La TV non è solo smart, ma sempre più fluid viewing

La cara TV, amica di generazioni e generazioni di italiani, dal Rischiatutto a Carosello arrivando agli odierni reality. Decenni che hanno sancito cambi di gusti, società e tecnologia e che hanno modificato radicalmente questa forma di intrattenimento. Che gli ultimi anni fossero particolarmente fertili in termini di rivoluzione basta poco a capirlo: ormai si assiste ad un susseguirsi d’innovazioni e di personalizzazioni che stanno sempre più trasformando quella che una volta chiamavamo televisione in un media totalizzante, capace di avvolgere completamente l’utente (telespettatore è ormai riduttivo) e di cambiare pelle a seconda delle sue esigenze.

Strumenti come My Sky o piattaforme come Netfix sono solo l’ultimo passo in questo senso, un passo che non è certo destinato a restare isolato.

Sky lancia Q

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È di pochi giorni fa l’annuncio a Londra di un nuovo progetto firmato Sky, un progetto che prevede una serie di prodotti di nuova concezione. Ma la vera novità è rappresentata dall’interfaccia realizzata con la finalità di organizzare e rendere migliore la fruizione da parte degli abbonati. Una personalizzazione estrema che dovrebbe addirittura arrivare a consigliare il palinsesto ideale in base ai gusti dell’utente e tramite un apposito motore di ricerca permetterebbe ricerche evolute capaci di restituirci non solo film e contenuti, ma tutto ciò che ad esso può essere collegato. Il multi device è ormai certezza. Anche in questo caso si potrà vedere il programma preferito da tv, pc, tablet, come succede con molte piattaforme odierne.

Q, ecco il nome del nuovo progetto, sarà lanciato nel 2016 e prevederà una serie di prodotti dedicati: due decoder (funzionanti anche come hotspot Wi-Fi), una app ed un nuovo telecomando touch. Ma le novità sono ben altre. Con Q sarà possibile guardare contemporaneamente programmi diversi sino ad un massimo di cinque (mentre nel frattempo se ne registrano altri quattro). Col passare dei mesi le app disponibili su Q andranno ad aumentare arricchendo ancora di più le sue funzionalità (partendo ovviamente da YouTube).

Per gli amanti della qualità nessuna preoccupazione, qui si ragiona in ultra hd ready, anche se per il 4k bisognerà attendere qualche mese.

Una sfida ad Apple

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Un vero ecosistema capace di coinvolgere l’utente (chiamato fluid viewing) e che si pone in concorrenza con il progetto della nuova Apple TV. Dice a proposito Jeremy Darroch di Sky:

“Abbiamo voluto reinventare la tv in modo che l’esperienza di visione fosse flessibile e fluida su diversi schermi per offrire ai clienti una vasta scelta a portata di mano.”

Un passo importante e per certi versi avvenieristico per il gruppo di Murdoch, un passo che oltre che aprire nuovi importanti mercati lo pone in netto vantaggio sui principali competitor.

Lavoro, come allontanare lo stress e semplificare il tuo business

Se le vacanze estive sono ormai un ricordo e stai iniziando ad addobbare il tuo albero di Natale, questo può voler dire solo una cosa: sei nel pieno della tua stagione lavorativa.

La tua mente è impegnata totalmente in piani di lavoro, budget di mercato, business plan e trasferte.

Questo è il momento in cui bisogna stringere i denti: la pressione aumenta, gli impegni non sono da meno e sicuramente il tuo stress inizia a salire alle stelle.

Beh è proprio in questo momento che si vede la stoffa. E tu? Hai la stoffa per mantenere alta la concentrazione quando il gioco (pardon, il lavoro) si fa duro?

Qualche ninja-consiglio può esserti d’aiuto.

Lavoro, che stress! Non cedere alle interruzioni

Lavoro, come allontanare lo stress e rendere semplice il tuo business

Sappiamo tutti che a lavoro si può spesso cadere in tentazione. In un mondo sempre più connesso tra smartphone, smartwatch e wearable, molte possono essere le distrazioni che ci allontanano dai nostri obiettivi.

È proprio mentre lavori che puoi cadere nella tentazione di controllare le offerte last minute per il tuo weekend fuori porta, oppure cercare l’affare del giorno sullo smartwatch che da tanto tempo stai cercando.

In fondo, è solo questione di alcuni minuti, è questo che penserai durante la tua affannosa ricerca. Non dimenticare però che sono proprio questi due minuti che rischiano di rovinare i tuoi progressi.

Una ricerca condotta dalla Carnegie Mellon University sembra aver dimostrato che queste piccole pause favoriscono un calo della concentrazione, che influisce inevitabilmente sulla qualità del tuo lavoro.

LEGGI ANCHE:  Come sopravvivere alla ricerca di lavoro online

Una soluzione per migliorare quest’aspetto è concedersi dei break programmati: darsi dei tempi e dei metodi, cercando di offrire una continuità al proprio lavoro, senza troppe interruzioni che, seppur brevi, rischiano di rovinare tutto quello che hai portato avanti durante la giornata.

Impara a darti delle scadenze e a rilassarti con piacere una volta in pausa, non solo ridurrà il tuo stress ma ottimizzerà i tuoi risultati.

Usa a tuo favore le feste

Lavoro, come allontanare lo stress e rendere semplice il tuo business

Molte aziende sono attive anche nei periodi di festa, ed è possibile che il triste destino di lavorare durante le vacanze, tocchi pure a te. Come affronterai una situazione del genere?

Se dovessi lavorare il giorno di Natale mentre tutti i tuoi compagni si stanno abbuffando di pandoro e panettoni, riusciresti a sopravvivere allo stress? La soluzione in questo caso può risiedere in un cambio di prospettiva che potrà farti tornare subito un bel sorriso. Il rischio di trovarsi a lavorare da soli è oggettivamente molto grande, ma non disperare: allo stesso tempo avrai la possibilità di lavorare con calma e di recuperare tutte quelle email che durante la frenesia del lavoro prenatalizio hai inevitabilmente trascurato.

Utilizza le assenze dei colleghi a tuo vantaggio: portati avanti il lavoro e cerca di sistemare tutti quei file e quelle informazioni che hai tralasciato durante il periodo prenatalizio, questo sarà in grado di aiutarti a gestire il tuo business nell’immediato rientro dei tuoi colleghi.

Le pause sono importanti

Lavoro, come allontanare lo stress e rendere semplice il tuo business

È vero che quando sei in ufficio la cosa più importante è il tuo lavoro, ma è anche vero che per rendere al meglio è importante essere perennemente concentrati al 100%.

Una soluzione per mantenere alta la tua concentrazione è di saper sfruttare al meglio i tuoi break.

È importante staccare, perciò quando ti prendi cinque minuti d’interruzione, pensa a qualcos’altro, prova a staccare totalmente il cervello, riuscire a distrarre la tua mente in quei momenti diverrà di vitale importanza per il resto della tua giornata, non scordarlo.

Lo stress da lavoro può essere letale sia per il tuo business sia per la tua salute, impara a controllarlo con questi piccoli accorgimenti. Godrai di notevoli vantaggi, non solo in ufficio ma anche durante il tuo tempo libero.

Digital Warriors: scopri il valore della co-creation e del personal branding

Digital Warriors: scopri il valore della co-creation e del personal branding

Sabato 28 novembre, dalle 9.30 alle 13.00, il clan di Ninja Marketing e i Guerrieri di Ninja Academy si riuniranno al Copernico Milano per il Digital Warriors, una grande opportunità per ascoltare i principali esponenti della digital industry italiana in una mattinata di formazione e networking.

Partecipando potrai scoprire interessanti novità durante il panel  “Professional Empowerment. Il valore della co-creation, del personal branding e della visualizzazione guidata per la tua carriera”. Ecco qualche anticipazione dai relatori: Gianluca Lisi, Giosè Milli e Luigi Centenaro.

Iscriviti qui all’evento gratuito “Digital Warriors. Tecniche di combattimento pacifiche per Ninja del Marketing”

Come possono la creatività  e il lavoro di squadra migliorare i processi aziendali?

Digital Warriors scopri il valore della co-creation e del personal branding

Gianluca Lisi, Co-Founder CREATE! Group

Se guardiamo al processo aziendale nel suo complesso, dobbiamo riconoscere che la creatività non riguarda soltanto il concepimento di un prodotto: ogni funzione aziendale richiede una quota di creatività, ogni tipo di problema che si pone in azienda, per essere superato e risolto, richiede creatività.

Ma come viene gestito oggi questo grande processo creativo che è il fare impresa? Per lo più attraverso processi verticali top-down, dove la fase creativa è riservata ai vertici aziendali e dove, ai livelli inferiori, viene richiesta una mera attività esecutiva. Come si fa a risolvere questo problema?
Introducendo nuove pratiche creative e più precisamente co-creative all’interno dei processi aziendali.

Quali sono queste pratiche: sono tecniche anche molto semplici, che possono anche essere definite come giochi, e che vanno dalla discussione di un progetto con il metodo del talking stick, un oggetto che passa di mano in mano e che dà il diritto esclusivo a parlare a chi lo impugna e attribuisce al contempo il dovere di ascoltare a tutti gli altri, al Brainwriting, dove le persone, invece di dovere conquistare la parola in una discussione, scrivono le loro idee e successivamente hanno lo spazio di attenzione del gruppo per poterle esprimere; all’Heuristic Ideation Tecnique, con la quale i membri di un gruppo creativo possono interagire con le idee degli altri in modo ordinato e non conflittuale.

Insomma, le tecniche esistono, possono essere facilmente oggetto di gamification, generano molto coinvolgimento, mettono all’opera il potenziale creativo inespresso delle persone dell’azienda.

Perché è importante acquisire consapevolezza su sé stessi e sulle proprie capacità per crescere sia professionalmente che personalmente?

Giosè Milli, Brand Manager Istituto Hoffman

Giosè Milli, Brand Manager Istituto Hoffman

Siamo in una fase di cambiamento globale di portata storica, possiamo scegliere di sottometterci al cambiamento che sta avvenendo o surfarlo. Nel primo caso il rischio è che si generi frustrazione, malessere o il grande male del secolo: l’ansia.

La seconda possibilità si chiama sviluppo. Nel mio credere lo sviluppo avviene quando ognuno, nel suo piccolo, riconosce quello che al suo esterno sta accadendo, comprende le sue dinamiche interne e sceglie la maniera migliore per fluire nel cambiamento. Questa modalità composta di curiosità e creatività genera evoluzione ecologica.

Come può il Personal Branding influire sull’avanzamento professionale?

Luigi Centenaro, Founder PersonalBrandingCanvas.com

Luigi Centenaro, Founder PersonalBrandingCanvas.com

Per rispondere occorre partire da due domande:

  • Quante persone conosciamo che sono brave in ciò che fanno, ma non sanno vendersi?
  • Quante persone conosciamo, invece, che sono meno brave di noi eppure hanno più successo?

Curare il tuo Personal Brand significa sapersi valorizzare, comunicare il proprio valore, farti un nome, farti stimare e renderti più visibile; in pratica: individuare e comunicare una ragione per farti scegliere.

Vuol dire anche sviluppare un asset che ti sarà utile per continuare ad essere appetibile e rilevante per il mercato del lavoro. Quando sarà il momento di avanzare nella tua carriera saranno gli altri a cercarti, per le opportunità che più ti interessano.

Come usare LinkedIn per il Personal Branding?

Se pensi che LinkedIn sia un semplice social network su cui cercare lavoro, ti sbagli. Questa piattaforma offre molteplici opportunità legate al Personal Branding.

Sempre più spesso si ricorre alla rete per reperire le informazioni più velocemente e ottimizzare gli incontri di persona, una risorsa preziosa per la comunicazione e la vendita, che va sfruttata al meglio: dire di noi le cose più importanti, propedeutiche al nostro obiettivo professionale.

La considerazione da fare, prima di capire i trucchi e gli errori, è che a differenza di un CV, il tuo profilo LinkedIn deve crescere ed evolversi con te.  Ci sono molti post in rete con consigli su come compilare il proprio profilo LinkedIn, questo a testimonianza dell’importanza che ha per il proprio Personal Branding un buon profilo.

Ma iniziamo ad affrontare la questione per gradi, al fine di avere un quadro chiaro e completo.

Cos’è LinkedIn?

LinkedIn è il social network che si occupa principalmente di reti di contatti professionali ed ha lo scopo di creare ed intrattenere relazioni online, sulla base però dei contatti lavorativi. Networking: ecco di cosa si occupa LinkedIn.

cos'è linkedin?

LinkedIn è  il social network professionale più diffuso in Italia – e nel mondo – copre circa 150 comparti economici e oltre 400 settori.

Iscriversi è semplice come creare un profilo Facebook. Ma su LinkedIn l’importante è creare una rete professionale per dare slancio alla propria carriera. Come? Il sito offre un sistema di condivisione di messaggi in bacheca che unisce, pressappoco, le migliori funzionalità di Facebook e Twitter.

Collegando i propri account dei vari network, in ogni caso, è possibile godere di maggiore visibilità, soprattutto se si sta cercando un nuovo lavoro. Un altro consiglio, è quello di usufruire della possibilità offerta da LinkedIn circa il rendere l’URL della propria pagina SEO-friendly, ovvero facilmente rintracciabile dai maggiori motori di ricerca.

Riempire adeguatamente la sezione dedicata alla descrizione della propria persona è ovviamente l’attività che richiede maggiore attenzione. Infatti, se non è proprio così importante farlo sugli altri social network, su LinkedIn è fondamentale per la ricerca del lavoro giusto.

Perché LinkedIn è importante per la tua carriera?

LinkedIn ha contribuito ad una vera e propria rivoluzione del recruitingPer verificare come stia cambiando il modo di selezionare il personale, gli specialisti del marketing hanno condotto ricerche approfondite ed hanno scoperto che i selezionatori non devono più vedersela con curriculum o elaborati per trovare i futuri collaboratori: ricercano direttamente i profili d’interesse su LinkedIn.

Perché LinkedIn è importante per la tua carriera?

Questo social network è uno strumento potente anche perché riesce a individuare potenziali lavoratori alla ricerca dell’impiego dei sogni desiderosi di espandere il network.

Si tratta di uno strumento importantissimo per professionisti e aziende che vogliono creare qualcosa di nuovo, consolidare la propria posizione o accrescere la propria visibilità.

Cos’è il Personal Branding?

L’espressione Personal Branding indica la capacità di promuovere se stessi.

Il tuo Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie; il Personal Branding è il processo per identificarla, coltivarla e comunicarla nella maniera più efficace possibile.

Attraverso questo processo un’azienda o una persona definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace.

 Cos'è il Personal Branding?

Il Personal Branding adotta le tecniche utilizzate dal Marketing per promuovere i prodotti commerciali e le adatta per la promozione dell’identità delle singole persone e delle aziende (piccole e medie imprese o aziende personali).

Chi applica il Personal Branding sul web ha lo scopo di creare una rete di seguaci attraverso social media e Blog personali ed eventi (formazione e fiere di settore) con l’obiettivo di aumentare la propria web reputation.

In sintesi quindi non stiamo dicendo altro che la promozione di te stesso è data dall’insieme di valori, competenze, visioni, passioni, caratteristiche e ricordi in genere che immediatamente chi ti sta attorno collega alla tua comparsa fisica o anche solo virtuale. Anche solo a pensarci.

Come fare Personal Branding su LinkedIn

Ognuno di noi ha un suo stile, fatto di gesti, comportamenti e tecniche. Il primo incontro faccia a faccia, resta un banco di prova importante, ma una buona strategia di comunicazione personale può aiutare a dimostrare quali competenze si possiedono.

Il personal branding ha bisogno di un megafono per esprimersi, e oggi il web è il miglior veicolo.

logo linkedin

Un’ottima arma è LinkedIn, creare un profilo è semplice, utilizzarlo invece non è così immediato. Qualche consiglio:

  • Completare minuziosamente tutti i campi;
  • iscriversi a gruppi (ovviamente non  a tutti, sii coerente);
  • partecipare in modo costante e propositivo alle discussioni;
  • regalare al gruppo la propria competenza, senza badare al “tempo perso gratuitamente”;
  • dare voce alla propria personalità in relazione alle proprie idee.

Spesso la risposta data in una discussione genera curiosità e interesse, rendendo ogni post un potenziale aggancio.

Tuttavia, ricorda che il primo passo per riuscire è: non cercare di piacere a tutti. Devi capire in che modo attirare le persone che hanno bisogno di ciò che fai, nella maniera (unica) in cui lo fai. Questo è un cambiamento di prospettiva per molti, che sentono spesso il bisogno di essere tutto per tutti. Per attrarre alcune persone in maniera forte, devi necessariamente perdere appeal per altre.

Piuttosto che cercare di confonderti tra la folla, come quei palazzi monotoni, l’obiettivo è di emergere in modo che siano chiari i tuoi talenti ed il tuo valore.

Personal Branding Manager

Ci sono quelle aziende e quei progetti digitali, che ricordi sia per il nome del brand che della persona che lo ha portato al successo. In quei casi, c’è stata sicuramente un’azione di costruzione di Personal Branding efficace.

Personal Branding Manager

Il web marketing si muove sempre più verso la promozione personale; i social media ne sono l’esempio più lampante. Puoi diventare esperto della tua nicchia e in alcuni casi anche influente, ma dovrai seguire un percorso di crescita ben definito per arrivarci. Solo così diventerai Personal Branding Manager di te stesso.

Un buon Personal Branding Manager riesce  a creare e gestire il proprio marchio personale. Tutti tentiamo spontaneamente di essere unici.

C’è poi chi stabilisce in modo deciso di essere unico, così da ottenere i risultati a cui tiene. Il Personal Branding Manager ha la maturità di comprendere che esiste l’esigenza, in una società veloce, velocissima, di lasciare un buon e giusto ricordo di sé e di quello che rappresenta. Soprattutto un ricordo coerente con gli obiettivi prefissati.

Tra i vantaggi del decidere di maneggiare in modo adeguato il proprio personale marchio, c’è quello, non trascurabile, di aumentare la propria sicurezza e le proprie capacità comunicative. E a pensarci bene non c’è da stupirsi.

branding

In un mondo povero di tempo e ricco d’informazioni, andare all’essenza è fondamentale. Fare in modo che la  presenza generi fiducia diventa la chiave di volta dei tuoi successi.

Ma cosa fa un buon Personal Branding Manager?

  1. stimola la fiducia nelle capacità e negli aspetti che vuole  sottolineare;
  2. risparmia il suo e l’altrui tempo;
  3. riduce il suo e l’altrui stress nel cercare una soluzione mutuamente soddisfacente nel business o nella vita;
  4. sa essere unico.

Ma ecco da dove si inizia: come prima cosa, si identifica il  valore personale, cioè ciò che  rende unici in relazione alla missione e al futuro che ci si è prefissati. Può essere la simpatia, la correttezza, la perspicacia, una conoscenza di un materia particolare, qualsiasi caratteristica fisica, psichica, morale, una dote che ti permette di comunicare in modo veloce e chiaro ciò che sei .

Bisogna trovare i simboli più adatti per far riconoscere il significato “di base”. Il significato ultimo nella tua esistenza. Lavoraci sopra seriamente. Come si lavora quando il tuo capo ti chiede di elaborare un piano o ti dà un compito in azienda.
Il tuo futuro vale almeno quanto quello dell’azienda per cui lavori.

Da questo punto di vista, la capacità narrativa è molto importante. Devi sapere dove andare, altrimenti andrai a finire in qualche altro posto.

Avere in mente la propria proiezione sul mondo, attuale e futura, è il mezzo per rimanere fedeli a se stessi e cambiare solo quando è necessario e voluto.

Il Personal Branding è un modo per essere coerenti e migliorare, in un circolo virtuoso che ci vuole tanto più credibili e capaci di attivare risorse ed energie quanto più capaci di far percepire velocemente la propria intima essenza.

Ascolta le idee di quanta più gente possibile circa il tuo progetto. Essere capaci e avere l’umiltà di ascoltare ed eventualmente adottare spunti è una grande marcia in più. Non credere alla storia degli uomini di valore o di successo che non hanno mai dato retta a nessuno.

In sostanza:

  1. Crea sempre una storia intera da raccontare attorno.
  2. Comportati in modo da evitare di dover fingere. Sii trasparente.
  3. Se te la senti, coinvolgi in un dialogo continuo potenziali “clienti” per preparare questi punti.

Sei tu il tuo marchio. Se te ne dimentichi, fai il gioco della concorrenza.

Libri di Personal Branding

Ecco alcuni  libri che ti consigliamo di leggere per capire meglio il mondo del Personal Branding, e soprattutto, capire come promuoverti su LinkedIn.

Libri di Personal Branding

1. Personal Branding Promuovere se stessi online per creare nuove opportunità

Scritto da: Luigi Centenaro Luigi e Tommaso Sorchiotti.

Il Personal Branding è il processo per identificare, coltivare e comunicare nella maniera più efficace la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner dovrebbero sceglierti al posto di qualcun altro.

Fare Personal Branding significa impostare una strategia per individuare i propri punti di forza, quello che ti rende unico e differente rispetto ai concorrenti, e per comunicare in maniera efficace cosa sai fare, perché lo fai, come lo sai fare e quali benefici sei in grado di offrire.

Internet e in particolare i social media sono il doping del Personal Branding e lo hanno rivoluzionato completamente. I protagonisti della Rete moderna sono gli utenti, sei tu, siamo tutti noi. Quello che un tempo era privilegio di pochi ossia la possibilità di produrre, distribuire e promuovere una propria idea o creazione è ora a disposizione di tutti.

Non comprendere la rivoluzione che è avvenuta in questi anni comporterebbe inoltre il rischio di uniformarsi al peggior nemico del Personal Branding: l’autopromozione!

2. Personal Branding per il Manager: 66 modi per diventare una persona influente, indispensabile e incredibilmente contenta del proprio lavoro. Con il metodo smetti, osa, fai!

Scritto da: William Arruda e Dib Deb.
Un manuale di istruzioni disegnato appositamente per manager e imprenditori per comprendere e sfruttare il potere della loro immagine personale tramite il Personal Branding, sia in ottica di carriera sia per favorire il successo della loro attività e della loro azienda.

Un libro che, in modo pratico e schematico, risponde alla principale esigenza del management: ottenere il massimo dei risultati con poco tempo a disposizione. Questo grazie a una struttura suddivisa in paragrafi molto snelli, per poter essere letti anche nei ritagli tempo, ma che mantiene una linea coerente grazie alla metodologia SMETTI, OSA, FAI!

Gli autori affrontano inoltre le ormai inevitabili strategie per sviluppare una reputazione online e per sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dai Social Network quali LinkedIn, Twitter, Facebook e YouTube, con l’accortezza di inserire in maniera naturale nuove buone abitudini nella vita professionale.

Il tutto spiegando come sfruttarli appieno dedicando meno di 10 minuti al giorno alla nostra carriera e al nostro brand. Con questo volume si sfatano falsi miti e vecchie convinzioni.

Personal Branding per il Manager

3. Fai di te stesso un brand. Personal branding e reputazione online

Scritto da: Riccardo Scandellari.

Il testo si rivolge a tutti quelli che hanno l’esigenza di crearsi un’identità online e vogliono conquistare visibilità. Riccardo Scandellari (conosciuto nel mondo del web come Skande) in questo testo dedicato al personal branding spiega le potenzialità dei maggiori social network, come ottenere il massimo da essi e come sfruttarli per portare traffico al tuo sito.

Imparerai come utilizzare al meglio il tuo blog per raccontare te stesso, la tua azienda e i tuoi servizi o i tuoi prodotti. Alla fine, grazie a “Fai di te stesso un brand”, saprai creare un’immagine chiara e coerente di te stesso e del tuo brand. I concetti di Personal Branding e web reputation infatti sono sempre più fondamentali nella vita professionale.

Oggi, ancora più di ieri, una regola fondamentale è: non importa cosa vendi, ma la percezione che hai. L’autore non scende negli aspetti tecnici, illustra piuttosto quello che avviene dopo e, soprattutto, come il contenuto e le tecniche di propagazione ti aiuteranno gradualmente a crearti un seguito e come amministrarlo.

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Come creare un’app senza sapere nulla di programmazione

I consumatori stanno spingendo le imprese, i liberi professionisti e il settore pubblico ad una “trasformazione digitale” attraverso le applicazioni mobile: è una rivoluzione simile a quella che  conseguì venti anni fa dalla nascita di internet, ma oggi ha un formato più piccolo e tascabile, quello dei nostri smartphone e tablet.

Le app oggi possono offrire infiniti contenuti e modi di fruizioni: per questo motivo si può dire che il mobile marketing è divenuto uno strumento fondamentale per tutti i business. Ed eccoci al punto di partenza: se hai capito che è il momento per la tua attività di entrare nel mondo delle applicazioni mobile, ti sarai già scontrato con la difficile realtà che creare un’app può comportare costi di realizzazione non sempre praticabili.

Per fortuna, anche nel campo dello sviluppo mobile c’è stata un’importante rivoluzione ed oggi puoi creare la tua app senza sapere nulla di programmazione.

Se ti senti pronto per metterti alla prova, oggi ti mostriamo come sviluppare un’applicazioni in pochi e semplici step grazie a GoodBarber, la piattaforma web per creare app native per iOS e Android senza nessuna conoscenza di sviluppo. Con GoodBarber puoi provare a creare la tua app gratuitamente: hai infatti a disposizione 30 giorni di prova con assistenza tecnica senza obbligo di pagamento

Tutto ha origine dal Design

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Lo scopo principale dello sviluppo di un’app deve essere quella di offrire una proposta di valore unica ed efficiente. Per questo motivo uno dei primi obiettivi per creare un’app è quello di realizzare un buon design e rendere dunque il risultato app-etibile! Non tutti però abbiamo il talento creativo né l’ispirazione per progettare un design accattivante: come fare dunque?

GoodBarber offre una vasta e dettagliata libreria di modelli contenenti più di 100 ispirazioni, e un percorso in 5 passi per una progettazione rapida e guidata che permetta all’utente di restare concentrato su ciò che darà vita ai contenuti, la user-experience. Tutto in una semplice e intuitiva interfaccia visiva, senza bisogno di digitare nessun codice di programmazione.

Puoi verificare il risultato con una comoda anteprima e una prima visione a 360° dell’app durante la creazione. Infine puoi verificare anche il risultato sui diversi formati di device mobile perché GoodBarber progetta le vostre app in Adaptive Design: per ogni tipo  di contenuto da te aggiunto alla tua app, GoodBarber utilizza un template personalizzato per iPad e per smartphone. Potrai limitarti a progettare l’app una sola volta, ma avrai comunque sia la versione iPad che quella smartphone.

L’importanza del contenuto

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Ora che abbiamo la struttura della nostra app, arriva il secondo difficile step: la creazione dei contenuti.

Se sei già presente nel web con un sito, un blog, i vostri social network, puoi connettere la tua app facilmente a questi canali: avrai così una comunicazione coerente e coordinata della tua attività o brand e senza dover rimettere mano ai contenuti.

Se invece vuoi realizzare contenuti nuovi o se hai scelto di creare un’app nativa che sia anche la tua unica presenza sul web, il built-in CMS presente su GoodBarber 3 offre un set completo di strumenti per la creazione e la gestione di diversi tipi di contenuto. Potrai pubblicare articoli, video, foto e tracce audio e organizzare il tutto tramite una navigazione multi-livello direttamente dal back office di GoodBarber, senza doversi appoggiare a servizi esterni.

Testiamo la nostra app

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Diamo ora un’occhiata veloce alla nostra app e prepariamoci a metterla alla prova: durante la creazione con GoodBarber avete avuto a  disposizione un’anteprima molto responsive, che mostra in tempo reale tutte le modifiche che si stanno apportando.

Tramite l’app My GoodBarber puoi testare la tua app nativa prima ancora di generarla. Infine prima di inviare l’app agli store GoodBarber consegna la versione Adhoc della tua app, l’esatta copia di quella che verrà consegnata agli store, che potrai installare sui tuoi dispositivi per ulteriori test.

Ed ora pubblichiamo la nostra app

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Abbiamo la nostra app e siamo pronti a pubblicarla, ma in quale app store?

La risposta è semplice: in qualsiasi app store!L’app che hai progettato con GoodBarber è valida per iPhone, iPad, Android e HTML5.

Ora hai due strade davanti a te: puoi pubblicare autonomamente la vostra app  seguendo il percorso guidato creato da GoodBarber, oppure affidarti al suo team. Infatti per coloro che non vogliono lanciarsi nei processi di generazione, è possibile scegliere l’opzione GoodBarber Takes Care e  godersi in tranquillità l’inizio di questa nuova avventura.

La mobilità è  un’opportunità oggi imperdibile per ogni azienda, istituzione, libero professionista. Non si può più restare dietro ad un desktop o chiusi in un negozio: bisogna andare dove vanno i clienti! È un cambiamento alla portata di tutti: creare un’app oggi è facile e ha un costo accessibile grazie agli app builder come GoodBarber.
Sei pronto dunque per la tua app revolution?

È arrivato Magento 2.0: ecco tutte le novità [INTERVISTA]

Se ne parla da anni, ma finalmente la release 2.0 di Magento è disponibile per il download.

Inutile dire che la crescita vertiginosa di piattaforme quali Shopify e WooCommerce hanno contribuito all’aumento della curiosità nei confronti di ciò che Magento avrebbe tirato fuori dal cappello: le funzionalità offerte dalla piattaforma rimangono pressapoco le stesse ma, dagli utilizzatori IT agli E-commerce Manager, le novità sono tante per tutti.

Per raccontarvele abbiamo fatto una lunga chiaccherata con Marco Dalla Libera di Alpenite, unica azienda italiana ad essere riconosciuta come Gold Partner di Magento e da sempre focalizzata sul mondo Enterprise, e Andrea Saccà, sviluppatore front-end certificato Magento e fondatore di Magentiamo, il primo blog italiano dedicato al CMS oggetto dell’articolo.

Buongiorno Marco e Andrea, benvenuti su Ninja Marketing. Magento 2.0, finalmente. Cosa cambia?

[Marco] La nuova release si è focalizzata soprattutto su quelli che erano i limiti strutturali della piattaforma, così da renderla più scalabile per l’amministratore di sistema e più performante per l’utente finale.

In particolare per quanto riguarda il mondo Enterprise, Magento si è sempre rivelata la scelta vincente rispetto ad altre piattaforme ma, quando si parlava di progetti più corposi, la scalabilità della versione 1 aveva qualche limite rispetto a soluzioni come Hybris e Demandware. Il focus è quindi stato posto sulla scalabilità dei sistemi in situazioni multi-store e multi-catalogo, gestendo in maniera più performante database di grandi dimensioni.

Se da un lato questo potrebbe essere considerato un aspetto negativo in quanto non sono state portate grandi migliorie dal punto di vista delle funzionalità – caratteristica per la quale Magento non era da considerarsi seconda a nessuno – d’altro canto il replatforming era inevitabile per una piattaforma PHP nata tanti anni fa e non completamente in linea con le tecnologie attuali.

Il punto è proprio questo: come la prenderà il mercato? Quando la versione 1.x non sarà più mantenuta come si comporteranno tutte quelle aziende che si troveranno a dover fare un upgrade della loro piattaforma? Passare a Magento 2.0 sarà un’operazione tutt’altro che indolore e inevitabilmente le aziende si troveranno a considerare le alternative di un mercato oggi molto più maturo. Si stanno prendendo un bel rischio.

Uno sviluppo open source che si è prolungato oltre il previsto.

[Marco] E’ vero, la release ha tardato un po’, sono almeno tre anni che se ne parla. Di certo non hanno aiutato i terremoti societari provocati prima dall’uscita di Yoav Kutner (CTO e co-fondatore di Magento) e Roy Rubin (fondatore e COO), e poi dalla separazione tra PayPal e eBay (fino a pochi mesi fa proprietaria di Magento).

Il progetto era faticoso e ambizioso, e per non perdere la leadership di mercato a livello di funzionalità era importante non fare passi falsi. Per tutti questi motivi la release 2.0, con una situazione societaria più serena e con una piattaforma ancora più potente di prima, non è da considerarsi un punto di arrivo bensì un nuovo punto di partenza.

Nulla di nuovo invece per quanto riguarda lo sviluppo open: la piattaforma continua ad essere sviluppata da una fortissima community moderata e gestita da un team centrale di Magento.

Quali novità per sviluppatori e store manager?

[Marco] Tutto, anche se in realtà, trattandosi di un framework PHP, chi aveva imparato a lavorare con la precedente versione non troverà enormi difficoltà ad adattarsi: non è più difficile, solo più strutturato.

[Andrea] Sì, la struttura del front-end, così come la struttura del CMS e delle estensioni, è stata completamente rivisitata. Sarà più semplice ora creare un tema per Magento e renderlo scalabile e mantenibile nel futuro. Sono state introdotte molte novità per agevolare lo sviluppo: LESS per un CSS dinamico e jQuery, che va a sostituire la libreria Prototype. La struttura delle cartelle è stata rivista, ed ora, come accade per la maggior parte dei CMS, il tema risiederà in un’unica cartella. Anche la personalizzazione delle estensioni sarà più semplice: in particolare quelle che aggiungeranno funzionalità al front-end avranno una cartella specifica da importare nel tema per modificare o integrare i file dove necessario.

[Marco] C’è da sottolineare però che, a proposito di estensioni, si riparte da zero: quelle sviluppate e disponibili per la versione 1.x non sono compatibili con la versione 2. Naturalmente Magento ha permesso ad alcuni partner di iniziare a lavorare con un certo anticipo e per questo sono già disponibili sia estensioni di funzionalità sia di migrazione dei dati.

[Andrea] Due parole poi sull’interfaccia di amministrazione che è stata notevolmente rivisitata, migliorandone l’usabilità da parte degli store manager: molte voci di menu sono state inglobate in gruppi per una più facile gestione da parte di chi gestisce catalogo, ordini e attività di marketing.

Per non dilungarci oltre su questo punto invito chi volesse entrare maggiormente nei tecnicismi a fare un salto sul nostro sito, Magentiamo, dove abbiamo pubblicato le slide (in italiano!) proposte ai recenti eventi di training dedicati alla nuova release: sono un ottimo punto di partenza per chi volesse cominciare a sviluppare con Magento 2!

Infine, due parole sullo stato di salute dell’ecommerce.

[Marco] I numeri crescono anche in Italia ma sempre ad un ritmo inferiore rispetto a quello che accade in molti altri Paesi. Non si tratta di frasi fatte quando diciamo che il problema rimane l’approccio con cui sia il consumatore che l’azienda affrontano il tema dell’Ecommerce.

Il mio parere personale è che l’approccio delle aziende non sia adeguatamente strutturato: se all’estero ci capita spesso di confrontarci con clienti che presentano business plan pluriennali con una previsione chiara del ritorno economico previsto, in Italia si fa spesso ecommerce per cavalcare un trend e perchè si sente l’obbligo di farlo, senza obiettivi chiari e senza allocare il budget adeguato.

Nel settore fashion c’è molta attenzione al fenomeno omnichannel; più di tutti sono loro a vederlo come un must have e chi lo ha previsto nella propria strategia commerciale ha riscontrato un incremento dei volumi di vendita. La cosa più affascinante dell’omnichannel è che porta ad un radicale cambiamento delle dinamiche aziendali, poichè aree prima apparentemente distanti come la logistica e il marketing online ora hanno la necessità di avere una visione condivisa.

Click 'n' Pizza, il food delivery in un bottone

Click ‘n’ Pizza, il food delivery in un bottone [INTERVISTA]

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“Metti un tool nelle mani dei tuoi consumatori ed avrai sempre l’occasione di costruire un rapporto con loro”. Si presenta così La Comanda, startup dell’Internet of Things che abbiamo conosciuto al Frontiers Of Interaction e che punta a realizzare soluzioni per semplificare la vita delle persone, attraverso device che diventino l’interfaccia semplice e immediata da utilizzare nel nostro quotidiano. E il primo esempio di questi utili tool ha uno style tutto italiano.

Si chiama Click ‘n’ Pizza il bottone che rivoluzionerà il mondo del commercio elettronico e del takeaway, offrendo un’esperienza di ordinazione facile e veloce e la creazione di un canale unico per comunicare direttamente con i clienti. Il pulsante si fissa magneticamente alla porta del tuo frigorifero offrendo tre diverse possibilità: ordinare la tua pizza preferita automaticamente in un click, selezionare tra diversi condimenti o scegliere una delle promozioni del tuo pizzaiolo di fiducia.

Il futuro è già a portata di mano con una soluzione che strizza l’occhio al marketing e che ci semplificherà la vita non solo nel food delivery, per questo abbiamo rivolto alcune domande a Carlo Brianza, ingegnere, CEO & Founder di La Comanda.

Un device per costruire una relazione con i clienti, da dove nasce La Comanda?

Click 'n' Pizza, il food delivery in un bottone

La Comanda nasce dall’idea di voler rendere più semplice, più veloce e più divertente un’azione per noi ricorrente.

Nello specifico della pizza, l’azione è particolarmente ricorrente, perché le persone non solo ordinano frequentemente, ma ordinano quasi sempre la stessa pizza. Quasi tutti i mangiatori di pizza mangiano sempre la stessa.

A me, ad esempio, piace la pizza diavola e anche quando vado in pizzeria, leggo tutto il menu ma alla fine scelgo sempre quella!

Era ancora più semplice inserire la nostra soluzione in questo specifico contesto, anche se, mano mano che abbiamo iniziato a lavorare sul design e sulla user experience, ci siamo accorti che questa soluzione è adatta anche ad altre tipologie di cibo. Click ‘n’ Pizza non è solo un one click, ma permette una customizzazione e questo ha aperto tutta una serie di scenari. A differenza di altre soluzioni di Iot che si vedono sul mercato, che hanno solo un pulsante e non permettono una scelta, chi usa Click ‘n’ Pizza può anche cambiare i propri gusti e le proprie scelte.

Inoltre una caratteristica importante è il display, che serve a creare una relazione: Click ‘n’ Pizza non è un pulsante fisso, da schiacciare e basta, ma è un elemento vivo, che comunica attraverso il suo display.

Ed è lì che nasce la relazione, perché al di là della semplice conferma dell’ordine effettuato, riceverò altre comunicazioni, come offerte speciali dal mio pizzaiolo preferito, promozioni in occasioni di partite o di eventi particolari.

LEGGI ANCHE: Il White Paper di Digital Magics e il futuro delle startup in Italia

Altro aspetto estremamente importante è la rilevanza di questo display. A differenza dello smartphone, sul quale ricevo qualsiasi genere di comunicazione, che fa rumore e sul quale i messaggi promozionali sono spesso inopportuni e quasi fastidiosi, il display di Click ‘n’ Pizza, invece, è sul frigorifero. Dunque io leggerò il messaggio promozionale al posto giusto e al momento giusto, quando sto pensando alla mia cena. Il messaggio così mi coglierà proprio nel momento in cui ho l’apertura mentale per ricevere questo tipo di comunicazione.

Usato in maniera intelligente Click ‘n’ Pizza va effettivamente a creare una relazione: oltre a essere bello e facile da usare, è molto stylish e ha un aspetto importante di comunicazione, anche considerato che oggi tutti i clienti chiedono sempre di più un dialogo con i propri fornitori.

La possibilità di essere contattati dall’azienda che mi offre un bene o un servizio in maniera rapida, lo rende un plus.

La vostra idea è totalmente innovativa nel mercato IoT italiano?

Click 'n' Pizza, il food delivery in un bottone

Fino ad oggi non ci sono altri prodotti che abbiano le caratteristiche di Click ‘n’ Pizza. Si sono visti altri esempi, come il bottone di Amazon. Questo significa che è un terreno fertile, su cui si stanno muovendo anche i grandi, come Google, Microsoft, Apple, Amazon. Ed è sicuramente il futuro per quanto riguarda una nuova forma di user experience e di interazione con le persone.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo declinato questa soluzione in un dispositivo molto carino e particolare, che fortunatamente si differenzia molto da quello che c’è oggi sul mercato, buttandoci su un settore specifico, quello del food delivery e in particolare della pizza.

Il nome La Comanda è un nome italiano che già dice tutto: parliamo di pizza e lo costruiamo in Toscana, ma ovviamente lo vendiamo all’estero.

Quanto ha contato l’esperienza maturata in Nokia nella progettazione della tua idea?

Click 'n' Pizza, il food delivery in un bottone

Ha contato molto: in Nokia ero responsabile delle vendite dei telefoni multimediali, che erano telefoni con fotocamera, musica e giochi e poi sono passato alla vendita dei servizi. Dovevo cioè valorizzare un servizio che veniva veicolato da un’app. Dieci anni fa era qualcosa di pioneristico raccontare alla gente che si potevano scaricare applicazioni, giochi, musica. Veicolare un servizio tramite un hardware significava renderlo semplice per il cliente, fare in modo che le persone lo utilizzassero effettivamente in modo immediato.

Pizza in un click, poteva davvero pensarci solo un italiano?

Chi può dirlo? La pizza è italiana certo, ma l’idea di un pulsante per ordinare la pizza poteva venire a chiunque, perchè se andiamo a vedere i numeri il mercato dell’home delivery in Italia c’è, è presente, ha la sua fetta di mercato ed è anche in crescita, ma confrontato con i numeri che ci sono all’estero, è ancora molto basso.

Negli Stati Uniti, ad esempio, più del 36% delle pizze viene consegnato a domicilio, dunque su tre miliardi di pizze all’anno, un miliardo è consegnato a domicilio. E addirittura in Canada la percentuale sale al 60%, dato che le condizioni geografiche e climatiche, così come le distanze, rendono diverso il comportamento del consumatore. Negli Emirati Arabi, ad esempio, è all’opposto: in alcuni periodi fa troppo caldo per uscire e la consegna a domicilio diventa la soluzione.

In Italia abbiamo delle condizioni sia geografiche che climatiche che in effetti non stimolano tanto questo tipo di servizio. Nelle nostre città è più o meno tutto a portata di mano e non fa mai così freddo o così caldo da non poter uscire.

Quindi l’idea è venuta ad un italiano, ma poteva venire forse più facilmente a qualcun’altro.

La Comanda è solo per clienti “da divano e tv” o prevedete sviluppi futuri su altri tool?

Click 'n' Pizza, il food delivery in un bottone

Sì, noi ci stiamo muovendo anche con un secondo dispositivo che abbiamo anticipato l’anno scorso a Barecellona, Trillio, realizzato in collaborazione con Design Group Italia, il più importante studio di design di Milano.

Lo stiamo attualmente reingegnerizzando e lo presenteremo a gennaio a Las Vegas, al CES. Si tratta di un dispitivo che cambia completamente settore e si rivolge al mondo della sanità, pur rimanendo la filosofia di base, che è quella di fornire un servizio utile e importante da fruire in maniera estremamente semplice.

Anche nel caso di Trillio andiamo a creare una user experience disegnata attorno all’utilizzatore. Questo in fondo è il grosso limite dello smartphone, che ha un’unica interfaccia e gestisce qualsiasi funzione da quell’unica interfaccia. Non è detto che sia sempre l’interfaccia migliore: se in mobilità ci si può adattare, probabilmente in altri contesti, come a casa, appunto, possono esserci soluzioni migliori.

L’esempio classico è quello del coltellino svizzero che sicuramente ci torna utile in campeggio anche per aprire la bottiglia, ma che a casa viene volentieri sostituito dal più comodo cavatappi. Fuor di metafora, è questa la filosofia dietro la creazione di un dispositivo verticale dedicato ad una specifica funzionalità.

4 modi per rendere grandioso il Black Friday dei tuoi clienti online

Il Black Friday è il giorno in cui i cacciatori di occasioni di tutto il mondo vanno alla ricerca di sconti e offerte speciali. Negli Stati Uniti e nel resto del Mondo, il Black Friday si tiene sempre il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, l’ultimo venerdì di novembre.

Quali sono le origini del termine?

Tra le ipotesi più avvalorate possiamo citarne due, entrambe legate al termine anglofono “black”. Una sembrerebbe far riferimento al colore dell’inchiostro utilizzato sui registri contabili per trascrivere la crescita delle vendite fatte segnare in quel giorno, al contrario del rosso delle perdite. Una seconda tesi, dalle sfaccettature negative, fa riferimento al traffico caotico che bloccò le strade di Philadelphia nel 1960 a causa dell’evento consumistico.

Tralasciando i significati nascosti del termine e spostando la nostra analisi sui motivi del successo dell’evento possiammo facilmente dedurre che la popolarità, lo sviluppo e la diffusione dello shopping online ha reso globale tale evento, superando i confini americani e raggiungendo tutti i continenti del mondo.

Il Black Friday in Italia: numeri alla mano

Non tutte le nazione hanno beneficiato del Balck Friday. Nel novembre del 2014, secondo dati Istat, l’Italia ha fatto segnare una crescita del “Commercio al dettaglio” dello 0,2% rispetto al 2013 con riferimento ai prodotti alimentari, mentre è rimasto invariato il comparto dei prodotti non alimentari. Poco male, direte voi!

Al contrario si registra una crescita cospicua delle vendite online, figlia di un nuovo modo di vivere l’esperienza d’acquisto e di una minore percezione del rischio economico legato ai pagamenti online. In sostanza, contemporanei pantofolai possono acquistare questo o quel prodotto seduti comodamente sul divano con un semplice clic, senza rischiare il furto del codice della carta di credito da un qualsivoglia hacker.

Non è un caso che l’eCommerce italiano fa registrare una crescita totale dell’8% in più rispetto al 2013, con una crescita ulteriore prevista per il 2015; toglierei dunque il “poco” all’esclamazione “poco male” sopra citata.

Vista la premessa, forse un pò pedante ma necessaria, come possiamo rendere grandioso il Black Friday dei nostri clienti online, indipendentemente dalla grandezza di un’azienda e dall’evento stesso? Di seguito ho segnato quattro consigli utili per emergere tra le innumerevoli attività online sul mercato.

LEGGI ANCHE: I tool per un eCommerce di successo

1. Potere al popolo: ascoltare i consumatori

I rivenditori dovrebbero impegnarsi ad ascoltare i propri consumatori. Aumentando l’ascolto social, le aziende saranno in grado di capire le opinioni e le valutazioni dei loro clienti chiave (HUB), nonché di anticipare eventuali problemi che si potrebbero presentare.

Il coinvolgimento dei consumatori inizia con un buon ascolto, solo dopo si acquisiscono e si fidelizzano.

2. Risposta rapida: ogni cliente merita un feedback

I social media hanno dato ai consumatori un potere maggiore. Giampaolo Fabris, uno dei più lungimiranti sociologi italiani, parla di consumAttori: individui capaci di decidere sulle sorti di un prodotto o di un’azienda e di non subire le logiche spietate del mercato. Sempre più spesso i clienti pongono i loro quesiti e reclami attraverso i social media.

Con l’enorme quantità di clienti fatta registrare negli anni durante il Black Friday, i rivenditori devono sforzarsi per mantenere alti i livelli di servizio al cliente e rispondere in modo rapido ed efficace alle richieste. Ogni cliente è un VIP e deve essere trattato come tale.

3. Convergenza tra i canali di comunicazione

La sfida principale per le aziende riguarda l’utilizzo frammentato dei canali di comunicazione da parte dei consumatori. Questi si aspettano che le informazioni convergano e siano disponibili attraverso i vari mezzi di comunicazione.

La convergenza tra i canali di comunicazione soddisfa un bisogno primario dei consumatori globali, quello di cambiare il modo in cui possono contattare le organizzazioni a seconda delle situazioni in cui si trovano; da web, mobile fino alla carta stampata.

Per le imprese questo significa migliorare il percorso della ricerca di informazioni del cliente e di offrire canali alternitivi di contatto.

4. Aggiornamenti in tempo reale

Considerato il grande flusso di clientela, o per lo meno quello sperato, i responsabili dell’assistenza clienti dovrebbero utilizzare i social media per aggiornare i consumatori sulle promozioni, orari di apertura, e anche sulle disponibilità di magazzino.

Se un rivenditore sa che è a corto di un prodotto particolararmente richiesto dovrebbe aggiornare immediatamente lo stato della pagina aziendale di Facebook per informare i potenziali clienti.

Ancora una volta la via maestra da seguire per entrare nelle grazie dei clienti online sembrerebbe essere quella social. Social media is the new black e mai meme è stato più appropriato.

Ninja Social Oroscopo della settimana dal 26 novembre al 2 dicembre

Cari guerrieri, il ninja social oroscopo di questa settimana con Marte e Venere nell’esteta segno della Bilancia parte subito con una dichiarazione dell’Oxford Dictionaries: le emoji non saranno forse una nuova forma d’arte ma di sicuro una nuova forma di comunicazione. Amate o odiate le faccine gialle sono il linguaggio dei social e quindi della nostra vita. Ma come la prenderano i segni questa settimana???

Il Leone con Mercurio a favore le usa per comporre dei rebus, come il comunicato stampa della Chevrolet. Così quando il destinatario ha decifrato il messaggio il Leone ha già raggiunto il livello successivo… è un pò competitivo in questa settimana! L’ariete userà le icone per mandare messaggi minatori così non ci sarà bisogno di essere brutali: la bomba ha un significato chiarissimo!

Nel Toro trionfano cuoricini e gattini a tutto spiano, anzi magari anche da utilizzare come hashtag su Instagram… casomai il concetto non fosse sufficientemente chiaro.

La Vergine in questo periodo è tutta una profusione di vocaboli in qualsiasi lingua e linguaggio: dal codice binario alle emoji sarà impossibile farla stare zitta! Di contro i Pesci saranno muti (come pesci appunto) ed al massimo si esprimeranno a gesti… anzi a gestacci!

I gemelli più che ad esprimersi penseranno questa settimana a godersi la vita, anche quella degli altri, così si dedicheranno a raccogliere le storie con la app Story Corps e a farne racconti in fumetti… I primi a farsi intervistare saranno i Capricorno che nonostante la poca voglia di dialogare non potranno resistere al fascino delle interviste e della fama.

L’Acquario in questo periodo più che mai ama tutto ciò che è nuovo e quindi non vede l’ora che sia disponibile il prossimo aggiornamento IOS per scoprire ed utilizzare subito le nuove emoji. Anzi, se fosse possibile, vorrebbe suggerirne alcune, magari un po’ sexy! A questo punto il CAncro si sente di intervenire non solo perchè a lui le emoji sexy questa settimana non serviranno, prevedendo una vita sessuale pari a quella delle foche, ma perchè potrebbero addirittura innervosirlo parecchio!

La Bilancia crede che nulla spieghi meglio il suo stato d’animo questa settimana della faccina con gli occhi a cuore mentre lo Scorpione, particolarmente paranoico questa settimana, sarà felice e rasserenato dal sapere che anche Facebok si è attrezzato per liberarci velocemente dagli ex. Così anche se di una emoji dovesse farne una tragedia saprà subito che funzione attivare.

Sarà il saggio Sagittario a metterci tutti d’accordo: emoji si ma con prudenza perchè i dialoghi hanno pur sempre bisogno di tutto il loro tempo!

trend 2018

SEO e eCommerce: come migliorare il posizionamento del tuo store online

Hai progettato il tuo eCommerce, lo hai messo online e stai iniziando a ricevere le prime visite da parte di tuoi possibili clienti. Ma cercando il tuo eShop su Google, ancora non riesci a vedere miglioramenti sul tuo posizionamento.

Te lo avevamo anticipato durante la prima PrestaShop Masterclass: avere un eCommerce significa non poter mai stare con le mani in mano, ma doversi sempre occupare di piccoli miglioramenti che renderanno più piacevole l’esperienza del tuo cliente e più fruttuosa la tua presenza online.

Per questo abbiamo pensato di organizzare un secondo incontro online gratuito insieme a PrestaShop, dedicato proprio al SEO per eCommerce. Potrai seguire i consigli di Ivan Cutolo, Consulente eCommerce & SEO, durante la prossima PrestaShop Masterclass il 15 dicembre!

Spesso si progetta, si costruisce e si mette in rete un eShop senza chiedersi come rendere visibile il proprio negozio in rete. Ma non disperare, c’è sempre tempo per mettere a fuoco le criticità e migliorarsi.

#1 Metti a fuoco le strategie

strategie ecommerce

Ora che hai capito che nel tuo negozio online c’è ancora qualcosa da migliorare, inizia a farti una nuova domanda: nel costruire il mio shop online, ho pensato al rapporto tra SEO e eCommerce?

Essere sul web è ormai indispensabile, ma essere visibile, magari tra i primi risultati dei motori di ricerca, è la chiave per raggiungere più acquirenti possibili per i tuoi prodotti, che siano lampade artistiche fatte a mano, pezzi di ricambio per motociclette o capellini ricamati per bebè.

Imposta una strategia chiara, individuando il tuo target di riferimento e pensando attentamente a come le descrizioni dei tuoi prodotti possono influenzare i click degli utenti.

#2 Organizza e ottimizza

organizza e ottimizza il tuo ecommerce

Il secondo passo dopo aver identificato la tua strategia di eCommerce e SEO è quello di organizzare i tuoi contenuti seguendo alcuni importanti principi di ottimizzazione.

Ricorda che per essere visibile il tuo sito dovrà essere pensato secondo parametri SEO come titolo, descrizione, attributi, categorie, link interni e schede prodotto.

#3 Aiutati con i tool

tool e-commerce

Alcuni tool possono, come quelli di Google, possono aiutarti a migliorare il tuo posizionamento online. Ovviamente però, prima di chiedere la luna, dovrai studiare i dati, verificare le tue strategie e mettere in pratica quei piccoli aggiustamenti che ti porteranno a far volare il tuo eShop nell’Olimpo delle prime tre posizioni, quelle che puoi facilmente consultare anche da mobile!

Google Analytics, Webmaster Tools e Insight for search, sono solo alcuni dei nomi che dovrai imparare a conoscere.

#4 Migliora le conversioni

come migliorare le conversioni sugli e-commerce

Hai costruito il tuo shop online, pensato alla SEO per eCommerce, utilizzato i tool. E ora ci sei quasi, stai per diventare un vero retailer del web. L’ultimo passo da non dimenticare, mai, sono le vendite. Come passare dall’essere stati trovati all’essere stati cliccati?

Migliora le conversioni del tuo shop, magari implementando moduli aggiuntivi per aumentare le conversioni. Scoprirai che il tuo mercato potenziale non si ferma alla vicina di casa.

Segui la PrestaShop Masterclass di Ninja Academy, migliora il tuo lato SEO

PrestaShop Masterclass di Ninja Academy

Per riflettere sull’importanza della visibilità e sulla necessità di mettere a fuoco alcune strategie SEO per migliorare il posizionamento del tuo eShop sui motori di ricerca, segui la nuova PrestaShop Masterclass su Ninja Academy il 15 dicembre, dalle ore 17 alle ore 18.30.

Scoprirai che ottimizzare il lato SEO di un eCommerce è il primo step per la scalata ai primi posti di ricerca, ma anche come configurare i parametri base ed avanzati della piattaforma CMS di PrestaShop e i moduli aggiuntivi da configurare per avere un sito ottimizzato.

Riceverai anche imperdibili consigli su come incrementare le vendite e automatizzare i processi, per rendere davvero grandioso il focus più importante della tua attività, le vendite.

Cosa imparerai durante la PrestaShop Masterclass con Ivan Cutolo

Ivan Cutolo PrestaShop Masterclass

Grazie agli utili consigli di Ivan Cutolo, Consulente eCommerce & SEO Strategy, imparerai come ottimizzare onsite il tuo shop in PrestaShop lato SEO, conoscere alcuni tools utili per analizzare il tuo negozio online, ma anche come implementare Search Console e Analiytcs e infine come creare un carrello a prova di conversione.

Se la sera prima di addormentarti le tue domande sono “Il mio sito è visto bene agli occhi di Google? Come posso ottimizzarlo? Quali moduli usare per incrementare le vendite?”, allora non perderti la PrestaShop Masterclass gratuita, online il 15 dicembre.

Iscriversi è semplicissimo! Segui le istruzioni, compila il form di iscrizione e attendi la mail di conferma con tutte le indicazioni.

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Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS 

PrestaShop Masterclass

SEO & eCommerce: come incrementare visite e conversioni di uno store online

con Ivan Cutolo
Martedì 15 dicembre, dalle ore 17.00 alle 18.30

ISCRIVITI AL FREE WEBINAR

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

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