Coca-Cola #TasteTheFeeling: la campagna di San Valentino è su Twitter

È trascorsa solo qualche settimana dall’annuncio della “rivoluzione” nel marketing in casa Coca-Cola, ma la compagnia ha già aggiunto un nuovo ed esclusivo tassello social all’adattamento per l’Italia della campagna #TasteTheFeeling.

Per festeggiare San Valentino in maniera unica ed iconica, dall’11 al 14 febbraio Coca-Cola utilizzerà un nuovo servizio di Twitter denominato “Autoreply“. Si tratta di una piattaforma virale di auguri, già inaugurata in Italia dal brand in occasione di Natale e Capodanno 2015.

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Come funziona

Da oggi al 14 febbraio Coca-Cola – attraverso l’account Twitter @CocaColaITA – inviterà tutti i suoi follower ad inviare un augurio di San Valentino personalizzato attraverso questo nuovo meccanismo.

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L’utente dovrà semplicemente pubblicare un tweet in cui sia menzionato l’account @CocaColaITA, inserire l’hashtag #TasteTheFeeling e il profilo utente della persona a cui inviare gli auguri (@). Il destinatario riceverà quindi una notifica su Twitter e potrà vedere la dedica che il suo innamorato gli ha inviato con @CocaColaITA.

Ecco alcune delle dediche visual scelte per questa “love campaign“:

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Il nuovo volto della campagna #TasteTheFeeling conferma il desiderio di Coca-Cola Italia di prender parte alle conversazioni sui social per celebrare momenti autentici e reali della sua community: san valentino, le feste di natale, il carnevale o qualsiasi momento importante della vita.

Festeggiare il San Valentino è inoltre una tradizione per il brand, come dimostrano le numerose campagne dedicate a Cupido degli ultimi 80 anni. Vi proponiamo la “Happiness Machine for Couples” del 2012, eccezionale campagna firmata dall’agenzia C-Section.

https://www.youtube.com/watch?v=qb1xZtfiRT4

Gioielli e design, un mix fra stile vintage e futuristico

Un diamante è per sempre, ma anche no. Accanto a certezze quasi incrollabili, cioè che l’oro e i diamanti non passeranno mai di moda, per i gioielli esistono anche tendenze nascenti nelle quali si nasconde il futuro

La sfida più grande per chi produce gioielli è saperli proporre a un mercato globale e multiculturale, a Paesi con diversi gusti e tradizioni ma anche sempre più interconnessi

Parole di Paola De Luca, fondatrice e direttore creativo di Trendvision, osservatorio indipendente di forecasting mondiale sui gioielli creato da Fiera di Vicenza: ogni anno l’osservatorio pubblica un “Trendbook” che anticipa di 15-18 mesi le tendenze del settore, sia dal punto di vista dei produttori sia da quello dei consumatori. Scopriamoli insieme.

Trendbook 2017+ è un manifesto della strategia aziendale nell’ambito del settore orafo e del lusso in generale. Profila le tendenze per le prossime stagioni, corrispondenti ai quattro principali profili di consumatori.
Partiamo dal “Sophisticore”: rappresenta il consumatore The New Thinker, minimalista, che ama quella semplicità che dopo uno sguardo più attento, risulta essere molto sofisticata.
C’è poi l’“I-History”: identifica il profilo del consumatore The Digger, un consumatore che guarda al passato per ricostruire la propria identità, che ha voglia di conoscere per evolversi.
A seguire il “GeoLuxury”: è il consumatore denominato The Geonaut, che ama ricercare i suoi gioielli un po’ ovunque, dai mercatini di strada a internet, ma devono essere gioielli che raccontano una storia.
E non può mancare il “Digital Hypnosis”: identifica il consumatore The Illusionist, che si basa su una forte attenzione al mondo della tecnologia. È “intelligente”, alla ricerca di gioielli tecnologici che esprimano la propria personalità, dallo stile ultramoderno e futuristico.

In base alle tendenze del settore, c’è una continua evoluzione del design dei prodotti: tra approcci essenziali, materiali particolari e aspettative diverse, abbiamo ricercato alcune linee che rispondono a stili differenti. Diamo subito un’occhiata!

Gioielli che i Millennials apprezzeranno

Ci ispiriamo a questa raccolta davvero di tendenza riportata da Mashable per suggerire, in particolar modo alle generazioni più giovani e “giovanili!, alcune firme che si distinguono per originalità. A prescindere dal gusto personale, il talento e la creatività sono oggettivi!

Vanessa Arizaga ha un stile vivace e un fascino stravagante; i gioielli sono ispirati dai colori delle spiagge di Puerto Rico e dalla cultura gioiosa dell’isola.

Established Jewelrysocietà con sede in California, propone una gioielleria davvero particolare, riproducendo forme diverse e variando dalle borchie alle foglie di cannabis, passando per cuori fino a collane con una forma a lama di rasoio.

Cornelia Webb combina l’essenzialità scandinava con un’estetica femminile e seducente; i suoi capi e gioielli scultorei includono collane, bracciali, anelli e orecchini che simboleggiano innovazione e seduzione con un alto livello di creatività e personalità.

Alison Lou, ispirato alla “semplicità ingannevole della comunicazione moderna”, ripensa emoji popolari e trasforma oggetti banali in tesori stravaganti.

Cat Bird, la società di Brooklyn molto amata dagli abitanti di New York; è famosa per la miscelazione di forme vintage con tocchi contemporanei.

Sempre connessi ma con stile

Altruis è un sogno che si avvera“. Passiamo ad uno stile più tech: per una donna multitasking, Vinaya ha creato dei gioielli stilosi e super tecnologici. Preziosi, molto raffinati e smart: il bracciale vibra ogni volta che si riceve una chiamata, un sms, un avviso di calendario o un’e-mail. Aiuta a bilanciare la vita digitale e quella reale, in ogni occasione.

Stay Chic, Stay Connected, Stay Well

Concludiamo con una collezione di bracciali dedicata alle donne attive e attente alla sicurezza personale.
Eleganti e alla moda, i bracciali della collezione Socialité, realizzata da WiseWear sono stati presentati in occasione del Consumer Show di Las Vegas. Il loro segreto? Si fanno notare per la bellezza e non per la loro vera funzione, proteggere la donna che li indossa.

Mentre la tecnologia si misura con la capacità di inventare qualcosa di nuovo, la moda si misura con la capacità di introdurre un design che può rimanere per sempre classico.

Una carrellata di accessori e gioielli estremamente di tendenza: perché non ne approfitti per scegliere il tuo regalo di San Valentino? E sei single, tranquilla, ogni scusa è buona per concedersi uno sfizio. Lo sappiamo, si può resistere a tutto tranne che alle tentazioni 😉

YouTube e le metriche: ecco come e perché leggere i report

Se stai utilizzando YouTube per condividere video come parte della social media strategy che hai adottato, è necessario che tu conosca il comportamento del pubblico per poter aumentare visualizzazioni ed engagement. Qui entra in gioco YouTube Analytics. Questo strumento può davvero offrirti dati accurati e precisi, facendoti conoscere gusti e abitudini del pubblico che già ti segue e quello che potenzialmente potrebbe apprezzarti.

YouTube e le metriche: ecco come e perché leggere i report

YouTube Analytics: report generale

Vai su youtube.com/analytics, o accedi al tuo account e segui questi passaggi:
1. Clicca sul tuo account e poi su “Creator Studio”;
2. Sul lato sinistro della schermata, seleziona Analytics.
Noterai che YouTube Analytics è suddiviso in alcune categorie differenti: panoramica, real time, tempo di visualizzazione, fidelizzazione, dati demografici, luoghi di visualizzazione, sorgenti di traffico, dispositivi.

Panoramica

La panoramica è una sintesi, ma puntuale, delle performance del tuo contenuto negli ultimi 28 giorni. Questa è una delle sezioni più importanti per le imprese (locali in particolare), poiché fornisce dati demografici del pubblico, e uno sguardo sulle metriche come il tempo di visualizzazione medio, i guadagni e i dati relativi al coinvolgimento del pubblico (mi piace e non mi piace, commenti, favoriti).

YouTube e le metriche: ecco come e perché leggere i report

Il real time report

Qui YouTube mostra i dati per gli ultimi cinque video, in modo da poter monitorare le prestazioni dei contenuti pubblicati di recente (le metriche si aggiornano ogni 10 secondi). Sulla base di questi dati, potreste decidere di cambiare la strategia di promozione. Se noti performance sottotono (rispetto al solito), forse stai sbagliando qualcosa con la strategia di comunicazione sugli altri social, o semplicemente il tuo pubblico in quelle ore non c’è.

YouTube e le metriche: ecco come e perché leggere i report
Il real time report ti mostrerà due grafici: ora per ora e minuto per minuto. Il primo è disponibile per una timeline scorrevole di due giorni, mentre il secondo di un’ora. Entrambi i grafici si riferiscono al fuso orario locale dello spettatore.

Il Rapporto sui guadagni

Se sei un “partner” di YouTube con un account AdSense associato, avrai accesso a un report aggiuntivo sui guadagni dei tuoi video.
Subito dopo puoi visualizzare il report sul rendimento degli annunci, che fornisce dati sul reddito lordo, sulle riproduzioni monetizzate stimate, CPM per gli annunci pubblicati sui siti web. Le aziende possono utilizzare questo rapporto per confrontare i diversi annunci e capire quale stia “funzionando” meglio.

I rapporti sul tempo di visualizzazione

Il tuo obiettivo è creare video che riescano ad incollare le persone allo schermo. In questa sezione troverete informazioni sulla fidelizzazione del pubblico, sul tempo medio di visualizzazione del contenuto, il traffico e i dispositivi utilizzati per fruire dei video.

Il rapporto “Watch Time” raccoglie i dati da YouTube.com e dalle app mobili per offrire risultati accurati: percentuale media di secondi visualizzati, la durata di ogni singola riproduzione, minuti di video guardati, utenti unici che hanno visualizzato, percentuale di utenti che si sono registrati al canale mentre visualizzavano il contenuto, e molto altro.

YouTube e le metriche: ecco come e perché leggere i report

La fidelizzazione

Il rapporto sulla fidelizzazione del pubblico offre una misura complessiva di come il video mantiene alta l’attenzione del pubblico. È possibile utilizzarlo per scoprire, ad esempio, quali parti del video risultano più popolari. YouTube raccomanda di prestare particolare attenzione ai primi 15 secondi di ogni video, poiché in quei momenti c’è una possibilità più alta di perdere gli spettatori. Inoltre si può utilizzare questo report per confrontare il vostro video con altri contenuti di durata simile su YouTube.

Il rapporto sulla sorgente del traffico

Un altro report chiave da tenere d’occhio è quello sulla sorgente del traffico, che può essere: ricerca su YouTube, video suggeriti, caratteristiche, sfoglia, playlist, canali YouTube, pubblicità YouTube, fonti esterne, fonti dirette o sconosciute.

Il report sui dispositivi

Ultimo ma non meno importante, il report riguardante le periferiche utilizzate per raggiungere il contenuto. Oggi più del 50% del traffico di YouTube proviene da dispositivi mobili. Il report è molto accurato, e le fonti riconosciute sono: computer, cellulare, tablet, console di gioco, smart TV.

YouTube e le metriche: ecco come e perché leggere i report

Non dimenticarti inoltre di tenere d’occhio l’andamento della community che hai faticosamente creato su YouTube: mi piace, non mi piace e commenti sono parametri da tenere costantemente sotto controllo.
Ricordate: YouTube è come un acquario con un’entrata e un’uscita, se non dai da mangiare ai pesci, questi cambiano vasca.

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Customer Service e social media: un’opportunità di dialogo

Oggi sempre più persone che hanno necessità di contattare il customer service, si rivolgono alle aziende tramite i social media. Questo avviene per i grandi brand così come per le piccole attività.

Quante volte ci è capitato di contattare la pagina fan di un ristorante per prenotare un tavolo o di mandare un messaggio sulla pagina della nostra palestra, chiedendo informazioni ed orari?

E’ un’operazione che decine di migliaia di persone compiono ogni giorno e rappresenta uno dei punti vincenti di qualsiasi strategia di comunicazione online.

Grazie ai social media possiamo offrire ai nostri clienti un servizio di Customer Service quantomai efficace e sostanzialmente a costo zero.

Basta avere una pagina Facebook o un account Twitter.

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Prendendo spunto da un articolo di Mashable abbiamo evidenziato quattro punti chiave per una corretta strategia di Customer Service sui social media.

Metteteli in pratica e i vostri clienti ve ne saranno grati, parleranno bene di voi e contribuiranno a migliorare la percezione online del vostro Brand.

LEGGI ANCHE: 5 consigli per un ottimo servizio clienti sui social media

I tuoi clienti non sono i tuoi migliori amici

Sii sempre gentile con le richieste dei tuoi clienti ma non esagerare con la simpatia delle conversazioni online.

Non è consigliabile parlare ai tuoi clienti come se fossero i tuoi amici, quindi elimina le emoji e i giochi di parole. Cerca di mantenere un tono nella conversazione in linea con il tono di voce generale del tuo brand.

In generale, cerca di utilizzare un linguaggio in linea con quello del tuo target, senza esagerare con acronimi e neologismi.

Il tempismo per il customer service è cruciale

Uno dei motivi principali per cui le persone preferiscono utilizzare i social media piuttosto che il telefono o l’email è l’immediatezza della conversazione. O quantomeno questo è quello che si aspettano le persone dai brand.

Può essere estremamente frustrante per un cliente fare una richiesta ad un brand e non ricevere una risposta in tempo o non riceverla affatto. Se decidiamo di utilizzare i social media per dialogare con i nostri clienti allora dobbiamo essere pronti a farlo in tempo. Non riuscite ad essere online 24 ore su 24? Ecco qualche rimedio.

Facebook ad esempio ha di recente implementato uno strumento nella sezione dedicata ai messaggi delle pagine, grazie al quale si può impostare lo status di “assente” nei momenti in cui nessuno può effettivamente controllare la pagina.

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Può essere molto utile di notte o nei giorni di festa, quando sappiamo che certamente non ci sarà nessuno a gestire le conversazioni online.

Prova a gestire le conversazioni offline più accese in modo tattico

A volte è consigliabile risolvere alcune situazioni offline, comunicando direttamente con i clienti che hanno avuto un problema serio, magari indipendente dalla nostra volontà.

In caso di incidenti che possono mettere a repentaglio la credibilità della nostra azienda, dobbiamo essere bravi innanzitutto ad informare il pubblico online che stiamo cercando di risolvere il problema. In seguito, una volta risolto il problema, potremmo provare a ricavare un vantaggio tattico dalla situazione, spingendo i clienti a cui è stato risolto il problema offline ad informare il nostro pubblico online che tutto è stato risolto al meglio.

Può essere un’ottima occasione per ricavare il meglio da una situazione di crisi e migliorare la nostra credibilità online.

Non aver paura di mostrare il tuo lato umano

Mentre non è necessario chiacchierare con i clienti del più o del meno (vedi il punto uno) è fondamentale mettere in evidenza che al di là del computer c’è un essere umano. Prova a cambiare sempre il contenuto delle risposte, anche se ti fanno sempre le stesse domande,
Contribuirà a rendere più credibili le conversazioni e ad aumentare la fiducia nei confronti del tuo Brand.

E tu come gestisci il Customer Service del tuo Brand? Scrivicelo nei commenti.

Opportunity

Opportunity: lead generation, offerte di lavoro e networking

Stanco di passare ore e ore sui motori di ricerca a spulciare offerte di lavoro? Con le tue keyword i risultati di LinkedIn hanno cifre a 3 zeri e non sai da dove partire? Non riesci a star dietro a tutti gli eventi che avevi segnato in agenda per fare un po’ di networking e promuovere la tua attività?

Bene. Allora, forse, c’è qualcosa che fa per te. Proprio a gennaio di quest’anno è stata lanciata la versione aggiornata di Opportunity, il lead generation tool per trovare potenziali clienti, cercare o offrire lavoro e fare rete con altri professionisti che hanno i tuoi stessi interessi.

Come funziona? È semplicissimo. Basta creare un account con un indirizzo email o tramite Facebook/Google login e procedere in pochi passi alla delineazione del profilo.

Il primo step è selezionare qual è il tuo obiettivo specifico di ricerca, scegliendo tra clienti, offerte di lavoro, personale e professionisti con cui semplicemente fare networking. Attenzione, perché in questo momento è possibile selezionare una sola opzione.

Opportunity

A questo punto, dopo aver inserito nome, cognome, indirizzo email e Paese di provenienza, ti verrà richiesta la tua esatta collocazione geografica per affinare la ricerca. A seconda poi di quello che hai selezionato in fase iniziale, procederai a compilare una serie di campi con menù a tendina per completare il tuo profilo:

  • Nel caso in cui tu stia cercando (o offrendo) lavoro, dovrai selezionare i settori specifici a cui sei interessato, le skill che possiedi (o desideri), la tipologia e il livello della posizione in questione
  • Se invece stai cercando potenziali clienti, selezionerai i servizi che offri, quelli di cui hai bisogno per creare eventuali partnership e i dati della tua azienda, inclusa la pagina su LinkedIn
  • Se è solo il networking che ti interessa, il passaggio è ancora più immediato: indica i tuoi interessi e la tipologia di persona che stai cercando (genere e range di età), i tuoi settori professionali di appartenenza, ossia quelli in cui vorresti trovare contatti, infine i tuoi dati riguardanti genere, età, numero di telefono e profilo LinkedIn

L’operazione richiederà davvero un paio di minuti al massimo. Il sito, a dire il vero, recita 30 seconds sign-up, ma le opzioni offerte sono talmente tante che, per fare un lavoro ben fatto, qualche secondo in più ce lo metterai di sicuro.

Opportunity

Fonte: https://myopportunity.com

La cosa interessante è che puoi collegare l’account al tuo profilo LinkedIn, in modo da rendere più appetibile il profilo e raggiungere un numero maggiore di professionisti con cui potresti avere qualcosa in comune. Inoltre, puoi classificare e filtrare i risultati ottenuti assegnando l’etichetta hot, warm o cold a seconda della rilevanza che hanno per te. Ma soprattutto – e qui sta la vera differenza ad altri tool simili – non dovrai effettuare nessuna ricerca. È l’algoritmo di Opportunity a fare il “lavoro sporco” al posto tuo, incrociando automaticamente il tuo profilo con quello di altri professionisti in base ai rispettivi criteri impostati in fase di registrazione.

Infatti riceverai notifiche ogni volta che qualcuno che rientra nel tuo target manifesterà interesse per la tipologia di servizio o prodotto che offri. Allo stesso modo, l’alert ti arriverà ogni volta che un Hiring Manager pubblicherà un’offerta di lavoro in linea con il tuo profilo, o che qualcuno con le caratteristiche professionali che cerchi verrà intercettato.

Opportunity

Fonte: https://myopportunity.com

Opportunity è disponibile – per ora da desktop – sia in versione free che a pagamento. Per tutti gli iscritti, un free webinar su prenotazione illustra come utilizzare al meglio tutte le potenzialità del tool.

  • Il pacchetto Basic include fino a 10 lead, lead limitati a 50 miglia (circa 80km) di distanza dalla tua zona geografica, fino a 100 messaggi diretti e algoritmo base per incrociare gli interessi.
  • La versione Premium, che ha un prezzo di 5 dollari al mese, prevede invece: lead illimitati, 5 Paesi in cui effettuare la ricerca, messaggi di gruppo ai tuoi lead (1000 in totale), messaggi di gruppo ai tuoi contatti LinkedIn (2000 in totale), algoritmo avanzato e priority alert.
  • La versione Premiun PLUS, con 10 dollari al mese, arriva ad allargare la ricerca a 10 Paesi, consentendo anche di inviare 2000 messaggi di gruppo ai lead e addirittura 10.000 ai tuoi contatti LinkedIn.

Opportunity

A ben guardare, quindi, Opportunity non si pone esattamente come un competitor di LinkedIn, ma piuttosto rappresenta un tool che può integrarsi con il social per facilitare un networking settoriale, per specifici interessi o ambiti lavorativi, e soprattutto automatizzato.

Forse, come è scritto nelle FAQnel 2016 è così che il social networking dovrebbe funzionare. E di certo, visto che iscriversi è così veloce e immediato, tentare non nuoce.

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Chat in App: la grande opportunità per il mobile marketing

La continua ascesa dell’utilizzo di dispositivi mobile a dispetto della navigazione su desktop è in maggior parte dovuta dall’utilizzo di applicazioni di messaggistica istantanea, in altre parole le Chat. Uno dei maggiori punti di forza, dei dispositivi mobile è, infatti, sempre stato la facilità di mantenere dei contatti sociali frequenti tramite internet, SMS, MMS, email, app.

Secondo l’Internet Trend Report 2015 di KPCB, 6 delle 10 applicazioni più popolari sono app per chat come Facebook Messenger, WhatsApp, WeChat. C’è dunque un proliferare di applicazioni che ci permettono di fare esclusivamente quello che ci interessa di più: conversare!

Due delle cose che rendono le chat così attraenti, sono le conversazioni private one-to-one e la rilevanza contestuale della chat, specialmente quando si tratta di piccole comunità di persone. Sono due contesti che possono rivelarsi molto interessanti per il mobile marketing, anche per quelle imprese che scelgono di sviluppare una propria app e implementare in essa una chat.

Rendi la tua app più Social

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Non è più sufficiente per i brand, le imprese e le istituzioni creare degli ottimi contenuti e renderli disponibili su quante più piattaforme possibili: è oggi importante far sì che gli utenti interagiscano con essi e tra di loro, divenendo così anche una community di ambassador.

I vantaggi di una chat-in-app non si limitano però a questi contesti: può essere infatti interessante inserire questa nuova funzionalità all’interno di un’app di contenuto come può essere quella di un blog, offrendo la possibilità ai lettori di interagire e comunicare e permettendo loro di instaurare un legame più forte non solo con la community ma anche con i contenuti.

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Chatta con i tuoi clienti!

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Vi abbiamo già parlato di GoodBarber, il software CMS per creare applicazioni native per iOS e Android senza nessuna conoscenza di sviluppo.

GoodBarber ora offre anche la nuova funzionalità Chat: è una feature interessante non soltanto per le imprese, come abbiamo accennato sopra, ma anche per le più piccole community, come le scuole o le squadre sportive locali, che desiderano crescere all’interno ad uno spazio creato espressamente per loro.

Il nuovo Add-On Chat consiste in un servizio di messaggistica istantanea, da un utente ad un altro. Nessun numero di telefono richiesto per iniziare la conversazione. L’utente si deve semplicemente registrare scegliendo username e password, e da quel momento in poi potrà iniziare a conversare con tutti gli altri utenti dell’app che avranno dato l’autorizzazione a essere contattati.

La user experience di una chat è però legata anche all’aspetto del design: per questo motivo GoodBarber ha pensato a tre diversi template 100% personalizzabili, per migliorare l’usabilità e l’appeal della tua app.

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Implementare una chat in un’app significa offrire ai tuoi utenti uno spazio di conversazione intimo, dove possano sentirsi a loro agio: in questo modo li intrattieni all’interno della tua applicazione e conquisti la loro fiducia.
Sei pronto a rendere la tua app più social?

eCommerce Management: le cose che forse non sai (e che dovresti sapere)

Venerdì è terminato il Corso Online in eCommerce Management organizzato da Ninja Academy con i docenti Roberto Fumarola, Francesco Varuzza e Gabriele Taviani. Il corso, articolato in 9 lezioni, ha permesso ai partecipanti di acquisire nozioni sulla gestione di un eCommerce nel 2016, ovvero li ha resi consapevoli delle piattaforme utilizzabili, delle tendenze del mercato, delle strategie di promozione e di acquisizione nuovi clienti.

Ecco cosa abbiamo imparato al corso online in ECommerce Management

(c) Fotolia

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1. Esistono diverse piattaforme per fare eCommerce

Finalmente dopo le lezioni di Roberto Fumarola sappiamo quale potrebbe essere quella giusta per ogni esigenza. Software, piattaforme da installare o iper personalizzate: certo non possiamo guardare nella sfera di cristallo per capire dove andare a puntare i nostri investimenti! Grazie a una lista dettagliata di vantaggi e svantaggi per ogni soluzione abbiamo compreso meglio l’utilizzo delle diverse soluzioni e le possibili applicazioni.

2. La vita è troppo breve per fare siti non usabili

Gli sviluppatori e i web designer lo ripetono da anni. Cercate sempre di rendere gradevole l’esperienza di acquisto dei vostri utenti e questi vi ricompenseranno con l’acquisto. Anche al corso online in eCommerce management abbiamo ripetuto quanto sia importante la soddisfazione dei clienti che navigano una pagina web. Colori, pulsanti, ma anche procedure semplificate per i carrelli o per le registrazioni possono fare la differenza.

3. Abbiamo individuato 6 canali di traffico per acquisire nuovi clienti

4 consigli per convertire il traffico web in più contatti e clienti

Una volta costruito un sito di vendite online, abbiamo un disperato bisogno di traffico. Come riceverlo? Curando SEO e SEM, creando campagne advertising online, con l’email marketing, ma anche con i comparatori di prezzo e i tanto amati social network. Last but not least, ovviamente il passaparola: come per i negozi anche per gli acquisti online avere una buona reputazione potrà invogliare gli utenti a far parlare di noi!

4. Fare pubblicità (a pagamento) è necessario per dare il giusto sprint ad un nuovo eCommerce. Abbiamo imparato a gestire un budget pubblicitario senza rischiare di fare investimenti sbagliati

Henry Ford diceva: “chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare tempo“. Chi fa eCommerce non può esimersi dal pianificare un investimento pubblicitario, ma per farlo è necessario conoscere il significato degli acronimi PPC, CPM, CPA… che non sono nomi di medicine, ma diversi parametri relativi alle campagne di web marketing!

5. Dopo il corso, abbiamo un nuovo mantra: mobile first

Smart phone online shopping in woman hand during Christmas. Shopping center in background. Buy clothes shoes accessories with e commerce web site

Finalmente abbiamo capito perché, davvero, un sito eCommerce deve puntare al mondo mobile. Se ci pensate bene, infatti, quand’è che gli utenti utilizzano il proprio smartphone o tablet per navigare? La risposta è: sempre. Da casa sul divano, dal lavoro, sui mezzi pubblici, per strada… è importante quindi pensare alla versione mobile del sito, creando ad esempio un’app oppure facendo la versione responsive del sito. L’importante è non trascurare il canale.

6.Abbiamo scoperto un segreto per aumentare la propria presenza online

Ok, lo sveliamo anche a voi: utilizzare (anche) i marketplace per fare eCommerce! Aprire uno store su un marketplace aiuta infatti a presidiare canali diversi e a sfruttare il traffico di altri siti moltiplicando gli ordini e, ad esempio, sbarcando all’estero.

7. Ora sappiamo come realizzare e gestire un customer care 2.0 degno di questo nome

Che sia via mail, su Facebook o su Whatsapp, le possibilità di creare un customer care digitale di successo sono davvero tantissime. Secondo alcune statistiche inoltre acquisire un nuovo cliente è 6 o 7 volte più costoso che mantenerlo. E il 91% dei clienti insoddisfatti non torna più su un sito eCommerce. Quindi una buona assistenza clienti permetterà al sito di mantenere il contatto e risolvere i suoi problemi, e magari farlo tornare ad acquistare più spesso.

8.Vendere all’estero non è immediato, ma si può

Social network
Abbiamo scoperto qualche tecnica in più di internazionalizzazione, anche per approdare in mercati come la Cina. Non basta infatti offrire un servizio clienti in lingua e tradurre banalmente le pagine catalogo, ma piuttosto è importante valutare magazzini delocalizzati, tecniche di marketing aggressive divise per Paese e, perché no, una forte attività di brand awareness.

9. Il social media marketing ora per noi ha un utilizzo in più

Ora è diventato un potentissimo strumento di vendita, perchè non utilizzarlo? Oltre ad utilizzare i social come servizio clienti, e a pubblicare contenuti per traghettare traffico, i canali possono diventare importanti strumenti di web marketing grazie alle campagne che prima su Facebook e ora anche su Instagram sono ormai diventate imprescindibili per un piano di comunicazione online, eCommerce incluso.

10. Abbiamo imparato un metodo infallibile per fare eCommerce!

Un buon eCommerce segue un metodo diviso in quattro punti chiave, che oggi noi Ninja vogliamo svelare anche a voi: preparazione, negoziazione, esecuzione, ottimizzazione.

L’esperienza Ninja Academy

10 cose che ho imparato al corso online in eCommerce management

Grazie a Lucia, la nostra super tutor che ci ha guidato in questo percorso lezione dopo lezione come una perfetta assistente virtuale e grazie a tutti i partecipanti, con i quali ci sono stati bellissimi momenti di confronto durante le lezioni e all’interno del nostro gruppo segreto che speriamo possa continuare ad essere fonte di ispirazione e di condivisione tra noi studenti.

Le slide e i video delle lezioni caricati sulle nostre piattaforme personali di Ninja Academy, inoltre, saranno fondamentali per ripassi lampo!

10 cose che ho imparato al corso online in eCommerce management2

E adesso?

Adesso il corso è terminato, nei prossimi giorni alcuni di noi avranno modo di seguire il Lab in aula, ovvero due giorni di esercitazioni pratiche sull’argomento che aiuteranno i partecipanti a diventare degli eCommerce manager di successo. Chi invece vuole approfondire l’argomento, può dare un’occhiata all’eCommerce Update con Pietro Bonomo (prezzo lancio 39€).

Al prossimo corso Ninja Academy!

10 funzioni di Instagram che tutti dovremmo conoscere

Qualche giorno fa Instagram ha ufficializzato l’attesa gestione multiaccount. Coloro che utilizzano l’app per gestire profili aziendali possono ora usufruire di una funzione pratica e indispensabile per non perdere tempo tra continui logout e login.

LEGGI ANCHE:Instagram: al via il multiaccount per IOS e per Android – Update

Il social network fotografico di proprietà di Facebook nasconde però un’altra decina di feature, utilissime per gestire al meglio l’attività di comunicazione effettuata attraverso di esso. Per chi non si accontenta e vuole conoscere tutti i segreti di Instagram, abbiamo preparato questo utile lista di trucchi e scorciatoie per l’app di condivisione immagini più famosa del mondo.

1. Attiva le notifiche dei tuoi utenti preferiti

Segui account rilevanti, competitor, influencer e vuoi rimanere sempre aggiornato? Attiva le notifiche per ognuno di questi utenti, cliccando sull’icona con i tre pallini in alto a destra e selezionando quindi la voce “Attiva le notifiche relative ai post” (accertati di avere attivato la ricezione delle notifiche anche dal sistema operativo del tuo smartphone).

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2. Esplora i post senza lasciare like involontari

Fare “scouting” tra i contenuti di Instagram è utilissimo per capire come si comportano online i nostri competitor, cosa pubblicano gli utenti più seguiti e per scoprire nuove tendenze. Il rischio di un like involontario però è sempre in agguato: per navigare in tutta tranquillità, attiva la modalità Aereo del vostro smartphone.

Dovrai però lasciare caricare il feed, successivamente attivare la modalità Aereo.

3. Organizza i filtri più utilizzati

Mantenere uniformità visiva, quando si tratta di comunicazione istituzionale e commerciale, è importante. Questo può valere, senza eccessi, anche per l’account Instagram business: ecco perché potrebbe rivelarsi utile individuare alcuni filtri da utilizzare e sceglierli spesso.

Una pratica funzione ci permette di riordinare l’elenco dei filtri e, addirittura, eliminarne alcuni. Dalla sezione di upload dell’immagine, clicca su “Avanti” in alto e destra e quindi scorri il menù inferiore dei filtri. Clicca su “Gestisci” e il gioco è fatto: qui potrai riordinare ogni filtro, trascinandolo in alto o in basso, oppure deselezionare quelli che non ti interessano.

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4. Inserisci spazi in bio e didascalie

Un’immagine efficace deve parlare da sola, è vero, ma poter inserire un testo di accompagnamento (magari una call to action o informazioni sul prodotto/servizio) è davvero utile. Per rendere più leggibile il testo possiamo inserire dei ritorni a capo semplicemente utilizzando l’apposito tasto presente nella tastiera dello smartphone.

Basterà cliccare il tasto “123” della tastiera e magicamente apparirà il bottone “Invio”.

Instagram tips and tricks: 10 funzioni da conoscere

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5. Pre-approva le foto in cui vieni taggato

Quando un utente ci tagga in una foto di Instagram, questa apparirà automaticamente sul profilo. Per avere maggior controllo su questi contenuti, è possibile modificare le impostazioni in modo da poter pre-approvare le foto taggate da altri utenti Instagram.

Abbiamo due scelte: controllare una ad una le foto in cui siamo taggati e scegliere se mostrarla o meno sul profilo, oppure rimuovere totalmente il tag. Per raggiungere queste impostazioni, occorre cliccare sull’icona “Foto in cui ci sei tu” dal proprio profilo, selezionare quindi la foto che vi interessa e cliccare sull’icona delle impostazioni. Selezionando “Opzioni foto” potrete quindi procedere con queste modifiche.

Instagram tips and tricks: 10 funzioni da conoscere

Se preferisci non gestire le foto una ad una, dal menù principale “Foto in cui ci sei tu” puoi cliccare sull’icona in alto a destra (i tre pallini) e scegliere se nascondere tutte le foto oppure, cliccando su “Opzione per i tag” scegliere se aggiungere le foto automaticamente o manualmente.

Instagram tips and tricks: 10 funzioni da conoscere

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6. Inserisci link a siti esterni

L’inserimento di link cliccabili non è consentito su Instagram, se non nella sezione bio. Si tratta senza dubbio di uno dei limiti maggiori per chi utilizza l’app a scopi di business.

Quindi, inserzioni a parte, è utile inserire in ogni foto una didascalia che contenga un invito diretto a visitare il profilo, dove gli utenti troveranno il link verso il vostro sito/blog.

7. Cancella la cronologia delle ricerche

Esiste una funzionalità apposita, utile se avete necessità di tenere più facilmente traccia delle ultime ricerche, specie se legate a qualche progetto (o solo se, semplicemente, avete utilizzato lo smartphone aziendale per fare ricerche sui fatti vostri 😉 ).

Vai sul tuo profilo, clicca sulla solita icona delle Opzioni (una rotellina per iOS, tre pallini per Android), e scorri fino ad individuare la voce “Cancella la cronologia delle ricerche“.

Instagram tips and tricks: 10 funzioni da conoscere

8. Salva le foto editate ma non pubblicate

Vuoi archiviare le foto pubblicate su Instagram oppure editarne altre utilizzando i tuoi filtri preferiti, senza però pubblicarle? Basta attivare l’opzione “Salva foto originali” dalle opzioni del tuo profilo.

instagram trucchi

9. Ricerca foto per posizione

Vuoi trovare tutte le foto pubblicate con uno specifico geotag? Nella pagina di ricerca trovi quattro differenti box: clicca su “Luoghi” e digita quindi il nome che ti interessa. Ad esempio, cosa starà pubblicando chi è a Sanremo oggi?

Instagram tips and tricks: 10 funzioni da conoscere

Instagram tips and tricks: 10 funzioni da conoscere

10. Cerca foto pubblicate vicino a te

Sempre nella tab di ricerca, puoi scegliere di individuare le foto pubblicate in una zona vicina a quella in cui ti trovi. È sufficiente cliccare sul geotag “Vicino alla posizione attuale” (accertati che la geolocalizzazione sia attiva per Instagram nelle impostazioni di privacy del tuo smartphone).

Instagram tips and tricks: 10 funzioni da conoscere

Twitter lancia First View: un nuovo formato video per i brand

Twitter ha lanciato First View, un nuovo spazio pubblicitario dedicato alle campagne video degli inserzionisti, che sarà inserito in cima alla timeline. Uno spazio decisamente appetibile per le aziende che, grazie alla posizione premium e all’autoplay, riusciranno ad avere una altissima visibilità per un periodo di 24 ore.

first view twitter

Che si tratti di un tentativo di ripresa, almeno per recuperare fatturato dopo il taglio netto che le azioni della società hanno subito? Non lo possiamo sapere, ma siamo curiosi di immaginare come possa andare questo nuovo formato pubblicitario, attualmente disponibile solo per gli Stati Uniti e in roll out per il resto del mondo a partire dai prossimi mesi.

Per il momento, l’umore iniziale non è dei migliori: è difficile immaginare che la notizia sia accolta in modo positivo dagli utenti, che cominciano a vedere gli spazi di Twitter sempre più occupati dalla pubblicità e certo non apprezzeranno uno spot in cima alla timeline, a meno che i creativi non riusciranno a colpire davvero le emozioni degli utenti.

 

via Blog Twitter

Nessun sito è un’isola: come valorizzare il proprio blog WordPress?

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Paolo Sordi, Digital Communication & New Media Manager LUISS e docente del Corso Online in Content Marketing, che ci svelerà i segreti di WordPress.

Durante il corso in aula ci spiegherà come fare del blogging uno strumento insostituibile per il proprio business, imparando regole editoriali basilari e tool essenziali per gestire il lavoro di redazione.

1. Da giurista a esperto di comunicazione digitale e new media: cosa ti ha portato a questo cambiamento di carriera?

Giurista, adesso, non vorrei che si offendessero i giuristi. In realtà, avrei voluto fare il giornalista e quando nella seconda metà degli anni novanta, dopo la laurea in giurisprudenza, mi sono iscritto a una scuola di specializzazione in comunicazione, ho iniziato a riconnettere i puntini delle mie aspirazioni adolescenziali.

Internet era un treno che partiva allora, almeno in Italia, e sembrava più interessante dei giornali. Non era una sensazione sbagliata, la mia, dopotutto.

blog wordpress

2. Potenzialità e limiti di WordPress: perché scegliere questa piattaforma?

WordPress non ha limiti, nel senso che i confini appartengono prima di tutto alle intenzioni progettuali di chi ne è l’autore. Un diario, un sito personale, uno spazio di narrazione, una galleria fotografica, un blog aziendale, un negozio online: la scalabilità e l’adattabilità della piattaforma, alimentata dagli investimenti di Automattic (il braccio commerciale di WordPress, se così possiamo dire) e da una community open source di sviluppatori che al momento non ha ancora eguali, sono la vera forza del prodotto.

3. Ho appena aperto un blog su WordPress: quali sono le prime cose che devo fare?

In realtà, le prime cose che devi fare sono quelle che devi fare “prima” dell’apertura del blog. Un blog è un impegno editoriale e come tale devi affrontarlo: devi avere una strategia di contenuti, sapere in anticipo a quali formati affiderai la tua narrazione (testo? Fotografie? Video? Audio? Citazioni?), pianificare tempi e modi di pubblicazione, e rispettarli. Dopodiché, rimarrà la parte più semplice (si fa per dire): pubblicare.

aprire un blog su wordpress

4. Nel mondo, ogni giorno vengono lanciati circa 50.000 siti realizzati su piattaforma WordPress. Tra tanti temi gratuiti o acquistabili online, come riuscire a differenziarsi?

In un unico modo: non scegliendo un tema gratuito o acquistandone uno. Se vuoi differenziarti, devi investire, e investire significa imparare come si sviluppa un tema oppure prevedere un minimo di budget per uno sviluppo ad hoc che non sia la personalizzazione di un tema a pagamento. Allora, davvero il tuo sito non sarà come nessun altro di quei 50.000.

5. Perché e come un blog su WordPress deve interagire con i Social Media e il SEO?

blog wordpress e social media

Il web è un’ecosistema di gestione di contenuti ampio quanto il mondo. Nessun sito è un’isola, tanto più nell’era di Google e dei Social Media. Il blog, qualunque sito, sono solo uno spazio tra i tanti in cui quel contenuto può vivere, avere forma e rappresentarsi.

Prima ancora delle ottimizzazioni SEO e dei plugin di condivisione social, l’interazione si crea nel momento della progettazione e nella creazione di contenuti di qualità, scritti e/o prodotti con il linguaggio e lo stile adatto al formato scelto e all’ecosistema web. Poi arrivano le macchine, e WordPress è comunque ben equipaggiato per interagire.

Gli argomenti relativi all’uso di WordPress sono tanti, se vuoi approfondire il tema dell’importanza dello storytelling e di una solida strategia editoriale, segui il Corso Online in Content Marketing.