On my Way di Amazon trasformerà tutti in fattorini

Agevolare le spedizioni all'interno delle grandi città e alleggerire i costi di consegna, ecco il prossimo obiettivo del colosso dell'eCommerce

Federico Gambina

Web Editor & Social Media Specialist


“Amazon’s Next Delivery Drone: You”. Così il Wall Street Journal ha titolato la notizia che Amazon starebbe pensando ad una rivoluzione del proprio sistema logistico. Attraverso On my way, una applicazione simile a Uber, trasformeranno le persone comuni in fattorini.

Jeff Bezos avrebbe preso ispirazione proprio dal discusso sistema di trasporto privato, che secondo indiscrezioni sarebbe in trattativa con alcuni grandi marchi d’abbigliamento, come Louis Vuitton, per la spedizione di merci e con altrettante aziende del food per la consegna di pasti con UberEats. Il mercato del settore consegne non è mai stato tanto attivo, ma fa riflettere che siano colossi come Google, Uber e Amazon ad occuparsene.

On my Way, la sharing shipping di Amazon


Secondo indiscrezioni il servizio di Amazon si chiamerà On my way e l’obiettivo sarebbe quello di agevolare le spedizioni all’interno delle grandi città, sfruttando i mezzi a disposizione dei cittadini, i quali riceveranno in cambio una ricompensa che varierà in base al valore del pacco e alla velocità di consegna, almeno fino a che non si concluderanno gli ultimi esperimenti sui droni.

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Chi deciderà di iscriversi come fattorino a On my way avrà un profilo personale con informazioni dettagliate riguardo la propria reputazione, la velocità di consegna, la cortesia e molto altro – un TripAdvisor del fattorino -, Amazon curerà invece la parte assicurativa in caso di problemi.

Amazon e tutti i modi di fare consegne


Jeff Bezos avrebbe anche pensato di prendere in affitto alcune aree dei vari negozi in cui immagazzinare le merci da consegnare, evitando così gli eccessivi costi (cresciuti del 31% rispetto allo scorso anno) legati alle società di spedizione; i cittadini/fattorini, grazie all’applicazione, potranno intercettare quei pacchi destinati a indirizzi che incontreranno lungo il proprio percorso e consegnarli.

Attualmente il servizio sarebbe un’esclusiva degli Stati Uniti ma non si esclude l’espansione a livello globale.

Nonostante si tratti ancora solo di rumors, Amazon lavora da tempo sulle possibilità di migliorare i propri servizi di spedizione e consegna e ad esempio negli States offre un servizio di fermoposta e magazzino presso negozi convenzionati della catena 7Eleven, dove i clienti possono scegliere di ricevere i propri pacchi, con un modello simile a quello utilizzato dall’italiana Indabox.

Staremo a vedere come si evolverà la faccenda; la speranza è quella di evitare di far infuriare il sindacato dei fattorini come accaduto nel caso di Uber e dei tassisti poco tempo fa.

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