PIAF 2014: i vincitori della quinta edizione

Si è conclusa la quinta edizione del PIAF, il Festival Internazionale della Pubblicità tenuto a Praga. La campagna mondiale più premiata risulta essere “Hobbymarket” di Hornbach curata dall’agenzia tedesca Heimat.

Il PIAF nasce nel 2010 come un concorso che si pone l’obiettivo di portare a Praga le migliori pubblicità del mondo ma il vero sviluppo ce l’ha nel 2011 quando da semplice concorso diventa un vero e proprio Festival che riunisce agenzie di comunicazione, professionisti del marketing e creativi di tutto il mondo.
Se all’inizio l’advertising si valutava per tipo di supporto (fotografico, video, audio, …), con il tempo i giurati del PIAF hanno cercato la “svolta creativa” che portasse una vera innovazione nel mondo dell’adv. Ad oggi, i più eccellenti nomi dell’adv partecipano alla kermesse.

La giuria, guidata dal Direttore Creativo più premiato d’Europa Alexander Schill dell’agenzia tedesca Serviceplan, non ha assegnato alcun Gran Premio quest’anno. Secondo Schill, tutte i candidati che avrebbero potuto aspirare ad ottenere un Gran Premio mancavano di alcuni aspetti importanti.

Un altro giurato, Arno Lindemann, della Lukas Lindemann Rosinski, sostiene che un altro motivo per cui non è stato aggiudicato il premio speciale è che la giuria ha avuto un sacco di tempo per il giudizio. I giurati hanno potuto valutare ogni dettaglio e trovare difetti anche nelle migliori proposte.


I giurati hanno deciso che per dare un Gran Premio, il numero di premi ricevuti nelle varie categorie non è un criterio sufficiente, ma che la campagna avrebbe dovuto anche cambiare notevolmente e innovare l’industria pubblicitaria.

Tra le altre campagne di successo degne di nota nel PIAF di quest anno sono la campagna di Bud Light, con 2 medaglie d’oro, la campagna Samsung S4 che promuove la tecnologia eyetracking, e l’Auchan’s report, che ha ottenuto due premi.

“Quest’anno, le decisioni della giuria sono state sicuramente le più severe in tutta la storia del PIAF. Tutto sommato, 29 candidati hanno ricevuto un premio PIAF, quando nelle edizioni precedenti si arrivava anche a 50 premiati”, dice il direttore del PIAF Marek Hlavica.

La giuria ha inoltre giudicato la competizione studentesca “La Repubblica Ceca è cool“, organizzata dall’agenzia di Stato Czechtourism tra gli studenti delle scuole di pubblicità e arte. Il compito era quello di preparare una campagna di comunicazione che presentasse la Repubblica Ceca come una destinazione attraente per i giovani.

Tra queste campagne, una medaglia di bronzo è stata data alla campagna 02’s Last Comment di Telefónica, un premio argento è andato alla Radio Ceca per l’utilizzo dei media alle olimpiadi invernali, e Modry Andel ha ricevuto un argento nella categoria Storytelling.

Usare Facebook per fare content curation

img da socialsolutionscollective.com

Quante volte avete controllato la home feed della vostra pagina business su Facebook? Sapete quali sono i “Mi Piace” che avete cliccato con l’identità della pagina aziendale? Se non l’avete fatto è arrivato il momento di dare un’occhiata. Perchè? Per prima cosa perchè i social media sono uno dei modi più semplici di fare content curation.

E poi perchè è importante inserire nella vostra strategia social la ricerca di contenuti su Facebook.

Ecco un piccolo ripasso di come si accede alla home feed della pagina:

basta cliccare sulla freccia in alto a destra e scegliere di usare Facebook tramite la propria pagina, a questo punto non rimane che cliccare sulla voce home e il gioco è fatto. Avrete a disposizione tutti i contenuti fra i quali scegliere.

Vediamo ora come occuparsi della propria homefeed aziendale e come scegliere in modo intelligente chi seguire.

1. Una volta sulla home non vi rimane che scegliere quali contenuti arricchire, o semplicemente condividere identici, con i vostri follower.

2. Scegliete bene chi seguire, qualcuno che vi offra contenuti relativi all’ambito di cui vi occupate. Ricordate che potrete pescare nel newsfeed solo fra i contenuti delle pagine che piacciono alla vostra pagina 🙂

3. Monitorare costantemente la propria home feed vi permetterà di capire chi pubblica contenuti rilevanti, e renderà la vostra content curation ancora più veloce col passare del tempo.

4. Non si tratta sempre di creare nuovi contenuti su Facebook, a volte è il caso di ricordarlo. In alcune occasioni può essere più efficace fare un mix di contenuti insieme ad un proprio commento. Per esempio, un commento a nome della vostra azienda funzionerà meglio se è supportato da un articolo di un magazine di riferimento del settore.

E voi, quanto spesso visate la home della vostra pagina? Utilizzate spesso i contenuti condivisi su di essa?

Una nuova funzione di Facebook riconosce le canzoni come Shazam

Credits: Facebook

Maggio è stato un mese intenso al quartier generale di Facebook. Dopo il login anonimo, gli aggiornamenti sulla privacy e le context card, il social network di Zuckerberg ha annunciato altre novità.

Questa volta si tratta di una funzione di riconoscimento audio, abbastanza simile a Shazam, che permette di creare aggiornamenti di stato attraverso il microfono del proprio smartphone. Per esempio, se la attivi mentre stai guardando una serie TV o ascoltando una canzone, Facebook la riconosce e ne condivide i dettagli con i tuoi contatti.

nuova funzione di facebook per condividere musica, film e serie

Credits: Facebook

Nessuna registrazione audio viene conservata, assicurano da Facebook, e l’utente sarà sempre in grado di regolare la visibilità dei post. E poi, per evitare problemi con la privacy,  precisano che si tratta di una funzionalità opzionale e dovrà essere attivata manualmente da chi vorrà farne uso.

Secondo i dati raccolti, nell’ultimo anno sono stati oltre 5.000.000 gli status update condivisi sul social network che includevano emoticon, sentimenti, ascolti, attività. La possibilità di aggiungere contenuti di questo tipo ai propri aggiornamenti è già ampiamente apprezzata e utilizzata dagli utenti.

aggiornamenti di stato visivi su facebook

Credits: Facebook

Ma Facebook vuole fare di più. Sembra che il social di Zuckerberg voglia prendere in prestito degli elementi da Twitter, incoraggiando un racconto in tempo reale, che resta però limitato a una dimensione più raccolta e privata.

Già le context card erano un chiaro tentativo di incoraggiare gli utenti ad aggiornare con più frequenza il proprio stato e a condividere maggiori dettagli sulle attività in corso in modo sempre più visivo. Il riconoscimento audio rende tutto più facile; basta accendere il microfono dello smartphone per far sapere ai nostri amici Facebook (e agli inserzionisti) cosa ci piace fare nel tempo libero.

L’idea è quella di stimolare la conversazione tra persone che hanno interessi simili. Nel caso di un brano musicale si può anche condividere una breve anteprima, per permettere a tutti di ascoltarlo, mentre per le serie TV è possibile specificare l’episodio e la stagione, in modo da evitare gli spoiler.

Questa funzione sarà disponibile per le applicazioni Android e iOS nelle prossime settimane. Nell’attesa, ecco un video che ne illustra il funzionamento.

McDonald's a Parigi diventa iconografico

Dove sono finiti lo sfondo rosso e la M gigante gialla caratteristici delle campagne pubblicitarie di McDonald’s?

TBWA, nota agenzia pubblicitaria, ha deciso di sostituirli puntando sui prodotti più che su messaggio o slogan. Già l’anno scorso a Parigi si era tentato di “smarchiare” il colosso del fast-food valorizzando i prodotti classici con foto che li ritraevano in primo piano, succulenti e appetitosi, portando a giudizi positivi non ostacolati dall’invadenza del logo.

Quest’anno l’agenzia è tornata a pubblicizzare McDonald’s attraverso una campagna follow-up a dir poco minimalista. I sei grandi classici del menù sono stati reinterpretati, stilizzati, tanto da diventare delle vere e proprie icone. Si parla di Big Mac, cheeseburger, patatine fritte, gelato, Nuggets e Filet-O-Fish che in fin dei conti sono riconoscibili da molti. Chi non è mai entrato almeno una volta in un McDonald’s?

Le icone appariranno in più di 2700 espositori esterni in Francia attraverso un lancio massiccio che inizierà il 2 giugno.

L’agenzia ha definito la campagna come “unica e moderna, nel rispetto dell’immagine di McDonald’s”, e ancora come “esclusiva, semplice e universale, proprio come i sei prodotti icone promossi”. Nonostante sia tutto nuovo e stilizzato, permangono piccoli Golden Arches al fianco delle illustrazioni.

In questo periodo McDonald’s è al centro dell’attenzione anche per altri motivi.

Il primo è  l’iniziativa di crowdsourcing rivolta ai clienti inglesi a cui si dà la possibilità di creare panini personalizzati, scegliendo sei ingredienti tra più di 80 disponibili, creando così più di un milione di combinazioni possibili.

Tra gli ingredienti aggiunti figurano ananas, chorizo e guacamole, ma non sono stati eliminati ingredienti più classici come bacon, formaggio e cipolla. Inoltre McDonald’s chiede ai suoi clienti di dare un nome alle loro creazioni; i più quotati per ora sarebbero “Sweet n Sour Ballbuster,” “The Parisienne,” “Two Brie or Not Two Brie” and “The Burger Lad.”

Il concorso è iniziato il 20 maggio e durerà fino al 15 giugno e la premiazione dei nuovi panini avverrà il 29 giugno. L’idea ha già avuto successo in Germania, dove un nuovo hamburger è stato creato ogni 26 secondi durante le cinque settimane di concorso.

E poi è impossibile che non abbiate visto il nuovo Happy Meal Ambassador, presentato qualche giorno fa per annunciare l’inserimento di un nuovo prodotto all’interno dell’Happy Meal, lo yogurt alla fragola.

 

La nuova mascotte ha ricevuto feedback non molto positivo in rete, voi che ne pensate?

Cosa succede su Internet? Scoprilo in questa infografica in real time

Cosa succede su Internet? Scoprilo in questa infografica in real time

Credits by pennystocks.la/internet-in-real-time/

Cari Ninja, qualche tempo fa abbiamo visto che cosa succede su Internet in un minuto. Ma cosa ne dite di passare oltre e di scoprire che cosa accade… in un secondo?

La rete ed il suo utilizzo sono senza dubbio in crescita vertiginosa. Ma soffermarsi su questa infografica realizzata dal team di pennystocks.la ed osservare i suoi numeri, può effettivamente lasciare a bocca aperta.

Secondo infatti alcuni dei dati presenti, nello spazio di un classico spot pubblicitario:

– Su Twitter vengono creati 330 account e scritti 170.000 tweet

Facebook realizza 1.600.000 nuovi post e 1.500.000 like

– Su Google vengono effettuate 140.000 ricerche, con circa 50.000$ di fatturato derivante dall’utilizzo di adwords, e su Youtube vengono visti 70.000 video

Amazon vende oggetti per un valore di 70.000$

– L’App Store ed il Play Store realizzano insieme 56.000 download di app (con netta prevalenza dello store di Google)

Whatsapp ci tiene impegnati a spedire 6.600.000 nuovi messaggi

– Vengono inviate circa 100 milioni (!) di email

Numeri senza dubbio più efficaci di un’infografica standard, e che danno ancora di più l’idea di quanto la nostra vita sia sempre più connessa, e la rete un luogo sempre più aperto ed utilizzato.

Dimenticavo, durante la scrittura di questo breve articolo, in rete sono passati qualcosa come 13 milioni di GB di dati!


Click the image to open the interactive version (via Penny Stocks Lab).

LG G3, la semplicità è l'ultima innovazione

 

Samsung S5, HTC One M8, Sony Z2 tremate, arriva LG G3, il nuovo top di gamma della casa Coreana.

Display da 5,5 pollici IPS Quad HD (2560×1440), Qualcomm Snapdragon Quad-Core da 2.5GHz, fotocamera da 13 Megapixel con OIS+ e Laser Fast Focus, batteria da 3000 mAh oltre a diverse nuove funzionalità software: il G3, dopo le tante voci che hanno accompagnato il giorno della presentazione, ripaga ufficialmente della grande attesa.

Vediamo subito le caratteristiche nel dettaglio:

  • Sistema operativo: Android 4.4 KitKat
  • Processore: Qualcomm Snapdragon Quad-Core da 2.5GHz
  • Display: 5.5 Pollici IPS QUAD HD 2560×1440 538ppi
  • RAM: 2GB
  • Memoria interna: 16GB espandibile con Micro SD fino a 2TB
  • Fotocamera posteriore: 13 Megapixel con OIS+ con doppio sistema flash e messa a fuoco rapida
  • Fotocamera anteriore: 2.1 Megapixel di alta qualità per migliorare i selfie
  • Batteria: 3000 mAh, removibile
  • Audio: 1 Watt, con equalizzazione automatica in base al rumore esterno

Simplicity is the new smart

Se c’è una cosa che Ramchan Woo, Head of smartphone Platform LG, e James Marshall, capo del product marketing LG, hanno sottolineato sul palco della presentazione è la semplicità. Pochi tasti fisici, funzioni automatizzate, movimenti preconfigurati vogliono rendere l’esperienza d’uso del G3 come la più facile, intuitiva e umana possibile.

L'esperienza d'uso del G3 è la più facile, intuitiva e umana possibile

LG G3 in 5 colorazioni

Gli unici pulsanti presenti sono sul retro: come già il G2 ci aveva abituato, un tasto funzione e il bilancere sono posizionati appena sotto la fotocamera posteriore, in modo da poter essere utilizzati con l’indice. Non esistono tasti fisici nemmeno alla base del display: tutti gli input vengono dati da tasti software a display (come da tradizione Nexus e ormai diffuso su molti device).

Inizialmente si pensava fosse presentato solo in tre diverse colorazioni. LG ha stupito tutti inserendone altre due. Oltre alle già attese Metallic Black, Silk White e Shine Gold si sono aggiunte quella rossa (quasi vinaccia) e blu, tutte light metallic skin (in Italia dovrebbero però arrivare solo le prime tre colorazioni).

Il retro è leggermente curvo per facilitare la presa e migliorare l’ergonomia del terminale.

LG G3 in 5 colorazioni

Il display spinge al limite la percezione umana

Il display spinge al limite la percezione umana

La guerra tra smartphone si è spesso combattuta anche sulla qualità dello schermo proposto.

Questa volta siamo davanti ad un 5.5 Pollici IPS QUAD HD di risoluzione 2560×1440 e con 538ppi, quasi quattro volte la qualità dell’HD e quasi due volte quella del FullHD. I pixel, da quanto dice LG, sono il 56% più piccoli rispetto ai display HD tradizionali.

Il display spinge al limite la percezione umana

Camera con laser autofocus e selfie di qualità

Ma schermi grandi e risoluti possono consumare oltre il dovuto la batteria. LG ha pensato anche a questo: ha predisposto tre diversi tipi di ottimizzazione della prestazioni, regolando il frame rate, la clock della CPU e il timing control in base all’utilizzo che stiamo facendo del nostro telefono. In pratica, se stiamo osservando una foto, quindi statica, è inutile che il dispositivo mantenga un’alta velocità dei fotogrammi e il processo a piena potenza: lo adatterà alla funzione che sta svolgendo in quel momento per consumare troppo la batteria.

Altra cosa interessante. Stiamo parlando di un 5,5 pollici, una misura quasi da phablet ma in un case con dimensioni da smartphone tradizionale. Tutto questo è possibile grazie ad un display che arriva quasi al limite della scocca, lasciando solo una sottilissima cornice nera tutt’attorno. Il 76,4 della parte frontale del telefono è dedicato allo schermo.

Camera con laser autofocus e selfie di qualità

Camera con laser autofocus e selfie di qualità

Accessori, per completare l'LG G3

Tredici megapixel non possono ormai bastare a definire la fotocamera. Gli utenti più smaliziati cercano di più. Per questo, in questo G3, hanno inserito alcune funzionalità avanzate. Innanzitutto il Laser fast Autofocus che permette in soli 0,276 secondi di mettere perfettamente a fuoco il soggetto desiderato.Un video, mostrato durante la presentazione, mostrava l’estrema velocità rispetto ad uno smartphone tradizionale.

Una seconda novità è sempre dedicata a semplicificare l’uso da parte dell’utente. Niente più pulsante per scattare le foto. Tocco, metto a fuoco e scatto già la foto solo cliccando sullo schermo.

Infine i selfie. Vista la moda del momento, hanno migliorato, sia dal punto di vista hardware, come qualità d’immagine, sia dal punto di vista software, aggiungendo l’autoscatto a tempo, questa funzionalità.

Le tre novità software: Keyboard, Notice e Security

Non solo innovazione hardware per il nuovo top LG. Tre le nuove caratteristiche illustrate durante la presentazione:

Smart Keyboard: gran parte degli input che riceve il telefono avviene attraverso la tastiera. Questa deve quindi diventare smart. Ora si adatta in grandezza e larghezza alle nostre esigenze, riconosce il nostro tocco e corregge gli errori di digitazione imparando dalle nostre abitudini, ha funzionalità avanzate che ci permetteranno di scrivere con una sola mano e non distrarre occhi e dita.

Smart Notice: un assistente personale, in stile Google Now, che ci avviserà di chiamate perse, messaggi, contatti telefonici ma che ci dirà anche quando sarà utile prendere l’ombrello perchè minaccia pioggia.

Smart Security: il 62% degli utenti non si preoccupa di rendere sicuro il proprio smartphone. LG ha pensato di introdurre il Knock Code,per sbloccare il telefono, tocco tre unti dello schermo in maniera preimpostata e attivo il terminale), il Content Lock per criptare immagini e contenuti che voglio rimangano privati e Kill Switch, per bloccare il telefono a distanza in caso di furto.

Accessori, per completare l’LG G3

Accessori, per completare l'LG G3

Accessori, per completare l'LG G3

Sul finire della presentazione LG ha mostrato anche gli accessori compatibili con il nuovo device. Già mostrato in anteprima il Quick Circle Case, uno custodia con oblò personalizzabile. A questo si sono aggiunti un caricabatterie wireless, una cuffia ergonomica bluetooth e, inaspettatamente, si è intravisto il tanto atteso G Watch con Android Wear.

Gli sviluppatori LG molto hanno puntato sulla semplicità, sia dal punto di vista visivo, estetico, sia dal punto di vista delle funzionalità di utilizzo. La commercializzazione dovrebbe iniziare da fine giugno. Per il prezzo, si parla di una cifra attorno ai 599 euro. Ancora nulla di ufficiale da LG.

Dipenderà sicuramente dai gusti personali, ma il nuovo LG G3 fa la sua figura e le nuove funzionalità, oltre a quelle che scopriremo solo al momento della prima prova, lo rendono sicuramente molto interessante.

Facebook vuole farci interagire di più, con le nuove context card

context card

Credits: Sebastiaan ter Burg

Gli utenti di Facebook sono cambiati. Ormai fanno un uso più maturo e consapevole del social network; hanno imparato a usare i filtri della privacy e a non aggiornare il proprio status con qualsiasi cosa passi loro per la testa. Forse trascorrono anche più tempo sulle altre piattaforme social.

Ma Facebook non ci sta, e s’inventa una nuova funzionalità per incoraggiare le persone a interagire di più e a condividere maggiori dettagli sulle loro attività: le context card. L’aggiornamento è disponibile già da qualche giorno per alcuni utenti iOS e permette di visualizzare suggerimenti basati sulle attività dei propri contatti.

Attualmente Facebook ci mostra già dei suggerimenti, generati a partire dai nostri interessi e da quelli degli amici. Ma la maggior parte degli utenti tende a ignorarli, perché non si tratta di contenuti che provengono direttamente dalla propria rete di contatti. E qui si inseriscono le context card.

Facebook contest card anteprima

Ad esempio, se un utente effettua il check-in in un posto, le context card mostreranno gli altri amici che hanno visitato quel luogo, quando ci sono stati e le foto che hanno scattato. Oppure postando un aggiornamento che fa riferimento a un film, a un libro o a una canzone, Facebook ci dirà quali tra i nostri contatti hanno visto quel film, letto lo stesso libro o ascoltato la medesima canzone.

Un portavoce di Facebook, spiega così la nuova funzione:

Queste card possono aiutarti a scoprire informazioni su dove sei e cosa farai dopo, o ispirare conversazioni con i tuoi amici. Questa funzionalità rispetta tutte le esistenti impostazioni della privacy e le card mostreranno solo le informazioni già visibili su Facebook. Vogliamo facilitare l’interazione con i tuoi amici su cose che stai facendo e luoghi che stai visitando.

Le context card aggiungono anche un tocco di colore al layout di Facebook. Accanto al caratteristico blu, che rimane associato ai compleanni, vengono utilizzate tre tonalità per differenziare i contenuti: rosso per i luoghi, verde per libri/musica/film e giallo per le foto.

Se il test avrà successo, probabilmente le context card saranno estese a tutti gli utenti ed entreranno a far parte della nostra esperienza ‘social’ quotidiana. Pensate che sia una funzione utile?

Bibione, la città che punta all'amore

Accade sempre qualcosa di spettacolare quando le città italiane decidono di mettersi in moto per valorizzare le ricchezze e la bellezza che hanno da offrire. Questa volta è il turno di Bibione, la bellissima Bibione, una delle mete turistiche più famose in Italia.

La città veneta ha deciso di valorizzare il proprio territorio attraverso il progetto #Bibione4love puntando all’importanza di valori immateriali come l’amore che unisce le famiglie. La città infatti non ha da offrire solo belle spiagge, mare e tanto sole ma dal 29 maggio al 30 settembre il divertimento si allarga a tutta la famiglia attraverso workshop, esperienze interattive ed emozioni autentiche.

L’obiettivo del progetto è quello di educare bambini e adulti all’arte del viaggio stimolando curiosità e immaginazione in particolar modo grazie alla realizzazione di un fumetto in collaborazione con una una famosa fumettista e anche alla creazione di un quaderno di viaggio interattivo che racconti l’esperienza vissuta in questa città, che testimoni i valori appresi e vissuti.

Giovanni Mazzarotto, Presidente del Consorzio Bibione Live ha dichiarato:

Bibione intraprende un percorso di comunicazione dei valori immateriali, legati all’amore, alla famiglia, ai bambini. #Bibione4love mette al centro i bambini e la loro esperienza di viaggioche inizia molto prima della partenza, da quando iniziano a sognare una vacanza con la mascotte Bibi, e finisce molto dopo, quando lo ricordano e lo conservano nel cuore.

#Bibione4love si concentra su 3 momenti, il sogno, l’esperienza e il ricordo, coinvolgendo sia residenti sia operatori turistic,  per la diffusione di una cultura dell’ospitalità: un incontro e uno scambio che, anche solo nel breve tempo di una vacanza, condividono una grande ricchezza: un territorio e le sue unicità”

Ha commentato Silvio Scolaro  Presidente di BibioneOnline.

Bibione è pronta ad accogliervi e a raccontarsi, adesso basta solamente aprire le braccia e lasciarsi trasportare!

Google Stories: il diario di viaggio diventa digitale!

C’era un tempo in cui a settembre, tornati dalle vacanze, si raggruppavano rullini e cassette, si portavano a far sviluppare o a trasferire su vhs, e si organizzavano interminabili cene con gli amici per condividere emozioni, immagini e storie sulle vacanze appena passate. Le cose sono cambiate ormai diversi anni fa, ma mamma Google questa primavera sembra proprio voler tagliare definitivamente con il passato annunciando l’arrivo di Google Stories.

Si tratta di uno strumento che organizzerà in modo automatico le vostre migliori foto delle vacanze in un album digitale. Un diario di viaggio da condividere con le vostre cerchie di Google+ che sarà pubblicato esclusivamente con il vostro consenso una volta tornati a casa.

La funzione è disponibile sia in versione web sia mobile (per ora solo per dispositivi Android). Grazie alla geolocalizzazione e i punti strategici segnalati dagli utenti, lo strumento riconoscerà automaticamente le migliori foto e le contrassegnerà con i nomi delle città mostrando luoghi, hotel e ristoranti visitati in viaggio.

Le storie vengono create automaticamente, e una volta che sarà disponibile una per te, avrai una notifica. Ma come riceverne una? Ecco i passi da seguire:

Attiva cronologia posizioni

Attiva la Cronologia delle Posizioni del tuo account Google per memorizzare le tue posizioni passate e visualizzarle su Google Maps.

Attiva backup automatico

Attiva il Backup automatico per eseguire automaticamente il backup in Google+ delle tue foto e dei tuoi video.

Attiva la composizione automatica

La funzione di composizione automatica dovrebbe essere attiva come impostazione predefinita. Accertati però che tu non l’abbia disattivata in passato per farla funzionare con Google Stories

Visualizza le tue Google Stories

Per visualizzare le tue storie, vai nel menù in alto a sinistra dal tuo account G+ e clicca su “Foto”. Vai poi su “Altro” e clicca su “Storie”. Clicca sulla storia di tuo interesse per visualizzarla o modificarla cancellando le foto che non ti piacciono o aggiungendo una immagine di copertina.

Curiosi di vedere qualche esempio? Ecco le Google Stories di Angela Sackett e di Steve Aoki.

Belle novità, quindi, che (forse) metteranno a tacere per un po’ le male lingue sulla vita o morte di Google+. Noi, per ora, non vediamo l’ora di scoprire come verrà utilizzato per fare branding e personal branding: pensate ad esempio ad un evento raccontato su Google+ per immagini, un portfolio alternativo per fotografi e performer, o alle ricette illustrate nelle Stories!

E a voi, quali altri modi di utilizzo vengono in mente per questo nuovo strumento? Aspettiamo le vostre idee nei commenti! 😉

Anche Leroy Merlin gioca con i selfie [VIDEO]

Leroy Merlin, azienda francese operante nella grande distribuzione e specializzata in bricolage e fai-da-te, edilizia, giardinaggio, decorazione e arredo bagno, lancia un nuovo spot di 45 secondi dal titolo “Selfie.

Nella prima parte del video diverse persone si divertono con il nuovo tormentone di auto-fotografarsi e, nella seconda parte, sono svelate le reali fotografie: la messa a fuoco è stata fatta sull’arredamento, troppo bello per fare da sfondo!

Con ironia, semplicità ed attualità, lo spot ci sta domandando se almeno una volta ci siamo fatti un selfie in bagno, se il bagno era firmato Leroy e se non era quasi quasi più bello per bucare lo schermo 😉

Musica: Randy Newman – I Love To See You Smile.