Instagram ha introdotto nuovi strumenti per migliorare le nostre foto

Instagram ha annunciato di aver rilasciato una versione dotata di una serie di nuovi tool creativi.

Postare immagini su Instagram ha sempre fatto sentire ognuno di noi a suo modo artista, ecco perché non ne possiamo fare a meno. Ed ora che Instagram ci ha regalato 10 nuovi strumenti di photo editing, probabilmente lo penseremo ancor di più.

Il social di photosharing con questo set di nuovi strumenti quasi sicuramente si assicura utenti ancor più felici e fidelizzati. Vediamo quali sono queste novità.

Sul blog che annuncia la novità leggiamo:

ispirare la creatività è incredibilmente importante per noi… abbiamo ricevuto richieste per avere più modi per modificare le vostre immagini in modo creativo…

Vediamo come usare subito i nuovi strumenti: una volta selezionato un filtro noterete la chiave inglese, toccatela, è da qui che si apre la nuova cassetta degli attrezzi che vi regala Instagram.

Eccoli nel dettaglio:

  1. modificare l’intensità di luci e ombre con gli strumenti: luminosità, contrasto, alte luci e ombre;
  2. se toccate due volte il filtro scelto potrete scegliere la sua intensità;
  3. per ottenere colori più vivi potete usare i tool ‘calore’ e ‘saturazione’;
  4. potete migliorare lo scatto con regolazione e vignettatura;
  5. rendere le foto nitide grazie alla funzione ‘nitidezza’.

Qui il link per scaricare l’ultima versione per Apple e Android. Buon divertimento!

Propaganda elettorale 3.0? Dai big data allo spot televisivo mirato!

Propaganda elettorale 3.0

Non è una novità. L’approccio big-data centric è quello seguito dai grandi player del digital advertising. Le piattaforme social sono dei veri serbatoi di dati preziosi per i brand che ridefiniscono così i target e le strategie dei loro piani di marketing.  Sebbene il digital sia fortemente in espansione, la TV rimane il mezzo di comunicazione di massa che domina su tutti. Non a caso, un’indagine della Nielsen dimostra ad esempio che nel terzo quadrimestre del 2013, la fascia d’età compresa tra i 25-34 anni ha trascorso più tempo davanti alla TV che navigando su Internet. Ma che cosa accade se questo modello ingegneristico viene declinato sul mezzo televisivo per programmare ad hoc gli spot politici? Un articolo di Kate Kaye di Adage ce lo spiega.

Le digital agency che analizzano i big data

Rentrak, è una digital agency americana che l’anno scorso si è rivelata fondamentale per la campagna pro Obama. Infatti attraverso l’estrapolazione di dati sociodemografici dell’audience televisiva e l’incrocio degli stessi con informazioni sugli elettori è stato possibile raggiungere strategicamente i sostenitori del partito. Rentrank però non ha fatto tutto da sola. Nel 2013 si è servita di un’azienda partner, Experian per elaborare i dati e ridefinire così segmenti anonimi di audience, raggruppati in diverse tipologie di elettore, suddivise ciascuna secondo interessi, propensione a votare  e preferenza politica. Ma se pensi che questo approccio sia una novità dei nostri tempi, ti stupirai se ti dirò che già nel 1988 un’azienda americana, la Cable Scope forniva ai propri clienti soluzioni ad hoc basate sull’utilizzo dei big data.

Propaganda elettorale su facebook

Chi sono le persone a cui vogliamo rivolgerci?

Chi sono le persone a cui vogliamo rivolgerci? Che cosa guardano? A che ora sono incollati davanti alla TV? E’ questa la domanda che si pone Larry Grisolano, CEO di AKPD Message and Media, agenzia palesemente schierata verso il partito democratico americano e partner della piattaforma Analytics Media Group. Ma non solo. Accanto a AMG esistono altre realtà che forniscono dati ai partiti. La Bluelabs ad esempio serve la sinistra, mentre la Deep Root Analytics collabora con il partito repubblicano.

Trova i tuoi sostenitori con i big data

Micheal Beach co-fondatore della digital agency Targeted Victory conferma un sentore che si era già avvertito nel 2013: i big data non sono mai stati così strategici nel mondo della televisione come ora. Il democratico Terry McAuliffe che ha collaborato con Rentrak, precisa che ridefinire i segmenti permette di erogare agli elettori migliaia di messaggi con sfumature diverse, come ormai si fa da anni online. Una mezzo tradizionale come la tv che segue i modelli del contextual advertising online a scopi politici? Ebbene sì. Un 25% del budget della campagna pro McAuliffe è stato destinato proprio ai messaggi promozionali televisivi mirati attraverso le piattaforme digital. Per dirla con Alex Lundry co-fondatore della Deep Root Analytics: “Non vi è alcun dubbio. Definire con precisione i segmenti degli elettori porta dei benefici sia in termini di efficienza (risparmio dei costi che oscilla tra il 10% e il 20%) sia in termini di efficacia (messaggi tagliati su misura e rivolti agli elettori che contano di più).

Frequenza e originalità

Tuttavia se da un lato un approccio data centric permette di ridurre sprechi aumentando i livelli di efficienza, ciò su cui bisogna ancora lavorare però è la modalità di frequenza: è necessario assicurarsi che i messaggi siano erogati migliaia di volte, non importa se in TV o online. E ancora, incalza Mark Skidmore, chief strategist della Bully Pulpit Interactive, se i digital data stanno cambiando i modi di erogare i messaggi in TV, l’automazione del servizio non può sostituire il “personal touch” dell’intero processo.

 

Facebook migliora il News Feed e penalizza i post di app di terze parti

Facebook migliora newsfeed

Ipotizziamo di indire un referendum dal titolo “Cosa cambiereste di Facebook?“. Sicuro come le tasse e la morte, rispondereste al 90%… le notifiche pubblicitarie di terze parti!

Sarà capitato a tutti di commentare negativamente l’invasione delle nostre bacheche da parte di giochini con i quali non vogliamo assolutamente intrattenerci, marche di scarpe che non metteremmo mai o canzoni di artisti che non ascolteremmo neppure sotto tortura.

Bene, forse da oggi la nostra vita facebookiana sarà un po’ meno fastidiosa!

Leggiamo cosa scrive l’azienda nella Newsroom:

Abbiamo notato che i post e i contenuti che le persone preferiscono condividere in maniera esplicita a partire da applicazioni di terze parti, sono più interessanti e raccolgono un consenso maggiore nel News Feed rispetto alle stesse informazioni condivise in automatico da terze parti.

Un discorso un po’ contorto per dire che agli utenti non piace non essere autori delle proprie condivisioni, e che solo sentendoci protagonisti del messaggio possiamo accettare di essere testimonial di questo o quel prodotto.

News Feed FYI garantirà dunque un maggior controllo su ciò che viene condiviso e i post che vengono generati automaticamente da app di terze parti avranno meno visibilità e quindi meno importanza.

Viene da chiedersi come reagiranno i brand a questa innovazione: se avranno vita più dura le inserzioni generate automaticamente dovranno trovare il modo di veicolare i propri prodotti attraverso le persone.

Diventerà tutto un po’ più difficile, ma non impossibile (soprattutto conoscendo la smania di protagonismo degli utenti medi di Facebook!).

Di certo, è abbastanza sicuro che applicazioni “di pianificazione” come Hootsuite, Buffer, Post Planner, solo per citarne alcune, non subiranno questo “blocco” perché non considerate automatiche, ma personali e quindi con una persona vera a crearle.

La notizia, breve nel comunicato, ma importante nelle conseguenze, ne porta in dote altre quattro.

Facebook penalizza post terze parti

 

Cliccando l’approfondimento, scopriamo delle interessanti novità sempre inerenti alla condivisione da altre applicazioni:

  1. poter scegliere dove condividere, di volta in volta, il proprio contenuto (come già fa Instagram);
  2. condividere in modo più personale con l’aggiunta di messaggi creati di nostro pugno;
  3. inviare al cellulare una notifica di installazione di una app appena si effettua il login su Facebook;
  4. tasti Condividi e Like anche per applicazioni mobile.

Queste ultime novità sono ancora in fase beta, ma siamo certi non tarderanno ad arrivare su iOS e su Android!

 

Performance Marketing Management: le 7 metriche da monitorare

 

Cosa sono il Performance Marketing e la web analytics: significato e definizione

L’Online Performance Marketing rappresenta la parte della catena del valore dell’advertising più legata al raggiungimento di obiettivi ad alto valore aggiunto e si focalizza su target specifici e mirati in ottica di conversion. Oggi infatti i modelli di pagamento dell’advertising online si basano proprio sul conseguimento di risultati concreti e misurabili.

La web analytics permette di sfruttare al meglio le potenzialità del mondo digitale partendo proprio dalla comprensione dei meccanismi di funzionamento del business online. Grazie al monitoraggio è possibile utilizzare la leva del Performance Marketing per riuscire a raggiungere e ad acquisire quel target mirato che permette di avere il miglior indice di redditività del capitale investito (ROI).

Il Performance Marketing mette in evidenza tutte le attività necessarie per rendere sempre più efficace la nostra strategia di marketing, capire se sta funzionando e se ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Monitorare alcuni parametri specifici aiuta a modificare e correggere le campagne marketing in tempo reale, ove necessario.

Chi è e cosa fa il Performance Marketing Manager

Il Performance Marketing Manager è un professionista del digitale in grado di studiare e ottimizzare le strategie e le tecniche operative per migliorare le performance di campagne di digital marketing, grazie al monitoraggio costante dei dati, per raggiungere così gli utenti giusti al momento giusto.

Il Performance Marketing Manager è in grado di anticipare i desideri di acquisto dei consumatori grazie ai suoi strumenti: piattaforme digitali per l’analisi dei dati come Google Analytics, che gli permettono di raggiungere risultati concreti monitorando e rendendo efficienti le campagne online in tempo reale.

Performance Marketing Manager: la tua bibbia in 7 regole

Ogni marketer dovrebbe effettuare, periodicamente, un’attenta analisi dei dati raccolti. Quali sono i parametri più importanti da monitorare costantemente? Con quale frequenza vanno analizzati?

Scopriamo insieme quali sono i 7 parametri di cui bisogna tenere traccia ogni settimana e come fare per migliorarli.

1.  La visualizzazione dei post

Uno dei modi più veloci per ottenere il feedback dei propri articoli è misurare quante persone li leggono. Ovviamente, il numero delle visualizzazioni è direttamente proporzionale all’interesse che il tuo target nutre per l’argomento trattato. Il consenso aumenterà in riferimento ai post che il pubblico ama condividere e a cui è maggiormente interessato.

Come migliorare le visualizzazioni del tuo sito?

Monitorare le visualizzazioni degli articoli pubblicati aiuta sicuramente a capire quali sono gli argomenti di maggiore appeal per il tuo target e consente di pianificare al meglio i post successivi e gli argomenti da trattare.

Che tipo di articoli dobbiamo scrivere? Cosa piace leggere al nostro pubblico? Conoscere quali sono gli argomenti che riscuotono maggior interesse è il primo passo da compiere per una pianificazione editoriale mirata ed efficace.
Analizzando queste informazioni, settimana dopo settimana, è possibile apportare alcune importanti modifiche alla pianificazione dei contenuti ed ottenere un progressivo miglioramento alle visite del nostro sito.

2. Call-to-Action e Click-through Rates

La necessità di monitorare i risultati e migliorare l’attività comunicativa ha portato alla definizione di alcuni parametri in grado di misurare l’efficacia dei messaggi che veicolano sul web.
Una delle metriche più conosciute ed utilizzate per misurare la performance è il Click-though Rate, che esprime la percentuale di utenti che ha cliccato su un determinato link o CTA (Call-to-Action) presente sulla pagina.

La Call-to-Action è una vera e propria “chiamata all’azione”, esorta l’utente a compiere un’azione immediata come, ad esempio, cliccare su un link, visitare un sito, iscriversi a una newsletter, ecc. Misurando i click-through rate è possibile calcolare l’andamento della campagna marketing online e capire il tasso di rendimento di un banner, di un URL o di un messaggio pubblicitario.Possiamo analizzare i CTR per ciascun canale in cui si effettuano le campagne pay per click, in questo modo sarà possibile valutare i canali più strategici ed efficaci e su cui investire di più.

Attraverso la misurazione del CTR non solo è possibile conoscere quanti utenti hanno cliccato su uno o più link contenuti all’interno di un messaggio ma, grazie all’integrazione della piattaforma per email marketing con i sistemi di web analytics, è possibile ottenere anche una panoramica completa sulla conversion post-click. Dal confronto di queste metriche, infatti, sapremo quanti click si sono trasformati in vendite, download, iscrizioni, ecc. e conosceremo il ROI del singolo messaggio o dell’intera campagna.

3. Il monitoraggio dei Social Media

Tracciare la performance dei social media è una forma avanzata di web analytics e serve a misurare il ritorno economico (ROI). Grazie ai nuovi strumenti di social media monitoring, le aziende hanno la possibilità di misurare e conoscere con precisione l’attività online dei loro utenti, ottenendo preziose informazioni per migliorare per la strategia aziendale.

Oggi, per misurare efficacemente le performance online del tuo brand e dei tuoi prodotti/servizi bisogna monitorare l’attività sui social media. E’ possibile rilevare le richieste e i feedback del tuo target, fornire assistenza in tempo reale, scoprire i trend del momento, ad esempio.
Un’attenta analisi svolta sui social media porterà a capire cosa pensano gli utenti del tuo brand e, grazie alle informazioni raccolte, sarà possibile apportare dei miglioramenti alla strategia aziendale.

Come migliorare il Social Reach?

Il monitoraggio settimanale dei social media è fondamentale anche per evidenziare eventuali picchi di reazioni positive da parte del pubblico ed identificarne subito l’elemento scatenante. Cosa hai fatto di diverso rispetto al passato per ottenere un aumento dei follower? E’ stato merito di una particolare campagna marketing? Hai introdotto un nuovo hashtag che ha avuto successo? Che tipo di contenuti hai pubblicato?

Dopo aver capito quali sono stati i parametri che hanno influenzato positivamente l’andamento delle tue performance sul web, prova a  replicarli in maniera più costante. Controlla le statistiche settimanalmente in modo tale che la strategia utilizzata e i contenuti siano freschi al punto giusto da cogliere subito gli elementi che hanno contribuito ad ottenere una performance virtuosa.
Segna i singoli progressi fatti e declinali nel social media plan successivo.

4. E-mail marketing: ottenere Click-through Rate

Per quanto riguarda l’email marketing, il parametro più importante da tenere in considerazione non sta nel numero delle email lette, ma in quanti utenti hanno cliccato il contenuto promosso da quella determinata email. Questa metrica può essere indicata col numero delle persone che hanno cliccato su un link interno all’email o sulla Call To Action.

Lo studio di tale parametro aiuta a capire come strutturare al meglio un’email e una Call To Action affinché questa attiri l’attenzione dell’utente al punto tale da spingerlo a cliccare su un determinato link o a compiere l’azione per cui quel messaggio è stato formulato.

Contenuti, frequenza d’invio, tono del messaggio, grafica: sono solo alcuni degli elementi su cui lavorare attentamente affinché i nostri risultati siano sempre migliori.

Come migliorare il CTR delle email?

Per rendere il più efficace possibile una campagna di email marketing bisogna partire sempre dall’analisi dei dati passati e capire quali sono stati gli elementi che hanno portato ad ottenere tassi più elevati di apertura e di click.

Hai utilizzato un tono diverso? Le Call-to-Action erano abbastanza chiare e dirette? Parti dai punti di forza che sono risultati dall’analisi delle campagne di email marketing e crea nuove email che contengano proprio quei fattori che vi hanno portato al successo in passato.

5. I tassi di conversione delle Landing Page

Molto probabilmente, la metrica più importante per i marketer è la conversione dei visitatori in lead (contatti) e ciò avviene quando un utente decide di offrire i propri dati di contatto, ad esempio compilando un form su una specifica pagina di destinazione o anche registrandosi ad una newsletter. I tassi di conversione di una landing page determinano la capacità della pagina stessa di generare nuovi lead (contatti).

Una landing page (traducibile in italiano come “pagina di atterraggio”) è una specifica pagina che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato su un link. L’utente viene diretto su questa pagina allo scopo di ottenere una azione mirata o un output ben preciso.

Ad esempio, un banner può dirigere il traffico verso una landing page creata ad hoc; un link presente in un’email promozionale dirige il traffico verso una landing page finalizzata a vendere un determinato prodotto o servizio; un articolo su un blog può veicolare il traffico verso una landing page finalizzata all’iscrizione ad una newsletter, ecc.

Il tasso di conversione è la quota dei visitatori delle landing page che effettuano l’azione desiderata (acquisto, iscrizione alla newsletter, rilascio dei dati di contatti, ecc). Tanto più questa percentuale è alta, tanto più la landing page funziona in modo efficace. Quando un visitatore compie l’azione che desideriamo abbiamo ottenuto una conversione.

Se abbiamo milioni di visitatori che arrivano sul sito ogni giorno e il tasso di conversione rimane bassissimo, non soltanto la nostra campagna non è efficace, ma cresce anche il conto per l’hosting. Attirare traffico non è difficile, la parte più complicata è riuscire ad avere alti tassi di conversione. Questo è lo scopo per cui vanno progettate le landing page.

Come migliorare i tassi di conversione delle landing page?

Per migliorare o ottimizzare il tasso di conversione delle landing page è necessario tenerle sempre sott’occhio e monitorare le loro performance in termini di contenuti, layout, ecc. Bisogna analizzare, quindi, quali sono le pagine con il più alto tasso di conversione, identificare i fattori che hanno determinato la conversione e replicarli per future conversioni di visitatori in contatti.

6. Le fonti di traffico

Oltre a far arrivare il traffico al sito, è importante anche capire da dove questo arrivi.
Sarebbe opportuno redigere un report delle fonti da cui arrivano gli utenti del vostro sito e aggiornarlo settimanalmente.

Ad esempio, il traffico potrebbe arrivare da alcuni dei seguenti canali:

  • Motori di ricerca: visite provenienti da ricerche (Google);
  • Social Media: visite da facebook, twitter, linkedin, ecc.;
  • Email Marketing: visite da email che  hai inviato;
  • Traffico diretto: visite da persone che hanno digitato il tuo indirizzo web direttamente nel browser.

Come si può far aumentare il traffico?

Bisogna concentrare le energie sui canali più promettenti, in modo tale da massimizzare il rendimento. Ad esempio, la ricerca organica, spesso, può offrire un traffico maggiore, ma sono i social media ad ottenere il tasso di conversioni più alto. Bisogna capire quale fonte ha ottenuto la performance migliore e, quindi, ha veicolato i visitatori sul vostro sito.

Dopo aver selezionato i canali più forti, bisogna analizzare cosa è stato fatto la settimana precedente per ottenere quel risultato. Per la settimana successiva, replica il successo ottenuto concentrandoti sui canali che hanno generato maggior traffico e continua a lavorare affinché ci siano picchi di traffico.

7. I progressi mensili

Questi parametri vanno monitorati su base settimanale, ma non bisogna dimenticare di avere sempre lo sguardo rivolto agli obiettivi finali da raggiungere.

I benefit del Performance Marketing sono estremamente tangibili: tutto è misurabile e le campagne sono modificabili in tempo reale. I modelli di pagamento si basano sul raggiungimento di risultati concreti. Partendo dall’analisi settimanale dei dati, le modifiche possono essere spalmate su tutto il mese e ciò contribuisce, in maniera significativa, a raggiungere gli obiettivi mensili prefissati.

Bisogna fissare gli obiettivi mese per mese e monitorare i progressi settimanalmente. In tal modo, sarà possibile confrontare, agevolmente, i tuoi progressi mensili attuali con quelli dei mese precedenti.

Pinterest per il business: 9 (+1) consigli per le aziende

pinterest business

http://business.pinterest.com/en

 

domenico armatore

 

Articolo di Domenico Armatore, founder di CommunityManagerFreelance.it e co-founder di PinterestItaly.com, lavora come Community Manager freelance ed è docente di Pinterest marketing e Community Management per diverse realtà italiane, come Ninja Marketing, Il Sole 24 Ore, IULM.

 

Chi segue Ninja Marketing avrà sicuramente sentito parlare di Pinterest. Negli ultimi 3 anni è stato uno dei social più chiacchierati del web. Per quale motivo? Perché è stato il sito più veloce negli USA a raggiungere i 10 milioni di utenti unici al mese e perché nel giro di pochi anni è diventato il terzo social network più popolare sempre negli Stati Uniti.

Oggi Pinterest a livello globale conta circa 70 milioni di iscritti, mentre in Italia sono circa 1,4 milioni gli affezionati, di questi più o meno 700 mila sono attivi.

Secondo un recente report di JRMetrics, l’80% di chi utilizza Pinterest è donna, confermando una tendenza storica che da anni definisce il social per immagini per eccellenza come un mondo puramente femminile.

pinterest business

E in effetti i temi di tendenza su Pinterest sono da sempre Fashion, Beauty e Food, anche se non mancano moltissimi contenuti legati al Design e alla Tecnologia.

Come è facile intuire, quelli appena elencati sono mondi nei quali il Made in Italy la fa molto spesso da padrone. Per questo Pinterest può rappresentare un interessante canale per tutte quelle aziende che operano su mercati esteri (o che hanno intenzione di farlo), soprattutto in USA e India, regioni nelle quali si concentra la maggior parte degli utenti, secondo i dati Alexa di questo mese.

Per poter raggiungere dei buoni risultati è importante però utilizzare al meglio il canale, per questo qui di seguito vi elenco una serie di consigli che spero possano esservi d’aiuto.

1. Definire una buona strategia

Prima di iniziare qualsiasi tipo di attività, è fondamentale stabilire il motivo per il quale aprire una presenza sul canale. Questa valutazione va fatta tenendo conto degli obiettivi che si vogliono raggiungere e del target al quale ci si rivolge. Vogliamo utilizzare Pinterest per generare traffico al nostro e-commerce oppure semplicemente per rafforzare l’immagine dell’azienda? Ci rivolgiamo al mercato italiano o quello estero? Che lingua parliamo?

Dopo aver stabilito il ruolo che Pinterest dovrà avere nella nostra strategia di social media marketing, possiamo passare alla fase numero due, indicata nel secondo punto.

2. Definire una pianificazione editoriale

La gestione di un canale Pinterest richiede un effort considerevole, considerando che la frequenza di pubblicazione è molto più alta rispetto ad altri social (consiglio almeno 6-7 pin al giorno). È importante quindi elaborare una strategia editoriale da declinare poi nel piano editoriale vero e proprio.

Ecco un’infografica che abbiamo realizzato noi di Pinterestitaly nella quale viene spiegato come elaborare un piano editoriale per Pinterest in 4 step.

pinterest business piano editoriale

Qui trovate l’intera infografica.

3. Definire dei KPI precisi e pertinenti al canale

Sempre in questa fase strategica è importante stabilire dei KPI in modo preciso, così da poter valutare in fase di analisi se si stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati. Lascio di seguito qualche idea di KPI da utilizzare su Pinterest:

  • Misurare il traffico verso un sito generato da Pinterest (numero di utenti unici, visite, ma anche conversioni e revenue);
  • Misurare i risultati delle board (engagement rate tra le varie board, la board più seguita, la board con più condivisioni);
  • Misurare i pin provenienti da un sito (numero di pin, media giornaliera dei pin).

Sono tutti indicatori utili a comprendere se l’attività che si sta svolgendo sta funzionando o meno, ed è possibile monitorarli grazie agli analytics messi a disposizione da Pinterest. E arriviamo così al prossimo punto.

4. Aprire un account business e verificare il website

Così come su Facebook esistono le brand page, su Pinterest ci sono i profili business. In termini di layout grafico non variano molto rispetto ai profili personali, ma consentono di accedere a una serie di funzionalità esclusive.

Altro aspetto di fondamentale importanza è la verifica del proprio sito sul canale. In pratica si tratta di una procedura pensata da Pinterest per attribuire l’ufficialità dei profili aziendali ed evitare così l’uso inappropriato di marchi e loghi.

Una volta verificato il proprio sito, è possibile accedere agli analytics che, seppur non con la stessa complessità degli insights di Facebook, consentono comunque di monitorare la propria attività sul canale (ecco una guida che ho scritto su Pinterestitaly).

5. Attivare un tool di analisi di buon livello

Alla luce di quanto appena detto, se si decide di investire seriamente su Pinterest, il mio consiglio è di attivare un tool di analisi più approfondito ed elaborato. Ce ne sono diversi in giro, consiglio Tailwind e Curelate.

6. Ottimizzare i contenuti in ottica SEO

Il motore di ricerca di Pinterest non funziona alla perfezione (almeno per adesso), ma ci sono alcuni accorgimenti che possono aumentare le possibilità che un nostro contenuto venga trovato sulla piattaforma.

Ad esempio possiamo:

  • inserire un titolo e una descrizione chiari all’interno delle board;
  • inserire keyword pertinenti all’interno della descrizione del pin;
  • utilizzare immagini di buona qualità al fine di ottenere like e commenti che incidono sulla popolarità del contenuto;
  • inserire le board all’interno delle relative categorie messe a disposizione da Pinterest;
  • sfruttare la sezione “About” per inserire una serie di keyword di riferimento all’interno della descrizione.

7. Utilizzare i rich pin

Pinterest è un ottimo alleato per chi ha un e-commerce. Secondo il Social Intelligence Report di Adobe, nel 2013 il valore di Pinterest per ogni singolo visitatore sarebbe passato da 0.59 a 0.88 sterline, rispetto alle 0.69 di Facebook.

Ciò significa che Pinterest, almeno nel Regno Unito, è riuscito a generare una buona quantità di traffico qualificato ai siti di vendita.

Sfruttare questa tendenza è di fondamentale importanza. Per farlo, il primo passo da compiere è installare i Rich pin, ovvero una particolare tipologia di pin “arricchiti” con informazioni aggiuntive rispetto ai normali pin. Informazioni che spingono il visitatore a compiere un’azione più facilmente.

Per installarli basta seguire la guida messa a disposizione dallo stesso Pinterest.

8. Organizzare un’attività di digital PR

Dopo aver popolato il profilo Pinterest con board e pin, è possibile organizzare un’attività di coinvolgimento di blogger o profili autorevoli per la nicchia di riferimento. Si potrebbe ad esempio creare una board condivisa su una particolare tematica (non necessariamente legata ai prodotti, ma ad esempio a un valore fondante dell’azienda) e invitare gli influencer a dire la loro condividendo immagini pertinenti.

Anche in questo caso, ecco alcuni indicazioni da seguire:

  • imporre delle regole stringenti per mantenere alto il livello dei contenuti condivisi;
  • moderare con attenzione i membri della board;
  • utilizzare un hashtag dedicato così da capitalizzare tutte le immagini condivise.

9. Partecipare alle “conversazioni”

Non dobbiamo mai dimenticare che Pinterest è un network di persone che entrano in contatto perché accomunate dagli stessi interessi. Anche le aziende possono entrare in queste “conversazioni” utilizzando tutte le funzionalità messe a disposizione dalla piattaforma, come i commenti, like e le condivisioni.

+1. Utilizzare Woobox per installare una Pinterest app su Facebook

Molto spesso prima di aprire una presenza su Pinterest, si è già creata una community su Facebook intorno al brand (questo per ovvi motivi dovuti alla maggiore popolarità del social di Zuckerberg che spinge le aziende a selezionarlo come primo canale nelle strategie di social media marketing). Perché non sfruttare quindi questa popolarità comunicando ai fan su Facebook della nuova embassy su Pinterest?

Lo si può fare in diversi modi – uno potrebbe essere scrivere un post ad hoc, un altro condividere ogni tanto i pin anche su Facebook – ma consiglio di installare una Pinterest app all’interno di una tab della pagina, soprattutto adesso che hanno maggiore visibilità grazie al nuovo layout grafico.

Uno dei migliori tool (gratis) per effettuare questa operazione è secondo me Woobox. Ho scritto una guida un po’ di tempo fa, ma è sempre attuale perché appositamente aggiornata.

Impara ad utilizzare al meglio il canale

In conclusione possiamo dire che gestire un account business su Pinterest non è un gioco da ragazzi. Ci vogliono tempo e capacità. Conoscere al massimo tutte le funzionalità offerte dalla piattaforma può certamente determinare il successo di un profilo. A tal proposito noi di Pinterestitaly abbiamo scritto di recente un e-book su Pinterest rivolto proprio a tutti coloro che hanno la necessità di utilizzare il canale per fare business.

“Pinterest per il business” – questo il titolo del libro – è un percorso di formazione che guida per mano il lettore alla scoperta di tutte le potenzialità della piattaforma, svelando un bel po’ di trucchetti e dando molti consigli su come gestire un profilo (sia personale che business).

Spero possa esservi utile. Lasciate il vostro parere nei commenti!

Le abitudini d'oro di un CEO produttivo

La produttività è un tema fondamentale, non solo per i dipendenti di una società, ma anche per il CEO. La figura chiave all’interno dell’organigramma di una società, il portavoce della vision, l’economista, il pr, il networker, il tecnico ma soprattutto il decision maker. Un tuttologo che non ha mai abbastanza tempo per seguire tutto, deve sempre essere a conoscenza di tutto, ed organizzare il proprio tempo in modo tale da avere tutto sotto controllo sempre.

Ma come si fa ad essere così ben organizzati da riuscire a gestire la complessità di una società ed essere al contempo produttivi?

Esistono una serie di comportamenti che caratterizzano ed accomunano i grandi CEO di successo, ecco cinque regole d’oro che abbiamo selezionato per voi.

1. Stabilisce una routine

Per organizzarsi nel modo migliore occorre stabilire una routine, un’organizzazione giornaliera del tempo, che va gestito in modo ragionato.

Un esempio di organizzazione è dato dal racconto di Jack Dorsey, founder di Twitter e Square, che nei primi mesi di vita delle due società lavorava 16 ore al giorno, 8 ore per startup, suddividendo la propria settimana per temi differenti. Si inizia il lunedì con “managing and running the company” passando per il martedì dedicato gli aspetti tecnici del prodotto, il mercoledì marketing, giovedì sviluppatori e partnership per concludere il venerdì con cultura aziendale e ricerca personale.

2. Esercizio e meditazione

Vi è mai capitato di andare in palestra all’alba? Ci troverete più cravatte e completi che tute da ginnastica. Alzarsi presto la mattina ed iniziare la propria giornata con del l’esercizio fisico è un tratto distintivo di molti business workers. Non è ovviamente obbligatorio, si può scegliere di esercitarsi anche lungo l’arco della giornata, scegliendo anche tra le attività più rilassanti come yoga e meditazione.

Oltre al presidente Obama, nell’elenco dei risvegli mattinieri, oltre ai CEO di Apple, Pepsi, Virgin, Xerox, c’è anche il nostrano Sergio Marchionne che in America si sveglia intorno alle 3.30 a.m. per gestire gli affari in Europa, quindi forse non per esercitarsi sul tapis roulant.

3. Monitora il progresso

Oltre ad essere super organizzati per seguire ogni aspetto della propria società, è sempre fondamentale monitorare i progressi fatti, non solo attraverso i numeri, ma anche a livello di crescita professionale e raggiungimento degli obiettivi.

Questa attività aiuta a stabilire le priorità, influenzando fortemente l’organizzazione del tempo, senza mai dimenticarsi dei propri clienti e dei loro feedback. Metriche, metriche, metriche, qualitative e quantitative.

4. Si ricarica

Secondo uno studio dell’Hardward Business School, le persone di successo riescono gestire il proprio tempo anche in funzione della famiglia. Passare del tempo con le persone che riteniamo più importanti per nella nostra vita, chiarifica le idee e ci aiuta ad essere più focalizzati.

Ricaricarsi significa anche passare del tempo di qualità, il che può significare stare in famiglia, tanto quanto guardare un film da soli, andare in bici, guidare senza una meta ascoltando musica, insomma qualsiasi cosa ci faccia stare bene. Del resto anche Jack Dorsey manteneva liberi i propri weekend per staccare dal lavoro.

5. Pianifica stanotte il domani

La classica preparazione della borsa di scuola e dei vestiti che si faceva la sera prima di andare a dormire per poter essere già pronti la mattina presto è un’ottima strategia per essere sempre più preparati ad affrontare le intense giornate da CEO.

Organizzare il proprio domani a partire dalla sera prima, anche se solo per alcune attività, aumenta l’efficienza lavorativa, e l’impegno nel portare a termine gli obbiettivi già ben chiari dal risveglio. Anche quest’abitudine aiuta ad assegnare le giuste priorità per evitare che si accumulino montagne di lavori incompiuti.

Il Mondiale in Brasile si avvicina: segui l'Italia e risparmi con i codici sconto

Il Mondiale in Brasile si avvicina: segui l'Italia e risparmi con i codici sconto

Stiamo per entrare nel vivo di uno degli eventi che raccoglie e appassiona più persone al mondo: parliamo dei Mondiali di Calcio, che quest’anno sono organizzati in Brasile.

Questa sarà l’edizione numero 20 del campionato mondiale di calcio organizzato dalla FIFA, la cui fase finale si svolgerà in Brasile dal 12 giugno al 13 luglio 2014.
Come ben sapete, anche l’Italia parteciperà a questa fase finale, inaugurando il Mondiale con una partita alquanto difficile. Sarà infatti Italia-Inghilterra a dare il via alle partite degli azzurri nel Gruppo D.

Come prepararsi al meglio per seguire il Mondiale e gli Azzurri?

Ovviamente nel modo migliore, con il calore che ci contraddistingue, i migliori amici e l’abbigliamento giusto incrociando le dita per la nostra Nazionale.

Quante volte ci è capitato di guardare le partite dell’Italia vestiti di azzurro o con le magliette della nostra Nazionale? Con gli amici condividiamo la passione e nella maggior parte dei casi anche abbigliamento e gadget personalizzati. In certe occasioni siamo così scaramantici da vedere la partita sempre nello stesso luogo e tutti seduti nelle stesse posizioni (a questo link vi diamo alcuni consigli su come costruire il proprio stadio in casa per seguire i Mondiali).

Quest’anno potrete prepararvi al meglio seguendo i consigli di una fashion blogger davvero super.

Magico Sconto e l’iniziativa “Chiedi a Fabrizia”

Magico Sconto (il sito italiano di sconti che propone le migliori offerte sul web) ha lanciato l’iniziativa “Chiedi a Fabrizia – Follow me to Brazil“.

Il Mondiale in Brasile si avvicina: segui l'Italia e risparmi con i codici sconto

Fabrizia Spinelli di cosamimetto.net vi aiuterà nella scelta dell’outfit perfetto dandovi le giuste dritte per le prossime settimane.

In che modo? Semplice, come inviare un tweet: su Twitter utilizzate l’hashtag #magiciazzurri e chiedete a Fabrizia i consigli su cosa acquistare. In questo modo avrete un’assistente personale che vi consiglierà al meglio suggerendovi anche come risparmiare grazie a coupon speciali attivati per l’occasione.

Sarà possibile seguire l’iniziativa sulla pagina Facebook di Magico Sconto, sul sito di Fabrizia e sulla landing dedicata che presenterà una serie di offerte in costante aggiornamento durante il periodo dei mondiali. Tanti canali per un’opportunità unica, quella di divertirsi in attesa della prima partita della Nazionale italiana al Mondiale.

Cos’è Magico Sconto?

Magico Sconto è il sito italiano dedicato a coupon e offerte. Il sito offre una selezione di veri e propri “codici sconto” da utilizzare durante la fase di acquisto sul proprio negozio online preferito.

Il Mondiale in Brasile si avvicina: segui l'Italia e risparmi con i codici sconto

Magico Sconto funziona anche come aggregatore di offerte scelte in base ai trend del momento e alle richieste degli utenti.
Qualche numero? In media oltre 100 coupon mensili, collaborazioni con alcune tra le fashion blogger più influenti del panorama italiano e con i negozi online più cool del momento (tra cui Zalando, Asos, Nike, C&A, ecc).

Cosa aspetti? Queste sono le occasioni da non perdere!
Segui il countdown per il primo match degli Azzurri e approfitta delle offerte di Magico Sconto e… Forza Italia!

Come trasformare i Social Media in uno strumento di business? [VIDEO]

Social Media come strumento di business

© Rawpixel - Fotolia.com

Venerdì 30 maggio si è svolto il free webinar di presentazione del Corso in Aula in Social Media Marketingdella Ninja Academy, che si terrà a Roma il 27 e 28 giugno 2014, presso la sede Working Capital Accelerator.

Durante il free webinar di presentazione del corso, in compagnia di Lorenzo Viscanti e Laura Saldamarcodocenti Ninja Academy e Chiara GrassilliSocial Media Coach @ HootSuite, sono state illustrate le best practice e le case study che hanno lasciato il segno negli ultimi anni
E se ve lo siete persi? Nessun problema, perché la Ninja Academy ha pensato anche a voi! 😎


Social Media Marketing Roma 27 e 28 giugno
Tali Best Practice e Case Study saranno più approfonditamente analizzate al Corso in Aula in Social Media Marketing [Roma, 27 e 28 giugno 2014], del quale ricordiamo il programma nei suoi punti salienti:
• Scenario 2014: Social Media Marketing Reloaded
• Social Content Plan: Format e palinsesti sociali
• Community Management: moderare le risposte degli utenti coinvolgendoli
• Social Storm: affrontare le crisi in real-time
• Digital PR: come intercettare e coinvolgere Blogger e social Influencer
• Facebook: creare contenuti, lanciare eventi e iniziative, progettare contest efficaci
• Twitter: intercettare gli influencer, gestire relazioni, e sviluppare un social customer care
• YouTube: lanciare e gestire un canale online
• Instagram & Pinterest: la forza social delle immagini
• Social Media Analytics: misurare le metriche per interpretare azioni e risultati
• Social Media Advertising: progettare, lanciare e gestire campagne di promozione
• Social Media ROI: gestire e sviluppare business attraverso le reti sociali

Prezzo, early booking e sconti speciali

In esclusiva per questo Corso, grazie alla partnership con Working Capital Accelerator @Roma, Ninja Academy offre ai proprio corsisti dei prezzi unici.
Early Booking fino al 12 giugno 2014
1 Giornata: (379 euro) 279 euro
Intero Corso: (599 euro) 449 euro

Hai meno di 28 anni? Per te uno SCONTO di 50 euro a giornata. Contattaci!
Social Media Marketing Roma 27 e 28 giugno

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
BE NINJA! 😉

Google Analytics: novita dal Google Analytics Summit 2014

Come ogni anno, qualche giorno fa si è svolto il Google Analytics Summit dedicato a clienti Premium e partner certificati del sistema di analisi di mamma Google. Un evento importante per presentare novità e cambiamenti della piattaforma che, anche in questo 2014, non sono mancati. Ecco una panoramica degli argomenti trattati.

E-commerce: ristrutturazioni in corso

I dati raccolti da Analytics nella sezione E-commerce ad oggi si focalizzano sulla transazione, sui dettagli del prodotto, ma oggi i marketers hanno bisogno di più informazioni.

Ad esempio il percorso che gli utenti fanno, quale comportamento hanno, come interagiscono con il sito… e così Google non è stata a guardare proponendo la versione beta di “Enhanced Ecommerce”, un rinnovamento totale di come Analytics misura l’esperienza degli utenti in un sito di vendite online.

In particolare si potrà tenere traccia:

– del comportamento d’acquisto: ovvero come visualizzano i prodotti, cosa aggiungono o rimuovono dai carrelli, come e quando avviano e abbandonano le transazioni, ecc…;
– delle performance economiche: cioè le performance per singolo prodotto, per categoria, per marca, ecc… insomma degli analytics plasmabili secondo le proprie necessità;
– delle attività di marketing: cioè quanto il marketing che viene fatto a supporto ha valore o meno. Si potranno quindi monitorare entrate, transazioni, valore degli ordini, ecc… dei siti affiliati, o dei banner all’interno del vostro sito, o anche di quanto valore hanno le categorie create per racchiudere più prodotti insieme nel vostro sito.

Report: più flessibilità

Google crede che gli utilizzatori di Analytics abbiano bisogno di maggiore flessibilità e possibilità di incrociare i dati ricavati.

Per questo sta ampliando le funzionalità del “Dimension Widening”, che verrà chiamato “Data Import” e sta creando delle tabelle personalizzate per gli account Premium, ovvero una funzione che permette agli utenti di recuperare dati utilizzando tabelle che meglio si adattano al loro business grazie a una configurazione personalizzata.

Analytics e Doubleclick

Sempre per gli utenti Premium, verrà data la possibilità di integrare Google Analytics con Doubleclick al fine di ottimizzare le campagne di web marketing.

Nuove API

Presto saranno disponibili 4 nuove api per aumentare la produttività:
1) API per creare nuovi account Google Analytics
2) API per gestire le configurazioni e i collegamenti di AdWords
3) API per gestire le configurazioni dei filtr
4) API per mostrare i dati di Google Analytics su siti terzi creando report in real time

→ Vuoi saperne di più su Google Analytics e sul Performance Marketing? Ecco il corso online che fa per te.

WWDC 2014: Apple presenta le novità al keynote, scopriamole insieme!

WWDC 2014: Apple presenta le novità al keynote, scopriamole insieme!

Anche quest’anno, specialmente dopo l’acquisizione di Beats avvenuta negli scorsi giorni, grande attesa per la consueta edizione (la numero 25) della conferenza annuale degli sviluppatori del mondo Apple (Worldwide Developer Conference 2014 – WWDC 2014).

Alle 19 (ora italiana) è stato dato il via alla WWDC 2014.

Andiamo quindi a scoprire le novità con il report “live” dal palco del Moscone Center di San Francisco, riassuntivo di tutte le novità presentate!

IL RACCONTO DELLA WWDC 2014

Si parte!

Sulla musica dei Coldplay, siamo in attesa dell’inizio della 25ma WWDC. Molte le novità che probabilmente verranno presentate stasera!

Si comincia puntuali, raccontando la grande importanza che hanno gli sviluppatori. Successivamente, un racconto di quanto siano importanti le app, sia nella vita personale che lavorativa delle persone.

La storia del WWDC è iniziata nel 1990 ed è cresciuta esponenzialmente da allora, fino ad arrivare a questo venticinquesimo anno.

Dopo questa introduzione, un po’ di statistiche: in un mercato informatico in decrescita, i Mac sono gli unici a crescere. Sono state installate più di 40 milioni di copie di Mavericks, un vero record con il 50% dei Mac users che ha effettuato l’aggiornamento (contro il 14% di Windows 8, secondo Cook!)

OSX

Sul palco sale Craig Federighi, per parlare di OS X. Dopo la creazione del nome “Mavericks”, il team di OS ha fatto un “viaggio” in California per trovare un nome al nuovo OS X. Ovviamente, missione compiuta: il nuovo OS è Yosemite. L’interfaccia, come da rumors, è completamente ridisegnata. Tutto è in stile “flat”, è stata introdotta una modalità “dark”, e il tutto è pensato per sfruttare tutto lo spazio a disposizione.

Notification Center è più simile alla sua controparte in iOS: contiene calendario, meteo, calcolatrice: è tutto nuovo. Possono anche essere aggiunti Widgets, consultabili direttamente dal menù laterale.

Spotlight ha anch’esso una nuova interfaccia, e compare nel mezzo del desktop, presentando informazioni anche da Wikipedia o da Maps, oppure Yelp. Può effettuare conversioni di unità di misura “live”, in stile Google.

Ora iCloud Drive. Con il nuovo iCloud Drive, possono essere trovati e caricati file di qualunque tipo (in stile Dropbox o Google Drive), sempre sincronizzati fra gli iDevices ed i Mac.

Novità anche per Mail: migliore integrazione fra le caselle di posta, e novità per gli allegati “voluminosi” con Mail Drop. Si possono inviare gli allegati via iCloud, i files vengono criptati e scaricati poi dall’utente finale, con qualunque piattaforma a sua disposizione (Mac o PC)

Novità anche per Safari: la barra dei preferiti è inclusa nella address bar, compresa la ricerca diretta in Google. Inoltre, è stata migliorata la condivisione delle webpages con i vari servizi online.

Ora novità per Airdrop: finalmente funziona fra iOS e OSX. Ma inoltre, si possono utilizzare contemporaneamente i vari devices: scrivendo una mail su iPhone, Mac ne è a conoscenza, e notifica all’utente che può continuare finendo la mail su Mac.

Inoltre, un’altra novità riguardante le telefonate: ricevendo una chiamata su iPhone, su Mac appare una notifica e si può rispondere direttamente!

Durante la demo, vengono mostrate le potenzialità di chiamata da Mac. Una nuova feature, usata per chiamare Dr.Dre, nuovo dipendente Apple dall’acquisizione di Beats!

Yosemite sarà disponibile per oggi agli sviluppatori, da Settembre per chiunque voglia fare da tester, e dall’autunno per tutti. Come per Mavericks, sarà gratuito.

iOS 8

Si inizia parlando di iOS e.. Android. Chi ha Android, dice Cook, lo ha per “sbaglio” (!). Questo perchè iOS7 ha portato il sistema operativo della mela ad altissimi livelli di soddisfazione (sempre Cook dice al 97% di gradimento). La percentuale di iOS 7 installata sui devices iOS è pari all’89%. Al contrario, Kitkat (l’ultima versione di Android) è al 9%, evidenziando il problema della frammentazione dell’ecosistema Android.

Ora l’annuncio ufficiale di iOS 8. Una release “major”, con moltissime features.

La grafica parte da iOS 7. All’arrivo di un messaggio, si può rispondere direttamente dal punto in cui ci si trova, senza uscire dall’applicazione corrente. Questo parte da un redesign del notification center, il quale permette di effettuare delle azioni predefinite con le varie notifiche delle app.

Novità anche su Mail, che puntano alla semplificazione e sul multitasking: si può ridurre, ad esempio, ad icona una mail in corso di scrittura, lasciando spazio a tutte le altre.

Anche Spotlight diventa più potente: si possono ricercare nuove app, canzoni, cinema nei dintorni, informazioni da Wikipedia…

Ora si parla di Quicktype: iOS ottiene dopo molti anni una nuova tastiera. Quicktype predice infatti quello che si sta per scrivere: alla domanda “vuoi andare a cena o al cinema” compaiono automaticamente le risposte. Quello che il correttore impara rimane sul devices, e sarà disponibile anche in italiano da subito!

Anche su iPad si potrà rispondere alle chiamate di iPhone, così come accade su Mac. Inoltre, anche iMessage guadagna features di chat, nello stile di Whatsapp (aggiungere partecipanti, silenziare la conversazione, mandare messaggi vocali o video..)

Ora si parla anche su iOS di iCloud Drive. Si possono aprire documenti, editarli e poi visualizzarli sugli altri devices, sia mobili che Mac o PC.

Novità anche nel business, con Enterprise: vengono fornite statistiche secondo le quali il 98% delle imprese del Fortune 500 usa iOS. Tramite Enterprise, le aziende potranno facilmente installare applicazioni aziendali per l’utilizzo su iOS.

Ora l’applicazione con più rumors in questi mesi: Health. Esistono infatti molte app che misurano alcuni stati fisici, ma nessuna app contiene tutto il necessario per una situazione corporea completa. Questo fino a Health appunto, che lavora con app di terze parti (come Nike) e app mediche, per integrare tutte le informazioni sulla salute e condividerle con il proprio medico o con la propria clinica (bidirezionalmente). Tutto questo per un quadro completo delle condizioni della persona.

Family sharing è una nuova applicazione, che consente di condividere informazioni, foto, la propria posizione e app acquistate fino a sei membri della stessa famiglia. Inoltre, è una sicurezza anche per i bambini: nel momento in cui acquisteranno una app, devono avere l’autorizzazione da un genitore.

Ora Foto, che riceve un corposo aggiornamento per quanto riguarda la ricerca delle fotografie, notevolmente migliorata, ed il foto editing, con molte opzioni di intervento.

Foto per Mac

Ora anche per Mac, Foto permette di avere tutte le foto scattate su iPhone e iPad con un design immediato ed immediatamente sincronizzato con iCloud. Le modifiche con gli strumenti di editor sono immediatamente disponibili su tutti i devices.

Sono stati anche rivisti i prezzi di iCloud, con 5GB gratuiti e piani mensili di acquisto di ulteriori GB.

App Store

Ora ridisegnato, può essere effettuata una ricerca migliore per categorie, vengono visualizzate le app degli sviluppatori in maniera migliore ed integrata, e possono essere acquistati bundles di app. Inoltre, con App Previews, possono essere effettuati video dagli sviluppatori per mostrare le loro app.

Realizzata anche TestFlight, modalità con la quale gli sviluppatori possono invitare gli utenti per effettuare test applicativi.

Con le nuove API per gli sviluppatori, possono essere inseriti nuovi provider (di ricerca, di condivisione..) e i widget nel notification center. Una maggiore apertura agli sviluppatori insomma, per migliorare l’integrazione con le varie app disponibili. Per la prima volta, anche per nuove tastiere di terze parti.

Touch ID

L’introduzione di Touch ID ha rappresentato una svolta. Ora, anche app di terze parti possono usare Touch ID, il quale continua a proteggere i dati degli utenti, che non rischiano così di finire in mani sbagliate.

Homekit

Come ampiamente previsto nei rumors, esiste un protocollo in partnership con i maggiori produttori mondiali di automazione per rendere la casa automatizzata e sincronizzata con iOS (e comandabile anche tramite Siri, con frasi del tipo “è ora di andare a dormire”, ottenendo così la chiusura completa della casa e lo spegnimento delle luci).

Metal, Spritekit e Scenekit

Il CEO di Epic mostra alcune delle potenzialità di Metal, nuove istruzioni firmware che permettono di ottenere, specie per il mondo dei videogames, nuove vette grafiche e di realismo, con un grandissimo miglioramento nell’uso dell’hardware (fino a 10x). Tutto questo garantendo quindi una potenzialità grafica elevata anche ai dispositivi iOS.

Spritekit e Scenekit sono dedicati invece ai casual games.

Xcode: Objective C e Swift

Apple crea Swift, nuovo linguaggio di programmazione. Veloce, rapido e sicuro, punta tutto sulla velocità di programmazione, migliorativa per i programmatori. Un nuovo linguaggio disponibile immediatamente, ideale per il nuovo iOS 8.

Conclusione

iOS 8 è disponibile in Beta da oggi, in autunno per tutti.

Sul palco infine, di nuovo Tim Cook, per il riassunto finale. Non ci sono stati nuovi prodotti hardware, ma la presentazione di un insieme di innovazioni che puntano a fare lavorare in sincronia i sistemi iOS e OS. C’è anche spazio per un ringraziamento a tutti gli ingegneri di Apple, che rendono possibile, sempre secondo le parole di Cook, un lavoro incredibile, che solo Apple sa offrire.

Grazie a tutti voi per avere seguito questo Keynote. Vi hanno colpito le novità presentate da Apple, o vi aspettavate qualche novità ulteriore (come i nuovi iMac ad esempio)? Come sempre, avete a disposizione lo spazio dei commenti!