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Cove, l’app che ti aiuta ad esprimere le tue emozioni in musica

Sai anche tu che spesso esprimere ciò che sentiamo non è così facile come sembra, a volte resta difficile persino a noi stessi capire di cosa si tratta, figuriamoci spiegarlo agli altri.

Una condizione in cui, a seconda delle circostanze, puoi ritrovarti più volte nel corso della vita ma senza dubbio il periodo dell’adolescenza è quello che ti mette più alla prova da questo punto di vista: un senso di incomprensione verso se stessi e gli altri sembra travolgerti e niente, soprattutto le parole, sembra essere d’aiuto per esprimere i tuoi stati d’animo.

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Eppure, sebbene qualcuno rimarrà scettico, la musica sembra essere la soluzione adatta quando non hai le parole adeguate per esprimere le tue emozioni e l’app Cove serve proprio a questo.

Cove è un diario musicale

Se non sai esprimere il tuo stato d’animo, l’app Cove ti aiuta a farlo
Esattamente. Tramite questa app puoi comporre musica senza avere conoscenze approfondite in materia, dopodiché puoi scegliere se condividere con qualcuno i tuoi pensieri sotto forma di melodia o conservarli in una galleria personale insieme a delle annotazioni, permettendo anche di riascoltarli in futuro.

L’intento principale è quello di invitare il fruitore a esternare i propri sentimenti senza però percepire quel senso di difficoltà che si prova di fronte a un foglio bianco o guardando negli occhi i nostri cari. Già dal design, con colori tenui e rilassanti come il blu e il verde, si percepisce che non deve esserci alcuna forzatura, si tratta più della stimolazione di un momento creativo, che possa anche portare dei vantaggi.

Come funziona

Se non sai esprimere il tuo stato d’animo, l’app Cove ti aiuta a farlo
L’utilizzo della app è davvero molto semplice, potrebbe essere facilmente usata anche da un bambino e in questo senso essere d’aiuto anche ai più piccoli che spesso non hanno gli strumenti adeguati per esprimere verbalmente le loro emozioni e troverebbero così, nella musica, uno strumento per parlare di sé.

Dalla dichiarazione ufficiale dei creatori della app si legge:

You can use an object that is familiar – a smartphone – to easily create music any time, to capture how you really feel about something that is happening to you.

All’interno della app trovi sei diverse emozioni che daranno il tono alla musica: giocoso, rilassato, desideroso, confuso, tormentato e gentile. Potrai poi formare base e melodia facendo cadere pietre in acqua, l’espediente grafico che si accompagna al momento creativo e d’espressione di sé.

Naturalmente, attraverso dei filtri, potrai modificare alcune caratteristiche del loop musicale appena creato e personalizzarlo il più possibile. A questo punto potrai salvarlo e/o condividerlo con chi desideri.

Come nasce

Ivor Williams e Alex Rothera sono i fondatori di Humane Engeneering, una tech company che vuole migliorare la vita quotidiana delle persone attraverso i suoi prodotti. Cove è il primo di questi e prende il via dalla loro personale esperienza.

Entrambi, in età adolescenziale, hanno perso improvvisamente due cari amici e da questi tragici eventi hanno capito l’importanza di disporre di uno strumento utile ad esprimere il proprio stato d’animo, perché non sempre le parole non sono sufficienti mentre invece musica e emozioni viaggiano di pari passo.

Se sei curioso e vorresti provare a parlare di te in un modo nuovo, attualmente l’app è scaricabile gratuitamente soltanto per iOS.

I video nelle preview Instant Article e le altre novità social della settimana

Una settimana povera di novità dal mondo social network, nella quale probabilmente l’attenzione di una piattaforma come Facebook era rivolta a rafforzare e standardizzare alcuni tool sotto i riflettori nei giorni precedenti, come ad esempio il safety check. Oppure Twitter, che continua ad affermarsi come “secondo schermo” televisivo, pubblicando sul proprio blog report statistici per aggiornare i propri utenti su quante persone hanno seguito il #Clasico Real Madrid – Barcelona, o il #DemDebate alcuni giorni prima in USA.

Ma qualche novità l’abbiamo scovata anche questa settimana: eccole!

Facebook

Ricordiamo intanto l’affermarsi dei rumor che volevano il tasto “dona” direttamente sulle pagine Facebook: ora è realtà, ma soltanto negli Stati Uniti, e solo per le pagine di aziende non-profit con tanto di spunta blu di verifica. Queste possono decidere di attivare nuove pagine dedicate a raccolte fondi: un crowdfunding in piena regola. C’è da scommettere che dopo questa prima fase beta, il servizio verrà attivato anche per molte altre attività, e forse ci ritroveremo di fronte al più serio competitor di Kickstarter.

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I video nelle preview Instant Article e le altre novità social della settimana #NinjaSocial
Altra novità dal mondo Facebook è l’introduzione di un video (senz’audio) nella preview degli Instant Articles, ossia al posto della classica immagine di link. Questo ha due effetti positivi: uno essenzialmente visuale, gradevole alla vista rispetto alla staticità di un’immagine, e l’altro riguardante la previsione di un più alto numero di click sul link proprio grazie alla presenza del video in preview.

Abbiamo notato anche come Facebook abbia finalmente dato la possibilità ad aziende e testate giornalistiche con pagine verificate (badge blu, non grigio) di utilizzare Facebook Mention e la funzionalità “Live”. Prova ne è questo video in diretta della BBC News, a cui ne sono susseguiti molti altri di diverse emittenti.

Dal pianeta Google

Come riportato in esclusiva dal magazine online Business Insider, Google ha deciso di lanciare in anticipo, ad inizio del nuovo anno, AMP, ovvero Accelerated Mobile Pages, il cugino di Instant ArticlesAMP è lo sforzo di Google per mantenere editori e contenuti sul web aperto: indiscrezioni vogliono Google e Twitter partner al fine di creare insieme i propri strumenti di pubblicazione come un progetto open source, proprio per contrastare la voracità crescente di Facebook.

I video nelle preview Instant Article e le altre novità social della settimana #NinjaSocial

C’è altro?

Su Plag, il social nel quale una tua frase o immagine può fare il giro del mondo in pochi minuti, sono state introdotte due nuove lingue (arabo e portoghese), ed è stata aggiunta una barra di avanzamento del caricamento delle cards.

Su Vine, il social di condivisione di video brevi by Twitter, ora è possibile divertirsi con i remix audio, ed è stato introdotto lo swipe per i video simili. Inoltre è stata migliorata l’interazione con l’Apple Watch.

Chiudiamo con Telegram, dove ora i gruppi possono avere più amministratori, con l’abilità di modificare il nome e l’immagine, e di aggiungere e rimuovere membri. Inoltre i gruppi che hanno raggiunto i 200 membri possono ora essere aggiornati a supergruppi e avere fino a mille membri.

Il buono, il brutto e il cattivo: epicwin ed epicfail della settimana

 

È accaduto a Melegatti, qualche giorno fa. A Gianni Morandi il mese scorso. Ma è sempre accaduto e accadrà sempre. Cosa? Ovviamente, l’essere travolti dall’ondata di condivisioni e commenti, siano essi positivi o negativi, su quello che, ormai, sono gli strumenti che ad ogni modo e in ogni forma, danno la possibilità a tutti di esprimere la propria opinione: i social network. In particolare in Italia, Facebook e Twitter danno vita a svariati consensi e dissensi che, anche per una manciata di ore, declamano vittorie e fallimenti popolari. Come dire, dalle stelle alle stalle e viceversa, insomma.

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Welcome back, Jon!

Tra le segnalazioni epicwin di questa settimana, non si può che iniziare con una notizia fondamentale per tutti gli appassionati di serie tv. Sono trascorse le ore, i giorni, i mesi. Sono stati tristi e vuoti, ma il pensiero, tra una nuotata e l’altra e una lacrima di disperazione nella pausa caffè in ufficio, finiva sempre lì, all’ormai caro (defunto) Jon Snow.

Quando gli animi erano ormai rassegnati ecco che arriva la novità. Il 23 novembre alle ore 17 in punto (e questo fa riflettere su come l’orario sia stato studiato in maniera sopraffina), la fb fan page della serie tv Game of Thrones pubblica la foto del volto sanguinante del personaggio deceduto nel corso dell’ultima puntata andata in onda. Il tutto accompagnato  dalla scritta APRIL seguita da due hashtag. Il potere di una sola immagine e di una sola parola ha generato oltre 50k sharing in poco meno di mezz’ora. Decisamente TOP.

Leggi anche: 10 serie tv che vorremmo rivedere

Dalle serie tv allo sport

Tasto dolente per i fan della Roma che mercoledì scorso ha subito una clamorosa sconfitta nel match contro il Barcellona: il risultato finale di 6 a 1 a favore della squadra spagnola non solo ha generato i soliti commenti tra i più tifosi e non, bensì ha fatto sbizzarrire la fantasia -social- dei siti a luci rosse YouPorn e Brazzers. Battute a doppio senso ed allusioni varie sui numerosi goal ricevuti: decisamente un epicfail tutto giallorosso. Ma la Roma avrà incassato anche questo colpo?

News dal mondo fashion

Polemica in casa Trussardi: il CEO della famosa casa di moda ha recentemente espresso il proprio dissenso su Facebook riguardo l’episodio verificatosi alle 7:30 del mattino dello scorso mercoledì.

Sei agenti della Polizia Locale di Milano hanno sottratto sei punti dalla patente del Sign. Tomaso a causa dell’utilizzo improprio del telefonino, sebbene lui fosse vestito in giacca e cravatta. Post-lamento pubblicato, commento assicurato: ecco cosa accade a non avere rispetto per la divisa.

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Non dire gatto se non ce l’hai sul social

Si conclude la rubrica con un’insolita iniziativa della polizia belga. Per non intercedere con le operazioni in corso, è stato chiesto alla popolazione attiva su Twitter di postare foto del proprio gatto anziché pubblicare qualsiasi altra informazione inerente ad un delicato intervento in corso in quelle ore contro il terrorismo a Bruxelles.

Risultato: da lì a poco, dal Belgio e poi in tutte le parti del mondo, si è diffuso l’hashtag #BrusselsLockDown accompagnato dalla foto di un gatto. L’effetto domino è stato straordinario. Ovviamente, la Polizia Belga, una volta terminata l’operazione, ha ringraziato tutti gli utenti online, umani e felini, con l’immagine di una ciotola di croccantini. Piccoli messaggi che uniscono.

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Che dire? Che il social ce la mandi buona!

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7 lezioni che abbiamo imparato al Forum delle Eccellenze

Il 21 e 22 novembre si è tenuto a Milano il Forum delle Eccellenze, l’evento formativo ed esperienziale organizzato da Performance Strategies e dedicato al mondo del business.

7 i relatori di fama internazionale che si sono alternati sul palco del Forum: Tony Buzan, Jeffrey LikerReinhold MessnerOliviero ToscaniJeffrey ZeigAlessandro Rimassa e Renèe Mauborgne. A questi  si sono affiancati due ospiti speciali: lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti e l’ideatore del progetto Rockin’1000Fabio Zaffagnini.

Al Forum delle Eccellenze c’eravamo anche noi di Ninja Marketing e abbiamo preso qualche appunto per voi: ecco cosa abbiamo imparato e cosa crediamo che cambierà in meglio il nostro modo di lavorare.

Tony Buzan: “Questa è l’era dell’intelligenza”

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Molti di voi avranno studiato il metodo di apprendimento delle mappe mentali di Tony Buzan, ma come ci ha ricordato lui stesso, pochi scelgono di metterlo veramente in pratica. Ecco perché Tony  ha voluto mostrarci più di un esempio sull’efficacia del suo metodo. Ci ha ricordato che nel mondo del business il primo step verso il successo è la formazione e che “imparare” è un processo importante quanto il “creare”.

Siamo nell’era dell’intelligenza perché oggi la vera differenza, nel mondo del business e non solo, la fa chi è più reattivo, chi apprende più velocemente e chi riesce a utilizzare il più possibile le capacità di quel gigante dormiente che è il nostro cervello.

Jeffrey Liker: “Bisogna passare dal semplice fare al pensare attivamente”

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“The Toyota Way” è il bestseller più conosciuto di Jeffrey Liker: ma cosa può insegnare alle piccole e medie imprese il metodo di questa grande multinazionale? Il metodo Toyota mostra  a manager e non che occorre dare l’esempio all’interno della propria azienda e che è necessario compiere in prima persona quel cambiamento che crea valore al sistema.

Lean Thinking è soprattutto un metodo pratico che esorta i manager, gli imprenditori e ogni dipendente  a pensare attivamente, ad essere cioè “onestamente critico” e a sentirsi in prima persona portavoce delle radici e del valore dell’azienda.

Reinhold Messner: ” Chi non è disposto a soffrire, non può raggiungere la cima del mondo”

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Il re delle vette non poteva ovviamente raccontarci favole: Reinhold Messner ci ha ricordato che ogni scalata al successo implica sofferenza, sacrificio e preparazione. Come raggiungere le vette più alte? Imparando a coltivare la propria motivazione: esercitando le proprie capacità e affiancandosi a esperti e persone con maggiore know how del nostro.

Fabio Zaffagnini: “A volte per raggiungere il successo bisogna essere irrazionali”

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Fabio Zaffagnini è la mente del progetto Rockin’1000: in un contesto come il Forum delle Eccellenze dove si insegna a raggiungere il successo con la formazione e lo studio, Fabio ci ha ricordato che c’è ancora posto per il “cuore”. Un piccolo sogno può diventare un successo con quel pizzico di irrazionalità che ti permette di provare dove nessuna cerca e di riuscire dove nessuna ha osato.

Jeffrey Zeig: “La comunicazione può essere ambigua, artistica, ma può arrivare comunque al cuore”

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Anche per Jeffrey Zeig le emozioni e il cuore muovono le azioni umane: Jeffrey è stato allievo di Milton Erickson, uno dei più importanti psicoterapeuti del Novecento e ci ha raccontato come il suo maestro non gli abbia mai dato neanche un’informazione ma solo esempio e esperienza.

Gli esempi, le metafore, i giochi di parole sono tutti metodo di comunicazione più efficaci del semplice “dare informazioni”. Quando si comunica ai propri dipendenti come ai propri clienti, non è tanto quello che si dice ma “come” si dice a fare la differenza.

Oliviero Toscani: “Ci sono anche fallimenti di successo”

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L’anticonformismo di Toscani non poteva che lasciare il segno anche sulla platea del Forum delle Eccellenze: Oliviero ci ha ricordato che bisogna affrontare gli insuccessi e che è necessario rischiare. Si può avere paura e si può essere nel dubbio, ma si può superare il complesso del limite. Molti fallimenti hanno portato a grandi successi: tanto tempo fa un uomo partì per trovare le Indie e scoprì le Americhe!

Ai manager e agli imprenditori in particolare Toscani ha ricordato che quando si sceglie di affidarsi ad un artista, ad una nuova risorsa e in generale ad un dipendente, occorre permettere a questo di esprimere il proprio potenziale: è un cambiamento necessario nel mondo del business, specialmente in quello italiano.

Renée Mauborgne: “Eliminare, ridurre, aumentare e creare: ecco le 4 azioni per il successo”

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Renée Mauborgne ha cambiato il mondo del business 10 anni fa con il suo bestseller Oceano Blu: ecco perché il suo intervento è stato probabilmente il più atteso del Forum delle Eccellenze. Renée ci ha chiesto di guardare al futuro del nostro lavoro e del nostro business:  vogliamo essere ancora “coloni” o “migratori” nel nostro settore, buttandoci nell’oceano rosso della concorrenza, o vogliamo essere “pionieri” e offrire nuovi valori e un cambiamento senza precedenti?

4 le azioni che possono cambiare il nostro business: eliminare il superfluo, ridurre i costi, aumentare il valore per la propria azienda, per i propri dipendenti e per i clienti e infine creare. Bisogna creare nuovi campi da gioco per il proprio business e non cercare di combattere la concorrenza per la domanda esistente.

Eccoci alla fine delle lezioni  imparate. Noi Ninja “abbiamo unito i puntini” dei nostri appunti sul Forum delle Eccellenze facendo un passo indietro al discorso di apertura di Tony Buzan: “Bisogna puntare ad essere più che eccellenti, bisogna essere eccezionali”.

E voi, come credete abbia inizio un cambiamento verso il successo?

cambiare a lavoro

5 consigli per gestire il cambiamento a lavoro

Ogni azienda, ogni organizzazione o istituzione, perfino una piccola attività personale attraversa necessariamente una o più fasi di cambiamento nel corso della sua storia: che dipenda dalla voglia di innovare o dalla necessità di adeguarsi ai nuovi scenari sociali ed economici, cambiare può rivelarsi molto utile e comunque spesso inevitabile.

Ciò non implica ovviamente che il cambiamento non possa portare con sé insicurezze, disagi, dubbi. Cambiare significa uscire dalla propria zona di comfort, confrontarsi con ciò che non si conosce e ci mette quindi a disagio, a volte ci spaventa addirittura.

Tuttavia oggi vogliamo condividere con voi alcuni consigli su come trasformare il cambiamento sul luogo di lavoro in un’occasione di crescita e rendere la transizione il più possibile confortevole e serena, per voi e i vostri colleghi e collaboratori.

gestire il cambiamento

1. Comunica con tutte le persone coinvolte

Solitamente il cambiamento non coinvolge un’unica persona, ma in maniera differente tocca tutti coloro che fanno parte del medesimo ambiente. Sarà molto utile comprendere chi sono le persone interessate e in quale maniera: interagisci con i “decisori” per confrontarti con loro sui dettagli di questa fase di transizione e su quali siano le aspettative rispetto ad essa; parla con tutti gli altri per capire come affrontare al meglio ciò che vi aspetta, attraverso il supporto e la collaborazione di tutto il gruppo.

2. Sii consapevole di quanto vali

I tuoi punti di forza rimarranno sempre tali, e dovresti appoggiarti ad essi per affrontare ogni tipo di cambiamento. Non lasciare che la tua autostima sul piano professionale sia scalfita da ciò che ti mette a disagio.

3. Accetta i tuoi punti deboli

Allo stesso tempo, è di grande utilità riconoscere quali sono i nostri punti deboli e capire in che modo essi possano ostacolare la nostra crescita in momenti di transizione come questi. Sii sincero, il tuo “futuro te” te ne sarà grato!

4. Guarda il lato positivo

Non sempre (ok, quasi mai) abbiamo potere decisionale sul cambiamento, ma ciò che possiamo fare mentre capiamo come affrontarlo è cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ad esempio, hai mai pensato che quando le cose cambiano abbiamo la straordinaria opportunità di imparare nuove cose, nuove tecniche, nuove abilità?

5. Via lo stress

Bando all’angoscia e alla commiserazione. Scrollarsi di dosso lo stress che accumuliamo giorno dopo giorno non è facile, ma è di vitale importanza per affrontare con mente lucida e serena momenti come questi. Come fare? Non pensando al lavoro! Sì, sembra un controsenso, ma dedicare tempo e cura alla nostra vita personale è essenziale per affrontare meglio quella professionale. Ognuno ha un modo tutto suo per gestire lo stress: chi medita, chi sta in compagnia di amici e familiari, o si dedica al suo hobby, alla sua passione, al sogno nel cassetto. E il tuo modo, qual è?

Cosa ne pensate? Avete qualche altro consiglio da condividere con noi?

Gadget of the week: Emoji Keyboard, la tastiera con l’alfabeto delle emozioni

 

Il sorriso, la testa di unicorno, il pollice in alto: non potete fare a meno di inserire emoji nelle vostre conversazioni digitali? Tranquilli, è una mania comune! Le emoji hanno invaso le nostre bacheche social e le conversazioni private. In pochi anni hanno totalmente stravolto il nostro modo di comunicare, creando un nuovo linguaggio digitale.
Il fenomeno si prepara ad attestarsi fra i trend del 2016, superando addirittura la moda dei selfie. Non dimentichiamo, infatti, che l’emoji che ride con le lacrime agli occhi è stata proclamata “parola dell’anno” dal prestigioso Oxford Dictionary.

EmojiWorks ha colto questo cambiamento nel modo di interagire e ha creato Emoji Keyboard, una tastiera che consente di inviare velocemente ogni tipo di emoji, tenendo premuto un pulsante dedicato e selezionando la faccina che si desidera utilizzare. Le diverse versioni in commercio prevedono che a ogni tasto venga associata da una a tre emoji.

Scrivi con le faccine, ti meriti più di 26 lettere.

Smile, Kiss, Hug: oltre alle lettere, c’è una emoji per ogni stato d’animo.

Le emoji non sono ventisei – scrive Stefano Bartezzaghi su Repubblica.it – come le lettere dell’alfabeto, né cinquanta o sessanta, come l’alfabeto più i principali segni convenzionali e di punteggiatura. Le emoji di limiti non ne hanno proprio, la loro babele è costitutiva. Di fatto consentono spesso interpretazioni del tutto personali.

Come funziona Emoji Keyboard? Semplice: collegate la tastiera in wireless, installate sul dispositivo da collegare il software venduto insieme alla tastiera; premete il tasto funzione e lo smile scelto e sullo schermo vedrete comparire l’emoji desiderata.

Emoji Keyboard che nella forma “ad isola” ricorda molto la tastiera wireless prodotta e commercializzata da Apple, è disponibile in tre versioni: quella standard con 47 emoji, in vendita al prezzo di 80 dollari (circa 73 euro) durante la fase di pre-ordine; quella plus con 94 emoji a 90 dollari (83 euro) e infine la pro con circa 120 emoji a 100 dollari (92 euro). È possibile ordinarle sul sito ufficiale http://emojiworks.co/

Nelle versioni medio-alte si può addirittura sostituire il colore della pelle delle emoji utilizzando le faccine multietniche introdotte dall’Unicode Consortium nel 2014. Largo alla fantasia!

La tastiera è compatibile con Windows, OS X e iOS; ha un collegamento Bluetooth integrato e può essere utilizzata sia per pc che per smartphone e tablet. Così potete utilizzarla anche in viaggio!
Unico tasto dolente? I possessori di Android non possono ancora usarla ?

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Cari Ninja, oggi è il Black Friday e sulla FanPage ufficiale anche EmojiWorks propone a tutti una promo dedicata. Inserendo il code BLACK in fase di checkout, subito uno sconto di $20 per l’acquisto dell’Emoji Keyboard Pro.
Le consegne delle prime unità agli acquirenti prenderanno il via a dicembre, giusto in tempo per arrivare sotto l’albero. Enjoy! ? ?

La TV non è solo smart, ma sempre più fluid viewing

La cara TV, amica di generazioni e generazioni di italiani, dal Rischiatutto a Carosello arrivando agli odierni reality. Decenni che hanno sancito cambi di gusti, società e tecnologia e che hanno modificato radicalmente questa forma di intrattenimento. Che gli ultimi anni fossero particolarmente fertili in termini di rivoluzione basta poco a capirlo: ormai si assiste ad un susseguirsi d’innovazioni e di personalizzazioni che stanno sempre più trasformando quella che una volta chiamavamo televisione in un media totalizzante, capace di avvolgere completamente l’utente (telespettatore è ormai riduttivo) e di cambiare pelle a seconda delle sue esigenze.

Strumenti come My Sky o piattaforme come Netfix sono solo l’ultimo passo in questo senso, un passo che non è certo destinato a restare isolato.

Sky lancia Q

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È di pochi giorni fa l’annuncio a Londra di un nuovo progetto firmato Sky, un progetto che prevede una serie di prodotti di nuova concezione. Ma la vera novità è rappresentata dall’interfaccia realizzata con la finalità di organizzare e rendere migliore la fruizione da parte degli abbonati. Una personalizzazione estrema che dovrebbe addirittura arrivare a consigliare il palinsesto ideale in base ai gusti dell’utente e tramite un apposito motore di ricerca permetterebbe ricerche evolute capaci di restituirci non solo film e contenuti, ma tutto ciò che ad esso può essere collegato. Il multi device è ormai certezza. Anche in questo caso si potrà vedere il programma preferito da tv, pc, tablet, come succede con molte piattaforme odierne.

Q, ecco il nome del nuovo progetto, sarà lanciato nel 2016 e prevederà una serie di prodotti dedicati: due decoder (funzionanti anche come hotspot Wi-Fi), una app ed un nuovo telecomando touch. Ma le novità sono ben altre. Con Q sarà possibile guardare contemporaneamente programmi diversi sino ad un massimo di cinque (mentre nel frattempo se ne registrano altri quattro). Col passare dei mesi le app disponibili su Q andranno ad aumentare arricchendo ancora di più le sue funzionalità (partendo ovviamente da YouTube).

Per gli amanti della qualità nessuna preoccupazione, qui si ragiona in ultra hd ready, anche se per il 4k bisognerà attendere qualche mese.

Una sfida ad Apple

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Un vero ecosistema capace di coinvolgere l’utente (chiamato fluid viewing) e che si pone in concorrenza con il progetto della nuova Apple TV. Dice a proposito Jeremy Darroch di Sky:

“Abbiamo voluto reinventare la tv in modo che l’esperienza di visione fosse flessibile e fluida su diversi schermi per offrire ai clienti una vasta scelta a portata di mano.”

Un passo importante e per certi versi avvenieristico per il gruppo di Murdoch, un passo che oltre che aprire nuovi importanti mercati lo pone in netto vantaggio sui principali competitor.

Lavoro, come allontanare lo stress e semplificare il tuo business

Se le vacanze estive sono ormai un ricordo e stai iniziando ad addobbare il tuo albero di Natale, questo può voler dire solo una cosa: sei nel pieno della tua stagione lavorativa.

La tua mente è impegnata totalmente in piani di lavoro, budget di mercato, business plan e trasferte.

Questo è il momento in cui bisogna stringere i denti: la pressione aumenta, gli impegni non sono da meno e sicuramente il tuo stress inizia a salire alle stelle.

Beh è proprio in questo momento che si vede la stoffa. E tu? Hai la stoffa per mantenere alta la concentrazione quando il gioco (pardon, il lavoro) si fa duro?

Qualche ninja-consiglio può esserti d’aiuto.

Lavoro, che stress! Non cedere alle interruzioni

Lavoro, come allontanare lo stress e rendere semplice il tuo business

Sappiamo tutti che a lavoro si può spesso cadere in tentazione. In un mondo sempre più connesso tra smartphone, smartwatch e wearable, molte possono essere le distrazioni che ci allontanano dai nostri obiettivi.

È proprio mentre lavori che puoi cadere nella tentazione di controllare le offerte last minute per il tuo weekend fuori porta, oppure cercare l’affare del giorno sullo smartwatch che da tanto tempo stai cercando.

In fondo, è solo questione di alcuni minuti, è questo che penserai durante la tua affannosa ricerca. Non dimenticare però che sono proprio questi due minuti che rischiano di rovinare i tuoi progressi.

Una ricerca condotta dalla Carnegie Mellon University sembra aver dimostrato che queste piccole pause favoriscono un calo della concentrazione, che influisce inevitabilmente sulla qualità del tuo lavoro.

LEGGI ANCHE:  Come sopravvivere alla ricerca di lavoro online

Una soluzione per migliorare quest’aspetto è concedersi dei break programmati: darsi dei tempi e dei metodi, cercando di offrire una continuità al proprio lavoro, senza troppe interruzioni che, seppur brevi, rischiano di rovinare tutto quello che hai portato avanti durante la giornata.

Impara a darti delle scadenze e a rilassarti con piacere una volta in pausa, non solo ridurrà il tuo stress ma ottimizzerà i tuoi risultati.

Usa a tuo favore le feste

Lavoro, come allontanare lo stress e rendere semplice il tuo business

Molte aziende sono attive anche nei periodi di festa, ed è possibile che il triste destino di lavorare durante le vacanze, tocchi pure a te. Come affronterai una situazione del genere?

Se dovessi lavorare il giorno di Natale mentre tutti i tuoi compagni si stanno abbuffando di pandoro e panettoni, riusciresti a sopravvivere allo stress? La soluzione in questo caso può risiedere in un cambio di prospettiva che potrà farti tornare subito un bel sorriso. Il rischio di trovarsi a lavorare da soli è oggettivamente molto grande, ma non disperare: allo stesso tempo avrai la possibilità di lavorare con calma e di recuperare tutte quelle email che durante la frenesia del lavoro prenatalizio hai inevitabilmente trascurato.

Utilizza le assenze dei colleghi a tuo vantaggio: portati avanti il lavoro e cerca di sistemare tutti quei file e quelle informazioni che hai tralasciato durante il periodo prenatalizio, questo sarà in grado di aiutarti a gestire il tuo business nell’immediato rientro dei tuoi colleghi.

Le pause sono importanti

Lavoro, come allontanare lo stress e rendere semplice il tuo business

È vero che quando sei in ufficio la cosa più importante è il tuo lavoro, ma è anche vero che per rendere al meglio è importante essere perennemente concentrati al 100%.

Una soluzione per mantenere alta la tua concentrazione è di saper sfruttare al meglio i tuoi break.

È importante staccare, perciò quando ti prendi cinque minuti d’interruzione, pensa a qualcos’altro, prova a staccare totalmente il cervello, riuscire a distrarre la tua mente in quei momenti diverrà di vitale importanza per il resto della tua giornata, non scordarlo.

Lo stress da lavoro può essere letale sia per il tuo business sia per la tua salute, impara a controllarlo con questi piccoli accorgimenti. Godrai di notevoli vantaggi, non solo in ufficio ma anche durante il tuo tempo libero.

Digital Warriors: scopri il valore della co-creation e del personal branding

Digital Warriors: scopri il valore della co-creation e del personal branding

Sabato 28 novembre, dalle 9.30 alle 13.00, il clan di Ninja Marketing e i Guerrieri di Ninja Academy si riuniranno al Copernico Milano per il Digital Warriors, una grande opportunità per ascoltare i principali esponenti della digital industry italiana in una mattinata di formazione e networking.

Partecipando potrai scoprire interessanti novità durante il panel  “Professional Empowerment. Il valore della co-creation, del personal branding e della visualizzazione guidata per la tua carriera”. Ecco qualche anticipazione dai relatori: Gianluca Lisi, Giosè Milli e Luigi Centenaro.

Iscriviti qui all’evento gratuito “Digital Warriors. Tecniche di combattimento pacifiche per Ninja del Marketing”

Come possono la creatività  e il lavoro di squadra migliorare i processi aziendali?

Digital Warriors scopri il valore della co-creation e del personal branding

Gianluca Lisi, Co-Founder CREATE! Group

Se guardiamo al processo aziendale nel suo complesso, dobbiamo riconoscere che la creatività non riguarda soltanto il concepimento di un prodotto: ogni funzione aziendale richiede una quota di creatività, ogni tipo di problema che si pone in azienda, per essere superato e risolto, richiede creatività.

Ma come viene gestito oggi questo grande processo creativo che è il fare impresa? Per lo più attraverso processi verticali top-down, dove la fase creativa è riservata ai vertici aziendali e dove, ai livelli inferiori, viene richiesta una mera attività esecutiva. Come si fa a risolvere questo problema?
Introducendo nuove pratiche creative e più precisamente co-creative all’interno dei processi aziendali.

Quali sono queste pratiche: sono tecniche anche molto semplici, che possono anche essere definite come giochi, e che vanno dalla discussione di un progetto con il metodo del talking stick, un oggetto che passa di mano in mano e che dà il diritto esclusivo a parlare a chi lo impugna e attribuisce al contempo il dovere di ascoltare a tutti gli altri, al Brainwriting, dove le persone, invece di dovere conquistare la parola in una discussione, scrivono le loro idee e successivamente hanno lo spazio di attenzione del gruppo per poterle esprimere; all’Heuristic Ideation Tecnique, con la quale i membri di un gruppo creativo possono interagire con le idee degli altri in modo ordinato e non conflittuale.

Insomma, le tecniche esistono, possono essere facilmente oggetto di gamification, generano molto coinvolgimento, mettono all’opera il potenziale creativo inespresso delle persone dell’azienda.

Perché è importante acquisire consapevolezza su sé stessi e sulle proprie capacità per crescere sia professionalmente che personalmente?

Giosè Milli, Brand Manager Istituto Hoffman

Giosè Milli, Brand Manager Istituto Hoffman

Siamo in una fase di cambiamento globale di portata storica, possiamo scegliere di sottometterci al cambiamento che sta avvenendo o surfarlo. Nel primo caso il rischio è che si generi frustrazione, malessere o il grande male del secolo: l’ansia.

La seconda possibilità si chiama sviluppo. Nel mio credere lo sviluppo avviene quando ognuno, nel suo piccolo, riconosce quello che al suo esterno sta accadendo, comprende le sue dinamiche interne e sceglie la maniera migliore per fluire nel cambiamento. Questa modalità composta di curiosità e creatività genera evoluzione ecologica.

Come può il Personal Branding influire sull’avanzamento professionale?

Luigi Centenaro, Founder PersonalBrandingCanvas.com

Luigi Centenaro, Founder PersonalBrandingCanvas.com

Per rispondere occorre partire da due domande:

  • Quante persone conosciamo che sono brave in ciò che fanno, ma non sanno vendersi?
  • Quante persone conosciamo, invece, che sono meno brave di noi eppure hanno più successo?

Curare il tuo Personal Brand significa sapersi valorizzare, comunicare il proprio valore, farti un nome, farti stimare e renderti più visibile; in pratica: individuare e comunicare una ragione per farti scegliere.

Vuol dire anche sviluppare un asset che ti sarà utile per continuare ad essere appetibile e rilevante per il mercato del lavoro. Quando sarà il momento di avanzare nella tua carriera saranno gli altri a cercarti, per le opportunità che più ti interessano.

Come usare LinkedIn per il Personal Branding?

Se pensi che LinkedIn sia un semplice social network su cui cercare lavoro, ti sbagli. Questa piattaforma offre molteplici opportunità legate al Personal Branding.

Sempre più spesso si ricorre alla rete per reperire le informazioni più velocemente e ottimizzare gli incontri di persona, una risorsa preziosa per la comunicazione e la vendita, che va sfruttata al meglio: dire di noi le cose più importanti, propedeutiche al nostro obiettivo professionale.

La considerazione da fare, prima di capire i trucchi e gli errori, è che a differenza di un CV, il tuo profilo LinkedIn deve crescere ed evolversi con te.  Ci sono molti post in rete con consigli su come compilare il proprio profilo LinkedIn, questo a testimonianza dell’importanza che ha per il proprio Personal Branding un buon profilo.

Ma iniziamo ad affrontare la questione per gradi, al fine di avere un quadro chiaro e completo.

Cos’è LinkedIn?

LinkedIn è il social network che si occupa principalmente di reti di contatti professionali ed ha lo scopo di creare ed intrattenere relazioni online, sulla base però dei contatti lavorativi. Networking: ecco di cosa si occupa LinkedIn.

cos'è linkedin?

LinkedIn è  il social network professionale più diffuso in Italia – e nel mondo – copre circa 150 comparti economici e oltre 400 settori.

Iscriversi è semplice come creare un profilo Facebook. Ma su LinkedIn l’importante è creare una rete professionale per dare slancio alla propria carriera. Come? Il sito offre un sistema di condivisione di messaggi in bacheca che unisce, pressappoco, le migliori funzionalità di Facebook e Twitter.

Collegando i propri account dei vari network, in ogni caso, è possibile godere di maggiore visibilità, soprattutto se si sta cercando un nuovo lavoro. Un altro consiglio, è quello di usufruire della possibilità offerta da LinkedIn circa il rendere l’URL della propria pagina SEO-friendly, ovvero facilmente rintracciabile dai maggiori motori di ricerca.

Riempire adeguatamente la sezione dedicata alla descrizione della propria persona è ovviamente l’attività che richiede maggiore attenzione. Infatti, se non è proprio così importante farlo sugli altri social network, su LinkedIn è fondamentale per la ricerca del lavoro giusto.

Perché LinkedIn è importante per la tua carriera?

LinkedIn ha contribuito ad una vera e propria rivoluzione del recruitingPer verificare come stia cambiando il modo di selezionare il personale, gli specialisti del marketing hanno condotto ricerche approfondite ed hanno scoperto che i selezionatori non devono più vedersela con curriculum o elaborati per trovare i futuri collaboratori: ricercano direttamente i profili d’interesse su LinkedIn.

Perché LinkedIn è importante per la tua carriera?

Questo social network è uno strumento potente anche perché riesce a individuare potenziali lavoratori alla ricerca dell’impiego dei sogni desiderosi di espandere il network.

Si tratta di uno strumento importantissimo per professionisti e aziende che vogliono creare qualcosa di nuovo, consolidare la propria posizione o accrescere la propria visibilità.

Cos’è il Personal Branding?

L’espressione Personal Branding indica la capacità di promuovere se stessi.

Il tuo Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie; il Personal Branding è il processo per identificarla, coltivarla e comunicarla nella maniera più efficace possibile.

Attraverso questo processo un’azienda o una persona definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace.

 Cos'è il Personal Branding?

Il Personal Branding adotta le tecniche utilizzate dal Marketing per promuovere i prodotti commerciali e le adatta per la promozione dell’identità delle singole persone e delle aziende (piccole e medie imprese o aziende personali).

Chi applica il Personal Branding sul web ha lo scopo di creare una rete di seguaci attraverso social media e Blog personali ed eventi (formazione e fiere di settore) con l’obiettivo di aumentare la propria web reputation.

In sintesi quindi non stiamo dicendo altro che la promozione di te stesso è data dall’insieme di valori, competenze, visioni, passioni, caratteristiche e ricordi in genere che immediatamente chi ti sta attorno collega alla tua comparsa fisica o anche solo virtuale. Anche solo a pensarci.

Come fare Personal Branding su LinkedIn

Ognuno di noi ha un suo stile, fatto di gesti, comportamenti e tecniche. Il primo incontro faccia a faccia, resta un banco di prova importante, ma una buona strategia di comunicazione personale può aiutare a dimostrare quali competenze si possiedono.

Il personal branding ha bisogno di un megafono per esprimersi, e oggi il web è il miglior veicolo.

logo linkedin

Un’ottima arma è LinkedIn, creare un profilo è semplice, utilizzarlo invece non è così immediato. Qualche consiglio:

  • Completare minuziosamente tutti i campi;
  • iscriversi a gruppi (ovviamente non  a tutti, sii coerente);
  • partecipare in modo costante e propositivo alle discussioni;
  • regalare al gruppo la propria competenza, senza badare al “tempo perso gratuitamente”;
  • dare voce alla propria personalità in relazione alle proprie idee.

Spesso la risposta data in una discussione genera curiosità e interesse, rendendo ogni post un potenziale aggancio.

Tuttavia, ricorda che il primo passo per riuscire è: non cercare di piacere a tutti. Devi capire in che modo attirare le persone che hanno bisogno di ciò che fai, nella maniera (unica) in cui lo fai. Questo è un cambiamento di prospettiva per molti, che sentono spesso il bisogno di essere tutto per tutti. Per attrarre alcune persone in maniera forte, devi necessariamente perdere appeal per altre.

Piuttosto che cercare di confonderti tra la folla, come quei palazzi monotoni, l’obiettivo è di emergere in modo che siano chiari i tuoi talenti ed il tuo valore.

Personal Branding Manager

Ci sono quelle aziende e quei progetti digitali, che ricordi sia per il nome del brand che della persona che lo ha portato al successo. In quei casi, c’è stata sicuramente un’azione di costruzione di Personal Branding efficace.

Personal Branding Manager

Il web marketing si muove sempre più verso la promozione personale; i social media ne sono l’esempio più lampante. Puoi diventare esperto della tua nicchia e in alcuni casi anche influente, ma dovrai seguire un percorso di crescita ben definito per arrivarci. Solo così diventerai Personal Branding Manager di te stesso.

Un buon Personal Branding Manager riesce  a creare e gestire il proprio marchio personale. Tutti tentiamo spontaneamente di essere unici.

C’è poi chi stabilisce in modo deciso di essere unico, così da ottenere i risultati a cui tiene. Il Personal Branding Manager ha la maturità di comprendere che esiste l’esigenza, in una società veloce, velocissima, di lasciare un buon e giusto ricordo di sé e di quello che rappresenta. Soprattutto un ricordo coerente con gli obiettivi prefissati.

Tra i vantaggi del decidere di maneggiare in modo adeguato il proprio personale marchio, c’è quello, non trascurabile, di aumentare la propria sicurezza e le proprie capacità comunicative. E a pensarci bene non c’è da stupirsi.

branding

In un mondo povero di tempo e ricco d’informazioni, andare all’essenza è fondamentale. Fare in modo che la  presenza generi fiducia diventa la chiave di volta dei tuoi successi.

Ma cosa fa un buon Personal Branding Manager?

  1. stimola la fiducia nelle capacità e negli aspetti che vuole  sottolineare;
  2. risparmia il suo e l’altrui tempo;
  3. riduce il suo e l’altrui stress nel cercare una soluzione mutuamente soddisfacente nel business o nella vita;
  4. sa essere unico.

Ma ecco da dove si inizia: come prima cosa, si identifica il  valore personale, cioè ciò che  rende unici in relazione alla missione e al futuro che ci si è prefissati. Può essere la simpatia, la correttezza, la perspicacia, una conoscenza di un materia particolare, qualsiasi caratteristica fisica, psichica, morale, una dote che ti permette di comunicare in modo veloce e chiaro ciò che sei .

Bisogna trovare i simboli più adatti per far riconoscere il significato “di base”. Il significato ultimo nella tua esistenza. Lavoraci sopra seriamente. Come si lavora quando il tuo capo ti chiede di elaborare un piano o ti dà un compito in azienda.
Il tuo futuro vale almeno quanto quello dell’azienda per cui lavori.

Da questo punto di vista, la capacità narrativa è molto importante. Devi sapere dove andare, altrimenti andrai a finire in qualche altro posto.

Avere in mente la propria proiezione sul mondo, attuale e futura, è il mezzo per rimanere fedeli a se stessi e cambiare solo quando è necessario e voluto.

Il Personal Branding è un modo per essere coerenti e migliorare, in un circolo virtuoso che ci vuole tanto più credibili e capaci di attivare risorse ed energie quanto più capaci di far percepire velocemente la propria intima essenza.

Ascolta le idee di quanta più gente possibile circa il tuo progetto. Essere capaci e avere l’umiltà di ascoltare ed eventualmente adottare spunti è una grande marcia in più. Non credere alla storia degli uomini di valore o di successo che non hanno mai dato retta a nessuno.

In sostanza:

  1. Crea sempre una storia intera da raccontare attorno.
  2. Comportati in modo da evitare di dover fingere. Sii trasparente.
  3. Se te la senti, coinvolgi in un dialogo continuo potenziali “clienti” per preparare questi punti.

Sei tu il tuo marchio. Se te ne dimentichi, fai il gioco della concorrenza.

Libri di Personal Branding

Ecco alcuni  libri che ti consigliamo di leggere per capire meglio il mondo del Personal Branding, e soprattutto, capire come promuoverti su LinkedIn.

Libri di Personal Branding

1. Personal Branding Promuovere se stessi online per creare nuove opportunità

Scritto da: Luigi Centenaro Luigi e Tommaso Sorchiotti.

Il Personal Branding è il processo per identificare, coltivare e comunicare nella maniera più efficace la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner dovrebbero sceglierti al posto di qualcun altro.

Fare Personal Branding significa impostare una strategia per individuare i propri punti di forza, quello che ti rende unico e differente rispetto ai concorrenti, e per comunicare in maniera efficace cosa sai fare, perché lo fai, come lo sai fare e quali benefici sei in grado di offrire.

Internet e in particolare i social media sono il doping del Personal Branding e lo hanno rivoluzionato completamente. I protagonisti della Rete moderna sono gli utenti, sei tu, siamo tutti noi. Quello che un tempo era privilegio di pochi ossia la possibilità di produrre, distribuire e promuovere una propria idea o creazione è ora a disposizione di tutti.

Non comprendere la rivoluzione che è avvenuta in questi anni comporterebbe inoltre il rischio di uniformarsi al peggior nemico del Personal Branding: l’autopromozione!

2. Personal Branding per il Manager: 66 modi per diventare una persona influente, indispensabile e incredibilmente contenta del proprio lavoro. Con il metodo smetti, osa, fai!

Scritto da: William Arruda e Dib Deb.
Un manuale di istruzioni disegnato appositamente per manager e imprenditori per comprendere e sfruttare il potere della loro immagine personale tramite il Personal Branding, sia in ottica di carriera sia per favorire il successo della loro attività e della loro azienda.

Un libro che, in modo pratico e schematico, risponde alla principale esigenza del management: ottenere il massimo dei risultati con poco tempo a disposizione. Questo grazie a una struttura suddivisa in paragrafi molto snelli, per poter essere letti anche nei ritagli tempo, ma che mantiene una linea coerente grazie alla metodologia SMETTI, OSA, FAI!

Gli autori affrontano inoltre le ormai inevitabili strategie per sviluppare una reputazione online e per sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dai Social Network quali LinkedIn, Twitter, Facebook e YouTube, con l’accortezza di inserire in maniera naturale nuove buone abitudini nella vita professionale.

Il tutto spiegando come sfruttarli appieno dedicando meno di 10 minuti al giorno alla nostra carriera e al nostro brand. Con questo volume si sfatano falsi miti e vecchie convinzioni.

Personal Branding per il Manager

3. Fai di te stesso un brand. Personal branding e reputazione online

Scritto da: Riccardo Scandellari.

Il testo si rivolge a tutti quelli che hanno l’esigenza di crearsi un’identità online e vogliono conquistare visibilità. Riccardo Scandellari (conosciuto nel mondo del web come Skande) in questo testo dedicato al personal branding spiega le potenzialità dei maggiori social network, come ottenere il massimo da essi e come sfruttarli per portare traffico al tuo sito.

Imparerai come utilizzare al meglio il tuo blog per raccontare te stesso, la tua azienda e i tuoi servizi o i tuoi prodotti. Alla fine, grazie a “Fai di te stesso un brand”, saprai creare un’immagine chiara e coerente di te stesso e del tuo brand. I concetti di Personal Branding e web reputation infatti sono sempre più fondamentali nella vita professionale.

Oggi, ancora più di ieri, una regola fondamentale è: non importa cosa vendi, ma la percezione che hai. L’autore non scende negli aspetti tecnici, illustra piuttosto quello che avviene dopo e, soprattutto, come il contenuto e le tecniche di propagazione ti aiuteranno gradualmente a crearti un seguito e come amministrarlo.