pensando. Per ora puntiamo a consolidare il servizio negli Stati Uniti.

Grazie Kristen e Michelle! E voi cosa ne pensate? Vi fareste pagare per i vostri selfie? Scriveteci nella nostra fanpage di Facebook.

Playdate, la prima camera interattiva per giocare con il tuo amico a quattro zampe

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In un mondo perfetto, passeremmo ogni minuto possibile in compagnia dei nostri amici a quattro zampe. Per chi possiede un animale cani e gatti non sono una semplice compagnia ma veri e propri componenti della famiglia, che necessitano di attenzioni e cure tanto quanto gli altri membri del proprio nucleo; perciò, lasciare il proprio animale da solo è spesso fonte di preoccupazione, soprattutto in periodi come questo, dove ci troviamo a progettare le ferie con un pensiero fisso in mente: come faccio con il mio cane/gatto? Perché anche se si ha qualcuno di fidato pronto ad andare a nutrirlo e portarlo a spasso, il timore principale è che il peloso di casa possa sentirsi solo.
Deve essere stata questa una delle motivazioni che hanno portato al lancio su Indiegogo di Playdate, la prima telecamera interattiva per animali che permette tramite il proprio device di giocare a distanza con il proprio cucciolo, da qualunque parte del mondo ci si trovi.

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Playdate: ti basterà uno smartphone per giocare con il tuo cane!

Come funziona Playdate?

Come ti abbiamo già raccontato, basta un device per intrattenere a distanza il tuo quattro zampe; si tratta infatti di una telecamera interattiva stabilizzata in grado di trasmettere in tempo reale immagini in HD, dotata di guscio esterno e di sfere motorizzate appositamente pensate per permettere alla palla di spostarsi in tutte le direzioni.

La struttura sferica della smart ball la rende simile ad una palla per criceti, ed è stata appositamente pensata per invogliare al gioco l’animale; inoltre, può essere aggiunto un fiocco per far giocare il proprio gatto. Grazie ai comandi a distanza si può direzionare la palla dove si desidera, mentre i bottoni posizionati sulla destra possono far emettere uno “squeak” per attirare il proprio amico nel caso non si trovi nei paraggi oppure scattare foto o girare video. Microfono e speaker permettono di sentire il proprio cane o gatto e di parlarci, interagendoci e facendolo sentire un po’ meno solo.

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E se ti stai interrogando riguardo la resistenza al gioco della palla, non preoccuparti: il rivestimento esterno in policarbonato rende Playdate durevole e robusta. La copertura può comunque essere sostituita nel corso del tempo, prolungando così la vita della smart camera per poter continuare a giocare a distanza con il proprio cucciolo.
Playdate è corredata di una mobile app, sia per iOS che Android, ma la palla può essere attivata anche tramite il sito dedicato,

Ad oggi l’iniziativa ha raccolto 476.474 $ donati da 3.093 bakers del progetto, che hanno permesso di guadagnare il 601% di quanto inizialmente prefissato. Per 169 $ è possibile acquistare una camera Playdate, mentre per 299 $ possono essere acquistate due Playdate. In entrambi i casi la smart camera è disponibile in 2 dimensioni, da 3 o 4 pollici, e la spedizione è prevista per dicembre 2016: giusto in tempo per le vacanze di Natale! 😉

Healthcare Marketing, strategie digitali per il settore medico e farmaceutico

Healthcare Marketing, strategie digitali per il settore medico e farmaceutico

L’introduzione del digitale ha modificato i mercati in tutti i settori, non ultimo quello dell’health. Cambiati gli equilibri competitivi, calate le barriere all’entrata e radicalmente mutati i sistemi grazie ai quali i consumatori possono entrare in relazione con le aziende, assume oggi un ruolo strategico fondamentale l’Healthcare Marketing.

Se pensi che si tratti semplicemente di un’applicazione del Digital Marketing all’ambito sanitario, dovrai ricrederti, perché nell’ambito della salute sono moltissime le nuove opportunità di business e i nuovi strumenti che rendono questa disciplina un vero e proprio universo autonomo, in grado di esprimere enormi potenzialità anche grazie alla convergenza di ruoli, competenze ed obiettivi.

In tutte le aziende dell’healthcare oggi sono indispensabili specialisti con conoscenze aggiornate e approfondite su framework strategici ed attività di marketing digitale, in grado di sviluppare una visione operativa globale su quello che è un funnel di marketing decisamente diverso rispetto al passato.

Che cos’è l’Healthcare Marketing (definizione)?

Healthcare Marketing, strategie digitali per il settore medico e farmaceutico

Dare una definizione di Marketing Sanitario, o Healthcare Marketing, significa analizzare un nuovo approccio alla salute pubblica che applica i principi e le teorie del marketing tradizionale alle strategie di prevenzione, promozione e tutela della salute.

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L’Healthcare Marketing permette, ad esempio, di rendere noti a livello globale i progressi nella medicina e nei servizi sanitari di protezione e prevenzione della diffusione delle malattie, ma consente anche di utilizzare i social media in ottica di generazione della domanda ed engagement con i clienti in un ambito di intervento specifico come quello della salute e quello farmaceutico.

Nell’Healthcare Marketing, anche conosciuto come Health Marketing, gli strumenti tradizionali del Digital Marketing sono utilizzati e applicati al settore sanitario al fine di elaborare, valutare, comunicare e divulgare le informazioni in materia di salute. In questo mercato, più che in qualsiasi altro, infatti, i consumatori e gli operatori hanno necessità di essere guidati e coinvolti nella scelta di servizi e prodotti, con un principio fondamentale: quello della creazione di fiducia grazie alla trasparenza dell’offerta.

Il marketing sanitario permette di cogliere nuove opportunità, dato che l’aumento della speranza di vita e i costi crescenti della sanità stanno già influenzando direttamente il mercato della salute. Al tempo stesso i sistemi sanitari nazionali sono interessati in questi anni da una fase di ristrutturazione e di tagli, così il cittadino si sente sempre più responsabile in prima persona della propria salute e sempre più spesso ritiene fondamentali le fasi di prevenzione e diagnosi precoce.

Questo cambiamento nella scala di valori trasforma l’assistenza sanitaria in una vera e propria necessità di miglioramento della propria qualità della vita, in cui il benessere della persona diventa un fattore di successo. Il risultato è una società che pur invecchiando sempre più, mantiene una qualità della salute migliore rispetto al passato, anche grazie ad una comunicazione adeguata a livello di sensibilizzazione.

I consumatori, insomma, come in qualsiasi altro mercato, hanno assunto maggiore consapevolezza e maggiore peso, divenendo attori attivi di un settore che deve essere in grado di ascoltarli per poterne soddisfare le esigenze.

Cosa si intende per marketing delle aziende sanitarie?

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Nel sistema delle aziende sanitarie, pubbliche o private che siano, il marketing è una disciplina e una funzione aziendale relativamente recente, ma di grandissimo interesse per le sue potenzialità applicative e la sua continua evoluzione.

Nel settore delle aziende sanitarie italiane, in particolare, vi è una continua crescita di attenzione e una maggiore consapevolezza dei contributi che possono giungere da strumenti di gestione attiva dei rapporti con l’ambiente e con i consumatori, poiché, mentre in altri settori il marketing si è sviluppato a partire dalla necessità di gestire e incrementare quelle relazioni di scambio che rappresentano il fondamento della vita delle imprese, nel contesto sanitario le forze all’opera e i processi di diffusione che queste alimentano non sono i medesimi.

L’importanza del marketing delle aziende sanitarie è collocata in particolare nel suo ruolo di strumento per la promozione della salute o nel sostegno alle strategie volte a contrastare la disinformazione e migliorare i processi decisionali dell’utente.

L’adozione di una funzionale strategia di marketing, in ultima analisi, non porta benefici solo all’azienda stessa, ma contribuisce a migliorare equità, accessibilità, efficienza e appropriatezza delle informazioni in tutte le aree dell’assistenza sanitaria, dalla prevenzione alla diagnosi, dalla cura alla riabilitazione.

Quali sono i risultati di una buona strategia di Marketing Ospedaliero?

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Bisogna innanzitutto chiarire che quando si parla di Marketing Ospedaliero ci si riferisce indifferentemente sia al settore privato che a quello pubblico, considerando però le differenze a livello organizzativo e funzionale dei due diversi settori.

Buona norma, prima di pianificare qualsiasi attività strategica di marketing, è quella di considerare lo scenario specifico di riferimento. Per quanto riguarda l’Healthcare Marketing italiano, ad esempio, è necessario considerare l’aumento dlla domanda di salute, commisurato a un crescente livello socio-culturale dell’utente-paziente. Questo deve al tempo stesso fare i conti con un sistema sanitario in crisi, in cui assumono rilievo gli elementi di concorrenza e si sviluppano nuove modalità di offerta e nuove tecnologie.

Proprio in questo contesto il Marketing Ospedaliero assume maggiore rilevanza, come strumento per le strutture ospedaliere di comunicare il proprio valore e le proprie peculiarità in un mercato che è sempre meno nazionale e sempre più europeo e globale, attraverso un’attività di marketing digitale appropriata e in grado di interagire con un pubblico internazionale.

Il Marketing Ospedaliero per la Sanità Italiana può essere, insomma, una grossa opportunità, a patto di sviluppare le potenzialità ancora inespresse a livello digitale.

Come sviluppare piani di marketing in ambito sanitario

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Per capire come sviluppare una buona strategia digitale in ambito sanitario possiamo prendere ad esempio i piani di marketing che si potrebbero pianificare per una struttura ospedaliera.

Questa, in forma singola o associata con altre realtà sul territorio, dovrebbe puntare a tre elementi essenziali:

  1. creare relazioni ovvero fare engagement;
  2. sviluppare e mantenere la relazione nel tempo;
  3. promuovere e informare sulle eccellenze del territorio, facilitando i contatti e la fase di erogazione dei servizi nelle varie fasi (prenotazione, reperimento delle informazioni, cura e assistenza post ospedaliera).

Un corretto piano di marketing digitale dovrebbe essere in grado di svolgere almeno tre attività fondamentali:

  1. gestire le relazioni con le aziende ospedaliere;
  2. inserire e aggiornare i contenuti del portale, formare e supportare i referenti delle aziende ospedaliere;
  3. definire e gestire le attività di marketing digitale e lo sviluppo delle relazioni attraverso i vari strumenti che la rete mette a disposizione.

Il marketing strategico è parte fondante della pianificazione strategica e dovrebbe utilizzare le informazioni del sistema informativo aziendale nel quale confluiscono le informazioni sanitarie e amministrative che orientano il controllo e l’organizzazione delle aziende sanitarie, consentendo in conclusione il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • Migliore qualità del servizio erogato
  • Adattamento e personalizzazione del servizio
  • Innovazione
  • Predittività rispetto alle aspettative del cliente
  • Ingresso nei mercati in forte sviluppo

Quali sono le caratteristiche specifiche del marketing farmaceutico e del marketing dei servizi sanitari?

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Quello dell’industria farmaceutica può essere considerato un settore più specifico del mercato sanitario, che si distingue al suo interno per un elevato grado di complessità ed articolazione: aspettative e bisogni di cure da parte di cittadini sempre più informati e consapevoli, progressivo invecchiamento della popolazione e conseguente incremento di patologie croniche ad alto impatto socio-economico, insieme alle normative sempre più esigenti hanno condotto l’industria farmaceutica nel suo complesso ad un ripensamento del modello di business tradizionale.

Specie in ambito Pharma diventa sempre più importante mantenere un vantaggio competitivo derivante dall’eccellenza professionale che si riflette nella qualità del prodotto. Non secondario risulta, poi, la considerazione delle peculiarità normative relative all’ambito farmaceutico, così come quelle che riguardano l’erogazione di servizi sanitari.

Proprio in questo senso il marketing farmaceutico e quello dei servizi sanitari risultano due aspetti intrecciati tra loro, il cui primo e fondamentale obiettivo deve comunque essere quello di una comunicazione efficace e corretta con l’utente, oggi in grado di informarsi in modo diretto, ma anche di fornire feedback rispetto ai servizi ricevuti e ai prodotti acquistati.

La necessità di una valutazione dei dati e della creazione di conversazioni intorno al prodotto diventa tanto più importante, quanto più cresce il mercato potenziale a disposizione delle aziende farmaceutiche e sanitarie.

Come si diventa un esperto di comunicazione e marketing sanitario?

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In un sistema in continua evoluzione, in cui l’invecchiamento della popolazione mondiale e l’accesso sempre più rapido ad ogni genere di servizio di utilità quotidiana sono la norma, il marketing sanitario richiede la presenza di figure professionali in grado di coglierne i mutamenti e le innovazioni per trasformare le opportunità potenziali in vantaggi concreti: diventare un esperto di comunicazione e marketing sanitario, dunque non è più solo questione di preparazione teorica, attraverso percorsi formativi specialistici in medicina, chimica o farmacia, ma richiede integrazione con capacità gestionali e direzionali, oltre a specifiche competenze di marketing digitale.

Molto utile è, quindi, considerare un percorso di formazione più specifico e settoriale, come quello offerto dal Master Online in Healthcare Marketing di Ninja Academy, in grado di preparare in modo concreto sulle strategie e gli strumenti per affrontare la rivoluzione digitale della salute.

Gli sbocchi professionali nell’ambito della comunicazione e del marketing sanitario sono molti e diversificati: si va dal settore marketing and sales dell’industria farmaceutica, ai servizi outsourcing di pianificazione del marketing farmaceutico, dalle agenzie specializzate in comunicazione in ambito sanitario e farmaceutico, al settore degli studi di mercato in campo farmaceutico, fino al settore medical department e al settore business development delle aziende.

Una preparazione di base, seguita da un corso di formazione più specifico, ti permetterà di affrontare tutte le sfide che incontrerai nella pianificazione di una digital marketing strategy vincente in ambito sanitario.

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