"This Is AHH", il primo spot User Generated di Coca Cola [VIDEO]

this is ahh

Quando pensi a Coca Cola pensi automaticamente a “lovemark”: nel corso degli ultimi decenni questo brand è riuscito ad affezionare milioni di consumatori grazie alle sue coinvolgenti e sempre emozionanti attività di comunicazione, e anche la più recente di queste non fa eccezione. Anzi, Coca Cola per il suo ultimo video ha scelto di chiamare direttamente in causa i suoi fan più giovani per la realizzazione di uno spot user generated, “This is AHH”.

Tutti abbiamo bevuto almeno una volta la più famosa bevanda analcolica del mondo, reclamizzata per lungo tempo con quei due aggettivi, “delicious and refreshing“, richiamati alla nostra mente (e gusto) ad ogni “AHH” sentito in coda alle pubblicità Coca Cola. Quel suono è diventato distintivo del prodotto quasi quanto il colore rosso. E oggi l’azienda sceglie di riutilizzarlo per il suo primo spot ugc e seguire l’esempio di brand come Airbnb.

“AHH è quella sensazione is that indescrivibile sensazione che nasce da un sorso di Coca Cola. Abbiamo chiesto ai nostri fan di mostrarci le loro migliori interpretazioni dell’AHH per avere l’occasione di essere parte di uno spot nazionale, ed è venuto fuori qualcosa del genere. Non ne avevamo idea.”

coca cola video

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coca cola ugc

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coca cola youtube

Sul sito ufficiale potete visionare tutti i video realizzati.

Credits:

Advertising Agency: Wieden + Kennedy, Portland, USA
Global Creative Directors: Hal Curtis, Jeff Gillette, Antony Goldstein
Executive Creative Directors: Joe Staples, Susan Hoffman
Copywriter: Becca Wadlinger
Art Director: Brad Trost
Producer: Kirsten Acheson

Ninja social oroscopo dal 22 al 28 maggio

Dal 21 maggio il Sole dimora nel segno dei Gemelli, inaugurandone così una splendida settimana ricca di energia e determinazione. I nati tra maggio e giugno, però non saranno i soli ad avere sette giorni niente male perché il periodo sarà caratterizzato ad un equilibrio diffuso.

Acquario, Toro, Leone e Bilancia si impegneranno molto chi nel lavoro, chi in amore. Lo Scorpione rincorrerà un sogno, il Sagittario sarà sereno, il Cancro avrà bisogno di tanto affetto.Le sfide più impegnative toccheranno al Capricorno, l’Ariete (stuzzicato da Venere) peccherà di vanità e la Vergine rispolvererà il lato più vergineo del suo carattere. E i Pesci??? …non vi resta che scoprirlo!

20 Day Stranger: l'app che ti fa entrare nella vita di uno sconosciuto

Nell’era in cui tutto è condiviso pubblicamente sui social network e la preoccupazione maggiore è per tutti la privacy, un progetto davvero singolare ci invita a condividere la nostra vita con uno sconosciuto che a sua volta condividerà la sua con  noi! Questo non per sempre ma per 20 giorni consecutivi e attraverso il nostro smartphone.

Stiamo parlando di 20 Day Stranger, l’app nata da un progetto  del Media Lab del MIT in collaborazione con il Dalai Lama Center for Ethics and Trasformative Values. Il progetto è al momento un esperimento sociale a cui si può aderire compilando questo modulo.

Condividere la propria vita in anonimato

20 Day Stranger mette in relazione due utenti ma lo fa garantendo ad entrambi l’assoluto anonimato: ogni utente condividerà con l’altro le informazioni dedotte dal suo accelerometro e dal suo GPRS. Non stiamo parlando di update precisi come l’indirizzo ma informazioni derivate e tratte da Foursquare e Google Maps.

Facciamo un esempio pratico: se mi trovo a Roma, 20 Day Stranger invierà allo sconosciuto che è in contatto con me la foto del Colosseo; se vado in un ristorante, l’app gli invierà le immagini postate da altri su Foursquare. Il concetto è quello di mantenere preservato l’anonimato pur permettendo ai due sconosciuti di farsi un’idea della vita dell’altro.

A proposito il direttore del Media Lab del MIT, Kevin Slavin ha dichiarato a Fastcompany: “Stiamo cercando di fornire quel tanto che basta al destinatario della vostra vita per permettere a qualcuno di immaginare senza fornire informazioni reali. È qualcosa a metà tra informazione e fantasia.

Vediamo intanto il video di presentazione dell’app:

Un esperimento per creare “empatia”

L’esperimento di 20 day Stranger nasce dalla constatazione che le attuali tecnologie, da Internet ai social network in particolare, possono paradossalmente allontanare le persone: queste tecnologie ci avvicinano forse a coloro che già conosciamo o che comunque possono avere motivi per condividere con noi qualcosa ( dai gusti, ai luoghi frequentati ad esempio) ma ci rendono più diffidenti verso le persone sconosciute e ci portano anzi spesso a nasconderci nell’anonimato.

Come abbiamo avuto modo di notare nelle più recenti discussioni sulla web violence, spesso l’anonimato, l’alter ego o semplicemente la distanza fisica producono sui social network anche effetti negativi come maleducazione, frustrazione, violenza verbale. A monte c’è una carenza di conoscenza reciproca e l’assenza di empatia.

Slavin cita David Foster Wallace per spiegare l’intento dell’esperimento 20 Day Stranger: “C’è un vecchio concetto di David Foster Wallace sul fatto che il grande errore che tutti noi facciamo è che andiamo avanti con la nostra vita convinti che ognuno di noi ne sia il protagonista “ e aggiunge che l’app “è uno strumento per compensare quella condizione.

L’app, lo ricordiamo, è in fase di test: i coordinatori stanno reclutando persone da tutto il mondo, in modo che ogni persona possa essere messa in relazione con qualcuno lontano sia geograficamente che dalla propria cerchia sociale. Al momento l’app è stata realizzata per iOS ma il MIT sta già pensando alla versione Android.

E voi, provereste questa esperienza? Fatecelo sapere nei commenti!

Creative Class Heroes a Roma, appuntamento al 27 giugno!

CCheroes

La sfida che abbiamo lanciato a tutti i membri della classe creativa d’Italia, quella di incontrarci e fare insieme la #RivoluzioneCreativa, sta dando i suoi risultati! Dopo Salerno, Roma e Campobasso, l’evento targato Creative Class Heroes ritorna nella Capitale.

Creativi, comunicatori, startupper, innovatori digitali, developer, designer, geek, blogger, web ninjas, aspiranti e riconosciute twitstar: siete tutti invitati!

Cosa?

Gli eventi Creative Class Heroes nascono come una preziosa occasione di fare networking e per stimolare la crescita professionale dei creativi italiani attraverso nuove connessioni. Cerchiamo nuove idee per sostenere la classe creativa, e chi coinvolgere se non proprio i creative class heroes?

Questa edizione di CCHeroes è organizzata in collaborazione con SPQwoRq, spazio di coworking nella Capitale tipicamente utilizzato da startup ed imprese nascenti, un laboratorio in cui sviluppare le proprie idee in un ambiente condiviso, con l’obiettivo di abbattere i costi fissi.

Preparate biglietti da visita cartacei o digitali, schiaritevi la voce e cominciate a  pensare alle idee che vorreste veder realizzate (dalle istituzioni, dalle associazioni, organizzazioni etc) per facilitare vita e lavoro dei creativi e delle startup.

Quando e dove?

L’appuntamento gratuito è per il 27 Giugno alle 19:00 al SPQwoRk – via di Portonaccio 23/B Roma. Per partecipare, occorre l’iscrizione!

Clicca qui per iscriverti!

Social Media Marketing: i social network come strumento di Business [INTERVISTA]

Grazie alla sinergia tra Ninja Academy e Working Capital Accelerator, il 27 e 28 Giugno a Roma ci sarà il Corso Intensivo in “SOCIAL MEDIA MARKETING”Social Media Marketing, Social Media Analytics, Social Media Strategy, Community Management, Crisis Management, Lead Generation, Social Media ROI sono solo alcuni degli argomenti che saranno approfonditi e analizzati all’interno del corso.

In particolare:
• Scenario 2014: Social Media Marketing Reloaded
• Social Content Plan: Format e palinsesti sociali
• Community Management: moderare le risposte degli utenti coinvolgendoli
• Social Storm: affrontare le crisi in real-time
• Digital PR: come intercettare e coinvolgere Blogger e social Influencer
• Facebook: creare contenuti, lanciare eventi e iniziative, progettare contest efficaci
• Twitter: intercettare gli influencer, gestire relazioni, e sviluppare un social customer care
• Google World: come e perchè creare contenuti su Youtube e Google+
• Linkedin: gestire un profilo e ottimizzare una campagna promozione
• Instagram & Pinterest: la forza social delle immagini
• Social Media Analytics: misurare le metriche per interpretare azioni e risultati
• Social Media Advertising: progettare, lanciare e gestire campagne di promozione
• Social Media ROI: gestire e sviluppare business attraverso le reti sociali

Per l’occasione, ho avuto il piacere di confrontarmi direttamente con Laura Saldamarco [Social Media e Digital Specialist @ Finelco] e Lorenzo Viscanti [Social Media Strategist & Founder @ Mapendo], docenti del corso: ecco cosa mi hanno raccontato..

Social Media Marketing @ Roma

Prima di leggere l’intervista, ne approfitto per ricordarvi che lo SCONTO Early Booking è valido fino al 12 giugno. I posti sono limitati!

Iscriviti al Ninja Corso in Social Media Marketing

Ciao Laura, qual è secondo te il ruolo e il peso delle attività Social all’interno di una azienda o agenzia?

Oggi i Social sono un canale di comunicazione imprescindibile per un’azienda e rientrano nel piano di marketing generale.
Sono lo strumento attraverso il quale si può instaurare un contatto diretto con le persone e parlare in tempo reale. I Social Media non sono un gioco o una moda passeggera, sono ambienti in cui si instaurano relazioni e che possono avere un impatto rilevante sulle performance aziendali.

Sapresti dirci come elaborare un piano strategico di contenuti sui Social Media?

Per definire una strategia sui Social Media è necessario avere chiari gli obiettivi. Solo conoscendo cosa si vuole si può lavorare su un piano funzionale e misurare i risultati online. Per formazione, considero una strategia social alla stregua di una strategia offline, con le stesse complessità e con dinamiche ovviamente diverse. Come per la comunicazione tradizionale però è importante conoscere il proprio prodotto/servizio, il proprio target di riferimento, avere chiaro cosa si vuole e che in che tempi.

Ciao Lorenzo, quali sono a tuo avviso i modelli da seguire per lanciare attività di social media advertising efficaci?

Il prodotto e il brand diventano contenuti che interessano il lettore al punto da farlo diventare consumatore del prodotto stesso.
È un passaggio difficile quello da markettaro a produttore di contenuti, i brand all’avanguardia lo hanno già fatto, penso a coca cola, tanto per fare un esempio. Una volta che siamo diventati produttori di contenuti dobbiamo fare in modo che le persone li leggano. Content is king but distribution is queen. Per completare il passaggio verso il nuovo marketing I brand devono diventare veri e propri editori, ed è qui che bisogna confrontarsi con il social media advertising.
Il futuro è di chi non teme questa trasformazione.

Quali sono le metriche che bisogna imparare a leggere e interpretare per valutare azioni, progetti e campagne social?

Contenuti favolosi hanno bisogno di distribuzione efficacissimo, quindi i brand devono sapersi confrontare con le metriche degli editori. Traffico verso I propri contenuti e conversioni per chi riesce a generare una transazione economica sul web. Chi non vende online deve capire in che modo riesce a colpire i consumatori e a rimanere impresso nella loro mente determinando un cambiamento del processo di acquisto. Un processo di misurazione è possibile per tutti, per poter misurare gli investimenti, soprattutto in periodi in cui non è facile farli.

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Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
BE NINJA.

Da frontman dei Metallica a star dell'advertising: quando la viralità è casuale

La storia dei video virali ce lo insegna: ciò che più ha successo in rete spesso non è stato ideato per quello scopo.

Puoi infatti girare il promo o lo spot più avveniristico e patinato, ma la possibilità che tu venga battuto in views da un video tutto mosso di un bambino vestito da Sandokan che irrompe durante un combattimento tra galli depilati è dietro l’angolo.

Lo sanno bene i ragazzi di Guitar Center, catena di negozi americani di strumenti musicali, che hanno utilizzato uno spezzone di un video-catalogo girato nella loro sede di San Francisco per creare uno spot vincente.

L’occasione si è presentata durante lo shooting di un filmato per sponsorizzare la nuova ESP Iron Cross, chitarra di James Hetfield, storico frontman dei Metallica (di seguito il video intero).

Nel video, la leggenda del metal siede comodo tra gli ignari avventori parlando della sua passione per la musica e di come questa gli abbia cambiato la vita.

Da ragazzino timido e spaventato da tutto trovò nella chitarra la voce che lui non poteva ancora esprimere da un palco. Proprio il “Music was the voice I didn’t have” è diventato il tormentone che ha acceso la lampadina dei gestori del Guitar Center.

Il video originale ha ricevuto in poco tempo quasi 2 milioni di visualizzazioni, e da questo è stato estratto un mini spot per il negozio da 30 secondi che racchiude il senso dell’intervista a Hetfield, chiudendo con uno screen copy magistrale: “All we sell is the greatest feeling on earth.”

Non è la prima volta che Guitar Center fa leva sul sentimento e la passione più che sulla tecnica del musicista: poco tempo fa fu il turno di Ahmir “Questlove” Thompson, cotonatissimo batterista dei Roots.

Il successo dell’ad è stato immediato. Centinaia di migliaia di views hanno premiato il lato più romantico della musica, estratto sì da un video-catalogo creato a fini commerciali, ma isolato e comunicato da un testimonial d’eccezione con un carisma senza pari.

Il ruolo della creatività è stato fondamentale in questa campagna, così come il concetto tutto green delle tre R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Insegnamento preso più che alla lettera.

Perchè Apple sta per comprare Beats by Dre

I primi rumors sull’acquisizione di Beats by Dre da parte di Apple risalgono allo scorso anno, l’incontro tra Tim Cook (CEO di Apple) e Jimmy Iovine (Beats Electronics LLC) non era passato inosservato.

Il business della società di Cupertino è chiaro a tutti, partendo dalla musica, passando per i personal computer, arrivando fino a tablet e mobile con iPad e iPhone, proponendo prodotti e soluzioni sempre più innovative.

Il business di Beats invece potrebbe non essere conosciuto nella sua interezza a molti, come del resto non è detto che in Italia tutti conoscano Dr. Dre,  il socio di Jimmy Iovine, che in America invece è una superstar, rapper, produttore e imprenditore, simbolo del mondo Hip Hop.

La definizione dell’attività di Beats è perfettamente descritta sul loro sito web:
“Nata ufficialmente nel 2008 dall’ingegno di Dr. Dre (leggendario artista e produttore) e di Jimmy Iovine (presidente di Interscope Geffen A&M Records), Beats Electronics (Beats) comprende la famiglia di cuffie, auricolari e altoparlanti di prima qualità denominata Beats™ by Dr. Dre™ , la tecnologia software brevettata Beats Audio™ nonché il servizio di streaming audio ad abbonamento Beats Music™.”
Cosa fa Beats è quindi molto chiaro, come lo fa è altrettanto chiaro, soprattutto per via della credibilità dei due fondatori nel mondo dell’Hip Hop. È un marchio accattivante che ha rivoluzionato lo stile delle cuffie di alta gamma, aggiungendo un tocco di stile ad un accessorio funzionale.

La notizia dell’acquisizione non è ancora stata ufficializzata, nonostante sia invece già pubblico il valore del deal: 3,2 miliardi di dollari.

La mancata ufficializzazione da parte di Tim Cook nelle motivazioni dell’acquisizione ha dato spazio in queste settimane alle ipotesi più diverse. Se da un lato sono chiare le risorse che Apple andrebbe ad acquisire, ciò che manca è la spiegazione di come verranno implementazione di queste risorse.

Hardware, software e team sono i tre pilastri portanti del business di Beats. Dal punto di vista dell’hardware, inizialmente specializzati nel mondo Hip Hop per via del naming “Beats by Dr. Dre”, diffusi oggi anche tra chi non è direttamente interessato a questo genere musicale, sono un chiaro esempio di marketing di successo, facilmente implementabile nell’offerta di Apple. Meno chiara è l’opzione per cui l’interesse maggiore verta sul software, perché il servizio di music streaming brandizzato Beats (Beats music), per quanto innovativo, vanta 200.000 utenti e non è chiaro il vantaggio competitivo rispetto ai competitors come Spotify e Google Music. Del resto è da poco uscita, non ancora in Italia, la iTunes Radio, servizio di streaming musicale equivalente realizzato da Apple.

L’interesse riguardo alle teste di Beats è sicuramente importante, per via dei contatti di Dr.Dre e Iovine, considerato tra i responsabili dell’accordo tra Apple e Bono nel progetto RED.

L’ultima e più recente opzione, identificata da Walter Isaacson (autore dell’unica biografia autorizzata da Steve Jobs), riguarda da un lato l’interesse verso le capacità manageriali e strategiche Iovine, dall’altro l’ambizione di lanciare un dipartimento ancora poco performante per Apple, quello della AppleTV. Ad avvalorare questa tesi, le voci sulla presenza dei founder di Beats alla Apple Worldwide Developer Connection del mese di giugno, ipoteticamente non solo per l’acquisizione, ma per l’annuncio delle loro nuove cariche come executive.

L’ultima motivazione, tra le nove assurde possibilità evidenziate in questo articolo della rivista TIME, è che ci sia un interesse da parte di Apple nell’utilizzare la voce di Dr. Dre per Siri, perché no ?

Previsioni meteo più accurate grazie all'ombrello smart

Previsioni meteo ombrello smart

Nessuno ci aveva ancora pensato, ma presto sarà possibile avere previsioni del tempo più accurate grazie a un nuovo sistema che rileva  informazioni dalla pioggia. Come funziona? L’ombrello smart è in grado di monitorare i dati sulle precipitazioni e inviarli in cloud. Potremmo presto andare in giro per la città con il nostro ombrello e contemporaneamente fornire informazioni in real time ai meteorologi.

Il classico pluviometro è in uso ormai da secoli ed è ancora lo strumento di base utilizzato dalle agenzie del servizio meteorologico per cercare di prevedere precipitazioni e siccità. D’altro canto, i costi di manutenzione per i pluviometri sono molto elevati e solo poche migliaia di questi sono in grado di fornire report in tempo reale, il che lascia dedurre che è molto difficile avere un accurato quadro meteorologico.

Un team di scienziati olandesi ha pensato invece di sfruttare la folla, trasformando gli ombrelli in piccole stazioni meteo: ogni qual volta piove, i sensori di pioggia degli ombrelli smart si attivano e inviano report tramite Bluetooth ad un’app su smartphone. Ciascun dispositivo quindi invia i dati rilevati a un sistema centrale che i meteorologi possono consultare per fornire previsioni molto dettagliate.

ombrello smart

Non è un caso che l’idea sia venuta a dei ricercatori olandesi: “Dal momento che usiamo molto gli ombrelli, mi è sembrato logico monitorare il rumore e la vibrazione delle gocce di pioggia che cadono sulla stoffa” – ha dichiarato Rolf Hut – uno degli scienziati che sta lavorando al progetto presso la University of Technology di Delft. Ogni piccola informazione può essere d’aiuto per migliorare le previsioni del tempo: è sufficiente raccogliere dal 5 al 10% di dati durante una tempesta in città per aumentare notevolmente la precisione delle misurazioni disponibili.

Il progetto è ancora un prototipo, al momento si sta lavorando all’impermeabilizzazione del dispositivo, all’integrazione con il design degli ombrelli e all’affinamento del software che invia i dati al sistema centrale attraverso l’applicazione.

L’ombrello smart non è l’unico progetto che cerca nuove soluzioni per la misurazione delle piogge. Per lo stesso scopo sono in fase di studio dei parabrezza per automobili che forniscono dati meteo e ancora antenne telefoniche per ottenere una mappa delle precipitazioni attraverso l’analisi dei disturbi delle telefonate.

Cambiano gli oggetti di studio, ma il concetto di fondo rimane lo stesso: raccogliere dati in cloud attraverso strumenti diffusi globalmente (ombrelli, persone, automobili) per migliorare la precisione delle previsioni meteorologiche e idrologiche.

Come ottimizzare la gestione di una pagina Facebook, Ninja-style [INFOGRAFICA]

Ninja Style Facebook Marketing

Spesso le distrazioni e i numerosi impegni non ci aiutano a dare il massimo nella gestione della nostra pagina Facebook. Andando in giro per la rete abbiamo scoperto che su Socially Stacked hanno creato un’infografica che ci aiuta ad ottimizzare il nostro tempo e ad avere una strategia a riguardo.. e oltretutto sembra pensata proprio per noi Ninja!

Abbiamo avuto il piacere di tradurla per voi: ecco alcuni pratici consigli per ottimizzare la gestione di una pagina Facebook e alcuni strumenti utili per ricavarne il massimo!

Ninja Style Facebook Marketing infografica

Fateci sapere se questi consigli vi sono stati utili!

 

Sta per scadere la deadline per la call di Working Capital, il sistema che ha permesso negli ultimi tempi a centinaia di neoimprenditori il lancio sul mercato di nuove idee, con risultati esaltanti per tutto l'ecosistema startup italiano

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Working Capital, ultimi giorni per inviare l'application [INTERVISTA]

Sta per scadere la deadline per la call di Working Capital, il sistema che ha permesso negli ultimi tempi a centinaia di neoimprenditori il lancio sul mercato di nuove idee, con risultati esaltanti per tutto l’ecosistema startup italiano. Ma come funziona working capital? Oltre al fattore economico, che valore aggiunto da agli aspiranti imprenditori? Lo abbiamo chiesto in un’intervista esclusiva ad Ilaria Potito, capo di working capital operations.

Perché uno startupper italiano dovrebbe partecipare alla nuova edizione del programma Working Capital Tour?

Con l’edizione 2014 di Working Capital, che chiuderà la call il prossimo 26 maggio, Telecom italia mette a disposizione 40 grant di impresa da 25.000 euro ed altrettanti percorsi di accelerazione a Roma, Milano, Bologna e Catania. Inoltre le startup di Working Capital possono entrare nell’Albo Veloce dei Fornitori di Telecom Italia. Questo strumento è reso ancora più efficace dal “Basket Innovazione” ovvero un fondo a disposizione dei manager di Telecom Italia che decidono di acquistare servizi dalle startup e che consente di finanziare fino al 50% dell’investimento.

Infine quest’anno è stato creato un fondo di seed investment di 4,5 milioni di euro in 3 anni che sarà indirizzato alle startup che saranno ritenute più innovative in ambito digital, internet, mobile e green ICT.

Dal digital al green business, per le biotech fino al food: i trend topic del WCTour nel corso degli anni si sono estesi sempre più: secondo la tua esperienza, qual è quello che al momento ha più potenziale agli occhi degli investitori?

A livello internazionale i dati prodotti dalla NVCA parlano chiaro: sul mercato del venture capital americano è in decisa crescita il settore del software mentre è in calo quello delle biotecnologie. Guardando al mercato italiano, con l’Expo alle porte, sicuramente ci sarà un’attenzione particolare alle startup che si occupano di Food & Wine.

 

 

Quali consigli di pitching puoi suggerire a chi presenterà le prossime idee di business?

Il pitch deve raccontare in modo chiaro e sintetico gli aspetti principali dell’idea. Non occorre che contenga tutti i dettagli ma è fondamentale illustrare: il prodotto e le sue caratteristiche di innovatività, la value proposition, la roadmap, il business model ed il team. Infine non bisogna dimenticare di illustrare come verrebbero impiegati i 25.000 euro del grant di Telecom Italia.

Business, coding e design: quali sono le competenze più frequenti e quelle meno sviluppate negli startupper italiani?

Le competenze più diffuse in Italia sono sicuramente quelle di business e marketing, meno frequenti invece quelle di coding e web design.

Cosa succede in genere dopo aver vinto Working Capital?

La startup cui viene assegnato un grant viene inserita in un percorso di accelerazione che ha una durata di circa 4 mesi. In questo periodo i singoli team vengono seguiti da mentor provenienti dal mondo imprenditoriale, del Venture Capital e accademico, offrendo sostegno agli startupper per affinare l’idea d’impresa, definire il modello di business e sviluppare il prodotto.

 

Durante il percorso gli startuppers saranno inoltre coinvolti in iniziative di networking, eventi e panel di formazione.

Per fornire una idea concreta delle possibilità di successo aperte da Working Capital, possiamo ricordare qualche numero: delle 179 startup che che abbiamo supportato direttamente , 90 sono entrate nell’Albo Veloce dei Fornitori e 15 hanno raccolto più di 25 milioni di funding da investitori nazionali ed internazionali

L’Italia ha ancora molto da dire sull’imprenditorialità, quali tre misure indicheresti per risollevare il sistema nel quale lavorano founder e cofounder in Italia?

L’industria italiana ha bisogno di attrarre investimenti strutturali e per questo servono forti incentivi che spingano gli investitori a puntare sull’innovazione. Inoltre è necessaria una riduzione della burocrazia che ruota intorno alla creazione ed alla gestione di una impresa. Infine, ma non meno importante, è necessario promuovere un cambiamento culturale: “innovazione” è un termine che ricorre spesso in azienda, ma troppo spesso ci si ferma alla parola.

Innovare significa anche cambiare i processi aziendali, imparare a fare cose nuove e a usare strumenti nuovi. Purtroppo la gran parte delle organizzazioni aziendali vedono solo i costi del cambiamento, e non le opportunità.

Qual è l’elemento in assoluto più determinante, agli occhi di un investitore, di una buona idea di impresa?

Come sostiene Marc Andreeseen le imprese di successo sono quelle “mission-driven” rispetto alle “mercenary-driven“. Solo le prime sono in grado di attrarre le menti migliori, provenienti dalle università più prestigiose e di non arrendersi ai primi ostacoli.

Working Capital continuerà a tirar fuori da questo paese il meglio e a proiettarlo a livello globale.