La Settimana Mondiale del Luogo Comune, l'evento Facebook che ha spopolato

“Non ci sono più le mezze stagioni”, “Si stava meglio quando si stava peggio”, “Ho un profilo Facebook ma non ci vado mai”…

Come sappiamo Facebook è un canale sul quale nascono molte tendenze che influenzano il nostro comportamento e ci portano a compiere gesti col semplice fine della partecipazione. Siamo stati testimoni di molte di queste nell’ultimo anno, in particolare delle varie nomination (tra tutte, la peggiore, la NEKNomination).

La scorsa settimana, invece, in Italia abbiamo assistito ad un trend dal gusto leggero e che ha preso piede grazie ad un principio completamente diverso da quello della nomination. Stiamo parlando della Settimana Mondiale del Luogo Comune, un evento creato da tre ragazzi per gioco, che però si è diffuso a macchia d’olio su tutto il territorio.

Lo scopo era semplicemente condividere con i partecipanti uno o più luoghi comuni, postandoli sulla pagina dell’evento. Sorvolando sul fatto che molti non avessero ben chiaro il concetto di luogo comune, possiamo analizzare come ha fatto quest’evento a diventare virale.

Il fenomeno si è diffuso ad una velocità enorme attraverso le bacheche che hanno cominciato a riempirsi dei post degli amici che scrivevano frasi sulla bacheca di quest’evento. E quando molti hanno cominciato a trovare nel feed post del tipo “Caio -> La Settimana Mondiale del Luogo Comune: La frutta non è più buona come una volta”, la curiosità ha vinto. Ed insieme all’invasione delle bacheche, è stato questo il fulcro del motivo della diffusione dell’evento: la libertà di scegliere se partecipare o meno.

Mentre le nomination forzavano a partecipare – con il risultato che molti si rifiutavano di farlo (per fortuna, per quanto riguarda le NEKNomination) -, la Settimana Mondiale del Luogo Comune ha conquistato gli utenti col solo potere della curiosità e della leggerezza di lasciare una frase in bacheca. Così, visto che per scrivere sulla bacheca dell’evento era necessario parteciparvi, alla fine della “Settimana”, coloro che avevano aderito erano oltre 250mila.

Ora, sulla cresta dell’onda del successo di questo evento, e un po’ come succede ogni volta che qualcosa diventa virale, c’è già chi cerca di replicare. Ad esempio ora siamo nella “Settimana Mondiale della Domanda Stupida“.

Quindi, secondo voi, “Riuscirà Goku, il nostro eroe, ad avere la meglio?” 😉

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

Foto via ciakcellulare

Arriva l’estate e per noi hi-tech addicted è difficile non avere sempre a portata di mano i device! Ma l’acqua e l’elettronica, si sa, sono da sempre acerrimi nemici così Mashable ci propone 8 gadget per vivere vacanze di vero relax e di esclusivo digital enjoy!

#1 La custodia per smartphone

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

La custodia ‘Preserver’ di Otterbox ripara dall’acqua e senza alcun indugio il vostro smartphone. Disponibile per iPhone 5 e 5S e per il Galaxy S4 e S5 della Samsung costa 89.95 $.
Ecco il video che presenta il prodotto:

#2 Il sacchetto impermeabile

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

Un vero e proprio sacchetto grande a sufficienza per inserirci non solo lo smarphone ma anche altri device, il prodotto di Bed Bath and Beyond è colorato, pratico ed ermetico. Gli inserti in gommapiuma gli permettono di galleggiare e di essere vostro a soli 9,99 $

#3 L’MP3

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

Si, potrete ascoltare la musica anche in acqua: ecco l’MP3 con cuffie avvolgenti e integrate, tutto in uno! Il pratico gadget targato Sony vi darà la possibile di andare fino a sei metri sott’acqua a ritmo della colonna sonora estiva che più preferite. Con 4 GB di memoria potete caricare fino a 900 canzoni direttamente dal vostro pc. Disponibile sullo store di Sony costa 99.99 $

#4 La custodia per iPad

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

Anche il nostro iPad necessita di una custodia che lo preservi dall’acqua: ecco Nuud, l’accessorio che protegge il tablet Apple anche da urti e vi da la possibilità di portalo 6 metri sott’acqua per al massimo un’ora. Costa 123.99 $ e si acquista su Amazon.

#5 Il caricabatterie

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

Un caricabatterie a energia solare e che è anche resistente all’acqua: Joobs sembra essere il gadget dell’estate per eccellenza, da portare al mare e in montagna affinchè smartphone, lettori mp3, dispositivi GPS e videogiochi portatili non ci abbandonino mai! E’ disponibile su Amazon a 144 $.

#6 L’altoparlante

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

Nuovo sul mercato Mira by Braven è l’altoparlante waterproof che si trasporta con facilità grazie a un pratico gancio. Dotato di bluetooth ha anche un’ app che permette di sincronizzarlo con le nostre playlist musicali preferite e di collegarlo a Spotify. Costa 99,99 $ e si acquista sul sito Internet dell’azienda.

#7 La fodera

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device

Smartskin Condom è una fodera per lo smartphone che non lo rende resistente all’acqua al 100% ma è molto comoda e pratica. Il prodotto assicura comunque una barriera per gli schizzi di acqua. Disponibile per iPhone 4/4S e Samsung S3/S4 costa $15.09.

#8 L’astuccio

8 gadget “waterproof”: un'estate senza rischi per il vostro device
Per essere sicuri che iPad, Tablet ed eReader resistano alle intemperie dell’acqua la soluzione ottimale può essere Pyle, l’astuccio che avvolge totalmente il device dandovi anche la possibilità di collegare le cuffie. Resiste fino a tre metri sott’acqua e costa 31 $ su Amazon.

Allora Guerrieri avete scelto l’accessorio che più si adatta alle vostre esigenze?! Noi… forse li compreremo tutti!
Buona digital estate 😎 and Be Ninja!

50 citazioni dal Cannes Lions 2014 che rimarranno nella storia

Cannes Lions

Da un articolo dell’Huffington Post, 50 citazioni dal Cannes Lions 2014 che rimarranno nella storia.

1. “Oggi come non mai, è la società di massa che crea la cultura. Noi marketer abbiamo il compito di nutrirla.” -@gannon_jones –  Head of Brand Marketing presso MillerCoors

2. “L’ultima persona che vorrei nel mio team è quella che dice: “Ehi, ma questo non c’è sulla mia job description.” – @neiltyson – Astrophysicist

3. “Creare grandi brand significa mescolare magia, logica, arte e scienza.” –  @keithweed – Chief Marketing and Communications Officer presso  Unilever

4. “La creatività si può descrivere come  un lasciarsi abbandonare dalle certezze.” – Gail Sheehy – Author

5. “Regola dello storytelling: se un personaggio viene spinto contro un muro, spingilo  violentemente.”  – Aaron Sorkin –  Writer

6. “Il cuore sa oggi che cosa la nostra mente imparerà domani.”– @ThamKhaiMeng – Worldwide Chief Creative Officer di Ogilvy & Mather

7. “Metti in conto che una buona idea può essere bocciata.”  – Spike Jonze – Director

8. “Devi essere in grado di nuotare nel mare delle reazioni negative”  – @kanyewest

9. “Il silenzio non è una scelta in un mondo socialmente connesso.” – Wendy Clark @wnd – Coca-Cola Marketing Chief

10. “Con tutti questi Numeri Uno, la pressione sale.” – David Wise – Olympic Gold Medalist

11. “Non c’è mai stato un premio per la creatività come questo.  Dovrebbe essere un’occasione per emergere dalla massa confusa.” – @keithweed – Chief Marketing and Communications Officer di Unilever

creatività, idea

12. “La longevità è fatta di cicli. Nessuno ci arriva in un colpo solo.” – @RobLowe – Actor

13. “Ciò che conta non è usare la tecnologia per questioni di efficienza, ma per creare  emozioni in grado di colpire le persone.” – Yasu Sasaki – Executive Creative Director di Dentsu

14. “Pensa come un marketer.  Comportati come un intrattenitore.  Agisci come una tech startup.” – PJ Pereira – Chief Creative Officer di Pereira & O’Dell

15. “Se iniziassimo a pensare che anche le donne sono in grado di comandare, non saremmo troppo sorpresi quando lo fannoveramente.” – @sherylsandberg – COO Facebook

16. “Lo sport unisce i migliori valori che un essere umano possiede.” – Marcello Serpa – Creative

17. “Quelli che vincono ti ameranno. Quelli che perdono ti odieranno. Entrambi sono delle opportunità.” – Ash Bendelow – Managing Director di Brave

18. “Nella moda c’è una connessione con il brand tale che il contenuto non è percepito come invasivo.”  – @pulsefilms

19. “Che tu lavori nel social, nel mobile o nei data, devi fare un passo indietro e pensare a come rendere tutto più semplice.”  – @keithweed – Chief Marketing and Communications Officer at Unilever

20. “Il curioso non è mai stupido.” -@neiltyson – Astrophysicist

21. “Assumo persone non ruoli. Circoscrivere la creatività ai creativi significa limitare tutti. Liberate le idee.”- Michael Lebowitz – Big Spaceship

22. “Dimmi la verità! Rendi la mia vita più interessante oppure lasciami in pace.”  – JaredLeto

23. “Occorre spostarsi da un “marketing per le persone” ad un “marketing con le persone.” – @keithweed – Chief Marketing and Communications Officer di Unilever

24. “Se tutto quello che hai è il tuo lavoro, il tuo lavoro alla fine verrà penalizzato. Devi fissarti un work/life balance.” @RobLowe – Actor

25. “Tutti nasciamo creativi. Ma crescendo perdiamo questa peculiarità. ” -@ThamKhaiMeng – Worldwide Chief Creative Officer di Ogilvy & Mather

26. “Gli errori che commetti dovrebbero essere errori che non ha mai fatto nessuno.” – @neiltyson – Astrophysicist

27. “I brand hanno una posizione e molto spesso non hanno un punto di vista.” – David Alberts – MOFILM

28. “Non dire a una donna che è preopotente. Dille che ha capacità di leadership”  – Sheryl Sandberg – COO Facebook

29. “Sappiamo che i sogni sono il carburante dell’innovazione.”  – Bertrand Piccard – Co Pilot di Solar Impulse

sogni

30. “I brand ci stanno vendendo l’autostima per associazione. Dobbiamo possedere i nostri brand.” – Kanye West

31. “Se una campagna pubblicitaria è fantastica, allora è trascendentale. E’ arte.” -@JaredLeto

32. “Cerco di non fossilizzarmi troppo nel comprendere perché agisco in un certo modo. L’unica cosa che so è che devo farlo.”  – Ralph Fiennes – Actor

33. “Vorrei riceve un messaggio uno a uno da un brand, prodotto o servizio che mi piace? Assolutamente!” – @sherylsandberg – COO Facebook

34. “Se senti che il tuo lavoro ti sta schiacciando, un’idea brillante può battere la  migliore pubblicità da Super Bowl.” – Courtney Love

35. “Scrivi ciò che ti fa ridere e non ciò che pensi possa far ridere gli altri. – @Aiannucci – Writer/Director

36. “Il prossimo passo è l’intreccio fra storytelling lineare e  social engagement.” – Jeffrey Katzenberg – CEO di DreamWorks Animation

37. “La velocità batte la perfezione.”  – Wendy Clark @wnd – Coca-Cola Marketing Chief

38. “Il ponte tra la realtà e i sogni è il lavoro.” – @JaredLeto

39. “Le piattaforme social sono la strada per cosa guardare e quando guardarla.”  – @MakerStudios

40. “Noi siamo i creativi con i denti. Sappiamo che le idee sono molto più importanti del nostro benessere.”  -@kanyewest

41. “Il nuovo ruolo delle agenzie sarà quello di porsi come designer di spazi narrativi per i brand.” – @Sid_Aarki – CEO of Aarki

42. “Mi piace basare i miei giudizi sul fattore dell’invidia.” – Promo Lions Juror

43. “Produciamo il 15% del contenuto. L’85% lo produce il consumatore.” – Wendy Clark @wnd – Coca-Cola Marketing Chief

44. “Una parte importante di chi ha a che fare con le relazioni è destinata alla condivisione di valore: cosa sei tu davvero e cosa autenticamente ci rappresenta?” – @SteveStoute – Translation

45. “Dobbiamo superarci creando storie sempre meno lineari e più immersive.” – @gastonleg – Worldwide Chief Creative Officer di SapientNitro

storytelling

46.”Non ci sarebbe stato nessun Beats senza l’accordo con Samsung.” – Kanye West

47. “Smettila di fare pubblicità! Inizia a produrre contenuti.” – @erin_mcpherson – Chief Content Officer di Maker Studios

48. “Dobbiamo impegnare le nostre energie nel lavoro che conta. Non si tratta di farne di più, ma di farne MEGLIO.” – Wendy Clark @wnd – Coca-Cola Marketing Chief

49. “La creatività non è un verbo ma un sostantivo. Fermiamo tutte le attivitù e i processi e concentriamoci su come essere davvero creativi .” – RP Kumar – EVP International Strategic Planning di Ketchum

50. “Fa’ bene, ma veramente bene solo le cose importanti, non tutto.” – Ash Bendelow

I dieci modi più comuni di perdere tempo a lavoro [INFOGRAFICA]

Migliorare la produttività è l’obiettivo di ogni imprenditore, ma oggi qualsiasi datore di lavoro deve scontrarsi con un nuovo calo di produttività dovuto al web e alle nuove tecnologie. Dagli sms a Whatsapp, dallo smartphone al tablet, le distrazioni dal lavoro si sono moltiplicate con l’ascesa dell’interattività e della condivisione social.

Un’infografica di CareerBuilder, condotta su un campione di 2138 imprenditori americani e 3022 dipendenti all’inizio del 2014, mostra quali sono i primi dieci “killer della produttività” nella società americana.

Telefonate, web surfing e colleghi: tipiche distrazioni dal lavoro

Durante una tipica giornata di lavoro il 24% dei lavoratori ammette di impiegare almeno un’ora ogni giorno in telefonate, e-mail e messaggi di testo personali, mentre un 21% spenderebbe lo stesso tempo in ricerche su internet non strettamente correlate al lavoro.

 

 

Ma non ci sono solo gli apparecchi tecnologici e il web a distrarre durante l’orario lavorativo. I colleghi infatti hanno la stessa responsabilità nel generare distrazioni. Se ben il 50% degli impiegati attribuisce il calo di produttività all’uso del cellulare e dei messaggini, un altrettanto considerevole 42% lo imputa al gossip e ancora un 24% al rumore di colleghi e collaboratori.

Rispettivamente con un 39% e un 38% si conquistano il terzo e il quarto posto come fonti di distrazione dal lavoro la navigazione sul web e i social network, seguiti solo dalla pausa caffè e sigaretta.

C’è chi lo chiama Wilfing (What Was I Looking For?), una sorta di sindrome che investe soprattutto chi lavora per molte ore al computer. Il cervello ha necessità di staccare per qualche minuto, ma nello sconfinato web finisce col perdersi tra un video su youtube, un post interessante su un blog e la prenotazione di un volo per le vacanze.

 

 

La risposta dei datori di lavoro al calo di produttività

Nonostante le nuove teorie continuino ad alimentare miti sulla possibilità di sfruttare questa apparente perdita di tempo come strategia per aumentare la produttività, permettendo ai dipendenti di liberare la mente, recuperare le energie, creare un ambiente lavorativo più armonioso e stimolante, il 73% dei datori di lavoro dichiara di utilizzare misure dure per arginare la dispersione di ore lavorative e cercare in tutti i modi di evitare di perdere tempo prezioso.

Il 36% blocca l’accesso ad alcuni siti web, il 22% tiene sotto controllo l’uso di internet e delle e-mail, il 12% limita i meeting, considerati dl 23% dei lavoratori motivo di distrazione. C’è anche chi arriva a formule più estreme, come il 25% degli imprenditori che vietano totalmente le chiamate personali, anche dal cellulare.

Anche in America insomma a nulla vale l’esempio di aziende innovative come Google, che, almeno in apparenza, si vantano di aver costruito la propria fortuna su una buona dose di tempo libero per i dipendenti sul posto di lavoro.

 

Italia-Uruguay: le reazioni in real time dei brand

Real time marketing

Il social media marketing non è più lo stesso da quando Oreo pubblicò quel tweet sul blackout durante il Super Bowl. I community manager di tutto il mondo hanno una nuova parola d’ordine: Real Time Marketing, ovvero la capacità dei brand di reagire, in particolare sui social media, ad eventi e stimoli esterni.

Durante la partita giocatasi ieri Italia-Uruguay è successo qualcosa su cui i brand si sono subito fiondati per creare engagement: il morso del giocatore dell’Uruguay, Suarez, al nostro Chiellini. E poi, sì l’Italia ha perso ed è uscita dal Mondiale, ma questa è un’altra storia.

Ecco le reazioni dei brand alla partita Italia-Uruguay, con McDonald’s che apre le danze. Enjoy!

Real time marketing

Chiude la carrellata Barilla, che ha commentato tutta la partita su Twitter e Facebook.

Vi sono piaciute le reazioni dei brand? Quale pensate sia la più originale?

La Battaglia delle Idee: incontriamo lo speaker Roberto Zarriello [INTERVISTA]

Un giornalista e creativo vulcanico: in attesa di ascoltare il suo speech a “La Battaglia delle Idee 2″ –  il  5 e 6 luglio al Teatro Ghirelli di Salerno – facciamo quattro chiacchiere con Roberto Zarriello, fondatore e vicedirettore di “Resto al Sud“, il portale dei blogger del Sud.

Cosa significa per te “disruption”?

“È un termine che si collega al concetto di innovazione e che, personalmente, mi fa pensare molto alle parole di Steve Jobs (“siate folli”). Il mondo di oggi si muove molto velocemente: i media, i mercati, la politica, cambiano di continuo. E’ un processo ‘destabilizzante’ che non ha mai fine e a cui manager, politici, comunicatori, imprenditori, spesso non riescono a star dietro.

Occorrono strategie mirate per ogni obiettivo che abbiano un senso profondo ed è necessario saper agire in tempi rapidi per essere veri attori del cambiamento che l’era digitale sta apportando al nostro mondo. Ma tutta l’innovazione, la creatività e il ‘genio’ che possiamo racimolare nelle nostre vite e nelle nostre attività quotidiane, non servirà a nulla se non lo alimentiamo con la voglia concreta di impegnarci non solo per noi, ma anche per l’ambiente, per il territorio, per il nostro prossimo. Far qualcosa, nel nostro piccolo, per noi e per gli altri. Creare valore e condividere valori. Ecco, anche questo è ‘destabilizzante’, anche questo può essere innovazione”.

Su quali fattori del Mezzogiorno può contare l’innovazione?

“Il Sud, inteso come comunità, ancora non ha veramente compreso le reali potenzialità di questa terra: cultura, turismo, paesaggi, ambiente, archeologia, enogastronomia. Una terra che è al centro del Mediterraneo e che potrebbe diventare luogo di scambi strutturati con i Paesi più ricchi del Medio Oriente, come l’Arabia Saudita.

Le nuove tecnologie digitali, inoltre, sopperiscono ai problemi di infrastrutture viarie. Sulle nuove autostrade digitali viaggiano informazioni, ma anche merci. Oggi è possibile creare in ogni parte del mondo anche componenti di aerei con le stampanti 3D. Qualcosa comincia a muoversi. Nascono ogni giorno nuove start up create da giovani imprenditori pronti a raccogliere la sfida dei nuovi mercati. Ogni giorno nascono incubatori in grado di raggruppare queste realtà per creare reti sempre più competitive. Il concetto di lavoro ‘in squadra’ non è mai stato così attuale come oggi, così come quello di ‘Community’. E’ proprio quello che abbiamo voluto fare dando vita al progetto ‘Resto al Sud’, creando la Community dei Blogger del Sud, dove confrontarsi, raccontarsi e proporre idee e progetti innovativi per lo sviluppo di questo meraviglioso territorio.

A un anno di distanza dalla partenza del progetto, Resto al Sud è un magazine online con punte di 30 mila lettori unici al giorno, una community di oltre 100 blogger e ora anche un’accademia dove imprenditori e istituzioni possono investire per formare giovani professionisti, pagando loro una borsa di studio annuale. Ne abbiamo già attivate alcune in Campania e Sicilia”.

Nei prossimi 5 anni, come immagini che evolva la scena creativa del Mezzogiorno?

Immagino un territorio ricco di imprese creative guidate da giovani motivati e formati ai cambiamenti rapidi e ‘destabilizzanti’ causati dall’era digitale. Imprese il cui ‘core business’ sia la cultura, l’ambiente, le nuove tecnologie, il turismo sostenibile, l’enogastronomia di qualità. Immagino un territorio fatto di ‘reti’ di imprese che lavorino per la crescita del territorio e delle persone che ne fanno parte. Immagino un territorio sempre più collegato al web e che con il web possa colmare il gap infrastrutturale dei trasporti. Immagino un territorio dove le persone, soprattutto i giovani, utilizzino la loro creatività e le loro capacità per esaltare le eccellenze del posto, senza più commiserarsi per le presunte mancanze. Immagino un territorio guidato da una nuova generazione di persone che amino la loro terra così tanto da decidere di restare qui a realizzare la loro rivoluzione”.

Domotica e mobile: l'app iCasaMia per la tua Smart Home [INTERVISTA]

Una casa intelligente, che risponda ai comandi del suo proprietario: dal controllo delle luci all’impianto stereo, dall’apertura del cancello all’accensione dell’allarme.

La domotica ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni ed ora questa multidisciplina, che racchiude in sé ingegneria, edilizia ed elettronica, abbraccia anche le tecnologie mobile: vi ricordiamo come esempio Home Kit, l’ultima novità per gli sviluppatori presentata da Apple per il Worldwide Developer Conference 2014 – WWDC 2014.

Per comprendere meglio questo mondo, abbiamo intervistato Andrea Frascoli, Quality Manager della Foxel Electronics srl, azienda di progettazione Hardware e Software che ha realizzato l’app iCasaMia. Vediamo insieme di cosa si tratta.

iCasaMia è la App ufficiale per il controllo del Sistema Bus Domino di Duemmegi disponibile per il mondo Apple e Android (aCasaMia). Domino è il principale Sistema Bus domotico Made in Italy ad intelligenza distribuita con la possibilità di essere potenziato con l’aggiunta di una unità intelligente centrale.

iCasaMia è l’app che consente il controllo della propria Smart Home: iniziamo questa intervista spiegando allora ai nostri lettori cosa è una Smart Home e a cosa serve la vostra app.

Controllo intelligente dell’energia, illuminazione, sensori, interazione semplice ed immediata con l’utente e possibilità di controllare il tutto da qualsiasi luogo nel Mondo. Tutto questo è parte di una SmartHome la quale può interagire con il nostro smartphone e con noi stessi attraverso iCasaMia.

 

Cosa serve per far funzionare iCasaMia?

Per poter utilizzare iCasaMia è necessario avere un nostro gateway ed una rete WiFi (oltre ovviamente ai moduli per il controllo dell’impianto domotico progettati e prodotti interamente da noi). Una volta eseguito il download dell’applicazione (FREE) è necessario eseguire una rapida ricerca dei moduli installati nel proprio impianto; così facendo sarà possibile interagire con la propria Smart Home in modo semplice e funzionale.

Nel video che segue una piccola dimostrazione di quello che è possibile fare.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=beZKzEkFtYw’]

Parliamo di sicurezza: avete lavorato anche a questo aspetto per la vostra applicazione?

Certo. Uno degli aspetti fondamentali di cui abbiamo tenuto conto è proprio questo. Facciamo da sempre domotica molto spinta ed abbiamo sempre avuto molto riguardo alla sicurezza dell’ambiente in cui i nostri clienti vivono, appunto perché conosciamo il pericolo di interazioni esterne con una Smart Home connessa al Web. Non posso dire altro per questioni di riservatezza.

Una casa “intelligente” può essere una tecnologia al servizio anche di persone che necessitano di una particolare assistenza, come anziani e disabili. Avete pensato anche a questa prospettiva di utilizzo per la vostra app?

Uno dei principali motivi per cui è nata la domotica è proprio quello di facilitare la vita a tutti e, a maggior ragione, ad anziani o disabili. Il nostro Sistema è già sviluppato con un ampio focus verso persone che necessitano di assistenza particolare, concetto che stiamo applicando anche alle nostre App.

Ad esempio, grazie all’apertura di Apple verso il mondo della domotica con il suo HomeKit, potremo arrivare a quello che viene quasi considerato il Santo Graal della Home and Building Automation, almeno tra quelli che realizzano seriamente e con cognizione di causa Sistemi Bus (un Sistema Bus è il cuore pulsante di qualsiasi impianto domotico degno di questo nome).

Quali scenari vi immaginate per il Mobile rispetto alla domotica?

Il mercato Mobile è in continua espansione e sarà sempre di più il fulcro per il controllo della propria Smart Home. L’interazione con nuovi device potrà migliorare in modo esponenziale l’integrazione tra utente ed abitazione, arrivando sicuramente un giorno ad una casa dotata di intelligenza propria in cui le App saranno le protagoniste.

E voi che ne pensate di questo futuro? Sarà possibile un giorno avere una casa totalmente automatizzata che risponda alle nostre richieste?

L’app è disponibile ai link qui sotto:

Apple Store

Google Play

 

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

Eccoci al consueto appuntamento mensile con la classifica italiana dedicata ai videogiochi.

Scopriamo quali sono i più venduti, ricordandovi che già all’inizio del mese avevamo pubblicato la classifica più specifica riguardo le vendite sul sito di Amazon.
Per quanto riguarda Console e PC, abbiamo sempre in prima posizione ”Watch Dogs”, un videogioco d’azione sviluppato da Ubisoft Montreal.

Scopriamo gli altri titoli nella classifica dei videogiochi riferita al mese di maggio.

CONSOLE: Classifica Videogiochi (Maggio 2014)

1) Watch Dogs su PS4Ubisoft

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

2) Watch Dogs su PS3 – Ubisoft

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

3) Kirby: Triple Deluxe su 3DS – Nintendo

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

4) Watch Dogs su Xbox One – Ubisoft

5) Gran Turismo 6 su PS3 – Sony

6) Just Dance 2014 su Wii – Ubisoft

7) Watch Dogs su Xbox 360 – Ubisoft

8)  Fifa 14 su PS3 Electronic Arts

9) Mario Kart 8 su Wii UNintendo

10) GTA V Grand Theft Auto su PS3Rockstar Games

PC: Classifica Videogiochi (Maggio 2014)

1) Watch DogsUbisoft

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

2) Diablo III Reaper of SoulsActivision Blizzard

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

3) Dark Souls IINamco

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

4) Diablo IIIActivisi0n Blizzard

5) World of Warcraft – carta pre-pagata da 60 giorni – Activision Blizzard

6) Wolfenstein the New Order – Activision Blizzard

7) The Sims 3 Starter Pack   – Electronic Arts

8) The Sims 3 Refresh  – Electronic Arts

9) Goat Simulator – Deep Silver

10) The Elder Scrolls Online – Bethesda Soft 

La strategia Twitter di Tesco Mobile: prendi un cliente, trattalo male…

il nuovo customer service su twitter

Credits: Pen Waggener

Dimenticate tutto ciò che pensate di sapere su Twitter e Customer Service. Abbandonate quel tono pacato con cui vi hanno insegnato a scusarvi per il disservizio e rassicurare il cliente… la verità è che alcuni vogliono solo lamentarsi o ‘trollare’. E ci sono aziende, come Tesco Mobile, che hanno deciso di puntare su di loro per rilanciare la propria strategia social.

Poco più di un anno fa Tesco Mobile era solo uno dei tanti operatori di telefonia del Regno Unito, con un sacco di clienti scontenti a causa dei frequenti disservizi. Ma a un certo punto il social media team, stanco di elargire i soliti messaggi di scuse, ha deciso di cambiare strategia. Così lo scorso giugno è partita la campagna #nojoke su Twitter, ideata dall’agenzia di comunicazione Jam, con l’obiettivo di dimostrare a chi prendeva in giro il brand che aveva trovato pane per i suoi denti.

tesco mobile twitter

Tesco ha cominciato a coinvolgere gli utenti in arguti botta e risposta, twittando di volta in volta risposte divertenti al limite dell’offesa.

A Felipe, che suggeriva di scaricare immediatamente una ragazza se il suo gestore telefonico era Tesco Mobile, il brand ha risposto: “Puoi davvero permetterti di scaricare una ragazza?”. L’inaspettata uscita ha conquistato Felipe, che da quel momento è si è trasformato in un fan. Ma non è finita qui, l’azienda lo ha poi ricontattato e gli ha spedito un regalo per aver reagito così bene all’essere stato pubblicamente preso in giro su internet.

tesco mobile tweet

Tesco non si limita a dialogare solo con i propri clienti, ma coinvolge anche i brand.  Una volta ha sfidato il concorrente O2 a una rap battle a colpi di tweet, ed è ormai entrata nella storia del social network per aver iniziato una conversazione lunghissima a cui hanno preso parte numerosi brand, tra cui Yorkshire Tea e Jaffa Cakes.

Quest’anno la compagnia telefonica ha lanciato su Twitter l’hashtag #BanishAverage, corredata da un divertente spot che invita a trasformare le cose di tutti i giorni in esperienze incredibili. Ogni tweet è un successo e capita sempre più spesso che vengano ripresi da portali come AdWeek, Buzzfeed e altri.

tesco mobile banish average campagna

Perdere un fan, per conquistarne migliaia. E i risultati si vedono: Tesco Mobile è passata dai 3,5 milioni di utenti del 2013 a 4 milioni, mentre i suoi follower su Twitter sono aumentati del 700%! La professoressa Gaia Rubera, docente del dipartimento di marketing all’università Bocconi di Milano, prova a spiegare i motivi dietro questa scelta:

Questo atteggiamento antipatico ha permesso di soddisfare uno dei bisogni critici su Twitter, quello di divertimento. La strategia è stata di sacrificare la relazione, per altro già compromessa, con il singolo cliente insoddisfatto, nel tentativo di attirare quanti più utenti Twitter possibili sul suo account.

Il segreto del successo di Tesco Mobile su Twitter, quindi, non sta nelle risposte antipatiche; piace perché è divertente e ha personalità. Il social media team è riuscito a dare al brand una voce davvero umana ed è stato in grado di comunicare con le persone a un livello più profondo che va oltre il solito, neutro “ci scusiamo per il disagio”.

Panini Mania: il successo digitale delle figurine più amate [PARTE 2]

Antonio Allegra Figurine Panini

Continua la nostra intervista al dott. Antonio Allegra, ‎Italian Market Director Stickers & Cards di Panini S.p.A, che commenta il successo del brand sui social network.

Qui la prima parte dell’intervista.

Panini è stato uno dei primi brand a comprendere l’importanza della customizzazione del prodotto. Potrebbe citarci qualche esempio?

Credo che l’esperienza principale di customizzazione del prodotto portata avanti da Panini sia il progetto MyPanini™nato a metà degli anni 2000: la possibilità per il collezionista di realizzarsi da solo, grazie ad un sito dedicato e a degli strumenti di personalizzazione facili ma allo stesso tempo completi, la propria figurina Panini.

Col tempo il servizio si è arricchito con la possibilità di progettare e realizzare anche l’album così da avere una raccolta Panini interamente customizzata e stampata esattamente come le “vere” figurine Panini.

Correva l’anno 1999 e una lungimirante Panini si dota di un dipartimento New Media. Evoluzione o rivoluzione del marketing?

La nascita della divisione New Media nel gennaio 1999 – divisione che all’inizio si chiamava Business Development e anche da questo fatto si capisce come veniva vissuto il progetto – fu originata da una lungimiranza di visione della direzione generale del Gruppo che, andando anche al di là del semplice aspetto marketing ma ragionando in termini di evoluzione del business nel suo complesso, vedeva nel web e nel multimedia in generale un’area strategica da presidiare e su cui investire in prospettiva.

Oggi, la divisione fornisce supporto alle 12 filiali del Gruppo Panini oltre che ai partner e i distributori, e sviluppa prodotti e servizi, anche B2B, sui mercati di tutto il mondo.

Figurine Panini Balotelli

“Non importa in che cosa si è primi. Ciò che conta è esserlo, perché le persone si aspettano che tu lo sia”, così dichiara Ben Welsh, Executive Creative Director di M&C Saatchi Sidney. Quanto è vera per lei questa affermazione e in che cosa Panini si può dire pole position?

Affermazione per quanto mi riguarda, condivisibile, che va ben al di là della semplice frase ad effetto. In Panini questo concetto si coniuga con l’altro, simile e complementare, del fare comunque una cosa prima possibile: se è giusta avremo acquisito un vantaggio competitivo, se è sbagliata potremo partire prima per rimediare al nostro errore e ripartire.

Panini oggi mi sembra in pole position come strumento, “scusa”, base di partenza per condividere e rendere partecipi gli altri delle nostre passioni e lo stiamo vedendo in maniera importante in occasione di questi Mondiali FIFA e del successo che sta avendo questa collezione non solo in termini di prodotto venduto ma anche di “utilizzo” in senso più ampio – e penso ad esempio ai tifosi olandesi (e non solo) visti sulle tribune delle partite “abbigliati” come una figurina Panini.

Sale la febbre Panini su Facebook: una star planetaria, come Mario Balotelli che si chiede “Why always me” e si tagga in una foto assieme a uno speciale album Panini e Luca Argentero, l’attore sex symbol italiano che posta una sua immagine mentre attacca una figurina all’album: che cosa significa “condividere” al giorno d’oggi?

Le figurine Panini sono di fatto un social network ante litteram, una passione che è bella nel momento in cui è condivisa grazie allo scambio (e non solo).

Gli esempi citati di Balotelli – con la pagina dell’Italia dell’album Panini completata solo con sue figurine (e oltre 200.000 like in poche ore, oltre ad un fortissimo riscontro sui media mondiali) – e Argentero – che ha anche twittato una sua figurina Panini offrendosi come 12mo uomo a Prandelli – sono sintomatici della vicinanza “di spirito” tra le figurine Panini ed i social network, strumenti complementari per “condividere”

Luca Argentero fan di figurine Panini

Un’ultima domanda: chi vincerà i mondiali?

La scaramanzia mi impedisce di rispondere…;)