McDonald's e l'app con il sistema di sicurezza per le tue patatine fritte

Quante volte vi siete arrabbiati perché qualcuno vi ha rubato le patatine dal vassoio al fast food? Fastidioso, vero?

In Canada devono considerare la questione molto seriamente se lì McDonald’s, con la collaborazione di Tribal Toronto and  Konrad Group, ha deciso di realizzare Fry Defender, una nuova funzione per l’app ufficiale McDonald’s Canada che promette di proteggere le tue patatine fritte dai malintenzionati.

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Hope Bagozzi, senior director for creative and digital innovation per McDonald’s Canada, ha dichiarato che l’idea di Fry Defender è venuta dopo il monitoraggio dei social media e che questa funzione ha una reale utilità pratica. Vi sembra un’esagerazione? Beh, Mc Donald’s prende sul serio le richieste dei suoi clienti, molto sul serio..

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Giù le mani dalle mie chips!

Eggià, i ladri di patatine fritte hanno le ore contate!

Siete con gli amici o la famiglia al McDonald’s ( non esattamente uno qualsiasi, uno canadese…) e dopo aver ordinato un hamburger e patatine, vi sedete al tavolo e improvvisamente dovete correre al bagno. Io non lascerei mai raffreddare le patatine fritte, ma voi proprio non ce la fate più ad aspettare: vi guardate intorno e vedete il vostro cuginetto o la vostra ragazza guardare furtivamente le vostre patatine fritte.

Ecco, come al solito vi ruberanno tutte le patatine e voi non potrete farci nulla… e invece no! Avete scaricato l’app McDonalds Canada, aprite la funzione Fry Defender e posizionate il vostro smartphone sul riquadro sulla tovaglietta del vostro vassoio. In questo modo il vostro smartphone diventa un sensore di movimento e chiunque si avvicina troppo alle vostre patatine farà scattare un allarme sonoro davvero rumoroso!

Non solo: l’applicazione scatterà una fotografia del Lupin di patatine e voi potrete beccarlo con le mani nel sacco… o sulle patatine appunto! E se proprio volete vendicarvi, condividete la foto del ladro con l’hashtag #stopfrytheft suon Facebook, Twitter, e Instagram 😉

Comunque, prima di lasciare un cellulare sul vassoio di un locale pubblico, forse è meglio pensare che una patatina in meno non è poi un così grave problema, no?

Nartist, la street art nata con la camicia

 

Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale. La sua unità Streetness, omonima di questa rubrica, sostiene i migliori street artisti nel sistema dell’arte contemporanea e verso le imprese italiane e internazionali per produzioni innovative in edizione limitata.

(di Francesca Cartolano)

In Streetness, c’è creatività urbana e creatività urbana.
Esistono forme di unconventional marketing che utilizzano, infatti, la street art per la promozione dei prodotti (in un tempo definito) ed esistono le aziende che investono nell’arte contemporanea affidandosi al libero spirito della creazione, definendo progetti innovativi e affascinanti.
È quest’ultimo il caso di Nartist che, in collaborazione con INWARD, ha riformulato una nuova moda di vivere l’arte.

 

 

Nartist è un’azienda che propone complementi di arredo, abbigliamento e accessori personalizzati da opere d’arte. Si tratta di risultati di grande effetto e dal cospicuo seguito di amanti della particolarità estetica e dell’unicità.
Il segreto del successo è nel fascino del rinnovamento. Si prende una cosa che già esiste e si sperimenta, ricercando nuove strade di connubio con l’arte.
Per la prima volta, grazie a Mr Wany, la sperimentazione è passata per la street art.
Brindisino di nascita, animato da un sano spirito di wanderlust, un’insaziabile voglia di viaggiare che, inevitabilmente, arricchisce di vitalità cromatica i grandi muri delle sue opere.

 

 

Di ritorno da un percorso che lo ha portato a conoscere il rigore della Svizzera, l’oro degli Emirati Arabi e il calore dell’Ecuador, Mr Wany ha fatto sosta da Nartist.
Come? Trovando insieme un modo per inserire le sue colorate opere nei polsini di camicia.
Sì, sì. Proprio i polsini della camicia. È in fondo questo il vero senso di streetness. La ricerca di un modo per portare lo spirito della strada sempre con sé. È possibile vivere l’arte attraverso l’abbigliamento, anche quello più formale, da sempre proiettato nella classica camicia bianca.

 

 

Oscar Wilde sosteneva che “bisognerebbe essere un’opera d’arte o, altrimenti, indossare un’opera d’arte” .
Nartist lo fa, dedicando ai suoi clienti delle microtele, miniature d’artista, da inserire nei polsini per personalizzare il proprio capo di abbigliamento.

 

 

Un risultato di grande effetto per una camicia da indossare nelle occasioni speciali così come nelle frenetiche giornate di lavoro per ricordarsi, quando l’occhio cadrà sul polsino, che occorre tener sempre presente la forza dei colori e delle loro sfumature, per riuscire a guardare oltre, per sentirsi vincenti.

In streetness, c’è creatività e creatività. Basta saperla riconoscere.

Brain business, combinare logica e intuizione per creare un'idea di successo

Supponiamo di aver appena concluso un lungo percorso di studio accademico su come far venir fuori dei grossi guadagni dal nostro business, siamo stati istruiti sulle difficoltà legate alla crisi economica occidentale, al modo esatto per aggirarla e successivamente sulle specifiche attività manageriali e creative per generare un’idea brillante.

Scordiamoci tutto, l’istruzione uccide la creatività! Queste le parole tratte dal testo “Sviluppare nuove idee di business” di Andrew e Mary Bragg, esperti studiosi dei fenomeni legati al mondo del business, che tendono a sottolineare come i troppi studi logico – matematici siano capaci di sormontare il nostro emisfero destro, quello creativo.

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Emisfero sinistro ed emisfero destro

Sin da piccoli siamo stati abituati ad utilizzare l’emisfero sinistro del cervello, quello dell’analisi, della logica, della matematica (in senso lato), in sostanza siamo stati bombardati da compiti che ci hanno costretto ad utilizzarlo in modo maggiore. Lo stesso si può dire dei corsi di business e management che hanno a loro modo contribuito al soffocamento della creatività, favorendo molto spesso le discipline logiche e analitiche della contabilità, finanza, gestione e marketing piuttosto che approcci legati alla creatività pura. Indubbiamente questi metodi di studio ci hanno abituati alla cultura aziendale, possiamo facilmente dire di essere in grado di prendere decisione logiche e puntuali in quelle occasioni dove la risposta corretta da dare al nostro capo è una sola, spesso scordandoci che tutti i problemi che ci si presentano davanti possono avere molte altre chiave di lettura e di soluzione. Detto in questi termini sembrerebbe che nessuno di noi abbia una via di fuga se non la demenza creativa, ma non è affatto così. Nell’opera premiata con il Nobel (Teoria della divisione del cervello) il neurochirurgo Roger Sperry postulò che per essere dei creativi occorre semplicemente saper combinare logica e intuizione, poiché sin da piccoli siamo stati abituati a sviluppare la parte logica, tendiamo a possedere uno stile dominante, in termini biologici tendiamo ad utilizzare in maniera maggiore l’emisfero sinistro, chiamato anche pensiero convergente.

Come combinare il pensiero divergente e quello convergente

Atraverso gli studi sul cervello umano Sperry intuì che per poter combinare al meglio i due pensieri occorresse mantenerli separati, in modo da conservare le loro distinte identità, con il fine ultimo di raggiungere gli obiettivi specifici per ogni fase di pensiero. La prima fase è quella di lasciar libera la parte divergente di generare idee fantasiose, senza farsi frenare dalle critiche o dalle obiezioni che vengono mosse dagli altri al fine di evitare il soffocamento dell’immaginazione. Dopo aver individuato l’idea innovativa, occorre completare la fase di creazione con il pensiero convergente. Analizzare dal punto di vista logico – matematico l’idea senza scivolare nuovamente nella fase precedente che se più sviluppata tenderà a farci trovare idee alterative rendendo impossibile il completamento delle fasi per l’idea originaria. L’utilizzo ponderato dei due pensieri nel momento opportuno riuscirà a farci sviluppare il whole – brain thinkinge l’idea di successo. Molte le critiche mosse su questa teoria che però dal punto di vista scientifico ha trovato delle applicazioni nella vita reale.

Allenare i due emisferi, logica e intuizione

Esistono alcune esercizi di base che ci permettono di allenare in modo preciso i due emisferi. Per allenare l’emisfero destro gli esercizi più utilizzati possono essere ad esempio: togliere l’orologio mentre si sta lavorando, guardare il progetto d’insieme e sorvolare sui particolari, registrare le intuizioni, sensazioni ed impressioni e solo successivamente calcolare la loro accuratezza e infine fare una passeggiata in un luogo qualunque. Al contrario per allenare l’emisfero sinistroè consigliabile: fissare una tabella di marcia per tutte le attività lavorative della settimana e controllarle ogni ora, compilare un’analisi dettagliata dei tre maggiori problemi che si affrontano al lavoro e infine scrivere una strategia di ricerca dettagliata che si intende seguire la prossima volta che si farà una ricerca su internet.

Case history

Uno dei casi più emblematici di whole – brain thinking è quello di Ingvar Kamprad, fondatore di IKEA. Negli anni ’80 Kamprad pensò di espandere il suo mercato in Russia e nei paesi dell’est dopo che la risposta positiva del mercato all’introduzione dei mobili a basso prezzo lo condusse ad abbandonare la produzione di altri prodotti. Kamprad, soprannominato Picasso dai suoi più stretti collaboratori, intuì che la conquista dell’est era possibile, nonostante le incertezze interne sugli ostacoli economici e politici che l’impresa doveva affrontare. Il fondatore di IKEA ha sempre preferito la semplicità alla complessità, una delle sue più famose dichiarazioni è: “una pianificazione può essere fatale”. Alle sue doti da visionario, Kampard coniugava un’attenzione minuziosa ai particolari, compreso la produzione accurata e le conoscenze di vendita per ognuno delle principali linee di prodotto dell’azienda. Uno degli esempi più chiari di come il pensiero convergente e divergente possono far diventare una piccola azienda svedese, il rivenditore di arredamento della casa più grande al mondo.

Video adv, programmatic buying e stampa 3D: i trend del digital allo IAB Forum 2014

Iab forum 2014

Si è appena concluso lo IAB Forum al Milano Congressi, l’evento che tutti marketer stavano aspettando. Nei giorni 25 e 26 novembre c’eravamo anche noi di Ninja Marketing e con curiosità e attenzione abbiano seguito gli speech e i workshop degli ospiti. E quest’anno l’attenzione agli amber – le aule in cui si sono tenuti i seminari – era davvero alta, non fosse altro per la caratura dei protagonisti.

Nomi illustri anche quest’anno. Uno su tutti: quello del attesissimo, Bernardo Hernandez, CEO di Flick, per poi passare a quello del “rivoluzionario” Chris Anderson, ex direttore della rivista americana Wired. Ma non è finita qui. La voce coraggiosa dello scrittore Roberto Saviano ha colmato di speranza la sala plenaria. E ancora, come non citare, Josh Partridge, Direttore EMEA & Canada di Shazam, su cui tutti gli occhi erano puntati.

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Mobile advertising, innovazione, cultura digitale e storie di successo. Momenti di solennità misti a divertimento: così ci ricorderemo dello IAB Forum 2014.

Chris Anderson IAB Forum 2014

Il mobile advertising cresce vertiginosamente

mobile adv

Triplicheranno i ricavi netti nel mobile advertising. Sempre più pubblicità su tablet e smartphone grazie soprattutto al programmatic buying, e alla fruizione di contenuto promozione attraverso video e al mobile display.

Qualche dato? Townsend Feehan, CEO di IAB Europe ha affermato che per l’anno 2015 i ricavi netti dell’online video advertising sfioreranno i 2 miliardi di dollari e la crescita aumenterà del 9% nel 2020. Il mercato europeo punta sempre di più al mobile advertising, ne sono una prova il successo di Teads (prima Ebuzzing) e Rocket Fuel, i cui portavoce, Lucio Mormile, Director of Business Operations di Teads e Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel ne confermano i trend positivi.

Lasciate ai robot le cose noiose da fare affinché voi possiate creare

stampa 3D

Questo è l’invito di Chris Anderson, CEO e co-founder di 3D Robotics, ed ex editor-in-chief del magazine Wired America. Con la prima rivoluzione industriale, quella meccanica, le macchine hanno agevolato la vita dell’uomo, andandosi a sostituire alla forza delle sue braccia. Con la seconda rivoluzione, quella digitale, le macchine hanno migliorato la vita dell’uomo, sostituendosi alla sua forza cerebrale.

E ora che siamo nel bel mezzo della terza rivoluzione industriale, che cosa sta succedendo? Digitale e meccanico si combinano e lo dimostrano i Maker e la tecnologia delle stampanti 3D, ad esempio. Stiamo assistendo ad un passaggio epocale: dalla democratizzazione del software a quella dell’hardware.

La startup di successo? Ecco i 5 consigli di Bernando Hernandez

Successo

Si è parlato anche di innovazione e dei casi di successo delle startup italiane. Gli investor istituzionali e i business angel hanno investito 129 milioni di euro nel 2013 per attivare nuovi mercati, affermano Andrea Rangone, Responsabile scientifico Osservatorio Hi-tech StartUp, School of Management Politecnico di Milano e Italia Startup e Stefano Portu, Consigliere IAB Italia.

E se l’anno scorso, gran parte del merito è andato ai primi, i secondi hanno contributo con un bel 17% in più rispetto all’anno passato, mentre è scesa del 33%  la percentuale degli investimenti ad opera degli investor istituzionali. Quali sono le startup che hanno registrato in Italia i fatturati più altri? Eccoti qualche nome: Dove Conviene, Beeintoo, Mosaicoon.

E sempre in tema di startup, Bernando Hernandez, CEO di Flickr, è realistico e dice che solo una startup su 200 ce la fa. Ma allora, come se lo costruisce il successo una startup? Osservando questi 5 comandamenti:

  • Risolvi un problema alla volta e risolvilo bene
  • Trova il tuo vantaggio competitivo
  • Concentrati su una attività per volta
  • Assicurati di avere sufficienti risorse economiche
  • Lavora duro!

Curiosità dallo IAB Forum 2014

Ecco che cosa abbiamo imparato, sia ascoltando le presentazioni degli speaker, sia confrontandoci con i professionisti nelle aree dedicate al networking.

– Nel 2018 saremo iperconnessi: avremo ben 6 smart device a testa.
– 40 milioni di italiani accedono a internet ogni giorno.
– L’ 83% degli utenti italiani lo fa per controllare le email, il 74% si intrattiene guardando contenuto per adulti e il 61% si informa attraverso i canali di notizie online.
– Nell’anno 2014, 15.955 utenti unici hanno scaricato Whatsapp Messenger, la app più scaricata dagli italiani.
– Al mondo ci sono 500 milioni di utenti che usano Shazam.
– Il branded content sarà una conferma nel 2015.
– Anche l’utente anonimo rivela la propria identità grazie agli strumenti di email marketing personalizzato (Adobe System).
– Anche il logo si può personalizzare per “riscaldare” con passione il brand (Unieuro).
– Il premio Best IAB Mixx 2014 viene assegnato a DLVBBDO con la campagna “Risparmio gestito CheBanca!”
– Il futuro del marketing? Non solo mobile, ma anche neuroscienze, parola di Francesca Negri, docente di Social Media Marketing all’Università di Parma.

selfie con PIF allo IAB

Non solo guru del digital, ma anche ospiti più nazionalpopolari. L’irriverente PIF, dopo aver candidamente ammesso di dover ringraziare la sua attuale compagna per avergli insegnato ad utilizzare l’hashtag, si è concesso un selfie di gruppo, coinvolgendo tutte le persone sedute presenti in sala. Non poteva non chiudersi così l’evento, con quell’ironia e semplicità di cui in fondo, si sentiva il bisogno!

The Waiting Game: fai shopping dentro al video di Kate Spade

Rimanere fuori casa può irritare ognuno di noi, ma non Anna Kendrick che trova il modo per passare al meglio il tempo prima dei soccorsi. Se capitasse a qualcuno di noi, dopo una super giornata di shopping da Kate Spade, avrebbe almeno mostrato un minimo di irritazione. Ma una delle attrici più amate del momento sa affrontare la situazione con stile.

Perché non approfittare del tempo libero e provare i capi acquistati (e approfittarne per farci vedere tutta la collezione acquistabile sul sito di Kate Spade)?

Anna, dopo aver provato tutti gli outfit possibili, decide di attendere sorseggiando lo champagne appena acquistato e scattare qualche selfie sotto gli occhi increduli dei vicini di casa. Disinibita dal goccetto, comincia anche a canticchiare anche alcune canzoncine natalizie.

LEGGI ANCHE: Il video interattivo ora è anche 3 in 1 [VIDEO]

Il divertimento però non spetta solo ad Anna: il brand ha infatti scelto (proprio come l’anno scorso) di realizzare un video interattivo che ci permette di fare shopping mentre guardiamo le avventure della smemorata protagonista. L’utente può infatti fare clic sui prodotti durante la visione per avere maggiori informazioni su tanti degli articoli che compiaiono nel filmato.

Quando si dice unire l’utile al dilettevole 😉

Con PooPourri tutti la fanno, anche Babbo Natale [VIRAL VIDEO]

Con PooPourri tutti la fanno, anche Babbo Natale

Tutti hanno bisogno di PooPourri, anche Babbo Natale. Il famosissimo brand di… ehm deodoranti da bagno torna alla ribalta con un viral video tanto divertente quanto dissacrante: Even Santa Poops! Il nuovo video di PooPourri è tutto dedicato all’unico lavoratore che ha 364 giorni di ferie: Babbo Natale.

In una sola notte Babbo Natale visita tutte le case dei bambini di tutto il mondo per consegnare loro dei regali. Tutti quei sali e scendi, tutti quel latte e biscotti, tutta quella tensione… è normale che prima o poi qualche “problemino” scappi. Ed ecco che entra in gioco PooPourri che, con molta ironia, torna con un viral video tutto natalizio.

Dopo aver dedicato un video alle ragazze con Girls don’t poop, e uno ai ragazzi con Second Hand Stink, il mitico brand torna alla ribalta con uno spot dedicato a Babbo Natale e alla magica “atmosfera” natalizia. Un video dissacrantemente divertente che ha superato in una settimana le 4 milioni di visualizzazioni.

Il segreto del successo dei video di PooPourri? La geniale discrepanza tra il tema trattato (i cattivi odori della cosa marrone che fa tirare lo sciacquone) e lo stile bon ton inglese dei personaggi (come la mitica ragazza dal vestito azzurro, volto del brand). Nel video Even Santa Poops sono riusciti dove in molti hanno fallito: prendere in giro la festa più amata al mondo… il Natale!

Con PooPourri tutti la fanno, anche Babbo Natale [VIRAL VIDEO]

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Con oltre 2 mila mi piace su YouTube, il video è stato accolto con entusiasmo dagli utenti con commenti tipo “Marketing. They’re doing it right” o il classico “LOL” e l’onnipresente “I CAN’T TELL IF THIS PRODUCT IS REAL OR A JOKE”. Vogliamo rassicurare tutti: PooPourri è un prodotto reale ed è possibile acquistarlo sul sito ufficiale. Io, fossi in voi, ne terrei sempre una nel bagno… così, nel caso passi Babbo Natale.

Facebook: da gennaio 2015 nuove condizioni e normative

Normativa Facebook privacy

Manca poco più di un mese al 2015, e le domande sui programmi di Capodanno e sui buoni propositi per l’anno nuovo si sprecano.
Facebook come al solito anticipa i tempi. In questi giorni si sta già preparando alle novità del 2015, in particolare aggiornando le condizioni, la Normativa sui dati e la Normativa sui cookie, e migliorando le inserzioni.

Utilizzando i nostri servizi a partire dal 1° gennaio, accetti le condizioni, la Normativa sui dati e la Normativa sui cookie aggiornate e accetti di visualizzare inserzioni migliorate sulla base di applicazioni e siti che utilizzi. Maggiori informazioni sugli aggiornamenti e sulla modalità di gestione delle inserzioni visualizzate di seguito.

Privacy

Da settembre 2014, è disponibile il Privacy Checkup. In particolare si è sviluppato un maggior controllo della privacy, un promemoria per le persone la cui privacy è impostata su “Pubblica” e strumenti di selezione del pubblico semplificati.
Grazie alle informazioni di base sulla privacy, verranno messe a disposizione guide interattive in cui sarà possibile trovare le risposte alle domande più frequenti su come controllare le informazioni su Facebook. Ad esempio, scoprire come rimuovere i tag e gli amici, come bloccare le persone e come scegliere il pubblico di ciascuno dei tuoi post.

LEGGI ANCHE: Facebook Privacy Checkup: la verifica finale di visibilità del post

Nuovi prodotti e servizi

Non sia mai che Facebook decida di modificare solo una cosa per volta. Infatti, gli aggiornamenti alle normative sono pensati appositamente per i prodotti e i servizi a cui stanno lavorando a Menlo Park.

Geolocalizzazione

La normativa in questo caso sarà particolarmente interessante per chi lavora in ambito marketing. L’obiettivo infatti è quello di sfruttare le informazioni sulla posizione, in base alle funzioni che si sceglie di utilizzare. In particolare è probabile che in futuro, se si sceglierà di condividere la propria posizione, verranno suggerite informazioni molto specifiche come i menù dei ristoranti nelle vicinanze o gli aggiornamenti degli amici in zona.
Per quanto riguarda la geolocalizzazione in funzione degli amici, è già disponibile l’opzione Amici nelle vicinanze, grazie alla quale la propria posizione viene automaticamente notificata agli amici.
Inoltre addirittura la potenza del segnale e lo stato della batteria saranno tracciate per permettere al social di capire se le applicazioni funzionano bene sul dispositivo.

E-commerce
In alcune aree è già presente il pulsante Acquista che permette alle persone di trovare e acquistare prodotti senza uscire da Facebook. L’obiettivo finale è rendere le transazioni ancora più efficaci, sarà particolarmente interessante vedere i prossimi aggiornamenti per quanto riguarda la normativa dei pagamenti online, in quanto l’uso informazioni relative a carte di credito e a dati bancari sono quelle che più avevano suscitato allarmismo e scetticismo.

Aziende di Facebook
I cambiamenti nelle normative andranno a colpire, a livello generale, anche le aziende di proprietà di Facebook (Facebook Payments, Instagram, WhatsApp, Onavo, Oculus e Atlas).
Facebook gestisce queste aziende in conformità alle condizioni d’uso e normative sulla privacy di ciascuna di esse, in particolare sarà interessante capire se anche queste cambieranno le proprie normative.

Inserzioni

L’immagine e il nome del profilo possono essere associati a un’inserzione per mostrare l’attività su Facebook.
In particolare Facebook e altre aziende usano tecnologie come i cookie, i tag pixel e la memorizzazione locale per mostrare inserzioni utili. Ad esempio, un cookie può aiutare un inserzionista a scoprire se l’inserzione del prodotto è stata vista su Facebook prima di acquistarlo dal suo sito Web.
Poiché la normativa sui cookie verrà modificata, bisognerà valutare le novità riguardanti le inserzioni.

E’ possibile comunque disattivare le inserzioni di Facebook basate sulle applicazioni e sui siti tramite la Digital Advertising Alliance (disponibile negli Stati Uniti, in Canada e nell’Unione Europea), anche da mobile.
Quando si sceglie di non vedere inserzioni, la scelta si applica automaticamente a ogni dispositivo che usi per accedere a Facebook (un’innovazione rispetto al passato).
Si sta anche rendendo disponibile lo strumento per le preferenze relative alle inserzioni in altri Paesi, a partire da Australia, Canada, Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito. Per chi non lo sapesse le preferenze relative permettono di capire il motivo per cui viene visualizzata una particolare inserzione e di controllare il modo in cui Facebook usa le informazioni dell’utente per decidere quali inserzioni mostrare.

Concludendo, in attesa dell’anno nuovo, sappiate che i cambiamenti che deciderete di fare non saranno mai nemmeno lontanamente vicini a quelli di Facebook: stay tuned!

KLM e Shiphol sorprendono i passeggeri con le ‘Cover Greetings’ [VIDEO]

Separarsi dai propri cari prima di prendere il volo verso destinazioni lontane è un momento di emozioni intense e lacrime che scorrono a fiumi… Lo sa bene la compagnia aerea KLM che in questi giorni ha presentato la nuova campagna ‘Cover Greetings’ Say goodbye just before take-off in collaborazione con l’aeroporto di Amsterdam-Schiphol.

Il video è già virale su Facebook, Twitter e You Tube ed è firmato dalle agenzie DDB & Tribal Amsterdam (per KLM) e FHV BBDO (per Schiphol Airport).

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L’idea è molto semplice ma sorprendentemente originale: dopo gli intensi saluti di addio gli amici, familiari e fidanzati dei passeggeri sono stati accompagnati dal personale Shiphol e KLM in una saletta dove ad attenderli c’erano fogli e pastelli colorati per creare messaggi personalizzati.

In pochi minuti ciascun foglio è finito sul poggiatesta del sedile occupato dal proprio caro!

E una volta saliti a bordo la promessa di alcuni passeggeri di non piangere nuovamente è stata subito infranta alla vista di quei poggiatesta.

Il filmato è stato girato in una sola mattinata seguendo i passeggeri di tre diversi voli; ma dato il successo dell’iniziativa, non ci stupiremmo affatto se le Cover Greetings diventassero un must della comapgania aerea 😉

Come influisce la tecnologia sul nostro sonno? [INFOGRAFICA]

Dormire è importante, riposare bene è fondamentale per recuperare le energie impiegate durante la giornata e non solo. Pensate che il sonno è talmente importante che ogni anno, il 15 marzo, si celebra la Giornata Mondiale del Sonno (World Sleep Day). Certo oggi riposare bene è difficile… ci sono molte distrazioni che grazie alla tecnologia ci concediamo prima di andare a letto.

Sono lontani i tempi in cui in una stanza da letto c’erano un letto, vestiti e oggetti personali. Oggi le stanze da letto sono ricche di tecnologia e gadget che permettono di essere sempre in costante connessione con smartphone, tablet e device di ogni genere. Ma quali sono gli effetti della tecnologia, tipicamente moderna, sul nostro sonno?

Esordisce così l’infografica proposta dal blog di Lunasleep nell’articolo “Is Technology Running your sleep?” che analizza dettagliatamente come la tecnologia influenza il nostro riposo notturno.

I dati

Secondo la “National Sleep Foundation“, associazione americana noprofit che approfondisce le tematiche legate al sonno, ben il 60% di persone tra i 13 e i 64 anni dichiarano di avere problemi a riposare la notte. Il 63% degli intervistati afferma di non dormire abbastanza, il 15% delle persone tra i 19 e i 64 anni dorme meno di 6 ore nei giorni lavorativi e il 95% usa device elettronici nell’ora che precede il riposo notturno. Non è da sottovalutare però che la mancanza di sonno è collegata a diversi fattori come ad esempio la depressione, l’obesità, il diabete e problemi cardiovascolari.

Fiat lux… ma anche no!

Uno studio del “Lighting Research Centre” suggerisce che la luce emessa dal display del tablet e di oggetti simili può provocare un abbassamento della melatonina, l’ormone che regola il nostro bioritmo. Se trascorriamo le due ore che precedono il sonno davanti a uno schermo illuminato possiamo arrivare a sopprimere il 22% di melatonina, rendendo più che difficile conciliare il sonno. Ma siamo un po’ troppo dipendenti dai nostri telefoni? Forse si se consideriamo che il 95% di persone tra i 18 e i 29 anni dichiarano di dormire con il proprio smartphone accanto al letto, il 25% non toglie la suoneria durante la notte, il 10% si sveglia regolarmente per via di telefonate, messaggi o mail e ben il 50% delle persone controllerà il telefono immediatamente se si sveglierà durante la notte.

Inoltre Tv e videogiochi non ci aiutano a dormire meglio. La televisione, con il suo schermo luminoso, riduce il nostro livello di melatonina e aumenta anche la frequenza cardiaca rendendo difficile conciliare il sonno. Per i videogiochi è da considerare che gli effetti sul sonno si ripercuotono sia sulla qualità, diminuendo la fase REM, sia sulla quantità. Inoltre l’azione fisica del ‘giocare’ mette il corpo in tensione producendo il cortisolo, un ormone dello stress prodotto dalle ghiandole surrenali.

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Non tutta le tecnologia… viene per nuocere

Ma ci sono delle buone tecnologie per il nostro sonno, oggetti della nuova e vecchia generazione che possono aiutarci a passare una buona notte. Ad esempio leggere un libro avvolti dalla luce soffusa di una lampada ci può rilassare e conciliare il sonno o ancora avere una rivista vicino al letto ci può aiutare a mandare altrove i nostri pensieri, oppure possiamo utilizzare i nostri device per ascoltare della musica rilassante e abbandonarci lentamente a un sano riposo. Se proprio non vogliamo rinunciare a un sonno digital addicted possiamo affidarci a un ebook reader come ad esempio il Kindle di Amazon che non ha uno schermo luminoso.

Allora Ninjas, con quale tecnica o strumento digitale preferite consegnarvi tra le braccia di Morfeo? Raccontatecelo tra i commenti!

Samsung e Swarovski: è la brillante idea regalo per il prossimo Natale

C’era una volta il telefono cellulare, strumento bruttino e negli anni sempre più piccolo che ci faceva telefonare mentre camminavamo, mandava brevi messaggi di testo e ci faceva comunicare praticamente tutto con un singolo squillino.

Venne poi lo smartphone, cugino evoluto e un po’ fighetto del rude primate telefonico che invece decise di essere negli anni sempre più ingombrante e avere una app per fare qualsiasi cosa. Qualsiasi, davvero, sapete a cosa mi riferisco.

Col tempo lo smartphone è diventato a tutti gli effetti un accessorio alla moda, decisamente prezioso e dal design accattivante. Niente di nuovo fin qui, d’accordo. Il punto è che questa storia dell’accessorio è diventata più grande di quanto pensassimo, fino a trasformare il telefono in un vero e proprio gioiello.

“Certamente – direte voi – l’ho pagato 649 euro, ci mancherebbe non fosse il mio gioiellino”.

E qui vi sbagliate. Perchè quando dico gioiello intendo proprio quelle enormi pietre preziose che di solito campeggiano su luccicanti anelli di fidanzamento.

E’ infatti stata lanciata sul mercato la nuova case del Samsung Galaxy Note 4, che grazie alla partnership con Swarovski può ora sfoggiare una luccicante back cover totalmente tempestata di cristalli.

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Non è la prima volta che i due brand si incontrano, grazie alla linea Swarovski for Samsung, ma in questo spot firmato Leo Burnett vediamo finalmente le reali potenzialità di utilizzo complementare smartphone / smartwatch. Ospite speciale dello spot è infatti il Samsung Gear S, anche lui vestito a festa.

Un modo piuttosto vistoso per aumentare la propria fetta di mercato, che posiziona sempre più il marchio coreano come brand attento alle tendenze, alla moda e a quell’eccentricità che se a volte non ripaga in termini di vendite ha di certo ritorni di visibilità garantiti.

“Dress your device up, no matter what the occasion” proclama entusiasta Samsung: la parola d’ordine per il vostro prossimo natale sarà Make The Moment Shine.

Perchè un gioiello è per sempre, dicevano.

Almeno fino alla prossima release di prodotto.