Aperte le iscrizioni al Corso Online in Corporate Storytelling

Dietro ogni impresa, grande o piccola che sia, ci sono delle storie, che attendono di essere trovate, raccontate e condivise.

Cos’è un racconto aziendale e come si costruisce? Quali sono gli strumenti più idonei su cui far vivere e far circolare racconti d’impresa? Quando è bene fare un percorso di Corporate Storytelling e quando sarebbe meglio evitare?

Corso Online in Corporate Storytelling [maggio-giugno 2014]

Il Corso intende offrire una panoramica estremamente aggiornata sul vasto mondo del Corporate Storytelling, offrendo scenari evocativi, tecniche espressive e spunti pratici con i quali poter sviluppare una narrazione efficace, in grado di impattare sul coinvolgimento delle persone dell’impresa, e di conseguenza verso i propri clienti e il proprio business.

▨ Quali sono le tecniche del corporate storytelling applicate all’attività professionale quotidiana?
▨ Quali sono i punti di riferimento con i quali costruire un piano di narrazione aziendale mirato?
▨ Come sfruttare il potere delle storie attraverso una “narrazione emozionante“?
▨ Cos’è il Visual Storytelling e come si architetta una sequenza narrativa?
▨ Come coniugare Social Media, Storytelling e Visual Storytelling?

PROGRAMMA

  • Introduzione: cos’è il Corporate Storytelling
  • Quali sono gli ambiti di applicazione dello Storytelling in azienda (dal brand alle persone)
  • Le storie: cosa sono, come interagiscono, come diventano racconti efficaci (casi di successo ed esperienze aziendali)
  • Storytelling interno e Storytelling esterno: come ingaggiare i diversi pubblici
  • Il potere delle storie e il loro impatto sui brand, i prodotti e i servizi
  • Come si costruisce una narrazione aziendale: le variabili chiave
  • Gli elementi per una “narrazione emozionante
  • Leggere il proprio lettore e posizionare la propria storia (per ingaggiare e comunicare in modo empatico)
  • La narrazione d’impresa sui diversi media
  • Visual Storytelling: cos’è e come si sviluppa
  • Creiamo una sequenza narrativa (keyframe in una singola foto o con più foto, il “Third Effect”)
  • Pensare una storia prima di realizzarla visivamente
  • Preparazione e organizzazione del lavoro (foto, video, elementi grafici e simboli)
  • Il ruolo dei Social Media nella distribuzione efficace del Visual Storytelling
  • Il potere delle immagini nell’era dei Social Media
  • Gli strumenti del Visual Storytelling: dalle immagini ai video, dalle infografiche alle docu-fiction

Ninja Master | Andrea Fontana

Andrea Fontana
Co-Founder Storyfactory

Esperto di strategia aziendale, comunicazione d’impresa (aziendale e politica) e people engagement, con i suoi testi e le sue ricerche ha aperto in Italia il filone di riflessione e applicazione operativa sul “Corporate Storytelling“. Insegna “Storytelling e Narrazione d’Impresa” all’Università di Pavia e “Metodologia della formazione” all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Ninja Master | Massimo Lico

Massimo Lico
Visual Storytelling Specialist Storyfactory

Esperto di fotografia e web 2.0 unisce la passione fotografica alle competenze narrative che gli permettono di raccontare storie mediante le immagini. Collabora con varie aziende, aiutandole a identificare i punti di forza e le caratteristiche principali, sulle quali costruire una strategia di comunicazione efficace.

Vantaggi del Corso Online

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

SCONTO EARLY BOOKING

Entro il 12 maggio: 199 €
Dopo il 12 maggio: 249 €

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
BE NINJA.

Snickers: gli operai urlano alle donne… per sostenerle! [VIDEO]

La nuova campagna Snickers australiana vuole mostrare in modo ironico come appaiono le persone affamate, partendo dall’idea che “Non sei te stesso quando hai fame!”.

Aussie Builders surprise public with loud empowering statements: “Operai australiani sorprendono il pubblico urlando slogan per promuovere l’uguaglianza sociale” è il titolo del video firmato Snikers, che punta sul gioco di parole e l’accenno al doppio senso come chiave vincente per stupire lo spettatore (e le passanti protagoniste), partendo dal preconcetto che se sei un muratore non puoi essere te stesso se non fai battute sessiste alle donne.

Il video inizia con gli operai al lavoro che si affacciano dal palazzo e richiamano l’attenzione delle donne che camminano in strada, con frasi che iniziano con “Ti voglio mostrare…”, oppure “sai cosa voglio vedere?” ma il finale non è banale come si potrebbe immaginare; “Ti voglio mostrare… il rispetto che meriti” e  “Sai cosa voglio vedere? Vorrei che il punto di vista femminile sia preso in considerazione per quello che è e non per quello che ci si aspetti di sentire”, lasciando visibilmente perplesse, ma divertite e inorgoglite le passanti.

Il gioco di parole, il contrasto con le aspettative e l’invito a ragionare sul ruolo della donna nella società diventano qui ironici pretesti per dimostrare che quando si ha fame si perde il proprio essere, e questo culmina con il coro finale degli operai: “Cosa vogliamo? Uguaglianza. Cosa non vogliamo? Misoginia”.

Aussie Builders surprise public with loud empowering statements è solo uno dei tasselli di un piano di comunicazione che la Snickers ha messo in atto, e che ha visto anche la creazione di un’applicazione web molto divertente che mostra, grazie all’utilizzo di una foto, come si appare nel momento in cui si ha fame.

L’idea dell’applicazione nasce da situazioni di nervosismo o depressione che scaturiscono nel momento in cui siamo affamati e non possiamo o non riusciamo a mangiare, magari in attesa che si liberi un posto al ristorante o durante una giornata lavorativa senza pausa pranzo. Ecco, è proprio qui che arriva l’idea di Snickers con il The Hungry me generator, ovvero il “Generatore del me affamato” con tanto di foto personale annessa!

Qui di seguito potrete trovare lo spot, invece andando all’applicazione web scoprirete chi siete veramente quando siete affamati: irritabili? Silenziosi? Scopritelo! 🙂

Do it for Denmark: Spies Travels lancia la provocazione [VIRAL VIDEO]

La Danimarca ha un problema: non nascono più bambini. Mentre i politici stanno pensando ad una strategia, il mondo del marketing ha già trovato una soluzione: l’agenzia di viaggi Spies Travels lancia la campagna Do It For Denmark!

Più che una vera campagna pubblicitaria è una missione quella di Spies Travels, il loro obiettivo è quello di far crescere il numero di bambini eliminando il problema nascite zero che sta affliggendo la Danimarca. Al grido di Do It For Denmark!, la compagnia di viaggi ha realizzato un video e aperto un sito dedicato: do-it-for-denmark.dk

Quindi in Danimarca non si fa… ehm… non si procrea. Strano, soprattutto considerando che, secondo una ricerca dell’Unesco, è il “paese più felice” al mondo e proprio in Danimarca è nato Lars von Trier il regista dello sconvolgente film Nymphomaniac. Forse la troppa felicità causa una scarsa attività sotto le lenzuola o forse è tutta colpa delle tipiche frikadeller.

Fortuna che Spies ha trovato una soluzione al problema. Come spiegato nel video si ha una maggior probabilità di concepire un bambino quando si va in vacanza: si è più rilassati, ci si dedica più alla coppia e ci si lascia andare. Quindi perché non invitare i danesi ad andare in vacanza, divertirsi un po’ e tornare nel paese in tre?

Per partecipare all’iniziativa basta prenotare un viaggio sul sito e, al ritorno, dare la prova della gravidanza. In questo caso la compagnia regalerà alle coppie una fornitura triennale di pannolini, prodotti per bambini e un viaggio “baby-friendly”.

Il video con cui Spies veicola la campagna è molto divertente e ben realizzato. Mixando lo stile documentaristico con quello più leggero e divertente tipico del web, il filmato cattura l’attenzione fino alla fine. Unica barriera è per la lingua danese davvero ostica che, però, viene stemperata dai sottotitoli in inglese che aiutano nella comprensione.

Il video ha riscosso un notevole successo sia per numero di visualizzazioni (superando i 5 milioni) sia per quanto riguarda l’opinione pubblica. Vi consigio di leggere i commenti degli utenti, alcuni sono molto divertenti e, in linea di massima, apprezzano l’iniziativa di Spies Travels.

Sappiamo benissimo cosa vi state chiedendo: ma chi non può avere figli? Beh, come suggerisce Spies, all the fun is in the participation!  😉

Oculus Rift: Facebook lo rovinerà così? [VIDEO]

Oculus Rift: Facebook lo rovinerà così? [VIDEO]

Avviso agli amanti degli ormai famosissimi occhiali per la realtà virtuale: non c’è nessuna evidenza che Facebook rovinerà Oculus Rift! 😀

Ma si sa, tutte le grandi novità in rete devono passare tra le grinfie di esperti realizzatori di parodie e spoof (soprattutto se si parla di operazioni multimiliardarie ad opera di Facebook). Ecco allora che spunta questo video dal titolo “Oculus Facebook Rift gameplay footage“, che prova ad immaginare come evolverà da qui a poco la user experience di un utilizzatore degli occhiali.

Qualche esempio? Notifiche che interrompono il gioco, inserzioni di re-marketing e simili.

Oculus Rift: Facebook lo rovinerà così? [VIDEO]

Oculus Rift: Facebook lo rovinerà così? [VIDEO]

Oculus Rift: Facebook lo rovinerà così? [VIDEO]

Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]

Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]

È uno dei temi che oggi, nell’era dei big data, rimbalzano e vengono più frequentemente discussi online: come vengono trattati i nostri dati personali dalle digital company? Nei giorni scorsi Google ha pubblicato un video che risponde a questa domanda, filtrandola attraverso uno scenario specifico, ovvero quello dei processi penali in cui viene presentato un mandato di perquisione per le attività online degli indagati. Qual è la Google privacy policy in questi casi?

Tramite un video animato dettagliato quanto comprensibile, Google ci descrive tutti i retroscena di quello che è un procedimento assolutamente blindato: obiettivo di Mountain View è, ovviamente, proteggersi da critiche e lamentele mostrandoci come lavora per proteggere i nostri dati da richieste eccessive. Anche quando queste provengono dal Governo.

Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]

Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]

Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]

Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]

Google privacy policy e leggi: un'animazione per capire [VIDEO]

Tutte le figure interne all’azienda che vengono coinvolte nel processo di disamina dei contenuti vengono qui presentate: dallo screener, che filtra e dà priorità ai mandati, al custodian of records, colui che si occupa di custodire i materiali e si presenta in aula.

Ecco il video (attivate i sottotitoli in italiano!)

Capito tutto? 😉

Ninja Digital Factory: i vincitori della prima edizione ci raccontano la loro esperienza

Il percorso della Ninja Digital Factory si è appena concluso, e abbiamo due vincitori: si tratta del progetto A.I.M. – All Italian Museums, un portale di rivalutazione dei beni museali e culturali del nostro Paese, e di SunBooking , un sito-applicazione grazie al quale poter prenotare comodamente lettino e ombrellone nelle zone balneari di tutta Italia .

Tutti e sei i team di lavoro, quindi i progetti della Factory, si sono distinti per caratteristiche originali e un sacco di energia che trasudava letteralmente dalle presentazioni. Alla fine, però, la giuria scientifica ha dovuto scegliere due soli progetti, premiando SunBooking (secondo classificato) con un corso Ninja Academy free per tutti i membri del gruppo, e A.I.M. (vincitore assoluto) con un corso Ninja Academy free e una consulenza di business per Startup digitali da parte di Portolano Cavallo, partner dell’iniziativa.

Abbiamo contatto Marilena Suppa, portavoce del team A.I.M., e Debora Dusina, portavoce del team SunBooking, per far loro qualche domanda a caldo sull’esperienza appena conclusa.

Ciao Marilena e Debora! Allora, a conti fatti come riassumereste l’esperienza della Ninja Digital Factory? Ha soddisfatto le vostre aspettative?

Marilena: Siamo estremamente soddisfatti. La Ninja Digital Factory è un’opportunità unica di apprendimento by doing! Ci ha dato la possibilità di mettere in pratica ciò che parallelamente apprendevamo attraverso le lezioni e la possibilità di contare su un tutor sempre pronto a consigliarci.

Debora: E’ stata sicuramente un’esperienza stimolante, sotto ogni punto di vista: da quello professionale, ci ha dato l’opportunità di mettere in pratica i concetti appresi durante il master; da quello personale, ha fatto nascere rapporti di dialogo creativo, misti a chiacchierate su Skype in orario di cena (con relativo coinvolgimento di familiari e prole) e ritrovi di sabato mattina con focaccine per spezzare la fame. Certo, come in tutto, c’è sempre un margine di miglioramento (in particolare il coordinamento tra moduli del Master e step del progetto), ma per essere la prima Factory posso solo che esserne soddisfatta, soprattutto perché i ragazzi di Ninja Academy si sono dimostrati attenti alle nostre esigenze e pronti a mettersi in discussione per soddisfare le nostre richieste e migliorarsi.

Ci raccontate brevemente il concept del vostro progetto?

Marilena: L’idea è nata guardando ciò che ci circonda: l’immenso patrimonio italiano. Analizzando il contesto ed il mercato, abbiamo cercato di capire come colmare il gap esistente tra la ricchezza del patrimonio museale italiano e la scarsa accessibilità informativa per il visitatore, cercando di offrire un’opportunità anche ai piccoli musei. Il tutto utilizzando naturalmente le tecnologie digitali e il social web per creare business dalla cultura e dal servizio. In breve, permettere all’Italia di mangiare con la cultura!

Debora: SunBooking è un portale di prenotazione online di lettino e ombrellone. Nasce da una reale necessità di ridurre lo stress da vacanza, di dare ai viaggiatori la possibilità di riservare in anticipo e senza sforzo un posto in spiaggia e di garantire visibilità agli stabilimenti balneari sul territorio nazionale, permettendo una migliore gestione della struttura.
E’ un progetto ambizioso, ne siamo consapevoli, ma dai primi confronti con gli operatori del settore abbiamo ricevuto molte conferme: si tratta di un’esigenza percepita, con un investimento tecnologico minimo e un ritorno positivo per il turismo del nostro Paese. Oltre che delle numerose famiglie che ogni anno si trovano alle prese con levatacce mattutine e code in autostrada per garantirsi “un posto al sole”.

Lavorare in team a un progetto realistico di strategia digitale per diversi mesi, in modalità delocalizzata, è stato complicato?

Marilena: Si tratta di riuscire a creare uno spirito di squadra tra persone fisicamente distanti, riuscendo a combinare personalità e competenze diverse. Eppure, dopo le prime conference call, il tutto è sembrato quasi naturale. Ci sentivamo due o tre volte alla settimana, sulla base di un calendario di disponibilità sempre aggiornato. Quando ci siamo rivisti il giorno prima della presentazione finale, non eravamo certo degli sconosciuti, ma un vero team!

Debora: Più che complicato direi sfidante: conciliare i ritmi di vita e di lavoro con gli step settimanali richiede un grande sforzo di volontà, non è da tutti – tant’è che alcuni hanno abbandonato prima della fine. E non bisogna sottovalutare il fatto che il canale di comunicazione (email, Skype, WhatsApp) può causare a volte incomprensioni. Ma l’entusiasmo di vedere crescere il nostro progetto, che da una massa informe di stimoli diventa una creatura che sta in piedi, che rappresenta il contributo di ognuno, tanto da parlarne nella vita quotidiana, è stata la nostra forza, che ha viaggiato su e giù per l’Italia cancellando le distanze.

Consigliereste l’esperienza del Master Ninja e della Factory? Siate sincere! E per quale motivo?

Marilena: Senza dubbio! Professionalità e creatività sono il binomio vincente della Ninja Academy. In realtà, abbiamo già cominciato a consigliarlo.

Debora: Consiglierei questa esperienza a chi davvero ha voglia di mettersi in gioco, a chi cerca un’opportunità di crescita professionale, ma ha il desiderio di sentirsi protagonista del suo percorso di studi: il dialogo con i docenti e con il tutor è più uno scambio creativo di idee che un insegnamento in senso tradizionale, non ci sono voti, solo l’obiettivo che sta lì, di fronte a te, e la voglia di creare, di capire, di approfondire, il tutto condito da un forte senso di autovalutazione.

Un consiglio per i Guerrieri Ninja che stanno per intraprendere il nuovo Master in Digital Marketing con la Ninja Digital Factory?

Marilena: Le lezioni non si limitano mai alle due ore, ma forniscono spunti per continuare la formazione. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare è di impegnarsi…con passione.

Debora: Prendete ogni stimolo come una spinta ad approfondire ancora e ancora, interagite con il gruppo, contattate i docenti per avere chiarimenti, non limitatevi a fare il “compitino”: la mia più grande soddisfazione a fine Master è quella di avere tante domande ancora da fare quante sono state le risposte che ho già avuto.

 

Ringraziamo Marilena e Debora e facciamo un immenso in bocca al lupo per il futuro a loro e a tutti i partecipanti alla Ninja Digital Factory!

Con Google+ Hangouts i tifosi da tutto il mondo scendono in campo

C’era una volta il tifoso della squadra di calcio della propria città. O della squadra di calcio della città vicina. O della squadra di calcio per cui il padre o il fratello facevano il tifo. C’erano poi le città con più squadre, che dividevano la popolazione in fazioni opposte pronte allo sfottò ogni giorno dell’anno.

Chi poi è cresciuto in piccoli paesi dove la realtà calcistica locale arrivava al massimo alla terza categoria, sceglieva una squadra del massimo campionato e se la portava nel cuore per tutta la vita, anche se residente a centinaia di chilometri dallo stadio dove ogni domenica sognava di cantare i cori per i propri beniamini.

Oggi le cose sono un po’ cambiate; la globalizzazione ha stravolto la percezione dello spazio, il web ha reso fruibile i contenuti in real time e non è raro trovare giovani tifosi con il cuore appartenente a squadre di altri Paesi e campionati.

Se vivi nello Sri Lanka e ami il Chelsea puoi tranquillamente vederne le partite da casa tua, puoi seguirne i profili social e perché no comunicare sui forum con i tifosi che tutte le domeniche vanno a sgolarsi nel leggendario stadio di Stamford Bridge.

In Sud America le bancarelle vendono più magliette di squadre spagnole e inglesi che di squadre locali, mentre basta controllare i follower di una big di un campionato europeo per capire la multietnicità del tifo di oggi.

Come valorizzare questo tifo delocalizzato al massimo e usarlo per aumentare il sostegno alla squadra? Se lo è chiesto il Manchester United, team inglese tra i più popolari al mondo.

Gli è venuto in aiuto Hangouts, la funzionalità di Google+ che permette tra le altre cose videochat di gruppo con un semplice click.

E’ nato così Front Row, l’operazione di “curva virtuale” che ha cambiato per sempre il modo di sostenere la propria squadra.

Durante la gara casalinga contro il Liverpool i giocatori del Manchester United hanno trovato a sostenerli in prima fila tifosi da ogni parte del mondo. Per la prima volta il sostegno dei fan da altri Paesi è arrivato live all’Old Trafford, sorprendendo anche gli stessi spaesati giocatori in campo. Guardare il video per credere!

Nasce 500 Combinators dalla fusione di Y Combinator e 500 startups

Unire sotto lo stesso tetto Dave McClure e Paul Grahm, fondendo i loro programmi di accelerazione per startup, rispettivamente 500 Startups e Y Combinator, è possibile, o almeno, è stato dichiarato con l’annuncio della nascita di 500 Combinators.

Tutto è possibile, anche la fusione tra Microsoft e Apple lo è, ma il tono di questo annuncio, e soprattutto la data in cui è stato scritto, fanno pensare ai simpatici animali che nuotano nelle acque terrestri e si palesano con l’arrivo del corrente mese.

La call to action di 500 Combinators “Make Something VCs Want” è l’emblema del tono ironico che è stato dato all’annuncio. Si scherza sul mito di “Zuck”, sulla ambrosia degli startupper (Blue Bottle Coffe a.k.a. Redbull) sulle maratone di 15 giorni senza sosta, e l’elevator pitch da 15 secondi.

La HBO ha addirittura fatto una serie televisiva sul mito delle tech startup alla Facebook, in onda dal 6 aprile. Si chiama Silicon Valley e questo è il trailer:

[yframe url=’https://www.youtube.com/watch?v=69V__a49xtw’]

Per non parlare della App of the week, siamo passati dal nerd, al geek all’hipster, dall’essere considerato uno smanettone, al diventare il CEO di una società, con Hipster CEO. 

Scherzi a parte, rientrare in un programma come 500 Startups, Y Incubators o Techstarts è diventato sinonimo di garanzia, marchio di qualità. Del resto sono proprio dei due fondatori, le più famose definizioni di startup utilizzate nell’ecosistema. Secondo Dave McClure “A ‘startup’ is a company that is confused about : what its product is, who its customers are and how to make money. As soon as it figures out all 3 things, it ceases being a startup and becomes a real business”; mentre secondo Paul Grahm startup è sinonimo di crescita, “A startup is a company designed to grow fast.”

Nel dubbio che un giorno si possano fondere i due diversi pensieri, seguiamo il loro consiglio, indossiamo i Google Glass e usciamo a berci qualcosa, in attesa che l’antitrust americano decida.

6 tools per rendere ancora più visual i social media

Nell’era dei social media ormai tutti abbiamo imparato il valore delle immagini, ma siamo sicuri di avere gli strumenti giusti?

Se fate parte di quel gruppo di persone che pensa che Photoshop sia un aggeggio infernale per pochi eletti ma non avete nessuna voglia di avere a che fare con un graphic designer allora forse questo post fa per voi.

Socialmediaexaminer.com ha selezionato 6 tool che possono aiutare chiunque – ebbene si, anche gli utenti più scettici che forse ora stanno alzando un sopracciglio – a creare incredibili grafiche per i propri social media.

1. PickMonkey

Con una vasta scelta di frame, effetti speciali e font tra cui potete scegliere bastano pochi clic per ridimensionare la propria immagine ed aggiungere testo.
PickMonkey – sia nella versione free che in quella a pagamento – è un’ottima soluzione per creare banner o pulsanti personalizzati per i propri profili social.

2. LiveLuvCreate

Semplicissimo da usare, permette di scegliere tra moltissimi layout – che si possono scegliere dal proprio computer oppure dalla library del sito – per poi aggiungere font, colori e stili e condividere il tutto su Tumblr, Pinterest, Twitter oppure Facebook.

3. Canva

Un’applicazione gratuita che offre infine caratteri da utilizzare in presentazioni, poster, presentazioni e bigliettini da visita.

4. Paint.net

Un’alternativa alle capacità di Photoshop, può essere scaricato gratuitamente. Si tratta di un software per editare le proprie immagini, modificarle e perfino rimuovere gli occhi rossi.

5. PowerPoint

No, nessun errore. Avete proprio letto bene. Forse il programma più utilizzato, permette anche di salvare le slide in jpeg o png creando cover per Facebook su misura.

6. PicCollage

Un’app per iPhone, iPad e Android che permette di realizzare collage unendo diverse immagini provenienti dal proprio device oppure dal proprio profilo Facebook.

Come non perdere nessuna novità di Facebook

Facebook cambia e lancia una novità quasi ogni settimana. Solo negli ultimi 15 giorni vi abbiamo raccontato l’acquisizione di Oculusil programma di Facebook che riconosce i visi senza tag.

Come si fa a star dietro a tutte le novità senza perderne una? Sicuramente seguendo i ninja 🙂 ma vediamo anche altri 5 modi per non perdersi nulla.

Seguire le pagine ufficiali di Facebook

D’altronde sono fatte apposta e stanno lì proprio per raccontare gli ultimi aggiornamenti e le novità. Seguite la pagina di Facebook per il business, quella dedicata alla privacy e la pagina dedicata a giornalisti e blogger.

Soprattutto la pagina per il business e quella sulla privacy possono contenere, oltre agli aggiornamenti, consigli utili su come utilizzare al meglio il social.

 

Usare i Google alert

Impostate l’alert in modo da decidere quanti e quali tipi di risultati ricevere.

Usare l’hashtag #Facebook su Twitter

Twitter è un immenso contenitore di notizie. Scegliere più hashtag relativi a Facebook possono aiutarvi a non perdere nemmeno una news.
Create una lista degli utenti che maggiormente vi hanno aiutato nella tua ricerca, seguite i giornalisti che si occupano di social media.

E ovviamente seguite l’account ufficiale di Facebook su Twitter.

Leggere regolarmente AllFacebook

Questo è il blog non ufficiale di Facebook: una grande risorsa per gli aggiornamenti.
In più organizzano ogni anno un conferenza sul social, che quest’anno si è svolta a Monaco in Germania.

Queste che abbiamo elencato sono solo alcune delle fonti possibili, voi quali usate?