Cannes Lions 2016: al via l’indagine sull’app vincitrice “I Sea”

L’app I Sea ha vinto, proprio in questi giorni, un Promo and Activation Bronze Lion ai Cannes Lions.  E’ stata presentata come strumento utile ad aiutare a segnalare i profughi dispersi in mare, utilizzando filmati satellitari in tempo reale per individuare imbarcazioni in difficoltà e segnalarne la posizione.

L'App I Sea è un fake?

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In realtà, però, l’applicazione non ha fatto nulla del genere:  invece di presentare filmati satellitari in tempo reale – un compito difficile e costoso – ha mostrato semplicemente una porzione di una immagine statica immutabile. 

L'App I Sea è un fake?

L’applicazione è stata sviluppata da Grey Group Singapore, agenzia parte del colosso della pubblicità globale WPP. Quando è stata introdotta tutti ne hanno parlato con grande entusiasmo, ora, però, è stata anche cancellata dall’App Store di Apple (che vieta informazioni e caratteristiche false). Secondo AdWeek, l’agenzia Grey avrebbe chiarito in un post del 19 giugno sul loro blog, che l’app è ancora in una fase di test.

Il fake dell’app I Sea è venuto alla luce grazie allo sforzo di sviluppatori di tutto il mondo, guidati su Twitter da SecuriTay:

Gli organizzatori dei Cannes Lions hanno rilasciato questa dichiarazione:

I Cannes Lions effettueranno un controllo sull’app I Sea, creata da Grey Group di Singapore, a seguito della messa in discussione della veridicità dell’applicazione. Il lavoro ha ricevuto un bronzo nella sezione Promo & Activation Lions, ed è stato anche nella rosa dei candidati, oltre ad essere finalista nelle categorie Mobile, Media e Lions Direct. Dopo le preoccupazioni espresse circa gli aspetti della sua funzionalità, sarà condotta una revisione dopo il Festival.

Week in social: i super video di Twitter, le emoji di SKY e come prevedere un attentato con VK

Arriva il fine settimana, arriva Week in Social!
Ecco tutte le notizie più interessanti dal mondo dei social network, per rimanere sempre aggiornati. Cominciamo con Instagram e Twitter, anche se le novità sono parecchie!

Instagram, la carica dei 500

Sono 500 milioni gli utenti di Instagram attivi mensilmente. Il social media delle immagini, di proprietà di Facebook, snocciola i numeri di un successo planetario, raddoppiati nell’ultimo biennio. In Italia gli instagramers attivi sono circa 9 milioni. Mark Zuckerberg ha festeggiato il traguardo con una cornice-foto (come quelle che si usano agli eventi e alle fiere) ma molti hanno notato che il suo pc sulla scrivania ha la webcam e il jack audio coperti da alcuni pezzetti di nastro adesivo: vecchia ossessione da hacker.

More than 500 million people now use Instagram every month — and 300 million every day. The Instagram community has…

Gepostet von Mark Zuckerberg am Dienstag, 21. Juni 2016

 

Twitter: video più lunghi e in diretta

I video di Twitter potranno arrivare fino ad una lunghezza di 140 secondi.
Cliccando sui video saranno visualizzati anche altri video consigliati e inerenti al tema trattato. Interessante novità anche sul fronte dell’integrazione con Periscope, con un apposito bottone “Go Live” si potrà andare “in onda” senza cambiare piattaforma.

SKY presenta NOW TV, il canale con le emoji

Twitter annuncia l’arrivo in Italia delle Custom Emoji, un nuovo strumento al servizio dei brand, per accrescere le conversazioni con i propri clienti in occasione delle campagne di comunicazione più importanti. Sarà Sky la prima azienda in Italia (e tra le prime in Europa), ad utilizzare questo nuovo formato in una campagna di comunicazione, in occasione del lancio in Italia di NOW TV il 24 giugno. L’emoji, associata all’hashtag #NowYouCan, raffigurerà un cesto di pop-corn, per simboleggiare la nuova offerta di intrattenimento, serie TV, cinema e di sport. Come Sky Italia, ogni brand potrà scegliere i propri hashtag da utilizzare e il design dell’emoji, che seguirà specifiche guideline stilistiche, per garantire una customer experience semplice ed efficace.

Il social barometro del terrorismo con VK

Molti gruppi terroristici usano i social media per la propria propaganda, per i messaggi di rivendicazione o il reclutamento di fanatici in tutto il mondo. Ma esiste un “trend topic del terrore?” Fino a dove si possono monitorare le conversazioni per prevedere attentati? Una ricerca di Science ha preso in esame VKontakte (meglio conosciuto come VK, il popolarissimo social russo) e i fisici impegnati nello sviluppo dell’algoritmo promettono una certa accuratezza nell’individuare le situazioni più calde e prevedere le escalation. L’intelligence potrà mai fidarsi di un software?

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Per questa settimana è tutto: alla prossima con Week in Social!

Digital events

Digital & Social: i migliori eventi dell’estate da segnare in agenda

Se state per programmare le ferie fermatevi, se state pianificando un tour tra le capitali europee o scegliendo la meta per il vostro lungo break, cambiate i piani. L’estate è da poco iniziata così come la stagione calda degli eventi social e digital in Italia e all’estero. E questi non potete proprio perderli.

Complice il clima vacanziero, la maggior propensione al movimento e la voglia di incontrare gente nuova, il calendario degli appuntamenti con le community del mondo digital è sempre più ricco. Dai social media al digital business, dal mondo delle startup a quello del fintech, tanti argomenti di cui discutere prima di sdraiarvi finalmente sotto l’ombrellone. Per guidarvi nella scelta delle tappe un piccolo un breve excursus dei maggiori eventi da segnare subito in agenda!

Gli eventi di Giugno

L’estate questo mese ce l’ha portata e non potevamo che iniziare il nostro digital tour da una meta che dell’estate è il portabandiera. Domani, 25 giugno in Sardegna, a Cagliari, si tiene il Web Marketing Training -#WMT2016. il primo evento in Sardegna totalmente focalizzato sul trasmettere logiche e strumenti del Web Marketing Strategico.

Innovazione, creatività e passione, questi i fili conduttori dell’evento al quale prenderanno la parola esperti di settore, marketers, docenti e innovatori come Andrea Saletti, neuromarketer e Francesco Margherita Seo specialist e Semrush Brand Ambassador.

Digital events
Restiamo al sud per un altro evento che definire non convenzionale è un eufemismo. Siamo abituati a prendere spunto da case history di successo, a studiare nel dettaglio le mosse vincenti di grandi imprenditori e business man, ma il 30 giugno a Bari durante la FuckUp Nights il focus è il fallimento.

Il fallimento è parte del percorso di perfezionamento di ciascuno e la rielaborazione positiva di questo concetto che appartiene a tutti noi è il focus di questo evento che mira a raccontare l’altra faccia del business, quella meno brillante ma dalla quale ripartire.

Gli eventi di Luglio

È forse uno degli appuntamenti del mese più attesi dai marketers nostrani e non solo. L’8 e il 9 luglio saliamo al nord, fermiamoci a Rimini, altra tappa turistica per eccellenza, per il Web Marketing Festival 2016. Più di 160 relatori italiani e internazionali, una sala plenaria, intrattenimento, il Digital Job Match per le Professioni Digitali, l’Area Espositiva e la Startup Competition per le idee innovative. Aggiungere altro sarebbe superfluo, bisogna esserci.

Digital events

Ma è tempo di pensare anche a chi con i numeri disegna strategie. Il 6 luglio dirigiamoci a Milano per il Social Business Forum. Dalle Marketing Technologies alla Data Intelligence & Monetisation, passando per il Collaborative Behavior Design fino al Crowd Innovation Management. Più di 50 speakers italiani e internazionali pronti a darsi battaglia a suon di pitch per soddisfare la sete di sapere di giovani e brillanti menti del digital business

Gli eventi di Settembre

Dopo la pausa prettamente estiva del mese di agosto, si è pronti per ripartire carichi con gli eventi social e digital di fine estate. Questa prima partita la giochiamo in casa a Salerno dal 21 al 24 settembre, nella dinamica e colorita sede di Ninja Marketing al Create Dojo!.

Di cosa stiamo parlando? Di un addestramento professionale Intensivo nel suggestivo scenario della Costiera Amalfitana. È il Social Media Bootcamp targato Ninja Academy. Quattro giorni a contatto col mare azzurro, il sole mediterraneo ma soprattutto gli insegnamenti di guerrieri ninja del digital come Luca La Mesa e Filippo Giotto.

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Ma scendiamo di qualche chilometro. Metti una costa verdeggiante, un acqua limpida, un giro in barca e un networking professionale e di qualità. Metti la splendida Maratea in Basilicata e il primo coinnovation festival del mediterraneo. Siamo a Heroes, meet in Maratea. Dal 21 al 23 settembre.

Focalizzato sul vivace quanto dinamico mondo delle startup, Heroes mette insieme creativi, imprenditori, business angels, policy makers ma soprattutto innovators e digital dreamers italiani e internazionali per una tre giorni di workshop, sessioni plenarie, dibattiti e occasioni di networking e intrattenimento. Come non esserci?

Gli eventi di Ottobre

Primo assaggio di autunno e come non iniziarlo con uno degli eventi cult dell’anno digital. L’appuntamento è a Milano per il 21 e 22 ottobre con la terza edizione del Mashable Social Media Day. Il focus? Le testimonianze dei migliori esperti del settore social e digital con l’obiettivo di interpretare le dinamiche e le potenzialità dei social network.

Due giornate di aggiornamento per gli addetti ai lavori dove l’innovazione verrà raccontata e testimoniata da speakers italiani e internazionali attraverso case history di successo.

Digital events
E tu hai qualche evento a cui vorresti partecipare? Scrivilo nella nostra fanpage di Facebook.

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L’intelligenza artificiale e Mobile: quale futuro è possibile?

Scorci di un futuro poco chiaro e ancora molto indefinito si intravedono all’interno di un argomento molto discusso, una vera ossessione per i big della Silicon Valley: gli sviluppi dell’intelligenza artificiale e la sua applicazione operativa alla realtà, ma soprattutto alla tecnologia, che ci circonda.

C’è chi parla in primis di applicazioni in campo medico, in domotica, all’interno delle automobili, nella creazione di abitazioni sempre più Smart: droni e intelligenza artificiale – il cui interesse principale resta ancora ancorato agli appassionati di tecnologia, ma non troppo – sono oramai parole all’ordine del giorno.

E chi se non i player che fanno dell’avanguardia il proprio mestiere può permettersi di investire in questo futuro?

Deep-learning per Mobile

Facebook si sta muovendo in ottica di deep-learning, ovvero quella tecnologia d’apprendimento automatico che mima il comportamento dei nostri neuroni è già in grado di capire il contenuto testuale di centinaia di post al secondo in più di venti differenti linguaggi con estrema accuratezza. In via di sviluppo, quindi, una intelligenza artificiale in grado di comprendere tutto quello che l’utente scrive e digita sul proprio smartphone all’interno del Social.

LEGGI ANCHE: DeepText: l’intelligenza artificiale Facebook

Google e Movidius per Project Tango

Anche Google sta perseguendo la medesima direzione: ha in cantiere sviluppi dell’intelligenza artificiale applicata ai device mobili, con particolare interesse per gli smartphone. La collaborazione tra le due realtà, di recente annuncio, è già effettivamente attiva: la piattaforma Project Tango, che Google sta utilizzando sui suoi tablet sperimentali per renderli più coscienti dell’ambiente che li circonda, è stata realizzata proprio con il contributo di Movidius.

https://youtu.be/iHN4c7FYXYs

Il gigante della ricerca ha lavorato con Movidius fin da 2014 per i suoi dispositivi Project Tango e sviluppi recenti parlano di interessi per evolvere la tecnologia e accelerare l’adozione del deep-learning ai dispositivi mobili.

La nuova partnership porterà gli algoritmi di deep-learning sviluppati da Google a lavorare sui chip realizzati da Movidius in grado di svolgere compiti tipicamente associati alle reti neurali mantenendo un consumo energetico estremamente basso: una soluzione ideale per l’impiego in smartphone e tablet.

Il chip presente al loro interno sarà impiegato per operazioni come la machine vision, ovvero l’isolamento e il riconoscimento di elementi all’interno di uno spazio fisico, come una stanza o un panorama: per esempio di persone, automobili, volti, arredamenti e segnali stradali.

Due saranno i principali vantaggi che distingueranno queste soluzioni dalle attuali: non dovendo fare leva sul cloud, funzionerà in tempo reale eliminando i tempi di latenza richiesti dalle connessioni al server -altrimenti necessarie- e soprattutto potrà funzionare anche in mancanza di connessione a Internet.

Intelligenza artificiale e app

Innumerevoli potrebbero essere, dunque, gli sviluppi applicati al mobile grazie a questo genere di Intelligenza: una funzione predittiva potrebbe infatti anticipare qualsiasi bisogno di noi utenti. Per esempio, avendo accesso al calendario all’interno del mobile, il device stesso potrebbe suggerire pub interessanti per un aperitivo in determinate fasce orarie non lavorative e in base alla nostra geo-localizzazione oppure suggerirci vie alternative per evitare strade particolarmente affollate.

L’IA associata al mondo App, così predominante sul cellulare, potrebbe avere infiniti utilizzi: analizzare i comportamenti degli utenti, individuarne i bisogni, capirne i gusti e applicare tutto ciò alla musica, per esempio, o al e-commerce. Questo genere di processo porterà ad un’ulteriore differenziazione e personalizzazione dei device mobile

Sono molti i temi dibattuti, molti gli sviluppi e le idee che si intravedono, poche le certezze. Tra tutto però di una cosa siamo certi: lo smartphone, il “device della navigazione quotidiana”, sarà il protagonista di queste evoluzioni.

Un “arrivederci” in stile Ninja a Pino Pilla: le grandi campagne che portano la sua firma

La giornata del 22 giugno l’universo dell’advertising ha visto la scomparsa Pino Pilla, copywriter e Past President Adci. Uno degli uomini più importanti della comunicazione italiana, che ha fatto la storia della pubblicità, insieme a nomi come Armando Testa e Emanuele Pirella.

Chi non ricorda il famoso slogan “O Così. o Pomì” oppure “Il tuo domani sei tu.” Una personalità schiva, ma con una mente creativa fuori dal normale. Tutti i creativi vorrebbero avere un po’ di Pino Pilla.

Negli ultimi anni della sua carriera ha lavorato insieme a Lorenzo Marini, che lo ricorda con le seguenti parole:

Non serve scendere nei dettagli, con Pino Pilla.
Non serve ricordare che molti dei suoi titoli hanno molti padri.
Non serve dire che molti copywriter quando leggevano i titoli di Pino lo invidiavano.
Non serve dire che tutti lo amavano.
Non serve dire che per qualche edizione di Annual una buona metà erano lavori di Pino.
Non serve dire che amava il silenzio tanto quanto la sintesi.
Non serve dire che le sue sopracciglia lunghe difendevano l’azzurro purissimo dei suoi occhi.
Non serve dire che quando noi eravamo bambini lui scriverà già: ‘Patatine Pai. Ancora una e poi basta.’
Non serve dire che lavorare con lui per venti anni è stato un onore, un privilegio, un regalo.
Non serve dire che quelli che lavoravano con lui e andavano a chiedere ‘quale è il briefing’ lui rispondeva semplicemente: ‘Il briefing è fare un bell’annuncio’.
Non serve dire che Pino Pilla non apparteneva alla generazione della stampa ma della sintesi.
Non serve dire che la banalità lo annoiava ma il rumore lo infastidiva.
Non serve dire che è stato l’ultimo dei grandi copy, quelli che non devono scrivere banalità  con un hashtag davanti.
Non serve dire che con la parola ha scritto la storia della pubblicità italiana negli anni ’70 e ’80.
Non serve dire che non c’è più, perché le cose belle vivranno per sempre.
Anche in un pianeta senza memoria, come il nostro.

Noi di Ninja Marketing, vogliamo ricordarlo attraverso le sue creazioni, quelle che hanno impattato nell’immaginario collettivo.

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La scomparsa di Pino Pilla: noi lo ricorderemo così

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La scomparsa di Pino Pilla: noi lo ricorderemo così

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 Qui potrai guardare il video che raffigura l’intera campagna

sbarco su Marte

I poster retrò della NASA per lo sbarco su Marte

Se l’astronauta è diventato per convenzione il lavoro che ogni bimbo sogna, un motivo c’è. Spazio ed esplorazioni hanno sempre ricoperto un ruolo importante nell’immaginario collettivo, ma anche la NASA può avere bisogno, di tanto in tanto, di ricorrere a un po’ di pubblicità particolarmente evocativa, come quella deLla serie di poster retrò dedicati allo sbarco su Marte.

Per riaccendere l’antico fascino esercitato dalle missioni spaziali e dal sogno dell’uomo di arrivare un giorno su Marte, l’agenzia spaziale americana ha rilasciato infatti una serie di poster illustrati dedicati ad una fittizia campagna di reclutamento per la colonizzazione del Pianeta Rosso.

I poster erano stati originariamente commissionati nel 2009 per una mostra al Kennedy Space Center. Ora la NASA ha scelto di rilasciare una versione ad alta risoluzione disponibile per il pubblico, per la stampa e la riproduzione.

Mentre promuovo la ricerca di posizioni di lavoro per la nuova colonia marziana, i poster vogliono riaccendere l’interesse dell’opinione pubblica nelll’esplorazione spaziale, nella quale gli Stati Uniti investono tutt’oggi ingenti somme di denaro pubblico.

Con i social network non cerchi news, sono loro che trovano te

Sempre più spesso ci sentiamo rivolgere la domanda: «ma tu, dove ti informi?». E sempre più sovente la risposta è: «su Internet». Come se Internet fosse un oracolo, come se bastasse digitare due o tre parole chiave su una tastiera qwerty per avere la certezza che ciò che si sta leggendo sia reale, provato… insomma, una vera notizia, una vera informazione.
Secondo l’indagine dell’Asig (Associazione stampatori italiani giornali), la diffusione dei quotidiani è calata del 17% nel 2015 rispetto all’anno precedente, passando da 3,4 a 2,8 milioni di copie giornaliere. Inoltre l’aumento di 100 mila copie digitali non compensa la perdita quantitativa delle 800 mila giornaliere cartacee.

Con i social network non cerchi news, sono loro che trovano te
Perciò la percezione vorrebbe lettori che abbandonano i quotidiani (di carta e non), pensando di poter trovare la stessa qualità in altre forme, in altri modi. Tweets, post su Facebook, momenti degli snapchatter, articoli gratuiti, blog vari ed eventuali. Ma è davvero così?
Per completare il quadro, però, ci sono da riportare i dati dell’Eurobarometro che evidenziano come la fiducia dei cittadini nei confronti dell’informazione via radio, TV e stampa sia nettamente superiore a quella rivolta all’informazione derivante dai social network.

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Dall’ormai celebre caso di Sohaib Athar (consulente IT di Abbotabad, Pakistan) e del suo live tweeting sul raid che ha portato alla morte di Osama Bin Laden, siamo passati al primo Safety Check di Facebook negli Stati Uniti, a proposito della strage del club Pulse di Orlando del 12 giugno scorso, dove cittadini americani, e non, sono venuti a conoscenza dell’orribile notizia attraverso un mondo sempre più connesso in cui siamo immersi.
Il Washington Post, attraverso un sondaggio, ha voluto proporre ai propri lettori un articolo che ruota intorno al fatto che non siamo più noi a cercare le notizie, ma sono le notizie che trovano noi.

Con i social network non cerchi news, sono loro che trovano te
Bombardati da notifiche push sul nostro smartphone, è praticamente impossibile perderci una notizia. Ma ce la troviamo davanti di colpo, senza intermediazioni, senza una figura, o più di una, che ci consenta di interpretare al meglio la realtà, in modo completo e sopra le parti, attraverso filtri di semplificazione sapiente e non banale.

Orlando: raggiunti dalla notizia

Era domenica mattina negli Stati Uniti, e i cittadini americani, quelli della Florida in particolare, sono stati svegliati da una miriade di notifiche sul proprio smartphone, a proposito della strage di Orlando.

Secondo il sondaggio del Washington Post, i network più consultati per informarsi dei fatti sono stati la CNN, il New York Times, la Associated Press, il Wall Street Journal e il Washington Post stesso, che attraverso app sviluppate con logiche di engagement funzionali, hanno avvertito i propri lettori con notifiche push mirate, e quasi in tempo reale.

Con i social network non cerchi news, sono loro che trovano te
Altri, invece, sono venuti a conoscenza del terribile fatto attraverso uno strumento di Facebook, il Safety Check, attivato per la prima volta negli Stati Uniti nella zona di Orlando. Ad esempio, Dave Adams, un lettore di Chicago, è stato avvertito che alcuni suoi amici di Orlando stavano bene e si trovavano al sicuro. Sì, ma riguardo a cosa? Dave, così, ha subito contattato uno degli amici per saperne di più.
Nemmeno i social network che puntano più sull’immagine e sul visual, invasi da paradisi di frullati, costumi da bagno, fiori e filtri, sono rimasti immuni dal diventare fonte di notizie. Più di 715 mila utenti Instagram hanno postato foto utilizzando come hashtag #PrayforOrlando, e gli utenti di Snapchat hanno condiviso storie con aggiornamenti in diretta dalla città della Florida.

LEGGI ANCHE: Snapchat: 150 milioni di utenti attivi ogni giorno, sorpasso su Twitter

Ad esempio la lettrice Liana Miller, che vive a Minneapolis, ha confessato di essersi sentita un po’ in imbarazzo nell’aver appreso la notizia da un post di Khloe Kardashian su Instagram. Per Liana, Instagram è la prima applicazione che apre la mattina, ed ecco che lì, allo stesso modo, è la notizia che per prima trova l’utente.
Anche chi decide di passare almeno la domenica a debita distanza da dispositivi tecnologici, quindi “al sicuro” da notifiche push di ogni sorta, è stato raggiunto dalla notizia in modi un po’ inaspettati. Così come è successo a Kristen Jones Campbell, che mentre si dirigeva con la sua auto per una giornata di relax a San Mateo, nella baia di San Francisco, la notizia della carneficina del Pulse l’ha raggiunto attraverso un cartello in autostrada che mostra in diretta i tweet dell’account della città di San Francisco.
E il cartello diceva: “SF sending love to Orlando”, con una bandiera arcobaleno sullo sfondo.

registi più celebri

I registi più celebri si trasformano nei loro personaggi in queste sculture

Qualche settimana fa abbiamo parlato del lavoro di Henry Hargreaves e Nicole Heffron che, nel loro progetto fotografico “Celebrated for you“, hanno ricreato i party di compleanno (così come ognuno di noi se li immaginerebbe) di alcuni tra i registi più famosi del mondo. Quest’ultimi hanno ispirato anche i lavori di Mike Leavitt, che ha invece pensato di creare bizzarre sculture mixando le fattezze di registi cult a quelle dei loro personaggi più famosi.

Ecco quindi Steven Spielberg trasformarsi in ET, Tim Burton in Batman, BeetleJuice e Edwars Mani di Forbice tutti insieme. E poi ci sono Woody Allen, Alfred Hitchcock, George Lucas e tanti altri.

UPDATE: You did it!!! I'm happy to announce I'll release a 4in/10cm LE of this #KingCutsLucas totally based on your post engagement. I thank all 50 of you following through here to comment "print", express support & push this project into existence. You're awesome. It'll take me some time to develop the 3D-model, now officially on my to-do list. As soon as it's ready, most likely mid-July, I'll post here & on MikeLeavittArt.com – Wanna buy the 4in/10cm version of this #GeorgeLucas piece? To secure 1st dibs write "Gimme Lucas Jabba" in the subject to leavittmichael@gmail.com – The cost to buy an edition would cover a plastic 3Dprint ($30ea), US shipping ($5) & my time to develop the 3D-model for printing (about 25 hours). It'd be a limited edition of 25 via @shapeways – 14K followers!! I'm humbled. I'm so thankful for your engagement with my work. It fills me w:❤️

Una foto pubblicata da I make fun, satire & pop art (@mikeleavitt) in data:

Sul sito e sul profilo Instagram di Mike Leavitt potete visionare (e anche acquistare) le originali sculture.

Come realizzare al meglio una campagna di Digital PR per i musicisti

Per i musicisti indipendenti, una strategia di digital PR può diventare una componente fondamentale per la propria strategia di marketing globale, che contribuirà ad arrivare a nuovi fan, aumentare l’influenza online e creare nuovi contenuti che rinforzino il fan base tramite i social media.

Nonostante tutti e tre siano obiettivi indispensabili per un musicista – raggiungibili sicuramente con la giusta digital campaign – in molti decidono di fare un salto nel buio del mare magnum del digital approssimativo che diminuisce sensibilmente le possibilità di successo di una campagna.

Per condurre una campagna digital di successo, è necessario avere questi 5 asset:

1) Materiale pronto per il rilascio

Se non hai musica pronta per essere rilasciata sul mercato, allora non hai bisogno di una campagna PR. Non importa quale sia il tuo target, se non hai musica disponibile da condividere con i media makers (blogger, poadcast, Dj, iRadio), potresti solo perdere tempo e denaro.

Lo scenario ideale sarebbe quello di avere pronto un EP – composto da almeno 4 canzoni – la cui release è prevista entro un mese o un mese e mezzo al massimo. Nella maggior parte dei casi i blogger preferiscono parlare di qualcosa che verrà rilasciato in breve tempo.

È però possibile intraprendere una campagna PR per le tracce che hai già rilasciato: fino a quando la musica è disponibile e può essere raccontata una storia unica, una campagna di digital PR può essere efficace.

Una piccola nota in più: le tue canzoni devono essere registrate in modo professionale. Le tracce live vanno bene solo se volete promuovere un disco totalmente live ma anche in questo caso il missaggio deve essere fatto a regola d’arte.

2) Una biografia professionale e avvincente

Una biografia scritta professionalmente, che intrecci una storia avvincente su chi sei e su cosa ti renda unico. Una storia è il primo item necessario (dopo la musica!) per avviare una strategia di digital PR efficace.

Mentre molti blogger scrivono di proprio pugno i contenuti che pubblicano, altri si limitano a riproporre una bio già esistente. Questa è una cattiva notizia solo se la tua presentazione si compone di un paragrafo scarso dove dici solo che sei un musicista e fai rock: faresti esplodere la testa di molti lettori.

D’altra parte diventa però un’ottima notizia se già disponi di una bio forte! Se molti ripropongono il contenuto che hai creato (o hai fatto creare) significa che puoi controllare il tipo di messaggio veicolato, raccontando ai loro lettori qualcosa di te che li porti a seguirti.

Una breve biografia scritta da un professionista può costarti al massimo 200 euro ma non solo potrà fare la differenza tra il successo e il fallimento di una campagna di digital PR, diventerà una risorsa fondamentale che potrai utilizzare a lungo anche dopo il termine della campagna.

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3) Foto promozionali professionali

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Le tue foto (o quelle del tuo gruppo) saranno sicuramente richieste da blogger e poadcaster per parlare di te. Molti di loro hanno standard alti e un foto di bassa qualità rischia di essere la garanzia di un insuccesso.

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Uno shooting creativo (come gli esempi proposti nel post, eseguiti da Cyber PR®) e ben fatto può invece rompere il ghiaccio con i media e intercettare più interesse. Non dimenticarti mai che, là dove molti dei paradigmi della comunicazione si sono trasformati, viviamo ancora in una società fatta e governata dalle immagini.

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4) Una nicchia da conquistare

Identificare e definire un target specifico è la prima cosa da fare prima di identificare qualsiasi strategia, anche di digital PR.

È importante che la nicchia alla quale ti rivolgi si rispecchi in te, non solo nella tua musica. Tutto quello che ami, che ti appassiona ma anche quello che hai subito – o una parte della tua educazione che ha influito sulla tua personalità – serve a definire quello che diventerà il tuo fan base.

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Il concetto è che, su un blog musicale, tu sarai solo uno dei tanti musicisti recensiti ma – su un blog di cucina o di sport estremi – sarai uno dei pochissimi citati, il che renderà la tua musica e la tua storia uniche.

Qualche esempio di nicchie che presentano grandi opportunità per i musicisti indipendenti sono: tech, do it yourself music marketing, yoga, positivity, educazione della prima infanzia, songwriting, difesa dei diritti umani, politica, etc.

5) Presidio dei Social Media

Sono in troppi i musicisti che sottostimano l’importanza di una corretta presenza social nell’ambito di una campagna di digital PR.

Mentre musica, bio e foto promozionali sono asset indispensabili da avere quando si pianifica la propria strategia, ci sono almeno due ottime ragioni per incrementare anche la presenza social.

  1. Con così tanti musicisti e addetti stampa che inondano le caselle mail di blogger e responsabili media è inevitabile che la presenza sui social venga vagliata anche solo per mettere un filtro verso chi prendere in considerazione o meno. Questo non significa avere un’enorme presenza con migliaia di like sulla fan page ma significa avere una presenza costante anche per creare engagement con i – possibili – fan. In definitiva, i media maker vogliono sapere se il tempo e l’impegno che dedicheranno alle tue produzioni sarà ricompensato condividendo il loro lavoro con i tuoi fan, in un’ottica di sostegno reciproco.
  2. Al fine di creare una campagna digital veramente efficace, ogni tua caratteristica ed ogni tuo contenuto devono essere adeguatamente dirottati sui social media, per mobilitare (e mantenere) il fan base già esistente. In altre parole, quello che devi condividere con i tuoi fan non deve essere solo “ascolta la mia musica”. Questa sarà una forma di condivisione del tuo successo molto più sottile rispetto alla sfacciata self promotion che troppi musicisti applicano.

Anche in questo caso, non è necessario avere milioni di like ma lo è disporre di una strategia content coerente che copra – ma non si limiti solo a questi – Facebook, Twitter, Pinterest, YouTube, blog e newsletter.

Anche Ariel Hyatt, specializzata in digital PR- che collabora con il Clive Davis Institute of Recorded Music alla New York University e, nel 2013, ha pubblicato Cyber PR for Musicians: Teacher’s Guide, diventata una lettura indispensabile in molti college nei corsi sul marketing e la promozione musicale – è convinta che le strategie di PR tradizionali non siano assolutamente sufficienti per la promozione degli artisti indipendenti.

Un pubblicitario otterrà una recensione, un’intervista o un media placement. Quello di cui hanno veramente bisogno i musicisti indipendenti invece è di creare risultati tangibili, fan-oriented, attirando il maggior numero possibile di persone a sottoscrivere e aprire una newsletter, firmare una mailing list, creare senso di appartenenza ad una tribù.

Anche la coerenza è un punto fondamentale: nella realizzazione di una strategia di digital PR sui social è necessario che non si segua la legge dell’una tantum ma essere costanti.

Snapchat, dai video all’editoria tech in Real Life

Snapchat, l’app che ha incantato la generazione dei millennial – e incuriosito il resto del mondo – con i suoi messaggi che si autodistruggono dopo massimo 24 ore, si lancia anche nel campo dell’editoria web con una rivista tech, ma non troppo, Real Life.

La data di lancio è stata fissata per il 27 giugno 2016 presso The Anthology Film Archives, attraverso una serata dedicata a Videodrome, film horror degli anni ‘80, a cui seguirà la vera e propria presentazione della rivista a cura dei redattori.

L’evento è pubblico e gratuito: il consiglio, se vi trovate in zona, è quello di non perdere l’occasione e farci un salto!

Real Life, dal 27 giugno 2016 Snapchat non sarà più la stessa?

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L’annuncio è stato dato direttamente da Snapchat: il 27 giugno aprirà Real Life, la nuova rivista on line a tema tech.

Jurgenson rimarca però che non sarà la solita rivista di recensioni di prodotti tecnologici e nuove uscite, ma le pubblicazioni saranno focalizzate su come la tecnologia ha contagiato e modificato le relazioni, la privacy, la moda, la bellezza e la politica, nonché la vita quotidiana.

Il piano di lancio prevede un articolo al giorno, in cui il testo occuperà la maggior parte dello spazio, almeno per il momento, a cui si potranno aggiungere video e snap solo successivamente.

Ovviamente per l’app del fantasmino Real Life rappresenterà anche nuove entrate pubblicitarie, grazie agli spazi advertising per gli sponsor interessati.

Snapchat sarà l’editore di Real Life, ma la redazione, composta da Rob Horning, Alexandra Molotkow, Sarah Nicol Prickett, Soraya King, sarà indipendente, per dimostrare che social network non significa solo pubblicità, ma anche informazione e notizie.

Tech, ma non troppo

Snapchat, dai video all’editoria tech in Real Life

Un concetto alla base di Real Life sarà quello del dualismo digitale: proprio come l’uomo è composto da carne e anima, così la vita digitale è composta non solo dalla tecnologia e dai social network, ma anche dalla dimensione concreta ed umana della realtà.

Il nome scelto da Snapchat per la sua rivista risulta in assonanza con il nome di un’altra rivista, decisamente differente, REALLIFE, un magazine dedicato all’arte e agli artisti, ma senza una visione troppo tecnica del mondo dell’arte, così che potesse appassionare anche lettori non artisti.

Con la sua Real Life Snapchat vuole proprio ripercorrere questi passi, pensando ad un prodotto editoriale adatto non solo al pubblico nerd o geek, ma anche ad un pubblico appassionato di tech che vuole capirne di più delle nuove tecnologie applicate alla vita quotidiana.

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Il primo esperimento con Discover

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Snapchat non è mai stata lontana dal mondo dell’editoria e dell’informazione, lo dimostra la funzionalità Discover presente sull’app: l’utente può iscriversi e consultare le notizie di ogni canale curate dalle grandi redazioni mondiali, dalla CNN a Cosmopolitan o a Vice, e rimanere così costantemente aggiornato su cosa accade nel mondo consultando le riviste a disposizione, i cui contenuti vengono aggiornati ogni 24 ore.

Con Discover sono gli editori a dare importanza alle loro storie, trasformando l’estensione da social media puro a canale di informazione.

L’ultimo aggiornamento rilasciato da Snapchat, infine, ha permesso di inglobare le dirette o i live stream nella sezione Discover al termine della sezione “aggiornamenti recenti”, consentendo così una maggiore interazione con il pubblico e un ampliamento del numero degli utenti interessati, il tutto accompagnato da una grafica aggiornata e più intuitiva.

Snapchat si rinnova, quindi, per trasformarsi da semplice social media a canale di informazione, per interessare anche un nuovo pubblico diverso dai millennial e dai marketing manager.

L’esperimento avrà successo? Aspettiamo di scoprirlo e intanto rimaniamo in attesa di leggere il primo pezzo di Real Life.