Le migliori aziende su Meritocracy per i migliori talenti della Ninja Academy

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Diploma, università, laurea, curriculum, colloquio, master di primo livello, profilo LinkedIn, laurea magistrale, curriculum, colloquio di gruppo, master di secondo livello, curriculum, colloquio…

Quanto può essere difficile trovare l’azienda giusta per le nostre aspettative lo sappiamo tutti, giovani, laureati e super titolati, alla ricerca del lavoro dei sogni. Eppure anche per i recruiter non è sempre facile trovare il candidato ideale, perfetto per il ruolo proposto e in linea con la vision aziendale.

Per rispondere a questa esigenza e far incontrare in modo più semplice domanda e offerta, nasce Meritocracy.

Meritocracy e Ninja Academy, una partnership per valorizzare il tuo talento

Meritocracy e Ninja Academy

Meritocracy ha creato uno spazio in cui le aziende possano attirare i migliori talenti grazie alle tecniche di employer branding. Per mezzo di immagini e storytelling, sarà l’azienda stessa a raccontarti la sua vision e a presentarti il suo team prima di candidarti. Attraverso la tecnologia proprietaria di Meritocracy, che impara dalle scelte dei recruiters, gli iscritti al sito ricevono le proposte lavorative che meglio li valorizzano.

Ma c’è di più, perché oggi, grazie alla partnership con Ninja Academy, basata sulla formazione nel digital marketing, per i talenti del marketing c’è un benefit in più.

Già attiva con un Career Consultant sempre a disposizione degli studenti, Ninja Academy passa allo step successivo con il Job Placement, mettendo direttamente in contatto i propri allievi con le aziende che hanno bisogno del loro know-how: gli iscritti ai corsi Ninja Academy, attraverso la loro Area Utente dedicata, hanno accesso ad una serie di annunci di lavoro delle aziende partner presenti su Meritocracy.

Qui troverai tutti i dettagli sulla posizione aperta e il tasto “Apply” per poterti candidare. Tra le opportunità offerte dalla nuova partnership tra Meritocracy e Ninja Academy troverai aziende come Cloetta, Dalani, GroupM, MailUp, MapCommunication, Take e Viralbeat.

E per garantire alle aziende la ricezione di profili qualificati e rispondenti alle proprie aspettative, solo gli allievi che hanno superato le dieci ore formative di corsi Ninja Academy possono accedere al servizio di Placement.

“Di Meritocracy ci ha colpito subito la volontà di mettere in connessione i migliori talenti con le aziende più innovative, anche dal punto di vista dello stile dell’ambiente di lavoro. Ninja Academy vuole essere un potente acceleratore professionale, non solo dal punto di vista delle competenze ma anche del personal brand e del networking che è in grado di generare. Per questo da oggi chi fruisce dei nostri corsi può avere grazie a Meritocracy un canale preferenziale per entrare in contatto con nuovi e stimolanti luoghi di lavoro”.

Mirko Pallera, CEO Ninja Academy

Per conoscere quali caratteristiche cercano le aziende nei loro candidati ed avere qualche consiglio in più su come scegliere il percorso formativo adatto alle tue aspettative, abbiamo rivolto alcune domande a Riccardo Galli, Founder di Meritocracy, e ad Angelica Saturnetti, Career Consultant di Ninja Academy.

Riccardo Galli, Founder di Meritocracy

Meritocracy ha scelto di utilizzare la potenza delle immagini per mostrare i luoghi di lavoro dei nostri sogni. Perché una grande azienda che si racconta online attira i migliori talenti?

In un contesto sempre più concorrenziale, dove le migliori capacità sono altamente contese e continuamente stimolate da nuove offerte, il racconto del progetto aziendale, dei suoi valori e della sua cultura diventa cruciale per poter presentare al meglio le proprie opportunità di carriera e renderle attraenti ai migliori talenti.

Non solo, gli spazi aziendali raccontano la cultura, le dinamiche dei rapporti interpersonali e il modo di intendere il lavoro.

La nostra posizione è che il lavoro vada scelto con cura, crediamo sia necessario decidere consapevolmente a quale sfida dedicare le proprie energie. Una persona che decide consapevolmente ed è fortemente motivata dalla visione aziendale, indipendentemente dalle “skill personali” sarà la migliore assunzione possibile per qualsiasi azienda.

Meritocracy

Cosa cercano le aziende nel candidato ideale?

Prima di tutto la motivazione, l’attitudine al cambiamento e all’adesione convinta ad un sistema di valori.

Questo è imprescindibile per avere un candidato che sposa la visione aziendale e la rende obiettivo integrante della sua crescita personale e professionale.

Angelica Saturnetti

Secondo la tua esperienza di Career Consultant, quali elementi bisogna prendere in considerazione nella scelta di un percorso formativo?

La prima domanda che rivolgo agli studenti Ninja Academy è: qual è il tuo obiettivo nel breve termine? Il mondo del marketing online è molto vasto e purtroppo è facile “perdersi” tra le tante tematiche che vengono affrontate nei diversi corsi di formazione.

Focalizzarsi sul primo traguardo che si vuole raggiungere è fondamentale per scegliere il programma didattico più adatto alle proprie esigenze.

L’obiettivo che ci si prefissa è strettamente correlato ad un secondo elemento fondamentale: il bagaglio di conoscenze e competenze. È molto importante avere un’idea ben chiara, anche auto-valutandosi, del livello di conoscenza e di competenza che si ha sulla tematica d’interesse, così da scegliere un corso che sia davvero utile e che possa arricchire il background sia formativo, sia professionale.

Naturalmente, non può mancare un pizzico di passione! La formazione smette di essere mera imposizione quando ci porta ad approfondire temi che amiamo e che ci divertono, permettendoci allo stesso tempo di crescere e migliorare.

Questo è forse l’elemento di base, il motore delle nostre scelte nell’ambito della formazione e, perché no, della vita.

Quale credi sia la principale difficoltà per coloro che cercano lavoro oggi?

spazi di corworking con persone al lavoro

Il giusto incontro tra domanda ed offerta, nel quale le necessità aziendali siano perfettamente allineate alle skill dei candidati. L’economia attuale ha influenzato e mutato profondamente il mondo del lavoro. Uno dei cambiamenti più interessanti riguarda il ruolo dei talenti.

Skill imprescindibili richieste dalle aziende sono la creatività e l’innovazione, che portano le risorse umane (inteso come i dipendenti e non area HR) ad essere maggiormente coinvolte, tanto da diventare protagoniste e portavoce della cultura aziendale.

Per questo un servizio di Job Placement è importante per chi cerca lavoro. Si tratta di un ponte che riesce a mettere in contatto il candidato e l’azienda giusta, portatrice di una vision e di una mission in linea con gli ideali del talento.

Trovare un lavoro che non soddisfi esclusivamente le basi della piramide di Maslow, ma anche l’apice della piramide, ossia il bisogno di autorealizzazione, è sicuramente una delle sfide attuali più difficili che i talenti devono affrontare.

Un vero ninja studia, pensa, agisce, e con Meritocracy e Ninja Academy anche la ricerca del lavoro dei tuoi sogni sarà un’esperienza unica.

RecycleBot, la pattumiera intelligente

“Sono una persona molto pigra, mi pesava veramente molto fare la differenziata e mi sono chiesto se esistesse un dispositivo tecnologico in grado di sostituire la ‘forza umana’. Appurato che non ci fosse ho deciso di inventarlo io!”. Damiano Franco, 38 anni, programmatore, esordisce così il racconto sulla sua creatura hi-tech: RecycleBot, la pattumiera intelligente che differenzia i rifiuti.

Per il momento è un prototipo, presentato alla Maker Faire 2015, ma a breve chi utilizzerà RecycleBot non dovrà fare altro che avvicinare il codice a barre dei prodotti a un lettore e gettare i rifiuti all’interno della pattumiera: a smistare i prodotti in base al materiale – plastica, metallo, vetro e carta – ci penserà l’innovativo prodotto inventato da Damiano.

recycle bot 2

La pattumiera intelligente, costruita con Arduino e Yunshield, è collegata ad internet in modo che possa accedere ad una banca dati contenente l’associazione tra codici a barre e materiali e facilitare così la raccolta differenziata della spazzatura. Se il codice a barre non è presente in banca dati può essere inserito manualmente dall’utente premendo il tasto corrispondente al materiale che sta gettando via: da quel momento tutte le RecycleBot collegate ad internet saranno in grado di attingere all’associazione appena effettuata.

Curiosi di vederla in funzione? Ecco il video di presentazione di RecycleBot!

Usando RecycleBot con il lettore di codice a barre avrete anche altri vantaggi:

  • la lista giornaliera o settimanale della spesa;
  • si potranno fornire informazioni sulla quantità e la tipologia della spazzatura alle aziende che si occupano della raccolta;
  • si potrà registrare la produzione di rifiuti per la tassazione sulla raccolta.

“Stiamo lavorando per ingegnerizzare il dispositivo – dice Damiano – c’è molto interesse da parte di uffici e datori di lavoro che pagano multe salate perché i dipendenti non fanno la raccolta differenziata. Nella versione da ufficio Recycle Bot sarà un po’ più ingombrante rispetto alla versione domestica 60×60, pensiamo a un dispositivo da mettere accanto ai distributori degli snack. Nella versione da cucina RecycleBot non costerà più di una lavastoviglie da incasso mentre la pattumiera intelligente da ufficio avrà un prezzo al di sotto dei mille euro”.

Inoltre in una fase di sviluppo successivo la pattumiera hi-tech potrà essere dotata di un compattatore per la riduzione del volume dei rifiuti e appositi sensori che riconoscano i materiali per smaltire in maniera più veloce i materiali, senza usare il lettore di codici a barre. Se avete particolari esigenze di spazio ed usi non preoccupatevi: RecycleBot può essere costruita in taglie e forme differenti, oltre che essere utilizzata in luoghi pubblici come piazze, musei e stazioni ferroviarie.

Cari Guerrieri, presto decidere se la lattina va nella plastica o nel metallo non sarà più uno stress: con la pattumiera intelligente inventata da Damiano, diventerete i Ninja della differenziata e il pianeta ve ne sarà grato! 😆

Ecco cosa succede quando si riuniscono i Digital Warriors

Sabato 28 abbiamo riunito i Digital Warriors, lettori di Ninja Marketing, Guerrieri della Ninja Academy, membri del clan e i maggiori esponenti della digital industry italiana, per un’intensa mattinata di formazione e networking al Copernico Milano.

Durante l’evento vi abbiamo presentato il restyling del nostro logo, il nuovo sito, l’offerta formativa Ninja Academy migliore di sempre e l’app Ninja Gong!.

Insieme ai nostri docenti e ai nostri ospiti abbiamo cercato di fare il punto sul nostro settore e di definire i trend del 2016 , abbiamo parlato del cambiamenti del business e di Professional Empowerment.

Grazie per aver trascorso un sabato mattina con noi e per aver twittato così tanto da aver fatto balzare l’hashtag #DigitalWarriors alla vetta della classifica dei Trending Topic.

Non c’è modo migliore di raccontare la giornata se non con i vostri post sui social: ecco lo storify dell’evento! 

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Acquisti e gaming online, un gioco da ragazzi

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Quando un giovane Jeff Bridges sfrecciava ad altissima velocità sulla scia blu della moto futuristica del mondo di Tron, era il 1982.

Kevin Flynn, giovane e geniale programmatore di software per videogame, difendeva un mondo virtuale parallelo a quello reale.

La tecnologia per gli effetti speciali a cui siamo abituati era totalmente inesistente: le riprese, effettuate su sfondo scuro con un particolare tipo di pellicola doppia, erano in bianco e nero; coloritura, campitura dei piani e dei solidi venivano aggiunte in post produzione, a mano, da un team di 90 artisti.

Tron è stato uno dei primi film con un massiccio uso di computer grafica, quando ancora il suo utilizzo escludeva, di fatto, la possibilità di aggiudicarsi una statuetta dorata, perché il ricorso a questo tipo di tecnica era considerato “scorretto” in una competizione.

Cult movie del 1982, ha rappresentato una svolta: oltre a definire e contribuire a sdoganare la figura del programmatore di videogame, ha anticipato l’impatto che il gaming avrebbe avuto, in lungo e in largo, sulla società.

Negli anni ’80, in cui il massimo del divertimento da joystick si muoveva in due dimensioni (Pac Man, Space Invaders), immaginare un mondo virtuale in 3D, navigabile come facciamo oggi sul web e visitabile come in mondi virtuali stile Second Life, era di certo pionieristico.

Chi non ricorda le bellissime moto digitali, le impossibili curve a 90 gradi di Tron? Beh, quel sogno era disegnato a mano perché la tecnologia necessaria a realizzare i rendering ancora non era disponibile. Ma nella testa del regista Steven Lisberger, oh sì, il futuro era arrivato eccome.

Il futuro (e l’acquisto) dei game è online

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Si stima che entro il 2020 il mercato dei giochi acquistabili online varrà circa 1 miliardo di euro e coinvolgerà in appassionanti avventure oltre 35 milioni di utenti.

Sembra una cifra stratosferica? Lo è: l’incremento è pari al 90% rispetto al 2014, anno in cui il mercato ha raggiunto la ragguardevole cifra di 550 milioni di euro grazie agli oltre 22 milioni di utenti.

Sebbene il settore venga ancora considerato ripartito tra mobile game, giochi per PC e browser game, trainano il mercato i popolari giochi per tablet e smartphone: secondo le previsioni fattureranno nel 2020 circa 445 milioni di euro, con un incremento del 106% rispetto al 2014 e con utenze che raggiungeranno i 15 milioni (contro i 12 registrati nel 2014) e conquisteranno una quota di mercato superiore al 40%.

In questi anni si sta assistendo a una rivoluzione nel mondo dei video giochi digitali – ha dichiarato Udo Muller, CEO di paysafecard –il formato fisico sta progressivamente lasciando il passo al nuovo metodo digitale per la distribuzione. Per gli acquisti online ciò che viene maggiormente richiesto dagli utenti sono la sicurezza, la velocità e la comodità. Proprio queste sono le basi su cui si sviluppa il sistema di paysafecard che offre voucher prepagati di piccolo taglio per i pagamenti online. Sono già utilizzati da milioni di utenti europei in una moltitudine di popolari giochi online come League of Legends, Aion, Combat Arms, Neverwinter, Goodgame Empire, i titoli Wargaming.net e molti altri.

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E in Europa? Nel 2015 il fatturato dei giochi digitali risulta superiore a 7,8 miliardi di euro, con il Regno Unito a guidare la classifica con 2,3 miliardi di fatturato, seguito dalla Germania e dalla Francia (1,3 miliardi), dall’Italia (690 milioni) e poi dalla Spagna (629 milioni).

Gaming, acquisiti e sicurezza

Se i servizi Cloud hanno ormai messo piede stabile nel nostro quotidiano (pensiamo ad Adobe che si indirizza sempre più nella vendita dei prodotti della celebre suite grafica con la formula del Creative Cloud), il tema della sicurezza delle transazioni e delle informazioni assume una importanza del tutto nuova, emerge con tutta la sua forza la necessità di strumenti inattaccabili che rendano questa operazione facile come un gioco.

Attualmente le transazioni avvengono in prevalenza tramite PC (75%), ma stanno crescendo molto quelle da mobile e tablet (rispettivamente +20% e +5%), per cui è ancora più sentita l’esigenza di sicurezza.

Come tutelarsi, quindi? Facile: utilizzando sistemi sicuri di pagamento.

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L’ideale è pagare sul web senza indicare i dati personali o gli estremi della carta di credito o del conto corrente, in modo da rendere l’esperienza gioco non solo coinvolgente e appassionante ma soprattutto sicura.

Paysafecard ti permette esattamente questo: è una soluzione prepagata di pagamento per internet, presente in 500.000 punti vendita di 41 paesi del mondo, utilizzabile da chiunque; non è necessario infatti disporre né di conto corrente né di carta di credito. In tutta facilità, sicurezza e rapidità puoi acquistare non solo giochi, ma anche musica, film e intrattenimento e tanti altro.

Sono migliaia gli shop online che accettano paysafecard e reperire  le carte prepagate è facilissimo: i tagli sono da 10, 25, 50 e 100 euro e sono emessi sotto forma di scontrino da oltre 50 mila punti vendita in Italia, tra cui i partner della grande distribuzione, come Esselunga, Il Gigante, Tigros, Iper, Metro e dell’intrattenimento (Sisal e Lottomatica).

Un sistema che si impone sui tradizionali metodi di pagamento online arrivando a diventare la vera alternativa alle notti insonni da paura di furti informatici.

L’unico nemico di cui dovrai preoccuparti sarà il GAME OVER.

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Cove, l’app che ti aiuta ad esprimere le tue emozioni in musica

Sai anche tu che spesso esprimere ciò che sentiamo non è così facile come sembra, a volte resta difficile persino a noi stessi capire di cosa si tratta, figuriamoci spiegarlo agli altri.

Una condizione in cui, a seconda delle circostanze, puoi ritrovarti più volte nel corso della vita ma senza dubbio il periodo dell’adolescenza è quello che ti mette più alla prova da questo punto di vista: un senso di incomprensione verso se stessi e gli altri sembra travolgerti e niente, soprattutto le parole, sembra essere d’aiuto per esprimere i tuoi stati d’animo.

LEGGI ANCHE: StoryCorps, l’app che raccoglie le storie di tutto il mondo

Eppure, sebbene qualcuno rimarrà scettico, la musica sembra essere la soluzione adatta quando non hai le parole adeguate per esprimere le tue emozioni e l’app Cove serve proprio a questo.

Cove è un diario musicale

Se non sai esprimere il tuo stato d’animo, l’app Cove ti aiuta a farlo
Esattamente. Tramite questa app puoi comporre musica senza avere conoscenze approfondite in materia, dopodiché puoi scegliere se condividere con qualcuno i tuoi pensieri sotto forma di melodia o conservarli in una galleria personale insieme a delle annotazioni, permettendo anche di riascoltarli in futuro.

L’intento principale è quello di invitare il fruitore a esternare i propri sentimenti senza però percepire quel senso di difficoltà che si prova di fronte a un foglio bianco o guardando negli occhi i nostri cari. Già dal design, con colori tenui e rilassanti come il blu e il verde, si percepisce che non deve esserci alcuna forzatura, si tratta più della stimolazione di un momento creativo, che possa anche portare dei vantaggi.

Come funziona

Se non sai esprimere il tuo stato d’animo, l’app Cove ti aiuta a farlo
L’utilizzo della app è davvero molto semplice, potrebbe essere facilmente usata anche da un bambino e in questo senso essere d’aiuto anche ai più piccoli che spesso non hanno gli strumenti adeguati per esprimere verbalmente le loro emozioni e troverebbero così, nella musica, uno strumento per parlare di sé.

Dalla dichiarazione ufficiale dei creatori della app si legge:

You can use an object that is familiar – a smartphone – to easily create music any time, to capture how you really feel about something that is happening to you.

All’interno della app trovi sei diverse emozioni che daranno il tono alla musica: giocoso, rilassato, desideroso, confuso, tormentato e gentile. Potrai poi formare base e melodia facendo cadere pietre in acqua, l’espediente grafico che si accompagna al momento creativo e d’espressione di sé.

Naturalmente, attraverso dei filtri, potrai modificare alcune caratteristiche del loop musicale appena creato e personalizzarlo il più possibile. A questo punto potrai salvarlo e/o condividerlo con chi desideri.

Come nasce

Ivor Williams e Alex Rothera sono i fondatori di Humane Engeneering, una tech company che vuole migliorare la vita quotidiana delle persone attraverso i suoi prodotti. Cove è il primo di questi e prende il via dalla loro personale esperienza.

Entrambi, in età adolescenziale, hanno perso improvvisamente due cari amici e da questi tragici eventi hanno capito l’importanza di disporre di uno strumento utile ad esprimere il proprio stato d’animo, perché non sempre le parole non sono sufficienti mentre invece musica e emozioni viaggiano di pari passo.

Se sei curioso e vorresti provare a parlare di te in un modo nuovo, attualmente l’app è scaricabile gratuitamente soltanto per iOS.

I video nelle preview Instant Article e le altre novità social della settimana

Una settimana povera di novità dal mondo social network, nella quale probabilmente l’attenzione di una piattaforma come Facebook era rivolta a rafforzare e standardizzare alcuni tool sotto i riflettori nei giorni precedenti, come ad esempio il safety check. Oppure Twitter, che continua ad affermarsi come “secondo schermo” televisivo, pubblicando sul proprio blog report statistici per aggiornare i propri utenti su quante persone hanno seguito il #Clasico Real Madrid – Barcelona, o il #DemDebate alcuni giorni prima in USA.

Ma qualche novità l’abbiamo scovata anche questa settimana: eccole!

Facebook

Ricordiamo intanto l’affermarsi dei rumor che volevano il tasto “dona” direttamente sulle pagine Facebook: ora è realtà, ma soltanto negli Stati Uniti, e solo per le pagine di aziende non-profit con tanto di spunta blu di verifica. Queste possono decidere di attivare nuove pagine dedicate a raccolte fondi: un crowdfunding in piena regola. C’è da scommettere che dopo questa prima fase beta, il servizio verrà attivato anche per molte altre attività, e forse ci ritroveremo di fronte al più serio competitor di Kickstarter.

LEGGI ANCHE: Facebook e fundraising: il social è sempre più sociale  

I video nelle preview Instant Article e le altre novità social della settimana #NinjaSocial
Altra novità dal mondo Facebook è l’introduzione di un video (senz’audio) nella preview degli Instant Articles, ossia al posto della classica immagine di link. Questo ha due effetti positivi: uno essenzialmente visuale, gradevole alla vista rispetto alla staticità di un’immagine, e l’altro riguardante la previsione di un più alto numero di click sul link proprio grazie alla presenza del video in preview.

Abbiamo notato anche come Facebook abbia finalmente dato la possibilità ad aziende e testate giornalistiche con pagine verificate (badge blu, non grigio) di utilizzare Facebook Mention e la funzionalità “Live”. Prova ne è questo video in diretta della BBC News, a cui ne sono susseguiti molti altri di diverse emittenti.

Dal pianeta Google

Come riportato in esclusiva dal magazine online Business Insider, Google ha deciso di lanciare in anticipo, ad inizio del nuovo anno, AMP, ovvero Accelerated Mobile Pages, il cugino di Instant ArticlesAMP è lo sforzo di Google per mantenere editori e contenuti sul web aperto: indiscrezioni vogliono Google e Twitter partner al fine di creare insieme i propri strumenti di pubblicazione come un progetto open source, proprio per contrastare la voracità crescente di Facebook.

I video nelle preview Instant Article e le altre novità social della settimana #NinjaSocial

C’è altro?

Su Plag, il social nel quale una tua frase o immagine può fare il giro del mondo in pochi minuti, sono state introdotte due nuove lingue (arabo e portoghese), ed è stata aggiunta una barra di avanzamento del caricamento delle cards.

Su Vine, il social di condivisione di video brevi by Twitter, ora è possibile divertirsi con i remix audio, ed è stato introdotto lo swipe per i video simili. Inoltre è stata migliorata l’interazione con l’Apple Watch.

Chiudiamo con Telegram, dove ora i gruppi possono avere più amministratori, con l’abilità di modificare il nome e l’immagine, e di aggiungere e rimuovere membri. Inoltre i gruppi che hanno raggiunto i 200 membri possono ora essere aggiornati a supergruppi e avere fino a mille membri.

Il buono, il brutto e il cattivo: epicwin ed epicfail della settimana

 

È accaduto a Melegatti, qualche giorno fa. A Gianni Morandi il mese scorso. Ma è sempre accaduto e accadrà sempre. Cosa? Ovviamente, l’essere travolti dall’ondata di condivisioni e commenti, siano essi positivi o negativi, su quello che, ormai, sono gli strumenti che ad ogni modo e in ogni forma, danno la possibilità a tutti di esprimere la propria opinione: i social network. In particolare in Italia, Facebook e Twitter danno vita a svariati consensi e dissensi che, anche per una manciata di ore, declamano vittorie e fallimenti popolari. Come dire, dalle stelle alle stalle e viceversa, insomma.

Leggi anche: Il Social Media Manager di Gianni Morandi? Ecco 5 indiziati

Welcome back, Jon!

Tra le segnalazioni epicwin di questa settimana, non si può che iniziare con una notizia fondamentale per tutti gli appassionati di serie tv. Sono trascorse le ore, i giorni, i mesi. Sono stati tristi e vuoti, ma il pensiero, tra una nuotata e l’altra e una lacrima di disperazione nella pausa caffè in ufficio, finiva sempre lì, all’ormai caro (defunto) Jon Snow.

Quando gli animi erano ormai rassegnati ecco che arriva la novità. Il 23 novembre alle ore 17 in punto (e questo fa riflettere su come l’orario sia stato studiato in maniera sopraffina), la fb fan page della serie tv Game of Thrones pubblica la foto del volto sanguinante del personaggio deceduto nel corso dell’ultima puntata andata in onda. Il tutto accompagnato  dalla scritta APRIL seguita da due hashtag. Il potere di una sola immagine e di una sola parola ha generato oltre 50k sharing in poco meno di mezz’ora. Decisamente TOP.

Leggi anche: 10 serie tv che vorremmo rivedere

Dalle serie tv allo sport

Tasto dolente per i fan della Roma che mercoledì scorso ha subito una clamorosa sconfitta nel match contro il Barcellona: il risultato finale di 6 a 1 a favore della squadra spagnola non solo ha generato i soliti commenti tra i più tifosi e non, bensì ha fatto sbizzarrire la fantasia -social- dei siti a luci rosse YouPorn e Brazzers. Battute a doppio senso ed allusioni varie sui numerosi goal ricevuti: decisamente un epicfail tutto giallorosso. Ma la Roma avrà incassato anche questo colpo?

News dal mondo fashion

Polemica in casa Trussardi: il CEO della famosa casa di moda ha recentemente espresso il proprio dissenso su Facebook riguardo l’episodio verificatosi alle 7:30 del mattino dello scorso mercoledì.

Sei agenti della Polizia Locale di Milano hanno sottratto sei punti dalla patente del Sign. Tomaso a causa dell’utilizzo improprio del telefonino, sebbene lui fosse vestito in giacca e cravatta. Post-lamento pubblicato, commento assicurato: ecco cosa accade a non avere rispetto per la divisa.

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Non dire gatto se non ce l’hai sul social

Si conclude la rubrica con un’insolita iniziativa della polizia belga. Per non intercedere con le operazioni in corso, è stato chiesto alla popolazione attiva su Twitter di postare foto del proprio gatto anziché pubblicare qualsiasi altra informazione inerente ad un delicato intervento in corso in quelle ore contro il terrorismo a Bruxelles.

Risultato: da lì a poco, dal Belgio e poi in tutte le parti del mondo, si è diffuso l’hashtag #BrusselsLockDown accompagnato dalla foto di un gatto. L’effetto domino è stato straordinario. Ovviamente, la Polizia Belga, una volta terminata l’operazione, ha ringraziato tutti gli utenti online, umani e felini, con l’immagine di una ciotola di croccantini. Piccoli messaggi che uniscono.

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Che dire? Che il social ce la mandi buona!

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7 lezioni che abbiamo imparato al Forum delle Eccellenze

Il 21 e 22 novembre si è tenuto a Milano il Forum delle Eccellenze, l’evento formativo ed esperienziale organizzato da Performance Strategies e dedicato al mondo del business.

7 i relatori di fama internazionale che si sono alternati sul palco del Forum: Tony Buzan, Jeffrey LikerReinhold MessnerOliviero ToscaniJeffrey ZeigAlessandro Rimassa e Renèe Mauborgne. A questi  si sono affiancati due ospiti speciali: lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti e l’ideatore del progetto Rockin’1000Fabio Zaffagnini.

Al Forum delle Eccellenze c’eravamo anche noi di Ninja Marketing e abbiamo preso qualche appunto per voi: ecco cosa abbiamo imparato e cosa crediamo che cambierà in meglio il nostro modo di lavorare.

Tony Buzan: “Questa è l’era dell’intelligenza”

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Molti di voi avranno studiato il metodo di apprendimento delle mappe mentali di Tony Buzan, ma come ci ha ricordato lui stesso, pochi scelgono di metterlo veramente in pratica. Ecco perché Tony  ha voluto mostrarci più di un esempio sull’efficacia del suo metodo. Ci ha ricordato che nel mondo del business il primo step verso il successo è la formazione e che “imparare” è un processo importante quanto il “creare”.

Siamo nell’era dell’intelligenza perché oggi la vera differenza, nel mondo del business e non solo, la fa chi è più reattivo, chi apprende più velocemente e chi riesce a utilizzare il più possibile le capacità di quel gigante dormiente che è il nostro cervello.

Jeffrey Liker: “Bisogna passare dal semplice fare al pensare attivamente”

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“The Toyota Way” è il bestseller più conosciuto di Jeffrey Liker: ma cosa può insegnare alle piccole e medie imprese il metodo di questa grande multinazionale? Il metodo Toyota mostra  a manager e non che occorre dare l’esempio all’interno della propria azienda e che è necessario compiere in prima persona quel cambiamento che crea valore al sistema.

Lean Thinking è soprattutto un metodo pratico che esorta i manager, gli imprenditori e ogni dipendente  a pensare attivamente, ad essere cioè “onestamente critico” e a sentirsi in prima persona portavoce delle radici e del valore dell’azienda.

Reinhold Messner: ” Chi non è disposto a soffrire, non può raggiungere la cima del mondo”

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Il re delle vette non poteva ovviamente raccontarci favole: Reinhold Messner ci ha ricordato che ogni scalata al successo implica sofferenza, sacrificio e preparazione. Come raggiungere le vette più alte? Imparando a coltivare la propria motivazione: esercitando le proprie capacità e affiancandosi a esperti e persone con maggiore know how del nostro.

Fabio Zaffagnini: “A volte per raggiungere il successo bisogna essere irrazionali”

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Fabio Zaffagnini è la mente del progetto Rockin’1000: in un contesto come il Forum delle Eccellenze dove si insegna a raggiungere il successo con la formazione e lo studio, Fabio ci ha ricordato che c’è ancora posto per il “cuore”. Un piccolo sogno può diventare un successo con quel pizzico di irrazionalità che ti permette di provare dove nessuna cerca e di riuscire dove nessuna ha osato.

Jeffrey Zeig: “La comunicazione può essere ambigua, artistica, ma può arrivare comunque al cuore”

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Anche per Jeffrey Zeig le emozioni e il cuore muovono le azioni umane: Jeffrey è stato allievo di Milton Erickson, uno dei più importanti psicoterapeuti del Novecento e ci ha raccontato come il suo maestro non gli abbia mai dato neanche un’informazione ma solo esempio e esperienza.

Gli esempi, le metafore, i giochi di parole sono tutti metodo di comunicazione più efficaci del semplice “dare informazioni”. Quando si comunica ai propri dipendenti come ai propri clienti, non è tanto quello che si dice ma “come” si dice a fare la differenza.

Oliviero Toscani: “Ci sono anche fallimenti di successo”

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L’anticonformismo di Toscani non poteva che lasciare il segno anche sulla platea del Forum delle Eccellenze: Oliviero ci ha ricordato che bisogna affrontare gli insuccessi e che è necessario rischiare. Si può avere paura e si può essere nel dubbio, ma si può superare il complesso del limite. Molti fallimenti hanno portato a grandi successi: tanto tempo fa un uomo partì per trovare le Indie e scoprì le Americhe!

Ai manager e agli imprenditori in particolare Toscani ha ricordato che quando si sceglie di affidarsi ad un artista, ad una nuova risorsa e in generale ad un dipendente, occorre permettere a questo di esprimere il proprio potenziale: è un cambiamento necessario nel mondo del business, specialmente in quello italiano.

Renée Mauborgne: “Eliminare, ridurre, aumentare e creare: ecco le 4 azioni per il successo”

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Renée Mauborgne ha cambiato il mondo del business 10 anni fa con il suo bestseller Oceano Blu: ecco perché il suo intervento è stato probabilmente il più atteso del Forum delle Eccellenze. Renée ci ha chiesto di guardare al futuro del nostro lavoro e del nostro business:  vogliamo essere ancora “coloni” o “migratori” nel nostro settore, buttandoci nell’oceano rosso della concorrenza, o vogliamo essere “pionieri” e offrire nuovi valori e un cambiamento senza precedenti?

4 le azioni che possono cambiare il nostro business: eliminare il superfluo, ridurre i costi, aumentare il valore per la propria azienda, per i propri dipendenti e per i clienti e infine creare. Bisogna creare nuovi campi da gioco per il proprio business e non cercare di combattere la concorrenza per la domanda esistente.

Eccoci alla fine delle lezioni  imparate. Noi Ninja “abbiamo unito i puntini” dei nostri appunti sul Forum delle Eccellenze facendo un passo indietro al discorso di apertura di Tony Buzan: “Bisogna puntare ad essere più che eccellenti, bisogna essere eccezionali”.

E voi, come credete abbia inizio un cambiamento verso il successo?

cambiare a lavoro

5 consigli per gestire il cambiamento a lavoro

Ogni azienda, ogni organizzazione o istituzione, perfino una piccola attività personale attraversa necessariamente una o più fasi di cambiamento nel corso della sua storia: che dipenda dalla voglia di innovare o dalla necessità di adeguarsi ai nuovi scenari sociali ed economici, cambiare può rivelarsi molto utile e comunque spesso inevitabile.

Ciò non implica ovviamente che il cambiamento non possa portare con sé insicurezze, disagi, dubbi. Cambiare significa uscire dalla propria zona di comfort, confrontarsi con ciò che non si conosce e ci mette quindi a disagio, a volte ci spaventa addirittura.

Tuttavia oggi vogliamo condividere con voi alcuni consigli su come trasformare il cambiamento sul luogo di lavoro in un’occasione di crescita e rendere la transizione il più possibile confortevole e serena, per voi e i vostri colleghi e collaboratori.

gestire il cambiamento

1. Comunica con tutte le persone coinvolte

Solitamente il cambiamento non coinvolge un’unica persona, ma in maniera differente tocca tutti coloro che fanno parte del medesimo ambiente. Sarà molto utile comprendere chi sono le persone interessate e in quale maniera: interagisci con i “decisori” per confrontarti con loro sui dettagli di questa fase di transizione e su quali siano le aspettative rispetto ad essa; parla con tutti gli altri per capire come affrontare al meglio ciò che vi aspetta, attraverso il supporto e la collaborazione di tutto il gruppo.

2. Sii consapevole di quanto vali

I tuoi punti di forza rimarranno sempre tali, e dovresti appoggiarti ad essi per affrontare ogni tipo di cambiamento. Non lasciare che la tua autostima sul piano professionale sia scalfita da ciò che ti mette a disagio.

3. Accetta i tuoi punti deboli

Allo stesso tempo, è di grande utilità riconoscere quali sono i nostri punti deboli e capire in che modo essi possano ostacolare la nostra crescita in momenti di transizione come questi. Sii sincero, il tuo “futuro te” te ne sarà grato!

4. Guarda il lato positivo

Non sempre (ok, quasi mai) abbiamo potere decisionale sul cambiamento, ma ciò che possiamo fare mentre capiamo come affrontarlo è cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ad esempio, hai mai pensato che quando le cose cambiano abbiamo la straordinaria opportunità di imparare nuove cose, nuove tecniche, nuove abilità?

5. Via lo stress

Bando all’angoscia e alla commiserazione. Scrollarsi di dosso lo stress che accumuliamo giorno dopo giorno non è facile, ma è di vitale importanza per affrontare con mente lucida e serena momenti come questi. Come fare? Non pensando al lavoro! Sì, sembra un controsenso, ma dedicare tempo e cura alla nostra vita personale è essenziale per affrontare meglio quella professionale. Ognuno ha un modo tutto suo per gestire lo stress: chi medita, chi sta in compagnia di amici e familiari, o si dedica al suo hobby, alla sua passione, al sogno nel cassetto. E il tuo modo, qual è?

Cosa ne pensate? Avete qualche altro consiglio da condividere con noi?

Gadget of the week: Emoji Keyboard, la tastiera con l’alfabeto delle emozioni

 

Il sorriso, la testa di unicorno, il pollice in alto: non potete fare a meno di inserire emoji nelle vostre conversazioni digitali? Tranquilli, è una mania comune! Le emoji hanno invaso le nostre bacheche social e le conversazioni private. In pochi anni hanno totalmente stravolto il nostro modo di comunicare, creando un nuovo linguaggio digitale.
Il fenomeno si prepara ad attestarsi fra i trend del 2016, superando addirittura la moda dei selfie. Non dimentichiamo, infatti, che l’emoji che ride con le lacrime agli occhi è stata proclamata “parola dell’anno” dal prestigioso Oxford Dictionary.

EmojiWorks ha colto questo cambiamento nel modo di interagire e ha creato Emoji Keyboard, una tastiera che consente di inviare velocemente ogni tipo di emoji, tenendo premuto un pulsante dedicato e selezionando la faccina che si desidera utilizzare. Le diverse versioni in commercio prevedono che a ogni tasto venga associata da una a tre emoji.

Scrivi con le faccine, ti meriti più di 26 lettere.

Smile, Kiss, Hug: oltre alle lettere, c’è una emoji per ogni stato d’animo.

Le emoji non sono ventisei – scrive Stefano Bartezzaghi su Repubblica.it – come le lettere dell’alfabeto, né cinquanta o sessanta, come l’alfabeto più i principali segni convenzionali e di punteggiatura. Le emoji di limiti non ne hanno proprio, la loro babele è costitutiva. Di fatto consentono spesso interpretazioni del tutto personali.

Come funziona Emoji Keyboard? Semplice: collegate la tastiera in wireless, installate sul dispositivo da collegare il software venduto insieme alla tastiera; premete il tasto funzione e lo smile scelto e sullo schermo vedrete comparire l’emoji desiderata.

Emoji Keyboard che nella forma “ad isola” ricorda molto la tastiera wireless prodotta e commercializzata da Apple, è disponibile in tre versioni: quella standard con 47 emoji, in vendita al prezzo di 80 dollari (circa 73 euro) durante la fase di pre-ordine; quella plus con 94 emoji a 90 dollari (83 euro) e infine la pro con circa 120 emoji a 100 dollari (92 euro). È possibile ordinarle sul sito ufficiale http://emojiworks.co/

Nelle versioni medio-alte si può addirittura sostituire il colore della pelle delle emoji utilizzando le faccine multietniche introdotte dall’Unicode Consortium nel 2014. Largo alla fantasia!

La tastiera è compatibile con Windows, OS X e iOS; ha un collegamento Bluetooth integrato e può essere utilizzata sia per pc che per smartphone e tablet. Così potete utilizzarla anche in viaggio!
Unico tasto dolente? I possessori di Android non possono ancora usarla ?

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Cari Ninja, oggi è il Black Friday e sulla FanPage ufficiale anche EmojiWorks propone a tutti una promo dedicata. Inserendo il code BLACK in fase di checkout, subito uno sconto di $20 per l’acquisto dell’Emoji Keyboard Pro.
Le consegne delle prime unità agli acquirenti prenderanno il via a dicembre, giusto in tempo per arrivare sotto l’albero. Enjoy! ? ?