10 cose che abbiamo imparato allo Startup Pitch Lab

Ninja Academy

Il 10 e 11 luglio alcuni partecipanti al Corso Online in Startup Management della Ninja Academy hanno messo alla prova i loro pitch allo Startup Pitch Lab. Una vera e propria palestra per startupper in cui i ragazzi hanno ricevuto preziosi consigli dai docenti Raimondo Bruschi, Giovanni De Caro e Adele Savarese, si sono allenati con gli Stress Test di Antonio Prigiobbo e hanno pitchato la loro idea di fronte al pubblico e alla giuria composta da Anna Testa, responsabile WCAP Milano; Arcangelo Rociola di Startupitalia e Giuseppe Ciuni, co-founder di Expo delle Startup.

Ecco cosa abbiamo imparato ascoltando i loro pitch e il feedback di docenti e giuria:

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LEGGI ANCHE: Tutti possono imparare a fare un pitch per bene.

VisLab acquisita da Ambarella: a Parma il futuro dell'automotive

ViasLab acquisita da Ambarella: a Parma il futuro dell'automotive

©VIsLab

Comprata da Ambarella Inc. Per 30 milioni di dollari.

Ecco la pregevole exit di VisLab, realtà affermata a livello mondiale nel campo della percezione ambientale, applicata con successo nei settori dell’automotive, della domotica e della sorveglianza.

VisLab, voglio il meglio

Con questo investimento, il leader mondiale nella compressione di immagini e video acquisisce 7 anni di studi e ricerche specialistiche nel campo della visione artificiale e dei sistemi intelligenti.

Le applicazioni commerciali più interessanti sono legate alle automobili, dall’assistenza al pilota all’automazione completa del processo di guida. Quest’ultima tecnologia è già stata testata con successo nel 2010 con il progetto Porter, in cui un veicolo ha percorso autonomamente 13.000 chilometri dall’Italia alla Cina, e nel 2014 con l’ultimo prototipo: Deeva.

La complementarietà dell’azienda della Silicon Valley con lo spin-off dell’Università di Parma è la stessa che sussiste tra hardware e software: Ambarella lavora con il silicio, e dunque con i microchip, che ben presto lavoreranno sulla base degli algoritmi sviluppati da VisLab.

Alberto Broggi, general manager di Vislab, sottolinea come questa partnership permetterà ai tecnici di muoversi “a velocità diverse da quelle che avevamo prima” per passare dallo sviluppo di nuovi prodotti al loro lancio sul mercato.

Punta di diamante il sistema di guida automatico per auto, che grazie ad un sofisticato controllo video è in grado di competere con concorrenti d’eccezione come la Google Car.

ViasLab acquisita da Ambarella: a Parma il futuro dell'automotive

Altolà cervelli in fuga

Loris Borghi, rettore dell’Università di Parma, sottolinea invece come l’acquisizione sia avvenuta “con l’impegno concreto” di lasciare le attività riguardanti “l’auto senza autista” di base al campus dell’Università.

La costruzione dei nuovi laboratori destinati agli studi per conto di Ambarella è prevista per ottobre, ed essi ospiteranno gli scienziati ed il personale nostrani, unitamente a quelli provenienti dagli Stati Uniti.

“Manteniamo il gruppo di ricerca qui a Parma“, conferma Broggi, riferendosi in particolare ai 30 ricercatori parmigiani assunti dal colosso americano.

Accanto al piano occupazionale, spicca anche quello economico: dall’investimento di 500 euro nel 2008, l’ateneo parmense ottiene un ritorno di 2 milioni di dollari, che verranno prontamente reinvestiti al suo interno per fronteggiare le necessità degli studenti e della ricerca.
Ciliegina sulla torta sono le 5 borse di dottorato finanziate interamente dalla Ambarella.

Complimenti dunque a VisLab per aver ottenuto l’exit più alta del 2015, e i migliori auguri ai nuovi assunti da Ambarella, perché possano portare a compimento i loro progetti e mitigare così gli incidenti stradali dovuti al fattore umano.

Sezione notizie, valutazioni e CPC: tutte le ultime novità di Facebook

Gli aggiornamenti del social network blu non si fermano davvero mai: ecco le ultime novità in casa Facebook.

Preferenze nella sezione notizie

Facebook ha messo a disposizione su iOS e Android un nuovo set di tool per personalizzare maggiormente la sezione Newsfeed e dare la possibilità agli utenti di vedere i post degli amici che si preferiscono e le notizie che più interessano, dando quindi maggiore controllo all’user sui post che compaiono nella sezione. Questo aggiornamento è nato dall’esigenza di rendere su misura l’esperienza della Newsfeed, spesso oggetto di lamentele degli utenti non soddisfatti della scelta dei post decisi dall’algoritmo. Attivare questa nuova funzione è semplice: basta entrare nell’applicazione del proprio smartphone, cliccare nell’icona in basso a destra e scrollare fino a trovare la voce “Preferenze nella sezione Notizie”.

Nel momento in cui ci si clicca sopra, un simpatico granchio presenta le quattro nuove possibilità di personalizzazione:

– la scelta degli amici e delle pagine a cui si vuole dare la priorità;
– le persone e le pagine di cui non si vogliono visualizzare i post;
– gli amici con cui si vogliono recuperare i contatti;
– nuove pagine scelte in base agli interessi.

La più interessante delle quattro nuove opzioni è la prima: una funzione facile e intuitiva da gestire per decidere di quali amici visualizzare le notizie prima. Per attivarla, basta cliccare sopra l’icona con l’avatar dell’utente che si vuole seguire e in un attimo il post viene visualizzato in alto nella sezione notizie (una stellina sull’avatar ricorderà quali sono gli amici scelti.). La funzione permette però di selezionare fino a 30 account preferiti, mentre il resto delle notizie sono comunque stabilite e ordinate dal classico algoritmo di Facebook.

Con lo stesso metodo si possono selezionare le persone di cui si vogliono nascondere i post e, per chi dovesse cambiare idea, è possibile sbloccare con facilità la persona che precedentemente è stata bloccata e ritornare a vedere i suoi aggiornamenti. Ugualmente, si possono aggiungere mi piace alle pagine simili a quelle che già vengono seguite. Facebook ha compreso che i gusti degli utenti non sono fatti solo di like sui post, ma anche da qualcos’altro: la possibilità di scelta. Ed questa possibilità che Facebook vuole donare ai suoi utenti con questi nuovi tool.

Questo è reso evidente anche da altri aggiornamenti, vediamoli insieme.

Vota le applicazioni

Ad esempio il social network ha introdotto la possibilità di votare le applicazioni di Facebook direttamente dal proprio computer

Traduzioni

Tra le novità anche la possibilità di dare una valutazione alle traduzioni automatiche che Facebook offre, aiutando il sistema ad essere ogni giorno più preciso e accurato.

Cambia la metrica di CPC

Il Social Network si porta avanti anche nel campo del Digital Adv: da mercoledì 8 luglio è cambiata la metrica di CPC (costo per click) su Facebook Ads. Facebook ha aggiornato la misurazione del CPC per aiutare gli inserzionisti a comprendere meglio se i loro annunci riescono a raggiungere gli obiettivi da loro prefissati. Prima venivano considerati i like, i commenti e le condivisioni, adesso la misurazione terrà conto soltanto dei click al sito web e alle app.
Con questo nuovo metodo di misurazione le uniche azioni che prevedranno il pagamento sono:
1.     i click ai siti web;
2.       i click alle call to action;
3.     i click per installare un’app;
4.     i click alle Facebook Canvas app;
5.     i click ai video presenti su altre piattaforme.

In questo modo, differenziando l’engagment dal click ai link, la gestione del budget sarà più oculata ed efficiente, a prescindere dall’offerta che l’inserzionista sceglierà.

Alcuni esperti di Adv, come Jerry Daykin Global Digital Director presso Carat e Krishna Subramanian, che ha venduto la sua rete di telefonia mobile ad exchange Mobclix nel 2010 e che ora sta lavorando ad una startup, vedono in questo cambiamento una svolta positiva, considerando la notevole differenza tra i click al sito rispetto a quelli di engagmement.

Invece Laura Martin, analista di Needhaitiene, ritiene che c’è ancora molto da lavorare sul Digital Advertising, anche se questo cambiamento avrà certo una ripercussione positiva sulla comprensione dell’andamento delle inserzioni su Facebook.

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E tu cosa ne pensi? Hai già provato gli ultimi aggiornamenti? Quali cambiamenti vorresti ancora vedere su Facebook?

Social Media Wedding? Sì, lo voglio

Social Media Wedding

Sono finiti i tempi in cui ci si affacciava dalle finestre e dai balconi per spiare la sposa che sfilava per le vie del paese e commentarne la scelta dell’abito o l’acconciatura, spettegolare sugli invitati o sulla scelta della location, ora grazie ai social network il proprio Wedding day non è più un evento privato. La moda tutta americana del Social Media Wedding sta velocemente prendendo piede anche in Italia. Ma di cosa si tratta?

Lista nozze e raccolta desideri vari per la luna di miele su Pinterest, creazione di contenuti pre nozze sul wedding blog, organizzazione dell’addio al nubilato/celibato con gruppi di Facebook, partecipazioni di nozze inviate con una DEM, live twitting del wedding day con Twitter, creazione di hashtag personalizzati con Instagram,  Il video del fatidico “si” trasmesso in diretta con Periscope ,raccolta e condivisione di tutto il materiale delle giornata con un Wedding Cloud.

A colpi di tweet e hashtag creati e lanciati apposta per l’evento, il wedding day si sta imponendo sul mercato come un  vero e proprio trend da seguire. A dettare i canoni di un perfetto social media wedding e a lanciare la moda dello “stay social” anche nel giorno del sì, sono soprattutto i grandi nomi dello show business d’oltreoceano.

Social Media Wedding

Non è un caso infatti che una delle immagini instagram con più like (ben 2.478.719) è quella postata da Kim Kardashian e consorte nel giorno delle loro nozze nel maggio 2014. A spodestare dal trono Instagram la regina dei social è stata un anno dopo la sorella di Kim, la modella Kendall Jenner. Sarà forse una coincidenza,ma  la foto con più like in assoluto nella storia di Instagram  (2.623.804) raffigura la bella Kendall con un abito bianco e con ciocche di capelli a forma di cuore.

LEGGI ANCHE: Personal Branding, a lezione dalle star

Se le grandi star americane e le note wedding blogger si sono buttate a capofitto nel Social Media Wedding per accontentare e stupire i propri follower,  gli esperti del settore ci hanno visto lungo e c’è già chi sta creando un vero e proprio business. In America è in voga la figura del social media wedding concierge, una professione attualmente esistente presso la catena W Hotels di New York che per la cifrà di 3000 dollari mette a disposizione un professionista che creerà la regia social dell’ evento.

Social Media Wedding

E in Italia? Nel nostro paese questa figura ancora non esiste, solitamente sono le wedding planner tradizionali o i fotografi e video maker a proporre ai futuri sposi dei servizi aggiuntivi per la parte social del loro wedding day. Per ora le coppie preferiscono ancora il semplice “fai da te” e grazie agli smartphone di amici e parenti riescono a rendere social il loro matrimonio.  Una professione ancora da studiare e capire ma con molto probabilità, in poco tempo, prevediamo prenderà piede ovunque!

Come ottimizzare i link interni di un sito web

Anche i meno esperti sanno, ormai, che quando parliamo di web marketing non possiamo di certo trascurare l’ottimizzazione in termini di SEO, creare e gestire tutto ciò non è proprio un gioco da ragazzi.

Proprio per questo motivo, oggi, approfondiremo meglio dei punti che ti permetteranno di gestire correttamente i link interni tra le pagine. Chi leggendo un articolo su internet e/o visitando un sito non ha mai visto un collegamento ipertestuale? Credo nessuno.

Molti fattori concorrono ad influenzare il peso di un link e la sua importanza, come ad esempio il suo formato (se testuale o tramite immagine), la sua posizione nella pagina, la sua posizione relativa rispetto ad altri link presenti, ecc.

Un link interno orienta gli utenti ed il bot di Google nella navigazione delle pagine di un sito web.
Esistono due tipologie fondamentali di link interni: sitewide (globali, presenti nelle sidebar, nel top menu o nel footer) e quelli presenti solo nel corpo del singolo contenuto.
Sebbene l’orientamento generale dell’ottimizzazione dipenda dai primi, Google tiene molto in considerazione i secondi, perché sono, molto più, specifici.

Come strutturare i link interni

I link interni ad un sito dovrebbero essere strutturati secondo precisi criteri semantici, creando e valorizzando relazioni tra le pagine, in modo da permettere una facile navigazione, anche su più livelli, da parte dei visitatori.

Il processo per creare ottime strutture, può essere automatizzato ad esempio su WordPress attraverso un plugin come SEO Smart Links.

I link migliori sono quelli contestualizzati, che rappresentano un arricchimento per chi legge le tue pagine, offrendo ulteriori spunti di approfondimento e altre informazioni.Ricorda sempre di creare relazioni tra le pagine che rappresentino un valore aggiunto per i visitatori.

L’importante è tenere sempre presente che i link, compresi naturalmente anche quelli interni al sito, sono fondamentali per l’ottimizzazione SEO, ma ancor prima che dei motori di ricerca, devi sempre preoccuparti dei visitatori, e di offrire loro contenuti utili, di qualità, e facili da navigare. Solo così, sicuramente non sbaglierai!

Nintendo annuncia la scomparsa del Presidente Satoru Iwata [BREAKING NEWS]

Nintendo ha annunciato stanotte la scomparsa di Satoru Iwata, presidente dell’azienda, che si è spento a soli 55 anni a causa di un tumore. Lo stesso male lo aveva già costretto ad allontanarsi nel 2014, ma dopo un intervento chirurgico, aveva ripreso regolarmente gli impegni lavorativi.

La carriera

Iwata è stato uno dei primi dipendenti di HAL, l’azienda dietro classici come Kirby, Earthbound, e Smash Brothers Melee.

È entrato in Nintendo nel 2000, come Direttore dell’azienda. Nel 2002, è stato nominato Presidente della società – il primo presidente di Nintendo non legato al fondatore Fusajiro Yamauchi. Nel 2013, è diventato CEO di Nintendo of America.

Genyo Takeda e Shigeru Miyamoto reggeranno l’azienda fino a successive comunicazioni

Un CEO a cui piaceva programmare e giocare

Iwata è sempre stato considerato un leader presente a cui piaceva lavorare fianco a fianco con i dipendenti per raggiungere gli obiettivi della società. Infatti è stato anche produttore di centinaia di titoli delle console Nintendo – cosa rara per un dirigente.

Ricordiamolo con una citazione dall’E³ 2005.”

“Il mio nome è Iwata. Il mio lavoro è fare giochi, e gioco. Ieri sera, ho giocato a Super Smash Bros. Questo è il mio gioco. Ho preso a calci un po’… e ho preso il suo nome. Il suo nome era Reggie. Come presidente di Nintendo, faccio un sacco di domande. Così Reggie, ho una domanda per te. Chi è il tuo papà?

WeNote: la soluzione mobile per non dimenticare più nulla

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Ogni giorno dimentichiamo qualcosa: lasciamo il portafogli a casa, non ricordiamo un appuntamento, dimentichiamo un impegno di lavoro… Ogni cosa o evento dimenticato è, nei casi migliori, una perdita di tempo, non è vero?

Abbiamo provato di tutto per evitare questi inconvenienti: bigliettini sparsi per la casa e l’ufficio, note sull’agenda, promemoria su smartphone, tablet, pc. Niente da fare, non è sufficiente!

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BeeApp, software house composta da un team di ingegneri del Polo tecnologico di Navacchio, in provincia di Pisa, in collaborazione con la società senese BlueUp che è esperta nela nella progettazione di dispositivi wireless, hanno trovato una soluzione molto più smart per ricordare tutto e essere sempre organizzati: WeNote, un’applicazione in grado di inviare messaggi localizzati nel posto giusto e nel momento giusto a persone che condividono quotidianamente uno stesso ambiente, come una casa o un ufficio.

L’app, che fa uso di tecnologia beacon, ha debuttato il 6 luglio con una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

Come funziona 

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Pensata per chi condivide realmente uno spazio, come un ufficio o un’abitazione, WeNote permette di inviare e ricevere messaggi contestualizzati al luogo in cui si necessitano tali informazioni, ottimizzando la comunicazione fra persone.

La tecnologia di cui si avvale, come abbiamo detto, è quella dei “beacon”: basta installare, in un luogo specifico, un picccolo beacon e impostare il vostro promemoria dall’app.

Sullo smartphone verrà visualizzato il messaggio non appena si entrerà nel raggio di azione del sensore. E non solo: potrete impostare il messaggio anche quando uscite da quel raggio di azione.

Un valido aiuto per organizzarsi in casa come in ufficio

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Il punto più interessante di questa app è il fatto che si rivolge anche a gruppi di persone: WeNote permette infatti di condividere note e promemoria fra più persone che frequentano lo stesso luogo, come coinquilini, famiglie o co-workers andando di fatto a digitalizzare la vecchia bacheca su cui appendere i foglietti adesivi.

In pratica l’obiettivo di questo sistema è quello di rendere la vostra vita molto più semplice e di ottimizzare ogni momento della vostra giornata, anche a lavoro.

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L’applicazione WeNote è già stata premiata con il primo premio allo SMAU Milano nel 2014 come miglior app innovativa nella categoria “Utility” e ha riscosso notevole successo alla fiera internazionale Apps World di Berlino.

Ora WeNote è s IndieGogo per lanciarsi sul mercato internazionale: non ci resta che augurare un grosso in bocca al lupo a questo team tutto toscano e invitarvi a dare un’occhiata al loro progetto ;-

Il futuro del Customer Engagement è nelle mani degli sviluppatori

Siamo nell’epoca del grande progresso, la società attuale non fa altro che evolvere e mutare, in particolare nel settore scientifico ed elettronico.

L’approccio dei consumatori cambia rapidamente e le nuove tecnologie sono sempre più radicate nel quotidiano.

È ormai difficile pensare alle nostre vite senza computer o smartphone, che influenzano il nostro modo di acquistare e di rapportarci con il mercato. Si sta abbandonando l’abitudine di fare la fila agli sportelli e di andare in un negozio, mentre si preferiscono gli acquisti dai siti di eCommerce che permettono di rimanere comodamente seduti in casa propria.

Internet ha rivoluzionato la nostra vita in ogni suo aspetto.

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Customer engagement

La tecnologia è stata in grado di trasformare interi settori industriali negli ultimi dieci anni, dai viaggi e trasporti ai media e al settore immobiliare. Il commercio ha sicuramente goduto di molte innovazioni, ma la sua trasformazione è tutt’altro che conclusa. Il prossimo obiettivo è “Commercio Everywhere”, che unisce le esperienze online e offline per consentire di effettuare acquisti ovunque e quando se ne ha voglia.

Oggi i consumatori si aspettano un’esperienza d’acquisto unica su tutti i canali ed è per questo motivo che le aziende hanno sempre più bisogno di un controllo unificato dei touchpoint con il cliente. Monitorare ogni contatto con il consumatore/utente permette di migliorare la propria strategia di marketing, evitando di cadere in errori banali.

Questa trasformazione nel commercio non sarà guidata dai consumatori o dalle marche, come accadeva qualche anno fa, ma dagli sviluppatori. Rafforzata dalle nuove risorse nella crescita dell’economia Application Programming Interface (in acronimo API, in italiano Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione), con il quale si indica ogni insieme di procedure e strumenti disponibili al programmatore, per l’espletamento di un determinato compito all’interno di un certo programma.

Le nuove applicazioni si andranno ad incrociare con il consumatore finale modificando non solo il comportamento di acquisto ma anche di vendita da parte dell’azienda.

Questo nuovo tipo di commercio esperienziale ha il potenziale di trasformare le esperienze dei clienti, tradizionalmente banali, in momenti di pura gioia. La differenziazione con il passato è proprio la possibilità di personalizzare la customer experience creando un Customer Engagement efficace ed efficiente, che mira a soddisfare esigenze individuali e ad offrire un’esperienza d’acquisto unica.

Il ritmo dell’innovazione

Gli sviluppatori sono e saranno in grado di prendere l’iniziativa sull’ innovazione, grazie ad una grande varietà di API e piattaforme che restringono drasticamente il costo e il tempo necessario per costruire, testare e vendere nuovi prodotti.

Sia le API che le piattaforme si occupano delle attività di back-end, consentendo agli sviluppatori creare piattaforme o app mirate per ogni tipo di utenza. Il back-end riguarda l’elaborazione dei dati generati dal front-end, il quale gestisce l’interazione con l’utente o con i sistemi che producono dati in ingresso.

Stripe è un ottimo esempio di strumento di back-end in movimento. Si tratta di una società americana che consente agli individui e alle imprese private di accettare pagamenti su Internet. Co-fondata dai fratelli irlandesi Patrick e John Collison, l’azienda ha ricevuto 190 milioni dollari in finanziamenti.

Tra gli investitori alcuni delle più grandi società di capitale di rischio tecnologico, tra cui Sequoia Capital, General Catalyst Partners, Andreessen Horowitz, Founders Fund, Khosla Ventures, e PayPal co-fondatori Elon Musk, Peter Thiel, e Max Levchin.

A differenza di altri servizi di pagamento, tra cui PayPal e soluzioni di eCommerce completamente integrate come Shopify, Stripe si concentra sulla fornitura di tecnica, prevenzione delle frodi, e di infrastrutture bancarie necessarie al funzionamento dei sistemi di pagamento online.

Attraverso le API, le piattaforme consolidate hanno trovato terreno fertile per accelerare l’innovazione nel commercio. Una piattaforma è in grado infatti di prendersi cura di tutte le fasi del processo di acquisto, dall’elaborazione dei pagamenti, alla comunicazione con il cliente ed infine la spedizione del prodotto.

Gli sviluppatori non hanno più bisogno di spendere enormi quantità di tempo alla ricerca di un mercato, proprio perché le piattaforme danno un accesso immediato ad un’utenza attiva e ben sviluppata. È per questo che i piccoli team di sviluppo hanno avuto tanto successo dalle loro piattaforme, incluso Google, Evernote e Zendesk.

Ci saranno sempre più collaborazioni tra i team di sviluppo e piccole imprese, d’altronde i rivenditori e gli acquirenti pensano in termini di ciò che è possibile fare oggi, ma gli sviluppatori tracciano la rotta per il futuro.

Ellen Pao si dimette da CEO di Reddit

Ellen Pao si dimette da Ceo di Reddit

Dopo le proteste dei giorni scorsi per il licenziamento di Victoria Taylor da Reddit, Ellen Pao ha deciso di dimettersi da CEO del noto sito di social news.

L’evento che aveva scatenato una forte protesta da parte della community, portando anche alla chiusura temporanea di alcuni subreddit in segno di dissenso, era stato la cacciata della Taylor, responsabile di “Ask Me Anything”.

Ellen Pao si dimette, il successore è Steve Huffman

È stato Sam Altman, membro del consiglio di amministrazione, ad annunciare la novità, comunicando anche che la carica di CEO ad interim sarà assunta da Steve Huffman, co-founder di Reddit.

LEGGI ANCHE: Il co-founder di Reddit si racconta ai Ninja tra startup ed editoria [INTERVISTA]

La decisione di allontanare Ellen Pao sarebbe maturata d’accordo con la stessa Pao, mentre Altman si è rivolto ai membri della community di Reddit, cercando nuovamente di calmare gli animi con queste parole:

Moderatori, siete quello che rende Reddit grande. Il team di Reddit, ora con Steve, vuole fare di più per voi. Meritate migliori strumenti di moderazione e una migliore comunicazione dagli amministratori. In secondo luogo meritate chiarezza su come Reddit sta cambiando. Il team creerà delle linee guida per preservare l’integrità di Reddit e mantenerlo un posto dove possono avvenire le conversazioni più aperte e oneste al mondo.

L’anno nero di Ellen Pao

Le dimissioni della Pao, CEO ad interim dopo le dimissioni di Yishan Wong dal novembre 2014, sono l’ultimo capitolo delle critiche che la società sta affrontando da parte della community, dovute, secondo il parere dello stesso ex-CEO, ad un fallimento nella comunicazione, che ha portato i moderatori ad organizzare una 24 ore di stop del forum “Ask Me Anything” di cui proprio la Taylor si occupava. Dopo la petizione su Change.org per chiedere alla Pao di dimettersi, con quasi 150.000 firme raccolte, le scuse.

Non si è trattato, tuttavia, dei primi problemi dell’ormai ex-CEO con i suoi Redditors, in seguito ai diversi cambiamenti attuati durante la sua carica. E a marzo la Pao aveva persino dovuto affrontare una causa per discriminazione sessuale, contro il suo ex datore di lavoro, Kleiner Perkins Caufield & Byers, per la quale ha dovuto rimborsare la società per circa 276 mila dollari in spese legali.

Minds.com: cifrato e anonimo, sarà il nuovo rivale di Facebook?

Una delle schermate di presentazione di Minds.com

Minds.com è stato lanciato in versione beta solo tre settimane fa, ed è fruibile da web o tramite le app per iOS e Android.

Il fondatore Bill Ottman , che si definisce anche un artista, attivista e musicista, ha dichiarato: “L’umanità era chiaramente desiderosa di un social network globale che rispetti la libertà e democrazia e ricompensi i suoi utenti invece che spiarli o manipolarli con gli algoritmi”.

Minds offre infatti la possibilità di aprire un proprio canale in cui possono condividere scritti, immagini e video sia con la propria comunità su Minds.com che, da qui, con i propri seguaci Facebook e Twitter.

Nessun algoritmo filtra o limita la visibilità di ciò che è pubblicato, ma è possibile potenziarne la portata spendendo dei crediti. All’iscrizione ogni utente ne riceve 100 e ne accumula altri semplicemente usando il social: più commenti, voti, follow si fanno, più punti si accumulano.

Si può andare alla scoperta di post interessanti nel feed delle notizie e scoprire così utenti da seguire, come in Twitter.

Se due utenti si seguono a vicenda, la piattaforma attiva per loro la possibilità di scambiare messaggi e chattare in totale privacy e sicurezza. Ogni scambio infatti è cifrato, e poiché il metodo utilizzato è a conoscenza zero, nessuno, nemmeno il personale di minds.com può carpire il contenuto di ciò che viene scambiato.

Se la possibilità di aprire un profilo anonimo e di scambiare messaggi cifrati non lo consideri sufficiente, Minds.com può essere usato da un browser TOR, garantendo un ulteriore livello di privacy e anonimità.

Alcuni hanno insinuato che sia il social network di Anonymous (ma come potrebbe esserlo se è una organizzazione decentralizzata?) o, al contrario, una trappola predisposta dalle agenzie governative USA per attirare gli attivisti della privacy.

Bill Ottman naturalmente nega e precisa che solo alcuni attivisti di Anonymous si sono interessati al progetto.

La foto del profilo Twitter di Bill Ottman

Minds.com si propone come alternativa a Facebook, di cui contesta che non sia veramente gratuita ne trasparente: sappiamo bene oramai che sono i nostri dati la moneta con cui paghiamo Mark Zuckerberg.

A mio avviso però anche Minds.com non è del tutto trasparente. I servizi di base sono infatti gratuiti, ma scorrendo i termini di servizio si scopre che saranno disponibili upgrade a pagamento per avere più spazio, o un nome di dominio.

Come dicono gli americani? Non c’è mai davvero un pranzo gratis. Nessuno ti regala niente.