“In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”, veniva detto anni fa, ma quanti minuti servono oggi per diventare celebri online? Probabilmente molti meno, a giudicare dal successo delle campagne realizzate su YouTube dai più grandi brand internazionali – come ad esempio il video di successo Volkswagen The Force.
Il 9 marzo insieme a Edoardo Scognamiglio, autore televisivo e docente del corso online in Video Marketing della Ninja Academy parleremo proprio delle nuove strategie di video marketing, di quali competenze mettere in atto per diventare dei video marketer di professione e di come un video può diventare virale.
Il free webinar, appuntamento completamente gratuito, ci permetterà di introdurre il corso online che partirà ad aprile e che approfondirà il concetto di video come leva di marketing mix fondamentale per incrementare la notorietà di un brand, di fidelizzazione e di aumento di conversioni.
Iscriversi è molto semplice: basta cliccare su “Iscriviti, è gratis!” a questa pagina e, una volta completato il form di iscrizione, collegarsi il 9 marzo per l’appuntamento con Ninja Academy.
Per seguire il webinar e il corso anche sui social, vi aspettiamo all’hashtag #ninjavideo!
Ricapitoliamo:
FREE WEBINAR Corso Online in Video Marketing
con Edoardo Scognamiglio Lunedì 9 marzo, dalle ore 17 alle 18
E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!
Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change! BE NINJA
00Elisa MarinoElisa Marino2015-02-26 15:00:402015-02-26 15:00:40Quanto ne sai di Video Marketing? Segui il Free Webinar della Ninja Academy
Ascoltate chi usa il vostro prodotto. Chi usa il vostro prodotto è l’unico che lo conosce veramente. Pensate al vostro pubblico come se fosse il vostro migliore amico. E non abbiate paura di cambiare, di fare il famoso pivot. Cambiare è coraggio, non debolezza.
A distanza di qualche mese, la startup che in molti definiscono come “Google dei CV” continua a crescere, attirando l’attenzione di investitori internazionali, in seguito ad un nuovo round di investimento da 600.000€.
La piattaforma di web recruiting che mette in contatto aziende e candidati in modo innovativo, focalizzando l’attenzione sulla geolocalizzazione dei profili, conta oggi 300 mila iscritti con una media di 1500 nuovi iscritti al giorno.
“Ascoltare i clienti e non avere paura di cambiare” qualche esempio di come questa strategia sia risultata vincente per Jobyourlife ?
Jobyourlife era partita come un social network sulle passioni, cambiato in corsa perchè le metriche non erano soddisfacenti. Non ci siamo affezionati all’idea iniziale, abbiamo seguito le richieste degli utenti.
Mentre il lato aziende, abbiamo costruito il servizio successivamente al lato utente, praticamente in collaborazione con le aziende, per riuscire a soddisfare al meglio le loro necessità. Ascoltando i clienti le metriche sono nettamente migliorante.
Un nuovo importante investimento, Jobyourlife supera i confini italiani. Da quali nazioni partirete e perché ?
Partiremo con la Spagna, mercato occupazionale simile all’Italia per poi arrivare nel Regno Unito. In pratica per l’utente sarà possibile aggiungere al proprio profilo la disponibilità a lavorare in Spagna, aggiungendo alla sezione localizzazione le nuove città lavorative.
L’articolo di Forbes in cui siamo stati citati è stato inizialmente grazie alla risposta ad un tweet della giornalista Alison Coleman, a caccia di storie di giovani imprenditori italiani. Quest’esposizione mediatica ha attirato l’attenzione di diversi venture capital americani, interessati alle potenzialità del nostro modello. Nei prossimi mesi infatti ho in programma un roadtrip per incontrare gli investitori negli Stati Uniti.
Lato tecnologia invece, quali saranno le novità per gli utenti e per le aziende ?
Tra un mese lanceremo l’application Jobyourlife per iOS, che ci darà la possibilità di aprire il nostro sistema ad un enorme mercato utenti, che fino ad ora, in assenza di un’app, abbiamo trascurato.
Dal lato aziende invece stiamo per lanciare un plug in per la sezione “lavora con noi”, in grado di gestire le candidature spontanee attraverso la dashboard di Jobyourlife.
Come cambierà la vostra struttura pre e post investimento ?
jobyourlife team
Attualmente siamo un gruppo di 15 persone (20 tra qualche settimana), per poi arrivare a 30 in settembre. Ovviamente buona parte del nostro personale è stato scelto attraverso recruiting di iscritti a Jobyourlife.
Quindi quali sono le risorse che state cercando per completare il team ?
Le figure a supporto del customer care sono già state reclutate e chiuse, mentre siamo sempre alla ricerca di profili commerciali, e di un chief financial officer.
Per quanto riguarda le figure commerciali in particolare, avendo l’obiettivo di incrementare le aziende sottoscritte (ad oggi 700) saranno valutati positivamente i profili con esperienza pregressa nel commerciali e con conoscenza dei sistemi di recruiting.
00Diana Piemari CeredaDiana Piemari Cereda2015-02-26 13:00:592015-02-26 13:00:59Jobyourlife chiude un nuovo round di finanziamento [INTERVISTA]
Dopo aver conosciuto la responsabile del TIM #WCAP di Milano, ora tocca a Roma e a Luca Bertone, responsabile della sede di Roma, chiudere il cerchio delle Ninja Social Factory, i percorsi Learning by Doing collegati al Master Online in Social Media Marketing che saranno ospitati all’interno degli acceleratori TIM #WCAP.
Com’è lanciare una startup da Roma?
L’ambiente romano è particolarmente stimolante per una startup. Roma è sede di numerose e importanti università, di istituti a carattere tecnologico che insieme ad altre realtà favoriscono concretamente un ecosistema nel quale è tangibile la possibilità di creare impresa.
Inoltre, grazie alle strutture messe a disposizione da Telecom Italia, il TIM #Wcap Accelerator di Roma sta diventando uno dei punti di riferimento del panorama dell’innovazione della capitale.
Naturalmente, il presente non è perfetto e questa non è la città d’utopia. Le startup hanno quindi a disposizione una grande città da migliorare, terreno ideale per lo sviluppo di progetti legati agli ambiti smartcity, green solutions, automotive. Si pensi, solo per fare un esempio, alle potenzialità che offre un sistema di trasporti pubblici che non è certo un modello di efficienza ma che muove quasi un miliardo di persone l’anno. Da questo punto di vista, Roma è un’opportunità e una sfida per chi vuole fare imprenditoria d’innovazione nel nostro Paese.
Cosa caratterizza questa città rispetto ad altre in Italia in termini di innovazione e imprenditoria?
Come dice il grande scrittore Alberto Arbasino, se si può, è meglio risiedere nella capitale dello Stato in cui si vive. E’ una battuta, ma Roma è certamente un’enorme area metropolitana che ospita le più importanti istituzioni pubbliche nazionali, le sedi diplomatiche, musei e gallerie di rilevanza mondiale (le startup stanno scoprendo anche l’arte), istituti e accademie culturali internazionali.
Non da ultimo, Roma è anche sede di altre importanti realtà dell’innovazione che spingono ad alzare sempre il livello e a fare sempre meglio. Infine, ciò favorisce il frequente interscambio di esperienze e conoscenze che sono fondamentali per la crescita di un ecosistema veramente produttivo.
Quali sono i plus del lavorare in un acceleratore?
TIM #Wcap Accelerator è prima di tutto un luogo in cui s’impara. Con metodi nuovi e sempre diversi, con modalità formali e più spesso informali, attraverso incontri con personalità dell’ecosistema, qui s’impara a fare impresa. Inoltre, non ci sono limiti: chi vive l’acceleratore entra in contatto con tutti i processi del fare impresa, ha uno sguardo sull’intera filiera. Gli startupper fanno un’esperienza che per ricchezza e intensità delle relazioni, per qualità e capacità di lavoro, non è semplice replicare altrove.
La frequentazione aperta non solo alle realtà imprenditoriali, ai neolaureati e ai giovani appassionati di tecnologia, ma anche alle istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, fa di TIM #Wcap Accelerator uno straordinario laboratorio dinamico, multiforme, sempre rinnovato. A ogni Call for Ideas, l’ambiente cambia. Immagina che ogni anno arrivano almeno 40 nuovi team di startup che significa centinaia di ragazzi, di innovatori di grande valore che vivono gli spazi dell’acceleratorie con determinazione, creatività e voglia di fare.
Quali sono i principali errori che una startup fa sui social media?
Per lanciare una startup e organizzarne coerentemente la comunicazione, servono prima di tutto una buona strategia e un buon piano editoriale. Accade spesso, per esempio, che una startup avvii una propria pagina Facebook e un account Twitter abbandonandoli poco dopo. Ecco, non c’è nulla di più deleterio della sciatteria rappresentata da un account “aggiornato” l’ultima volta un anno fa. Un potenziale cliente che si trova di fronte a fenomeni del genere li classifica come mancanza di accuratezza e quindi mancanza di affidabilità.
Se una startup ha il prodotto giusto e un team affiatato, raccontarne la storia sui social media e coinvolgere il pubblico dovrebbe risultare naturale (o comunque costituisce già un buon punto di partenza). Anche qui la parola chiave è concretezza. Dopo di che, bisogna scegliere i social network giusti e non delegare totalmente la comunicazione a realtà esterne alla startup. La comunicazione va fatta se non proprio tutta in house, almeno con una forte partecipazione interna. Infatti, gli startupper conoscono meglio di chiunque altro le caratteristiche e le pieghe del proprio prodotto e della propria impresa.
00Ayumi KenseiAyumi Kensei2015-02-26 12:30:302015-02-26 12:30:30Fare startup nella Capitale: i consigli dal TIM WCAP di Roma [INTERVISTA]
“Le persone creative si sforzano costantemente di migliorare se stesse e il mondo che le circonda. La creatività si esprime in forma di umanità, moralità e spiritualità.” – Philip Kotler
Quante notti hai passato in bianco sulle pagine dei libri di Philip Kotler? Quante volte avete risposto alla domanda sulle “4 P del marketing”? Studenti, colleghi, guerrieri, a breve avremo la possibilità di conoscere l’uomo che ci ha fatto amare – o odiare? – il marketing, colui le cui teorie sono scolpite nella pietra come i 10 Comandamenti.
Arriva la prima e unica data italiana del Philip Kotler Marketing Forum, il 15 maggio 2015, a Milano, presso l’aula Magna dell’Università degli studi di Milano Bicocca.
Philip Kotler, il guru del marketing che per primo ha saputo interpretare le nuove tendenze riguardo ai media digitali, lancia una nuova sfida: puntare sul marketing umanistico, attraendo nuovi, potenziali consumatori attraverso una tra le più efficaci brand identity esistenti, la strategia che punta sui valori nazionali. Il primo esempio di brand identity, esistente e con un elevato potenziale non ancora sfruttato, è il Made in Italy.
Noi Ninja non possiamo mancare ad un momento così esclusivo ed unico di confronto per manager e appassionati, riguardo ad un tema spesso discusso ma ancora non affrontato in modo approfondito: la valorizzazione delbrand Italia.
Tre celebri frasi di Philip Kotler offrono spunti interessanti, per comprendere il valore aggiunto che questo appuntamento porterà al bagaglio di conoscenze di ogni esperto o appassionato di marketing.
“La creatività rende gli esseri umani diversi dalle altre creature viventi del nostro pianeta perché, grazie a questa facoltà, essi plasmano il mondo in cui vivono.”
Il valore che rende unico il brand Made in Italy è la creatività che lo contraddistingue; prendendo spunto da Philip Kotler, si potrebbero costruire realtà per valorizzare il nostro patrimonio umanistico, esaltando l’originalità che fa percepire l’essere creato in Italia come un valore aggiunto per un prodotto.
“La fiducia è maggiormente presente nelle relazioni orizzontali che in quelle verticali, come dimostra il fatto che i consumatori si fidano assai di più degli altri consumatori che non delle imprese.”
I brand nazionali sono fatti di storie e i consumatori possono avere storie da raccontare. Per avere una strategia vincente sul mercato è necessario sperimentare forme di comunicazione che facilitino l’interazione tra comunità, costruendo insieme all’impresa un concetto di di territorio e patrimonio reale e condiviso.
“Ci stiamo approssimando alla quarta ondata, che sarà orientata alla creatività, alla cultura, alla rivalutazione delle tradizioni e alla tutela dell’ambiente.”
Dopo l’era del marketing 2.0, la fase 3.0 sarà orientata verso un marketing più coinvolgente, creativo e stimolante. Se per un attimo ci soffermiamo a pensare al Made in Italy, ecco che troveremo nella sua definizione tutte queste caratteristiche. La chiave sarà nell’essere in grado di padroneggiare tutto il loro potenziale.
Se vuoi conoscere tutti i segreti del marketing e avere l’opportunità unica di incontrare il guru del marketing moderno, non resta che iscriverti e seguire il Philip Kotler Marketing Forum.
L’appuntamento, molto richiesto e atteso da operatori del settore internazionali e non, è promosso da Nexo Corporation, una giovane e dinamica impresa umbra, attiva nel settore delle traduzioni e dell’interpretariato in oltre 40 lingue grazie a un team di oltre 750 professionisti madrelingua specializzati.
“Il forum può e deve diventare un progetto a sostegno di un secondo rinascimento del Made in Italy“, commenta Marco Raspati, CEO di Nexo Corporation.
Noi ci saremo, e tu?
00HarukaHaruka2015-02-26 12:00:192015-02-26 12:00:19Cosa diresti a Philip Kotler se potessi conoscerlo? [EVENTO]
Roberto Ascione è un imprenditore e opinion leader internazionale nella digital health. Ha un’esperienza ventennale in marketing e comunicazione, trasformazione dei processi di business e innovazione applicati alla salute. Attualmente è Presidente di Razorfish Healthware parte di Publicis Groupe. Continua la sua serie di suoi guest post su tecnologia, salute e innovazione.
Per i neofiti, l’Exponential Medicine è una conferenza annuale organizzata dalla Singularity University (SU). Fondata nel 2008 da Ray Kurzweil e Peter Diamandis, la SU ha l’obiettivo di informare, educare ed ispirare i partecipanti su come sfruttare le tecnologie esponenziali per affrontare le più grandi sfide dell’umanità.
La conferenza, che si è tenuta a San Diego (California) lo scorso novembre, ha rappresentato un’occasione di confronto tra le menti più brillanti e innovative del nostro tempo. La premessa alla base di quest’evento è l’impatto che la crescita esponenziale della tecnologia sta avendo sulla salute. Durante la conferenza si sono avvicendati sul palco i principali leader e innovatori nell’ambito della scienza medica.
I temi chiave hanno riguardato:
– l’empowerment del paziente, che sta diventando sempre di più il ‘CEO del proprio staff medico’;
– la diffusione del gaming nel settore delle neuroscienze;
– i progressi nel campo dell’Intelligenza Artificiale nel favorire la conoscenza umana ed aiutare la comunità medica a prendere decisioni neutrali e complete;
– la presenza – o meglio, la mancanza – del Pharma nella curva di crescita esponenziale della tecnologia;
– la necessità per le aziende farmaceutiche di evolvere le proprie organizzazioni per evitare l’obsolescenza;
– la costante minaccia del bio-crimine, nonostante la visone futura di un’assistenza sanitaria sempre più personalizzata e affidata alla conoscenza collettiva;
– la proliferazione di startup e venture capital in ambito salute che stanno investendo diversi miliardi di dollari in incubatori di idee innovative.
Durante l’evento sono stati presentati i progressi scientifici e tecnologici in ciascuna di queste aree e tanti altri incredibili casi ed esempi concreti. Questi risultati innovativi rappresentano una fonte d’ispirazione e di promesse per il futuro dell’healthcare. Ma, come può fare ognuno di noi – una startup, un’azienda farmaceutica, un operatore sanitario, etc. – a mettere in pratica questi insegnamenti? Ovvero, a riuscire ad infondere la potenza della tecnologia esponenziale e del pensiero innovativo nella vita quotidiana? Insieme a Kristin Milburn e Brenda Cheong abbiamo realizzato un report dell’Exponential Medicine Conference 2014 per condividerne le nostre osservazioni, i topic salienti, i principali insegnamenti e la loro possibile applicazione. Puoi scaricarlo qui.
00Roberto AscioneRoberto Ascione2015-02-26 11:30:582016-04-20 12:09:19E se la teoria degli esponenziali si applicasse alla salute?
Europa 2020 è la strategia decennale per la crescita e l’occupazione che l’Unione europea ha varato nel 2010. Sempre più spesso ne sentiamo parlare e per questo abbiamo ritenuto fondamentale farci un piccolo approfondimento su, cercando di spiegare nella maniera più chiara e semplice (e anche sintetica) possibile, la mission di tale ambizioso progetto.
Essa mira a superare la crisi che ci ha permeato negli ultimi anni e dalla quale le economie di molti paesi ne stanno ora gradualmente uscendo, ma vuole allo stesso tempo colmare anche le lacune del modello di crescita del nostro Paese e creare le condizioni per uno sviluppo “glorioso”.
Tre, in particolare, le priorità fondamentali a cui punta tale piano strategico e sono: una crescita intelligente (per lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e l’innovazione), una crescita sostenibile (per promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e competitiva) e una crescita inclusiva (per la promozione di un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale).
Inoltre, la strategia si basa su cinque obiettivi e sette iniziative che tracciano un quadro entro il quale l’UE e i governi nazionali sostengono reciprocamente i loro sforzi per realizzare in un’ottica di crescita e sviluppo le priorità proprie di Europa 2020, cioè l’innovazione, l’economia digitale, l’occupazione, i giovani, la politica industriale, la povertà e l’uso efficiente delle risorse.
I cinque obiettivi di Europa 2020
L’Unione europea si è data cinque obiettivi da realizzare entro la fine del decennio, tradotti anche in obiettivi nazionali, per riflettere sulla situazione e circostanze di ogni paese, e sono:
1) Occupazione: innalzamento al 75% del tasso di occupazione per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni;
2) Istruzione: il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% delle persone con età compresa tra i 30 e i 34 anni devono avere un’istruzione universitaria;
3) Ricerca e innovazione: il PIL dell’Unione europea destinato alla ricerca e sviluppo deve essere portato almeno al 3%;
4) Integrazione sociale e riduzione della povertà: per il 2020 si dovranno avere almeno 20 milioni di persone in meno che vivono in situazioni di povertà o emarginazione;
5) Clima e energia: devono essere raggiunti i target «20/20/20» in tema di cambiamenti climatici ed energia, ovvero riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990, 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili, aumento del 20% dell’efficienza energetica.
Tali obiettivi danno un’idea generale di quali debbano essere i parametri chiave dell’UE nel 2020, tradotti in obiettivi nazionali in modo da consentire a ciascuno Stato membro di verificare i propri progressi. Non comportano una ripartizione dei compiti perché si tratta di obiettivi comuni da conseguire insieme, a livello sia nazionale che europeo e sono per questo interconnessi e di reciproca utilità. Quindi, ad esempio, i progressi nel campo dell’istruzione contribuiscono a migliorare le prospettive professionali e a ridurre anche (teoricamente), la povertà.
Per stimolare la crescita e l’occupazione, la strategia Europa 2020 ha individuato sette iniziative prioritarie, dette anche iniziative faro (“flagship initiatives”), nell’ambito delle quali le amministrazioni europee e nazionali sono chiamate a coordinare gli sforzi affinché risultino più efficaci. E infatti abbiamo, per quanto riguarda la Crescita intelligente: l’Agenda digitale europea, Unione dell’innovazione, Youth the move; per la Crescita sostenibile: un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse e una politica industriale adeguata all’era della globalizzazione; Per la Crescita solidale: l’Agenda per nuove competenze e nuovi lavori, e una Piattaforma europea contro la povertà.
Realizzare Europa 2020
Tale piano strategico può avere successo, in un’ottica di crescita e occupazione, solo grazie, come brevemente accennato, ad un’azione determinata, sinergica e mirata, a livello sia europeo che nazionale delle priorità da realizzare.
L’attuazione e controllo di Europa 2020 dipende, inoltre, dalle strutture e dai processi di governance che l’UE ha cominciato a introdurre dal 2010. Lo strumento più importante a questo scopo è il semestre europeo, il ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei paesi dell’UE, che mirano a realizzare delle riforme negli Stati membri e raccomandazioni specifiche per ciascun Paese, elaborate dalla Commissione stessa e sancite al più alto livello dai capi di governo riuniti in sede di Consiglio europeo.
Il nostro miglior auspicio è che tale Progetto si realizzi in tutte le sue forme. Si tratta certamente di traguardi ambiziosi, ma ad ogni modo raggiungibili, sostenuti oltretutto sempre più da proposte concrete per garantirne il conseguimento.
L’Europa deve ritrovare la strada giusta e non deve più perderla.
Più posti di lavoro e una vita migliore, è questo il cuore della strategia Europa 2020. Essa dimostra altresì che l’Europa è capace di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, trovando il modo di creare nuovi posti di lavoro e offrire un orientamento alle nostre società.
Dobbiamo solo trasformare i nostri obiettivi in realtà.
00AkikoAkiko2015-02-26 11:00:192015-02-26 11:00:19Europa 2020: strategie per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva
Lo storytelling è attualmente uno degli approcci più utilizzati dai soggetti che intendano comunicare, con successo, un messaggio a uno o più destinatari. Dal brand di successo al candidato o partito politico, dall’organizzazione no-profit alle istituzioni, l’utilizzo di modalità innovative di comunicazione come quest’ultima è ormai ampio e vario.
Se dovessimo definire questo paradigma comunicativo in italiano, parleremmo semplicemente di narrazione: lo storytelling non è altro che la narrazione di una storia, con protagonista un’azienda, un brand o uno dei suoi elementi costitutivi e con l’obiettivo di coinvolgere il consumatore, sviluppando con quest’ultimo una relazione il più possibile profonda e genuina.
Questa tecnica comunicativa non è quindi, di per sé, completamente innovativa. Ciò che è nuovo è la sua applicazione sistematica, quasi scientifica, in ambiti e per scopi differenti rispetto al passato.
Ancora più nuova è la necessità, per il soggetto comunicatore, di veicolare e sostenere queste narrazioni attraverso i differenti canali per mezzo dei quali intrattiene relazioni con altri individui (consumatori, elettori, ecc.).
A questo proposito si parla di storytelling transmediale.
Le piattaforme comunicative utilizzate simultaneamente per interagire con il pubblico hanno peculiarità e finalità differenti tra loro. Il soggetto comunicatore deve perciò essere in grado di utilizzarle in maniera integrata, sfruttando efficacemente le potenzialità di ciascuna di esse e cercando di offrire un’esperienza unica e globale ai soggetti destinatari della comunicazione.
Storytelling transmediale: il caso Aflac
Un esempio di successo in questo senso è indubbiamente rappresentato dalla compagnia assicurativa americana Aflac. Essa, all’inizio di gennaio del 2013, decise di realizzare uno spot, diffuso inizialmente in TV durante l’intervallo di una partita della BCS Championship Game, nel quale veniva raffigurato Aflac Duck, il testimonial di Aflac, disteso sul letto di un ospedale in seguito a un infortunio.
Con questo spot, Aflac, ha cercato di comunicare l’imprevedibilità di infortuni ed eventi accidentali, con un approccio indiscutibilmente simpatico, coinvolgente e originale, che fa anche leva sulla tenerezza intrinseca di un animale come la papera.
A questo spot, e qui troviamo la transmedialità dell’iniziativa, è seguita la possibilità di inviare, tramite un sito appositamente creato, gli auguri di pronta guarigione per il pennuto, personalizzabili dall’utente (nei primi due giorni e mezzo Aflac Duck ha ricevuto circa 4.050 cards di auguri).
L’intera narrazione è stata poi sostenuta attraverso aggiornamenti sullo stato del povero pennuto e la condivisione di ulteriori contenuti tramite i social network Twitter e Facebook.
Il successo è stato notevole, tanto che il profilo Twitter del papero Aflac Duck, a distanza di 2 anni dall’evento, conta quasi 69 mila follower, contro i 22 mila dell’account corporate di Aflac.
Il segreto di questa campagna comunicativa, così come di tutte quelle basate sui principi dello storytelling, risiede all’interno di due conoscenze fondamentali e imprescindibili:
– Caratteristiche della platea che rappresenta l’audience dell’iniziativa; – Identificazione e comprensione degli elementi di interesse per i destinatari, tali da poterli spingere a partecipare volontariamente a giochi, contest o eventi.
Uno storytelling efficace si contraddistingue quindi per la capacità di generare agevolmente attenzione e interesse intorno al messaggio che si vuole comunicare, attraverso la creazione e la condivisione di storie e contenuti avvincenti in relazione alle preferenze dello specifico target che si vuole colpire.
Un buon storyteller, che sia un individuo, un brand o un’intera azienda, è quindi colui che è in grado di arrivare empaticamente alla pancia del consumatore, destando il suo interesse e la sua partecipazione spontanei, anche a vantaggio del consumatore stesso, che apprezza maggiormente la sua relazione con quest’ultimo.
In estrema sintesi: raccontate al vostro pubblico, in maniera coinvolgente, qualcosa che gli interessi veramente e inizierete così la relazione con il piede giusto!
00ChesiKChesiK2015-02-26 10:00:422015-02-26 10:00:42Storytelling transmediale: cos'è e quali sono gli ingredienti per il successo?
Cari guerrieri, preparate le armi (digitali) perchè questa settimana il social oroscopo dice che sarete più guerrieri del solito.
Marte e Venere, pianeti della passione, transitano nel focoso Ariete. Giove pianeta della fortuna è nel Leone spendaccione e il rigoroso Saturno nel libero Sagittario. Un trionfo dei segni di Fuocoche vi farà rimboccare le maniche, aprire domini, fare le notti in ufficio ed investire tutti i risparmi in una start up.
Se è dunque questo il momento di guardare avanti, se il futuro è di chi lo costruisce e voi avete brandite l’ipad come uno scudo allora non aspettate oltre e buttatevi sui digital trend come un pirata del download sui film vincitori degli Oscar!
La Vergine sta già studiando da tempo Internet of Things affinchè il suo frigorifero possa mandare un report quotidiano sul suo calore via sms allo smartphone, la lavatrice si connetta al phon e faccia i boccoli ai calzini ed infine la caffettiera si attivi per tempo 5 minuti prima che suoni la sveglia. Perchè, anche se ha smesso di ringhiare, la Vergine continua a non aver tempo da perdere! Il Capricorno di tutto ciò apprezzerà solo la parte della caffettiera che prende l’iniziativa ma comunque userà zero parole ed un solo abbozzato sorriso per esprimere la sua felicità. Forse, il frigorifero di cui sopra, questa settimana sarà più caldo di lui!
Il Leone approfitta di questi giorni di particolare buon umore e di percezione di ricchezza per iniziare a buttare giù la letterina a Babbo Natale, che poi non trovi scuse. Desidera ardentemente infatti tutti gli oggetti di wereable tech: orologio, borsa, orecchini, infradito e papillon. Ci sono già tutti??? Ci penserà lo Scorpione col pungiglione ben ancorato a terra a fargli capire che qui i wereable gifts ci se li deve sudare… Siamo o non siamo la generazione della start up?? Per fortuna Babbo Natale è del segno dell’Acquario e quanto a logistica ed organizzazione non avrà nulla da invidiare ai segni di terra questa settimana. Si è imfatti organizzato per fare gli acquisti con la Near Field Communication: si avvicina la carta e taaac!!!
Il Content Marketing poi è cosa da persone mature: da chi ha smesso di parlare di sè per iniziare a parlare davvero con chi gli sta di fronte… È roba da Sagittario dunque che questa settimana più che mai è pronto a farsi più in là, ad ascoltare chi ama anche via Skype e a mandare bacini via Whatsapp a tutti quelli che ne hanno bisogno. Di tutta questa voglia di ascoltare ne approfitterà di certo un Cancro che invece si lamenterà di continuo anche via piccione viaggiatore. Per favore, regalategli almeno uno smartphone!
La Bilancia questa settimana potrebbe sentirsi come un televisore rotto o una caldaia dismessa… Per fortuna grazie al Demanufacturing potrà sentirsi ancora utile… Magari grazie ad un Gemelli che con scanzonata dolcezza riuscirà a farla ridere delle sue tubature un po arrugginite e delle viti allentate!
Insomma, in questa settimana di emozioni forti ne vedremo delle belle: un Pesci più concreto e calcolatore ed un Toro più gattone e confuso… Ma come ci spiega Rocco Iannalfo il giusto prezzo non esiste a prescindere ma sta nella testa (o nel cuore) del consumatore… Allora il Pesci vorrà il preciso prezzo coi decimali mentre il Toro taglierà corto con una cifra tonda che lo metterà di buon umore.
Chi ci riserva solo belle sorprese, come sempre più vicine al cuore che alla ratio, è l’Ariete che focoso, passionale, forte ed intraprendente più che mai sarà emozionante ed innovativo come il Cinemagraphs.
Che l’energia corra come con la fibra ottica nelle vostre vene anche questa settimana…
00zodiakkuzodiakku2015-02-26 08:00:492015-02-26 08:00:49Ninja Social Oroscopo dal 26 febbraio al 4 marzo
The annual rap-themed startup contest by Ninja Marketing and Ninja Academy wants you! On March 18 2015 at MiCo in Milano, The Battle of Ideas powered by Quag will return as the main event of the Global Entrepreneurship Congress, the international free event on innovative entrepreneurship.
More than 200 investors from 150 countries, and an audience of 2,000 people, opinion leaders and professionals are ready to hear you pitch your business idea, support it and reward it.
All you have to do to apply is to register you startup by March 10 on www.labattagliadelleidee.it and prepare your pitch in English!
Participation requirements
The competition is open to both Italian and international startups, with the characteristic of being early stage and preferably to have not yet received funding, or have been funded for a maximum amount of EUR 200K / 230K USD.
How to apply?
Entries may be submitted exclusively through the Contact Form on the website www.battagliadelleidee.it. We will ask you to describe your startup and explain how your idea can improve the world. Hurry up, the deadline for applications is March 10, 2015.
The selection
Among the startups that have applied within March 10’s deadline, Ninja Marketing and the Kauffman Foundation will select 12 finalists who will have the opportunity to pitch their startups at the BattleMI on March 18th on stage at the MiCo.
How does the BattleMI competition work?
The battle will be presented by the master of ceremony Kris Grove, the bubbling host from Radio105. The 12 startups will fight, one against the other, in a knockout challenge that involves different pitch rounds, lasting 3 minutes down to 30 seconds. A rap DJ will set the rhythm of the challenge.
There are 2 Award tracks: popular vote and jury vote. The audience’s will vote and decide who goes through the next round and define the final winning idea, while the jury of experts will award the quality prize.
What do I win?
The winner takes home useful tools and prizes to develop the startup, offered by our partners: web hosting by OVH, a free workshop inMicrosoftItalia’s HQ, digital marketing trainingNinja Academy, free social media consultancy byViralbeat, premium email marketing platformMailUp, free SEO Strategy consultancy byArgoserv, 3 months of coworking space for 3 team members inTalent Garden, professional photobook for the team created byDirezione Ostinata.
Apply with your idea at #BattleMI!
Do you want to prove yourself and challenge other startups? Visit La Battaglia delle Idee and complete the Contact Form. Questions? Write at battle@ninjamarketing.it.
00Ayumi KenseiAyumi Kensei2015-02-25 17:52:092015-02-25 17:52:09Apply with your startup to The Battle of Ideas and pitch to 200+ investors [CALL FOR ENTRIES]
L’annuale sfida tra startup a ritmo di rap targata Ninja Marketing e Ninja Academy ti chiama all’azione! Il 18 marzo 2015, al MiCo di Milano torna La Battaglia delle Idee powered by Quag, quest’anno main event del Global Entrepreneurship Congress, l’evento internazionale gratuito sull’imprenditoria innovativa organizzato con la Kauffman Foundation.
Oltre 200 investitori di 150 Paesi, un pubblico di 2000 persone, opinion leader e professionisti del settore sono pronti ad ascoltare la tua idea d’impresa, supportarla e premiarla.
Tutto ciò che devi fare è candidarti sul sito www.labattagliadelleidee.it e preparare il tuo pitch in inglese!
Requisiti di partecipazione
La competizione è rivolta alle startup presenti sia sul territorio italiano che internazionale, con la caratteristica di essere early stage e, in via preferenziale, non aver ricevuto ancora un finanziamento o finanziate per un importo massimo di 200K euro / 230K USD.
Come candidarsi?
Le candidature possono pervenire solo ed esclusivamente attraverso il FORM presente sul sitowww.battagliadelleidee.it. Ti chiederemo di descrivere la tua startup e di spiegarci come la tua idea può migliorare il mondo. Non perdere tempo, il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato per il 10 marzo 2015.
La selezione
Tra le startup che si sono candidate entro e non oltre il 10 marzoNinja Marketing e la Kauffman Foundation selezioneranno12 finaliste che il 18 marzo potranno presentarsi nella Pitch Battle sul palco del MiCo di fronte alla Giuria di esperti e al pubblico del GEC.
Come funziona la pitch battle?
Presentata dalla maestra di cerimonia Kris Grove, nella battaglia le 12 startup si scontreranno pitch contro pitch in lingua inglese ad eliminazione diretta, in match dai 3 minuti ai 30 secondi con tempo decrescente. Un DJ rap scandirà il ritmo della sfida.
Due saranno le startup premiate: una con votazione popolare del pubblico e un’altra scelta dalla Giuria di esperti e addetti ai lavori. Il pubblico in sala decreterà le eliminazioni round dopo round e definirà l’idea vincente, mentre la Giuria di esperti assegnerà il premio qualità.
Cosa si vince?
Il vincitore porterà a casa tool e strumenti utili per la crescita della startup offerti dai nostri partner: web hosting OVH, workshop presso la sede diMicrosoftItalia, formazione in digital marketing diNinja Academy, consulenza in social media marketingViralbeat, piattaforma premium di email marketing targata MailUp, consulenza SEO strategy di Argoserv, 3 mesi di coworking per 3 membri del team in Talent Garden, photobook professionale del team realizzata daDirezione Ostinata, software gestionale di Elatos, ecommerce starter kit di PrestaShop.
Iscrivi la tua idea alla #BattleMI!
Vuoi metterti in gioco e sfidare le altre startup a colpi di pitch? Visita La Battaglia delle Idee e compila il form a te riservato. Preparati a tre giorni di training, networking e duelli all’ultimo sangue! Hai domande? Scrivici all’indirizzo battle@ninjamarketing.it.
00Ayumi KenseiAyumi Kensei2015-02-25 17:48:512015-02-25 17:48:51Candida la tua startup alla BattleMI 2015, ecco come partecipare [CALL FOR ENTRIES]
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