Come scegliere l'immagine perfetta per i progetti grafici

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È un problema comune per i professionisti delle agenzie di comunicazione, grafici, e web designer: ogni giorno milioni di creativi hanno bisogno di illustrare i loro progetti, presentazioni, pubblicazioni, brochure, e siti web.

Come si fa a scegliere l’immagine perfetta ?

Sicuramente l’immagine ideale è quella che riesce a catturare l’attenzione del pubblico che vogliamo attrarre, trasmettere le informazioni che vogliamo divulgare e sviluppare l’engagement per il brand di riferimento.

Ci sono almeno 3 criteri fondamentali che i designer prendono in considerazione nella scelta delle immagini:

railway to sun under cloudy sky Potbox.it

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1. L’immagine è emozionante?

Qual’è il mood, il feeling alla base della nostra campagna? Che emozioni vogliamo trasmette al pubblico? L’immagine che stiamo scegliendo riesce a trasmetterla o rischia di lasciare indifferenti?

Child with biological torso Potbox.it

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2. L’immagine aggiunge nuove informazioni?

Oltre al puro impatto visivo, abbiamo bisogno di trasmettere visivamente delle informazioni che affidate invece ad un testo sarebbero meno esplicative? A volte è utile prendere in considerazione grafici, tabelle e infografiche che sanno esprimere al primo sguardo e in poco spazio informazioni che altrimenti sarebbero difficilmente trasferibili.

Man wearing a fetish yellow super hero outfit. Vertical shot Potbox.it

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3. L’immagine è unica e originale?

In un mondo in cui l’informazione è velocissima e frammentata, è essenziale per le campagne di successo evitare la banalità e ricorrere a delle immagini che siano uniche e originali.

Chiaramente tutto ciò significa che ogni volta che un designer inizia un lavoro ha davanti a sé una lunga serie di scelte da affrontare, navigando in archivi che contengono milioni fi immagini. Come dire addio a ricerche lunghe e complesse che portano via troppo tempo al lavoro creativo?

Girl in pig mask reads book Potbox.it

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Le soluzioni proposte da Potbox.it

Potbox.it, l’archivio di 32 milioni di immagini creative RM e RF fuori dagli schemi, in cui ad ogni dimensione corrisponde un unico prezzo, propone ai suoi utenti registrati almeno 4 comodi servizi per rendere più efficiente il proprio lavoro.

La registrazione permette l’attivazione della Light Box, per organizzare in modo veloce le selezioni di immagini, ed avere sempre tutto a portata di sguardo.
È possibile poi scaricare immagini a bassa risoluzione per Layout come anteprima, prive di watermark, per utilizzi temporanei (per un massimo di 30 giorni). Utile per fissare immediatamente le idee e stare al passo con l’immaginazione.
Grazie ai vari filtri, inoltre si possono impostare e poi memorizzare le preferenze per le ricerche, per velocizzare l’accesso ai contenuti preferiti e concentrarsi ogni volta focalizzando sul proprio campo d’interesse, senza perdite di tempo.
Infine per gli utenti registrati è ancora più facile e immediato l’accesso all’assistenza clienti, sempre disponibile per un servizio ancora più personalizzato via telefono e per e-mail.

A questo punto, non resta che mettersi comodi e dare forma alle proprie idee!

Downloaded with Fastweb: M&C Saatchi ci racconta il backstage della campagna [INTERVISTA]

Impossibile non notarlo il Cristo Redentore che da Rio de Janeiro è stato scaricato a Napoli, a Piazza Dante, grazie alla tecnologia broadband di Fastweb.

L’imponente iniziativa è frutto della mente dei creativi di M&C Saatchi Milano. Il direttore creativo, Vincenzo Gasbarro, ci racconta i segreti della campagna ‘Downloaded with #Fastweb‘.

Ci racconti la genesi creativa della campagna?

Stiamo facendo con Fastweb un percorso di instant advertising. Già lo scorso anno abbiamo trasformato la stazione della metro di Milano Moscova in quella di Shibuya (Tokyo). Il concetto era “la tua linea è talmente tanto veloce che da Porta Garibaldi a Moscova ti ritrovi dall’altra parte del mondo“.

Avevamo dunque una sfida davanti a noi: creare un altro evento che riuscisse a rendere tangibile ciò che fa una compagnia telefonica broadband come Fastweb. Cosa significa 100 mega? E 200 mega? Quale modo migliore che far atterrare in città un evento mediatico importante, pesante proprio come 100 mega.

 

Abbiamo dunque preso uno degli eventi più attuali del mondo, i mondiali di calcio in Brasile, e uno dei sui simboli più importanti, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, trasferendolo da una parte all’altra del pianeta attraverso una linea broadband davvero potente. Trasformando i megabyte in chili reali, sfruttando la potenza dell’immagine che è alla base di un’azienda come Fastweb.

Abbiamo dunque lanciato sul web un video in cui si vede la montagna del Corcovado senza il suo Cristo e l’abbiamo fatto riapparire a Napoli. La campagna è stata poi spinta dall’eliminazione del Brasile dai Mondiali e qualcuno ha veramente pensato per qualche secondo che qualcuno l’avesse tolto dal monte.

E’ stato un progetto molto complesso da un punto di vista produttivo. Abbiamo fatto costruire in due mesi una statua in poliuretano da un’impresa veneta leader nella produzione di giostre. La statua è alta 20 metri, solo 10 in meno dell’originale. Intanto abbiamo lanciato la campagna teaser online.

Inoltre abbiamo riscontrato parecchie difficoltà burocratiche. Le città candidate erano diverse: Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Milano e Torino. A Napoli abbiamo trovato maggiore apertura ed inoltre il fatto che fosse una città più calda ha anche assicurato da subito un forte riscontro di pubblico.

A proposito di Napoli, hai qualche aneddoto divertente da raccontarci?

Mercoledì sera abbiamo messo in scena una piccola processione con il Cristo di Rio e la cosa divertente è che c’erano alcune anziane signore che si sono realmente accodate. Trovo difficile pensare che una cosa cosa del genere potesse accadere a Milano.

Poi un altro passante guardando la statua ha esclamato: “Questo è Rio de Gennaro“, battuta che abbiamo ripreso anche sulla nostra pagina Facebook.

Altri passanti hanno preso l’evento come un segno del destino: “Finalmente ora abbiamo qualcuno che ci protegge”. I napoletani hanno dunque confermato ancora una volta il proprio estro creativo.

Sui social il riscontro è stato un po’ particolare, c’è chi ha preso la palla al balzo per fare commenti negativi su Fastweb.

Come per tutte le aziende del settore telecomunicazione ci sono anche questi risvolti. Sui social media poi è raro che gli utenti scrivano cose belle – piuttosto per quello danno un like o uno share – mentre di solito i commenti sono negativi. Fastweb è un brand molto attivo sui social e gli utenti ricevono sempre una risposta volta a risolvere eventuali problemi legati al servizio offerto.

Mi sento di dire che un evento come questo è volto ad abbattere le barriere tra il brand ed i suoi clienti. Una campagna tradizionale con uno spot televisivo non è paragonabile in termini di apertura al dialogo. In eventi come questo di Instant Advertising, le persone diventano parte integrante della comunicazione pubblicitaria e solo un brand moderno può permetterselo.

La comunicazione è poi basata su una verità assolutamente oggettiva: il servizio broadband di Fastweb è il più veloce che c’è.

Il lancio dell’iniziativa in contemporanea all’umiliante sconfitta del Brasile è stata una fortunata o sfortunata coincidenza?

Non posso negare che è stata una coincidenza sicuramente fortunata. La copertura media che la campagna ha ottenuto a livello internazionale è stata spinta dalla sconfitta al mondiale, mentre a livello italiano non credo abbia influito.

Non per costringerti in schemi di alcun tipo, ma come definiresti questa campagna?Integrata, unconventional, ambient?

La nostra agenzia M&C Saatchi, fondata oramai 3 anni e mezzo fa, è nata con l’intento di dire qualcosa in questo mercato oramai fermo, pachidermico.

Il nostro messaggio è: ok, c’è la crisi, tutti si nascondono dietro questa cosa. Ma se io ho l’influenza e continuo ad uscire fuori a cena o sotto la pioggia di sicuro non mi passerà. Occore far qualcosa per curare l’influenza. Allo stesso modo occorre curare la crisi con la ricetta adatta: diamo ai clienti la possibilità di spendere i loro budget in maniera corretta ed efficace.

Se faccio un flight di pubblicità di 50 milioni di euro oppure faccio un evento come questo e ne spendo meno di 3 ottenendo lo stesso ritorno in termini di copertura sui media allora occorre ripensare la mia strategia.

Oggi bisognerebbe parlare di un nuovo modo di fare comunicazione: instant advertising o stunt advertising, fare pubblicità facendo credere alla gente che ci sia incappata casualmente. Ed è tutto molto legato alle PR che supportano la campagna e viceversa.

Mi piace definire la campagna anche “reality advertising“. mi piacerebbe partecipare ad un reality pubblicitario. Se c’è un linguaggio in grado di sfruttare il potere del reality, quello è la pubblicità. Nonostante sia contro la maggior parte dei reality televisivi, ritengo che la pubblicità dovrebbe impadronirsi del linguaggio del reality per divertire le persone che oramai sono stanche del solito linguaggio pubblicitario. 

Cosa c’è nel futuro di M&C Saatchi? Magari un Lion?

Innanzitutto, la campagna ‘Downloaded with #Fastweb’ non finisce qui. Abbiamo in serbo un’altra sorpresa. Sono in arrivo anche altre campagne importanti, di cui non posso svelare nulla.

Un Lion? Perché no, non sarebbe la prima volta. Quest’anno abbiamo vinto un bronzo nella categoria ‘Promo And Activation’ per la campagna  ‘Protect your #L1F3‘ ideata per  Genertel.

 

In collaborazione con Massimo Sommella.

Gli hashtag a rischio d'estinzione su Twitter?

 

Lo scorso marzo, la responsabile delle News di Twitter, Vivian Schiller, avrebbe rivelato alcune strategie future per il volatile più famoso del mondo che hanno lasciato sorpresi e basiti moltissimi utenti.

Durante un intervento al mediaXchange 2014 a Denver, la Schiller avrebbe – il condizionale è d’obbligo, visto la ritrattazione seguente – definito gli hashtag (#) poco chiari e lasciato intendere che potrebbero scomparire dal social insieme alle chiocciole (@) di interpellazione.

Ora, chi usa Twitter sa che questi sono proprio i due capisaldi su cui si basa il successo del social network, ed è immaginabile come questa dichiarazione abbia messo in moto una numerosa serie di tweet di richiesta di spiegazione e di lamentele.

Gli utenti sono stati chiamati a dire la propria su questa possibile innovazione e il responso è stato chiaro e non fraintendibile:

 

 

Tutto ciò accecava quattro mesi fa e da allora nulla è cambiato, ma ci permette oggi di riflettere sul senso dell’hashtag.

Prima di Twitter, il cancelletto per noi poteva significare giusto due cose:

– un piccolo cancello, spesso in esterno (specialmente nel nord Italia)

– il simbolino in basso a destra sulla tastiera del telefono di casa (dirimpettaio del ben più noto e simpatico asterisco)

Poi è arrivato l’uccellino cinguettante di Jack Dorsey & Co. e tutto è cambiato.

Una divertente e coloratissima infografia realizzata da Offerpop, riassume vita, crescita, espansione e miracoli di quello che è di certo il simbolo più famoso degli anni ’10.

 

 

L’hashtag ha le spalle larghe, ormai è evidente… Non che sia stato facile per lui, sia chiaro!

Twitter non consente un utilizzo immediato e ancora oggi moltissimi utenti aprono un profilo, iniziano a seguire centinaia di persone e rimangono a quota 1 tweet per anni (aspettando che venga loro in mente il tweet perfetto).

Ancora oggi si leggono post scritti da veri e propri analfabeti di Twitter:

– c’è chi mette il cancellato al termine delle parole

– chi lo mette al posto giusto, ma lascia uno spazio prima della parola

– chi lo colloca a inizio e a fine frase, a mo’ di virgolette

– c’è chi mette hashtag prima #di #ogni #santa #parola #gli #venga #in #mente (e che quindi si merita le prese in giro del comico Jimmy Fallon prima con Justin Timberlake e poi con Jonah Hill).

Nel nostro Paese, Twitter a ritagliarsi un ruolo di prima importanza, stracciato dalla semplicità e dalla leggerezza del rivale Facebook.

Stando a una ricerca di inizio 2014 di Audiweb, gli utenti attivi su Twitter in Italia dovrebbero aggirarsi sui 1,9 milioni – il che significa che oggi potrebbero aver superato i 2 milioni – con un’età media intorno ai 24 anni.

A questi appassionati twittatori, non vorrete mica togliere il piacere di un utilizzo sano e consapevole di un buon hashtag, no?

 

C'è una piccola nicchia che muove miliardi di dollari nella più grande industria del mondo. Il profilo dell'ecoturista disposto a differenziarsi dai flussi turistici di massa, tra lussuosi ecolodge e percorsi alternativi. Ed un occhio più attento alle emissioni di Co2 che al portafoglio.

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Ecoturismo: la piccola nicchia dei viaggiatori dalle uova d'oro

Sareste disposti ad alloggiare presso una struttura a prezzi di lusso, ma priva di elettricità la sera e con un ristorante a menù fisso? E sareste disposti a viaggiare privi dei confort del caso, utilizzando mezzi pubblici, ed acquistando costosi souvenir locali? Conosciamo già la risposta. Ma se anteponiamo le parole “Ecoturismo” oppure “Ecoviaggio” a quelle che altrimenti sarebbero prodotti invendibili, le vostre prospettive forse cambieranno

Una definizione di Ecoturismo

L’ecoturismo è un concetto che racchiude l’essenza di quello che è viaggiare in maniera responsabile e sostenibile. Deve infatti fondere il rispetto di ambiente, società e cultura di un luogo visitato con lo sviluppo economico locale e la soddisfazione del visitatore.

L’ecoturismo spazia dagli eco-lodge di lusso in zone tropicali, a sentieri turistici alternativi tra villaggi di montagna, all’ospitalità in strutture ricettive a basso costo, all’acquisto di prodotti esclusivamente locali.

Ma è talvolta anche solo filosofia, mentalità, stile di viaggio. Per molti infatti ecoturismo non vuol dire altro che viaggiare con rispetto ed in armonia con i paesi ospitanti, fare meno foto e più conversazione, uscire dai propri canoni di vita e consumo ed adattarsi per qualche settimana a stili alternativi.

Perché l’ecoturismo è in crescita?

Ma cosa spinge un numero sempre maggiore di visitatori a deviare dal canoni tradizionali e sopportare prezzi alti e letti scomodi in nome dell’ecoturismo? Alla base c’è indubbiamente un genuino spirito di conservazione e rispetto dei luoghi visitati ed il desiderio di contribuire positivamente con le proprie scelte.

OItre l’80% degli intervistati di un sondaggio realizzato da Fondazione Univerde considera “una necessità” la sostenibilità della vacanza, e quasi il 60% dichiara di essere disposto a pagare di più. Si tratta di un caso abbastanza raro nell’ambito della green economy, dove spesso le scelte o comportamenti dei consumatori sono in primis guidati da logiche di “apparire” (il caso delle biciclette che abbiamo trattato qui su Ninja).

E dal momento che “distinguersi” in termini economici significa descalare i consumi, e che le pratiche del perfetto ecolodge sono ovviamente costose (come la differenziata spinta, l’uso di prodotti a chilometro zero e quant’altro) si giunge inevitabilmente a pagare di più per alloggi o tour che sarebbero altrimenti stati scartati a piè pari. E’ il prezzo per mettersi a posto con la coscienza?

Ecobusiness

In un mercato, il turismo internazionale, che movimenta oltre 700 miliardi di dollari all’anno di fatturato, anche una piccola (ma crescente) nicchia è una potenziale miniera d’oro. Ma è anche per questo che il termine ecoturismo è purtroppo speso abusato da resort che di ecologico non hanno proprio nulla (leggi qui un nostro articolo dell’anno scorso in tema di “greenwhashing”), proprio come il crescente numero di marchi che sostengono che i loro prodotti siano sostenibili, senza però specificare esattamente come.

Consente immediatamente di alzare i prezzi anche del 30% con un semplice riposizionamento. Sempre a patto di non essere pizzicati su qualche social…

Il dilemma non poteva ovviamente che portare alla proliferazione di decine di sistemi di certificazione dei «marchi verdi» (green label) che ufficializzano l’impegno per la sostenibilità di una struttura ricettiva. Tra quelle riconosciute a livello internazionale citiamo Ecolabel Index, The Green Key (nata in Danimarca si è diffusa in 34 Paesi) e Green Globe.

Ecoturismo in Italia

Anche in Italia esistono diversi esempi di ecoturismo, anche se principalmente incentrati sul lato ricettività. Un esempio è il Lefay Resort Lago di Garda costruito con criteri di ecosostenibilità come l’utilizzo di rinnovabili a processi di riciclaggio spinto dei rifiuti il tutto per circa 200 euro a notte per stanza.

L’hotel Villa di Campo nelle Dolomiti si distingue come tanti altri per l’integrazione con le comunità locali e l’utilizzo esclusivo di prodotti a chilometro zero.

Ed anche nel nostro paese fioriscono progetti di ecovillaggi come quello promosso dal Social Business di eco-turismo Tribewanted, che ha realizzato a Monestevole (un piccolo borgo Umbro del XV secolo) una comunità sostenibile dove vengono incanalati i flussi di ecoturismo della propria comunità online.

Aerei nel mirino

L’attenzione degli ecoturisti si sta adesso sempre più spostando sui mezzi di trasporto per raggiungere la destinazione o per gli spostamenti interni. Sotto la lente di ingrandimento sono finite immediatamente le compagnie aree, associate a quasi il 2% delle emissioni di Co2 a livello planetario.

Ed è così che nasce ad esempio la possibilità di pagare un extra per “compensare” le emissioni causate dal passeggero che ha scelto il viaggio aereo. Nella migliore tradizione, poco o nulla viene detto sull’utilizzo di questo extra provento da parte delle compagnie aeree.

I soliti scettici pensano che vengono semplicemente registrate in bilancio come extra ricavi. Qualche romantico sognatore sostiene siano in corso di realizzazione foreste con la forma del logo di questo o quell’altro vettore. Visitabili gratis e con annesso Eco-lodge certificato.

Cinque fattori da considerare prima di accettare un'offerta di lavoro

 

Quando si cerca di valutare un’offerta di lavoro, sarebbe opportuno assicurarsi se realmente il gioco valga la candela.

Se lavorare in diverse realtà spesso aiuta la propria carriera, allo stesso tempo può costituire un danno. Un nuovo studio della Spherion Staffing Services ha rivelato che passare da un lavoro all’altro non sempre aiuta per un avanzamento di carriera a lungo termine.

Lavoro a lungo termine e flessibilità

Nello specifico il 63% dei lavoratori afferma che un avanzamento di carriera a lungo termine dipende dal lavorare a lungo per la stessa compagnia. In più il 61% afferma che cambiare lavoro nel giro di pochi anni potrebbe danneggiare le prospettive di una carriera a lungo termine.

Il presidente della Spherion Division, Sandy Mazur infatti afferma che prima della crisi non era inusuale che un impiegato lavorasse diversi anni per la stessa compagnia.

 

 

E aggiunge.«Tuttavia, durante la recessione, i lavoratori dimostravano lealtà alla loro compagnia con il contributo che apportavano nel loro posto di lavoro, che a sua volta, li ha aiutati a rendersi spendibili quando la sicurezza del lavoro era incerta e cominciarono i licenziamenti di massa. Ora, con la ripresa economica, i lavoratori hanno assaporato quella certa “sicurezza del posto” e non gli dispiace»

Conoscendo gli aspetti negativi che possono derivare dal cambiare lavoro, Mazur consiglia un’attenta valutazione dei pro e dei contro prima di prendere una decisione.

Cambiare lavoro: 5 fattori da considerare

« Quando i lavoratori si trovavano ad un bivio se decidere di rimanere nella loro vecchia compagnia o cambiare lavoro, è importante valutare alcuni criteri per determinare se ne valga davvero la pena » Dice Mazur al Business News Daily.

Mazur elenca questi cinque fattori da considerare prima di fare una scelta

Compenso: Il tuo nuovo ruolo e le tue nuove responsabilità saranno ben remunerate? Restando al tuo attuale lavoro può portarti a guadagnare altrettanto? I soldi non sono tutto, tuttavia è un fattore importante

Contributo all’azienda: Ti senti l’ultima ruota del carro? Il tuo lavoro fa la differenza? Se non è così pensi che cambiando lavoro le cose cambieranno? Tutti vogliono che il proprio lavoro sia apprezzato e che possa contribuire per qualcosa di più grande. A dimostrazione di ciò, le aziende hanno due modi per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti: farli sentire apprezzati e aumentare le loro responsabilità.

Attuali/futuri colleghi: Passi molto tempo con i tuoi colleghi di lavoro, vero? Come pensi possano accoglierti i tuoi nuovi colleghi? Siccome spenderai molto più tempo con i tuoi colleghi che con la tua famiglia, considera attentamente questo aspetto.

 

 

Filosofia Aziendale: La filosofia aziendale della tua attuale compagnia è in linea con la tua personalità, modo di lavorare, valori? Se così non è, pensi che nella nuova azienda andrebbe meglio? Spenderai la maggior parte del tuo tempo a lavoro, quindi è meglio accertarsi che la nuova filosofia aziendale sia in linea con i tuoi principi.

Possibilità di crescita: Hai diverse opportunità di formazione fuori dal lavoro che possono aiutarti ad andare avanti nella tua carriera e acquisire nuove competenze? Sarà lo stesso con un nuovo lavoro? Se in futuro vorrai cambiare posizione, sia nell’attuale che nella futura azienda, pensi che il tuo capo faciliterà questo tuo desiderio? Valuta attentamente quali possibilità di crescita possono facilitare la tua carriera e se cambiando lavoro potranno aprirsi nuove strade.

 

 

Lo studio di Spherion si basa su un questionario rivolto a 230 manager nelle risorse umane statunitensi e 2000 dipendenti statunitensi.

Articolo tratto da Wait! 5 Things to Consider Before Accepting a Job di Chad Brooks.

I social nel giorno del trionfo: con la Germania vincono anche i brand

I brand festeggiano la Germania campione

Nel giorno del trionfo che ha visto la Germania salire sul tetto del mondo non potevano mancare le reazioni dei brand da sempre più attivi sui social che, nel rispetto della migliore tradizione, cavalcano l’onda dell’evento per portare alla ribalta il loro messaggio.

Particolarmente entusiasta della vittoria è, ovviamente, Adidas. Sponsor tecnico della nazionale tedesca (nonché di quella Argentina) ha trionfato su tutti i fronti, e non ha faticato a comunicarlo ai propri follower su Twitter:

Anche Apple, che di solito non predilige i social come canale di comunicazione privilegiato, si lascia andare alle celebrazioni anche se tramite il neo-acquisito brand Beats By Dre, che si è congratulato con Mario Gotze, protagonista della recente campagna pre-mondiale.

 

Altri brand molto attivi sul fronte celebrazioni sono stati – ovviamente – quelli tedeschi. Lufthansa ha puntato tutto sul “bagaglio extra più pesante mai trasportato”, mentre Mercedes ha scelto la quarta stella, simbolo del quarto titolo iridato appena vinto:

 

Infine spazio ai complimenti che i main sponsor della Fifa hanno riservato ai Campioni: da Budweiser a Visa, ma anche Emirates e Nike (che ha sotto contratto Goetze, il match-winner della finalissima) ecco i post più belli:

 

 

 

Le dieci figure professionali più ricercate secondo Michael Page

 

Il 10% dei manager, che operano in azienda in Italia, è a tempo determinato. Tali contratti ad interim per queste figure professionali hanno una durata media che, nel 65% dei casi, va dai 4 mesi ai 12 mesi, mentre solo per il 14% dei casi supera i 12 mesi, offrono generalmente retribuzioni più elevate dal 5 al 10% in più, opportunità di ampliare la propria esperienza lavorativa in diversi ambiti aziendali in assenza di limiti di età. Infatti, il numero di persone al di sopra dei cinquant’anni che lavora con mandati temporanei sta progressivamente aumentando, in particolare in Italia, con una percentuale passata dal 2,5% al 7% negli ultimi 10 anni.

Dalla ricerca emerge che “4 manager internazionali su 5 (85%) valutano questa esperienza in maniera molto positiva e, tra i motivi che li spingono a ricoprire tali posizioni, si evidenzia in particolare la necessità di sviluppare il proprio network professionale (75,7%), di sperimentare un’esperienza all’estero (71,7%), di restare occupati anche durante i periodi di incertezza economica (70,9%) e di ampliare le proprie competenze professionali con progetti diversi (68,4%).

Le figure professionali più ricercate

Le ragioni alla base dell’utilizzo di questi profili contrattuali sono soprattutto l’esigenza di sostituire staff in congedo (41,8%), di realizzare progetti di sviluppo specifici (38,4%), di implementare piani di ristrutturazione aziendale (36,8%) e di ovviare a inattesi picchi dell’attività (28,4%)”.

“In particolare in Italia, dal 2009 ad oggi, il cambiamento di approccio al mondo del lavoro, in parte dovuto anche alla congiuntura economica, ha visto i candidati mostrarsi favorevoli nel valutare e accettare contratti Interim, che permettono di mantenere anche in periodo di crisi un costante contatto con il mondo del lavoro”, spiega l’Executive Manager di Michael Page.

 

 

Siamo ancora lontani da alcuni mercati europei più maturi del nostro, come UK, Francia, Germania, dove la flessibilità contrattuale è normale e diffusa anche sulle fasce Middle e Top Management, ma il gap sta diminuendo e anche per il 2014 prevediamo un aumento del mercato Interim. Lo studio evidenzia infatti come il 52% dei professionisti italiani sia ormai favorevole alle posizioni interim in azienda, contro il 66% dei francesi, il 63% dei tedeschi e il 62% degli inglesi, che vantano una lunga storia di lavoro temporaneo”, ha concluso Roberto Ferrario.

Rispetto a quanto detto fin’ora, secondo la ricerca, i principali profili manageriali più ricercati nel mercato del lavoro sono:

E-commerce manager

È responsabile del canale di vendita online. Si tratta di un esperto capace di definire strategie di vendita nel mondo del web. Possiede forti doti negoziali, precisione e attitudine al problem solving e di orientamento agli obiettivi.

Real time bidding manager

È la nuova frontiera dell’advertising online che consente di intercettare e mostrare in tempo reale annunci pubblicitari a un target mirato e selezionato in base a esigenze, comportamenti e abitudini che mostrano in Rete.

 

 

Chief technology officer

Il ruolo significativo della tecnologia nei prodotti di un’azienda ha creato la necessità di un manager che capisca e conosca le tecnologie. La responsabilità di questa figura è quella di individuare le migliori tecnologie adatte alla propria azienda.

Lean manager

Si occupa di ottimizzare i processi e di ridurre i costi operativi. Ottimizza le risorse, minimizzando gli sprechi fino ad annullarli.

Export area manager

Il profilo strategico per cogliere le opportunità dei mercati di Paesi emergenti.Tale figura ha un’approfondita conoscenza del territorio che gli permette di interpretare i segnali di mercato dando alla direzione indicazioni precise e puntuali sui trend futuri.

Proposal engineer

Il Proposal Engineer è un ruolo chiave nel business di aziende. Si occupa della gestione di tutte le fasi del rapporto con il cliente, dall’acquisizione delle specifiche tecniche alla consegna del prodotto e l’assistenza post vendita.

 

 

Finance manager

Sovraintende l’area finanziaria, con l’obiettivo di garantire l’efficiente gestione e reperimento delle risorse finanziarie aziendali.

Chief financial officer

Il Cfo è una figura di prima linea che gestisce in modo proattivo i rapporti con la casa madre, gli azionisti, e con le banche. Il ruolo del Cfo richiede una practice dedicata che possa seguire tale evoluzione e comprendere le esigenze dei clienti.

Direttore commerciale

Il direttore commerciale partecipa alla definizione delle strategie con di direzione ed è responsabile dei risultati di fatturato e margine.

Direttore risorse umane

La gestione delle risorse umane ha assunto negli anni un’importanza sempre maggiore nelle aziende, evolvendo dal tradizionale ruolo prevalentemente amministrativo ad uno più marcatamente strategico, vista la centralità che i moderni modelli di management attribuiscono alle risorse umane e al loro sviluppo per il conseguimento degli obiettivi aziendali. In quest’ottica, un rilievo sempre maggiore è assunto dal Direttore risorse umane e il suo staff.

Spoiler, follower e vip: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati all’appuntamento fisso con la creatività! Come ogni lunedì, abbiamo raccolto i migliori annunci stampa della settimana provenienti da tutto il mondo. Take a look!

Oral-B: Strong

Due piccoli dentini… ma che forza! Tutto merito della linea Stages1 di Oral-B!

Advertising Agencies: Publicis Brussels, Brussels, Belgium / Publicis Kaplan Thaler, New York, USA
Executive Creative Directors: Erik Vervroegen, David Corr
Creative Directors: Paul Servaes, Tom Berth, Geert De Rocker
Art Directors: Louis Haffreingue, Marjorie Vardo, Bastien Grisolet
Copywriter: Simon Lamasa
Photographer: Brigitte Neidermair

Fiat: F/L/Y

La divisione brasiliana di Leo Burnett Tailor Made sfodera un “vecchio concept” già premiato a Cannes e lo ripropone sempre per FIAT in chiave decisamente più realistica.

Un sms è potenzialmente un incidente, guida responsabilmente.

Advertising Agency: Leo Burnett Tailor Made, São Paulo, Brazil
Creative Directors: Marcelo Reis, Guilherme Jahara, Pedro Utzeri
Art Directors: Pedro Utzeri, Luis Paulo Gatti
Copywriter: Rafael Genu
Illustrator: Big Studios

Milc: Fight/Fly/Walk

Se il tuo brand vuole diventare un campione, se la tua azienda giovane vuole raggiungere il cielo, se il tuo progetto è una lunga strada, l’agenzia italiana Milc  può aiutarti al meglio!

Efficace il motto: We follow your followers!

Advertising Agency: Milc, Siena, Italy
Creative Director: Giampiero Cito
Strategic planner: Antonio Paolo
Art Director / Illustrator: Benedetto Cristofani
Copywriter: Matteo Spadoni

Weltenburger Kloster: Beethoven/Columbus/Copernicus

Weltenburger Kloster, la birra per grandi festeggiamenti dal 1050!

Advertising Agency: Y&R, São Paulo, Brazil
Executive Creative Director: Rui Branquinho
Creative Directors: Marcelo Fedrizzi, Rafael Merel
Creatives: Jose Neto, Bruno Souto

Sky: Birthday/Baby/Play



La terribile sensazione di subire un’anticipazione non desiderata:  spoiler! Evita le brutte sorprese, guarda prima di tutti i tuoi programmi preferiti grazie ad un abbonamento Sky. 

Advertising School: Miami Ad School, New York, USA
Art Director: Nader Hassan
Photographer / Retoucher: Nader Hassan
Copywriters: Ali Nasser, Kristin McComa

Honest Slogans: tutta la verità sui brand più famosi

logo ikea

Per i brand l’immagine è tutto. Avere una buona immagine, trasmettere messaggi positivi e ricevere ottimi feedback dai propri consumatori è la cosa più importante. Tutti i brand però hanno qualche scheletro nell’armadio che tutti noi conosciamo, il graphic designer Clif Dickens si è divertito a metterli alla luce con molta ironia, rimpiazzando gli slogan originali con altri molto semplici ma terribilmente onesti.

Il suo progetto Honest Slogans sta riscuotendo molto successo sulla rete, ecco le immagini più divertenti prese dal suo sito.

victoria's secret

lay's

activia

maybelline

wikipedia

bic

lego

monopoly

google

mcdonald's

BlogFest 2014: a Rimini dal 12 al 14 settembre!

rimini blogfest 2014

Cari amici Ninja, avete due mesi per prepararvi a uno degli eventi più attesi del web!

Stiamo ovviamente parlando della BlogFest 2014 che quest’anno, giunta alla nona edizione, si svolgerà dal 12 al 14 settembre a Rimini.

Per chi non conosce ancora la manifestazione, si tratta di un imperdibile appuntamento di 3 giorni in cui personaggi della blogosfera, giornalisti e twitteri si radunano per parlare di community, web e informazione intorno ai principali macro temi quali economy, food, kids, media e fashion, argomento al quale quest’anno verrà dedicato un focus in più per riflettere insieme sull’importanza della rete nel mondo della moda.

BlogFest 2014

Il programma, ancora in divenire, si articolerà tra dibattiti, workshop, dirette streaming, barcamp e, ovviamente, le tanto attese premiazioni dei MIA – Macchianera Italian Awards, il premio che ogni anno premia i migliori siti italiani.

Il logo della manifestazione, ovviamente, è stato scelto dalla rete, con un sondaggio che ha visto gli utenti votare tra tre bozzetti proposti da Roberto Grassili, autore dell’immagine che vedete in apertura.

BlogFest 2014: a Rimini dal 12 al 14 settembre!

Insomma noi siamo pronti con il conto alla rovescia (che, tra l’altro, potete trovare ben visibile sulla home di BlogFest.it) e intanto aspettiamo il 12 settembre ricordando l’edizione BlogFest 2013, in compagnia di Daria Bignardi, Massimo Gramellini, Massimo Bottura e Mario Calabresi, tanto per citarne alcuni.

E voi, ci sarete? 🙂