iPhone 6 e Apple Watch: la diretta streaming del keynote

Fonte @Apple

 

“It’s not just another day in Cupertino”

Iniziamo con questa citazione e con questa immagine tratte dal sito USA di Apple lo streaming del keynote del colosso americano che apre le porte ai giornalisti in questo istante a Cupertino!

Finte @iphoneitalia

h.19:05

Apre il keynote uno spot dedicato all’azienda Apple dove con una serie di immagini in prospettiva e delle scritte chiariscono ancora una volta la visione della società e la propria filosofia. Apple è la prima società che si prende cura di ogni cosa, che si propone di cambiare le cose, ancora e ancora, che mostra il suo spirito innovativo migliorando la vita delle persone con dispositivi sensazionali.

Tim Cook da il benvenuto a tutti e parla dell’evento di 30 anni fa nello stesso luogo!

Fonte @the Verge

Dopo un resoconto sull’iPhone, ecco arrivano le immagini sullo schermo dell’iPhone 6, che conferma i rumors di questi ultimi mesi!

Finte @TheVerge

Confermati due modelli per l’iPhone 6: iPhone 6 e iPhone 6 Plus

“I migliori iPhone mai realizzati” – dice Tim Cook

Display retina HD, una nuova generazione di display, “ll più grande ed avanzato iPhone di sempre” e una fotocamera sporgente!

L’iPhone 6 Plus ha il 185% di pixel in più del 5S!

Le risoluzioni dei due modelli: 1334×750 e 1920 x 1080.

L’iPhone 6 plus è più simile all’iPad Mini e funziona anche in landscape ed ha una differente interfaccia utente.

Fonte @iPhoneitalia

Potremo quindi vedere più contenuti sull’iPhone 6 Plus, semplicemente ruotandolo in landscape.

Gli sviluppatori non dovranno modificare la risoluzione delle immagini perché sono semplicemente scalate con i nuovi display. 

h.19:20

1.3 milioni di applicazioni disponibili e completamente funzionanti!

 

Ecco le caratteristiche più specifiche dei nuovi iPhone:

– Processori A8 a 64bit

– CPU più veloce del 25%

– grafica più veloce del 50%

Questo nuovo iPhone dovrebbe sostenere meglio il carico e la pressione delle operazioni senza quindi surriscaldarsi (speriamo)!

Sullo schermo viene mostrata una demo per mostrare la fluidità della grafica.

Si parla ora di batteria:

La batteria dell’iPhone 6 è più potente (e in alcuni casi uguale) a quella del 5S. L’iPhone 6 Plus però presenta molta più autonomia.

M8 (coprocessore di movimento) fornirà informazioni più precise (compresa la misurazione di quando saliamo le scale).

Tra l’altro, nel nuovo iPhone 6 è presente anche un barometro!

<p>Fonte @TheVerge</p>

Fonte @theVerge

h.19:27

Connessione LTE

La connessione è avanzata e supporta fino a 20 bande e fino a 150mbps(che a noi in Italia non cambia molto probabilmente…).

Chiamate vocali tramite LTE, solo con gli operatori supportati.

Connessione Wi-Fi 802.11ac, come i recenti Mac.

Possibilità di chiamare tramite Wi-Fi (solo con operatori supportati).

PER LE CHIAMATE PICCOLA PRECISAZIONE

Apple ha studiato una nuova tecnologia che ci permette di avviare una normale chiamata attraverso la sim operatore e poi nel caso dovessimo tornare a casa mentre siamo ancora in chiamata, il telefono si aggancerà automaticamente al nostro wifi di casa ed effettuerà uno switch in maniera tale che la nostra chiamata passerà in wifi senza alcun costo aggiuntivo.

Fotocamera

Fonte @Theverge

L’iPhone 6 ha una fotocamera da 8MP con il true tone flash.

La risoluzione non è aumentata ma è stata introdotta una nuova tecnologia chiamata Focus Pixels.

Autofocus più veloce e reattivo (2 volte più veloce).

Miglioramento dei toni di colore e riduzione del rumore.

DIFFERENZA TRA le fotocamera di iPhone 6 e 6Plus

La prima funzione diversa tra iPhone 6 e 6 Plus: lo stabilizzatore delle immagini.

L’iPhone 6 Plus riesce ad utilizzare il giroscopio per muovere la fotocamera verso l’alto, il basso destra e sinistra, quindi riesce a stabilizzare le immagini in modo incredibile, risultando sempre ferma nonostante i movimenti della nostra mano che regge il telefono.

I video per entrambi saranno HD a 1080p a 30 o 60 fps.

È anche possibile realizzare video in slow-motion da 120 frame per secondo a 240 frame per secondo.

Nuove funzioni per i selfie legate alle nuove funzioni della fotocamera e del riconoscimento facciale.

Nel software della fotocamera sono stati inseriti accorgimenti per un miglior face detection sia per le persone vicine che lontane ed è stata migliorata la modalità Burst di scatto sequenziale dove adesso riesce a riconoscere anche i sorrisi e valuta anche quelli nella scelta dello scatto migliore.

La fotocamera frontale è ora in HD in grado di catturare l’81% di luce in più (per questo ottima per le selfie).

 

PREZZI DI IPHONE 6 e IPHONE 6 PLUS

I modelli saranno da 16GB,(199$) 64GB(299$) e 128(399$) PREZZI iPhone 6 se con contratto di due anni (ovviamente bisogna poi vedere in Italia come sarà).

L’iPhone 6 verrà lanciato il 19 Settembre!

Mentre il 6 plus inizia a 299 dollari con contratto (per l’Italia dobbiamo sempre aspettare un po’ di tempo per sapere qualcosa.

Novità anche su iOS 8, che potrà essere installato sull’iPhone 4S in su e dall’iPad 2 in su ed arriverà il 17 settembre.

Confermato che anche il 6 Plus uscirà il 19 settembre

In America l’iPhone 6 potrà essere pre-ordinato dal 12 settembre.

Quindi l’iPhone 6/Plus 19 settembre in America e entro la fine dell’anno in altri 115 paesi.

h. 19:47

APPLE PAY

Apple ora parla di pagamenti… sembra voglia rimpiazzare i portafogli, parla della poca sicurezza delle carte e dei codici attuali… presenta APPLE PAY, un intero nuovo processo di pagamento!

Fonte @TheVerge

 

L’intero processo di pagamenti è basato su una tecnologia di 50 anni, Apple ha deciso di cambiarlo, rivoluzionandolo.

Potremo pagare con un semplice avvicinamento del nostro iPhone ad un ricevitore e con la pressione del dito sul Touch ID. Tutto funziona ovviamente con l’NFC. Questo sistema sarà sia su iPhone6 che 6 Plus

I dati sono protetti e sicuri e il nuovo sistema funziona con Passbook.

Eddy Cue mostra quanto sia sicuro questo metodo di pagamento:

i dati sono privati: nemmeno Apple sa cosa comprate, dove comprate e quanto spendete; per la cronaca, anche i pagamenti online sono stati inclusi in Apple Pay;

I partner sono tanti, tra i quali McDonalds, Disney (per citarne alcuni);

pagamento con un solo tocco, nessun numero di carta inserito online, nessun indirizzo di fatturazione.

L’Apple Pay funzionerà solo su iPhone 6/Plus perchè solo loro hanno l’NFC

h. 19:59 Tim Cook annuncia la One More Thing!

Non avveniva da tantissimi anni che si citasse nuovamente questa famosa frase di Steve Jobs! Ecco Watch!

Presente in differenti colori con cinturini diversi, Apple Watch sarà disponibile persino in una versione in oro 18 carati!

Un orologio ha lo schermo troppo piccolo per utilizzare il multitouch come un iPhone: Apple ha quindi creato una sorta di Corona digitaleSomiglia ad una normale corona da orologio ma avrà funzioni simile alla ghiera dell’iPod. 

Watch è anche dotate dell’app Mappe.

Se leggiamo i messaggi, con la ghiera girevole potremo scorrere la conversazione.

Se clicchiamo la corona al centro, tornerà alla Home Screen. Il design dell’orologio è veramente variegato poiché, come dicevamo sopra, possono esserci cinturini di tutte le tipologie.

Un’altra chicca? Il display si illumina quando alzate il polso!

Con due orologi vicini, si riuscirà anche a comunicare con altre persone, inviando simboli o altro.

In aggiunta alla corona digitale, Apple ha aggiunto anche un sensitive touch display sull’orologio.

Il tocco è molto preciso grazie al Taptic Engine.

Il dispositivo dovrebbe resistere all’acqua!!

Potremo perfino utilizzarlo per scattare foto a distanza, visualizzando quello che viene inquadrato!

L’Apple Watch è basato sul Chip S1 che miniaturizza un intero sistema computerizzato in un solo chip.

Apple introduce anche un sistema di ricarica del tutto nuovo, simile al caricatore del Mac, dunque sarà magnetico ad induzione!

TANTE VERSIONI DISPONIBILI

Apple ha disegnato ben 6 meccanismi diversi per attaccare cinturini molto diversi tra loro (proprio per dare la possibilità di creare il proprio stile. 

Si parte dai classici in pelle, a quelli in acciaio, o plastica. Tanti anche i modelli femminili o in alluminio flessibile con chiusura magnetica.

L’interfaccia è decisamente diversa dalla solita di iOS, ma le icone sono riconoscibilissime.

Apple Watch è adatto anche per lo sport, con un cinturino specifico, dinamico e colorato con una resistenza maggiore degli altri.

Ci sono svariate opzioni di personalizzazione del quadrante!

L’interfaccia dell’orologio può essere cambiata, scegliendo tra tantissime opzioni disponibili e tra orologi sia digitali che analogici. Dalla Home Screen, utilizzando lo schermo tattile, potremo muoverci tra le applicazioni. Potremo anche zoommare indietro per vederle tutte in una sola schermata. Si può anche impostare uno sfondo e cambiarlo a proprio piacere.

Gli sfondi sono interattivi, ad esempio, abbiamo quello della luna, il quale ci mostrerà le vere fasi lunari se spostiamo il dito muovendoci tra i giorni. 

L’applicazione Musica può controllare l’audio dell’iPhone, l’audio del nostro Mac oppure la musica salvata proprio nell’orologio.

Ovviamente ci saranno le notifiche di eventi/calendario/notizie. Potremo rispondere ad eventi calendario dalle notifiche , oppure agli sms che arrivano cliccando il tasto Reply.

Ci sono anche delle risposte/frasi prestabilite da poter inviare oppure potremo registrare un messaggio vocale dettandolo a Watch.

Per attivare siri dovremo cliccare la corona e tenerla premuta

Con l’Apple Watch potremo anche portare le nostre foto con noi. Aprendo l’app le visualizzeremo tutte e poi con la corona digitale potremo zoommarle o sceglierne una.

Anche le mappe ci mostrano la nostra posizione attuale e potremo muoverci per vedere il percorso o zoommare in maniera molto fluida.

Si possono inviare piccoli disegni tra orologi di amici e parenti disegnando direttamente sullo schermo. Si può persino inviare il proprio battito cardiaco che sarà riprodotto dalla vibrazione dell’orologio.

Come era prevedibile anche  Watch è aperto ai programmatori con il Watchkit.

Grazie a quest’apertura verso le terze parti ovviamente si possono inviare notifiche di qualsiasi app.. tra cui facebook, twitter.

 Se viaggiamo con l’Apple Watch, potremo avere il biglietto e i dettagli sull’orologio, anche quando dobbbiamo fare un chekcin in un hotel e potremo addirittura utilizzarlo per aprire le porte di alcuni hotel!

Con altre app potremo avere sotto controllo il carburante presente in auto, i trasporti, il meteo, la temperatura nella nostra casa, interfacciandosi con l’homekit potremo controllare il termostato o le luci di casa dall’orologio.

Il dispositivo può fare praticamente di tutto, proprio perché potrà fare tutto quello che fa l’iPhone.

 

h.19:38 Ora si passa a Fitness/Salute

 Due app per Watch: Fitness e Workout!

Apple Watch da la possibilità di motivare le persone ad una maggiore attività motoriaWatch impara da noi le nostre abitudini e ci aiuta a migliorare la gestione dell’attività fisica. Diciamo che è adatto sia per le persone che fanno una moderata attività che per chi si allena in maniera seria!

Utilizza l’accelerometro per i movimenti, il GPS ed il Wifi dell’iPhone per capire dove e come ci muoviamo. I movimenti, personalizzabili (dove l’orologio riesce a capire se camminiamo, corriamo o siamo in bicicletta a seconda di come si muove il nostro polso nello spazio)

Anche se lavoriamo compiamo dei movimenti e l’orologio capirà giorno dopo giorno qual è la nostra attività abituale.

Potremo poi inserire manualmente l’attività che stiamo per compiere, come ad esempio una corsa, e potremo decidere anche quale distanza percorrere a priori, a che velocità andare e così via. L’orologio attraverso degli avvisi ci permetterà di tenere fede ai nostri intenti.

L’Apple Watch è anche molto altro, Apple non riuscirà a mostrarci tutto oggi ma può fare molto altro ancora. La lista delle funzioni è davvero lunghissima e con un development kit può solo essere ancora più lunga.

Tre modelli: Apple Watch, Apple Watch Sport e Apple Watch Edition.

Disponibile nel 2015 a 349 dollari! 

Una precisazione fin qui ancora non fatta: Apple Watch funziona solo se connesso con iPhone 5, iPhone 5S, iPhone 5C, iPhone 6 e iPhone 6Plus.

Questo significa che 200 milioni di persone possono già utilizzarlo, perché possessori di un iPhone supportato.

 iTunes Festival: salgono sul palco gli U2

h.20:45

Si parla ora di iTunes Festival e sul palco salgono Bono Vox e gli U2!

Fonte @TheVerge

Bono chiede come a Tim Cook come può rendere gratuito per tutti l’ultimo album degli U2: ovviamente è solo una gag per annunciare che il loro ultimo LP, composto da cover,  Songs of  Innocence, è da ora disponibile per il download gratuito.

Il keynote si è chiuso alle 21:00 puntuali. Noi vi aggiorneremo in questi giorni in modo più dettagliato sulle ultime novità, grazie per averci seguito!

 

Fonte @TheVerge

A Roma i migliori MBA del mondo

In un recente post vi abbiamo svelato la classifica delle migliori università d’Italia per fare impresa, ma terminata l’università si è davvero pronti ad affrontare il mondo del business? Cosa aspetta gli aspiranti imprenditori e manager del domani aldilà della siepe (oltre a una ovvia serie di stage e contratti discutibili)? Complice la crisi, farsi strada nel mondo del lavoro diventa sempre più complesso, a ogni livello: da un lato le poltrone vacanti sono sempre meno, dall’altro la competizione è sempre più agguerrita e iperspecializzata.

Perchè un MBA?

C’è chi, terminata l’università, decide di non interrompere gli studi e proseguire dedicandosi a un MBA (sebbene pochi siano quelli che non richiedono una seppur breve esperienza lavorativa), un Master in Business Administration che prepara i partecipanti ai grandi temi del business per la gestione aziendale. La scelta è condivisa anche da chi un lavoro ce l’ha già e ritiene che un MBA sia la strada da intraprendere in cerca di un futuro professionale migliore. Ebbene sì, mettere un MBA nel proprio curriculum pare essere ancora una scelta vincente per la propria carriera: dal sondaggio GMAC 2013 emerge infatti che il 93% di coloro che hanno conseguito un MBA ha trovato il lavoro dei sogni e che – su scala globale – la loro retribuzione si aggiri intorno ai 128.569 USD. I costi esosi che molte scuole di business richiedono sono quindi ampiamente ripagati negli anni successivi agli studi: il Financial Times (2013) stima un aumento medio di stipendio del 100% per i lavoratori che hanno scelto la strada dell’MBA per far carriera.

Access MBA Tour 2014

Per chi pensa di proseguire gli studi con un MBA, questo è il momento giusto per informarsi. Si terrà infatti a Roma, il prossimo 8 ottobre, Access MBA Tour Autunno 2014 l’evento organizzato One-to-One, leader internazionale degli eventi MBA, che riunirà a Piazza di Spagna le migliori e più ambite scuole di business: London Business School, INSEAD, Bentley University Graduate School of Business, MIP Politecnico di Milano, SDA Bocconi e tante altre prestigiose realtà internazionali.
L’evento, non solo permetterà di reperire informazioni dalle business school europee e d’oltreoceano in maniera rapida e diretta, ma darà ai partecipanti la possibilità di fissare incontri one-to-one con i Responsabili della selezione e con i consulenti specializzati nell’orientamento.
Inutile dire che non mancheranno i momenti formativi: conferenze interattive, seminari e workshop per l’ammissione al GMAT (Graduate Management Ammission Test), strumento di selezione utilizzato dalle migliori università del mondo.

Qui ulteriori info e il modulo di iscrizione all’evento.

Credits accessmba.com

6 consigli per scegliere un buon dominio per una startup (o un blog)

Come scegliere un buon dominio per una startup (o un blog)

Scegliere il dominio giusto per un sito aziendale è un’operazione strategica fondamentale per una statup o un progetto editoriale di futuro successo. L’ideale è scegliere un nome che sia strettamente legato all’attività svolta. Per esempio, se la nostra è un’agenzia di marketing, avere la parola “marketing” nel dominio è una buona scelta.
Quindi, si tratta di una scelta tutt’altro che banale, ma al contrario delicata e importantissima, che può aiutare a decretare il successo di un business.

A tale proposito Inc.com ha affidato a un esperto, John Rampton, la responsabilità di regalarci qualche consiglio da seguire nel momento decisivo della selezione del dnuovo dominio: consigli che ci sentiamo di estendere anche ai blogger. Vediamoli insieme!

1. Un brainstorming per trovare il dominio giusto

Fare un brainstorming con i collaboratori è importante per capire quale strada battere nella scelta del dominio. In sostanza e come già anticipato, il dominio dovrebbe essere in linea con i servizi offerti. Sembra ovvio, magari lo è, ma ribadirlo non fa male: è facile farsi prendere dalla fantasia e cercare un nome tanto simpatico quanto lontano dalle esigenze di marketing dell’azienda.
Ciò vale anche per i blogger: un blog personale può concedersi maggiori libertà, ma perché cercare un dominio lontano dagli obiettivi del blog? Anzi, un buon dominio aiuta a rafforzare il personal branding.

Per trovare spunti utili possiamo utilizzare Keyword Discovery o Google Keyword Tool.

2. Optate per un nome breve, unico e facile da ricordare

La semplicità, come (quasi) sempre, sul web vince: è bene optare per un dominio breve, facile da ricordare e unico. Al contrario, un nome lungo, difficile da ricordare e da digitare può allontanare il potenziale visitatore dal sito. Secondo Rampton, la domanda da farsi doverebbe essere questa: se sentite un amico o la radio pronunciare il nome di un dominio, sapreste farne lo spelling? La logica da seguire, dunque, dovrebbe essere improntata alla semplicità.

3. Avete scelto il dominio? Controllate se è libero

Una volta scelto la rosa dei domini ideali, dovete assicurarvi che non siano già di qualcun altro. Per scoprirlo, basta inserire la lista dei nomi su GoDaddy e controllare se sono liberi.

4. Usate estensioni di dominio alternative

Rampton consiglia di utilizzare un dominio .com, l’opzione migliore per un business. Tuttavia essa non è l’unica valida, anzi. Per esempio, localizzare il proprio dominio (.it per l’Italia, .uk per la Gran Bretagna) è ugualmente un’ottima scelta. Da qualche mese, inoltre, è possibile registrare domini di primo livello alternativi (.hotel, .roma, .blog…). La decisione va ponderata con attenzione.

5 Contattate il proprietario del dominio che ti interessa

Il dominio giusto per voi è in mano altrui? Potete sempre provare a contattare il proprietario. Prima di fare un’offerta, però, assicuratevi che egli sia disposto a venderlo. Fate poi una piccola ricerca per capire il valore del dominio. Infine, potete presentare la vostra offerta. In bocca al lupo!

6. Partecipate alle aste

Un altro modo per avere il dominio dei desideri è partecipare alle aste. Non sono pochi i siti acquistati dagli investitori per avere un margine di guadagno: comprano un dominio, lo riempiono con contenuti e link esterni e poi lo vendono. Oppure, può capitare che il proprietario di un dominio si accorga che non è adatto ai propri scopi, e lo metta all’asta.
Esistono diversi siti su cui trovare le aste: Sedo, il già citato GoDaddy, Flippa, NameJet.

 

Eccoci arrivati alla fine di questa sfilza di consigli interessanti. Li avete trovati utili? Come vi comportate voi nella scelta del dominio? Aspettiamo le vostre opinioni!

Rudy Bandiera contro tutti: chi vincerà alla Festa della Rete? [INTERVISTA]

Rudy Bandieraè uno degli influencer più importanti del panorama digitale italiano.
L’ultimo caso che l’ha visto coinvolto, il lancio dell’hashtag #UnaMacchinaPerRudy, ha lasciato il segno. Ricordate? Un incidente in macchina, il mezzo distrutto e il noto blogger che cerca un veicolo per tamponare l’emergenza. E una nota casa automobilistica che risponde all’appello e offre una macchina, a titolo completamente gratuito.
Generosità pura oppure sfruttamento dell’influenza che Rudy Bandiera ha su Twitter e in generale nella social sfera italiana? E quanto oggi gli influencer possono dirsi determinanti nella costruzione dell’opinione?

Se ne parlerà alla Festa della Rete in un panel che vedrà ospite anche il nostro direttore Mirko Pallera in qualità di moderatore dal titolo “Rudy contro tutti: Quanto gli influencer influenzano davvero?“, che vedrà la partecipazione anche del ricercatore Alessandro Caliandro.

Abbiamo intervistato per voi il protagonista Rudy Bandiera, per cercare di strappargli qualche anticipazione.

Il titolo del panel sarà “Rudy contro tutti: Quanto gli influencer influenzano davvero?”: il focus di partenza sarà, immagino, il caso #UnaMacchinaPerRudy. A qualche mese di distanza, quali sono le tue impressioni su quello che è capitato?

Beh, lo chiedi alla persona sbagliata 😀 Per quello che mi riguarda sono entusiasta anche se ho passato momenti molti duri. E’ capitato che è indubbiamente nato un caso e quindi li, alla nascita dello stesso, il Web si è spaccato come una mela tra quelli che dicevano che il caso esiste o no. Quindi da una parte a dire “bello, geniale, pronto, brillante, creativo, strategico” e dall’altra “che schifo, una marchetta, accattonaggio digitale”. Morale, visto che tutte queste cose insieme non possono coesistere io mi sono fatto la mia idea, vado avanti per la mia strada e sono felice.

Dopo Rudy, anche Jacopo Paoletti (fra i caporedattori di Intervistato.com e cofondatore dell’associazione Michelle Bonev ndr) ha provato a lanciare il suo personalissimo hashtag #UnLavoroPerJacopo allo scopo di trovare in fretta un’occupazione: gli influencer hanno imparato a monetizzare la loro.. influenza?

Più che altro Jacopo, che conosco, stimo e ho sostenuto in questa operazione, ha sfruttato “un evento di riflesso” ed è stato molto furbo. Non so come sia andata a finire ma mi auguro bene.

Secondo voi è corretto affermare che un influencer è (anche) un content creator particolarmente in gamba? Prendiamo l’esempio di Gianni Morandi, che in questi giorni sta spopolando con la sua fanpage di Facebook, di fatto orientando anche i gusti di chi lo segue e rinvigorendo la propria immagine: tutto grazie a una gestione genuina, basata su contenuti semplici, autentici, friendly. Avete altri modelli di riferimento da consigliare agli aspiranti influencer?

Ma scusate ragazzi, cosa vuol dire content creator? Cioè mi spiego, se Morandi NON fosse Morandi avrebbe tutti quei riscontri con un semplice “ciao” sulla bacheca? No, non li avrebbe. La cosa va vista da un altro punto di vista, ovvero come diventare un influencer? Io non lo so eh, però l’esempio di Morandi non vuole dire nulla in questa ottica. E’ bravo a gestire la sua popolarità ma NON è un bravo content creator. E Morandi è diventato influente NON grazie ai contenuti, in effetti.

Domanda forse un po’ antipatica: è etico, secondo voi, che un influencer possa ottenere benefici pratici dagli utenti che lo seguono? La domanda vale in particolare per chi costruisce la propria influenza sull’audience sfruttando il proprio lavoro di divulgazione di notizie, competenze e conoscenza.

Certo che è etico. La domanda si potrebbe girare in altro modo, ovvero è etico che un calciatore prenda dei soldi per portare una maglia brandizzata? Il discorso è IDENTICO. Tu ti costruisci una identità forte, la coltivi, la fai crescere e alla fine arrivi ad “influenzare”. Bene, se non lo fai in modo occulto (ovvero marchette) è etico eccome! Sempre che uno non pensi che non sia etico il rapporto commerciale che tiene in piedi nel mondo occidentale, perchè li il problema sarebbe di modello politico 😀

Esiste il rischio che si possa diventare influencer senza aver competenze e contenuti sufficienti a giustificare questo ruolo?

Non lo so. Giuro. Ci vorrebbe un metro per decretare chi è influencer, prima, ma non c’è. Aranzulla è un influencer, per esempio. Ha particolari doti? In molti direbbero di no, io dico di si. Ha avuto la dote di fare una cosa prima degli altri e di farla bene.

In una frase, anticipa con che spirito darai battaglia durante il panel.

Lo spirito deve essere sempre costruttivo! Se critico per criticare o per portare attenzione SOLO su di me allora sono un perdente. E nessuno vuole essere un perdente, no? 😉

L’appuntamento è per il 12 settembre, a partire dalle 18.20 a Rimini: non mancate, amici lettori!

La tecnologia non è tutto: l’ultimo spot Wind firmato Ogilvy

A volte per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto. Questo è il claim della nuova campagna istituzionale online di Wind. Niente a che vedere con gli spot televisivi con Fiorello, Vanessa Incontrada o Giorgio Panariello. Preparate i cleenex accanto allo schermo.

Il cortometraggio, ideato dall’agenzia Ogilvy & Mathers, è diretto dal regista italiano Giuseppe Capotondi (già famoso per numerosi video musicali e il film La doppia ora). L’azienda ha scelto la storia delicata di un figlio che, invece di cercare il contatto con il proprio padre attraverso i mezzi che ci offre la tecnologia, decide di tornare nella sua casa d’infanzia e incontralo di persona. Il payoff di Wind, non a caso, è Più vicini.

Il cortometraggio sembra allontanarsi da quelli che erano i concetti di chiarezza e trasparenza delle passate campagne istituzionali. Molto forte, infatti, è il pathos, nel senso aristotelico del termine: il fattore emotivo è predominante.

Questo è uno dei pochi esempi in Italia di come i brand stiano gradualmente abbandonando la pubblicizzazione dei propri prodotti in favore di una ricerca di dialogo e condivisione con il proprio pubblico. Se il consumatore si identifica con la marca, se è davvero fidelizzato, allora diviene superfluo insistere sul prodotto in sé. Ed è questo ciò che fa Wind con questo spot.

Lo spot è stato distribuito esclusivamente sul web, un ambiente di certo più adatto agli scopi prefissati dalla campagna, in cui trovare punti di contatto e di dialogo con un pubblico diverso da quello della televisione. La società di telecomunicazioni italiana va oltre le regole proponendosi ai propri clienti in un modo alternativo ammettendo che la tecnologia è potente, ma non onnipotente.

In conclusione, ci affidiamo alle parole della stessa Wind, che con questa campagna pubblicitaria ha portato avanti il rinnovamento nel mondo pubblicitario italiano. Speriamo che sia un tentativo che abbia seguito nel nostro Paese.

“La tecnologia ci ha avvicinato. Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.”

Dieci motivi per cui un curriculum viene cestinato

Sono sempre di più le accortezze richieste per evitare che un curriculum venga cestinato ancor prima di aver avuto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con un responsabile delle risorse umane. Ecco dieci possibili cause di un mancato riscontro da parte dell’azienda a cui avete inviato il vostro curriculum.

1. Indirizzo e-mail

Se state inviando il vostro curriculum tramite mail, sappiate che a volte è sufficiente il vostro indirizzo di posta per essere cestinati. Vince la semplicità del “nome punto cognome”, niente supereroi o personaggi di Star Trek, e soprattutto no ai provider che non usa più nessuno, in favore di Google, Yahoo, Microsoft o meglio ancora un dominio con il vostro nome.

2. Lunghezza del curriculum

Tutte le informazioni necessarie per essere valutati e i dati anagrafici e di contatto per essere richiamati rientrano in una pagina di Word, al massimo due, ma è un’eccezione per chi ha frequentato più di dieci università e lavorato in più di quindici aziende, senza utilizzare caratteri inferiori a dieci. Le informazioni mancanti verranno approfondite durante il colloquio.

 

 

3. Ricerca in Google

Passati il primi due punti, se il recruiter si attiva a ricercare il vostro nome su Google significa che un minimo di interesse nel vostro curriculum c’è, e basta davvero poco per spazzarlo via. I fortunati Mario Rossi possono saltare al punto 5, tutti gli altri devono fare attenzione ai risultati delle ricerche, soprattutto al punto 4.

4. Social network

Google proietterà i recruiter direttamente alle pagine social cui è associato il vostro nome di battesimo. Gestire la visibilità dei post attraverso le impostazioni di privacy è fondamentale, ed utilizzare correttamente i social network, anche se non vi state candidando per un posto da social media manager.

5. Foto di Linkedin

Per definizione Linkedin è un network professionale,  di conseguenza la foto sul vostro profilo dovrebbe essere il più professionale possibile. Seguite le guidelines per un profilo più efficiente, ed evitate foto di pessima qualità, scansioni dal passaporto o selfie imbarazzanti.


 

6. L’unico numero sul vostro CV è il telefono

I numeri in un curriculum sono tanto importanti quanto le parole, soprattutto quando vengono confrontanti curriculum con caratteristiche simili. I numeri aiutano a sintetizzare a valutare concretamente le attività svolte, i tempi sono cambiati e le metriche contano spesso più che le attitudini.

7. La descrizione delle attività svolte è incomprensibile

Siamo tutti chief officer di qualcosa e community manager di qualcos’altro,  etichette a parte, ciò che più conta è spiegare nel modo più chiaro e lineare possibile le mansioni svolte senza giri di parole.  Sarebbe bene allineare la descrizione delle competenze tecniche agli strumenti utilizzati per portare tali attività a termine.

8. Il formato Europass

Il classico curriculum in formato europeo non ha più ragione d’essere utilizzato. I programmi di scrittura come Office e Pages propongono modelli sempre più creativi e vari, basta poco per trovare quello più adatto alle proprie esigenze.

9. Il motivo più banale e più ricorrente per cui un curriculum viene cestinato

Rileggere e attivare il controllo ortografico e grammaticale, basta poco per farlo e basta altrettanto poco per essere cestinati per un errore nel CV o nel testo della mail. Il vostro curriculum è un biglietto da visita, e nessuno fa stampare il proprio biglietto da visita con degli errori di ortografia o di formattazione.

10. X-factor

Se avete seguito tutti e nove i consigli e non siete stati chiamati dall’azienda in questione, la colpa potrebbe essere del cosiddetto imponderabile fattore X, e non solo il vostro, ma anche quello del vostro reclutatore. Un fattore incognito, il tempismo sbagliato, un’infinità di altre ragioni legate al fattore umano.

Polo Tech Shirt: Ralph Lauren entra nel mondo Wearable!

Ralph Lauren ha da poco presentato la nuovissima Polo Tech Shirt, una t-shirt hi-tech pensata per il mondo sportivo che segna l’ingresso nel Wearable di una grande compagnia di moda appartenente al mondo del luxury lifestyle.

Questa innovativa t-shirt registra in tempo reale i dati del nostro corpo ed invia i propri dati biometrici in real-time al proprio device mobile che può uno smartphone o un tablet. I dati vengono rilevati grazie alla presenza di fibre d’argento tessute direttamente nella trama della t-shirt.

Oltre alla metodologia di rilevamento dei dati biometrici attraverso i sensori, uno degli aspetti sicuramente più interessanti di questa nuova t-shirt è la disponibilità sui propri device mobili dei dati interpretabili praticamente da chiunque, grazie alla connettività Bluetooth.

Polo Tech Shirt permette di rilevare e registrare la distanza percorsa, le calorie bruciate, l’intensità dei movimenti, il battito cardiaco e molto altro. In pratica, i dati vengono inviati ad un dispositivo collegato direttamente alla maglietta, che registra tramite accelerometro e giroscopio tutte le informazioni di interesse.

Questa nuovissima t-shirt è stata presentata durante gli US Open 2014 e sarà resa disponibile nel 2015 nel colore nero (almeno per ora) e logo giallo in contrasto. La Polo Tech Shirt segna una data storica per il mondo dei Wearable Device in quanto è il primo indumento hi-tech pensato e realizzato da una nota casa di moda il cui core business è legato al lifestyle.

Di seguito trovate un video di presentazione della Polo Tech Shirt, una t-shirt sicuramente pensata per gli sportivi più esigenti con un occhio di riguardo allo stile, diventando così un capo di abbigliamento cool e trendy. E voi, la comprerete? 😉

Changetip dice addio ai like, il gradimento si esprime con bitcoin

Changecoin è una startup nata nel dicembre 2013 a San Francisco, il suo fondatore Nick Sullivan è un esperto sviluppatore di tecnologie per il web. Il loro primo prodotto lanciato è ChangeTip, che permette di trasferire denaro sotto forma di bitcoin tra gli utenti di particolari piattaforme, attualmente solo Reddit, Twitter, Github e Stock Twits.

Immaginiamo di voler dare una mancia ad un utente che ha postato un pensiero interessante, o di voler fare una donazione per una causa sociale. ChangeTip fa da intermediario per portare a termine la nostra azione. Il procedimento è molto semplice: si inizia menzionando ChangeTip nel nostro post e successivamente si sceglie la somma da donare, è possibile donare il corrispettivo di un caffè, di una birra o semplicemente scegliere la somma in euro, dollari o yen. Ecco i corrispettivi in bitcoin per categorie. Tip Amount.

Quella di Changecoin sembra una valida alternativa al tanto inflazionato “like“, un’idea nuova che permette ad altri utenti di premiare i nostri contenuti in modo più esaustivo, ma bisogna chiarire cosa sono i bitcoin e quali pro e contro può avere utilizzarli e quindi acquistarli.

Cosa sono i bitcoin?

Bitcoin è la prima moneta digitale decentralizzata che si può trasferire via internet. Nata nel 2009 da un’idea di Satoshi Nakatomo, nome fittizio poiché non si conosce la vera identità del suo ideatore, la creazione e lo scambio di questa moneta avvengono tramite protocollo peer-to-peer. Rispetto alle altre monete offre numerose vantaggi. Sono trasferibili dunque direttamente da persona a persona, senza bisogno di passare attraverso banche o camere di compensazione, questo significa che le commissioni sono molto più basse, in materia di sicurezza va sottolineato che ogni bitcoin è fornito di un codice alfanumerico univoco collegato ad un unico possessore,  dunque è impossibile che vengano rubati da altri utenti.

Bitcoin mette a disposizione degli utenti la tecnologia cloud  S.A.S – software as a service, Wallet  nella fattispecie. Wallet è un client scaricabile dalla rete per tutti i sistemi operativi. Permette di contenere e gestire i propri bitcoin, e ovviamente di acquistarne di altri attraverso un sistema di exchange, scambiandoli con euro, dollari o yen. A differenza delle altre valute, che possono essere stampate all’infinito in base alla politica economica dei diversi paesi, i bitcoin hanno regole molto precise, prevedono un tetto limite, raggiunto il quale non vengono più generati. Attualmente sono circa 21 milioni.

Pro e contro

La crisi economica dell’Occidente ha mostrato come il sistema finanziario abbia delle grosse lacune. La rete Bitcoin potrebbe essere una valida alternativa, soprattutto per quel che riguarda l’eccessiva offerta di moneta, causa di inflazioni per un paese, oppure l’uso speculativo da parte di agenti finanziari che acquistano o vendono moneta causando tracolli di una valuta a vantaggio di altre.

Dal lato dei contro bisogna sottolineare che le transazioni di denaro virtuale non avvengono tra persone fisiche, ma tramite Bitcoin address. Purtroppo ad oggi, trattandosi di una moneta giovane e non tangibile, non esiste legislazione in merito, il rischio rimane dunque molto alto, considerato che i bitcoin potrebbero diventare la moneta di scambio per transazioni illegali come il commercio di droga o di armi. A questo proposito vi consiglio un nostro post di approfondimento in materia di bitcoin, che potrebbe aiutare a capire meglio quali sono le peculiarità di questa moneta digitale.

Altro punto a sfavore è il suo andamento fluttuante nel mercato valutario, considerato che nel 2012 un bitcoin valeva circa 2 dollari e che oggi ne vale circa 175. Difficile schierarsi! La cosa certa è che si tratta di un sistema monetario immune alle politiche economiche dei paesi mondiali, quindi a tutto ciò di negativo che ruota attorno questo fattore, ma il rischio di una troppa libertà di utilizzo rimane ancora una peculiarità effettivamente negativa.

Come progettare campagne e sviluppare business con Facebook? [VIDEO]

Un nuovo anno formativo firmato Ninja Academy è alle porte. Ad aprire le danze, dal 16 settembre partirà il “Corso Online in Facebook Marketing: progettare campagne e sviluppare business con Facebook” con Laura Saldamarco e Lorenzo Viscanti. Content Strategy, Facebook Insight, Facebook Advertising e Power Editor sono solo alcune delle tematiche che verranno trattate.

Venerdì 05 settembre si è svolto il free webinar di presentazione del corso, una lezione gratuita nella quale i docenti del corso, hanno presentato le tematiche e le case-history che verranno affrontate nel percorso formativo. Se vi siete persi la diretta, non preoccupatevi, qui di seguito trovate la registrazione:

Vantaggi del Corso Online

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
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SCONTO EARLY BOOKING

Entro il 09 settembre: 249 €
Dopo il 09 settembre: 299 €

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

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BE NINJA.

Ecco come montare il proprio mostro con le istruzioni di Ikea

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