Don't drink and Drive se bevi Camomilla Sognid'Oro [VIDEO]

È possibile sconfiggere un’iperattiva “piccola peste” con una semplice camomilla? Se beve la Camomilla Sognid’Oro la risposta è sì, come succede nell’ultimo spot “Don’t Drink and Drive”.

L’agenzia pubblicitaria DLV BBDO attraverso lo spot ha voluto raccontare il tenero e rilassante mondo della Camomilla Sognid’Oro. Per farlo non ha utilizzato il classico stereotipo della donna in pigiama che sorseggia la sua bevanda calda, sdraiata in modo poco sexy sul suo divano. Bensì ha svelato com’è semplice placare la frenesia di un bambino che non ne vuole sapere di andare a nanna!

Sulle note del classico carillon, un vaso rotto in cucina, un robot giocattolo abbandonato a terra e infine una macchina capovolta in soggiorno, sembrano raccontare la classica scena di un disastro causato dalle 4 ruote, proprio come in uno spot dedicato alla sicurezza stradale della serie “Don’t drink and drive”. In realtà la camera segue le tracce dell’inevitabile effetto della nostra amata Camomilla.

Il protagonista di questo incidente casalingo, in realtà, è un bambino vinto dal potere rilassante della bevanda, che come i migliori manager dopo una dura giornata di lavoro, si rilassa all’interno delle propria mura domestiche.

Non resta che rilassarci davanti a una bella tazza fumante di Camomilla Sognid’Oro, ma comodi sul nostro letto!

Una sorpresa speciale ai nonni da Johnson's Baby [VIDEO]

Fa riflettere e commuove la nuova campagna Johnson’s Baby incentrata sui sentimenti, spesso trascurati dei nonni, sempre più lontani fisicamente dai loro nipoti.
La nota azienda di prodotti per la cura personale dei bambini, intervista delle coppie di nonni, e per consolarli del fatto che non possono vedere sempre e come vorrebbero i loro nipoti, fa loro una piccola grande sorpresa: the Grandparents Frame App.

La mamma scatta una foto alla figlia mentre gioca sull’altalena, ed ecco donato il sorriso ai nonni, che la ricevono dall’altro lato del mondo e ringraziano della tecnologia, non sempre così ben usata.

Di certo i nonni sono una ricchezza essenziale per la crescita dei bambini, fonte di saggezza e di un amore a volte più profondo di quello dei genitori; vederli spesso di persona è tutt’altra cosa per la famiglia ma un gesto semplice come una foto può aiutarli a vivere serenamente, nella consapevolezza di non essere stati dimenticati.

Credits:
Agency: Impact BBDO, Dubai
Regional Executive Creative Director: Fadi Yaish
Creative team: Andreas Schwitter, Anne Maro Huberts, Philip Hovensjö
Creative Designer: Bana Salah
Brand team: Talal Sheikh Elard, Leen Fakheriddin, Tanya Vahanian
Digital team: Benjamin Schwartz, Wim Coetzee, Faith Malimban, Tahir Kahliq
Producer: Emilie Haddad
Production house: City films, Beirut
Director: Marc Hadife
DOP: Toufic Tabbal
Executive Producer: Nadine Lteif
Editor: Simon Habr
Music: Audio Network Sound Studio

PIAF 2014: partecipa anche tu all'edizione di quest'anno

Anche quest’anno a Praga si svolgerà il PIAF, il Festival Internazionale dell’Advertising, dal 19 al 21 Maggio. E anche per la sua quinta edizione il festival offrirà interessanti speaker di fama internazionale che faranno luce sulle nuove tendenze della comunicazione.

Gli argomenti su cui ci si confronterà sono:

  • come trasformare il marketing di una società tradizionale nell’era digitale
  • come utilizzare intelligentemente Facebook
  • come fare pubblicità senza farla sembrare pubblicità
  • come utilizzare l’umorismo nella pubblicità
  • quali tendenze hanno invaso la pianificazione on-line
  • come aumentare il potenziale creativo
  • come formulare correttamente un brief
Il PIAF offre sempre ai suoi partecipanti la possibilità ascoltare e imparare dagli esperti delle migliori agenzie europee e dai professionisti del marketing di aziende come McDonald, Unilever e Nestlé. Qualche esempio? Alexander Schill, Chief Creative Officer/Partner di ServicePlan; Ivan Pols, Creative Director di Ogilvy & Mather London e l’italiano Sergio Spaccavento, Executive Creative Director di BCube Milano.

Partecipa anche tu!

Approfitta delle tariffe scontate ‘early birds’ fino alla fine di marzo per partecipare come spettatore a questo grande evento.

Se invece sei un creativo e vuoi sottoporre alla giuria i tuoi lavori, hai ancora tempo fino al 4 Aprile! Scopri le categorie del concorso.

Barilla apre le porte dei suoi stabilimenti grazie a Google Maps

Quante volte comprando un prodotto abbiamo pensato che sarebbe preferibile vedere con i nostri occhi da dove proviene? Ci interessiamo sempre di più a come e dove viene prodotto ciò che mangiamo e le aziende più interessate a questo trend sono  destinate a  vincere sul mercato. Il problema è: come?

Oggi ci offre un esempio Barilla con l’iniziativa Guarda tu stessouna piattaforma digitale che consente di entrare virtualmente in prima persona nella filiera di produzione.

Si tratta di una campagna perfettamente integrata nata dalla collaborazione di Barilla con l’agenzia Young & Rubicam, Google e National Geographic Channel; ed è il primo caso in Europa per il mondo agroalimentare in cui il consumatore potrà visionare l’intera filiera produttiva: dalla raccolta delle materie prime nei campi, passando per la produzione fino al prodotto finito.

Attraverso la tecnologia di Google Maps sono stati mappati i campi di pomodoro e di basilico di una azienda agricola partner di Barilla per dare la possibilità ai consumatori di esplorarli virtualmente, così come lo stabilimento di Rubbiano, dove è possibile visionare la lavorazione delle materie prime, la cottura e l’imbottigliamento.

National Geographic Channel ha realizzato 6 documentari brevi attraverso in cui è mostrato il dietro le quinte della filiera produttiva dei sughi Barilla. I documentari andranno in onda su National Geographic Channel e sono visibili sulla piattaforma digitale guardatustesso.it così come all’interno del minisito dedicato su Natgeofan.

“Questo nuovo progetto ha come parola d’ordine la trasparenza”

Per Paolo Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla, aprire le porte degli stabilimenti significa abbattere le barriere tra consumatore e produttore e offrire quella trasparenza sempre più ricercata dai clienti.

Fabio Vaccarono, Country Director di Google in Italia, fa notare come i consumatori stiano sempre più assumendo dei comportamenti che le aziende non sempre riescono ad interpretare. Solo le poche che ci riescono, vincono. E mettere l’innovazione tecnologica  al servizio della tradizione è parso il modo migliore per far passare il messaggio di qualità del prodotto attraverso un linguaggio più interessante per i consumatori.

Alessandro Militi, Vice President Marketing & Sales di Fox International Channels Italy, spiega come l’obiettivo di National Geographic Channel sia quello di dare visibilità alle eccellenze italiane e di porsi alle aziende come strumento per divulgare i propri messaggi con un linguaggio divulgativo e interessante che superi la modalità push dell’advertising.

Vicky Gitto, EVP e Direttore Creativo Esecutivo di Y&R Group, commenta che l’obiettivo era quello di creare una piattaforma aperta, in cui un mix di tecnologie e branded content potessero soddisfare il bisogno di informazione del mercato.

Al Be-Wizard 2014 la parola d'ordine è real-time

Al Be-Wizard 2014 la parola d'ordine è Real-Time Marketing

be-wizard

Anche quest’anno il BE-Wizard, giunto alla sua sesta edizione, anticipa le nuove tendenze in fatto di digital marketing ed invita all’esplorazione di nuove frontiere, perché oggi più che mai, grazie a internet, la rivoluzione è nelle nostre mani.

Esordisce così Greg Jarboe (co-founder di SEO-PR e autore del folgorante Exploring the New World of  YouTube), che come un Vespucci 2.0 esorta la platea a non fermarsi di fronte alle apparenze, superare i vecchi modelli di business e a spingersi oltre nell’immenso oceano del web. L’ultimo speech della prima mattinata si chiude infine con l’invito a scovare gli influencers, la Generazione C, come la chiama Jarboe, che a breve entrerà nell’algoritmo di Google influenzando, in maniera positiva si spera, il motore di ricerca più utilizzato al mondo.

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A dirigere l’orchestra c’è ancora una volta Paolo Zanzottera (Digital Evangelist, fondatore di Bizonweb, membro del Board di ShinyStat e co-fondatore di Appocrate.it) che, dopo il saluto iniziale di Enrico Pozzi, General Manager di Titanka!, introduce il tema dell’edizione 2014: il Real Time Marketing.

Ai dati non si sfugge, anche in Italia la rivoluzione mobile inizia a produrre i suoi frutti e a non permettere più tempi di reazione “medievali”. Oggi l’utente è sempre più connesso e le aziende non possono ignorare tale situazione, ma solo adattarsi, imparando a reagire ai nuovi ritmi imposti dalla comunicazione social e dalle tecnologie mobili. Un leitmotiv che risuonerà nel corso di tutta la seduta plenaria e della due giorni di lavori.

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Il secondo intervento è un vero e proprio elogio al real time marketing, David Meerman Scott, colui che per primo ha introdotto la teoria del marketing in tempo reale, esordisce con un invito a rendere più umana la conversazione sui dispositivi mobili, che a sua detta rappresentano lo strumento di marketing più potente del mondo, e allo stesso tempo, una tecnologia superiore a quella che ha portato l’uomo sulla luna.

David Meerman Scott è in grado di catturare la platea con un vero e proprio show, dove mantra proiettati a tutto schermo si alternano a esperimenti live di real time marketing e immagini dei suoi viaggi in giro per il mondo. Il messaggio è chiaro: il real time marketing è in grado di creare occasioni imperdibili e le aziende devono convincersi ad adottare una strategia in grado di valorizzare i tempi di reazione.

L’unico ostacolo che spinge infatti le aziende a non adottare una strategia di real time marketing è la paura. Paura che va superata, perché sono molte le occasioni da cogliere per sviluppare un nuovo marketing, che presti attenzione alle storie e al newsjacking. “On the web you are what you publish” è l’esca che il guru del marketing utilizza per catturare l’attenzione degli spettatori più scettici, perché con la giusta strategia di marketing in tempo reale (e lui ne consiglia una in 4 step) tutti possono ottenere grandissimi risultati (come quello di Oreo al Superbowl del 2013).

be-wizard

Dopo Meerman Scott è la volta di Avinash Kaushik, mago del Digital Marketing, co-founder di Market Motive Inc e autore di best seller dedicati alla Web Analytics, che ha registrato un messaggio per i presenti al BE-Wizard. La sua voce, più che influente per tutto quello che concerne il successo nel web marketing, giunge comunque forte e chiara ai presenti nella sala plenaria del Palazzo dei Congressi di Rimini.

Creare strategie mobili intelligenti è una priorità assoluta, soprattutto nell’industria turistica, dove alcune tecnologie sventolate come innovative (ad esempio il responsive design), devono essere date per scontate.  Occorre inoltre avere validi modelli di misurazione, in grado di quantificare il valore delle conversazioni.

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Segue Justin Cutroni , Google Evangelist di Analytics, che ribadisce l’importanza dei dati e della loro misurazione, introducendo il modello delle 3P, persone, processi e piattaforme. Le aziende necessitano di capitale umano preparato, di processi ripetibili, che rendano i dati più affidabili e di piattaforme costantemente aggiornate. I dati sono come l’amore, vanno condivisi. Con questa affermazione e con il precedente modello, Justin colpisce in pieno segno e risveglia un pubblico che inizia a sentire sulle spalle il peso del cambiamento che dovrà affrontare già dal prossimo lunedì.

be-wizard

Con la chiusura dei lavori della mattinata il pubblico del BE-Wizard si divide e prosegue la sua giornata con le 4 sessioni pomeridiane che entrano nello specifico dei diversi settori di applicazione del web marketing: Turismo, Welcoming Cities, Ecommerce e Remarkenting.

Avendo seguito personalmente le sessioni relative al Remarketing e all’Ecommerce, posso testimoniare come il messaggio di cambiamento e di attenzione ai temi del real time e della misurazione dei risultati, abbia pervaso anche le aule tematiche. Nonostante la forte vocazione turistica di una città come Rimini, mi ha colpito il forte interesse riservato dai partecipanti a temi tecnici come quello del retargeting e del SEO.

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Christopher Lee ha 92 anni ed è l’attore che ha recitato in più film in assoluto. Chi meglio di lui (e della sua voce intensa e coinvolgente) per dare vita all’ultima campagna di Age UK, associazione britannica di sostegno all’anzianità?

Lee recita una poesia scritta da Roger McGough in questo video realizzato dall’agenzia Karmarama e diretto da Nadav Kander. La campagna aspira a comunicare sotto una luce diversa, positiva, il processo di invecchiamento.

“Non c’è una cura per l’invecchiamento, perchè invecchiare non è una malattia, ma uno stile di vita. […] Progettate un sito web, inventate una app, iniziate a fare zumba, dimenticate il riposino. […] Dicono che il tempo vola, ma in effetti siamo noi a volare.”

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Christopher Lee presta la voce al bel video di Age UK [VIDEO]

Sam Walker, executive creative director di Karmarama, ha dichiarato a proposito della partecipazione di Lee:

“Ha una voce unica, è incredibilmente carismatico e colora la poesia con un’emozione alla quale speriamo rispondano tutti. Per noi è l’incarnazione di “Love Later Life” – è anocra una delle più importanti star di Hollywood, apparso in qualsiasi genere di film, da Dracula, a Star Wars e l’ultimo episodio della saga Hobbit. È una vera icona.”

10+ motivi per frequentare il Master Online in Social Media Marketing & Community Management

Il Master Online in Social Media Marketing & Community Management firmato Ninja Academy è il primo master di specializzazione che affronta ogni singolo Social Media, approfondendo gli aspetti distintivi e le peculiarità di ognuno, con i migliori esperti per le diverse piattaforme:

Unit 01 – Social Enterprise con Stefano Besana
Unit 02 – Facebook con Lorenzo Viscanti e Valentina Rossetti
Unit 03 – Twitter con Francesca Casadei
Unit 04 – LinkedIn con Marini Fantini
Unit 05 – Google Plus con Michaela Matichecchia
Unit 06 – YouTube con Andrea Febbraio
Unit 07 – Instagram con Orazio Spoto & Pinterest con Domenico Armatore
Unit 08 – Social Media Strategy con Vincenzo Cosenza

Seminari Intensivi:
Klout
Vine
Foursquare
Tumblr
Storify

Perchè iscriversi al Ninja Master Online?

✔ Ninja Academy ha già formato oltre 6500 professionisti
✔ Oltre 500 persone hanno già frequentato i nostri master
✔ Puoi seguirei corsi quando è meglio per te, in diretta oppure On-Demand
✔ Question Time in diretta per sviscerare dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Attestato di partecipazione che certifica la tua frequenza al Master
✔ Realizzazione di un project work multidisciplinare, 100% learning by doing, per mettere immediatamente in pratica quanto acquisito (Ninja Social Factory, ULTIMI POSTI!)

E gli studenti, cosa ne pensano?

NINJA MASTER ONLINE
749 € invece di 890 €

NINJA SOCIAL FACTORY
1.390 € invece di 1.590 €
L’iscrizione al Ninja Master Online è inclusa!

Solo fino all’1 aprile, affrettati i posti sono limitati!

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.Vi aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare! 😎

Knowledge for change.
BE NINJA!

2048: tra viralità e app addictive

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Flappy Bird ormai è un ricordo, Candy Crash un preistorico evergreen: sia chiama 2048 ed è il puzzle game matematico che sta spopolando sulla rete. A crearlo un ragazzo italiano di 19 anni, Gabriele Cirulli, di un paese in provincia di Gorizia, profondo nordest della nostra penisola.  Uscito solo pochi giorni fa, il 23 marzo 2014, nato un po’ per gioco, sta riscuotendo uninsperato successo, con oltre 75 milioni di partite giocate.

2048: vincere è difficilissimo!

Essenziale è dir poco. Una scacchiera composta da 16 quadrati, quattro per lato. L’obiettivo è accoppiare numeri uguali, prima i due, poi i quattro, otto, sedici e avanti così. La vittoria si ottiene  accoppiano due 1024, per ottenere 2048. Semplice a dirsi, ma nella pratica molto più complesso, tanto che, stando alle dichiarazioni dello stesso Gabriele, “solo l’1% delle partite finisce con la vittoria”.

Un po’  Tetris, un po’ Sudoku, un po’ trial. Come sempre il divertimento sta nelle cose semplici, in quelle che credi subito di capire, di dominare ma che poi si rivelano le più complesse e ostiche.

“Dipendenza patologica. Talmente semplice e scarna che mi ritrovo costantemente a giocarci, Top”

scrive Davide sui commenti del Play Store.

”Crea dipendenza. Davvero un gioco non scontato e complesso al punto giusto”

replica Daniel poco sotto.

Poco più di 670 kb di gioco, grafica molto semplice e tanta voglia di vedere quel 2048 e condividerlo con gli amici.

I consigli per vincere si sprecano, ma noi vi suggeriamo quello che arriva dallo stesso sviluppatore

“Consiglio di usare solo tre direzioni alla volta e di cercare di isolare la casella con il numero più alto in uno degli angoli del tabellone. Questo permette di avvicinarsi alla vittoria”.

2048: come nasce un trend

Nasce quasi per caso. Alla base dev’esserci un’idea ma anche una buona dose di casualità e fortuna è fondamentale.

E di fortuna possiamo parlare se pensiamo che questa app, come è dichiarato chiaramente sul sito di Gabriele Cirulli, è basata in realtà su altri giochi già esistenti: ad iniziare da Three, puzzle game di discreto successo e con un design molto gradevole.  L’idea che sta alla base di 2048 è simile ma serviva un buon restyling grafico, qualche modifica strutturale e quel tanto di atmosfera matematica dettata dal multiplo di 2. E il successo è servito.

Non gridiamo al plagio, però. Gabriele ci tiene a sottolineare che

“ho sviluppato il gioco basandomi su altri giochi simili, non mi sembra giusto guadagnarci. Anzi, è open source: così chi vuole lo può migliorare”.

Il codice è disponibile su GitHub (piattaforma dedicata ai programmatori dove trovare parti di codice o programmi da poter utilizzare o rielaborare).

2048-puzzle-game-cloni

Da qui i cloni non si sono fatti attendere: 2048, 2048 Number puzzle game,  2048 Number, 2048 mania, 2048 Evolved sono solo alcune delle numerose app pubblicate sugli store.

In sostanza: le versioni mobile sono quelle risultate dal codice open source offerto da Cirulli, la versione originale esiste ma è ancora esclusivamente desktop ( ve la ricordiamo, la trovate qui). Il gioco è gratuito e resterà tale, come ha dichiarato in molte interviste lo sviluppatore: il modo in cui attualmente cerca di monetizzare è esclusivamente quello della donazione volontaria ( trovate il link a Paypal in fondo alla home del suo gioco).

Giovani imprenditori (di se stessi) crescono

gabriele-cirulli-2048

Gabriele Cirulli

Il fenomeno delle app addictive come Ruzzle, Angry Birds, Flappy Birds e Candy Crush (che ricordiamo ha appena fatto il suo debutto a Wall Street) non ci stupiscono più: è ancora difficile definire realmente le caratteristiche indispensabili che un’app deve avere per creare dipendenza, però spesso dietro queste applicazioni mobile un ruolo importante lo giocano gli stessi appstore.

Nel caso di 2048 il successo è veramente inaspettato perché generato da un gioco desktop e nato dall’idea di un giovane sviluppatore che ad oggi sembra diffidente verso le interviste e la pubblicità creata intorno al suo nome. Probabilmente la sua diffidenza è anche il risultato delle ultime notizie che hanno riguardato il giovane sviluppatore di Flappy Birds, Dong Nguyen, e i suoi sensi di colpa per aver creato un’app che toglie tempo (e pazienza) a milioni di persone…

È da qui che possiamo iniziare a immaginare le cause di questo successo, dal suo stesso sviluppatore: Gabriele è un altro esempio di quei giovani che si affacciano al mondo ( del mercato, del lavoro, della vita in generale) come imprenditori di se stessi. Sviluppatori web, grafici, designer: un gruppo sempre più nutrito di questi ragazzi, a volte giovanissimi, si presentano da soli col loro lavoro, iniziando a volte con piccoli progetti.

L’evoluzione del lavoretto al vicino di casa, direte voi. Non proprio: sono giovani che hanno padronanza degli strumenti del web, conoscono (bene e tutti) i social network e sanno utilizzarli per farsi pubblicità, leggono riviste online specializzate, pianificano le loro attività future e non necessariamente passano dal mondo dell’università per accedere a quello del lavoro, anzi. È un fenomeno mondiale che ha creato personaggi come il 17enne Nick D’Aloisio, il genietto che ha venduto la sua app Summly a Yahoo! per 30 milioni di dollari ( se e come abbia raggiunto da solo questo traguardo, non ci soffermiamo… ).

Enfant prodige? Neanche. Sono sempre di più, dunque il fenomeno non è più un’eccezione. Di fatto sono giovani che vediamo anche qui in Italia e che sono figli del Web, delle startup, del Mobile Marketing.

Conclusioni e in bocca al lupo a Gabriele!

Ciò che succede con 2048 può essere un bel segnale per il nostro paese che può dimostrare ancora di poter contare sulle proprie forze e sulle proprie idee.

Dagli Usa (ne ha parlato anche il Wall Street Journal) alla Cina e al Brasile, centinaia di migliaia di utenti stanno giocando con un semplice puzzle game realizzato da un 19enne nella propria cameretta.

La forza della rete la sappiamo. La forza delle buone idee viene ulteriormente dimostrata. Spazio per innovazioni  c’è sempre, dal piccolo al grande, tutto non è stato inventato e magari quell’idea che ci frulla nella testa ha bisogno solo di venire alla luce.

Noi intanto facciamo un in bocca al lupo a Gabriele:  ci auguriamo che questa sia l’inizio di opportunità interessanti per il tuo futuro e speriamo un giorno di sentirti per farci raccontare di questa avventura con 2048 e dei tuoi progetti 😉

Un Master Online in Social Media Marketing diverso da tutti gli altri

“Un Master Online in Social Media Marketing diverso da tutti gli altri?”
La sfida era aperta.

Fortunatamente, disponevamo di un riferimento prezioso, un punto di partenza nascosto dentro un file excell di dimensioni ragguardevoli: i vostri preziosi feedback ai corsi Ninja Academy dell’ultimo anno. Considerazioni, consigli, critiche. Grazie a tutti di averci consigliato, commentato, anche criticato: miglioriamo con voi, e riusciamo a migliorare grazie a voi.

Analizzando e scremando, sono saltate fuori alcune linee guida che avremmo tenuto in massima considerazione per la progettazione del nuovo Master Online: ancora più strumenti, ancora più operatività. Meno introduzioni teoriche, più approfondimenti, più pratica.

Le piattaforme social sarebbero diventate le vere protagoniste di questo nuovo percorso, e saremmo entrati nei segreti di ognuna come mai prima d’ora.

Ogni Social Media avrebbe goduto di uno spazio didattico a sé. E visto che non esistono solo Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Instagram e Pinterest ma anche piattaforme specifiche che a gran voce ci richiedete di trattare, ecco dei seminari tematici su Klout, Storify, Tumblr, Foursquare, Vine.

Per guidarvi nei meandri social, abbiamo cercato tra i massimi esperti operativi, i Social Media Manager che stanno lavorando a progetti di rilievo per aziende, agenzie ed enti. Ed è venuta fuori una faculty anagraficamente freschissima. Tra i migliori giovani talenti italiani nel loro campo. Gente che sa, e che sa fare.

Questo l’obiettivo comune a tutta la faculty: introdurre senza preamboli ai tool, fornendo le linee guida e le case study, i tips & tricks e le best practice più recenti, con cui creare campagne sociali di comunicazione, promozione, advertising, guerrilla, monitoraggio, analisi. Dopo aver seguito un singolo webinar, una persona (sia novizia alla materia che confidente con le logiche di Social Media Marketing) dovrà riuscire a progettare una campagna su quello strumento.

Ottimo, ma non eravamo ancora completamente soddisfatti.
Cosa mancava?
Un’introduzione di scenario diversa dal solito, un collante strategico e una modalità con cui mettere in pratica quanto appreso, immediatamente.

Per la intro abbiamo puntato sulla Social Enterprise: perché oltre a conoscere gli strumenti, un professionista deve sapere lavorare “in modalità social” e gestire ambienti di lavoro delocalizzati, con tool e applicazioni ad hoc.

Per il collante strategico, dovevamo riuscire a coinvolgere uno dei massimi esperti italiani in Social Media Strategy e Social media ROI. Ci siamo superati, perché abbiamo fatto salire a bordo direttamente il migliore: Vincenzo Cosenza.

Infine, abbiamo ripreso l’esperimento della Ninja Factory, che si è rivelato un grande successo per il Master in Digital Strategy. L’abbiamo trasformata nei contenuti e negli obiettivi, e abbiamo creato la prima Ninja Social Factory: un percorso premium dove si impara facendo, con soli 20 posti disponibili, coloro che desiderano più di tutti seguire il consiglio di Bruno Munari: “Se ascolti solo, rischi di dimenticare. Se vedi, ti ricorderai qualcosa. Ma è quando fai, che capisci davvero.”

Siamo pronti. La fucina didattica della Ninja Academy ha sulla rampa di lancio un Master in Social Media Marketing e Community Management pronto a sfornare i Social Media Manager di domani.
E voi, siete pronti?