Cerchi una location per il tuo evento? Ecco 5 cose che non possono mancare

riunione aziendale

Quando si tratta di eventi, la location gioca un ruolo fondamentale. Non deve essere solo bella, ma anche pratica e deve far sentire i partecipanti come se fossero a casa propria. Che sia un incontro di formazione, una festa aziendale o una conferenza stampa, se i tuoi invitati si sentono a proprio agio hai già fatto metà del lavoro!
Il resto dipende dal fatto che tutto fili liscio, che non ci siano intoppi o che perlomeno si riesca subito a gestire un qualsiasi inconveniente.

Non scegliere, quindi, la location per il tuo evento il modo superficiale: segui i nostri consigli!

La posizione

evento milano

Può sembrare scontato, ma non lo è. Spesso si preferisce la bellezza o l’atmosfera, ma è importante considerare gli spostamenti degli invitati. L’evento è facilmente raggiungibile?

Controlla che vicino ci sia una fermata della metropolitana, stazioni di bike e car sharing, parcheggi disponibili. Assicurati, inoltre, che nelle vicinanze ci siano delle sistemazioni alberghiere di diverso tipo, dal tre stelle al cinque stelle lusso con la jacuzzi in camera. Gli ospiti che arrivano da fuori città devono avere vasta scelta!

L’attrezzatura tecnica

business milano

A seconda del tipo di evento che stai organizzando, avrai bisogno di un’attrezzatura che soddisfi le tue esigenze. Scegli una location che ti metta a disposizione materiali come un tavolo multimediale touchscreen, un sistema per le videoconferenze, un impianto audio e video che funzioni alla perfezione (nessuno vuole parlare ad un microfono che gracchia), una banda di connessione elevata e garantita. Basta eventi in cui il 3G non prende e il wi-fi non regge tutti i dispositivi!

Lo staff

staff tecnico evento

Puoi avere la migliore attrezzatura del mondo, ma se non hai uno staff preparato non potrai farci molto. Un tecnico può rovinare o salvare il tuo evento, quindi affidati a persone esperte. Professionalità, esperienza e conoscenza tecnica sono le skill da cercare in uno staff, oltre alla cordialità e ad un bel sorriso che non guasta mai!

La luce

location

Ti sei mai trovato a seguire un corso o una riunione in una stanza male illuminata? Gli occhi si stancano e l’attenzione cala. Ecco perché è importante che lo spazio sia ben illuminato o, ancora meglio, che sia illuminato da luce solare.

Gli spazi

coffee break riunione

Se vuoi organizzare un evento di successo devi fare in modo che sia un’esperienza a 360°. Non limitarti, quindi, ad organizzare la riunione di un’ora o la conferenza stampa di 30 minuti. Cerca una location che ti permetta di far spostare i tuoi ospiti, che offra loro dei luoghi dove riposarsi, fare networking, mangiare. Crea momenti di aggregazione sfruttando gli spazi della location, i tuoi invitati te ne saranno grati!

Cerchi una location per il tuo evento a Milano?

eventi a Milano

Se stai organizzando un evento a Milano, la location che soddisfa tutte queste esigenze è lo Spazio Cairoli. In pieno centro di Milano, questa location è pratica, facilmente raggiungibile, offre un’attrezzatura tecnica all’avanguardia e uno staff preparato. Il suo punto forte sono gli spazi: 500mq di sale, foyer, lounge e bar, tutti arredati in stile minimal e ben illuminati.

Se stai organizzando un evento a Milano ora puoi anche spuntare il to-do della ricerca della location!

Gufi, Gatorade, diabete: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati cari guerrieri pubblivori! Oggi, come ogni lunedì vi presenteremo i migliori annunci stampa pubblicati questa settimana!
Fateci sapere quali preferite!

State Government of Paraná: Firefighters

Mai più scherzi telefonici! Le chiamate fasulle a polizia e vigili del fuoco danneggiano chi davvero ne ha bisogno!

Advertising Agency: Master Roma Waiteman, Brazil
Creative Directors: Flávio Waiteman, Victor Afonso
Art Director: Rafael Guth
Copywriter: Thiago Gabardo
Illustrator: Magma Image
Photographer: Fernando Ziviani

Diabetes Association of Sri Lanka: 1 in every 6 seconds

L’obiettivo di questa campagna di Saatchi & Saatchi per l’associazione anti-diabete dello Sri-Lanka è quello di comparare i danni del fumo con i danni dello zucchero. È sorprendente vedere come le conseguenze dell’abuso di queste due sostanze sia il medesimo.

Advertising Agency: Saatchi & Saatchi, Colombo, Sri Lanka
Executive Creative Director: Carlos Anuncibay
Creative Director: Asanka Ilamperuma
Art Director / Copywriter: Piyumi Wickrama
Copywriter: Anis Mustafa
Senior Account Executive: Dionne Weeraratne
Photographer: Luxshmanan Nadaraja

DETRAN-GO: Wheel


Un senso di impotenza pervade la visione di questo annuncio stampa. Dov’è il volante? Tutto spiegato dalla headline: quando bevi, finisci per perdere la tua direzione. Ottimo esempio di sensibilizzazione alla guida sicura che proviene dal Brasile.

Advertising Agency: Box, Goiânia, Brazil
Creative Director / Copywriter: Bruno Lopes
Art Director: Hugo Rezende

Sony: Owl

 

Foto notturne a 360°! Due funzioni di questa macchina fotografica esplicitate in pochi secondi. Immediata, efficace, elegante. Grande risultato grazie alla messa in scena di un bellissimo esemplare di gufo (animale notturno che ruota il collo a 360°).

Advertising Agency: Cerebro Y&R, Panama City, Panama
General Creative Director / Copywriter: Jorge Heilbron
Creative Directors: Mario Monteza, Jose Rolando Diaz
Art Directors: Alberto Weand, Jose Rolando Diaz
Retoucher: Mario Monteza

Gatorade: Judo/Gymnastics/Sprint

La vittoria disidrata. Con l’integratore di sali Gatorade recuperi tutte le energie che hai speso durante la performance sportiva e tutte le lacrime che hai perso per commuoverti sul podio.

Advertising Agency: BBDO Chile
Executive Creative Director: Jorge Espinoza
Creative Directors: Claudio Ramírez, Felipe Bobadilla Agouborde
Art Director: Marcelo Moya / Andrés Cominetti
Copywriters: Claudio Ramírez, Felipe Bobadilla Agouborde
Illustrators: Marcelo Moya, Andrés Cominetti
Photographer: Sotelo

Coca-Cola e (RED): con Share The Sound per il World AIDS Day

Condividi la musica di una generazione libera dall’AIDS è lo slogan della nuova campagna firmata Coca-Cola in collaborazione con il progetto (RED) per il World AIDS Day.

Ogni giorno 650 bambini di tutto il mondo nascono con il virus dell’HIV. Insieme possiamo portare il numero a zero. Pronti a fare storia?

È un invito concreto a darsi da fare, quello di Coca-Cola; una call-to-action chiara e potente quanto l’emergenza AIDS in atto. In collaborazione con (RED), l’innovativo progetto fondato nel 2006 da Bono Vox, la bevanda gasata più famosa del mondo torna a far parlare di sé invitando le persone di tutto il mondo a unire le proprie forze per mettere fine alla trasmissione dell’HIV da madre a figlio con il lancio della campagna “#ShareTheSound”.

Musica contro l’AIDS

Oggi 1° dicembre, nel World AIDS Day, Giornata Mondiale contro l’AIDS, culmina la campagna ideata in questo mese da Coca-Cola Company. Questa iniziativa vede coinvolti artisti di fama mondiale come Wyclef Jean & Avicii, Aloe Blacc, OneRepublic e i Queen. La campagna ha visto ogni settimana il lancio di un pezzo inedito di questi artisti con brani nuovi, freschi, che potessero offrire emozioni uniche per ispirare le persone a stare insieme, condividere e donare.

Le somme raccolte scaricando i brani da iTunes.com/REDSound andranno al Fondo Globale per la lotta all’AIDS, alla Tubercolosi e alla Malaria e finanzieranno la prevenzione dell’HIV, i test, il counseling, la terapia e i servizi di assistenza.

4 settimane, 4 artisti diversi, milioni di fan ed un unico obiettivo: la lotta e la prevenzione a quella che è stata giudicata la più grande epidemia del nostro secolo. Coca-Cola e (RED) hanno dato il via alla campagna pubblicando “Let me in your heart again” brano finora inedito dei Queen con Freddie Mercury.

“Sono passati 23 anni da quando il mondo ha perso il nostro amato Freddie” ha affermato il chitarrista dei Queen, Brian May. “Abbiamo fatto straordinari progressi nella lotta contro l’AIDS fino ad ora ma non possiamo semplicemente fermarci a questo. Roger e io siamo orgogliosi di dare questa canzone alla campagna RED (Coca-Cola), nella speranza che la voce potente di Freddie possa ispirare ancora una volta il mondo. “

PRODUCT (RED) e Coca-Cola insieme con OMAZE

(RED) è un progetto fondato nel 2006 da Bono Vox e Bobby Shriver per coinvolgere persone e imprese nella lotta contro l’AIDS e collabora con i marchi più iconici del mondo. Oltre a Coca-Cola Company, vanta infatti partner del calibro di Apple, Starbucks, Bank of America, Beats by Dr. Dre, Belvedere e molti altri.



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Coca-Cola e RED non si fermano qui e superano se stesse. In collaborazione con OMAZE, una piattaforma specializzata nell’offerta di esperienze “che capitano una sola volta nella vita” mettono a disposizione 4 premi unici per chiunque volesse fare una donazione maggiore di 10$:

 Andare nel backstage con BonoVox
 Vincere i biglietti per l’Ultimate EDM Year of Your Life
• Salire sul palco del O2 Arena con I Queen + Adam Lambert
• Vivere un giorno con gli OneRepublic

“Uno degli obiettivi principali dietro il movimento di questa campagna è quello di utilizzare il potere della musica di rally Millennials in rendersi conto che una generazione libera dall’AIDS è a portata di mano“, ha detto Emmanuel Seuge, Vice President, The Coca-Cola Company. “Siamo grati a tutti gli artisti che si stanno unendo in questo notevole sforzo.”

E tu? Sei pronto a donare e a condividere il suono?

Osservatorio MailUp: tutte le statistiche sull'email marketing

Sono curiosi i dati emersi dal recente studio condotto da MailUp  sui trend dell’email marketing del 2013. Lo sapevi ad esempio, che se l’oggetto della tua email supera le 80 battute, contrariamente a quanto si pensi, il tasso di apertura si alza, soprattutto se si tratta di newsletter con contenuti editoriali rilevanti? E se l’oggetto dell’email è troppo telegrafico? Ancora meglio: il tasso di apertura sfiora il 15%, se non superi le 20 battute. Prima però di entrare nel dettaglio del survey, vorrei dirti perché troverai utili questi dati: ti serviranno per definire una strategia.

Perché impostare una strategia di email marketing

Se sei un responsabile della comunicazione o un marketer o più semplicemente hai un’azienda, sai che ogni giorno ti dovrai confrontare con obiettivi che rientrano nel tuo piano strategico. Ogni azione che metti in atto viene misurata in virtù dei tuoi traguardi aziendali. È aumentato il traffico sul sito? È incrementato il numero di iscritti al database? Hai rafforzato la tua brand awareness? Sono aumentate le vendite? Se le risposte non sono soddisfacenti, allora c’è un problema, che per tua fortuna, è facilmente risolvibile, se inizi a conoscere le abitudini degli utenti. Che tu ci creda o no, il volume dei tuoi affari dipende molto da come comunichi anche attraverso le email.

DEM versus Newsletter

Tra le due, quella ad ottenere percentuali più elevate in termini di OR (Open Rate, il tasso di apertura) e CTR è la newsletter. Sembrerebbe proprio che  gli utenti preferiscano ricevere contenuto informativo rilevante, anziché contenuto promozionale. Allora il Direct Email Marketing serve? Sì, ma solo se hai profilato correttamente la tua audience.

In quali settori le email vanno forte?

Assicurazioni, Finanza e Banche: è questo il settore in ambito B2B con il tasso di apertura più alto (59%). Il motivo, come spiegato nell’Osservatorio, è dovuto al fatto che il contenuto è altamente personalizzato? E in termini di CTOR (tasso che misura quanti utenti hanno cliccato sulla messaggio), primato va al settore Moda, Abbigliamento e Calzature, che si aggiudica un valore del 33% in ambito B2C.

Facebook è il social network più efficace per aumentare la visibilità

Facebook vince anche quando si tratta di email marketing. La percentuale più alta di condivisione dei messaggi email l’ha ottenuta proprio il social network di Mr. Zuckerberg, che con un 79% si dimostra ancora una volta tra gli strumenti più efficaci in ambito advertising. Condividere una e-mail attraverso i social oltre ad avere un impatto pari a zero a livello di costi, è efficace proprio perché incentiva la propagazione virale del messaggio della propria compagna.

Come interagiscono gli utenti?

In quali paesi i destinatari sono più reattivi? I dati dell’Osservatorio parlano chiaro: in Svezia, Finlandia, Brasile e Argentina, gli utenti interagiscono di più, ma lo stato che presenta un CTOR più alto è il Portogallo, con un picco del 60%. E la situazione in Italia? Non va troppo male: un bel 30%.

Vuoi saperne di più? Qui troverai tutte le informazioni sullo stato dell’arte dell’email marketing.

Innovazione aperta, l’idea giusta dove meno te lo aspetti

L’Innovazione Aperta è un paradigma che afferma che le imprese possono e debbono fare ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche”, così la definisce l’economista statunitense Henry Chesbrough, autore di Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology (HBS Press, 2003).

L’ Open Innovation è un nuovo approccio secondo il quale ricercare informazioni e innovazioni fuori dal contesto aziendale, superare le barriere ed i preconcetti, possono aiutare l’impresa a trovare soluzioni ai diversi problemi che si presentano all’interno della stessa.

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L’appello a strutture esterne ai confini aziendali come fonti di innovazione e di risoluzione dei problemi si è sviluppato negli ultimi anni, grazie alla collaborazione tra le unità di Ricerca e Sviluppo delle diverse aziende, le università e i centri di ricerca. A dire il vero tali rapporti sono sempre esistiti, ma mai sono stati considerati nell’ottica di una vera e propria risorsa per l’impresa.

Secondo la tesi del prof. Chesbrough le idee inutilizzate sono uno spreco di risorse aziendali, scoraggiano lo staff che le ha create e congestionano il sistema dell’innovazione, rallentandone il flusso.Al contrario “la cessione all’esterno di idee non utilizzate genera nuove conoscenze sulle opportunità tecniche e commerciali, conoscenze che non verrebbero mai fuori se queste idee rimanessero sigillate all’interno dell’azienda”.

Perché cedere all’innovazione aperta

Inevitabilmente ogni azienda si relaziona con l’ambiente circostante, con la conseguenza che la sua sopravvivenza e sviluppo non dipendono esclusivamente dalla composizione delle risorse interne ma anche di quelle esterne, pertanto lo scambio di conoscenza è considerata una delle leve principali per la crescita economica e l’innovazione.

L’ambiente assume il ruolo di “mezzo” con il quale è possibile far emergere e stimolare lo sviluppo di nuove idee. Comprendere l’ambiente, saperne sfruttare le relative potenzialità comporta la capacità di gestire e stringere relazioni e collaborazioni con agenti esterni al fine di migliorare la propria attività. Quelle che vengono definite fonti esterne sono delle preziose risorse complementari a quelle interne all’organizzazione.

Molto spesso il potenziale tecnologico di un’innovazione viene influenzata dal modello di business dell’azienda . Andy Zynga, CEO della società di innovazione NineSigma, afferma che uno degli ostacoli all’innovazione aperta è proprio l’incapacità di guardare oltre, tanto che spesso gli esperti affermano che “can’t get past the way they have always looked, and where they have always looked, for solutions”.

Looking outside

Una delle aziende che ha saputo riconoscere il valore dell’open innovation è stata la Procter & Gamble, la quale è stata in grado di impiegare network di ricerca per individuare e sfruttare le idee creative provenienti da diversi campi. Dispone infatti di più di 70 imprenditori della tecnologia sparsi in tutto il mondo, oltre ad uno staff interno, che cercano di identificare i bisogni di innovazione e trovare la soluzione più idonea. La costruzione e la gestione di questa rete complessa di ricerca ha permesso alla P&G di migliorare visibilmente le performance sul mercato. Grazie a queste collaborazioni di ricerca anche esterna, la multinazionale è riuscita a ridurre le pieghe nelle camicie dopo il lavaggio partendo da un polimero inventato da un esperto di chip di computer in una università europea.

La P&G non è l’unica ad aver dato vita ad una grande innovazione partendo da un’idea che ha avuto origine in un business completamente diverso. Basta pensare ai famosi post- it: era il 1968 quando il ricercatore Spencer Silver, lavorando alla ricerca di un potente adesivo, scoprì l’esistenza di un adesivo che perdeva la propria capacità aderente dopo poco tempo. La ricerca fu scartata e solo successivamente ripresa da un collega del dott. Silver, Art fry che decise di utilizzarla sui celebri foglietti gialli.

Riuscire a guardare il problema da un altro punto di vista, ampliare la definizione dell’obiettivo consente di trovare soluzioni praticabili in luoghi che non verrebbero mai presi in considerazione. L’open innovation sta diventando un riferimento costante nelle nuove teorie manageriali proprio per la sua capacità di rompere i confini sia nelle discipline sia nelle professioni.

McDonald's e l'app con il sistema di sicurezza per le tue patatine fritte

Quante volte vi siete arrabbiati perché qualcuno vi ha rubato le patatine dal vassoio al fast food? Fastidioso, vero?

In Canada devono considerare la questione molto seriamente se lì McDonald’s, con la collaborazione di Tribal Toronto and  Konrad Group, ha deciso di realizzare Fry Defender, una nuova funzione per l’app ufficiale McDonald’s Canada che promette di proteggere le tue patatine fritte dai malintenzionati.

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Hope Bagozzi, senior director for creative and digital innovation per McDonald’s Canada, ha dichiarato che l’idea di Fry Defender è venuta dopo il monitoraggio dei social media e che questa funzione ha una reale utilità pratica. Vi sembra un’esagerazione? Beh, Mc Donald’s prende sul serio le richieste dei suoi clienti, molto sul serio..

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Giù le mani dalle mie chips!

Eggià, i ladri di patatine fritte hanno le ore contate!

Siete con gli amici o la famiglia al McDonald’s ( non esattamente uno qualsiasi, uno canadese…) e dopo aver ordinato un hamburger e patatine, vi sedete al tavolo e improvvisamente dovete correre al bagno. Io non lascerei mai raffreddare le patatine fritte, ma voi proprio non ce la fate più ad aspettare: vi guardate intorno e vedete il vostro cuginetto o la vostra ragazza guardare furtivamente le vostre patatine fritte.

Ecco, come al solito vi ruberanno tutte le patatine e voi non potrete farci nulla… e invece no! Avete scaricato l’app McDonalds Canada, aprite la funzione Fry Defender e posizionate il vostro smartphone sul riquadro sulla tovaglietta del vostro vassoio. In questo modo il vostro smartphone diventa un sensore di movimento e chiunque si avvicina troppo alle vostre patatine farà scattare un allarme sonoro davvero rumoroso!

Non solo: l’applicazione scatterà una fotografia del Lupin di patatine e voi potrete beccarlo con le mani nel sacco… o sulle patatine appunto! E se proprio volete vendicarvi, condividete la foto del ladro con l’hashtag #stopfrytheft suon Facebook, Twitter, e Instagram 😉

Comunque, prima di lasciare un cellulare sul vassoio di un locale pubblico, forse è meglio pensare che una patatina in meno non è poi un così grave problema, no?

Nartist, la street art nata con la camicia

 

Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale. La sua unità Streetness, omonima di questa rubrica, sostiene i migliori street artisti nel sistema dell’arte contemporanea e verso le imprese italiane e internazionali per produzioni innovative in edizione limitata.

(di Francesca Cartolano)

In Streetness, c’è creatività urbana e creatività urbana.
Esistono forme di unconventional marketing che utilizzano, infatti, la street art per la promozione dei prodotti (in un tempo definito) ed esistono le aziende che investono nell’arte contemporanea affidandosi al libero spirito della creazione, definendo progetti innovativi e affascinanti.
È quest’ultimo il caso di Nartist che, in collaborazione con INWARD, ha riformulato una nuova moda di vivere l’arte.

 

 

Nartist è un’azienda che propone complementi di arredo, abbigliamento e accessori personalizzati da opere d’arte. Si tratta di risultati di grande effetto e dal cospicuo seguito di amanti della particolarità estetica e dell’unicità.
Il segreto del successo è nel fascino del rinnovamento. Si prende una cosa che già esiste e si sperimenta, ricercando nuove strade di connubio con l’arte.
Per la prima volta, grazie a Mr Wany, la sperimentazione è passata per la street art.
Brindisino di nascita, animato da un sano spirito di wanderlust, un’insaziabile voglia di viaggiare che, inevitabilmente, arricchisce di vitalità cromatica i grandi muri delle sue opere.

 

 

Di ritorno da un percorso che lo ha portato a conoscere il rigore della Svizzera, l’oro degli Emirati Arabi e il calore dell’Ecuador, Mr Wany ha fatto sosta da Nartist.
Come? Trovando insieme un modo per inserire le sue colorate opere nei polsini di camicia.
Sì, sì. Proprio i polsini della camicia. È in fondo questo il vero senso di streetness. La ricerca di un modo per portare lo spirito della strada sempre con sé. È possibile vivere l’arte attraverso l’abbigliamento, anche quello più formale, da sempre proiettato nella classica camicia bianca.

 

 

Oscar Wilde sosteneva che “bisognerebbe essere un’opera d’arte o, altrimenti, indossare un’opera d’arte” .
Nartist lo fa, dedicando ai suoi clienti delle microtele, miniature d’artista, da inserire nei polsini per personalizzare il proprio capo di abbigliamento.

 

 

Un risultato di grande effetto per una camicia da indossare nelle occasioni speciali così come nelle frenetiche giornate di lavoro per ricordarsi, quando l’occhio cadrà sul polsino, che occorre tener sempre presente la forza dei colori e delle loro sfumature, per riuscire a guardare oltre, per sentirsi vincenti.

In streetness, c’è creatività e creatività. Basta saperla riconoscere.

Brain business, combinare logica e intuizione per creare un'idea di successo

Supponiamo di aver appena concluso un lungo percorso di studio accademico su come far venir fuori dei grossi guadagni dal nostro business, siamo stati istruiti sulle difficoltà legate alla crisi economica occidentale, al modo esatto per aggirarla e successivamente sulle specifiche attività manageriali e creative per generare un’idea brillante.

Scordiamoci tutto, l’istruzione uccide la creatività! Queste le parole tratte dal testo “Sviluppare nuove idee di business” di Andrew e Mary Bragg, esperti studiosi dei fenomeni legati al mondo del business, che tendono a sottolineare come i troppi studi logico – matematici siano capaci di sormontare il nostro emisfero destro, quello creativo.

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Emisfero sinistro ed emisfero destro

Sin da piccoli siamo stati abituati ad utilizzare l’emisfero sinistro del cervello, quello dell’analisi, della logica, della matematica (in senso lato), in sostanza siamo stati bombardati da compiti che ci hanno costretto ad utilizzarlo in modo maggiore. Lo stesso si può dire dei corsi di business e management che hanno a loro modo contribuito al soffocamento della creatività, favorendo molto spesso le discipline logiche e analitiche della contabilità, finanza, gestione e marketing piuttosto che approcci legati alla creatività pura. Indubbiamente questi metodi di studio ci hanno abituati alla cultura aziendale, possiamo facilmente dire di essere in grado di prendere decisione logiche e puntuali in quelle occasioni dove la risposta corretta da dare al nostro capo è una sola, spesso scordandoci che tutti i problemi che ci si presentano davanti possono avere molte altre chiave di lettura e di soluzione. Detto in questi termini sembrerebbe che nessuno di noi abbia una via di fuga se non la demenza creativa, ma non è affatto così. Nell’opera premiata con il Nobel (Teoria della divisione del cervello) il neurochirurgo Roger Sperry postulò che per essere dei creativi occorre semplicemente saper combinare logica e intuizione, poiché sin da piccoli siamo stati abituati a sviluppare la parte logica, tendiamo a possedere uno stile dominante, in termini biologici tendiamo ad utilizzare in maniera maggiore l’emisfero sinistro, chiamato anche pensiero convergente.

Come combinare il pensiero divergente e quello convergente

Atraverso gli studi sul cervello umano Sperry intuì che per poter combinare al meglio i due pensieri occorresse mantenerli separati, in modo da conservare le loro distinte identità, con il fine ultimo di raggiungere gli obiettivi specifici per ogni fase di pensiero. La prima fase è quella di lasciar libera la parte divergente di generare idee fantasiose, senza farsi frenare dalle critiche o dalle obiezioni che vengono mosse dagli altri al fine di evitare il soffocamento dell’immaginazione. Dopo aver individuato l’idea innovativa, occorre completare la fase di creazione con il pensiero convergente. Analizzare dal punto di vista logico – matematico l’idea senza scivolare nuovamente nella fase precedente che se più sviluppata tenderà a farci trovare idee alterative rendendo impossibile il completamento delle fasi per l’idea originaria. L’utilizzo ponderato dei due pensieri nel momento opportuno riuscirà a farci sviluppare il whole – brain thinkinge l’idea di successo. Molte le critiche mosse su questa teoria che però dal punto di vista scientifico ha trovato delle applicazioni nella vita reale.

Allenare i due emisferi, logica e intuizione

Esistono alcune esercizi di base che ci permettono di allenare in modo preciso i due emisferi. Per allenare l’emisfero destro gli esercizi più utilizzati possono essere ad esempio: togliere l’orologio mentre si sta lavorando, guardare il progetto d’insieme e sorvolare sui particolari, registrare le intuizioni, sensazioni ed impressioni e solo successivamente calcolare la loro accuratezza e infine fare una passeggiata in un luogo qualunque. Al contrario per allenare l’emisfero sinistroè consigliabile: fissare una tabella di marcia per tutte le attività lavorative della settimana e controllarle ogni ora, compilare un’analisi dettagliata dei tre maggiori problemi che si affrontano al lavoro e infine scrivere una strategia di ricerca dettagliata che si intende seguire la prossima volta che si farà una ricerca su internet.

Case history

Uno dei casi più emblematici di whole – brain thinking è quello di Ingvar Kamprad, fondatore di IKEA. Negli anni ’80 Kamprad pensò di espandere il suo mercato in Russia e nei paesi dell’est dopo che la risposta positiva del mercato all’introduzione dei mobili a basso prezzo lo condusse ad abbandonare la produzione di altri prodotti. Kamprad, soprannominato Picasso dai suoi più stretti collaboratori, intuì che la conquista dell’est era possibile, nonostante le incertezze interne sugli ostacoli economici e politici che l’impresa doveva affrontare. Il fondatore di IKEA ha sempre preferito la semplicità alla complessità, una delle sue più famose dichiarazioni è: “una pianificazione può essere fatale”. Alle sue doti da visionario, Kampard coniugava un’attenzione minuziosa ai particolari, compreso la produzione accurata e le conoscenze di vendita per ognuno delle principali linee di prodotto dell’azienda. Uno degli esempi più chiari di come il pensiero convergente e divergente possono far diventare una piccola azienda svedese, il rivenditore di arredamento della casa più grande al mondo.

Video adv, programmatic buying e stampa 3D: i trend del digital allo IAB Forum 2014

Iab forum 2014

Si è appena concluso lo IAB Forum al Milano Congressi, l’evento che tutti marketer stavano aspettando. Nei giorni 25 e 26 novembre c’eravamo anche noi di Ninja Marketing e con curiosità e attenzione abbiano seguito gli speech e i workshop degli ospiti. E quest’anno l’attenzione agli amber – le aule in cui si sono tenuti i seminari – era davvero alta, non fosse altro per la caratura dei protagonisti.

Nomi illustri anche quest’anno. Uno su tutti: quello del attesissimo, Bernardo Hernandez, CEO di Flick, per poi passare a quello del “rivoluzionario” Chris Anderson, ex direttore della rivista americana Wired. Ma non è finita qui. La voce coraggiosa dello scrittore Roberto Saviano ha colmato di speranza la sala plenaria. E ancora, come non citare, Josh Partridge, Direttore EMEA & Canada di Shazam, su cui tutti gli occhi erano puntati.

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Mobile advertising, innovazione, cultura digitale e storie di successo. Momenti di solennità misti a divertimento: così ci ricorderemo dello IAB Forum 2014.

Chris Anderson IAB Forum 2014

Il mobile advertising cresce vertiginosamente

mobile adv

Triplicheranno i ricavi netti nel mobile advertising. Sempre più pubblicità su tablet e smartphone grazie soprattutto al programmatic buying, e alla fruizione di contenuto promozione attraverso video e al mobile display.

Qualche dato? Townsend Feehan, CEO di IAB Europe ha affermato che per l’anno 2015 i ricavi netti dell’online video advertising sfioreranno i 2 miliardi di dollari e la crescita aumenterà del 9% nel 2020. Il mercato europeo punta sempre di più al mobile advertising, ne sono una prova il successo di Teads (prima Ebuzzing) e Rocket Fuel, i cui portavoce, Lucio Mormile, Director of Business Operations di Teads e Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel ne confermano i trend positivi.

Lasciate ai robot le cose noiose da fare affinché voi possiate creare

stampa 3D

Questo è l’invito di Chris Anderson, CEO e co-founder di 3D Robotics, ed ex editor-in-chief del magazine Wired America. Con la prima rivoluzione industriale, quella meccanica, le macchine hanno agevolato la vita dell’uomo, andandosi a sostituire alla forza delle sue braccia. Con la seconda rivoluzione, quella digitale, le macchine hanno migliorato la vita dell’uomo, sostituendosi alla sua forza cerebrale.

E ora che siamo nel bel mezzo della terza rivoluzione industriale, che cosa sta succedendo? Digitale e meccanico si combinano e lo dimostrano i Maker e la tecnologia delle stampanti 3D, ad esempio. Stiamo assistendo ad un passaggio epocale: dalla democratizzazione del software a quella dell’hardware.

La startup di successo? Ecco i 5 consigli di Bernando Hernandez

Successo

Si è parlato anche di innovazione e dei casi di successo delle startup italiane. Gli investor istituzionali e i business angel hanno investito 129 milioni di euro nel 2013 per attivare nuovi mercati, affermano Andrea Rangone, Responsabile scientifico Osservatorio Hi-tech StartUp, School of Management Politecnico di Milano e Italia Startup e Stefano Portu, Consigliere IAB Italia.

E se l’anno scorso, gran parte del merito è andato ai primi, i secondi hanno contributo con un bel 17% in più rispetto all’anno passato, mentre è scesa del 33%  la percentuale degli investimenti ad opera degli investor istituzionali. Quali sono le startup che hanno registrato in Italia i fatturati più altri? Eccoti qualche nome: Dove Conviene, Beeintoo, Mosaicoon.

E sempre in tema di startup, Bernando Hernandez, CEO di Flickr, è realistico e dice che solo una startup su 200 ce la fa. Ma allora, come se lo costruisce il successo una startup? Osservando questi 5 comandamenti:

  • Risolvi un problema alla volta e risolvilo bene
  • Trova il tuo vantaggio competitivo
  • Concentrati su una attività per volta
  • Assicurati di avere sufficienti risorse economiche
  • Lavora duro!

Curiosità dallo IAB Forum 2014

Ecco che cosa abbiamo imparato, sia ascoltando le presentazioni degli speaker, sia confrontandoci con i professionisti nelle aree dedicate al networking.

– Nel 2018 saremo iperconnessi: avremo ben 6 smart device a testa.
– 40 milioni di italiani accedono a internet ogni giorno.
– L’ 83% degli utenti italiani lo fa per controllare le email, il 74% si intrattiene guardando contenuto per adulti e il 61% si informa attraverso i canali di notizie online.
– Nell’anno 2014, 15.955 utenti unici hanno scaricato Whatsapp Messenger, la app più scaricata dagli italiani.
– Al mondo ci sono 500 milioni di utenti che usano Shazam.
– Il branded content sarà una conferma nel 2015.
– Anche l’utente anonimo rivela la propria identità grazie agli strumenti di email marketing personalizzato (Adobe System).
– Anche il logo si può personalizzare per “riscaldare” con passione il brand (Unieuro).
– Il premio Best IAB Mixx 2014 viene assegnato a DLVBBDO con la campagna “Risparmio gestito CheBanca!”
– Il futuro del marketing? Non solo mobile, ma anche neuroscienze, parola di Francesca Negri, docente di Social Media Marketing all’Università di Parma.

selfie con PIF allo IAB

Non solo guru del digital, ma anche ospiti più nazionalpopolari. L’irriverente PIF, dopo aver candidamente ammesso di dover ringraziare la sua attuale compagna per avergli insegnato ad utilizzare l’hashtag, si è concesso un selfie di gruppo, coinvolgendo tutte le persone sedute presenti in sala. Non poteva non chiudersi così l’evento, con quell’ironia e semplicità di cui in fondo, si sentiva il bisogno!

The Waiting Game: fai shopping dentro al video di Kate Spade

Rimanere fuori casa può irritare ognuno di noi, ma non Anna Kendrick che trova il modo per passare al meglio il tempo prima dei soccorsi. Se capitasse a qualcuno di noi, dopo una super giornata di shopping da Kate Spade, avrebbe almeno mostrato un minimo di irritazione. Ma una delle attrici più amate del momento sa affrontare la situazione con stile.

Perché non approfittare del tempo libero e provare i capi acquistati (e approfittarne per farci vedere tutta la collezione acquistabile sul sito di Kate Spade)?

Anna, dopo aver provato tutti gli outfit possibili, decide di attendere sorseggiando lo champagne appena acquistato e scattare qualche selfie sotto gli occhi increduli dei vicini di casa. Disinibita dal goccetto, comincia anche a canticchiare anche alcune canzoncine natalizie.

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Il divertimento però non spetta solo ad Anna: il brand ha infatti scelto (proprio come l’anno scorso) di realizzare un video interattivo che ci permette di fare shopping mentre guardiamo le avventure della smemorata protagonista. L’utente può infatti fare clic sui prodotti durante la visione per avere maggiori informazioni su tanti degli articoli che compiaiono nel filmato.

Quando si dice unire l’utile al dilettevole 😉