Il web marketing racchiude al suo interno la chiave per conquistare i mercati del futuro: i dati che la tecnologia mette a disposizione dei marketer sono preziosi e rivelano informazioni inedite sui comportamenti dei consumatori. Saper tracciare questi dati e basare su di essi la pianificazione strategica regala un enorme vantaggio competitivo a chi sa mettere il digital al centro del marketing in azienda.
Per ogni web strategist, è necessario sapere che lo scenario digitale cambia rapidamente, creando nuove opportunità di business per le aziende attente all’evoluzione dei trend e dei consumi sul web. Per questo è essenziale aggiornare le proprie competenze per trovarsi pronti a massimizzare il potenziale di mercato reso possibile dalla rivoluzione digitale.
Martedì 15 settembre, dalle 17 alle 18, passeremo la parola a Gianpaolo Lorusso, Simone Tornabene, Luca La Mesa, Lorenzo Viscanti e Damiano Ferraioli, tra i migliori professionisti del digital marketing in Italia nonché docenti del Master Online in Web Marketing & Social Media Communication di Ninja Academy.
Scoprirai le 5 aree critiche sulle quali le aziende non possono farsi trovare impreparate:
Web Analytics: quali sono le metriche fondamentali per valutare il ROI di una Digital Strategy?
Social Media: i fattori di successo delle campagne sui social network
Strumenti digitali: quali sono i principali tool per lavorare col digitale
Mobile Marketing: come si impronta la presenza strategica del tuo brand sui dispositivi mobili
Marketing Automation: a cosa serve e perché sarà di cruciale importanza nel futuro
Sarà l’occasione per tenerti al passo con lo scenario digitale ed ascoltare i temi fondamentali che promettono di impattare le skill professionali di ogni Digital Strategist.
Partecipa alla Free Masterclass del Master online in Web Marketing & Social Media Communication
L’appuntamento è online ed è gratuito ma iscriviti subito, perché i posti sono limitati!
Qualora fossi impossibilitato a seguire i web-live, potrai ritrovare video e slide a distanza di un paio di giorni dalla diretta sulla piattaforma e-learning. Sarà possibile consultarli online senza alcun limite di tempo.
Ricapitoliamo:
FREE MASTERCLASS Master Online in Web Marketing & Social Media Communication Gianpaolo Lorusso, Simone Tornabene, Luca La Mesa, Lorenzo Viscanti e Damiano Ferraioli. Martedì 15 Settembre 2015, dalle ore 17
E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!
Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change! BE NINJA.
UPDATE 4/09/15: Jacopo Pasquini è stato sostituito da Lorenzo Viscanti.
00Eugenio PezoneEugenio Pezone2015-07-29 18:10:232016-03-29 16:58:32Quanto ne sai di web marketing? [FREE MASTERCLASS]
Amazon ha lanciato la fase beta per la vendita online di generi alimentari che saranno poi recapitati agli utenti attraverso una nuova strategia di distribuzione.
Gli sforzi di Amazon per mettere anche il cibo sulle tavole dei propri clienti con AmazonFresh sembrano muoversi ora in un’altra direzione, cioè quella dello shopping drive-through.
Secondo indiscrezioni che arrivano dagli States, il gigante dell’eCommerce sembra aver dato il via anche alla fase di test di un nuovo tipo di distribuzione per gli alimentari, che consentirà ai clienti di ricevere la spesa a casa in modo molto simile a quello del più conosciuto Mc Drive, ossia secondo il modello commerciale del drive-through, che consente ai clienti di fare i propri acquisti senza lasciare l’auto, ma passando attraverso un percorso guidato.
L’alimentare di Amazon in Europa parte dall’Italia
Apre oggi su Amazon.it il negozio di Alimentari e cura per la casa. L’Italia è il primo Paese ad essere interessato dal servizio per la spesa direttamente a casa: non siamo lo Stato più digitale dell’Ue, ma siamo certamente il simbolo del cibo, specie quest’anno con EXPO 2015 in corso.
È possibile acquistare online o tramite app prodotti alimentari a lunga conservazione e per la cura e la pulizia della casa. Tra i marchi disponibili Barilla, Valfrutta, Knorr, Rio Mare e Mulino Bianco.
Secondo il Politecnico di Milano, le stime sull’alimentare in Italia si aggirano oggi intorno ai 15 miliardi di euro e certamente l’interesse di Jeff Bezos per il mercato del food italiano è dato anche dal rialzo del 30% registrato da alimenti e vino nell’ultimo anno. Amazon avrebbe dalla sua parte la possibilità di sfruttare l’effetto novità in un mercato praticamente fermo all’1%, quello del grocery eCommerce appunto, ma possiede anche la forza competitiva di un colosso mondiale rispetto ad un’offerta che non è mai stata realmente tale. In Italia è ancora
Esselunga la prima del settore con i suoi 10mila prodotti tra freschi e confezionati disponibili sull’online store, mentre Coop si è lanciata nell’eCommerce con prodotti diversi dal cibo, seguendo la scelta dello stesso Amazon con la sezione Casa e Cucina.
Carrefour si muove invece proprio sulla strategia di consegna, dato che oltre ad offrire il ritiro degli acquisti online direttamente in negozio (proprio come Coop), ha attivato in 120 punti vendita le consegne veloci, che si attivano e si concludono entro tre ore.
C’è poi Auchan, che ha attivato un esperimento analogo a quello che Amazon probabilmente si appresta ad avviare in California, con il ritiro della spesa drive-through. Che i legumi che hanno fatto capolino tra i risultati dei prodotti informatici siano un primissimo esperimento di vendita di alimentari per il mercato italiano? Restiamo in attesa di notizie a riguardo.
La spesa si fa nel supermercato di Amazon
Secondo quanto riportato dal Silicon Valley Business Journal, l’ultimo esperimento di Amazon prevede appunto questo tipo di strategia: i consumatori potranno ordinare la spesa online e pianificare il tempo necessario a raggiungere il punto di ritiro della propria spesa. Il primo negozio di alimentari a marchio Amazon, secondo le indiscrezioni, dovrebbe sorgere a Sunnyvale, in California, la stessa città che ospita il quartier generale di Yahoo.
E la strategia dedicata al mondo alimentare sembrerebbe, in effetti, in linea con l’approccio di altre iniziative commerciali di Amazon, che sempre più sembra puntare ad una commistione di on e offline per le sue vendite, come nel caso dell’Amazon Locker, una specie di fermoposta dedicato alle spedizioni Amazon, grazie al quale gli utenti possono ritirare i prodotti ordinati online negli orari più comodi in un centro di smistamento, senza dover aspettare a casa il proprio pacco.
00Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2015-07-29 17:02:332015-07-29 17:02:33Amazon arriva sulle nostre tavole
Quando creiamo un contenuto per i social media abbiamo sempre l’ambizione di farlo diventare virale, ma non sempre ci si riesce. Spesso il contenuto è autoreferenziale, poco accattivante graficamente o semplicemente noioso. Per riuscire nell’impresa, però, forse basta solo un po’ di sana ironia! Lo humor sui social media funziona. Come diceva Winston Churchill: “La gente perdona a un uomo tutto, tranne un discorso noioso”. Per questo, fai ridere i tuoi fans e il tuo brand sarà impossibile da dimenticare.
Come spiega questa ricerca, un contenuto carico di Humor può portare 4 fondamentali benefici al tuo brand:
1) Ridere rafforza il senso di appartenenza
Ridere è Social. Lo sta dimostrando quotidianamente Ceres, con una strategia di Social Media Marketing che sta facendo scuola. Ogni giorno l’azienda danese pubblica contenuti improntati alle tecniche di Real Time Marketing che generano lo stesso effetto di una battuta con gli amici dopo 4 birre. Risate a crepapelle, senso di appartenenza alla tribù, voglia di andare a comprare un’altra birra.
2) Ridere fa bene alla salute
L’allegria genera sensazioni positive anche a livello fisico. Una risata contribuisce al rilascio di endorfine, rafforza il sistema immunitario e ha effetti benefici sulla mente e sul corpo. Associare il tuo brand a concetti ironici migliorerà quindi la percezione che le persone hanno di te e ti permetterà di diffondere contenuti interessanti senza che venga percepita quella fastidiosa sensazione di interruzione che la pubblicità classica ha sempre creato.
3) Falli ridere e non si dimenticheranno facilmente di te
Le sensazioni positive si imprimono nella memoria. Tutti noi ricordiamo senza sforzo le vacanze di 10 anni fa con gli amici, i viaggi indimenticabili, le risate in compagnia. Allo stesso modo non ricorderemo mai un post noioso su Facebook o un’immagine banale su Instagram.
Ma come dimenticare i deliranti spot della Durex o la nuova campagna Algida, tutta basata sull’ironia, che già a partire dallo slogan “GoodBye Serious” mette in chiaro le proprie intenzioni.
4) Grazie all’ironia puoi far passare anche messaggi molto seri
Quando la Kraft ha introdotto i suoi nuovi Mac & Cheese negli Stati Uniti ha dovuto affrontare un bel po’ di resistenze per penetrare nel mercato latinoamericano. Il prodotto era stato percepito come molto “americano” e molto poco “latino” e, per affrontare questo problema, l’azienda ha ideato una campagna su Youtube molto divertente, in grado però allo stesso tempo di toccare un problema reale negli Stati Uniti.
Grazie all’ironia sono riusciti dunque ad affrontare un tema molto delicato con leggerezza, contribuendo anche all’integrazione e alla diffusione dei sentimenti propri di due popoli vicini ma molto diversi fra loro. Senza dimenticare che l’operazione di marketing ha portato notevoli benefici all’azienda.
Il consiglio che ti diamo dunque è di provare a far ridere i fans del tuo brand, senza aver paura di osare o di essere un po’ meno “politically correct” del solito.
Se poi conosci altri brand che usano una strategia di comunicazione ironica ce la puoi suggerire nei commenti, saremo ben lieti di farci due risate insieme 🙂
00KintaroKintaro2015-07-29 15:20:542015-07-29 15:20:54Humor e Social Media: l’accoppiata vincente per il tuo brand
Sabato 4 luglio si è conclusa la Ninja Social Factory, il percorso formativo learning by doing della Ninja Academy. I guerrieri che hanno partecipato a questa edizione sono stati organizzati in 3 gruppi su Roma e 4 su Milano; da marzo a luglio ogni team ha lavorato ad un progetto di Social Media Strategy e Community Management su un brand di TIM #WCAP.
A giudicare i progetti sono stati chiamati a Roma Ilaria Potito (TIM #WCAP), Lorenzo Lichena (MindShare), Raffaele Pironti (L’Espresso), Dario Cesari (Toyota), Dario Giulitti (Nastro Azzurro) mentre a Milano la giuria era composta da Filippo Giotto (Banca Mediolanum), Alessia Salvatori (Blogo), Claudia Resta (Yelp), Luca Magnani (Dentsu Aegis Network).
Abbiamo chiesto a Claudio Gionti portavoce del gruppo vincente romano e a Fabio Mormile portavoce dei vincitori meneghini di raccontarci le loro sensazioni ad esperienza conclusa!
Ci raccontate i vostri progetti?
Claudio: Fin dall’inizio abbiamo approcciato la Factory come se fossimo effettivamente un’agenzia di digital & social media marketing professionale. Nello sviluppo della strategia di lancio della Community TIM Young abbiamo deciso di puntare sulla relazione che la TIM Young crea con i suoi utenti. Li accompagna, infatti, dai 15 ai 30 anni, in quella che è in assoluto l’età più bella della vita di ciascuno di noi. L’età in cui viviamo quelle esperienze e quelle emozioni che poi diventeranno ricordi indelebili stampati per sempre nella nostra memoria.
Così è nato il nostro payoff: TIM Young insieme a te nei momenti più belli della tua vita. Abbiamo deciso di puntare proprio su questo per sviluppare una strategia di posizionamento rivolta a fare della Community TIM Young il luogo d’incontro per tutti coloro che condividono la nostra filosofia di vita che considera la vita come una meravigliosa avventura da vivere e condividere a pieno ogni giorno (#YOLO: You Only Live Once).
Fabio: Abbiamo analizzato lo scenario di riferimento, i competitor, gli obiettivi di comunicazione e di marketing ed individuato nei Millennial il nostro target, un pubblico immerso nella tecnologia mobile e che vuole essere protagonista. Da qui abbiamo identificato in Facebook, Twitter, Youtube e Pinterest i Touch Point per la fase di lancio e in Instagram, Google+ e LinkedIn quelli per la fase di regime.
La nostra strategia, oltre a prevedere la trasformazione della landing page della tariffa nel portale della community pienamente fruibile da dispositivi mobili, ha come cuore pulsante una App mobile che unisce le caratteristiche di Periscope (il live broadcasting) con quelle TimYoung & Music (le playlist musicali) consentendo agli utenti di realizzare dei veri e propri video musicali di 30 secondi con la propria colonna sonora preferita ed andare in diretta davanti a tutto il mondo.
Com’è stato lavorare in gruppo online e dal vivo?
Claudio: Uno dei motivi principali per cui ho deciso di partecipare alla Factory era quello di creare relazioni professionali con persone di talento e appassionate del mondo digital. Ho avuto la fortuna di trovare nel team composto da Selena Daveri, Francesca Menenti e Fabio Rubini, non solo dei grandi professionisti, ma soprattutto delle persone eccezionali con le quali è stato semplice e stimolante lavorare.
Ci siamo trovati talmente bene, che abbiamo deciso di dare seguito all’esperienza della Factory collaborando insieme a dei nuovi progetti, partendo proprio dallo sviluppo di alcune delle idee che sono nate durante questi mesi di collaborazione. Devo fare un ringraziamento particolare a nome di tutto il team di lavoro alla nostra tutor Cinzia Gallenzi, punto di riferimento e guida costantemente al nostro al fianco.
Fabio: Partiti come perfetti sconosciuti provenienti da ambiti ed esperienze diverse, siamo riusciti fin da subito a trovare un equilibrio basato sul rispetto dei ruoli e delle scadenze, nonché delle necessità personali di ognuno di noi. Dal vivo abbiamo lavorato molto poco, il gruppo si divide tra Milano, Aversa, Torino e Venezia e ci siamo incontrati solo in occasione degli appuntamenti Ninja dove abbiamo potuto consolidare il nostro rapporto. Il grosso del nostro rapporto quindi si tenuto online ed risultato umano è andato oltre le aspettative: da perfetti sconosciuti ad amici in un solo master di 4 mesi.
Perché avete scelto la Ninja Social Factory? Come giudicate l’esperienza?
Claudio: Credo che la formazione professionale e l’aggiornamento continuo rappresentino il principale fattore critico di successo in un settore, come quello digital, in continua evoluzione. La Ninja Social Factory, in particolare, rappresenta un ottimo strumento complementare ai corsi sia per l’opportunità di learning by doing offerta sia per le possibilità di networking professionale.
Fabio: Per noi che lavoriamo nel digital, Ninja è stato sempre un punto di riferimento ed abbiamo scelto di partecipare alla Factory per avere la possibilità di mettere subito in pratica le nozioni acquisite con il master confrontandoci di persona con tutor, colleghi e giudici. Nulla è più efficace dello sperimentare sul campo i propri progressi!
Un consiglio per i Guerrieri che parteciperanno alla prossima Factory?
Claudio: Godetevela tutta! È un’esperienza unica che vi offrirà nuovi spunti e strumenti per il vostro lavoro! Una cosa è certa…la Factory crea dipendenza…e una volta conclusa vi mancherà tremendamente…
Fabio: Se quello che cercate è un percorso formativo che non vi rilasci solo un attestato ma tanta esperienza da mettere subito in pratica nel vostro lavoro quotidiano allora partecipate alla Factory senza pensarci due volte ma come per ogni cosa serie che si rispetti…preparatevi a sudare per qualche mese!
Continuiamo a parlare di Visual Communication, dopo il focus sui tool indispensabili per realizzare ottime immagini per i canali social, oggi il kit del bravo Marketer contiene gli strumenti per la creazione e l’editing dei video sui social.
Se con l’utilizzo delle immagini è possibile aumentare di circa il 39% l’engagement dei post, con i video sulle landing page, condivise sui social network, si potrebbe aumentare il tasso di conversione dell’86%. Questo è solo un esempio dei tanti utilizzi dei video sui social per il business.
Sicuramente ti sarà capitato di dover o voler realizzare un breve video da caricare e condividere suoi tuoi canali social e non sapere come realizzarlo. Se per le immagini non serve essere un graphic designer, per i video non occorre essere un esperto video maker. Ci sono, infatti, una serie di tool di facile utilizzo che è possibile usare per creare velocemente video perfetti per la condivisione sui social network. Vediamone qualcuno.
1.Camtasia per realizzare video tutorial
Chi non si è mai sentito esperto in qualcosa e chi non hai mai desiderato diffondere il proprio sapere nella rete. Con Camtasia è possibile realizzare degli ottimi video tutorial. Intuitivo, semplice e graficamente accattivante, Camtasia consente di creare delle ottime registrazioni dello schermo del Pc. Il video realizzato può essere poi editato grazie ai molti effetti e poi esportato in vari formati. La pecca di questo interessante tool è che è a pagamento, ma per iniziare può andare bene la versione prova gratuita per 30 giorni.
2. Powtoon per creare video promozionali
Divertente, dalla grafica che ricorda lo stile cartoon. Powtoon consente di creare delle presentazioni e dei video promozionali in modo veloce utilizzando animazioni predefinite e personaggi animati. Oltre ai video è possibile lavorare su diapositive – come con PowerPoint o Prezi – ma con molti più personaggi e animazioni. È necessario eseguire l’aggiornamento alla versione a pagamento se si desidera rimuovere il marchio Powtoon. Una volta terminato il lavoro è possibile scaricare i video o esportarli in qualità HD.
3. Animoto per creare video con immagini
Appassionato di foto e collezionista di belle immagini, questo tool è per te. Se hai necessità di realizzare un video sui social a partire dalla tua raccolta di foto con Animoto è molto semplice. È un tool gratuito che consente, infatti, di creare video a partire da immagini salvate su pc o su social network come Instagram. È anche disponibile l’app per iPhone e iPad.
4. Wideo per realizzare demo veloci sui social
Interessante, forse quello più pratico e intuitivo tra i tool proposti. Wideo offre molti elementi grafici e stili diversi per realizzare il proprio video partendo da diapositive. Ciascun elemento può essere riutilizzato diverse volte e ogni immagine regolata a proprio piacimento. Anche con Wideo è possibile creare demo animate inserendo elementi grafici in movimento. I layout proposti sono molto carini e attuali. Tool a pagamento ma con versione di prova gratuita. Wideo viene utilizzata sopratutto dai membri di start up e da business man.
5. Videolicious per creare video con un App
Videolicious è infatti solo in versione App per iPhone e iPad, un limite evidente ma per chi può, conviene utilizzarlo. Pratico e veloce come gli altri tool sopra citati ma permette di gestire la musica in modo molto più semplice. Il mixaggio audio, infatti, avviene automaticamente una volta scelta la musica. Ricordati che con Videolicious è possibile realizzare un ottimo video usando esclusivamente lo smartphone, e non è poco.
6. Instagram per creare mini video con effetti vintage
Ebbene si, anche con Instagram è possibile realizzare dei brevi video. In 15 secondi puoi catturare i tuoi momenti migliori per poi editarli con i fantastici effetti di Instagram e condividerli su tutti i canali social. Tra i tool citati è forse quello meno usato per la realizzazione di video, la forza di Instagram è indubbiamente l’immagine.
Che ne pensate di questi tool, amici lettori?
00MakiMaki2015-07-29 14:20:502015-07-29 14:20:50Visual Content Marketing: come realizzare ottimi video sui social [HOW TO]
Come si riconosce un vero leader? Dalla sua empatia, dalle sue capacità di problem solving o dalla sua attitudine ad ascoltare il proprio team? Cercando di definire le skill di un perfetto leader, mi sono venuti in mente alcuni protagonisti delle serie tv. Chi meglio di loro, che affrontano apocalissi zombie e avventure rocambolesche, può insegnarci come guidare un team?
SPOILER ALERT: Attenzione, questo articolo potrebbe contenere spoiler su Lost, The Walking Dead, Sons of Anarchy, Breaking Bad, Game of Thrones, House of Cards e Mad Men.
“Questa non è una democrazia”
Rick Grimes, The Walking Dead
Un leader ha il dovere di fare ciò che ritiene sia meglio per il team, quindi deve sapere quando è il momento di affrontare le avversità, prendere una decisione e farla rispettare. I risultati tangibili e misurabili del suo operato sono l’unica prova di cui ha bisogno per essere ascoltato.
Se hai guadagnato la fiducia dei tuoi collaboratori nel corso del tempo, la decisione, seppur non condivisa, sarà accettata.
Derek Stanzma, autore di Leadership: How to Lead Effectively, Efficiently, and Vocally in a Way People Will Follow, lo spiega in poche e semplici, ma efficaci parole: “Stai calmo, abbi fiducia in te stesso e va’ a prendere qualche decisione”.
“Se non riusciamo a vivere insieme, moriremo da soli”
Jack Shepard, Lost
Quando ti schianti su un’isola deserta, la cosa peggiore che ti possa capitare è quella di avere a che fare anche con dei compagni d’avventura con poco spirito di squadra. Un buon leader sa che la forza del gruppo sta nella coesione del gruppo, perché solo insieme è possibile sconfiggere mostri di fumo nelle foresta e competitor con gli artigli affilati.
Inoltre, ricorda che se fai parte di una squadra, il tuo successo personale contribuirà al gioco di squadra, perché se fai bene imposti uno standard che gli altri vorranno raggiungere. Spingendo te stesso a fare meglio, contribuisci a motivare gli altri.
Nel suo famoso TED Talk del 2009, Simon Sinek chiudeva il suo intervento dicendo “Ci sono i leader, e poi ci sono coloro che guidano (those who lead): un leader è colui che ottiene una posizione di potere o autorità, ma solo i leader sanno ispirarci. Seguiamo coloro che ci guidano non perché dobbiamo, ma perché lo vogliamo“.
“Non è facile essere il re”
Jax Teller, Sons of Anarchy
Essere il capo è tutt’altro che semplice. Ci sono decisioni facili da prendere, e altre che ti tengono sveglio di notte. A volte un leader deve fare cose che non vorrebbe per il bene della comunità.
Non vuol dire che tu debba andare in giro ad uccidere i tuoi competitor, anzi. In alcuni casi il team diventa una vera e propria famiglia: quanto sei disposto a sacrificare te stesso, il tuo tempo, i tuoi interessi per il suo bene? Dovrai prendere decisioni che influenzeranno la tua vita e quella degli altri. L’effetto può essere positivo o negativo e, in entrambi i casi, è necessario che tu sia preparato.
Il successo di un’azienda dipende dalla forza delle sue tribù ed è determinato dalla cultura tribale che può essere stabilita solo da un leader forte e consapevole. Nel bestseller Tribal Leadership: Leveraging Natural Groups to Build a Thriving Organization, Dave Logan e John King hanno identificato 5 stadi della cultura aziendale/tribale, partendo da un ambiente ostile fino ad una totale accettazione delle cultura tribale da parte dei suoi membri. Pensa a quale stadio puoi collocare la tua tribù e a come, in quanto capo, puoi migliorare la cultura aziendale.
“Di’ il mio nome”
Walter White/Heisenberg, Breaking Bad
Un buon leader deve essere considerato tale non solo dai propri dipendenti, ma anche all’esterno. La reputazione è tutto nel business e se non vieni preso sul serio dentro e fuori la tua azienda non otterrai mai il rispetto che cerchi.
Come si conquista una buona reputazione se non attraverso il proprio lavoro? Se c’è una cosa di cui Walter White è fiero è il suo prodotto, per il quale non è mai giunto a compromessi. Ma attento, questo non vuol dire le tue azioni possano essere guidate dal tuo ego.
Per costruire la tua leadership reputation puoi fare riferimento a quattro elementi chiave:
– le tue idee,
– cosa ti definisce in quanto leader,
– come guidi il tuo team,
– a cosa e a chi è rivolta la tua leadership.
“Immacolati! Uccidete i padroni, uccidere i soldati, uccidete ogni uomo che tiene una frusta, ma non fate del male a nessun bambino. Togliete le catene ad ogni schiavo che vedete”
Immagina di arrivare in una nuova azienda e di trattare il tuo nuovo team con disprezzo e arroganza. La tua vita da leader durerebbe molto poco. Il nuovo capo può farsi rispettare anche con le buone, dimostrando di essere migliore dei suoi predecessori e ricompensando il proprio team per gli sforzi fatti.
Attenzione però: non imporre troppo presto cambiamenti che potrebbero destabilizzare il team, ricorda che quello nuovo sei tu e che per questo dovresti tu andare incontro alla squadra.
Secondo Michael Watkins, docente della Harvard business school ed esperto in leadership e management, per un nuovo leader i primi 90 giorni sono cruciali poiché una piccola azione sbagliata può avere ripercussioni nel lungo periodo. Hai poco tempo per provare di essere un asset per l’azienda, dimostrare di aver meritato il ruolo da leader e allo stesso tempo aiutare i tuoi collaboratori in questa fase di transizione.
Sei un nuovo leader? Prendi ad esempio questo template basato sugli insegnamenti di Watkins (e creato da J.D. Meier, Director of Digital Business Transformation, Microsoft Enterprise Strategy).
“Un leone non chiede il permesso prima di mangiare una zebra”
Frank Underwood, House of Cards
Ammettiamolo, un leader deve essere anche un burattinaio che sappia tirare i fili giusti. Non si tratta solo di manipolare, ma di conoscere le persone in modo tale da indirizzarli sulla strada che lui ha scelto per loro.
L’attenzione di Frank ai dettagli, compresi nomi, compleanni, mogli, distretti, hobby, è un potente risorsa. Underwood eccelle nell’individuare i punti di forza e di debolezza delle persone di cui si circonda, e sfrutta questa capacità per motivare e ottenere il meglio (o il peggio, a seconda dei casi) dalle persone.
Il trucco sta nel trattare tutti con rispetto e dignità e non varcare la soglia tra leader e tiranno o anche i più irriducibili dei sostenitori possono diventare dei nemici.
Non dimenticare, inoltre, che “la leadership si costruisce giorno dopo giorno, non ogni giorno“, per citare John C. Maxwell: ognuno ha il potenziale per diventare un leader, ma solo chi è abbastanza perseverante lo diventa.
In uno studio, citato nel libro The 21 Irrefutable Laws of Leadership, ed effettuato prendendo in considerazione 90 leader, è stata individuato che ciò che distingue i leader dai follower è la capacità di sviluppare e migliorare le competenze. I leader di successo non smettono mai di migliorarsi, applicare auto-disciplina e perseveranza.
“Vuoi rispetto? Esci e prenditelo da sola”
Don Draper, Mad Men
Un leader deve soprattutto saper ispirare e spingere il proprio team a dare sempre il meglio. Potrà essere duro a volte, ma lo farà solo per il bene dei suoi dipendenti, per aiutarli a responsabilizzarsi. Incoraggia la crescita personale della sua squadra e lascia i membri del team liberi di camminare sulle proprie gambe, quando sono pronti.
Diceva Theodore Roosevelt: “Il miglior dirigente è colui che ha il buon senso di portare le persone a fare quello che lui vuole che facciano, e avere abbastanza autocontrollo dal trattenersi dall’immischiarsi“.
Un buon mentore non ha paura di sfidare i propri collaboratori ed essere duro quando necessario, ma non esagerare troppo: ricorda che anche i tuoi dipendenti provano emozioni!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2015/07/the-walking-dead-02.jpg7201280Ayumi KenseiAyumi Kensei2015-07-29 11:30:152016-10-25 12:11:377 lezioni di leadership dalle serie tv
Ve ne sarete resi conto anche voi: il mondo della pubblicità non è rimasto affatto indifferente alla rivoluzione mobile, anzi, ha iniziato a cavalcarla. Oggi vi parliamo di un fenomeno di cui tutti siamo un po’ protagonisti: la fotografia da smartphone, una tendenza che ci ha entusiasmati tutti e che si può affermare con certezza ha cambiato il mondo della fotografia, anche professionale.
Questo nuovo trend ha coinvolto anche il mondo dei creativi e della pubblicità: a spiegarcelo nel dettaglio è Fotolia, che si è dimostrata molto vicina all’argomento con Fotolia Instant, l’app per vendere i propri scatti.
Fotolia con Instant ha dimostrato in questo anno come la passione per la fotografia ha conquistato un pubblico più ampio: questo ha permesso lo sviluppo di nuovi modi di espressione e nuovi contenuti visivi. Vi parleremo dunque di queste nuove tendenze secondo Fotolia: sono consigli per fotografi e aziende, prendete appunti!
Attenzione: qui si parla delle immagini che vendono e venderanno in futuro di più, non di gattini e selfie.
È ancora l’anno del selfie
Ok, avevamo detto niente selfie, ma la verità è che proprio queste immagini sono state tra le più vendute del 2014. In effetti non sono proprio selfie: nella realtà sono immagini scattate da uno smartphone che riprendono altre persone che si scattano un selfie.
Basta col buio pesto: color is the new black!
Le immagini scure, modificate fino all’estremo, dove il nero la fa da padrone, non sono più di moda: la nuova tendenza preferisce le saturazioni colorate in rosso, giallo, blu. La luce si è presa una grossa rivincita contro il buio!
Forever Young
Dobbiamo ammetterlo: le nuove tecnologie mobile hanno risvegliato il Peter Pan interiore di molti adulti. Non a caso tra le tendenze visual del futuro, Fotolia include anche le immagini che rappresentano i nuovi adulti come adolescenti eterni.
Carpe Diem
Quelle immagini tipiche dei giovani che li rappresentano mentre fanno qualcosa fuori dagli schemi: sì, parliamo di quelle foto che sembrano dire “Faccio quello che mi pare e della tua opinione sinceramente me ne frego!”. Beh, inutile dire che la realtà è un po’ diversa, giusto?
Sperimentare, divertirsi, creare
La fotografia da smartphone lascia spazio alla creatività, all’energia: un’immagine che vende è il frutto anche di una buona dose di divertimento e improvvisazione!
Fotografare la realtà
Metti dietro l’obiettivo la magia della tua vita di tutti i giorni. Questo è ciò che i clienti vogliono: vogliono essere trasportati nel momento, vogliono sentirsi partecipi di un istante vero.
Colori, energia positiva e spontaneità
Ed ecco la foto vincitrice dell’Instant Contest 2014: non occorre dire altro, vero?
Il consiglio di Fotolia ai fotografi?
Scattate, scattate come se non ci fosse un domani! Lo smartphone ci permette di scattare ovunque, riduce i tempi di photo editing e grazie all’app Instant potete subito pubblicare i vostri scatti e guadagnare in poco tempo e in modo sicuro.
Da ottobre 2014 ad oggi 1,8 miliardi le immagini sono scattate da smartphone e condivise ogni giorno on-line; 1.000 miliardi quelle invece scattate nel 2014. È un cambiamento economico, non soltanto di costume e i creativi non possono proprio più ignorarlo.
Con l’estate non vi mancheranno certamente occasioni per trovarvi davanti ad un istante unico e speciale: siete pronti ad immortalare ogni momento con i vostri smartphone?
00NaokoNaoko2015-07-29 11:00:272015-12-11 17:46:15Fotografare con lo smartphone: ecco le foto che vendono di più
Il mercato dei contenuti è da sempre amministrato dagli Editori (old media: stampa, radio, tv e new media: web e mobile), negli ultimi anni però i brand hanno iniziato a diventare essi stessi produttori e distributori di contenuti. I contenuti dei brand sono sempre più entertainment e sempre meno advertising.
Come può un’agenzia realizzarli in modo da intra-tenere il pubblico e trasformare l’audience ricavata in consumatori che vorranno continuare l’esperienza attraverso il consumo?
Luciano Massa e Luca Leoni, fondatori di Show Reel pensavano proprio a questo quando hanno trasmesso a Show Reel il DNA dell’entertainment unito all’approccio pubblicitario, non producendo campagne adv, ma sviluppando format.
I brand hanno l’obbligo di diventare editori dichiara Luciano Massa, docente presso l’ Università IULM con una cattedra sul Branded Entertainment.
È arrivato il momento di andare al di là della pura comunicazione commerciale: “accattatevi ill”. La nostra specializzazione -ci racconta Luca Leoni, CEO di Show Reel- è quella di creare opinioni e non solo preferenze di acquisto. Ovvero noi facciamo in modo che i brand non solo siano visti e poi comprati, ma che siano condivisi attraverso delle conversazioni.
Le strategie di Branded Entertaiment sono vincenti sia per l’azienda, perché veicola in modo efficace il messaggio, sia per gli utenti, perché vivono un’esperienza che altrimenti non sarebbe stata possibile.
L’approccio, che si tratti di advertising o puro entertainement, è sempre il medesimo: il rispetto per le community di riferimento, la profonda conoscenza del tone of voice, il timing e i media di azione.
La main promise non cambia: creare opinioni positive intorno a brand, prodotti, istituzioni, talent e politici.
Negli anni Show Reel ha studiato e approfondito le community italiane creando contenuti ed eventi. Ecco qualche case study.
Giastar per Heineken Jamming Festival
Il primo in ordine temporale (2007) fu “Giastar” per l’Heineken Jamming Festival. Community: Teen e Young adult attenti alle novità e amanti della musica. La mission: comunicare il cambio di location dell’Heineken Jamming Festival da Imola a Venezia.
La trama
GIASTAR, il Forrest Gump dell’era digitale, persa una scommessa con gli amici percorse a piedi il tragitto da Imola a Venezia e, attraverso il blog (non c’erano ancora i social network), ha raccontato il suo viaggio coinvolgendo la community per trovare ospitalità nelle diverse tappe.
I Risultati
Vincitore Heineken Web Award 2007.
65mila utenti unici sul blog in 21 giorni, oltre un milione di visualizzazioni video, oltre 200 tra interviste radio e TV (tra cui Radio 105, MTV, …), 70 articoli (tra cui Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair).
WeTube per TIM
Nel 2010, Show Reel (brand di Massa di Leoni) torna nuovamente ad innovare lanciando il fenomeno degli youtuber ed uno dei suoi più noti esponenti, Willwoosh.
Nel 2011 realizza il primo vero progetto di Branded Entertainment che vede protagonisti i creator della famosa piattaforma video: WeTube. Community: utenti e creator di youtube.
Mission: superare gli iscritti del canale youtube del principale concorrente.
La Trama
Raccontare, attraverso i protagonisti, l’evoluzione dei linguaggi e delle piattaforme dedicate ai giovani creativi contemporanei. Un laboratorio dove gli utenti più esperti guidano e consigliano i beginner.
I Risultati
Più di 400.000 utenti unici portati sul canale TIM.
Il canale ha riscontrato un aumento del 200% degli utenti iscritti.
Freaks!
Sempre nel 2011 Show Reel ritorna sulla community con la prima webserie italiana: Freaks!
Trama
Freaks è una web serie e dal 2012 anche una serie televisiva italiana di fantascienza.
La seconda stagione è andata on air sul canale Deejay Tv, prima sperimentazione che univa la tv, il canale youtube ed il sito internet, pensato come un second screen che coinvolgeva gli utenti con un sistema di gamification.
Il progetto ha compreso un libro, che svelava i segreti del backstage, due compilation (contenenti le colonne sonore originali ed i brani inserite nelle due stagioni), due tour nelle principali città italiane e lo sviluppo di merchandising.
Partner dell’iniziativa: Radio Dee Jay, La Feltrinelli, Citroen, Nintendo, Canon e molti partner tecnici.
Risultati
Le otto milioni di visualizzazioni della prima stagione, realizzata con un budget limitato e un cast tecnico ed artistico amatoriale, è diventata un fenomeno di pubblico, tale da attirare l’attenzione dei media nazionali e diventare esempio per le web serie che sono seguite.
Nel 2014, Show Reel torna a destabilizzare il sistema dei Media con un partner d’eccezione: Fiorello. Realizza l’evento mediatico Edicola Fiore Live. Il programma in streaming, dallo storico bar, ha tenuto inchiodati allo schermo più di 2.000.000 di utenti per le due ore di live.
L’evento ha visto Fiorello e i compagni della colazione 2.0 embeddati e ospitati su: 105.net, Ansa.it, Blogo.it, CheFuturo.it, Coolmag.it, Corriere.it, Deejay.it, Fanpage.it, LaStampa.it, Liquida.it, Davidemaggio.it, Daveblog.it, LiveSicilia.it, NonSoloSuoni.it, Repubblica.it, Resapubblica.it, Panorama.it, Radio24.ilSole24Ore.it, Rai.it, RobertoFerrari.tv, Roxybar.it, RTL.it, Sassilive.it, Streamago.tv, Streamit, Sky.it, e Youtube.com.
Dal 2010 Luciano Massa e Luca Leoni in partnership con lo chef ricercatore Marco Bianchi stanno divulgando la sana alimentazione in Italia.
La collaborazione, costruita sui principi cardine dell’azienda hanno portato a creare diverse partnership costruttive con i brand: la collaborazione con Orogel ha portato Marco Bianchi ad essere nominato come il testimonial più credibile nell’ambito food, l’evento Milano Food & Wellness è stato il primo esperimento italiano che ha unito il cibo al movimento ed ha ospitato oltre 5.000 partecipanti
What’s next?
Show Reel, sotto la guida di Luciano Massa e Luca Leoni, si sta preparando a nuove sfide sia a livello internazionale, sia allargandosi a nuove community da esplorare.
00UmekaUmeka2015-07-29 08:30:582015-07-29 08:30:58Come rendere i brand editori? Il caso di Show Reel
Google si arrende e abbandona Google Plus al suo inesorabile declino. Anche se, spiegano da oltreoceano, il social non morirà, ma verrà potenziato come luogo in cui condividere interessi comuni. Insomma, l’amore è finito, ma l’amicizia rimane.
Dai, non esageriamo.
Torniamo ai fatti.
D’ora in poi non sarà più necessario possedere un account del social per navigare nel mondo Google, YouTube compreso.
“Abbiamo dovuto ripensare alle nostre scelte” scrive sul blog di Google Bradley Horowitz, vice presidente dei servizi streaming, foto e condivisione, ex capo di Google Plus.
Il distacco non sarà brutale e repentino, ma graduale: “nei prossimi mesi – scrive Horowitz – le cose cambieranno: un account Google, e non sul social Plus, sarà l’unica cosa di cui si avrà bisogno” per utilizzare i prodotti del colosso californiano.
So che alcuni di voi muoiono dalla voglia di cancellare il proprio account Google Plus o quello dei vostri clienti, ma non fatelo, non è ancora il momento (perdereste tutti i servizi Google).
Il distacco dalle funzioni sarà graduale, giusto per provare a farci venire un po’ di rimpianti nel non aver creduto in un social che ha un sacco di potenzialità.
Abbiamo chiesto a Claudio Gagliardini, docente del Master Online in Social Media Marketing della Ninja Academy ed esperto di Google Plus, di commentare questa notizia:
“Google ha semplicemente avvisato che sta andando avanti con il distacco dei servizi precedentemente integrati in Google Plus, primo tra tutti YouTube che, come Google Photo, tornerà ad essere un servizio stand alone. Certo, in linea generale questi ripensamenti non fanno bene a Google e relegano G+ a qualcosa di molto meno impattante di quanto forse non era nei piani iniziali di Big G. Google Plus, lo sostengo da sempre, prima che un social network è un servizio di identità, un social layer di cui Google non può e non potrà fare a meno, se vuole andare nella direzione in cui si sta muovendo e che comprende decine di nuove tecnologie, tutte accomunate dall’utilizzo della rete mobile e da un’esigenza sociale di fondo”.
00Kazuki LuSKazuki LuS2015-07-28 17:30:412015-07-28 17:30:41Google lascia Google Plus: amore finito, ma restano amici [BREAKING NEWS]
In ogni business c’è una grande storia da raccontare: l’importante è imparare a farlo bene. Che tu lavori in una grande impresa, un’agenzia, una PMI o che tu sia un freelance, oggi hai bisogno di raccontare bene l’azienda, il business e le persone. La crescente importanza attribuita alla figura dello Storytelling Specialist si basa infatti sulla consapevolezza che oggi la capacità di costruire progetti narrativi efficaci è tra le competenze maggiormente strategiche che un’impresa può avere, e addirittura, secondo Hubspot, la più importante nell’immediato futuro.
Corso Online in Corporate Storytelling
Il Corso Online in Corporate Storytelling di Ninja Academy ti fornirà una panoramica aggiornata e concreta sul vasto mondo della narrazione d’impresa e delle applicazioni digitali dello storytelling in azienda, offrendo modelli, metodi e tecniche per sviluppare progetti di narrazione aziendale.
Dopo aver partecipato al Corso Online saprai:
1. costruire un racconto d’impresa
2. conoscere le variabili per gestire un racconto d’impresa
3. costruire un racconto visivo
4. scegliere il miglior racconto visivo per brand e prodotti
Inoltre, riceverai 3 ore di formazione aggiuntive grazie alla Bonus Track “Content Marketing con Simone Tornabene“: una lezione esclusiva per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze.
Storytelling LAB [Milano · 20 e 21 Novembre]
E’ possibile affiancare al Corso Online un Percorso Premium in aula, 100% learning by doing: lo Storytelling LAB, che si terrà a Milano il 20 e 21 Novembre. L’obiettivo del laboratorio pratico è infatti guidare i partecipanti nell’applicazione pratica delle tecniche di narrazione d’impresa.
Allo Storytelling LAB impareai quindi a mettere in pratica le strategie e le tecniche apprese durante il Corso Online, iniziando ad applicare concretamente lo Storytelling alla tua azienda, tramite esercitazioni e prove pratiche.
Dopo aver partecipato al LAB saprai:
1. strutturare un progetto di Corporate Storytelling
2. utilizzare gli strumenti a disposizione degli Storytelling Specialist
3. applicare il Corporate Storytelling alla tua impresa
4. utilizzare le nozioni fondamentali della scrittura per il web
5. distinguere un buon contenuto di Storytelling da quelli meno performanti
Chi sono i docenti del corso?
Andrea Fontana
Co-Founder Storyfactory e docente di “Storytelling e Narrazione d’Impresa” Università di Pavia. Esperto di strategia aziendale, comunicazione d’impresa (aziendale e politica) e people engagement, con i suoi testi e le sue ricerche ha aperto in Italia il filone di riflessione e applicazione operativa sul “Corporate Storytelling”.
Andrea Bettini
Autore di format narrativi per differenti media ed ideatore del progetto cross-mediale “Il mecenate d’anime”. Contributor per “Che futuro! Lunario dell’Innovazione” e “Corriere Innovazione”. Curatore del blog “To Be Continued” dedicato proprio al Corporate Storytelling su “Nòva – Il Sole 24 Ore”. Responsabile editoriale della piattaforma di storie OVSTALKS.
Daniele Orzati
Esperto di modelli narrativi per l’organizzazione, si occupa di scrittura strategica e immaginativa, format per la co-progettazione e l’apprendimento, sviluppo di piani editoriali, analisi e storytelling design per il marketing. Dal 2011 è membro operativo e redattore scientifico dell’Osservatorio di Storytelling (Università degli Studi di Pavia).
Quanto dura il Corso Online?
INIZIO = 20 Ottobre • FINE = 6 Novembre
Il corso ha una durata di 15 ore formative: 8 ore di webinar live per apprendere tecniche e nozioni, 4 ore di question time per interagire direttamente con i docenti ed esporre dubbi o domande. Le lezioni si terranno dalle ore 18 alle 20.
Potrai seguire il corso direttamente da casa o dall’ufficio, accedendo dal web ad un’aula virtuale e interagendo dal vivo con la classe e con i docenti. Qualora fossi impossibilitato a partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, potrai comunque consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità on-demand accedendo alla piattaforma e-learning. Tutti i materiali del corso resteranno a tua disposizione nella piattaforma e-learning per sempre.
Dicono del Corso in Storytelling
Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:
Quali sono qui i vantaggi di seguire il Corso Ninja Academy?
✔ Segui i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Question Time per chiarire i tuoi dubbi ed interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on demand
✔ Test e Certificato di partecipazione
✔ 100% Learning by Doing (Storytelling LAB)
CORSO ONLINE IN CORPORATE STORYTELLING
279€ (iva inclusa)
CORSO ONLINE IN CORPORATE STORYTELLING + STORYTELLING LAB
649€ fino al 4 novembre 899€ dal 5 novembre
Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare! 😎
Knowledge for change. BE NINJA
00SilviaSilvia2015-07-28 17:04:472016-05-04 09:56:21Corso in Corporate Storytelling: tutti hanno una storia da raccontare
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