Facebook lancia Audience Insights

 

 

Da qualche giorno è attivo sul mercato statunitense Audience Insights, un nuovo strumento di analisi di Facebook pensato appositamente per i venditori (siano essi on-line o off-line) che vogliono sfruttare al meglio il mercato potenziale di oltre un miliardi di utenti attivi presenti sul re dei social network.

Questo nuovo tool permette di andare a delineare un bacino di possibili acquirenti lavorando su diversi elementi:

Dati demografici (età e sesso, stile di vita, livello d’istruzione, situazione sentimentale, occupazione lavorativa, grandezza del nucleo familiare…)

Like messi alle pagine (quali sono le pagine, in diverse categorie, che più piacciono all’audience selezionato)

Ubicazione e lingue parlate dalle persone che si vogliono raggiungere

Utilizzo di Facebook (quanto spesso e per quanto tempo il nostro target di persone sta su Facebook e da che dispositivi vi accede)

Abitudini di acquisto (come e quanto spesso comprano on-line e off-line)

 

 

Inoltre sarà possibile applicare questi paletti a tre diverse tipologie di pubblico:

utenti generici di Facebook

persone che già seguono Fan Page o gli eventi da esse creati

pubblico selezionato precedentemente per altre campagne

Ma la differenza forse più interessante, che segna un netto scarto tra questo nuovo strumento e i Page Insights a cui siamo abituati, è che Audience Insights monitora le attività e i trend di acquirenti correnti e di quelli possibili in futuro all’interno di tutto il social network e non solo di coloro che interagiscono con la nostra pagina.

 

 

Si tranquillizzi però chi si è sentito in pericolo per la propria privacy leggendo queste ultime righe: Facebook ci tiene a precisare che, esattamente come i Google Analytics, i dati trattati rappresentano solo un insieme di preferenza già espresse dagli utenti con partner verificati di terza parte (come Acxiom) e che i dati riguarderanno sempre e solo grandi gruppi di utenti e non i singoli che li compongono.

Questa ultima novità del mondo Facebook – che arriverà nel vecchio mondo nei prossimi mesi – parrebbe essere una risposta nei confronti di tutti quegli utenti che ultimamente sono rimasti delusi dalla difficoltà incontrata dai propri annunci di natura commerciale di ottenere visibilità senza ricorrere alle inserzioni a pagamento.

Dando ai marketer la possibilità di individuare in modo così netto il bacino di utenti a cui rivolgersi, non dovrebbe esserci il rischio di veder il proprio messaggio naufragare in un mare di post senza fondo.

Ci rimane però un unico dubbio: non abbiamo capito se questo nuovo e utilissimo tool farà parte dei servizi sull’advertising a pagamento di Facebook o se sarà disponibile per tutti.

Abbiamo letto e ascoltato con attenzione l’annuncio e il bel video dimostrativo presenti nella sezione facebook for business, ma la parola “free” non si vede né si sente dire mai.

Non ci resta che aspettare…

Nasce Tip Ventures per il crowdfunding Reward e Equity

Secondo i dati Ansa, presentati alla quinta edizione della Borsa della Ricerca a Bologna, in Italia si contano all’incirca 54 piattaforme di crowdfunding. Le idee inviate, alle varie piattaforme, sono circa 50mila, un terzo delle quali andate on-line e di queste il 35% finanziate, per un valore complessivo di progetti finanziati che supera i 30 milioni di euro.

Appare chiaro che quella del crowdfunding è, negli ultimi tempi, una strada sempre più affollata dai tanti imprenditori che cercano finanziamenti per i loro progetti. Prediletta, anche, dal ventinovenne bresciano Matteo Masserdotti , fondatore di Tip Ventures , che vede nel crowdfunding «il possibile motore di ripartenza di cui l’Italia ha tanto bisogno».

Tip Ventures è un portale di crowdfunding che scommette unicamente sulle startup, è rivolto, cioè, solo a chi intende sviluppare un’idea imprenditoriale, escludendo quindi tutte le proposte personali e rendendo questo progetto completamente differente dagli altri portali in circolazione. È stato presentato il 9 maggio all’Associazione degli Industriali di Brescia, e permette sia il reward-based, finanziamento di progetti con ricompensa; sia l’equity based, in cui chi propone un progetto si impegna a ricompensare i finanziatori cedendo una quota della società.

Come funziona


Se l’aspirante imprenditore riesce a raccogliere la quota necessaria attraverso il portale reward-based, può decidere di passare a quello equity-based. Avrà infatti dimostrato di avere tutte le carte in regola per incontrare chi intenderà investire sulla sua idea. Circa il ruolo di Tip Ventures nel ciclo del business, invece, i founder informano che trattengono «una commissione del 5% solo se il progetto raggiunge gli obiettivi di finanziamento».

La prima piattaforma attualmente attiva è Tip Reward, ma presto sarà pronta anche Tip Equity, in attesa delle ultime autorizzazioni da parte di Consob. Sul portale sono presenti già i primi progetti, qui chi fosse interessato può proporre il suo.

Dunque, Tip Ventures nasce per permettere alle aziende di ricevere linfa nuova al fine di generarne a sua volta per far tornare a respirare la PMI, questo perché, spiega Matteo Masserdotti, il loro obiettivo è incentrato «sullo sviluppo di aziende che possano generare posti di lavoro e profitti».

Piqora: come aumentare il ROI su Pinterest, Tumblr e Instagram

Piqora: come aumentare il ROI su Pinterest, Tumblr e Instagram

Nonostante i grandi social quali Facebook, Twitter e GooglePlus siano sempre in vetta alle scelte strategiche legate ai piani di social marketing, è impossibile ormai per un brand pensare di escludere quei social visuali che sempre di più influenzano le nostre scelte e, soprattutto, le nostre condivisioni nella rete. Ed è quello su cui ha deciso di puntare Piqora, alla nascita Pinfluencer, concentrandosi sull’analisi dei dati di Pinterest, Tumblr e Instagram.

I marketers lo sanno: analizzare i dati sul web è una croce e delizia di ogni piano digital che si rispetti, e per questo Piqora propone lo studio analitico degli instight del brand misurando, tra un hashtag e l’altro, interazioni e relazioni in modo dettagliato e accurato, molto più di quanto si possa fare con altri strumenti di analisi.

I vantaggi

Le aziende che negli anni hanno aderito al servizio sono tantissime, e grazie al software possono vedere:

– l’engagement di ogni post o immagine pubblicata
– quanto spesso sono menzionate le aziende sui social
– i dati relativi agli hashtag
– gli utenti influenti che citano il brand
– la portata dei post in tempo reale
– l’interazione degli utenti con i profili dei concorrenti
– altri interessi del proprio target

Piqora come aumentare il ROI su Pinterest Tumblr e Instagram

Inoltre per la funzione video di Instagram è possibile una approfondita analisi sui propri contenuti, su quelli caricati da altri con un hashtag del brand, e un elenco dei contributors e la loro influenza sulla community.

Piqora permette di incrociare dati

Ma il vero dato interessante di Piqora è che permette di studiare i diversi social incrociando dati tra loro e scoprendo, ad esempio, che su Pinterest sono tantissime le immagini che pronvengono da Tumblr.

Uno strumento che, seppur in Italia farà fatica a decollare dato il minor successo dei social sopra descritti, crediamo diventerà molto utile a tutti quei brand che vorranno fare delle immagini uno strumento chiave per la propria strategia digitale!

Interact 2014: il programma dell'ottava edizione

Manca pochissimo e  per due giorni Parigi diventerà la capitale dell’advertising mondiale ospitando l’ottava edizione di Interact. Il 20 e il 21 maggio all’ombra della Tour Eiffel presso lo Spazio Pierre Cardin – per la prima volta in Francia dopo sette edizioni svolte a Barcellona – si aprirà il sipario e sul palco di Interact, fatto di conferenze e dibattiti, si confronteranno i più grandi nomi di agenzie, multinazionali e esperti di advertising e comunicazione.

Il tema di questa ottava edizione di Interact sarà “Creating a new era for growth in the digital revolution“. Un tema necessario da affrontare nello scenario europeo perché, negli ultimi 20 anni, la Digital Economy ha creato ben 25 aziende con una capitalizzazione di più di 4 miliardi di dollari, ma solo una di queste nata nel vecchio continente.

La digital revolution ha creato e sta creando sempre nuovi modi di utilizzare la tecnologia con conseguenti spiragli di crescita ma, al tempo stesso, cambiano anche gli scenari e le grandi aziende mondiali stanno conquistando sempre più terreno in Europa a scapito di quelle locali.

Oltre alla nuova location, la vera grande novità di quest’edizione di Interact sarà il conferimento dell’ eDay (European Digital Agency of the Year) che premierà le migliori campagne 2013 in ambito europeo e andrà ad aggiungersi ai Mixx Awards per le migliori campagne interattive in Europa) e ai Research Awards, il premio ai progetti di ricerca per lo sviluppo innovativo in ambito digitale.

Il programma è denso e ricco di iniziative e spunti imperdibili, ve ne segnaliamo alcuni:

Day 1

The Evolution of the Digital World: nomi del calibro di Serge Matta (CEO comScore, Inc.) e Stéphanie Hospital (Vice Chairman IAB Europe) condivideranno la loro visione del mondo digital e quali possano essere le prospettive di crescita.

Key trends and European success stories.

Mobile and Connected Devices: from usage to profit.

Content is king in a video and connected world.

Native advertising: content and context matters.

Day 2

Building real time conversation between brands and their communities.

Being a brand in a digital era.

How to buil a sustainable European publisher model?

Innovation trends from beyond: Snapshot from Israel.

La conferenza esplorerà le tendenze emergenti e l’innovazione del digitale. Si parlerà, inoltre, di grandi case study europei per mostrare come gli strumenti digitali consentano la crescita delle imprese.
La conferenza Interact è l’unico evento in cui si possono trovare tutte le informazioni sul panorama europeo e capire come questo possa guidare le tendenze globali.

Noi attendiamo con trepidazione di scoprire cosa i maggiori esperti di advertising e comunicazione ci sveleranno durante questi incontri e quali saranno le agenzie più creative che saranno premiate. Stay tuned!

Corsi finanziati: ancora pochi giorni per partecipare al bando in Emilia Romagna!

Vuoi che la tua azienda sia sempre al passo con i tempi ma il solo pensiero di organizzare (e pagare) un corso di aggiornamento per il tuo team ti mette i brividi?

Visto il periodo più nero che grigio riuscire a puntare sulla formazione del personale diventa sempre più critico per i costi onerosi e la tanta organizzazione che c’è a monte.

Eppure un modo per provare ad uscire fuori da questo loop del cane che si morde la coda c’è.

corsi finanziati

Corsi finanziati… questi sconosciuti!

Ad oggi sono ancora in tanti a non conoscere i corsi finanziati – questi sconosciuti! – che a volte si presentano nell’aria quasi come delle leggende metropolitane che ci fanno anche un po’ paura a dir la verità, ma così non dovrebbe essere, anzi!

I bandi messi a disposizione dalle regioni per i corsi di formazione finanziati sono delle vere e proprie opportunità, che ognuno dovrebbe provare a sfruttare il più possibile.

Molte volte però si rimane intrappolati in quella che è la burocrazia di milioni di carte, requisiti, pre-requisiti e scartoffie varie che ci ricordano inevitabilmente “Le Dodici fatiche di Asterix e Obelix“.

Ebbene, anche questa (a volte) è una leggenda metropolitana, SE ci si rivolge alle persone competenti in merito.

Ma perchè vi diciamo tutto questo? Facile, perchè vi vogliamo bene!

E perchè Ninja Academy sta collaborando con COM2 srl, Ente di Formazione Accreditato in Emilia Romagna, Campania e prossimamente Lazio, portatore del Brand Giffoni Academy, che da anni si occupa della partecipazione ai bandi regionali ed europei, per accompagnare le aziende sia nella presentazione dei documenti, sia dopo l’approvazione che nell’organizzazione dei corsi in azienda o in aula.

Il prossimo bando: aziende emiliane affrettatevi!

Ninja Academy e COM2 iniziano a collaborare già dal prossimo bando emiliano che purtroppo è già agli sgoccioli!

Fino al 23 maggio infatti 7 provincie dell’Emilia Romagna metteranno a disposizione i loro fondi per aziende che faranno richiesta di corsi di formazione per il proprio personale: Modena, Reggio Emilia, Parma, Bologna, Piacenza, Ferrara e Rimini.

I fondi finanziati sono certamente una risposta concreta alla volontà di tenere sempre aggiornato il proprio organico, in pratica, gratuitamente!

COM2, infatti, non addebiterà alcun costo alle aziende che vorranno provare a partecipare al bando, ma solo dopo l’approvazione ci sarà una piccola quota di gestione che verrà già inserita nel progetto così da non pesare minimamente nei conti aziendali.

Ma cosa centra in tutto questo Ninja Academy? Facile, dopo la richiesta, dopo l’approvazione e tutto, vi servirà un organico di docenti competenti che da anni operano nell’ambito dell’alta formazione… e chi meglio dei nostri docenti Ninja?!

La richiesta e i requisiti

Se hai un’azienda e il tuo organico – comprensivo di collaboratori esterni- raggiunge le 10 persone, e questo post ti cade come una manna dal cielo…  basterà seguire pochi passi, ma svelti!

Come avrete capito quindi, uno dei requisiti è avere almeno 10 persone intenzionate a seguire il corso o i corsi che avete intenzione di organizzare all’interno della vostra azienda. 

L’altro requisito è quello di strutturare un progetto con almeno un monte orario di 100 ore. Queste ore però possono essere gestite dall’azienda come meglio si crede, quindi sviluppandole su un solo corso o su più corsi, su tutti i dipendenti o su solo una parte di essi, o ancora su due gruppi differenti.

Ma quali sono questi corsi? Bè, fino ad ora ho preferito mantenermi generica perchè i corsi sono vari, possono essere corsi più tecnici e riferiti al mondo dell’elettronica o al mondo della sicurezza in ambito lavorativo, ma visto che non siamo qui a pettinar le bambole, i corsi che più ci interessano e che vengono ugualmente finanziati, e anzi anche avvantaggiati proprio perchè ci avviciniamo sempre più all’EXPO Milano 2015, sono quelli volti ad aumentare un’internazionalizzazione, ma anche la produttività e la comunicazione, come: marketing, project management, import-export, il mondo 2.0, il management aziendale, ecc… 

Quindi, come muoversi?

Ebbene il primo passo è quello di contattare la nostra bellissima e simpaticissima responsabile Ninja Academy Federica Bulega all’email federica@ninjacademy.it; dopodiché verrete messi in contatto con un progettista COM2 che vi chiederà dei documenti necessari per partecipare al bando e che creeranno per voi un’analisi del fabbisogno aziendale. RICORDATE CHE IL BANDO SCADE IL 23 MAGGIO!

Dal momento in cui la richiesta sarà inviata, e dopo aver ricevuto l’approvazione della regione, la COM2 inizierà ad organizzare per voi il/i corso/i che avete scelto di portare avanti e se il campo sarà quello marketing, probabilmente avrete l’opportunità di essere seguiti da un docente Ninja! Il tutto generosamente pagato dalla regione… che dire, più di così!

Allora, ricapitoliamo:

– 10 persone tra dipendenti e collaboratori;

– minimo 100 ore di corsi, tra corsi tecnici e/o corsi di marketing e management;

– Data da ricordare: il 23 maggio chiudono i bandi!

 

Ovviamente COM2 è un ente accreditato in Emilia Romagna, ma anche in Campania e a breve anche in Lazio, quindi restate aggiornati sui bandi nelle vostre regioni, perchè una volta tanto che arriva qualche aiuto da parte degli enti statali, perchè non approfittarne?!

AfterShokz: il futuro delle HeadPhone a conduzione ossea

 

Ascoltare la musica con le cuffie quando si fa attività fisica può rendere il vostro allenamento più piacevole e meno pesante, o in alcuni sport come ad esempio il ciclismo e la corsa risultare un grosso ostacolo perché è  fondamentale ascoltare i suoni provenienti dall’ambiente esterno e non rimanere isolati. La soluzione viene fornita dalle nuove cuffie AfterShokz, una società americana che sviluppa una innovativa tecnologia a “conduzione ossea“.

Le nuove cuffie dotate di questa particolare tecnologia (inizialmente sviluppata per speciali operazioni militari) sono in grado di trasmettere il suono attraverso le ossa della scatola cranica, a differenza delle tradizionali cuffie che invece utilizzano i timpani. Le cuffie Open Ear lasciano libero il condotto uditivo e sfruttano invece le ossa per propagare il suono e farlo percepire al cervello.

Questo video mostra il dispositivo Aftershokz:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=NsQMlG6_xnE’]

In occasione della recente maratona di Manchester, una delle maratone più importanti al mondo, le cuffie Aftershokz sono state le uniche cuffie ammesse durante la maratona proprio perché permettevano agli atleti di sentire la musica e allo stesso tempo di ascoltare le indicazioni verbali impartire dagli organizzatori, al fine di affrontare la gara in tutta sicurezza.

Bluez 2 di AfterShokz: musica ancora più nitida!

AfterShokz è leader in questo campo da diversi anni e il loro ultimo dispositivo, il Bluez 2 fa un solido salto in avanti in termini di prestazioni e funzionalità. Le cuffie a conduzione ossea Sportz 2 e BlueZ oltre a permettere di avere le orecchie libere, permettono anche di poter ascoltare il suono in maniera più nitida di una cuffia classica.

 Aftershokz è probabilmente destinato a condizionare il mondo degli auricolari perché offre vantaggi considerevoli sia in termini di sicurezza che di qualità del suono e risultano essere molto confortevoli e leggeri.

Ci sono alcuni svantaggi di questa tecnologia, il più significativo è  la “dispersione del suono“. Questo è un classico problema di qualsiasi sistema di cuffie, ma si amplifica con la a propagazione sonora a conduzione ossea. È possibile infatti, ascoltare la musica riprodotta dal vostro dispositivo  da una  distanza di circa 1,5 metri, e anche se questa versione l’ha ridotto in modo significativo è ancora un problema. Non è di certo l’ideale da utilizzate accanto ad altra gente o in posti affollati come ad esempio la metropolitana.

Il mercato delle HeadPhone e dei dispositivi di fruizione musicale sta radicalmente mutando e si sta muovendo verso nuove linee di prodotti, basti pensare alla recente acquisizione di Apple nei confronti di Beats Elettronics per cercare di sviluppare un nuovo prodotto innovativo che possa trasformare il mercato dello streaming musicale come fu per iTunes nel 2003.

About us: come raccontare la tua azienda in poche righe

Corporate Storytelling

Hai mai sentito la regola You never get a second chance to make a first impression? Ed è drammaticamente vera, non hai mai una seconda possibilità per fare una prima impressione. Quindi meglio prepararsi ed essere pronti a raccontare chi siamo!

Vale per tutto: conoscenze informali, colloqui di lavoro e più che mai per il nostro sito web, dove l’interazione umana si riduce e ci giochiamo tutto in quelle poche righe che parlano di noi.

Chi approda sul tuo sito web e clicca ‘About us’ ( o ‘Chi siamo’) vuole saperne di più su di te, sui servizi e prodotti che fornisci e su come li fornisci. Esattamente, vuole conoscere qual è il tuo modo di lavorare, “Your verse” direbbero in Apple.

Abbiamo così una buona occasione di influenzare positivamente chi legge con una pagina ben scritta ma, altrettanto facilmente, una pagina scritta male porterà il lettore in pochissimi secondi a cliccare sulla x. E la frittata è fatta.

Dobbiamo dire quindi chi siamo ma anche perché dovrebbero utilizzare quel servizio, e perché scegliere proprio quello.

Ecco qualche utile consiglio:

Chi ben comincia…

Fai un breve riassunto di dove e come hai iniziato. Come è nato il tuo business? Forse in un garage, forse in camera tua o magari nel tuo primo luogo di lavoro. Perché? Eri sempre affascinato dall’elettronica e non vedevi l’ora di creare qualcosa di tuo. Avevi un’idea innovativa, ma non sapevi come svilupparla. O forse eri un cuoco con il sogno di gestire un tuo ristorante. 

Racconta la tua strada

Racconta di come gli anni di esperienza e le capacità acquisite si sono combinati per portarti al punto in cui sei oggi. Menziona collaboratori, nomina dipendenti ed eventi importanti. Mantieniti breve ed aggiungi qualche numero.

Speak easy

Non includere pillole di saggezza o riflessioni personali su questa pagina. Non serve che usi terminologie ricercate, basta che scrivi con parole semplici e facili da capire. Un paio di foto ben scelte saranno perfette. Sceglile tra quelle che mostrano un tuo punto di forza.

Non essere egocentrico, ci sono quelli che mettono foto in cui fingono di stare al computer o – peggio – fingono di stare al telefono! Un’alternativa valida potrebbe essere creare una pagina dedicata all’organigramma.

Perché scegliere te?

Focus sul prodotto o servizio offerto. Esplica chiaramente i vantaggi di diventare cliente acquistando un vostro prodotto/servizio e perché il possibile cliente dovrebbe acquistare dalla tua azienda e non da un concorrente.

Ometti, naturalmente, eventuali crisi, problemi o altri riferimenti drammatici. Se ti sembra opportuno condividere questi fatti con il visitatore, potrai farlo in un altro momento.

Chiudi in bellezza

Concludi ringraziando il visitatore di essere venuto sul sito e inserisci le informazioni su come arrivare a te, comprese informazioni di contatto: indirizzo, email, telefono dell’ufficio, etc.

Infine, mettiti dalla parte del lettore: questa cosa ti colpisce? Incuriosisce o annoia? Controlla che tutti i punti sopra menzionati siano stati rispettati e ricordati: se ottieni la fiducia del cliente, la sua fidelizzazione sarà una strada in discesa!

Pensi che questi tips per creare un’efficace pagina ‘Chi Siamo’ siano sufficienti? Se hai altri suggerimenti, lasciali nei commenti!

"Selfie", la serie tv sulle sventure di una social media addict

karen gillan selfie serie abc

I dati parlano chiaro: sempre più persone utilizzano i social media mentre guardano la tv. E la tv insegue il trend, integrando sempre più spesso i commenti provenienti dai social network all’interno delle trasmissioni televisive. Ma la rete americana ABC ha portato il fenomeno a un livello successivo, con la decisione di produrre una serie incentrata sui social network.

Lo show, annunciato la scorsa settimana, si intitola Selfie e ruota intorno alla vicenda di Eliza Dooley, una narcisista e appariscente social media addict che, diventata improvvisamente popolare in seguito a un imbarazzante video virale, assume un consulente per ‘ripulire’ la sua immagine online.

I protagonisti di Selfie sono Karen Gillan, attrice scozzese famosa per il suo ruolo in Doctor Who, e John Cho del film Harold & Kumar. La trama della serie non sembra delle più solide e a quanto pare ci saranno diverse gag scontate e un po’ stereotipate su social network e app  famose. Per esempio, in una scena la protagonista gioca a Candy Crush durante a un matrimonio col volume al massimo.

john cho selfie abc serie

Karen è piuttosto attiva sui social network, ha un profilo Instagram abbastanza seguito (anche se il suo personaggio, nella serie, ha molti più follower di lei!) e si muove molto bene su Twitter, dove ha quasi 500.000 follower! È probabile che ABC voglia far leva sulla sua popolarità per lanciare la serie. E sicuramente troveranno il modo di promuoverla attraverso i principali canali social.

Qualche giorno fa è uscito il primo trailer, che a dire il vero non è molto promettente. Sembra che Instagram, come il titolo stesso fa pensare, giocherà un ruolo molto importante in Selfie. Sarebbe interessante se il personaggio principale avesse dei profili social.

selfie karen gillan social media serie tv abc

Forse vi ricorderete di quando Emma Watson, per prepararsi a recitare al meglio in The Bling Ring, ha aperto un blog su Tumblr a nome del suo personaggio, Nicki. E sapevate che i protagonisti della serie Sherlock, prodotta dalla BBC, hanno siti web e blog che vengono aggiornati di pari passo con gli episodi?

La trama non sarà tra le più emozionanti, ma il tema social media offre infinite possibilità per quanto riguarda comunicazione e promozione. E noi siamo molto curiosi di vedere cosa s’inventeranno quelli della ABC per creare interesse intorno alla serie.

Nell’attesa, potete guardare il primo trailer completo di Selfie. Fateci sapere se “vi piace”!

Typography: 7 errori da cui un designer deve stare alla larga

errori tipografici

Chi l’ha detto che le parole sono solo affare dei copywriter? Ogni designer sa bene che prima o poi giunge il momento in cui le parole reclamano il loro posto, i loro spazi, il look giusto per trasmettere al meglio il messaggio per cui sono nate. Ogni designer sa bene che prima o poi dovrà vedersela con lei: la typography.

Se credevate che l’unico dilemma in materia di typography fosse capire se dire “il font” o “la font”, sappiate che ci sono anche altri errori tipografici in agguato, pronti a saltar fuori per compromettere la leggibilità del vostro testo; Creative Bloq ne ha identificati 7, e voi? Ne conoscete altri?

1. Interlinea insufficiente

Interlinea insufficiente

L’interlinea, come anche i più comuni utilizzatori di Word sapranno, è lo spazio tra due linee di testo. Non esiste nessuna regola assoluta riguardo alla sua misura, tuttavia è bene non esagerare in nessun verso: troppo poca interlinea, infatti, renderà il testo eccessivamente compatto e, allo stesso modo, un’interlinea particolarmente ampia creerà un senso di distacco assolutamente da evitare. La leggibilità del testo ci guiderà verso una scelta equilibrata che non penalizzi la comprensione pur tenendo in considerazione l’estetica.

2. Confondere kerning e tracking

Confondere kerning e tracking

Il Kerning (crenatura) e il tracking (spaziatura) sono due termini tipografici spesso confusi tra loro.
Il kerning è lo spazio tra due lettere specifiche le cui forme consentano un avvicinamento tra esse, al fine di eliminare antiestetici spazi bianchi senza intaccarne la leggibilità; il classico esempio è la combinazione tra W e A, lettere la cui angolatura può dirsi complementare e che permettono di diminuirne la crenatura.
Il tracking, invece, si riferisce allo spazio interposto tra tutte le lettere o tutte le parole che compongono un testo; maggiore è il tracking, maggiore sarà lo spazio presente ai due lati del carattere.

3. Aumentare troppo il tracking

Aumentare troppo il tracking

I designer spesso intervengono sulla spaziatura per raggiungere una lunghezza ben precisa della riga di testo; qualche piccola modifica è sicuramente concessa, ma bisogna fare attenzione a non esagerare poiché, anche in questo caso, la leggibilità potrebbe risultarne ostacolata.

4. Usare troppi font diversi

font diversi

Uno degli errori più diffusi è quello di utilizzare troppi font diversi all’interno di un unico testo; in generale, è consigliabile non usare più di tre tipi di caratteri diversi, poiché l’effetto potrebbe risultare confusionario e donare disomogeneità all’intero impaginato.

5. Linee di testo troppo lunghe

Linee di testo troppo lunghe

Altro problema di leggibilità spesso riscontrato al momento dell’impaginazione, l’eccessiva lunghezza delle linee di testo può confondere il lettore e impedirgli di trovare la riga successiva. Per questo motivo è bene limitare la lunghezza delle righe a un massimo di 75 caratteri, creando ove possibile diversi paragrafi anziché blocchi unici di testo.

6. Contrasto insufficiente

Contrasto insufficiente

Una buona consuetudine è quella di ricontrollare attentamente il livello di contrasto tra il colore di sfondo e quello del carattere scelto; un contrasto insufficiente, infatti, o un testo su sfondo semi-trasparente a sua volta sopra un’immagine, comprometterà la lettura e affaticherà la vista.

7. Centrare sempre il testo

Centrare sempre il testo

I designer alle prime armi, nonché i comuni utenti, spesso si convincono che il testo debba sempre essere centrato, per garantire una simmetria e un senso di equilibrio che invece poco hanno a che vedere con il fine ultimo di un impaginato: la leggibilità. Il consiglio è quello di evitare di centrare universalmente il testo e di lasciarsi andare a un allineamento visivamente più asimmetrico ma sicuramente più efficace in termini di lettura.
Quando sarà il momento di centrare o giustificare un testo, lo capirete!

La startup WIB machines vola a Las Vegas [INTERVISTA]

Abbiamo intervistato Nino Lo Iacono, CEO e co-founder di WIB machines, acronimo di Warehouse in a box, un’innovativa vending machine brevettata (distributore automatico) che consente di acquistare direttamente sul posto oppure tramite e-commerce online e ritirare la propria spesa 24/7.

WIB è un’esperienza d’acquisto moderna e innovativa per il consumatore finale, tramite web o mobile, ben diversa dai classici distributori automatici di bibite e snacks. Ma soprattutto un’opportunità di diversificazione per i rivenditori, con un investimento modulabile ed una piattaforma efficiente per controllare l’andamento dell’attività comodamente online.

Un progetto italiano con ambizioni internazionali, un sito ed un blog in lingua inglese, diversi premi vinti, i primi prototipi in arrivo e la partecipazione ad una conferenza a Las Vegas.

Abbiamo sentito parlare di WIB machines per la prima volta nel 2012 con SeedLab, come si è trasformato il progetto nel corso di questi due anni ?

“Il progetto WIB, dal 2012 ad oggi si è trasformato da idea di impresa/progetto di ricerca a qualcosa di molto più concreto.
È stata costituita una società, con un team dedicato e sono stati raccolti 750.ooo euro per avviare la fase industriale della produzione e supportare il lancio sul mercato del nostro prodotto.”

Qual è o quale sarà la principale destinazione d’uso ?

“La principale destinazione d’uso è stata l’ingegnerizzazione della macchina, la creazione del team e le prime attività di marketing internazionali”.

Chi sono i vostri concorrenti?

“Abbiamo diversi concorrenti che non sono esclusivamente produttori di vending machine, anzi a dire la verità pochi distributori automatici cercano di risolvere il bisogno della spesa di prossimità fatta online con consegna automatica.
Direi piuttosto che fra i principali concorrenti di WIB ci siano i convenient store in genere“.

Parlando di attualità, Amazon si integra con Twitter. Quali le opportunità di integrazione tra social e vending?

WIB è stata appena premiata da Intel Internet of Things, nell’ambito della Intelligent Vending Competition e proprio l’integrazione della nostra macchina al web consente ai rivenditori di ingaggiare i consumatori online, attraverso i social e le community, inviando offerte o promozioni offrendo quindi comodità e valore attraverso la consegna automatica 24/7 alla macchina”.

Si parla già dei primi prototipi nelle prossime settimane, quali sono le aspettative?

“Le aspettative sono molte ma ragionevoli. Abbiamo fatto delle assumptions caute riguardo alla penetrazione della base utenti e ci attendiamo che la macchina venga utilizzata in prima battuta per la spesa complementare (i 4/5 articoli che ci servono per la cena e spesso non si fa in tempo a comprare prima che il supermarket chiuda)”.

Quali gli obiettivi della vostra partecipazione al Collision di Las Vegas?

“La Collision Conference è un punto di incontro fra startup hi-tech ed investitori.
Siamo stati selezionati fra le 150 startup in tutto il mondo che avranno la possibilità di esporre la loro idea di business e ci attendiamo di allargare i nostri orizzonti ed il nostro network magari stabilendo dei contatti con potenziali investitori interessati a supportare il nostro ingresso in nuovi mercati”.

Distributori automatici intelligenti e connessi ad internet, rispetto a cui un colosso come Intel ha iniziato a sviluppare soluzioni innovative da diversi anni, indicendo in occasione della fiera Venditalia appena conclusasi a Milano un contest internazionale dedicato. Come ci ha raccontato Nino è stata proprio WIB machines ad aggiudicarsi la vittoria, avendo sviluppato un prodotto in linea con i trend globali di questo particolare mercato.

Il passaggio successivo alla connessione ad internet dei distributori saranno le funzioni social, da un lato potremo  condividere gli acquisti attraverso delle foto, come proposto da Coca Cola in collaborazione con Intel, dall’altro saranno i prodotti che consumeremo ad essere personalizzati con stampa 3D a seconda dei trend topic sociali, come hanno presentato Twitter e Oreo in occasione del South by Southwest festival tenutosi a marzo ad Austin Texas.