Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Nuovo appuntamento con i più interessanti “stimoli creativi” in circolazione dal mondo dei fumetti e dell’illustrazione. Tutto il meglio pescato dalla rete e perché no, in libreria, fumetteria, gallerie e musei, oppure sui muri delle nostre città.

Buona visione!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Recchioni Accardi

È uscito questa settimana “I Fiori del Massacro“, nuovo volume della serie “Le Storie” di Sergio Bonelli Editore. Scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Andrea Accardi, ci conduce nel giappone feudale per un’avventura sulla via del Meifumado. Protagonista la nobile Jun, in cerca di vendetta per la morte del padre. La copertina è di Aldo Di Gennaro.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Cavazzano per Mina

Mina, la celebre cantante, si è divertita a confezionare un particolare album natalizio in cui fa capolino trasformata in una disneyana “Mina Uack”, e in questa veste appare anche nel Topolino n.3029. Il disco, con cover e tavole originali, realizzate dal grande Giorgio Cavazzano si intitola: “Christmas Song Book“. Si può acquistare anche nella versione speciale con libro a fumetti contente le più belle storie natalizie di Topolino, come “Natale di Paperino sul monte Orso” di Carl Barks (1947) o la più recente “Un papero in rosso” di Tito Faraci e Francesco Artibani.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Illustri

Apre a Vicenza il 14 Dicembre 2013 (fino al 12 gennaio 2014) la mostra IllustriUndici illustratori under 40 che il mondo ci invidia. Una collettiva nella splendida Basilica Palladiana che punta i riflettori sui nomi giovani e talentuosi, stelle nel mercato mondiale che tengono alta la bandiera italiana in tutto il mondo: Shout, Emiliano Ponzi, Olimpia Zagnoli, Bomboland, Ale Giorgini, Mauro Gatti, Riccardo Guasco, Francesco Poroli, Umberto Mischi, Jacopo Rosati e Rubens Cantuni. A cura di Ale Giorgini.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Pinky Il Giornalino

Pinky, il coniglietto rosa nato dalla matita di Massimo Mattioli festeggia i suoi primi 40 anni sulle pagine della testata paolina dedicata ai giovani lettori e lettrici “Il Giornalino“, con una serie di strisce celebrative.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Mathias Picard

Si chiama “Jim Curious” ed è un libro illustrato per grandi e piccini che si guarda in 3D (gli occhialini sono inclusi!). Non ci sono parole, perché è un’esplorazione nel mondo sottomarino, dove le sorprese non mancano. Realizzato dall’autore francese Matthias Picard e pubblicato in Italia da Bao Publishing.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Adventure Time Kate Leth ZacK Sterling

Novità della settimana, l’annuncio dai Boom!Studios dell’uscita a marzo 2014di un nuovo graphic novel di Adventure Time (il terzo in USA): si tratta di “Seeing Red” disegnato da Zack Sterling su testi di Kate Leth, protagonista la vampira Marceline!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana  Emily Carroll

Per gli amanti dell’horror, si legge in inglese il web comic della giovane e talentuosa Emily Carroll dal titolo “Out of Skin“, una favola nera, di cui vedete un dettaglio.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Punk is Undead

Sempre restando nel dark side, troviamo “Punk is Undead” di Paolo Baron e Ernesto Carbonetti, nuova serie dalle sfumature horror e immersa nell’immaginario rock, per 80144 edizioni. In programma questa settimana la presentazione allo “Zombie Saturday” del 14 dicembre a Bologna, presso il Panini Store.

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Chip Zdarsky

Le cover di Chip Zdarskyper la serie “Sex Criminals” (ai testi Matt Fraction), pubblicata dalla Image, sono tra le più originali – e caratteristiche – apparse sugli scaffali quest’anno, e i disegni delle storie non sono da meno.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Elisa Talentino

Infine Inuit presenta la personale dell’illustratrice Elisa Talentino, dal titolo “Le jardin d’hiver” a Bologna, vernissage il 12 dicembre presso Officine della Stampa e poi dal 16 dicembre alla Libreria Inuit. I lavori in mostra sono liberamente ispirati al settimo capitolo de “Il gioco del mondo“, capolavoro dell’argentino Julio Cortázar.

Vi ricordo ancora, se siete dei giovani artisti e volete segnalarci i vostri lavori, lasciate pure un commento a questo post.
A presto!
Odri

Nelson Mandela: insegnamenti di un leader

Nelson Mandela: insegnamenti di un leader

 Nelson Mandela: insegnamenti di un leader

Lo conosciamo come Nelson Mandela o Madiba, ma il nome che gli fu assegnato alla nascita è senza dubbio quello in cui c’era scritto tutto il suo destino: Rolihlahla, letteralmente “combinaguai”. Forse guai non è il termine corretto, ma di sicuro Nelson Rolihlahla Mandela è stato l’artefice di una rivoluzione socioculturale come poche.
Ninja Marketing gli rende omaggio a suo modo, ricordandone gli insegnamenti da leader carismatico che, attraverso le sue azioni e i suoi scritti, ha lascito in eredità a ognuno di noi.

Vincere ogni paura

“Ho imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura ma colui che riesce a controllarla”.

Come un campanello di allarme la paura può diventare un ostacolo insormontabile. Quali quelle che colpiscono un leader? Che sia paura del cambiamento, di non essere all’altezza o di non compiacere gli altri, l’unica via da seguire secondo Mandela è il controllo per riuscire a sormontare quello che può rivelarsi un ostacolo nella realizzazione di se stessi e degli obiettivi che si perseguono.

Essere appassionati

“Tutti possono migliorare a dispetto delle circostanze e raggiungere il successo se si dedicano con passione a ciò che fanno”.

I termini legati all’amore e alla passione ricorrono spesso nei discorsi e negli scritti del carismatico Mandela. È proprio l’amore per i suoi ideali, la sua terra, la sua gente che gli ha permesso di diventare un’icona dei nostri giorni. Ma la passione non può che trovare un irrinunciabile alleato nella razionalità: “Una buona testa ed un buon cuore sono sempre una formidabile combinazione”, sostiene Mandiba. Il binomio testa-cuore è il fondamento di ogni leadership degna di tale nome.

 Nelson Mandela: insegnamenti di un leader

Educarsi per cambiare il mondo

“L’educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo”-

Mandela ha dedicato gli anni bui della prigionia allo studio e alla scrittura, ma non solo. Individuando i compagni e i carcerieri dalla mente più aperta, si è impegnato egli stesso a educare il prossimo promuovendo lezioni di giustizia e libertà.
L’educazione è per Mandela uno strumento di sviluppo sociale, ma innanzitutto personale: la formazione e l’educazione ci rendono liberi e ci permettono di valorizzare le nostre peculiarità, per questo vengono considerate come lo strumento più democratico di ascesa sociale.

Tenacia

“Non mi giudicate per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi”.

Cadere e rialzarsi per poi cadere nuovamente e rifarcela. Lo sa bene un uomo che, dopo 27 anni di prigione, è diventato un leader ancora più determinato grazie a una forza interiore basata sul saldi principi e mai sulla sete di vendetta. Anche un leader della portata di Mandela, responsabile di storici cambiamenti, non riuscì mai a sentirsi arrivato: alla vetta di ogni montagna scalata diceva di vedere una nuova sfida. La determinazione è per il leader Madiba la capacità di fallire e rialzarsi per affrontare con coraggio sfide sempre più grandi.

 Nelson Mandela: insegnamenti di un leader

R.I.P. Nelson Rolihlahla Mandela

“Quando un uomo ha compiuto quello che ritiene essere il suo dovere nei confronti della sua gente e del suo Paese, può riposare in pace.”

È con le sue stesse parole illuminate che si commenta la scomparsa di un leader, un’icona, ma innanzitutto di un grande uomo che agli uomini e alla loro libertà ha dedicato l’intera vita.

[Credits immagine: world.time.com]

Instagram Direct: è di Gap la prima campagna con messaggi privati

Instagram Direct: è di Gap la prima campagna con messaggi privati

Instagram Direct: è di Gap la prima campagna con messaggi privati

Se ancora non lo sapete, ieri, giovedì 12 dicembre, Instagram ha annunciato l’introduzione di Instagram Direct, la funzione per i messaggi privati per l’app.

Meno di due ore dopo , Gap ha postato un messaggio sul proprio profilo Instagram, invitando i primi 15 commentatori a prendere parte al suo contest #WIWT ( acronimo di What I Wore Today, “Cosa indossavo oggi”). I primi 15 fortunati hanno ricevuto il messaggio privato da Gap, che chiedeva loro di caricare quello che stavano indossando per vincere una cover per tablet.

Ecco il messaggio che hanno ricevuto i partecipanti:

Instagram Direct Gap

Messaggio privato Gap - Fonte: fashionista.com

Instagram Direct, la nuova funzione dell’app che fa parte dell’ultimo aggiornamento già disponibile su iTunes, consente di inviare non soltanto testo, ma appunto immagini e persino video di 15 secondi fino a 15 dei tuoi amici alla volta. Ovviamente per evitare l’invio di messaggi spam, è possibile inviare solo messaggi a persone che ti seguono.

I messaggi privati sono una funzione che da tempo gli utenti aspettavano di vedere implementata sull’app. Del resto l’affiorare di nuove app di messagistica e il recente clamore provocato dalla vicenda di Snapchat, ha generato delle non casuali scelte di rotta da parte di molte applicazioni. Persino Twitter da poco meno di una settimana, permette l’invio di foto e video su messaggio privato.

Diversamente da Snapchat però, immagini e video non scompaiono dopo averli visti: a tutti gli effetti resta una cronologia della chat proprio come in tutti i maggiori social network.

In un Q & A seguito della presentazione, Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram, ha suggerito ai brand di utilizzare la nuova funzione per i concorsi fotografici, accompagnato da un hashtag dedicato. Gap evidentemente non ha perso tempo e ha messo in pratica il suggerimento.

E come primo brand ha effettuare questa iniiziativa, Gap si è aggiudicato la possibilità di una maggiore attenzione dei media e dunque molta più visibilità di quei brand che ripeteranno l’iniziativa.

L’aggiornamento è già disponibile sia per iOS che per Android.

 

Motiif presenta “M”, il primo vestito intelligente

Motiif presenta “M”, il primo cappotto intelligente

Motiif presenta “M”, il primo cappotto intelligente

Secondo l’azienda produttrice, solo pochi mesi ci separano da quello che sarà il futuro dell’abbigliamento. Motiif  ha infatti da poco presentato “M”, un impermeabile che promette di interfacciarsi al nostro smartphone per offrire una connessione 4G e funzionare come batteria d’emergenza.

Ovviamente c’è parecchio scetticismo attorno a questo nuovo modello di cappotto, le cause sono imputabili principalmente al peso e all’utilità.

Se per il primo punto è la stessa Motiif a dare una spiegazione, dichiarando che il peso del cappotto è paragonabile a quello di qualsiasi altro della categoria, rimane sempre da spiegare l’utilità di un cappotto 4G.

Queste sono le caratteristiche del primo modello che verrà presentato a Febbraio:

Motiif presenta “M”, il primo cappotto intelligente

  • Abito 100% cotone.
  • La batteria del dispositivo permetterà di caricare la maggior parte degli smartphone e sarà dotato di un’uscita micro usb.
  • Modem Wifi 4G da 10Mbps.
  • Ovviamente 100% impermeabile (e vorremmo anche vedere!).
  • Compatibilità assicurata per gli ultimi smartphone di casa Apple e Samsung.

Per ora “M” è in fase di sviluppo ma si parla di una sua possibile presentazione al Mobile World Congress che si terrà a Barcellona dal 24 al 27 febbraio 2014.

Se siete impazienti di provare uno di questi cappotti (e vivete negli Stati Uniti) potete iscrivervi all’interno del sito Motiif e sperare di essere selezionati per provarne uno in fase di sviluppo.

Se vi state facendo domande sul prezzo, al momento sul sito i modelli da uomo e donna sono proposti alla cifra di 349 dollari.

Conoscere i propri utenti: In-App Analytics

Conoscere i propri utenti: in-app analytics

Si sa, nel mondo del web conoscere i propri utenti è un fatto d’importanza capitale. Per questo motivo esistono numerosi strumenti, il più famoso è di certo Google Analytics, che consentono di monitorare le visite quotidiane e mensili, i visitatori unici, il numero di pagine visitate, da dove vengono i nostri utenti, qual’è la fascia di età nella quale rientrano, qual’è la lingua che parlano, se sono visitatori nuovi o di ritorno. Insomma, da una pagina web è possibile ricavare un gran numero di informazioni utili a orientare il nostro prodotto e le nostre scelte. Ma per un’app, come si fa?

Dati forniti dagli Store

Come si fa a ricavare informazioni sull’utilizzo di un’applicazione presente negli Store?

Chi ha un account da sviluppatore per iOS o per Android sa che i dati forniti dagli Store sono ben pochi. Possiamo sapere il numero di download giornalieri e totali, i ricavi generati dalle vendite nel caso di applicazioni a pagamento, numero e ricavi di vendite in app,. Solo su Google Play Store, possiamo ottenere anche numero assoluto e giornaliero di disinstallazioni. Nel caso di iTunesConnect, strumento di gestione dell’App Store per sviluppatori, la piattaforma non fornisce nemmeno questo dato.

Un trucco

Un trucco usato spesso da chi ha un’app che carica una pagina web è quello d’implementare Google Analytics all’interno della pagina, così da ricavare informazioni interessanti. Ma se l’app non prevede nessuna connessione a internet, nessun servizio web? La soluzione è semplice: esistono, e ne nascono sempre più, servizi per monitorare gli utenti delle proprie app e le loro azioni, sono le piattaforme di in-app analytics.

Conoscere i propri utenti: in-app analytics

In-app Analytics

Queste piattaforme sono quasi tutte, almeno per i servizi base, gratuite. Implementarle all’interno delle applicazioni è in genere estremamente semplice e veloce per lo sviluppatore dell’app. I dati che restituiscono sono d’importanza vitale.

Ci permettono di conoscere meglio i nostri utenti: la loro provenienza geografica, la lingua che parlano, la loro età. Ci consentono di capire come viene utilizzata la nostra applicazione: ogni quanto tempo viene aperta, da che sistemi operativi, quanto dura una visita, quanti sono gli utenti nuovi e quelli di ritorno, se e dopo quanto tempo viene disinstallata, quante e quali schermate vengono visualizzate.

Inoltre, grazie all’impostazione di quelli che tecnicamente sono chiamati Eventi, azioni uniche che gli utenti compiono all’interno dell’app su contenuti che non richiedono per forza il caricamento di una nuova schermata – come ad esempio premere un tasto di download -, queste piattaforme ci danno la possibilità di valutare con estrema efficacia anche dei piccoli dettagli, come i cambiamenti che apportiamo all’applicazione con la pubblicazione delle nuove versioni.

Le piattaforme più usate

I set di strumenti offerti dalle piattaforme di in-app analytics grazie ai dati che ci restituiscono, consentono di operare al meglio per migliorare costantemente ogni aspetto della nostra app in maniera mirata.

Sono numerose oggi le società che offrono servizi di in-app analytics, ma i servizi più utilizzati sono certamente due: Flurry e Mobile App Analytics – in italiano Analytics per app mobili – di Google.

Mobile App Analytics

Questo sistema, pur non essendo stato uno dei primi sul mercato, ha una serie d’indubitabili pregi. Primo fra tutti la semplicità con la quale chi ha già usato Google Analytics impara ad usarlo. Forte è infatti la somiglianza di interfaccia e funzionalità, essendo il Mobile App Analytics un servizio integrabile nell’account di Google Analytics.

Altro indubitabile punto di forza è l’organizzazione dei rapporti in 4 categorie, che permette una lettura dei dati estremamente chiara.

Le 4 categorie sono:

Pubblico, ci permette di conoscere meglio gli utenti che utilizzano la nostra app

Acquisizioni, indica la frequenza di download e installazioni dell’app

Comportamento, è di certo la categoria più ricca, consente di scoprire in modo dettagliato come gli utenti interagiscono con l’app, ci segnala gli arresti anomali e le disfunzioni tecniche, offre la possibilità di impostare Eventi per un monitoraggio migliore

Coinvolgimento, attraverso l’impostazione di obiettivi da raggiungere per gli utenti è possibile stimare il valore reale dell’appicazione

Uno screen del pannello di Flurry

Uno screen del pannello di Flurry

Flurry

Flurry è certamente la piattaforma per l’in-app analytics più utilizzata al mondo, benché a volte non appaia così chiara e intuitiva come Mobile App Analytics di Google nella restituzione dei dati, la completezza dei servizi offerti è ineguagliabile.

I numeri di Flurry sono spaventosi: 125.000 società nel mondo lo usano; 400.000 le applicazioni monitorate tra iOS, Android e altri sistemi per un numero di utenti pari a 250 milioni; 3,5 miliardi di sessioni mobile analizzate ogni giorno.

Probabilmente sono proprio questi numeri pazzeschi a rendere possibile una delle funzionalità più interessanti di Flurry: la possibilità di confrontare i dati di utilizzo della propria applicazione con una media, ricavata da categoria e mercato.

Quando Flurry fu lanciato, nel 2008, molti siti e blog di settore, tra cui Mashable, previdero l’utilità dello strumento. Nessuno pensava, però, che in soli 5 anni le in-app analytics sarebbero diventate imprescindibili per qualsiasi sviluppatore mobile.

La casa dei social network: LinkedIn è una sala da pranzo

Dopo aver paragonato Facebook a un comodo e chiassoso soggiorno, Twitter a un affollato corridoio, ecco che il nostro appuntamento della rubrica “La casa dei social network” ha come oggetto proprio il medium meno “social”, in teoria, di tutti: Linkedin.

Una sala da pranzo naturalmente formale, di quelle ordinatissime, dove si sta composti, si rispettano le buone maniere, si è educati e accorti. Immaginate che Linkedin sia proprio così. Timidamente allora si entra in contatto con quella persona attraverso un messaggio. Ci si presenta, ci si ringrazia. Tutto come da netiquette. Sarebbe gradito addirittura scrivere il motivo per cui si sta contattando proprio quell’individuo. Sarebbe gradito ringraziare sempre e comunque.

Lo sappiamo tutti. Su Linkedin, come in tutti i contesti in cui si sta in sala da pranzo, occorre necessariamente prestare attenzione alla forma. Dobbiamo necessariamente fare bella figura, perché siamo nelle rete di potenziali cacciatori di teste, recruiter, che testano, osservano guardano e prendono nota.

La foto profilo è il vostro biglietto da visita

E allora, il primo biglietto da visita è proprio il nostro bel faccione. Sì, mostriamolo. Non è carino ricevere una richiesta da un’insegna che recita “AFFITTI GIUSEPPEMARIA”, così, come non è carino fare conoscenza con una persona, che non ha una foto. Mai presentarsi trasandati. Sì, la cravatta è rassicurante. Non ci crederete, ma è rassicurante. Così come lo è un bel viso di donna sorridente, truccato leggermente. Avete velleità artistiche particolari? Bene, a nessuno importa che voi nel tempo libero vi siate date al burlesque. No alle foto profilo che vi ritraggono con piume e ciglia finte. Vi piace sciare? Bene, il passamontagna e il caschetto protettivo con lo sfondo delle Pale di San Martino non suscitano particolare emozione, almeno su Linkedin. Chi sta cercando di conoscervi, dal punto di vista professionale, vuole guardarvi in faccia.

Invitereste mai a un pranzo formale uno conciato così?

Sbaglio o qualcuno mi sta facendo piedino?

Tutto questa forma di fronte a una tavola da pranzo apparecchiata secondo lo stile e il buon gusto del Galateo potrebbe addirittura risultare noiosa. Non è un caso quindi, che proprio mentre chiedete, educatamente a uno dei vostri commensali di passarvi il sale, il boss di una nota multinazionale americana allunghi la gamba e con l’agilità del miglior contorsionista, vi faccia piedino. Ebbene sì. Ci sta provando. Che fare? Ci sono due opzioni: o lo assecondate, con ciò che ne consegue o non lo assecondate, con ciò che ne consegue.

Non solo donne, ma anche uomini, diciamolo, vengono adescati in questa maniera. Qualcuno ha veramente scambiato Linkedin per Badoo, il sito inglese per incontri hot, verrebbe da dire.

Ma allora? Tutta questa formalità cui prodest? A mio avviso, giova sempre a voi. Trovarsi in una sala da pranzo, con l’abito giusto, l’educazione e il rispetto delle regole, per quanto vi possa risultare tutto così stretto è giusto. Sarete sicuramente meno fuori posto di chi, pensando di farvi cosa gradita, ha goffamente tentato di sedurvi, nel stanza sbagliata!

A questo punto, attendiamo la penna del nostro Francesco Gavatorta. Chissà di quale altro social network ci parlerà al prossimo appuntamento?

La casa dei social network: spazi autentici o non luoghi digitali

La casa dei social network: Facebook, come un soggiorno

La casa dei social network: Twitter è un corridoio

Ecco i vincitori dell'Eurobest 2013

La settimana scorsa si è tenuta a Lisbona la cerimonia di premiazione dei vincitori della 26ma edizione dell’Eurobest Festival of Creativity, il premio lanciato nel 1988 per puntare i riflettori sulle eccellenze della creatività europea. Anche quest’anno la giuria, presieduta dai più importanti creativi del Vecchio Continente, ha assegnato un totale di 416 premi di cui 67 d’oro, 147 d’argento e 187 di bronzo.

Ecco alcuni dei migliori lavori premiati quest’anno nelle rispettive categorie.

Branded Content & Entertainment

“Live Test” – Volvo: ovvero come rendere i test di sicurezza accattivanti.

Craft – Film

“The Lover” – Come4: un sito porno no-profit a difesa del diritto alla sessualità. Da vedere tutto d’un fiato fino alla fine.

Craft – Print & Poster

“All Day Long” – Barilla: quanto può essere lungo un giorno?

DESIGN

“The Selfscan Report” – Auchan: un mondo di informazioni in un solo scontrino.

DIRECT

“The Gap in the Market” – KBC: per chi cerca un’idea di business locale.

FILM

“Making the Cut” – Jack & Jones: tutto parte da un’idea.

Media

“Milka Last Square” – Mondelez International: ecco la campagna dedicata a chi osa essere tenero.

Mobile

“Adidas Window Shopping” – Adidas: come fare shopping senza entrare in negozio.

Promo e Activation

“7 Days of Rain” – Geox: la nuova versione della nuvola di Fantozzi.

PR

“Why don’t you come over” – Mediafax Group: lo humour inglese dei Romeni.

Per vedere tutti i vincitori dell’edizione 2013 del Festival visitate il sito dell’Eurobest.

GoPago acquisita da Amazon: l'annuncio con un post [BREAKING NEWS]


Questa mattina sembra impossibile non parlare di GoPago e della sua meravigliosa storia. La notizia dell’acquisizione della startup italo-americana è di poche ore fa, così come è recente l’annuncio di Vincenzo Di Nicola, uno dei due fondatori, su Facebook: “Take good care Amazon”. Un invito che racchiude tutte le sensazioni positive legate ad un traguardo del genere, ma anche la malinconia del dover abbandonare la propria startup, dopo anni di duro lavoro e di successi.
GoPago, prima di essere ceduta ad Amazon, dopo una lunga trattativa della quale non sono state rese note le condizioni, aveva anche attirato l’attenzione di Google, JP Morgan e della Bay Area di San Francisco.

Oltre all’endorsement di alcuni personaggi del mondo dello sport, il successo è stato decretato dalla risposta vincente offerta al problema dei pagamenti in situazioni difficili, come quella che ha ispirato i due founder.
Durante una partita dei Giants, Leo Rocco, cofondatore di GoPago, americano di origini siciliane, si perde il record di homerun segnati in MLB, per una coda allo stand delle birre.

Da allora le cose sono evolute rapidamente e GoPago ,si è affermata con il suo sistema di pagamento integrato, che coniuga i vantaggi del Cloud e del Mobile, diventando una realtà da 40 dipendenti, in rapida espansione sul territorio americano, tanto da finire nella grinfie del colosso mondiale dell’e-commerce Amazon.

Moovit lancia la versione 3.0 per Android

Da pochissimo è stata rilasciata Moovit 3.0 per Android, un’applicazione che dà ai propri utilizzatori un’istantanea in tempo reale del loro viaggio, suggerendo i percorsi più veloci e più comodi.

In Italia Moovit è disponibile per Roma, Milano e Torino, ma ad appena un anno dal lancio, gli utilizzatori sono quasi 3 milioni in più di 70 città in tutto il mondo, tra cui New York, Los Angeles, San Francisco, Londra, Madrid, San Paolo, Città del Messico e Tel Aviv. Moovit conta già più di 1 miliardo di richieste di informazioni, centinaia di migliaia di tragitti pianificati al giorno e più di 10 milioni di report generati.

Moovit fornisce in tempo reale tutto ciò di cui hai bisogno per utilizzare il trasporto pubblico nel modo più intelligente. Combinando i dati relativi al trasporto pubblico con quelli forniti direttamente dagli utenti.

La differenza tra Moovit e le altre app per il trasporto pubblico

Moovit è un vero progetto di cooperazione basato sulla condivisione che permette di semplificare il trasporto pubblico. Si inizia con una pianificazione completa delle varie soluzioni e successivamente vengono forniti dati in tempo reale dagli operatori e dagli utenti.

Quando gli utenti utilizzano i trasporti pubblici e lasciano l’applicazione aperta contribuiscono a fornire i dati in tempo reale ed in forma anonima al resto della comunità. Gli utenti possono anche inviare informazioni sulla corsa o la stazione, ed informare gli altri su dettagli del viaggio, ad esempio se l’autobus è affollato, dispone di aria condizionata o di connessione wifi.

Trattandosi di una piattaforma generata dalla community, più persone usano Moovit, migliori sono i dati in tempo reale.

Una startup tra le 10 più promettenti di Israele

Moovit ha appena vinto l’ MTA App Challenge 2103 Popular Choice Award, ed è stata definita come una delle top 10 startup più promettenti in Israele.

Rispetto alla versione precedente Moovit 3.0 ha una interfaccia utente completamente ridisegnata, con la possibilità di selezionare un punto qualsiasi sulla cartina in modo da raggiungerlo ancora più facilmente. Schede di avviso forniscono in tempo reale le notizie direttamente dalle agenzie del trasporto pubblico, mentre il miglioramento nella navigazione interattiva rende più comoda e veloce l’esperienza di utilizzo dell’utente.

L’applicazione è gratuita per tutti gli utenti e non si prevede un “cambiamento di direzione”.

Come utilizzare Moovit

Pianifica il tuo percorso. La comunità segnala in tempo reale la situazione dei trasporti aiutandoti ad individuare il mezzo di trasporto più comodo per le tue esigenze.
Controlla lo stato di avanzamento del mezzo che stai aspettando in tempo reale sulla mappa.
Consulta le notizie aggiornate in tempo reale durante il viaggio per rendere più confortevole il tuo spostamento.
Leggi le segnalazioni o segnala a tua volta per trasmettere agli altri utenti informazioni su cause di ritardo, affollamento sui mezzi o alla fermata, linee e conducenti migliori.
Naviga facilmente seguendo sulla mappa anche gli itinerari a piedi, che ti permetteranno di spostarti ancora più rapidamente.
Decidi quando è meglio scendere o cambiare mezzo, leggendo le notizie sulla situazione del traffico in tempo reale.

E tu, hai già provato Moovit?

Cosplay: nuovi mondi possibili e identità accresciute

Il termine Cosplay (コスプレ, kosupure ) rappresenta l’unione di due parole inglesi, costume e play. La definizione ha fatto la sua prima comparsa tra gli anni settanta e ottanta, su un giornale di Tokio a seguito di un’apparizione pubblica di alcuni ragazzi vestiti come i personaggi dell’anime Neon Genesis Evangelion, a cui seguì la diffusione del fenomeno in tutto il mondo.

Divertimento, creatività e spirito di aggregazione sono gli elementi che rendono il mondo del cosplay l’ambiente ideale dove poter mostrare il lato eroico o antieroico della propria personalità.

Un recente studio  condotto dal Centro Studi di Etnografia Digitale, associazione no-profit che si occupa di comprendere e studiare nuove forme di vita culturali emergenti nella rete che gestisce in esclusiva il dipartimento di ricerca netnografica per ViralBeat, ha voluto mettere in luce la relazione esistente tra la narrazione del sé dal punto di vista sociologico e i processi culturali appartenenti al mondo Cosplay nella rete.

Lo studio è stato condotto seguendo una metodologia netnografica basata sull’osservazione partecipante, che consiste in una lettura piuttosto assidua di post, conversazioni e pubblicazioni relative alla web-tribe legata al fenomeno.

Il mondo dei Cosplayer è vasto e poliedrico e riuscire a concettualizzarlo tutto in una sola ricerca o studio risulta un’impresa ardua. Tuttavia lo studio ha individuato tre principali perni valoriali sui quali ruotano i discorsi dei partecipanti alla web-tribe “il modo in cui è nata la passione per il Cosplay, le motivazioni per le quali si è scelto di addentrarsi in questa attività e l’importanza della condivisione delle esperienze fatte grazie al Cosplay.”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=WlvYkTVtC5A’]

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca è che, come accade nelle migliori avventure, si riscontra la presenza di un dark side e un bright side che rappresentano due modi diversi di vivere questo universo creativo.

“Il bright side è un modello narrativo attraverso cui il Cosplayer si narra come pienamente aderente all’estetica tribale dominante e totalmente devoto all’essere Cosplayer, in cui esplicita il bello di essere Cosplayer e le cose per cui non mai smetterà di praticare questa passione; il dark side è, invece, un modello attraverso cui il Cosplayer narra ciò che non apprezza del mondo del Cosplay e i motivi per cui potrebbe arrivare addirittura ad evadere e abbandonare il gruppo tribale. Si configurano, così, due poli tra cui queste rappresentazioni oscillano.”

Le produzioni culturali legate al Cosplay che avvengono sia online che offline delineano la volontà da parte dei suoi attori di creare nuovi mondi possibili, nei quali “l’esperienza personale del singolo diventa un tassello per creare uno spazio etico, paritario e meritocratico.” Un mondo privo di pregiudizi e nel quale il valore monetario è legato alla resa estetica che produce.

Per un Cosplayer travestirsi non vuol dire soltanto rappresentare un personaggio e vestirne i panni, in realtà significa analizzarne la personalità, riprodurne le movenze e indossarne l’identità accrescendo così la propria.

Una metodologia, quella netnografica, nata in seno alle recenti teorie della Consumer Culture Theory che vedono in un approccio antropologico l’unica via per riuscire a co-creare esperienze di consumo coerenti con le aspettative dei consumatori.

Quindi cosa aspettate? Leggete tutta la ricerca scaricabile gratuitamente da qui  e diteci secondo voi per quali brand ed in che modo può essere utile uno studi netnografico della web tribes del Cosplay! Noi un’idea ce l’abbiamo.

E se siete interessati a diventare degli esperti antropologi del web date un’occhiata al primo Master universitario italiano in Digital Methods e Digital Culture.