app of the week: proust

App of the Week: con Proust dare un giudizio diventa divertente!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili scovate nei market e testati per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

app of the week: proust

Quando aprite per la prima volta Proust, vi trovate davanti una citazione, giustamente, di Marcel Proust: “Ogni grande cosa al mondo viene dai nevrotici”. Avrete già intuito che questa non è una semplice gaming app: Proust può essere una gran perdita di tempo oppure può essere un passatempo molto intelligente per allenare il cervello e addirittura un modo singolare per conoscere meglio i propri amici.

Chiariamo subito che non è facile comprendere cosa è Proust senza provarla: noi cercheremo di spiegarvelo, ma scaricatela per capir meglio, tanto è gratuita! Intanto guardate il video di presentazione: anche questo non è da meno in termini di “singolarità”!

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=GbvTlCQa5Tw’]

Proust offre un esempio del suo funzionamento già all’apertura dell’app: compare una schermata con due termini, Kitties e Puppies, tra cui scegliere quello preferito. Non è indicato quale sia il criterio di scelta, ma è tutto lasciato al giudizio del giocatore. A quel punto Proust aggiungerà altri termini e chiederà di classificarli di volta in volta. Ecco, questo è più o meno quello che accade quando si gioca con Proust.

In pratica l’app chiede di creare una lista di 5 termini: non importa quale sia il nesso che li lega né di cosa si tratta (dai cantanti, agli animali, dal cibo a personaggi di fantasia, dagli sport alle posizioni erotiche…). Dopo aver creato la lista invitate gli amici che hanno l’app a ordinare la vostra classifica e state a guardare i risultati.

Potreste scoprire che il vostro migliore amico non ha nulla in comune con voi o che quella ragazza che vi piace tanto è in effetti la vostra anima gemella!

Se siete amanti di sparatutto, calcio e giochi di macchine truccate, lasciate stare: non è decisamente l’app che fa al caso vostro, a meno che non abbiate deciso di far colpo su una ragazza o non siete ad una cena di hipster e siete a corto di argomenti utili!

In questi casi, di nascosto, scaricate subito l’app e preparatevi a sfidare gli altri: sperate solo che nella suddetta cena nessuno scelga di fare una classifica dei film della Nouvelle Vague che vi hanno cambiato la vita…

Trovate l’app cliccando sull’immagine qui sotto: per ora è disponibile solo la versione per iPhone,compatibile anche con iPad e iPod Touch, e l’unico modo per giocare è accedere con l’account di Facebook:

proust download itunes

Ma quali principesse, GoldieBlox ispira futuri ingegneri donne [VIRAL VIDEO]

Solo l’ 11% degli ingegneri di tutto il mondo sono donne. Da questo sconfortante dato GoldieBlox, l’azienda americana leader nella produzione di giocattoli che stimolano l’ingegno, lancia uno spot dedicato alle bambine con l’intento di ‘cercare di interrompere la scia rosa dei soliti giochi per femminucce e ispirare la futura generazione di ingegneri di sesso femminile’.

Nel video dal titolo ‘Pincess Machine’ un trio di ragazzine brillanti e creative racimola giocattoli e articoli ‘casalinghi’ sparsi per la casa e con essi assembla una grande macchina di Rube Goldberg. Partendo da un giradischi e carillon si innesca un effetto domino che coinvolge tutto il vicinato 😀
Il risultato è uno spot sorprendentemente bello, divertente da guardare e che incoraggia davvero a sognare e pretendere sempre il meglio dalla vita.

Uno spot controcorrente, uno spot contro chi identifica le adolescenti giocare esclusivamente con bambolotti, carrozzine, ferri da stiro, phon e cucine e sognare di diventare principesse, mamme, ballerine o mogli di calciatori. GoldieBlox promuove un oramai urgente cambiamento culturale comunicando alle future generazioni che una piccola donna può e deve sognare anche di diventare ingegnere, astronauta, medico, pilota…e tutto ciò che desidera essere da grande!

Curiosità: questa versione è la seconda, modificata dopo il ritiro della prima del 17 novembre che conteneva un pezzo versione parodia del brano ‘Girls’ dei Beastie Boys. Pare che il gruppo inizialmente non abbia gradito questa nuova versione, successivamente la band ha chiarito la posizione affermando di aver gradito il messaggio positivo contro gli stereotipi di genere ma chiarendo anche che, fin dal loro inizio, si erano ripromessi che la loro musica non sarebbe mai stata utilizzata per scopi pubblicitari.

Mi piace concludere citando un passo di ‘Ancora dalla parte delle bambine’ di Loredana Lipperini: “In realtà non esistono qualità ‘maschili’ e qualità ‘femminili’, ma solo ‘qualità umane’. L’operazione da compiere dunque non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene”.

Credits:
Creative Director: Beau Lewis
Machine Creative Director: Brett Doar
Lyrics/Vocals: Raven
Executive Producer: GoldieBlox Inc.
Production Company: The Academy
Director: Sean Pecknold
Co-Director: Zia Mohajerjasbi
Executive Producer: Harry Calbom

Cultura & Web, parlare con internet in tutte le lingue del mondo

Cultura che vai, web che trovi

Un elefante invisibile. Così viene definita in una famosa teoria socio-psicologica la dimensione culturale.

Elefante perché è qualcosa di ingombrante, che può condizionare tutto ciò che ci circonda; invisibile perché finché non si impara ad accettarla e a sapere in che modo guardarla, la cultura altra, diversa, non viene considerata ai fini delle nostre azioni quotidiane.

Sembra strano ma anche in un mondo così globalizzato e connesso, il web e l’interazione con i suoi spazi virtuali vengono condizionati dalla cultura d’appartenenza degli utenti.

Ne ha parlato lo scorso 21 novembre all’International digital forum di Londra Joe Doveton, direttore dei servizi di conversione da Globalmaxer, in un discorso molto interessante in cui ha definito gli 8 fattori principali da prendere in considerazione nel momento in cui si vuole espandere la propria attività web in paesi culturalmente diversi.

1. La cultura dei colori

Il rosso è indice di fortuna in Cina, e di bellezza in Russia. In Francia è utilizzato per i prezzi.
Tuttavia se un prezzo è rosso in Gran Bretagna, gli utenti tenderanno ad assumere che sia scontato.

Cultura che vai, web che trovi

Il verde nei paesi europei è generalmente interpretato come qualcosa di positivo, in Brasile invece significa morte, perché è associato alle distese misteriose e sconfinate della foresta.

Gli olandesi amano l’arancione, mentre i tedeschi, nonostante siano i colori della loro bandiera, non si trovano a loro agio con il rosso, il nero e l’oro.

2. I metodi di pagamento

Il metodo di pagamento online più utilizzato in Germania è la fattura, anche per le piccole transazioni.

Gli italiani preferiscono il pagamento in contrassegno, per la loro tendenza a controllare direttamente le loro transazioni e a non fidarsi di divulgare i propri dati bancari online.

Cultura che vai, web che trovi

Nei paesi di cultura islamica non si possono addebitare interessi, e bisogna tenere conto dei precetti della Shari’a in ambito finanziario.

3. Il layout del sito

Bisogna essere particolarmente attenti alle popolazioni di cultura araba e asiatica. L’arabo infatti si legge da destra a sinistra, e i siti sono allineati a destra.

Il giapponese, il cinese e il coreano invece sono tradizionalmente scritti in verticale. In alcuni casi tuttavia si è cominciato ad utilizzarli in orizzontale, che è molto meglio nel momento in cui si tratta di leggere una pagina web, piuttosto che una pagina di giornale.

4. I call to action

Tutti i bottoni che incontriamo durante la navigazione di un sito ci “chiamano” all’azione (Procedi, Acquista, Scopri, etc.).

Cultura che vai, web che trovi

Questi elementi molto importanti sono ovviamente influenzati dalla cultura del colore, ma non solo. Determinanti nella loro efficacia sono la forma e il testo utilizzato.

Nella cultura occidentale stiamo abbandonando l’approccio scheumorfico al call to action, mentre gli utenti orientali pare siano più riluttanti a distaccarsi da quel tipo di approccio stilistico.

5. I visi

E’ importante che gli utenti riconoscano visi e fisionomie familiari nelle immagini promozionali, per questo è consigliato utilizzare modelli appropriati dal punto di vista etnico.

Cultura che vai, web che trovi

Non bisogna dimenticare di adattare anche il contesto: un esempio di questo tipo di attenzione è la campagna Ikea del 2012 in cui il colosso svedese dell’arredamento ha modificato una foto del catalogo destinato al mercato arabo cancellando una donna che faceva parte di una scena familiare.

6. I testi

Bisogna prestare attenzione alla nascita di quello che Joe Doveton ha definito il “webenese”, un incrocio tra lingue nazionali e termini internazionali diffusi grazie alla rete.

Uno dei casi più clamorosi è proprio legato all’Italia. L’espressione più utilizzata per la ricerca di voli economici, contrariamente a quanto si può pensare, è “voli low cost”, quindi un insieme di una parola italiana, più un termine entrato nel nostro vocabolario grazie alla diffusione del fenomeno del low cost in rete.

Cultura che vai, web che trovi

7. La tecnologia

Nonostante possa sembrare un browser obsoleto, in Cina Internet Explorer 6 viene ancora utilizzato dal 24% di utenti. Non si può quindi ignorare ogni caratteristica tecnica del nostro sito che non venga supportata da questo browser.

8. Il contesto

In Giappone c’è una predilezione per tutto ciò che è dolce e tenero. C’è infatti tutta una subcultura che ruota intorno al “carino”: il “kawaii”. Tutto ciò che nella nostra cultura è percepito come melenso o sdolcinato, per loro è più che positivo.

Cultura che vai, web che trovi

In Germania invece, più una pagina web è chiara e semplice, più gli utenti la apprezzano e ne captano efficacemente i messaggi.

Per approfondire consulta le slide della presentazione di Joe Doveton.

Photo credits: Thinkstock

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia [VIDEO]

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia

Oggi, 29 Novembre 2013, partono ufficialmente le vendite in Italia (e in Europa) della rivoluzionaria PlayStation 4!

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia

Per festeggiare l’occasione Sony ha organizzato ieri sera a Roma, a Castel Sant’Angelo, una spettacolare anteprima dedicata a tutti gli appassionati italiani.

Evento curato nei minimi particolari com’era possibile immaginare dalle prove di lancio.

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia

Che dire? Una gigantesca operazione di marketing che era stata preceduta dal seguente trailer video europeo su YouTube.

PS4: Specifiche Hardware / caratteristiche tecniche

Delle specifiche tecniche avevamo parlato in questo post dedicato. Possiamo ricordare, tra le altre cose:

– la CPU con otto core su processore X86 AMD Jaguar

– la memoria RAM conta su 8 GB GDDR5

– il drive ottico è un lettore Blu-Ray / Dvd

– DUALSHOCK 4 con touchpad anteriore, tasto “share“, casse e microfoni integrati, Led Light Bar, rilevamento della posizione di gioco

I giochi già disponibili

  • Assassin’s Creed IV: Black Flag
  • Battlefield 4
  • Call of Duty: Ghosts
  • Angry Birds Star Wars
  • Contrast (incluso in PS Plus)
  • DC Universe Online
  •  Escape Plan (cross-Buy PS Vita/PS4)
  •  Escape Plan Collection (cross-Buy PS Vita/PS4)
  •  FIFA 14
  •  Flower (cross-Buy PS3/PS Vita/PS4)
  •  Injustice: Gods Among Us Ultimate Edition
  •  Just Dance
  • Killzone Shadow Fall
  • Knack
  • Lego Marvel Super Heroes
  • Madden NFL 25
  • NBA 2K14
  • NBA LIVE 14
  • Need For Speed Rivals
  • Putty Squad
  • Sound Shapes (cross-Buy PS3/PS Vita/PS4)
  • Super Motherload
  • Trine 2: Complete Story
  • Resogun (incluso in PS Plus)
  • Warframe
  • War Thunder

Doctor Who: quando la tv si rigenera

Qualche giorno fa sono incappata su Business Insider nell’ennesimo articolo che ci ricorda che il medium televisivo è destinato ad una morte lenta e dolorosa: gli indici di ascolto crollano,  gli abbonati scappano, le opportunità pubblicitarie languono.

Non c’è dubbio che la televisione così come lo è stata negli ultimi decenni non basti più, e che i digital media le stiano dando del filo da torcere. Facebook e Google raggiungono rispettivamente 200 e 235 milioni di utenti in America: insieme, hanno quindi superato la televisione, con i suoi 294 milioni di americani raggiunti.

Possiamo quindi cominciare a pensare ad alternativi metodi di utilizzo del nostro televisore?

C’è ancora una speranza per quello che è stato il principale mezzo di comunicazione di massa degli ultimi anni, e credo che la lezione provenga da una serie tv. Sì, avete letto bene, una serie tv.

Parlo di Doctor Who, pietra miliare della televisione inglese, e serie tv di fantascienza più longeva di sempre, prodotta e distribuita dal colosso BBC. Ciò che rende interessante questo show è il fatto che, andato in onda dal 1963 al 1989, è poi stato riproposto ad un pubblico moderno dal 2005. Bloccata nel tempo per 16 anni, e poi riproposta al pubblico del nuovo millennio: quale esempio migliore per analizzare i cambiamenti che hanno investito il business dell’intrattenimento negli ultimi anni?

Lo scorso 23 novembre, Doctor Who ha festeggiato i suoi 50 anni di vita con una serie di eventi che, a mio parere, dimostrano che la televisione non deve per forza morire se si dimostra in grado di rigenerarsi, proprio come il protagonista dello show.

L’episodio speciale, ‘The Day of the Doctor’, è stato trasmesso in contemporanea in tutto il mondo in 94 paesi dei 6 continenti, è stato visto da più di 10 milioni di spettatori solo in Inghilterra, quasi 4 milioni negli Stati Uniti, visto in diretta in 1.500 cinema in 3D, guadagnandosi il suo secondo Guinness World Record.

Nelle sale cinematografiche,  The Day of the Doctor è riuscito a battere persino l’attesissimo Hunger Games – Catching Fire.

Anche il pubblico italiano ha preso parte all’evento. Rai4 ha ottenuto uno share dell’1.41% e 363mila telespettatori, con un picco di 434mila alle 22.16.

Naturalmente, è stato enorme anche il feedback sui social network: nel Regno Unito sono stati pubblicati 2.745 tweet al minuto, con punte di quasi 13mila, grazie anche all’hashtag #SaveTheDay pensato ad hoc. Al termine dell’episodio i tweet erano 442.692, spediti da 202.267 utenti.

Il Tumblr ufficiale della serie ha raggiunto i 450mila follower, con più di 250mila note in nell’ora di trasmissione dell’episodio, grazie al live posting di gif pronte per essere ricondivise. Negli Stati Uniti, BBC America ha registrato un record di ascolti con 2.4 milioni di persone e 1.8 milioni di tweet.

Come è possibile ottenere un risultato del genere, chiederete voi. Chi ha riportato Doctor Who sugli schermi britannici nel 2005 aveva fatto bene i propri compiti. Posto di fronte ad un nuovo tipo di pubblico costituito da prosumer ed esigenti nativi digitali e nuove opportunità produttive e distributive, lo show non ha esitato a proporsi come un prodotto crossmediale ed un esempio di transmedia storytelling che gli permette di entrare di diritto nei manuali di comunicazione.

Spin-off, televisivi e sul web, fumetti, libri, megazine, merchandise di ogni tipo, giochi, da tavolo e online, contest, mobile app, live experience e social network. I Whovian – così vengono definiti i fan della serie – hanno una vasto assortimento di narrazioni da scoprire e i mezzi per dare il loro preziosissimo feedback in rete.

Non si fa altro che parlare di second screen, la trasmissione dello speciale dell’anniversario di Doctor Who appare un evidente esempio di come la nostra cara vecchia tv abbia ancora una possibilità. Basta cambiare acconciatura, indossare abiti diversi, rinnovare il linguaggio, proprio come il Dottore.

6 statistiche sui social media che vi stupiranno

Quando si analizza il mondo dei social media tendiamo sempre a stupirci. Ci sono dati che ci sconfortano, altri che ci stupiscono positivamente. Altri ancora non ce li aspetteremmo, e possiamo farne tesoro per modificare, limare e migliorare la nostra strategia social.

6 di questi dati sono riassunti in questa infografica, che rappresenta il sunto di un interessante studio condotto da Arwaness Hub:

6 statistiche sui social media

1. Il 95% dei messaggi in bacheca rivolti a grandi brand non ricevono risposta

Un dato un po’ scoraggiante per chi opera nel settore.

Chiunque operi con i social media è ben consapevole dell’importanza che ha un dialogo continuo e ben strutturato con il proprio audience. Fate in modo che la vostra azienda, indipendentemente dalle dimensioni, non dimentichi mai di rispondere ad una domanda o ad un commento di utente (che è sempre un consumatore, effettivo o potenziale).

Ignorare le domande, o peggio ancora le critiche, del vostro pubblico è una strada da seguire se volete perdere clienti o peggiorare la vostra reputazione on-line. Siamo certi non sia il vostro obiettivo (soprattutto se state leggendo quest’articolo).

2. Pinterest rappresenta il 40% degli acquisti ‘guidati’ sui social media

Pinterest è la vera rivelazione social del 2013. E questo la vostra azienda non può ignorarlo.

Indubbiamente è un tipo di canale diverso da quelli utilizzati abitualmente anche da chi ha maggiore confidenza con i social. Ma grazie al nostro aiuto avrete tutto sotto controllo: date un’occhiata ai nostri post su Pinterest.

3. L’utente medio trascorre su Facebook 20 minuti per visita

Questo è un dato fondamentale. Dovete chiedervi se la vostra azienda ottimizza questo lasso di tempo.

Anche se avete un buon numero di fan questo potrebbe non bastare per veicolare correttamente il vostro messaggio. Quello che volete comunicare potrebbe perdersi nella miriade di aggiornamenti che mediamente occupano il news feed di un vostro fan.

Dovete attirare l’attenzione. Provate questi 14 strumenti che forse non conoscete e cercate di migliorare l’efficacia che il vostro messaggio ha sui vostri fan.

4. Il 13% dei consumatori segue un brand sui canali sociali per i contenuti offerti

E’ solo l’ennesima conferma dell’antica regola “Content is King“.

Assicuratevi che i vostri contenuti siano in linea con la vostra mission e siano interessanti per chi vi segue.

Come detto, gli utenti sono bombardati dai contenuti più diversi, se desideriamo farci notare, essere seguiti e, soprattutto, diversificarci rispetto alla concorrenza dobbiamo offrire contenuti unici, che facciano davvero la differenza.

5. Twitter gestisce 32 miliardi di query di ricerca al mese

C’è un mare in cui tuffarsi. L’importante, però, è identificare all’interno di questo mare il punto preciso in cui deve collocarsi il vostro business.

Assicuratevi che in queste miliardi di query voi siate identificabili, attraverso una presenza attiva su Twitter.

La regola base è l’attenzione alle parole chiave rappresentative del vostro settore e dei servizi da voi offerti. Ragionate come farebbe il cliente: cosa cerchereste per trovarvi?

Se siete in difficoltà non temete: date un’occhiata a questi 6 strumenti utili per la gestione del vostro profilo.

6. Il 20% delle ricerche giornaliere su Google non sono mai state fatte prima

Questo è davvero affascinante.

Vuol dire che le opportunità nascono ogni giorno. C’è sempre qualcosa di nuovo che la gente non conosce, che desidera sapere ed approfondire. C’è sempre una domanda da soddisfare.

Monitorate tramite strumenti come Google Trend l’andamento delle ricerche più vicine al vostro business. Cercate di capire con quali nicchie potete portare nuovo traffico alla vostra azienda.

Migliorate la capacità di ascoltare e moltiplicherete le vostre possibilità di guadagnare.

E voi? Conoscete statistiche sorprendenti che non abbiamo elencato?

Se Gravity fosse girato dentro Ikea [VIRAL VIDEO]

Se Gravity fosse girato dentro Ikea [VIRAL VIDEO]

Il regista Alfonso Cuarón ci ha regalato puri momenti di terrore cinematografico: demoni con occhi sulle mani, i dissennatori, lo spazio infinito e, da oggi, la terribile e alienante piaga di Ikea!

Tutto comincia con una semplice frase: “Andiamo a farci un giro all’Ikea?“. Ogni week-end innumerevoli coppie tentano la sorte: tra mobili impronunciabili, percorsi tortuosi e polpettine killer, sopravvivere non è una cosa facile. Come dite? Stiamo esagerando!? Allora non avete ancora vista il video “Alfonso Cuarón’s IKEA” di Daniel Hubbard.

Il divertente video ci mostra il lato oscuro di Ikea paragonandolo ai film di Alfonso Cuarón, soprattutto all’ultimo capolavoro Gravity. Cosa succede quando una coppia viene dispersa nello spazio… infinito di Ikea? Semplice, succede che nasce un Viral Video!

Inutile dirlo, il video ha avuto un grande successo sul web perché riesce a rileggere in chiave parodistica (e molto comica!) una situazione quotidiana e banale. Si portano all’estremo tutte le banali difficoltà a cui si va incontro andando in un punto vendita del grande retailer: dalla perdita dell’orientamento alla pessima ricezione del cellulare passando anche per le infernali polpette svedesi.

Insomma, Daniel Hubbard riesce nell’impresa e realizza un viral video divertente ed appassionante che mette in mostra, in chiave ironica, una delle più grandi verità troppo a lungo nascoste: “life in Ikea is impossible“!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Ecco una nuova sfavillante top 10 fumetti e illustrazioni per darvi la giusta carica di creatività. Ci sono autori affermati, nuovi talenti, giovani promesse, artisti poliedrici sempre guardando sia all’Italia che all’estero…
Che sia con voi anche questa settimana il potere dell’ispirazione!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana 64 artbook Squame Sheepo

Già è capitato di parlare di crowdfounding nelle pagine della nostra top10: questa settimana tocca al progetto “64 – Kamasutra Artbook” del gruppo Squame, sulla piattaforma Ulule. Si tratta realizzare di un libretto di 138 pagine, che illustra il gioco amoroso in modo colorato e scanzonato. Coinvolti 64 artisti internazionali, tra cui il francese Sheepo (autore dell’illustrazione di cui vediamo un dettaglio qui sopra) e poi talenti di “casa nostra” come Manuele Fior, Alberto Corradi, MP5, Nicolò Pellizzon, Bianca Bagnarelli, LRNZ, Cristina Portolano, Ale Giorgini, Eleonora Antonioni e tanti altri. In bocca al lupo!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Silvicius Combat Comics

Silvicius ha realizzato il “posterone” per il festival Combat Comics: dal 28 novembre al 1 dicembre 2013 a Livorno al teatrofficina refugio, per parlare di tutti quei fumetti e quegli autori che con le loro storie non solo raccontano la realtà, ma vogliono anche cambiarla. Ci saranno tra gli ospiti Tuono Pettinato, Silvia Rocchi, i Paguri, Davide La Rosa, Akab, Gianluca Costantini, Davide Toffolo. Power comics!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Silver Darlings Will Morris

Tra le nuove stelle del fumetto inglese c’è Will Morris, che ha vinto il premio “Emerging Talent” ai recenti British Comics Awards con il suo graphic novelThe Silver Darlings” edito dalla Blank Slate Books.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Hellen Jo

La californiana Hellen Jo ha un talento speciale per cogliere le tendenze del momento nelle sue illustrazioni e nei suoi fumetti super-cool. Questo è il nuovo “Frontiers 2“, il secondo di una serie di volumi pubblicati dall’etichetta indipendente Youth in Decline di San Francisco (USA).

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Luke Pearson

Avete mai letto qualcosa Luke Pearson? Vi consiglio di iniziare con i web-comics sul suo sito (si leggono in inglese). Nell’immagine che vedete ho scelto un dettaglio di una storia che interesserà molti di voi: “The boy who drew cats” …parla di gattini!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Becky Dreistadt

La coppia Frank Gibson (ai testi) e Becky Dreistadt (ai disegni) conquista i suoi fan un originale stile “dipinto a mano”. Sul loro sito Tiny Kitten Teeth trovate questo lavoro, realizzato per la cover speciale Halloween della serie “Adventure Time” e tanti altri fumetti e illustrazioni.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Keramidas

Realizzata da Nicolas Keramidas, questa è l’illustrazione di copertina di “Alice nel paese delle scimmie“, lo spassoso fumetto con la sceneggiatura di Fred Tebo che racconta l’avventura della piccola Alice a spasso nella giungla. Per gli appassionati di disegno, nel volume trovate anche la versione in bianco e nero (china) con le matite azzurre e tanti omaggi di guest star. Si trova in libreria e fumetteria, edito da Bao.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Tom Gauld

Iconica la prima copertina del fumettista britannico Tom Gauld per la prestigiosa testata americana The New Yorker, tutta dedicata alla festività americana del “Giorno del Ringraziamento. Gauld tra l’altro è appena stato annunciato nella selezione ufficiale del festival internazionale del fumetto di Angoulême 2014, con l’edizione francese del suo “Goliath“.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Bastien Vivès

Si trova in libreria e in fumetteria il nuovo volume del francese Bastien Vivès, che scritto e disegnato durante un soggiorno di studio in Italia, a Urbino. Il titolo è “Veri amici“, edito da The box Edizioni lieve ed etereo solo come l’autore francese sa essere, parla dell’annosa questione dell’amicizia tra uomo e donna.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Wes Craig

Di base a Montreal, nel Quebec (Canada) è Wes Craig il disegnatore e co-creatore con Rick Remender di “Deadly Class“, la nuova serie della Image in uscita a gennaio 2014 di cui vediamo la cover del primo numero.

Nel salutarvi vi ricordo come ogni volta che se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Grazie a tutti quelli che l’hanno già fatto, vi aspettiamo!
Odri

Smx Milan 2013: gli scenari futuri del Digital Marketing [EVENTO]

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Il 7 e l’8 novembre 2013 si è tenuto presso il Mi.Co uno degli eventi più importanti per chi opera nel settore del Digital Marketing: il Search and Social Media Marketing Expo. L’SMX è un evento unico, organizzato in tutto il mondo ed arrivato per la prima volta in Italia, proprio a Milano. In due giorni si è potuto assistere a tutta una serie di sessioni formative e conferenze tenute da manager e professionisti di tutto il mondo su Online Marketing, Social Media, Search Marketing, Web Analytics, Content Marketing, Customer Experience e Mobile.

L’edizione italiana è stata curata in tutti i suoi aspetti da Business International – Fiera Milano Media, con il coordinamento editoriale di Sean Carlos, chairman di SMX Milan 2013.

Da giovane Seo Specialist per Insem Spa, azienda italiana specializzata in soluzioni di web marketing e posizionamento sui motori di ricerca, ho partecipato con immensa gioia a quest’occasione incredibile per la formazione ed il networking. E’ per questo che evidenzierò alcuni brevi passaggi degli interventi che ho trovato più interessanti per la mia attività di SEO Specialist, senza nulla togliere a tutti gli altri.

Per un’agenda completa dell’evento e di tutte le sessioni vi invito a dare un’occhiata qui.

Jim Sterne

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La prima giornata inizia con la Conference Welcome di Jim Sterne, fondatore di Digital Analytics Association.  Secondo la sua visione, gli analisti del Marketing devono comprendere gli obiettivi dei clienti. Ma come? E’ inutile fornire dati tecnici dettagliati ed incomprensibili. Anziché raccogliere report è necessario raccontare storie. Gli operatori del Marketing sono degli analisti che con un’opinione informata e dei dati specifici possono fornire una soluzione specifica a problemi specifici.

L’arte della comunicazione è tutta qui: potenziare il messaggio instaurando un rapporto di fiducia con i consumatori perché il marketing è una vera e propria conversazione. Da segmentare in relazione ai bisogni specifici dei clienti.

Martino Mosna

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Come combattere il problema delle keywords not provided? Con i cambiamenti introdotti da Google nell’ultimo anno in merito alla privacy degli utenti loggati i SEO contemporanei possono essere definiti come i predatori delle keywords perdute. L’attività di analisi, effettuata con sistemi come gli Strumenti per Parole chiave, deve essere effettuata con attenzione. Le parole chiave possono essere fondamentali per un brand perché è attraverso il loro studio approfondito che possiamo capire quale traffico di ricerca proviene dalla promozione diretta del brand e quale traffico proviene da chi non conosce l’azienda e la cerca tramite Google.

Una soluzione alla portata di tutti è utilizzare Google Webmaster Tools. Lo strumento fornisce tutta una serie di dati utili sulle parole chiave (impressioni, click to rate, posizione per una keyword). Si tratta di dati stimati che possono essere confrontati dai SEO Specialist con altre sorgenti di dati per capire se sono accurati. Per esempio, i dati sulle impressioni possono essere confrontati con Google AdWords oppure i dati sulle Landing Page possono essere confrontati con i dati su Analytics.

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Un buon SEO deve sempre tenere conto del rapporto Impressioni/Click e tra CTR/Visibilità nei risultati senza dimenticare che la qualità è meglio della quantità.

Gianluca Fiorelli

Il SEO non è una tattica. E’ una strategia che utilizza tattiche diverse per ottenere traffico organico qualificato. Ad oggi tutti i SEO devono fronteggiare un problema, ovvero la Personalizzazione delle Ricerche. Gli utenti ritroveranno differenti risultati organici nelle SERP a seconda della localizzazione geografica, del browser o del dispositivo adoperato, e di tanti altri fattori.

Puntare alla personalizzazione significa seguire determinati obiettivi:

  • Cercare di acquisire più rilevanza a livello locale con la creazione di eventi (online e offline), collegamenti con siti web locali , e partnership con influenzatori locali. Questi influenzatori possono essere trovati con strumenti come Followerwonk.
  • Sfruttare la segmentazione geografica delle persone che abbiamo nelle cerchie di Google Plus

Il futuro? E’ la ricerca semantica! Il motore di ricerca Google assocerà alle parole cercate un oggetto e metterà in relazione oggetti in base alla semantica in modo da avere una ricerca più veloce e accurata.

L’ottimizzazione di un sito, ad oggi, parte prima di tutto dai contenuti di qualità e dall’attività sui social.

Johannes Mueller

Le direttive di Google sono chiare dopo la rivoluzione di Penguin e Hummingbird. I nuovi algoritmi di Google vogliono dei siti unici con contenuti di qualità. Google non accetta:

  • Pagine con contenuti autogenerati  (es. versione in lingua del sito);
  • Contenuti di bassa qualità;
  • Micro-siti che richiamano al vostro sito.
  • Utilizzare sempre: 404 or noindex pages, robots.txt per blog
  • Togliere link non desiderati e commenti nei blog (spam)

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Matteo Monari

Matteo Monari è convinto della forte relazione tra SEO e Public Relations. Ad oggi esistono nuovi metodi per generare link spontaneamente:

  • Press Release (collaborazione con importanti testate);
  • Guest Blogging;
  • Contenuti Embeddabili (es. Infografiche e widget).

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Generare link con le Digital Public Relations è possibile. Come? E’ fondamentale partecipare ad eventi cercando di implementare strategie di buzz marketing, ovvero creare interesse affinchè se ne parli. Inoltre, gli eventi strategici devono utilizzare prodotti omaggio, beta test, tecniche di personalizzazione e rilascio progressivo, e tanto altro ancora.  Il consiglio di Matteo Monari è :

  • Scegliere temi hot (es. campionato calcio, natale, halloween);
  • Scegliere un target ampio e non commercialmente aggressivo;
  • Valutare tempi di rilascio e stagionalità;
  • Focus su siti di nicchia, magazine online, siti di news;
  • Ricerca contatti tramite Social Network

Chris Silver Smith

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Le immagini possono portare benefici considerevoli all’ottimizzazione SEO. Tra le piattaforme da utilizzare ci sono: Flickr, Pinterest, Instagram, Panoramio, SmugMug. L’obiettivo principale deve essere la ricerca della novità per stimolare la curiosità dell’utente. Pinterest interpreta i trend e le mode social. Può essere un ottimo strumento per gli specialisti del posizionamento sui motori di ricerca perché offre:

  • Foto da differenziare in boards con la possibilità di puntare su diverse keywords
  • Immagini da linkare direttamente al sito dell’azienda
  • Grandi possibilità per gli E-Commerce

Quando il business diventa sociale: “Il più bel lavoro del mondo”

Qual è il lavoro più bello del mondo? Esiste davvero? Qualcuno afferma di sì e pare che la formula magica per ottenerlo sia quella di lavorare per un’impresa sociale.

Cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.

Il Business sociale

È in crescita a livello globale un movimento che si propone di affrontare in maniera sostenibile e con decisione il problema della disuguaglianza economica e sociale.
Si tratta dello sviluppo di un’economia solidale in grado di favorire l’attrazione di investimenti privati e istituzionali e di generare un grosso impatto sul benessere generale di un paese.

Questo nuova forma di capitalismo è chiamato business sociale.

Il business sociale supera la dicotomia tra Profit e Non Profit e soprattutto quella tra Stato e Mercato, proponendo un nuovo modello di “privatizzazione regolata” al fine di gestire beni e servizi di interesse generale.

I settori di applicazione sono molteplici, ad esempio:

  • Servizi sociali e di assistenza.
  • Sanità a prezzi contenuti.
  • Utilities che gestiscono in concessione servizi per la comunità (acqua, energia, trasporti…).
  • Istruzione per i meno abbienti.
  • Tutela ambientale e gestione innovativa dei rifiuti.
  • Valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.
  • Housing sociale.
  • Riutilizzo di immobili e terreni sequestrati alla criminalità.
  • Turismo responsabile.
  • Inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati.

In Italia tale modello è supportato e promosso da Make a Change.

Make a change: Movimento per il Business sociale

Make a Change è il primo Movimento per la promozione dei valori del business sociale in Italia.
Fondato nel 2009 come Associazione senza finalità di lucro, “MaC” è a un tempo movimento ed organizzazione professionale.

I soci fondatori di Make a Change sono organizzazioni e professionisti che operano eticamente in vari settori. Questi sono tutti uniti da un’etica sociale e dal desiderio di operare un cambiamento reale nella società introducendo un nuovo modello d’impresa all’interno del mondo degli affari, con equilibrio e senso di giustizia.

Make a Change favorisce la nascita di nuove imprese sociali attraverso iniziative in partnership con aziende profit selezionate per lo sviluppo congiunto di progetti/nuove imprese sociali e attraverso supporto finanziario, manageriale ed operativo alle imprese vincitrici del concorso “Il più bel lavoro del mondo”.

“Il più bel lavoro del mondo”, il concorso

Make a Change promuove su scala nazionale il concorso Il più bel lavoro del mondo, rivolto a tutti quelli che vogliono diventare imprenditori sociali e che propongono una business idea finalizzata allo sviluppo e avvio di un’azienda a scopo sociale sul territorio italiano.

L’obiettivo del concorso è quello di promuovere un nuovo asset class per gli investimenti sostenibili, presso imprese, territorio, istituzioni finanziarie e università. Lo scopo è cioè quello di fondare un’impresa con finalità sociale, offrendo allo stesso tempo una reale opportunità a manager e giovani business men di realizzare un proprio progetto di new social venture.

Il concorso, avviato dal marzo del 2012, prevede le seguenti attività:

  • Progettazione, insieme all’impresa partner, delle aree di impatto sociale ed ambientale di interesse, su cui focalizzare la richiesta di progetti di social venture.
  • Lancio del concorso presso media e presentazioni in luoghi di aggregazione (es. Università, Associazioni di categoria, etc.).
  • Ricevimento dei progetti di business sociale sul sito di Make a Change.
  • Selezione dei progetti da parte della giuria interna di Make Change, in base ai 6 criteri di valutazione.
  • Scelta dei finalisti del concorso e condivisione della decisione con l’impresa partner.
  • Assistenza ai finalisti nel completamento dei loro business plan da parte di Make a Change.
  • Evento finale di grande impatto, nel quale una giuria di manager e imprenditori di elevato standing sceglie il vincitore.
  • Premiazione del vincitore con contributi in denaro e servizi professionali a supporto dello start-up.
  • Prelazione all’azienda partner per un eventuale investimento nelle social venture finaliste.

“You are Welfare”-“Il più bel lavoro del mondo” edizione 2013-2014

“Il più bel lavoro del mondo”, giunto alla sua quarta edizione, propone quest’anno il tema del Welfare, precisamente: salute, risparmio, istruzione, casa.

Si ha tempo fino al 31 gennaio 2014 per iscriversi al concorso.

Il progetto vincente riceverà 40.000 euro tra finanziamento a fondo perduto e servizi di incubazione per 6 mesi presso Make a Cube. Se hai un’idea imprenditoriale sul Welfare, partecipa, in fondo questo è il lavoro più bello del mondo.