Il Festival di Sanremo visto dai social network

Il Festival di Sanremo non muore mai. Lo puoi criticare, attaccare, denigrare, ma lui, alla fine, vince. Arrivato alla 66esima edizione, il Festival della canzone Italiana, fa man bassa di pubblico tradizionale ma, soprattutto, diventa il centro delle interazioni social. Ecco qualche numero per tagliare le chiacchiere e venire al dunque (almeno su questo non lasciamo che sia il festival a dettare il trend).

Sanremo Elio e le storie Tese

I numeri

In cinque giorni si contano 2.114.417 tweet inviati da 357.737 utenti unici, ovvero un incremento del 10% di tweet e del 5% di utenti attivi rispetto alla scorsa edizione. Soltanto dalla serata finale sono arrivati 533.915 tweed.

Già dalla prima puntata, del resto, l’hashtag #sanremo2016 era comparso in 436.000 Tweet, con un più 16% rispetto al day one della scorsa edizione.

I più twittati sono i vincitori, gli Stadio, con 31.343 tweed, seguiti da Francesca Michielin con 29.701 tweet, e da Annalisa con 25.774 tweet.

I co-conduttori conquistano il web tra critiche e amore incondizionato: Gabriel Garko si aggiudica 20.879 tweet, principalmente ironici, mentre 20.595 tweet affezionati vanno a Virginia Raffaele.

Twitter, insomma, la fa da padrone nel raccontarci il Festival. Questo anche grazie a scelte strategiche come la #BlueRoom attiva durante tutti i giorni del festival con l’obiettivo di creare conversazioni anche fuori dalla diretta televisiva e persino la creazione di una TwitterEmoji dedicata. La scelta di andare in loco e seguire il live via social partendo, però, da una forte presenza fisica non si limita alla #BlueRoom. Ceres, ad esempio, sceglie il balcone come luogo da cui seguire il festival, con tanto di birra, hashtag ad hoc #Sanremoceres che diventa subito trending topic e Ceres kit per i maggiori influencers.

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Ma non è tutto Twitter ciò che è social: si canta il successo della pagina Facebook ufficiale del Festival (+50% commenti e +90% like soltanto nella prima serata), mentre la regina indiscussa di Periscope è Lidia Schillaci, live dalla città dei fiori con #LIDIASREMO16: un mix di racconti, che durante le giornate del Festival si dividevano fra pomeriggio con la streetshow dove l’artista si è esibita per le piazze di Sanremo, e la sera, dove gli anedotti venivano condivisi in live streaming con l’hashtag #TIRACCONTOSANREMO. 

Rimanendo sempre suFacebook, ma spostandosi in uno spazio di brand, da non perdere la campagna di Vueling, che si fa ispirare dai testi delle canzoni, eterni assenti del dibattito sanremese.

Una ventata di creatività che lascia perdere i toni ironici che rendono viziata l’aria su Twitter e si aggiudica più di 3000 like.

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I protagonisti

The Jackal

Forse i veri protagonisti del 66esimo Festival si Sanremo, però, non sono né i cantanti, né presentatori e valletti e neppure gli ospiti. Dall’esterno, attraverso i social, si fanno strada loro i The Jackal che ogni sera riescono a invadere un pezzetto di palco, facendo dire una frase a testimonial a sorpresa. Se ti sei perso qualcosa, ci hanno pensato loro a condensare queste grandi emozioni in un video.

Gli effetti di thejackal su sanremo! La verità è che stasera ci mancate molto 🙁

Pubblicato da the JackaL su Domenica 14 febbraio 2016

Gabriel Garko e Virginia Raffaele

Al di là dei numeri, Virginia Raffaele si conferma come conduttrice più amata, particolarmente dopo la sua performance come Donatella Versace, che arriva a 15.584 tweet.

Gabriel Garko, invece, si trova al centro dello streming social, suo malgrado. Ecco qualche esempio delle numerose interazioni che ha ispirato.

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Ezio Bosso

Ezio Bosso, pianista e compositore, malato di  SLA, ha commosso la platea dell’Ariston con la sua performance e si è affermato sul web dove l’hashtag #EzioBosso è diventato il secondo più twittato della serata e resta al primo posto come trending topic di Twitter Italia per otto ore in seguito all’esibizione.
Un aiuto lo ha dato, certamente, il botta e risposta con i ragazzacci di Spinoza, che lo hanno consacrato decisamente a idolo dei social network.

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Beppe Vessicchio

Il picco di tweet (3.212) della prima serata è stato raggiunto alle 21.44, momento in cui l’attesissimo Beppe Vessicchio è finalmente uscito sul palco dell’Ariston. Per lui un hashtag dedicato #uscitevessicchio e applausi che manco Belen.

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Sanremo Family

La grande attesa per una presa di posizione netta sul tema delle famiglie è rimasta perlopiù delusa, nonostante qualche timido accenno. Le grandi icone del mondo omosessuale sono le prime a evitare il confronto: sorvola sull’argomento, mentre Renato Zero si inerpica in un discorso delirante, che coinvolge persino gli alieni e si becca 30.674 tweet tra supporto e polemica.

Noemi  compare con il microfono arcobaleno, portando su Twitter #sanremoarcobaleno, ma è poi Eros Ramazzotti a diventare inaspettatamente l’eroe del diritto alla famiglia, cavandola con la semplice frase “la famiglia è fondamentale qualsiasi essa sia”.

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Insomma, il Festival di Sanremo è stato un successo anche sui social network, aprendosi a nuovi pubblici grazie dalle meccaniche crossmediali garantite dalle conversazioni generate in Rete:  e in una TV che diventa sempre di più legata al mondo digital, questo è sicuramente un ottimo risultato!

Epic win e fail social della settimana: speciale San Valentino

Altra settimana, altra corsa, con la raccolta dei social epic win e fail dedicata a San Valentino. Come ogni anno i brand si sono cimentati nella condivisione di contenuti dedicati a questa giornata speciale: qualcuno è stato bravo, qualcun altro no!

La prima nota di merito, prima che a brand e contenuti, la diamo direttamente a Facebook, che su Messenger ha offerto la simpatica possibilità di impacchettare i messaggi d’amore. Un bel modo per mandare un messaggio speciale.

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Passando ai contenuti, cominciamo con un brand che si sta rivelando stella nascente del mondo social: parliamo delle onoranze funebri Taffo, che non perdono occasione per condividere post dedicati a tutte le occasioni speciali. Anche per la festa degli innamorati non si sono fatti aspettare, andando oltre il concetto di buono o cattivo gusto. Qua siamo in presenza di pura genialità: per noi WIN.

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Passiamo a Coca Cola, che quest’anno ha sfruttato il potere dell’interazione diretta con gli utenti in una campagna specifica per Twitter. Infatti il brand si è trasformato in cupido, le cui frecce contenevano messaggi d’amore.

Bastava menzionare il brand, la persona amata e usare l’hashtag #TasteTheFeeling perché Coca Cola scoccasse un tweet contenente una dichiarazione d’amore al destinatario della dedica. Per noi è WIN.

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Il primo FAIL lo diamo a Carrefour. Il San Valentino del colosso della grande distribuzione è stato all’insegna delle faide del mondo dello spettacolo e dell’attualità. Valentino VS Marc? Fedez VS Morgan? Sarri VS Mancini? Secondo noi non hanno voglia di fare pace con cola e pizza offerti da loro. Per non parlare di quelle che, faide, non sono: Zoo di 105 VS Radio Deejay?!?

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Per un nuovo FAIL ci tocca andare oltreoceano con un post pubblicato direttamente da Glock, sì il produttore di pistole. Secondo il brand nulla dice ti amo come una scatola di cioccolatini ripiena di pistola automatica e proiettili. Ne siamo proprio sicuri?

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E con questa chiudiamo anche la San Valentino edition dei migliori/peggiori post nel mondo social. Secondo voi ce n’è scappato qualcuno? Fatecelo sapere sulla nostra fanpage di Facebook!

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Perché Tinder non è soltanto un’app per appuntamenti

Sempre più single (e non solo) scoprono con grande curiosità il mondo delle dating app: dalla romantica Meetic alla più conosciuta Badoo, fino alla chiacchierata Tinder.

Quest’ultima è sicuramente l’app che sta riscuotendo maggiore successo: secondo l’Huffington Post gli utenti trascorrono circa un’ora e mezza su questa app, molto più del tempo totale  trascorso su Facebook, che è di 40 minuti.

Questo è sicuramente un dato che non passa inosservato per chi lavora nel mondo del marketing, ma le ragioni per cui Tinder è un’app estremamente interessante sono molte e dipendono tutte principalmente dal fatto che è il risultato di un ottimo lavoro di design e strategia.

LEGGI ANCHE: Perché i brand dovrebbero fare pubblicità su Tinder

Dunque lascia perdere i consueti pregiudizi sulle dating app e scopri con noi perché Tinder è più di un app da rimorchio!

Tutti su Tinder!

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Login facile e un’efficiente geolocalizzazione: ogni giorno su Tinder avvengono 26 milioni di matches. Per iniziare ad usare Tinder sono sufficienti 30 secondi appena: nessun questionario iniziale, ti occorre solo un profilo Facebook, qualche dato come sesso e orientamento sessuale, qualche foto e una breve descrizione. In pochi tap, inizi l’avventura: vedi subito le schede dei profili che potrebbero essere per te interessanti e inizi a sfogliarle.

Le occasioni offerte da questa app sono l’equivalente di trovarsi contemporaneamente in un bar, in una discoteca e in palestra: in un solo colpo conosci tante persone e non devi dilungarti necessariamente in lunghe conversazioni. Puoi trovare su Tinder gente che non hai mai visto in vita tua, ma puoi anche trovare il tuo vicino di casa che non hai mai avuto il coraggio di fermare.

Addio ai pretendenti fastidiosi

tinder-san-valentinoÈ bello ricevere apprezzamenti, ma se la persona che ce li rivolge non ci è gradita può diventare una spiacevole situazione di imbarazzo.

Con Tinder il primo apprezzamento è un semplice Like: per darlo, è sufficiente fare swipe verso destra, nient’altro. Se invece il profilo di un utente non ci convince, basta fare swipe verso sinistra: il sistema difficilmente ci riproporrà nuovamente il profilo rifiutato. Il like è anonimo, per la gioia dei più timidi.

Se il profilo, a cui avete dato un like, a sua volta ha messo un like al vostro, Tinder vi mostrerà la possibilità di chattare: sapete dunque fin dall’inizio che state conversando con qualcuno che vi piace e a cui siete piaciuti.

Conquistami o… swipe!

Ci sono molte ragioni che rendono possibile una “scintilla” e altrettante che possono trasformare un primo approccio in una noia mortale o peggio in un incubo: un pretendente che non indovina un condizionale, non avere la stessa passione per i tatuaggi, progettare o meno una famiglia, e molto altro ancora.

Tinder ti offre l’occasione per scoprire subito se una persona è interessante senza la necessità di incontrarla di persona: se durante la chat ti accorgi che dall’altro lato non c’è lo stesso interesse o se ci sono troppe differenze di opinione, puoi eliminare quel pretendente semplicemente facendo UNMATCH; a quel punto puoi proseguire tranquillamente nella ricerca.

Privacy, se vuoi

A differenza degli appuntamenti dal vivo, con Tinder puoi mantenere la distanza per tutto il tempo che vuoi. Non occorre dare il tuo numero di telefono, non devi dare la tua email o il tuo contatto su Skype: se vuoi puoi crearti un account Facebook ad hoc inserendo un nome falso e con il minimo dei dati rilevanti ( sesso, orientamento sessuale, età), perché comunque Tinder utilizzando la geolocalizzazione ti mostrerà ugualmente i profili più vicini a te.

E se vuoi ancora più riservatezza, puoi scegliere un range chilometrico completamente diverso dal tuo ed evitare di conoscere persone che abitano vicino a te. L’algoritmo di geolocalizzazione di Tinder è però anche flessibile: a volte ti mostrerà schede di profili più lontani alla zona da te scelta, offrendoti una user experience più interessante.

Tinder è come un gioco

Fare swipe verso destra per  riuscire a beccare un match è estremamente coinvolgente, quasi come un gioco o un passatempo. E per coloro che hanno un’alta stima di se stessi diventa una sfida riuscire a collezionare più match possibili.

C’è una forte componente psicologica per cui Tinder è un’app che oltre ad esser facile da usare, crea anche dipendenza per molti utenti.

Il 15 febbraio è San Faustino, la festa dei signle: potrebbe essere una buona occasione per provare Tinder, che ne pensi?

5 plugin WordPress per i social media da non perdere

Quest’articolo è una libera traduzione del post originale 6 Social Media WordPress Plugins for Bloggers

Quello fra WordPress e i plugin è amore vero: costruire mattone su mattone un blog, grazie ai plugin, è anche per i neofiti, con poche conoscenze del codice html. Fra i plugin più utili, troviamo quelli dedicati ai social: non dimentichiamo che un blog o un sito senza pulsanti social è monco, incompleto, contrario all’essenza stessa del web 2.0

All’interno dell’articolo 6 Social Media WordPress Plugins for BloggersSocial Media Examiner ha selezionato sei ottimi plugin per i social media: io ne ho scelti cinque per te, quelli più interessanti. Pronto a seguirmi?

1 – Monarch

Monarch è un plugin di social sharing di ElegantThemes. È un plugin di qualità elevata e personalizzabile, che permette di scegliere di posizionare la barra di condivisione social in cinque aree diverse:

      • Sidebar: la barra, posta nella sidebar, segue lo scroll dell’utente
      • Inline: sopra o sotto l’articolo
      • Fly-in: la barra si posiziona a seconda del comportamento dell’utente
      • Pop-up: anche in questo caso, la barra “segue” il comportamento dell’utente e assume la forma di un pop-up
      • Media: questa opzione permette di aggiungere un barra di condivisione nelle immagini dove l’utente si sofferma e indugia

Monarch è un plugin a pagamento: il costo è di sessantanove dollari (poco più di sessantuno euro al cambio attuale), ma l’alta qualità e le tante possibilità offerte giustificano il prezzo.

2 – Floating Social Bar

Floating Social Bar è un plugin di condivisione gratuito e semplice da usare, ideale per i principianti. Non solo consente di scegliere quali social mettere nella barra fra Facebook, Twitter, Pinterest, Linkedin e Google+, ma anche in quali sezioni del sito vogliamo che appaia. Inoltre, la barra, da fluttuante, si può rendere statica. Parlo di un plugin di buona fattura, immediato e leggero.

3 – Jetpack Social Sharing Tool

Jetpack è uno fra i plugin più amati per le sue innumerevoli funzionalità, per esempio mettere in sicurezza il sito, programmare i post e ottimizzare le immagini. Le funzionalità per i social, poi, sono davvero sfiziose: Jetleg può condividere i blog post in automatico sui social con tanto di messaggio personalizzabile. Un risparmio di tempo e fatica e un bel modo di “sincronizzare” pubblicazione sul blog e condivisione sui social (Facebook, Twitter, Linkedin, Tumblr, Path e G+).

Se non hai ancora Jetpack sul tuo blog, è arrivato il momento di installarlo.

LEGGI ANCHE: WordPress: a chi chiedere aiuto quando hai bisogno di assistenza? 

4 – Instagram Feed

Questo plugin consente di condividere automaticamente le immagini del tuo profilo Instagram con i lettori del tuo blog, un modo intelligente per trasformarli in tuoi followers.

Instagram Feed ti permette anche di visualizzare le immagini di più account, scegliere le dimensioni delle immagini e caricare più foto dal tuo account grazie a un’opzione apposita. Un plugin da non perdere se avete un account Instagram attivo e pieno di belle immagini.

5 – Pin It Button

Pin It Button dà la possibilità di condividere su Pinterest i contenuti del tuo blog con un clic. È disponibile in due versione: la versione lite consente al pinner di scegliere un’immagine di default, nascondere il tasto Pin it in alcuni post oppure aggiungerlo sotto ogni immagine.
Pinterest ha ottime potenzialità per il business, ma non solo: se nel tuo blog le immagini giocano un ruolo di primo piano, Pin in è il plugin che fa per te.

Eccoci arrivati alla fine di questa breve carrellata di social media plugin per WordPress: tu li usi già? Oppure stai pensando di installarli?

E a proposito di WordPress, sicuro di sapere tutto su come fare blogging e creare piani editoriali efficaci sul CMS più famoso al mondo? Se la tua risposta è no, incontriamoci online mercoledì 17 Febbraio dalle 13 alle 14, con il ninja Alberto Maestri e Paolo Sordi: l’iscrizione alla Free Masterclass è gratuita, seguendo questo link!

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San Valentino 2016: le migliori campagne adv

San Valentino è da sempre un’occasione d’oro per i brand: da quelli più vicini al fenomeno, ma anche per tutti quei brand che hanno ben poco a che fare con questa ricorrenza.

Non si tratta solo di celebrare la festa, di investire aspettando un rientro economico adeguato; ma piuttosto di creare esperienze emozionanti intorno al brand creando una percezione diversa del brand stesso.

Da Netflix ad Alitalia, passando per IKEA e Vodafone, tutti i brand hanno voluto partecipare ai festeggiamenti per San Valentino 2016.

Come, dunque, non celebrare l’amore? Divertenti, ironici, accattivanti, nessuno ha perso l’occasione di comunicare in maniera creativa l’amore e le sue mille sfaccettature.

Netflix

Non esiste dichiarazione d’amore più sincera: non puoi non amare chi guarda insieme a te la stessa serie tv! Grande e, tremendamente romantico, Netflix!

https://www.youtube.com/watch?v=pWCOwJD0r9w

CREDITS

Client: Netflix

CD: Naz Arandi

Writer: Katie Anne Naylon

Producer: Jeanne Balachard

Production Company: Stink

IKEA

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Come non pensare ad un letto nuovo per San Valentino? Ancora più incisiva la posizione consigliata per il Kamasutra: anche i mobili, come l’amore, hanno bisogno di fantasia.

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CREDITS

Client: Ikea

Agency: BBH Singapore

Business Director: Tim Cullinane

Account Manager: Manavi Sharma

Project Director: Lesley Chelvan

Producer: Kim Lim

Alitalia

Con Alitalia a San Valentino puoi vincere il giro del mondo con la tua dolce metà. Se hai acquistato, infatti, due o più biglietti dall’8 al 14 febbraio 2016 parteciperai all’estrazione del giro del mondo per due persone!
San Valentino 2016: le 5 migliori campagne adv
LEGGI ANCHE: San Valentino: la guida di Google per il tuo mobile marketing

E come se non bastasse anche il 20% di sconto sul prossimo acquisto! Insomma Cupido ha lanciato proprio tante frecce ai creativi ed a responsabili marketing del brand.

Vodafone

Anche Vodafone mostra il suo lato più romantico regalando, in occasione della festa degli innamorati, un giorno di internet a tutti i suoi clienti. Dalla mezzanotte di sabato 13 febbraio e per le successive 24 ore si potrà navigare senza consumare i Giga del piano tariffario e utilizzando tutta la potenza della Rete 4G Vodafone.

La promozione si inserisce all’interno del programma We care, che intende consolidare e valorizzare il rapporto di fiducia con i clienti, attraverso una serie di azioni concrete negli ambiti della connettività, della trasparenza, del riconoscimento della fedeltà, e della accessibilità del servizio.

Quale campagna vi ha colpito di più? Se non le abbiamo citate, diteci le vostre.

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San Valentino 2016: negli spot vincono ironia e storie vere

Eccola tornare, come ogni anno, la festa più amata e al tempo stesso più odiata: San Valentino é per molti un’occasione per abbandonarsi a sdolcinatezze e attestazioni pubbliche d’amore, mentre tanti altri non vedono l’ora di non essere più circondati da cuori e orsetti. Fino a poco tempo fa, la comunicazione commerciale dei grandi brand strizzava l’occhio per lo più al primo tipo di persona, ma quest’anno molti dei video pubblicati hanno uno stampo decisamente differente.

Si passa dall’ironia pura ai video con un’ambizione sociale, passando per qualche parodia. Molti brand per i quali San Valentino non rappresenta neppure un’occasione di vendita correlata al proprio business, si sono messi in gioco per comunicare con il loro pubblico, eclissando di fatto quei video spiccatamente commerciali a cui eravamo abituati.

Ecco allora una piccola raccolta di video per questo San Valentino 2016.

LEGGI ANCHE: Coca-Cola #TasteTheFeeling: la campagna di San Valentino è su Twitter

Umbro

Maschietti, arrendetevi, San Valentino ha invaso anche il mondo del calcio. Umbro ha chiesto a Pepe di dedicare una serenata alla sua dolce metà. Ma magari, in fondo al video, è nascosta una piccola sorpresa che vi farà tirare il fiato 😉

Doritos

Alzi la mano chi tra voi non vorrebbe una fidanzata che ai mazzi di fiori preferisce quelli di patatine e nachos!

http://youtu.be/51yQ51mg4uA

Pandora

Il brand va dritto al punto: ok l’amore, ok le tenerezze, ma lo sappiamo che San Valentino è fatto appositamente per farvi fare regali e recuperare un po’ di punti con il vostro partner.

http://youtu.be/IshBK9Oiiyw

Netflix

Per amore si fa tutto, anche una maratona di “Orange is the New Black” per fare colpo sulla ragazza che amiamo segretamente da mesi.

http://youtu.be/pWCOwJD0r9w

Kmart

Sarà forse che San Valentino, commercialmente parlando, sta perdendo un po’ di appeal? Kmart sembra aver prodotto uno spot che, fuori di metafora, vuoel ricordare ai suoi consumatori che festeggiare San Valentino è super cool e super rock!

http://youtu.be/TDLYKNaVsWQ

Teleflora

E poi c’è Teleflora, che senza ricorrere a cliché, senza abusare di cuoricini rossi, senza nemmeno nominare San Valentino, ha creato questo spot dedicato a tutti i tipi di amore. Difficile che non piaccia a quasi tutti.

Honey Maid

Un po’ la stessa cosa ha fatto Honey Maid, che negli ultimi anni ha fatto dell’amore, in tutte le sue forme, il suo tema prediletto.

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La stanza di Van Gogh esiste davvero, ed è su Airbnb

Airbnb ha raggiunto un numero di utenti davvero importante, un fenomeno in crescita e trend di consumo, tanto da essere diventato uno strumento promozionale per The Art Institute of Chicago, che per promuovere una nuova mostra dal titolo “Van Gogh’s Bedrooms”, ha ricreato il celebre dipinto “La camera di Vincent ad Arles” e l’ha resa affittabile sul portale.

La stanza, che si trova a Chicago, include tutti i dettagli del quadro originale. Sembra che tutte le date siano già state prenotate, ma per i prossimi mesi è stata promessa una nuova disponibilità.

Qui trovate l’annuncio di Airbnb.

"La camera di Vincent ad Arles" esiste davvero, ed è su Airbnb

airbnb

airbnb

“Van Gogh’s Bedrooms” ospita 36 opere dell’artista e sarà aperta fino al 10 maggio 2016.

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L’arte di Salvador Dalí in realtà virtuale

I fortunati visitatori di “Dreams of Dalí“, progetto del museo dedicato all’iconico artista spagnolo con sede a St. Petersburg, in Florida, potranno vivere per un giorno dentro ad un quadro di Dalí.

In occasione dell’inaugurazione della mostra “Disney and Dalí: Architects of the Imagination“, il museo ha collaborato con l’agenzia Goodby Silverstein & Partners per creare un modo tutto nuovo di immergersi nell’arte.

Grazie alla realtà virtuale, infatti, le persone potranno fare esperienza di una riproduzione a 360° di uno dei primi quadri dell’artista, salendo le torri ed esplorando il paesaggio dipinti dal genio spagnolo. Di tanto in tanto, i visitatori si imbattono anche in personaggi ed elementi celebri di altre opere di Dalí.

Salvador Dalí

Salvador Dalí

Salvador Dalí

Per tutti coloro che non avranno la fortuna di poter fare visita a Dreams of Dalí, viene in soccorso questo video a 360°, fruibile con Google Cardboard da smartphone Android, o su un iPhone tramite la app YouTube. Da web, potete godervi la magia della realtà virtuale su Chrome.

Quant’è importante lo storytelling all’interno della tua content strategy?

Francesco Gavatorta, editor di Ninja Marketing è fra i docenti del Corso in Content Marketing: Strategy, Storytelling, Web Copywriting durante il quale ci spiegherà come applicare i fondamenti dello storytelling per guidare la propria attività di Content Management.

Francesco Gavatorta

In attesa che il corso abbia inizio, gli abbiamo chiesto di rispondere alle nostre domande.

Storytelling: un argomento complesso e dinamico. Quando e per chi è necessario applicare le tecniche di narrazione d’impresa?

Certamente lo Storytelling è una metodologia che favorisce la costruzione di una relazione fra brand e azienda, se non altro perché aumenta le possibilità che si generi empatia. “Quando” e “per chi”: ormai si tende a dire che bisogna usarlo sempre, e per tutti, e io su questo non sono molto d’accordo. L’abusare di riferimenti a quella che è una metodologia complessa e certamente da conoscere a fondo ha portato a una banalizzazione che non rende giustizia allo Storytelling.

Come per un alimento molto goloso ma che rischia di far male, è necessario dosarne l’impiego nelle occasioni più propizie, con i pubblici adatti a fruire di contenuti pensati secondo quelle regole: anche perché, laddove non c’è terreno fertile, non c’è storia che tenga!

what's your story?

Perché applicare lo storytelling può essere utile anche per la comunicazione interna?

Proprio perché favorisce la costruzione di una relazione più empatica: un dipendente non è sempre ben disposto nei confronti delle comunicazioni aziendali, o dei programmi formativi, o simili. Lo Storytelling può esser utile per attrarre la sua attenzione e coinvolgerlo con più efficacia.

Qual è il valore aggiunto dell’applicare lo storytelling?

Di diversificarsi, direi. Se si costruisce una strategia di content marketing ben organizzata, si ha l’opportunità di distinguersi…che in un ecosistema comunicativo saturo come il nostro, è un vantaggio non da poco.

Perché lo schema narrativo di Propp è da considerarsi ancora attuale?

Perché le storie sono sempre storie, e Propp ha avuto la capacità di isolare quelle che sono le funzioni narrative che ancora oggi ritroviamo nelle storie più di successo. Il compianto Alan Rickman, in Harry Potter, recitava la parte di un “aiutante dell’eroe“, avrebbe detto lo studioso russo. Credo che in generale studiare la semiotica sarebbe utile a tutti, e non solo a chi si occupa di Storytelling.Storytelling: l'importanza di una nuova era

Ci racconti un esempio di storytelling sapientemente applicato nell’ultimo anno? E un caso in cui l’utilizzo delle tecniche di storytelling ha danneggiato l’immagine di un brand?

Parto dal caso che ha danneggiato il brand: cito sempre quello di Enel #guerrieri perché fu macroscopico lo sforzo dell’azienda e la scarsa risposta del pubblico.

Leggi anche: Enel e il caso #guerrieri: le storie sono armi a doppio taglio?

Esempio molto ben riuscito invece citerei un branded content che è uscito lo scorso anno, realizzato da Louis XIII Cognac: realizzare un film che uscirà fra 100 anni e diffonderne solo 3 trailer direi che è una storia nella storia.

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San Valentino: la guida di Google per il tuo mobile marketing

Mentre ci avviciniamo a uno dei giorni più amati e odiati dell’anno, i brand mettono in atto le loro strategie di marketing per conquistare i piccioncini e i single. Google da alcuni anni a questa parte realizza una divertente infografica sul tema di San Valentino e sulle curiosità che emergono dall’analisi del motore di ricerca nei giorni precedenti a San Valentino.

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L’infografica che ti riportiamo qui di seguito è quella relativa alla popolazione inglese perché al momento non è disponibile una sui dati italiani: i risultati che emergono però sono comunque interessanti ed esemplari.

Il primo dato interessante, mostra che vi è il 60% di aumento su base annuale di ricerche da mobile sul tema San Valentino. I temi più ricercati riguardano:

  • come fare una cartolina di San Valentino;
  • cosa regalare al proprio ragazzo;
  • cosa fare a San Valentino se si è single;
  • cosa fare per San Valentino;
  • come scrivere una cartolina per San Valentino.

Anche se si tratta di dati inglesi, non siamo molto lontani anche dalla nostra realtà italiana, non è vero?

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Anche il secondo dato credo che ti sarà familiare: le donne pensano molto prima al regalo, già intorno la prima settimana di gennaio. Gli uomini non prima dell’inizio di febbraio.

Google ti ricorda che il momento ideale per agganciare i potenziali clienti è quando fanno shopping per qualcuno di speciale.

LEGGI ANCHE: Dall’eCommerce al negozio: come il mobile cambia lo shopping

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Tra le ricerche di San Valentino ci sono anche quelle relative alla “fuga di coppia”: per Google è una ghiotta occasione per i brand che si occupano di turismo e viaggi!

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Ed infine, l’altro dato rilevante riguarda le proposte di matrimonio: da Natale a San Valentino Google registra un numero maggiori di ricerche relative all’argomento, specialmente su Youtube dove si cercano le idee per rendere indimenticabile il momento della fatidica domanda “Vuoi sposarmi?”.

 

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Avresti mai pensato a Youtube per la tua strategia di San Valentino dedicata ai futuri sposi?

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Se vuoi vedere l’infografica completa la trovi su Think With Google Uk. Hai ancora due giorni per sfruttare il momento: cosa aspetti?