Arduboy: la mini console approda su Kickstarter

Un gaming device grande quanto una carta di credito

Portabilità, usabilità e gratificazione istantanea. Questi sono tre “valori” su cui si basa la società attuale. Il mondo dei videogiochi può esserne da meno? Oggigiorno il mobile gaming rappresenta un business su cui investire, dal fratellino quattordicenne alla nonna ultra ottantenne chiunque può passare il proprio tempo giocando con lo smartphone, dai più classici dei puzzle game fino ai più complessi GDR.

Ti porteresti dietro un mattone per giocare – ricordi i GIG Tiger? – o preferiresti entrare in un mondo ludico direttamente dal tuo smartphone? E se subentrasse un terzo oggetto che rievoca i tempi passati sul Gameboy – cercando di finire quel dannato Batman – ma al tempo stesso entrasse dentro il tuo portafogli?

Questo è esattamente ciò che fa Arduboy. Sebbene questo minuscolo surrogato di Gameboy abbia le dimensioni di una carta di credito, contiene una gran varietà di giochi arcade ai quali potrai giocare e che potrai addirittura programmare da zero. Tu quale proveresti a creare?

Kickstarter strikes back

La prima apparizione di Arduboy risale allo scorso anno, quando un video dello YouTuber Kevin Bates catturò l’attenzione del popolo internettiano.

In questo video, Bates, programmatore e appassionato di videogames, ci mostra come un aggeggio così piccolo possa essere utilizzato non solo per l’intrattenimento ma anche nel mondo del lavoro. Far apparire il proprio biglietto da visita giocando a Tetris non ha prezzo.

Bates ha lanciato da pochi giorni una campagna su Kickstarter per raccogliere fondi (u don’t say? NdS) per la produzione di Arduboy su larga scala. Ha già raccolto più di $95,000 a oggi, superando di gran lunga il suo obiettivo prefissato di $25,000.

Giocare o programmare? Perché non entrambi?

Arduboy utilizza il software Arduino, una piattaforma open source che ti permetterà di giocare e creare ogni tipo di videogame – purché sia 8-bit – dei tuoi sogni. Se ci pensi potrebbe essere utilizzato anche come uno strumento educativo per i bambini: la programmazione vista come un gioco. Non è infatti un caso che la pedge da 300 dollari sia un “Education Kit”.

arduboy e software arduino

Foto: Kickstarter

Alcuni dei titoli già sviluppati strizzano l’occhio a icone del passato, a giochi che hanno fatto la storia sia per PC che per Gameboy. Alien Attack (Space Invaders), Cascade Path (The Oregon Trail) e Ardumon (Pokemon), sono alcuni esempi. Che sia anche questa la forza di questo piccolo device?

Io da amante del vintage ho già preparato uno spazio nel mio portafogli. Tu lo compreresti? O sei più orientato alla Next Gen?

Amplificare i successi SEO con Facebook è possibile?

Amplificare i successi SEO con Facebook è possibile 2

foto (c) blog.dlvrit

Hai mai pensato a ottimizzare i tuoi successi nella serp attraverso il più popolare dei social network, cioè Facebook? Se la tua risposta è “no”, allora hai un problema. Se la tua risposta è “si”, ecco qualche suggerimento importante da seguire per migliorare i risultati nella ricerca di mamma Google utilizzando i social network.

Per prima cosa, è importante specificare che le ultime dichiarazioni del colosso di Mountain View ed altri studi di settore, hanno confermato che Google non ha alcun tipo di algoritmo per analizzare i like o le condivisioni o il successo di pagine e post su Facebook tanto da pubblicarli in serp con un motivo logico. O, meglio: i profili di Twitter così come le pagine Facebook sono scansionati da Google come qualunque pagina web, ma non vi è alcuna correlazione, ad esempio, con il successo di ciò che avviene sui social network e il posizionamento nella ricerca web.

E allora, perché sfruttare il potenziale di Facebook trasformandolo in valore per la SEO?

Oltre al primo e scontato vantaggio di utilizzare Facebook per portare traffico al tuo sito web, la parola chiave è Graph Search.

Amplificare i successi SEO con Facebook è possibile

Ciò che può davvero aiutarti a fare la differenza nel mondo SEO di oggi, infatti, è posizionarsi al meglio nella Graph Search, il motore di ricerca interno a Facebook che sta evolvendosi con un unico obiettivo: quello di rubare la scena a Google.

La ricerca semantica di Facebook, risponde alle domande anche complesse degli utenti, attraverso l’analisi di un linguaggio naturale e non – o almeno non solo – di parole chiave. I risultati che ne otteniamo hanno qualcosa di importantissimo: sono risultati che ad oggi nessun altro motore di ricerca può dare.

Per questo e altri motivi, è importantissimo e vale la pena essere ben riconoscibili all’interno della ricerca di Facebook: tra pochi anni potrebbe rivelarsi un vantaggio interessante. La Graph Search inoltre ti permette di analizzare target e competitor studiando, ad esempio, i loro comportamenti online o le pagine a cui sono affezionati.

Ecco alcuni suggerimenti pratici per migliorare la propria presenza su Facebook e avere contemporaneamente un miglioramento nei risultati della ricerca su Facebook, su Google e su Bing:

– personalizzare la URL di Facebook
– nominare la pagina solo con il nome della società che rappresenta, senza aggiungere altro
– compilare tutti gli spazi possibili dedicati alle informazioni, utilizzando le parole chiave che riguardano il tuo business
– collega la tua pagina Facebook con le altre piattaforme online sulle quali è presente il tuo brand
– crea contenuti condivisibili e incoraggia la condivisione: se anche non saranno pubblicati direttamente nella serp su Google, costruirai potenziali link e traffico al tuo sito web

E tu, hai già ottimizzato la tua pagina Facebook?

Xtensio, il primo kit di sopravvivenza per startup

Xtensio, il primo kit di sopravvivenza per startup

Creare una startup di successo non è mai facile: si parte dall’idea di business, ma poi bisogna organizzare le idee sia per lanciarsi sul mercato sia per comunicare al meglio il modello. È proprio qui che interviene Xtensio: il primo kit di sopravvivenza per startup che non solo ti offre strumenti per la tua presentazione aziendale, ma ti fornisce anche strumenti interattivi per pianificare la tua strategia aziendale, il tutto completamente gratis.

L’idea di Fake Crow

Xtensio è un’idea Fake Crow, agenzia di comunicazione di Los Angeles, nata con la mission di fornire alle startup strumenti semplici e concreti per organizzare il business. Creare uno strumento facile e veloce per le startup, dando loro la possibilità di costruire un profilo aziendale attrattivo ed interattivo questo è concetto dietro Xtensio.

La storia di Xtensio inizia un anno fa dall’idea di Fake Crow che, da vera startup, trasforma una semplice idea in un’idea di successo. Xtensio, come lo vedete oggi, è frutto di rifacimenti e rielaborazioni basati sulle risposte che la startup ha ricevuto. Ad oggi Xtensio è scelto e presentato da Product Hunt nel suo elenco di prodotti tecnologici.

I creatori però ci tengono a sottolineare che il design della piattaforma è in continua evoluzione e miglioramento.

Good design is a process, not a result –  Alper Cakir Co-founder, Product Lead

I tools a disposizione

Sei strumenti per un unico obiettivo: una presentazione aziendale interattiva e costruita su misura, utile sia per presentarsi al pubblico e agli investitori, ma anche per l’analisi interna sull’andamento aziendale, nell’organizzazione del business e nella sua buona riuscita.

  • User Persona Creator: per organizzare e profilare i clienti della startup
  • Startup One Page Builder: non è un sito internet, ma una presentazione organizzata della tua azienda
  • Lean Canvas Creator: il tuo business model organizzato
  • Fundraising Summary: il budget a disposizione e quello che dovrai chiedere
  • Swot Analysis: punti di forza, debolezza, opportunità e minacce, il brainstrorming organizzato
  • Blank Slate: un’agenda profilata

LEGGI ANCHE: Cosa devi sapere prima di lanciare la tua startup sul mercato [VIDEO]

La rivoluzione Xtensio, una rivoluzione è tale solo se utile

Questo obiettivo è ben definito per Xtensio che vuol essere uno strumento funzionale per tutte le startup grazie alle sue caratteristiche distintive che lo rendono diverso e semplice, sia nella gestione che nell’organizzazione delle informazioni.  Il sistema drag and drop immediato per l’aggiornamento dei contenuti, la gratuità del servizio per le aziende , gli strumenti grafici interattivi di presentazione dei dati, la possibilità di condividere la presentazione a investitori o supporters e le molteplici finalità, comunicazione aziendale o esterna.

This is amazing. I just created a really basic press kit in minutes – something that I’ve been putting off for ages. So simple.

Jake Peters, CEO, Timelock.io

Xtensio sarà la rivoluzione che vuole essere? Forse, sicuramente è uno strumento che le starup stavano cercando per organizzare e comunicare al meglio le idee, riuscendo a rimanere concentrati sull’obiettivo senza perdere di vista il percorso per raggiungerlo.

Ecco i vincitori dei MIXX Awards Europe 2015

Interact Berlin 2015

Nell’ambito dell’Interact tenutosi nei giorni scorsi a Berlino sono stati assegnati i MIXX Awards Europe 2015, i premi per le migliori campagne europee digital e mobile. Il contest, creato da IAB Europe, si rivolge a quei case study che sono stati già premiati o a livello locale o a livello internazionale.

LEGGI ANCHE: Lovie Awards 2015: vinci e diventa il creativo migliore d’Europa 

Paesi e agenzie

I Paesi più rappresentati nella lista dei vincitori sono Regno Unito (con 12 premi distribuiti in 9 categorie diverse) e Turchia (premiata 11 volte in 8 differenti sezioni), veri mattatori della gara. Seguono a lunga distanza Polonia (2 volte gratificata) e Belgio, Paesi Bassi, Francia e Norvegia, che portano a casa un solo riconoscimento.

Per quanto riguarda le agenzie, invece, stravince AKQA, salita sul podio ben 10 volte (figurando nella quasi totalità dei premi al Regno Unito), di cui 5 sul gradino più alto. Il secondo posto, distante (4 premi), spetta a Mindshare e a Starcom MediaVest Group, a pari merito; in terza posizione We Are Social, con 3 riconoscimenti.

I brand

E i brand? Nike ha dominato con 7 premi, raccogliendo un successo strepitoso soprattutto con la campagna “Your Year” a cura di AKQA Portland, che ha guadagnato ben 3 ori (Innovative Use of Technology, Data-inspired Creativy e Best Use of Social Data & Insight con Grand Prix). Seguono Vodafone, insignita di 5 riconoscimenti, e Unilever, Heineken, Samsung, tutte 3 volte onorate.

Le campagne

Una menzione speciale meritano altre 3 campagne premiate con l’oro. Innanzitutto, #ShareTheSofa di DDB Amsterdam per Heineken, che si è aggiudicata la categoria Innovative Use of Social / Community e anche il Leaders Grand Prix, sfruttando il fenomeno della Champions League.

Poi è degna di nota “Don’t Get Your Bread Touched” di ArnoBrasco per UNO (marchio leader in Turchia nella produzione di pane confezionato), che – giudicate voi stessi – ha vinto meritevolmente il massimo riconoscimento in Innovative Online Ad Solution.

Infine, nella sezione Brand Awareness & Positioning segnaliamo la vittoria di “Letter donation”, firmata da Saatchi & Saatchi Norway per la Fondazione Donatori di Organi norvegese. Un’iniziativa che fonde perfettamente genio creativo e nobiltà d’intenti.

PA e app: le soluzioni più innovative dal mondo delle startup italiane

Siete consumatori, siete utenti ma prima di tutto siete membri di una collettività e in quanto tali ne vedete pregi e difetti, soprattutto i secondi. Ma cosa succede quando idee brillanti incontrano la PA? Avviene che le ricadute positive coinvolgono tutti perché sorgono da bisogni, domande e limiti che ognuno sperimenta quotidianamente.

Ecco allora alcuni tra le proposte tutte italiane, premiate il 26 maggio, al FORUM PA Call4ideas 2015: un’iniziativa promossa da FORUM PA in collaborazione con PoliHub – l’incubatore del Politecnico di Milano e Camera di Commercio Roma, per supportare nel loro sviluppo le idee più interessanti per la transizione della Pubblica Amministrazione italiana al digitale.

Park Smart, il parcheggio in un istante


Passeggiate in centro, uscite al parco, aperitivi con gli amici: non importa dove andiate e cosa facciate, prima o poi, se vi muovete in macchina, il problema sorge a tutti: il parcheggio.
Tentativi su tentativi, giri a vuoto e intanto, mentre vi domandate “chi me lo ha fatto fare?!”, lo stress continua ad accumularsi.

Si pensi che, in media, trascorriamo circa un anno della nostra vita a cercare parcheggio, vi sembra normale?
In realtà non è che i parcheggi non esistano, è che non sapete dove sono e quindi vi ritrovate ad andare in esplorazione senza sapere con certezza se e dopo quanto tempo troverete “il tesoro”.


Park Smart si offre come soluzione al problema. La app sfrutta le telecamere, già presenti in molti luoghi di parcheggio, che riprendono l’area e controllano effettivamente quanti posti liberi sono presenti in quella zona. Le informazioni passano ad una centrale operativa che analizza il flusso video e restituisce una matrice contenente il numero di posti liberi ed occupati.

Questo tipo di informazione viene resa disponibile nella app e a beneficiarne potrebbero essere in molti: gli utenti, che andrebbero dritti al parcheggio disponibile guadagnando tempo e risparmiando carburante; le società di parcheggio, che aumenterebbero i loro clienti migliorando la gestione del servizio che offrono; e certamente l’ambiente, che diventerebbe più sano e pulito con meno emissioni da tubo di scappamento.

La versione beta è già pronta e funzionante.

Junker, facilita la raccolta differenziata

Voi, lo scarto dal quale vi dovete liberare e una miriade di bidoni nei quali gettare i rifiuti: “Questo dove va?!” e vi ritrovate a manipolare questo oggetto come se fosse il cubo di Rubik, alla ricerca di istruzioni su come comportarsi nella fase di smaltimento.

Spesso, per questioni di tempo e ritmi frenetici, il rifiuto va a finire nella raccolta indifferenziata “Meglio non sbagliare”, qualcuno penserà; ma se comportamenti del genere avvengono troppo spesso, quando si beneficerà a pieno dei risultati provenienti dalla raccolta differenziata?

Junker tenta proprio di venire in soccorso quando si tratta di differenziare i rifiuti e svolge una serie di interessanti funzioni. Prima fra tutte, Junker geolocalizza e, individuando la posizione, restituisce lo schema di smaltimento del Comune di riferimento, mostrando i punti e il calendario di raccolta. Inoltre, scansiona il codice a barre e riconosce il prodotto che dovete smaltire all’interno di un database di oltre 400 mila prodotti.

Non solo! Junker scompone il prodotto, interroga il suo database e vi informa sui materiali dai quali è composto il prodotto da smaltire e in quale bidone dovete gettarlo.
Inoltre, se il prodotto non è stato ancora inserito nel database è possibile segnalarlo e ricevere in pochi minuti una notifica con le info di smaltimento. Infatti, nel caso in cui si viva in una zona che non ha adottato Junker è possibile usufruire comunque di importanti informazioni sulla composizione dei prodotti e regolarvi sulla base delle regole dello smaltimento nella vostra area.

Per usufruire di Junker è possibile accedere al Play Store e all’App Store e scaricarla gratuitamente.

ComunicaCity, il tuo comune in una app


Comunicare con i propri cittadini non è mai stato così semplice! In questo progetto tutte le informazioni del comune di interesse raggiungono il cittadino in un’app. Comunicati, allerte, eventi, news e avvisi: tutto in tempo reale e comodamente sul proprio smartphone. Pensate a cambiamenti d’orario negli uffici, alle novità dei sistemi di raccolta differenziata ad esempio.

Determinati mutamenti in questo contesto condizionano molto la vita e le nostre azioni di cittadini ed esserne subito al corrente permetterebbe di essere reattivi, senza sprechi di tempo o tentativi inutili. Ai fini di una corretta gestione della “cosa pubblica” e di un clima collaborativo, la comunicazione con la collettività è sicuramente tra i primi posti per il raggiungimento di buoni risultati.

Proprio per questo, in realtà, tutte le informazioni sono in cloud e quindi sempre e comunque consultabili da qualsiasi dispositivo collegato ad intenet. Ogni volta che viene pubblicata una news sarete avvertiti con una notifica push e saranno sempre notizie certe e valide poiché soltanto gli amministratori e i responsabili dell’ente possono pubblicare gli aggiornamenti.

Con ComunicaCity l’utente può seguire tutti gli enti che desidera in una sola app, questo è il contributo più innovativo, che si offre come servizio gratuito per gli utenti finali, mentre prevede un canone annuale per gli enti che vogliono adottarlo.

L’app è disponibile gratuitamente su App Store, WindowsPhone Store e su Google Play.

OpenMove, il biglietto che ti fa guadagnare

Evitare file e avere sempre il miglior prezzo sul mercato? Succede con OpenMove, l’app che permette di pagare biglietti del treno, del parcheggio e degli autobus direttamente da smartphone con uno sconto tra il 10% e il 30% rispetto al cartaceo.

Ma l’apparente comodità di usufruire di un servizio simile non si esaurisce solo in quanto espresso. Esiste una rete di negozianti che propone delle offerte in prossimità della zona in cui ci si trova e presentandosi come utenti di OpenMove e inquadrando con lo smartphone il QR Code in cassa, si guadagna un credito bonus spendibile per l’acquisto di biglietti. Così avviene che la corsa dell’autobus di oggi ve la siete guadagnata acquistando un pacco di biscotti e un litro di latte nel negozio partner.

Non sono previste notifiche ad avvertire delle varie offerte nelle vicinanze, tutte le info sulle occasioni da non perdere per spendere e guadagnare credito sono accessibili dalla schermata Start dell’app.

Un progetto che ancora una volta pensa alla collettività, in cui a guadagnarci sono numerosi attori: il cittadino, i negozianti, le aziende della mobilità poiché, sebbene i servizi offerti sui mezzi di trasporto non rispecchino le promesse, un guadagno c’è comunque e a viaggiare senza biglietto potrebbe diventare più oneroso!

Interessante è che il progetto è pensato anche per i gestori del trasporto infatti, grazie alla piattaforma di backoffice, è facile pianificare la mobilità, elaborare statistiche e gestire la contabilità, mentre il personale ha in dotazione un’app dedicata per verificare i biglietti emessi.

Attualmente è scaricabile da App Store e Play Store gratuitamente.

FunkyPrize Edizione 2015: pronti a usare e osare il digitale?

“Marco Zamperini (a.k.a. Funky Professor) è stato una guida alla rete molto importante per il nostro Paese, ed ha esercitato questo ruolo su più terreni e in contesti diversi: spiegando la rete ai giovani, e trasmettendo loro il suo entusiasmo per le possibilità della tecnologia, sperimentando con costanza e tempestività le nuove applicazioni per individuare quelle più utili e innovative, ”vivendo” la rete in prima persona e diventandone, nel nostro Paese, il testimonial più accreditato e amato. Marco sapeva convincere gli imprenditori che Internet era una possibilità che andava sviluppata, e suggerire alle aziende nuovi modi di usarla con vantaggio. Ne scriveva sui media, ma soprattutto ne parlava, in centinaia di eventi dove era uno degli speaker più richiesti e apprezzati per la sua simpatia, intelligenza e carica umana. Incoraggiava chi aveva nuove idee e le metteva in pratica in nuove startup, e spesso ne condivideva gli entusiasmi. Marco, insomma, considerava la rete un nuovo spazio di azione e comunicazione per le persone: non la giudicava, ma suggeriva di vivere, consapevolmente e criticamente, quello che essa offre.

Questo premio intende contribuire a colmare il vuoto creato dalla sua prematura scomparsa, incentivando coloro che intendono portarne avanti la missione, per un utilizzo più maturo, consapevole e diffuso di Internet nel nostro Paese, e per lo sviluppo delle potenzialità della rete come strumento di miglioramento della qualità della vita e di creazione di nuove forme di partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese.”

Con queste belle parole inzia il testo del regolamento del FunkyPrize, il concorso che intende individuare, segnalare e premiare coloro che, con la loro attività, usano e osano il digitale in sintonia con il manifesto e ispirandosi ai valori di positività, umanità e semplicità che hanno indirizzato le attività e gli insegnamenti di Marco Zamperini.

La scadenza del FunkyPrize 2015

La domanda di partecipazione dovrà essere inviata, con i suoi allegati, a partire da oggi (1 giugno 2015) entro e non oltre le ore 24 del 4 settembre 2015 (ora italiana). Farà fede la data di invio della candidatura, che verrà anche riportata sulla mail di conferma dell’accettazione. Attenzione alle deadline!

Come verranno selezionate le idee vincenti?

I seguenti elementi saranno considerati particolarmente importanti nella valutazione delle candidature:

  • la stretta relazione delle attività con le tematiche della rete e del suo sviluppo maturo e consapevole nel nostro Paese,
  • l’ampiezza e la continuità del loro impatto – anche potenziale – sul pubblico cui sono rivolte,
  • gli aspetti innovativi e lo spirito “funky”.

Saranno prese in considerazione tutte quelle esperienze che hanno “osato” migliorare la vita delle persone in ambiti di interesse collettivo. Tra tali ambiti: la salute, l’istruzione, l’inclusione e la partecipazione sociale, i diritti e i doveri della cittadinanza digitale.

Pronti a essere premiati per le vostre innovazioni?

A questo link trovate il bando del concorso, mentre trovate tante altre informazioni direttamente sul sito web dell’iniziativa: siete pronti ad essere riconosciuti per le vostre innovazioni funky? #FunkyPrize

Le 10 regole fondamentali per scrivere un post SEO perfetto

SEO; l’acronimo più famoso del web, la scienza che unisce ingegnerizzazione dei contenuti e ricerca umana in rete, la disciplina che impone formazione continua a web developer, marketer, account, blogger e altre categorie di professioni narratori delle potenzialità del web.

“Come posso fare per rendere il mio post fra i primi risultati dei motori di ricerca?” ti chiederai.

Come tutte le cose fatte per bene, c’è bisogno di studio e di equilibrio; chimica applicata al web praticamente, rispondo io. Ma non basta, è per questo che oggi ti racconto di 10 regole fondamentali per scrivere un post impeccabile in termini di SEO e lo farò esattamente come te lo aspetti, con l’ elenco che segue:

#1 Keyword

Il contenuto del tuo post avrà un argomento centrale e questo argomento centrale potrai sintetizzarlo in poche parole. Queste parole portano il nome di keywords. È fondamentale utilizzare le parole chiave per rendere subito chiaro il focus del tuo post ma attento a non esagerare (ecco che subentra l’equilibrio chimico sopra citato), un uso reiterato e compulsivo delle keywords potrebbe causare una penalizzazione del tuo post con un effetto disastroso rispetto all’indicizzazione del contenuto.

Il mio consiglio si chiama sinonimo. Apri il tuo cuore alle infinite possibilità del metalinguaggio e vedrai che i motori di ricerca apprezzeranno.

#2 Titolo

È il bigliettino da visita del tuo post, in meno di 70 caratteri devi riuscire a rispondere alla domanda che l’utente sta ponendo alla query del motore di ricerca, senza ovviamente dimenticare la keyword. E mi raccomando, il motore di ricerca è solo un tramite, il messaggio da mittente a destinatario interessa due essere umani. Non esprimerti come un robot.

#3 Corpo del testo

Tutta questa fatica proprio per arrivare a lui, al corpo del testo. Indica la keyword nel primo paragrafo e riproducila a un ritmo normale senza banalizzare il contenuto. A vincere è la pertinenza. Tutto quello che dici in titolo, tag, keyword e meta description deve esprimersi nel corpo del testo.

Il tuo post deve essere di facile lettura per l’utente e non deve “indispettire” i motori di ricerca i quali penalizzano l’inopportuna presenza tra elementi SEO e contenuto.

#4 URL

I motori di ricerca guardano anche al tuo URL per capire di cosa parla il tuo post. Realizza un URL che rifletta il titolo, garantendoti la presenza della parola chiave. Se proprio devi tagliare il tuo URL, assicurati di mantenere la keyword.

#5 Meta description

La missione della tua meta description è di dare ai motori di ricerca e ai tuoi lettori le informazioni più importanti sul contenuto del post. Quindi, nelle poche parole della meta description devi chiaramente raccontare i punti salienti del tuo post e considerarlo come strumento fondamentale per i tassi di conversione.

#6 Responsive

Un blog sensibile ai cambiamenti si renderà conforme agli schermi di qualsiasi dispositivo. Questo significa che leggere il tuo blog da desktop, smartphone, tablet, o altro dispositivo mobile, dovrà uniformare l’esperienza dell’utente.

Perché dovresti preoccuparti di responsive design?
Perché il ruolo della UX cresce sempre più, ed è anche importante per il SEO. Quindi, se hai un sito in flash è arrivato il momento di farti delle domande (tante domande).

#7 Tag

#8 Ottimizzare le immagini

Dai migliori esperti SEO potreste aver sentito dire che bisognerebbe evitare le pagine duplicate sul proprio blog. Ma se il tuo blog necessita di raccontare quei contenuti, seppur duplicati, è necessario mantenere entrambe le pagine, utilizzando tag.

I tag parlano ai motori di ricerca per dire loro quale pagina indicizzare. Fornire questa informazione fa sì che il contenuto non subisca penalizzazioni per essere apparso da qualche altra parte sul tuo blog e permette anche ai motori di ricerca di collegare il contenuto alla risorsa principale.

Premiare un contenuto testuale non è l’unica cosa importante ai fini di un buon SEO; è necessario anche avere immagini che aiutino a spiegare i tuoi contenuti. Ai motori di ricerca non basta trovare immagini, piuttosto cercano immagini con testo alt e non eccessivamente pesanti nel caricamento.

Si può capire il testo alt di un’immagine posizionando il cursore su di essa e aiutando i motori di ricerca a interpretarne il significato.

#9 Outbound e inbound

Da blogger esperto quale sei saprai che fonti e collegamenti devono essere approfonditi con un link, per aiutare il lettore a visitare la fonte. Questo vale sia per link che collegano a fonti autorevoli esterne (Outbound link) che ad argomenti già trattati dal tuo blog (Inbound link). Ad esempio; in passato hai scritto su un argomento che è menzionato nel tuo blog? E’ quindi necessario creare un collegamento a quella pagina non solo per contribuire a mantenere i visitatori sul tuo sito web, ma anche per referenziare i tuoi contenuti sui motori di ricerca.

Per le logiche SEO la questione è molto delicata: gli outbound link sono un punto a favore purchè non siano troppi e si tratti di fonti autorevoli. Esagerare con i link permette a Google di penalizzarmi perchè “insinuerebbe” che stai linkando solo per scalare la vetta dei risultati di ricerca.

#10 Google web master tool

Una grande risorsa per scoprire i segreti di pulcinella del SEO, è la sezione SEO di Google in Strumenti per Webmaster. Questa pagina probabilmente ti fornirà le risposte a una serie di altre domande relative all’ottimizzazione.

Se nel tuo blog applichi già tutte queste regole allora diffondi il verbo e aiuta un povero utente a trovare esattamente quello che cerca.

Tutto quello che devi sapere sulla Cookie Law [GUEST POST]

Questo articolo è stato scritto da Roberta Rapicavoli, avvocato che esercita l’attività nel settore della Privacy e dell’Information Technology. È una docente Ninja Academy.

A pochi giorni dall’entrata in vigore del provvedimento dell’8 maggio 2014 del Garante Privacy in materia di cookie, c’è ancora molta confusione e in tanti sono alla ricerca di una sorta di “guida alla sopravvivenza” per poter mantenere il proprio sito web online senza rischiare di incorrere in sanzioni.

Al di là dei provvedimenti ed interventi dell’Autorità Garante (disponibili qui) quali sono in concreto i passi da compiere per mettersi a norma o verificare di essere a norma?

1) Il titolare del sito web deve analizzare quali cookie sono utilizzati ed installati.

E’ necessario fare un esame dei cookie – o degli altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug o clear GIF) – utilizzati dal sito, prestando attenzione a distinguere:
i cookie di prime parti (installati direttamente dal titolare del sito) dai cookie di terze parti (installati da terzi attraverso il sito del titolare)
i cookie profilanti (volti a creare profili relativi all’utente ed utilizzati per l’invio di pubblicità mirata) dai cookie tecnici (quali sono quelli che garantiscono o agevolano la navigazione e fruizione del sito web e quelli che sono utilizzati direttamente dal titolare per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sulle visite al sito).

2) In base all’analisi effettuata, il titolare del sito deve osservare alcuni adempimenti.

Gli adempimenti, tecnici e documentali, si differenziano a seconda dei cookie utilizzati.
In estrema sintesi:
Se il sito utilizza solo cookie tecnici, non è necessario il banner ed è sufficiente gestire le indicazioni sui cookie all’interno di apposita informativa (da rendere disponibile nel footer della pagina), oppure, come indicato dal Garante Privacy nelle FAQ di chiarimento, all’interno della policy privacy del sito web.
Esempio di sito che rientra in tale ipotesi: sito web che ha solo cookie che consentono l’autenticazione in aree riservate e la navigazione in base alla scelta della lingua e non utilizza strumenti quali widget di Twitter o pulsante like di Facebook.

Se il sito utilizza cookie profilanti di prime parti sarà necessario gestire una breve informativa (da fornire tramite apposito banner a comparsa immediata sulla home page o altra pagina di atterraggio al sito) ed una informativa estesa (il cui link deve essere indicato già nel banner e poi reso sempre disponibile durante la navigazione in modo da consentire un facile accesso alle indicazioni specifiche sui cookie utilizzati e ai moduli per la gestione delle proprie scelte), acquisire dall’utente, prima dell’installazione dei cookie sul terminale, espresso consenso (tramite il click su un tasto interno al banner stesso, la selezione di un link interno alla pagina visitata o un’azione di scroll) ed effettuare la notifica al Garante Privacy.
Esempio di sito che rientra in tale ipotesi: sito web che ha cookie che tengono traccia dei prodotti acquistati per inviare pubblicità mirata all’utente profilato.

Se il sito utilizza cookie di prime parti solo tecnici, ma consente l’installazione di cookie di terze parti profilanti, valgono gli adempimenti descritti sopra, e quindi sarà necessario bloccare i cookie (non tecnici) delle terze parti finché l’utente non presti il consenso e gestire apposito banner contenente un’informativa breve, integrata da un’informativa estesa (in cui dovranno essere descritti i cookie installati dal sito e indicati i link ai siti e ai moduli di consenso delle terze parti).
In tale caso non sarà invece necessario provvedere alla notificazione, in quanto le finalità perseguite con l’uso dei cookie profilanti di terze parti non rientrano nel controllo del titolare del sito attraverso il quale vengono installati.
Esempio di sito che rientra in tale ipotesi: sito web che ha solo cookie che garantiscono la navigazione ma utilizza servizio share di AddThis e pulsanti like social.

Probabilmente il passaggio dalla teoria alla pratica non è semplicissimo e immediato, ma con gli strumenti di sopravvivenza giusti è certamente possibile!

United Ventures Tech Insights 2015 a Milano il 15 giugno

United Ventures Tech Insights 2015

United Ventures,  fondo di Venture Capital focalizzato sul settore digitale (Consumer Internet, Fintech, Cloud Software e Mobile), che ha l’obiettivo di supportare le aziende nel loro processo di crescita ed espansione internazionale, annuncia per il 15 giugno un evento per scoprire insieme ai massimi esperti del settore per scoprire i nuovi trend della digital economy.

United Ventures Tech Insights 2015

Tra gli speaker del United Ventures Tech Insights 2015 numerose startup, alcune finanziate direttamente da United Venture, altre invece come benchmark per l’innovazione tricolore, come Max Ciocola di MusiXMatch che ha appena chiuso una collaborazione con Spotify, Giovanni Daprà di Moneyfarm o Simone Panfilo di LOVETheSIGN, recentemente intervistato proprio dalla nostra redazione.

LEGGI ANCHE: LOVEThESIGN, 4 milioni di dollari da United Ventures

Gli speaker internazionali del United Ventures Tech Insights

Oltre alle sopracitate startup italiane, United Ventures Tech Insights 2015 porta a Milano speaker internazionali come Arnaud Jolif di Hootsuite, Alex Torres, VP Global Product Marketing di Moovit ad esempio. 

L’evento si svolgerà in lingua inglese ed il tema principale sarà l’evoluzione delle modalità di fruizione di prodotti e servizi da parte dei consumatori digitali.

Ma soprattutto, quali sono le sfide per il marketing, che ovviamente deve seguire i trend del digitale ?

Il programma del United Ventures Tech Insights 2015

Di seguito il programma della giornata che si svolgerà alla Triennale di Milano, all’interno del Salone d’Onore, in Viale Allemagna 2.

h. 14.40 | Keynote speech – Carlo Ratti (MIT)

h. 15.15 | Consumer engagement in the digital era

Moderatore: Marco Montemagno (SuperSummit)

Tavola rotonda con Alex Torres (Moovit), Sitar Teli (Connect Ventures), Arnaud Jolif (Hootsuite), Federico Rampolla (Mondadori), Simone Panfilo (LOVEThESIGN), Giovanni Daprà (Moneyfarm), Massimo Ciociola (MusiXMatch), Paola Marinone (BuzzMyVideos), Niccolo Maisto (FaceIt)

h. 17.00 | Digital powered the entreprise

Moderatore: CarloAlberto Carnevale-Maffé (Università Bocconi)

Tavola rotonda con Michael Harte (Barclays), Riccardo Di Blasio (VMware), Carlo Purassanta (Microsoft), Andrea Calcagno (Cloud4Wi), Marco Visibelli (Kuldat), Daniele Pelleri (AppsBuilder)

h. 17.45 | Tech investing outside the Silicon Valley

Moderatore: Mike Turner (Taylor Wessing)

Tavola rotonda con Christian Resch (Goldman Sachs), James Wire (Balderton Capital), Peter Globokar (Mooreland Partners), Gill Cogan (Opus Capital)

Appuntamento in Triennale a Milano il 15 giugno dalle 14 alle 19 per il United Ventures Tech Insights 2015, è possibile iscriversi qui.

eCommerce rivoluzionario, Teezily permette di creare e vendere t-shirt online, senza costi iniziali di produzione, logistica, spedizione, magazzino e customer service e senza nessun rischio finanziario.

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Teezily: il business delle t-shirt conquista l'Europa

Se non avete mai esplorato le potenzialità della creazione di una t-shirt, felpa o cappello con il vostro logo o con uno slogan d’impatto, allora dovete ancora conoscere una delle strategie marketing più remunerative e virali: il t-shirt marketing, nato in tempi recenti in contemporanea con l’esponenziale crescita di Facebook e con con lo sviluppo dei suoi principali marketing tool (tra gli altri, la possibilità di indirizzare i propri annunci a comunità estese e interconnesse).

Solo un anno  fa, nel gennaio 2014, nasceva a Parigi Teezily, la startup che in pochissimo tempo ha rivoluzionato le dinamiche degli eCommerce sfruttando il potere del crowfunding e dei social media per creare e vendere t-shirt online.

Tre i fattori chiave del successo di Teezily: un design intuitivo, un efficace utilizzo dei social media e gli strumenti marketing messi a disposizione da Facebbok.

Dotato di una piattaforma online, gratuita e disponibile in diverse lingue,  chiunque con Teezily è in grado di creare e vendere prodotti personalizzati per finanziare una causa oppure semplicemente per creare un business senza costi iniziali di produzione, logistica, spedizione e customer service e soprattutto nessun rischio finanziario.

I fattori del suo successo? Un design intuitivo, un efficace utilizzo dei social media e gli strumenti marketing messi a disposizione da Facebook.

Charles Dilasser, co-fondatore & CEO Teezily, racconta:

“Teezily ha come scopo la rimozione delle barriere così che chiunque possa concretizzare le proprie idee e prendere parte allo sviluppo del commercio online.

Il punto di forza è la totale assenza di rischi nell’utilizzo della nostra piattaforma, che si presta a rispondere alle esigenze di un gruppo di attori estremamente diversificato: marketers, associazioni, pagine FB, designers.. Nata da un progetto di giovani laureati, Teezily ne mantiene lo spirito: entusiasmo, motivazione e perfezionismo, e la capacità di adattarsi all’inarrestabile evoluzione dei social networks e seguirne le tendenze.”

Come lanciare una campagna Teezily di successo?

Sei passaggi, intuitivi e immediati permettono di lanciare una campagna di successo: “ricerca” per scoprire le abitudine e le caratteristiche del mercato con l’aiuto del gruppo Facebook Università Teezily,specifica” la tua nicchia di mercato, controlla che il tuo target di riferimento sia realisticamente raggiungibile, crea il tuo disegno e realizza uno slogan, crea la tua “campagna” e infine crea la tua pubblicità su FB per promuoverla.

In ogni fase Teezily offre servizi gratuiti per sviluppare al meglio il progetto sia da un punto di vista del progetto grafico che del testo con traduzioni in inglese, francese, portoghese, tedesco, spagnolo e persino greco, polacco, svedese e danese.

Una volta raggiunto il numero di adesioni minimo a supporto della campagna Teezily produrrà le t-shirt e provvederà a spedirle in tutta Europa. In caso contrario non verrà addebitato nessun costo al cliente.

Se nel 2014 Teezily ha realizzato e spedito più di 500.000 t-shirt in oltre 30 paesi per il 2015 le aspettative sono ancora più rosee.
Uno staff sempre più internazionale e poliglotta composto da nuovi assistenti, clienti e business delelopers provenienti da ogni angolo del mondo renderà il servizio di traduzione ancora più efficiente. Inoltre nuovi strumenti che semplificheranno il processo di creazione per i sellers e l’introduzione di nuove features come il programma di affiliazione, l’organizzazione di eventi e training courses permetterà di perfezionare sempre più il servizio, esplorando così nuovi orizzonti.